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venerdì 26 maggio 2017

Ania Goledzinowska: "Molti venivano a Medjugorje per fare business...."



Questa è un'intervista fatta ad Ania per un giornale ma che per motivi di spazio alcuni non l'hanno messa per intero... ed ecco perché non si capisce magari tutto fino in fondo e aggiungendo cose che Ania non ha detto.

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Ania Goledzinowska da anni non mette più piede a Milano, dove faceva la modella, aveva una vita di eccessi e frequentazioni vip, valetta di Marco Predolin, storie vere o presunte con Francesco Baccini, Emanuele Filiberto, Cristiano De Andrè. Cantò un Happy Birthday in stile Marylin al compleanno di Silvio Berlusconi e per anni è stata fidanzata col suo Paolo Enrico Beretta (figlio della sorella Maria Antonietta).

 Oggi vive in Puglia con suo marito, ma tra questa vita e quella di prima ce n’è stata una terza: «Dal 2011 al 2014 sono stata in convento a Medjugorje, dove portavo anche tanti giovani e da dove sono andata via disgustata da speculazioni e falsità di cui non volevo essere complice, neanche involontaria», dice.

Come era finita a lì?
«Nel 2010, dopo il mio primo viaggio a Medjugorje, pregavo Gesù di darmi un segno: non ho mai visto lui, non ho visto la Madonna né il sole che gira... Quel giorno non ho sentito la voce di Dio, ma Lui ci parla in tanti modi. E così poco dopo lasciai tutto e andai a stare a Medjugorje con le suore, vivendo e vestendomi con ciò che mi offriva la provvidenza. Ho trascorso tre anni in convento. Mi spogliai completamente e ne fui felice. Ero pronta a difendere Medjugorje a spada tratta. Sono stati gli anni più belli di tutta la mia vita ma, proprio in quegli anni, c’è stato un grande cambiamento lì. Sono cominciati ad arrivare tantissimi pellegrini, soprattutto italiani, e sono arrivati anche tantissimi soldi. Molti venivano a Medjugorje per fare business. Stava nascendo “un sistema”, una vera e propria mafia».

Che cosa intende per “mafia”?
«Alcuni volontari, che da 30 anni portano là viveri e aiuti, sono stati costretti a pagare il pizzo. Altri sono stati minacciati che gli sarebbero stati bruciati i pullman. Gente che usava i soldi della beneficenza per comprare case o macchine. Vedevo cose che non mi piacevano: false vocazioni, finte adesioni alla vita spirituale. I pellegrini, ormai, cominciavano a essere visti solo come turisti e gli italiani come polli da spennare. Mi facevano pena le persone che magari non avevano soldi per vivere e usavano gli ultimi risparmi per pagarsi il viaggio, e poi venivano derisi e trattati come un numero. Ormai oltre alla fede lì si trova di tutto: droga, alcol, prostituzione, sette eretiche, secondo alcuni addirittura sataniche. È diventato pericoloso andare a Medjugorje da soli, senza guide serie e autorizzate, sacerdoti o comunità certificate. Ecco perché sono felice che il Papa stia faccendo un po’ di “pulizia”».

Come sarebbe a dire che è diventato pericoloso andare a Medjugorje?
«Si rischia di finire nelle grinfie di qualche santone. Da Medjugorje spariscono persone, di cui non si hanno più notizie. Due anni fa è sparito anche un sacerdote, ma è solo uno dei tanti.. Dove c’è tanta grazia, c’è anche il demonio. E a Medjugorje girano ormai troppi soldi. Io cercavo la semplicità, la vita francescana, così me ne sono andata. Avevo lasciato Milano per scappare da quel mondo di bugie, inganni, pure apparenze, culto del denaro, non potevo accettare di ritrovare tutto questo a Medjugorje. Tante cose che ho visto lì le tengo per me, per amore verso quel luogo».

