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mercoledì 15 febbraio 2017

Intervista rilasciata "dall' 'inviato speciali " del Papa a Medjugorje

Monsignor Hoser: “A Medjugorie non mi occuperò dei veggenti”

 “Non conosco il motivo per il quale ha nominato me. Gli sono grato. L’ incarico non mi spaventa. I frutti spirituali di Medjugorje sono buoni.” Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana monsignor Henryk Hoser, polacco, arcivescovo della diocesi Varsavia- Praga, nominato recentemente inviato speciali del Papa per   gli aspetti pastoriali a Medjugorje.

Eccellenza,si aspettava questo incarico?
  "No, e non conosco il motivo per il quale il Papa mi ha nominato. Ovviamente gli sono grato, lo esplicherò col massimo del mio impegno, però non mi spaventa”.
Lei passa per un vescovo conservatore…
“ Io non mi definisco così. Piuttosto sono un uomo di Chiesa  che cerca di essere fedele alla Parola, alla dottrina, e alla Tradizione, ovviamente a tutti i documenti . E allora, se questo vuole dire essere conservatore,  sono  conservatore”.
La Polonia, della quale lei è figlio, nutre verso Medjugorje, generalmente, sentimenti positivi…
“ In effetti risponde al vero. I cattolici di questa nazione, che è profondamente mariana, hanno una bella idea di Medjugorje,  questo per linee generali. E ci vanno  numerosi. Del resto, a Medjugorje ogni anno arrivano 2000.000  di pellegrini e questo  qualche cosa  significa. Io però non mi occuperò degli aspetti teologici e delle apparizioni  che sono oggetto della Commissione Pontificia. Il mio raggio di azione è la pastorale”.
I veggenti?
“ Per me non sono nè un problema, nè il problema. Le ripeto, non fanno parte del mio compito”.
Giovanni Paolo II che lei conosceva bene,  nutriva buoni sentimenti verso Medjugorje…
“ Lui era devoto alla Madonna in  genere, compresa quella di Medjugorje. Non è una cosa cattiva”.
La Madonna di Medjugorje è Regina della Pace, ma anche della Famiglia che lei da vescovo sostiene in modo deciso..
“ Vero. E’ molto importante invocare Maria per la protezione della famiglia formata da uomo e donna uniti nel matrimonio sacramento. Nelle apparizioni di Medjugorje troviamo al centro il rosario, l’ adorazione eucaristica, il digiuno, la penitenza, tutte cose positive per la vita e lo sviluppo della fede che vanno incentivate ed incoraggiate”.
Quali sono i frutti di  Medjugorje?
“ Come le dicevo, io mi limito alla pastorale e non alla dottrina e dunque non al tema veridicità. In quanto ai frutti sulle anime, mi sembrano positivi. Per frutti intendo la pratica dei sacramenti, le conversioni, il cambio nello stile di vita, la partecipazione alla messa e questo avviene a Medjugorje  , non possiamo negarlo e non tenerne conto pastoralmente”.
Lei ultimamente è stato malato gravemente. E’ vero che ha pregato anche la Madonna di Medjugoria?