E perché oggi ha deciso di parlare così di quel posto?
«Perché c’è tanta gente che attacca Papa Francesco per il fatto che ha voluto vederci chiaro e incaricato il vescovo Henryk Hoser di verificare il culto. Ma le perplessità di Bergoglio sono fondate; lo stesso Hoser ha messo in dubbio che tutti i veggenti di Medjugorje vedano davvero la Madonna. Ha paragonato le apparizioni di Medjugorje a quelle di Rwanda, dove soltanto tre veggenti sono stati riconosciuti dalla Chiesa.  Quelli che oggi attaccano il Papa per i suoi dubbi sono gli stessi che lucrano su quel luogo. Maria di certo non si offende perché il Papa è prudente... Alla Vergine non interessa essere protagonista. Anche se, come sembra, dovessero essere riconosciute solo le prime sette apparizioni, io porterò ugualmente nel cuore quel luogo santo, e ci andrò ogni tanto».

Anche le guarigioni sono dubbie, secondo lei?
«Più di 400 guarigioni sono state valutate dalla commissione istituita dal Papa. Io conosco personalmente una persona che aveva 40 tumori, ora non ne ha nemmeno uno. Ma è un caso su un milione. La vera guarigione è quella del cuore: di quelle ne ho viste tante. E io stessa sono una guarita. Non posso sapere se le apparizioni siano vere, so solo che Medjugorje ha cambiato la mia vita in meglio. Per capire, bisogna andarci, prendere ciò che Medjugorje offre di vero, e tornare a casa propria testimoniando con la vita vissuta, e non solo con le parole, ciò che lì succede. Io posso avere mille dubbi, ma se questa esperienza ha dato una svolta alla mia vita e a quella di tante altre persone, perché non andarci? Perché non credere che forse la Madre di Dio lì veramente c’è? Ma la Madonna è anche a casa nostra, questo è il punto. Se chiediamo il Suo aiuto, Lei arriverà».


Ania aggiunge: 
il mio concetto è quello di non sparlare di Papa perché se perdiamo pure questa certezza che Papa è Pietro scelto da Gesù per portare avanti la Sua chiesa, se perdiamo pastore abbiamo perso la strada che la Madonna indica per la nostra salvezza.
Fonte: OGGI

giovedì 25 maggio 2017

Messaggio, 25 maggio 2017


"Cari figli! L’Altissimo mi ha permesso di invitarvi di nuovo alla conversione. Figlioli, aprite i vostri cuori alla grazia alla quale tutti siete chiamati. Siate testimoni della pace e dell’amore in questo mondo inquieto. La vostra vita qui sulla terra è passeggera. Pregate affinché attraverso la preghiera aneliate al cielo e alle cose celesti ed i vostri cuori vedranno tutto in modo diverso. Non siete soli, Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

25 maggio: compleanno di San Pio. -Ecco perchè amava tanto recitare il Santo Rosario





Sarà il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin a celebrare domani 25 maggio, alle 17.30,  una Santa Messa al Parco Colesanti, alle spalle della sede della Casa Comunale di Pietrelcina, in occasione del compleanno di P. Pio.

L’anniversario della nascita del Santo Sannita viene da sempre celebrato in un clima di gioia, nel piccolo paesino, ma soprattutto con un atteggiamento di profonda preghiera perché ricorda l’importanza del messaggio di Padre Pio di ispirazione francescana e molto caro a Papa Francesco.



" E’ un onore – ha detto il Sindaco Domenico Masone – ed una delicatezza del Vaticano verso Padre Pio ed il suo paese natale che mi onoro di amministrare".

Grande attesa anche tra i cittadini e la comunità Francescana che in maniera sobria e composta si preparano alla celebrazione per attivare percorsi di accoglienza dei tanti pellegrini previsti come ogni anno. Invitati tutti i sindaci sanniti e le autorità locali.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/05/24/news/il_compleanno_di_padre_pio_a_pietralcina-166272216/ 
  

RACCONTIAMO QUALCOSA SU PADRE PIO

 Padre Mariano una volta gli chiese quanti Rosari dicesse: «Quasi trenta, qualcuno in più, e non in meno». «Come fate?», si stupì il confratello. E Padre Pio candidamente rispose: «E la notte che ci sta a fare?». In un'altra circostanza il Padre soggiunse: «Io riesco a fare tre cose contemporaneamente: pregare, confessare e andare in giro per il mondo».(bilocazione)

Uno dei suoi assistenti personali, padre Marcellino , ha testimoniato che al mattino occorreva lavargli le mani una per volta, perché Padre Pio non voleva posare mai la corona, che amava definire «l'arma della difesa e della salvezza, donata dalla Madonna per usarla contro le astuzie del nemico infernale». E spiegava a quanti gli stavano accanto: «Se l'Immacolata a Lourdes e ancora più il Cuore Immacolato a Fatima hanno raccomandato con insistenza la preghiera del Rosario, non significa forse che questa preghiera ha un valore eccezionale per noi e per i nostri tempi?».La Madonna «è la scorciatoia per arrivare a Dio», disse Padre Pio a un figlio spirituale.
Come un qualsiasi bravo figliuolo che ogni tanto desidera riabbracciare la madre, Padre Pio talvolta si recava in bilocazione a Lourdes, come documentano numerose testimonianze di confratelli.



DETTE DA PADRE PIO

A P. Pio da Pietrelcina una volta fu detto:
«Padre, oggi dicono che il Rosario ha fatto il suo tempo...
In tante chiese non lo si prega più».
 
Padre Pio rispose:
 «Satana mira sempre a distruggere questa preghiera,
ma non ci riuscirà mai:
è la preghiera di Colei che trionfa su tutto e su tutti.
È Lei che ce l'ha insegnata,
come Gesù ci ha insegnato il Pater Noster».
Qualche giorno prima della morte,
a Padre Pio fu chiesto di dire qualche buona parola.
Padre Pio rispose con voce profonda e paterna:
«Amate la Madonna e fateLa amare.
Pregate sempre il Rosario».
Fu quasi il suo testamento, tutto mariano.

«Padre Eusebio, prendi la mia arma dalla tasca dell’abito».
Padre Eusebio non capiva e Padre Pio gli indicò la tasca del saio
dove si trovava la sua corona.
I suoi figli spirituali più intimi avevano capito bene
cosa fosse il Rosario per Padre Pio.
Scrive Cleonice Morcaldi:
«la sera prima che morisse era al solito posto,
sulla verandina, con l’arma in mano».


“ AMATE E FATE AMARE LA MADONNA “
  



Da alcuni scritti di Padre Pio



(Sul Santo Rosario)

“Pregatelo spesso, appena potete.
Satana cerca di distruggere questa preghiera
ma non ci riuscirà mai.
E’ una preghiera che regna su tutto e su tutti.
Lei ci ha insegnato a pregare con il Rosario,
come Gesù ci ha insegnato a pregare
Nostro Padre nei Cieli”.
( San Pio da Pietrelcina )


(Sulla pace dell’anima)

“Rammentatevi che la pace dello spirito può mantenersi in mezzo a tutte le tempeste della vita presente; essa, sapete benissimo, consiste essenzialmente nella concordia con il nostro prossimo, desiderandogli ogni bene; consiste ancora nell'essere in amicizia con Dio, mediante la Grazia santificante e la prova di essere uniti a Dio è quella morale certezza che noi abbiamo di non essere in peccato mortale, che gravita sulla nostra anima. La pace, infine, consiste nell'aver riportato vittoria sul Mondo, sul demonio e sulle proprie passioni”.
  
“Sii amante e praticante della semplicità e dell'umiltà, non curarti dei giudizi del Mondo, perché se questo Mondo non avesse qualcosa da dire contro di te, non saresti veramente servo di Dio.
L'umiltà e la carità vanno di pari passo, l'una glorifica mentre l'altra santifica. L'umiltà e la purezza dei costumi sono ali che elevano fino a Dio e quasi divinizzano. Perciò sii sempre e in tutto umile, serbando sempre gelosamente la purezza del tuo corpo e del tuo cuore”.

“Vigilanza, preghiera ed umiltà sono armi per vincere le tentazioni tutte, che non devono andare mai scompagnate da una fiducia illimitata in Dio (la Fede), non mai arrestandoci a metà strada”. (Epist. II, p. 431)

martedì 23 maggio 2017

Che cos'è lo Spirito Paraclito ? - SPIEGAZIONE



Paraclito (παράκλητος, paràclitos in greco) è il termine con cui nel Vangelo secondo Giovanni si indica lo Spirito Santo. Si tratta in origine di un termine del linguaggio giuridico che significava letteralmente "chiamato vicino", cui l'equivalente latino è l'ad-vocatus, cioè "avvocato", inteso come "difensore" o "soccorritore", per estensione "consolatore". Il contesto in cui si usa questo termine nei testi profani è quello del processo, e indica "colui che sta al lato dell'accusato" per difenderlo.
Gesù, nel suo discorso di addio riportato nel Vangelo di Giovanni promette ai suoi discepoli di non lasciarli soli, ma di mandar loro un consolatore (Gv 14,16, Gv 14,26, Gv 15,26, Gv 16,7). In Gv 14,16 lo Spirito è chiamato "altro paraclito", a significare che il primo paraclito è lo stesso Gesù.
LO SPIRITO SANTO,
CHI È?
COME AGISCE?

Chi è lo Spirito Santo?

Lo sapreste descrivere? Lo nominate mai? Pensateci bene...

Quando ad esempio entriamo in Chiesa o ci accingiamo a recitare una preghiera cosa facciamo?
Facciamo il segno della croce e diciamo: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Quando recitiamo la nostra professione di fede, il credo, pronunciamo queste parole:

Credo in Dio Padre onnipotente ...
Credo in Gesù Cristo suo unico figlio ...
Credo nello Spirito Santo che è Signore ...

Se vi si chiede di parlare del Padre o del Figlio riuscireste a dare una risposta, ma per quanto riguarda lo Spirito Santo, la terza persona della Santissima Trinità... sarebbe un po’ più difficile.

Impariamo a conoscerlo un po’ meglio perché è un po’ insensato continuare a nominarlo senza sapere nulla o poche cose su di lui. Anche se è difficile per la nostra piccola mente umana capire fino in fondo il significato della Santissima Trinità, possiamo lasciarci guidare proprio dallo Spirito Santo e dalla Bibbia per comprendere meglio chi è e cosa fa.
Sin dalla creazione, Dio ha detto: ‹‹non è bene che l’uomo sia solo›› (Gen. 2, 18 ), niente di più vero. L’uomo ha bisogno delle relazioni perché la sua vita acquisti potere e possa crescere, ha bisogno di amare e di essere amato.
Noi siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio; facendo questa considerazione possiamo capire che anche Dio è "relazione", è Amore. Tra il Padre e il Figlio c’è un Amore grandissimo e proprio questo dialogo d’amore tra loro due genera una terza Persona: lo Spirito Santo. Quest' ultimo impersona anche l’Amore che Dio ha per noi. Dopo questa riflessione non è possibile pensare ad una di queste persone della Santissima Trinità senza le altre due.

Sin dall’inizio della Genesi sta scritto: ‹‹lo spirito di Dio aleggiava sulle acque›› e quando creò l’uomo si dice ‹‹soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente››.
Come abbiamo visto, sin dall’inizio si parla dello Spirito Santo; proviamo ora a cercare altri brani dove si parla di lui e leggiamoli insieme.

Una raccomandazione però è d’obbligo... dovete sapere che spesso si parla di lui utilizzando dei simboli.

Sappiamo cos’è un simbolo? Facciamo degli esempi...

se vediamo una bandiera con i colori rosso bianco e verde ci viene in mente l’Italia;

la figura della colomba per noi rappresenta la pace;

se in un fumetto vediamo raffigurata una lampadina vicino ad un personaggio pensiamo che lui abbia avuto un’idea.

Ci sono quindi dei segni che rimandano la nostra mente ad altre figure e ad altre realtà. Questi segni non sono altro che i simboli.

Anche nella Bibbia troviamo moltissimi simboli. Dio ha ispirato l’uomo facendogli conoscere tante cose; l’uomo non ha fatto altro che utilizzare i simboli (immagini, animali, suoni) per raccontare queste cose. Ora che abbiamo chiarito, tocca a voi: trovate nella Bibbia i punti dove si parla di Lui.

 La Madonna, Sposa dello Spirito Santo, ne parla spesso nei suoi massaggi a Medjugorje, soprattutto in concomitanza con la festa di Pentecoste, ma non solo. Ne parla molto soprattutto nei primi anni, in quei messaggi dati sporadicamente (prima di iniziare a darli tutti i giovedì);messaggi spesso non riportati nei libri più diffusi e che sono caduti nel dimenticatoio. Dapprima invita a digiunare a pane ed acqua il venerdì, in seguito aggiunge il mercoledì e ne spiega il motivo:" in onore dello Spirito Santo" (9.9.'82).
Invita ad invocare ogni giorno frequentemente lo Spirito Santo con preghiere e canti, in particolare recitando il Veni Creator Spiritus o il Veni Sancte Spiritus. Ricorda, la Madonna, che è importante pregare lo Spirito Santo prima della S.Messa affinché ci aiuti ad entrare nella profondità del mistero che viviamo (26.11.'83). Nel 1983, poco prima della festa di tutti i Santi, la Madonna dice in un messaggio: "La gente si sbaglia quando si rivolge unicamente ai santi per chiedere qualcosa. L’importante è pregare lo Spirito Santo perché scenda su di voi. Avendolo si ha tutto". (21.10.'83) E sempre nello stesso anno, ci regala questo breve ma bellissimo messaggio: "Cominciate ad invocare ogni giorno lo Spirito Santo. La cosa più importante è pregare lo Spirito Santo. Quando lo Spirito Santo discende su di voi, allora tutto si trasforma e vi diventa chiaro". (25.11.'83). Il 25 febbraio del 1982 rispondendo ad una richiesta di un veggente, dà il seguente messaggio molto interessante, in linea con i documenti del Concilio Vaticano II: ad un veggente che le chiede se tutte le religioni sono buone, la Madonna risponde: "In tutte le religioni c'e' del buono, ma non è la stessa cosa professare una religione o un'altra. Lo Spirito Santo non agisce con uguale potenza in tutte le comunità religiose."

La Madonna chiede spesso di pregare con il cuore, non semplicemente con le labbra, e a questa profondità della preghiera ci può condurre lo Spirito Santo; a Lui dobbiamo chiedere questo dono. Nel 2 maggio del 1983 così ci esorta: " Non si vive solo di lavoro, ma anche di preghiera. I vostri lavori non andranno bene senza la preghiera. Offrite il vostro tempo a Dio! Abbandonatevi a Lui! Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo! E allora vedrete che anche il vostro lavoro andrà meglio ed avrete pure maggior tempo libero".


lunedì 22 maggio 2017

Programma : 28° FESTIVAL DEI GIOVANI a Medjugorje dall' 1. 8. al 6. 8. 2017

CHE LA VOSTRA CARITÀ SI ARRICCHISCA SEMPRE PIÙ

E perciò prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento, perché possiate distinguere sempre il meglio. (Fil 1,9)
 
 
Martedì, 1. 8. 2017
18.00     Rosario
19.00     APERTURA DEL FESTIVAL
S. Messa
21.00 – 22.00     Adorazione al Santissimo
 
Mercoledì, 2. 8. 2017
06.00 – 06.40     Rosario sul Podbrdo
intorno alla statua della Gospa
 
09.00     Preghiera
Catechesi
Testimonianze
12.00     Angelus
Pausa
 
16.00     Testimonianze
18.00     Rosario
19.00     S. Messa
20.30 – 21.30     Meditazione con le candele
poi preghiera davanti alla Croce
 
Giovedì, 3. 8. 2017
09.00     Preghiera
Catechesi
Testimonianze
12.00     Angelus
Pausa
 
16.00     Testimonianze
18.00     Rosario
19.00     S. Messa
20.30 – 21.30     Processione
con la statua della Madonna
poi Adorazione al Santissimo
Venerdì, 4. 8. 2017
09.00     Preghiera
Catechesi
Testimonianze
12.00     Angelus
Pausa
 
16.00     Testimonianze (Cenacolo)
18.00     Rosario
19.00     S. Messa
21.15     Spettacolo della Comunità Cenacolo: CREDO
 
Sabato, 5. 8. 2017
09.00     Preghiera
Catechesi
Testimonianze
12.00     Angelus
Pausa
 
16.00     Testimonianze
18.00     Rosario
19.00     S. Messa
20.30 – 21.30     Adorazione al Santissimo
21.30 – 22.00     MANDATO
Congedo con canti
 
Domenica, 6. 8. 2017
Salita sul Križevac (privata)
05.00     S. Messa sul Križevac
 
 
AVVISI
  • Portare cuffie e radiolina con frequenza FM, Bibbia, ombrello.
  • I gruppi che partecipano al Festival non devono programmare altre attività durante i giorni dell’incontro.
  • Durante l’incontro dei giovani (eccetto la domenica) non saranno celebrate le Messe mattutine per i pellegrini. Tutti i pellegrini parteciperanno alla Messa serale con i giovani.
  • Per tutto il tempo del Festival è assicurata la traduzione simultanea: Hrvatski, English, Italiano, Deutsch, Français, Español, Portugues, Polski, Slovensky SK, Slovenski SLO, Magyar, Română, Ruski, Česky, Korean, Arabic, Chinese Mandarine, Chinese Cantonese.
 
  fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/28o-festival-dei-giovani,8900.html

Padre Perrella, su Medjugorje: "Anche Gesù non ha scelto dei santi come apostoli".

Padre Perrella. Medjugorje, perché il Papa non crede alla «Madonna postina»




Giacomo Gambassi giovedì 18 maggio 2017

Parla uno dei membri della Commissione d'inchiesta su Medjugorje, padre Perrella. «Credibili le prime sette apparizioni. Il Papa vuole preservare la purezza della devozione mariana»


Fedeli in preghiera a Medjugorje (Reuters)
Fedeli in preghiera a Medjugorje (Reuters)
«Ciò che sta a cuore a papa Francesco è preservare la purezza della devozione mariana». Padre Salvatore Maria Perrella, preside della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” di Roma, è stato uno dei diciassette membri della Commissione internazionale d’inchiesta su Medjugorje istituita nel 2010 da Benedetto XVI. E con Avvenire legge le parole di Bergoglio che hanno fatto il giro del mondo sulle presunte apparizioni mariane che dal 1981 sei ragazzi (oggi adulti) sostengono di avere. «Francesco non si nasconde e non improvvisa. Se ha affermato ciò che ha avuto una così vasta eco – spiega il sacerdote dell’Ordine dei Servi di Maria, docente di dogmatica e mariologia – è perché chi ha orecchie per intendere intenda».
Padre Salvatore Maria Perrella, preside della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” di Roma (Mazzarella)
Padre Salvatore Maria Perrella, preside della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” di Roma (Mazzarella)

Il religioso fa una premessa. «Il Papa ha avocato a sé ogni decisione su Medjugorje». E nelle sue mani è stato consegnato il rapporto della Commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini che ha concluso il suo impegno nel gennaio 2014. «La Commissione – chiarisce Perrella – è stata chiamata a dare un giudizio seppur non definitivo compiendo una valutazione teologica sulla veridicità o meno del “fenomeno” Medjugorje e a proporre indicazioni pastorali. Il Papa, parlando con i giornalisti, ha spiegato che la Commissione ha sezionato il “caso” in due segmenti: una prima parte riguarda le sette apparizioni iniziali, il nucleo fondativo definiamolo così, che è sembrato credibile. L’altra parte, vale a dire il seguito delle apparizioni che ancora continuerebbero, ha lasciato perplessa la Commissione». A questo punto Bergoglio ha fatto riferimento alla “Madonna capo-ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio”. Che cosa ha voluto dire il Pontefice? «È un fatto assodato – osserva il teologo – che la Vergine sia latrice di messaggi del cielo, ossia di Dio. Basta leggere il Vangelo quando lei afferma: “Qualsiasi cosa il Signore vi dica, fatela”. Tuttavia il Papa è scettico sul fatto che la cosiddetta “Madonna di Medjugorje” mandi messaggi a getto continuo, parli troppo, si presenti a orari prestabiliti. Del resto le apparizione non sono mai a gloria di Maria ma di Dio per le meraviglie compiute nella Vergine. Meraviglie che Dio compie ancora oggi, anche inviando la Madonna perché ricordi a tutti noi che la mano del Signore è paterna e benefica e che la Parola di Dio va accolta e testimoniata. Questo rappresenta il nocciolo della discussione. Le polemiche fanno parte soltanto del chiacchiericcio».
A proposito delle prime apparizioni Francesco ha sottolineato che si può investigare ancora. «Il Papa – nota il preside del “Marianum” – ha ripetuto più volte che la Commissione Ruini ha fatto un lavoro molto buono. Tuttavia i fatti sono talmente complessi e innervati da curiosità che il Pontefice è libero di disporre un’ulteriore indagine. Va ricordato, come ha fatto in maniera chiara Francesco di ritorno dal Portogallo, che al “fenomeno” Medjugorje è legata una grande devozione di popolo che ha portato anche a numerose conversioni. C’è bisogno di preservare i fedeli dalla banalizzazione, dalla superficialità, dal pettegolezzo. In quest’ottica va letta la missione dell’inviato speciale del Papa, l’arcivescovo Henryk Hoser. Si è trattato di una richiesta avanzata della Commissione che grazie al genio pastorale del Papa si è concretizzata. Francesco intende salvaguardare a Medjugorje l’habitat e il modus di preghiera che deve essere il più cristallino possibile».
Fedeli in preghiera a Medjugorje (Reuters)
Fedeli in preghiera a Medjugorje (Reuters)

Padre Perrella ripercorre il lavoro dell’organismo vaticano. «Abbiamo passato al vaglio tutto quello che si poteva e si doveva scandagliare secondo le indicazioni di Benedetto XVI e della Congregazione per la dottrina della fede, tenendo conto delle norme attuali sul discernimento delle presunte rivelazioni». Compresa la vita dei sei “veggenti”. «Le apparizioni prescindono dallo stato di grazia di chi le ha – precisa il mariologo –. Anche Gesù non ha scelto dei santi come apostoli. Pertanto la Commissione ha analizzato la credibilità o meno dei testimoni che ricevono le visioni». Ma quando arriverà un pronunciamento ufficiale? «È innegabile – conclude Perrella – che il Papa abbia dato un’accelerazione anche se è ben consapevole che non si debba correre troppo. Su quanto è emerso è necessarrio meditare e pregare. Le apparizioni sono di aiuto alla fede. Se il popolo - e sono milioni di persone - che si reca a Medjugorje non vive un clima di incontro con il Signore, la Chiesa è tenuta a intervenire».

Fonte:https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/medjugorje-papa-madonna-postina?utm_content=buffer14f02&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

domenica 21 maggio 2017

Lettera al Santo Padre da parte di una Medjugorjana

 Siano Lodati Gesù e Maria!
Quando il cuore sanguina e gli occhi si riempiono di lacrime un unico desiderio che hai è di poter spiegare a Chi hai di fronte dove ha "sbagliato".Quando Ami non puoi stare in silenzio, perché il silenzio crea dei ponti che dividono e non avvicinano... Perciò mi sono permessa di scrivere ...
Caro Papa Francesco
In questi giorni non si  parla d'altro sennò cosa ha detto Santo Padre Francesco a proposito di Medjugorje! Ha detto in un modo ma e stato interpretato in un'altro?! Hanno scritto una cosa ma la Voce diceva un'altra?! E così via ...
Per essere bravi Cristiani noi dobbiamo essere obbedienti alla Madre Chiesa perciò non possiamo essere bugiardi, ecco perché il Santo Padre prima di negare dovrebbe (questo dico con il massimo di rispetto) ascoltare la Voce del Suo popolo?!
Mi ricordo nel 2012 abbiamo fatto pellegrinaggio con il nostro Ex Vescovo e mentre si saliva sul Podbrdo (Colina delle Apparizioni) la gente Lo ringraziava. Lui tranquillo si fermò e disse questa frase " io come Pastore ho il dovere di vedere dove va il mio popolo, se tutti gli anni dalla mia Diocesi partono 200/300 pellegrini, ci Sarà Qualcosa."
Perciò Santo Padre noi Medjugorjani (così ci hanno soprannominato) siamo milioni e milioni sparsi nel mondo intero.
Eravamo drogati, adulteri, alcolizzati, eravamo buoni e bravi ma anche lontani da Dio e chissà cosa altro non eravamo ... Ascolti le nostre testimonianze! Verifichi le nostre vite cambiate! Guardi con i Suoi occhi le sofferenze fisiche e quotidiane dei sei veggenti! Conosca le loro famiglie i loro figli che da quando sono nati sentono (da parte del Monsignor Ratko Peric, Vescovo di Mostar) che i loro genitori sono bugiardi e adesso anche Lei ferisce questi ragazzi ... Lei che viene (così ha detto il famoso 13 Marzo) dalla Fine del mondo, dove ha vissuto tra il regime e il male del mondo tutto quello che ha vissuto... Lei crede veramente che durante il nostro regime ... alla milizia di Tito, Lei crede che un Bambino di 10 anni avrebbe potuto rispondere " se te lo dico che segreto è " ... o invece pensa che la paura li avrebbe fermati. Il bambino di 10 anni vede la Madonna (noi bambini Croati nel 1981 eravamo inconsapevoli delle Aparizioni Mariane nel mondo), a 11 anni perde la Mamma è a 12 il padre. Lei crede che senza aiuto di Dio avrebbe potuto resistere ad in regime che anche Lei Santo Padre conosce. I nostri genitori se andavano in Chiesa venivano timbrati come le pecore, pensa Lei che i nostri genitori martiri avrebbero preso le botte e assaggiato le galere per uno sfizio dei figli al epoca quando dovevamo alzarsi in piedi e salutare la maestra " per la patria e Tito avanti" ... Santità il nostro popolo ha Dio come Padre e la Vergine Maria come Madre !!! I nostri sei ragazzi, adesso sei persone adulte sono stati scelti dalla Madonna e con tanto Amore io Le dico " Ciò che viene da Dio, Uomo non potrà fermare " ... Siamo stati cresciuti con la frase "Sangue dei martiri , seme dei Cristiani" ... dai tempi dei Turchi abbiamo imparato difendersi, hanno provato chiuderci la bocca chiunque era al potere, perciò non cambia nulla. La storia continua!
Tanti dei miei Amici hanno preferito la preghiere e il silenzio (senz' altro hanno fatto bene, anzi hanno fatto bene), ma forse anche per questo la Madonna ha scelto sei piccoli ragazzi da quella Terra arida e seca, perché sapeva che i Messaggi il mondo li avrebbe ricevuti .
E noi che viviamo i Messaggi della Madonna Regina della Pace Le promettiamo le nostre preghiere come La Mamma chiede il 2 di ogni Mese ... perché noi Santità in quel Luogo Santo chiamato Medjugorje abbiamo imparato Amare perché ci siamo sentiti Amati ...
Se io mi sono permessa di scrivere non è perché Le voglio mancare di rispetto, ma perché io ho bisogno del mio Pietro!
Un abbraccio grande grande in Gesù e Maria! 
Romana G.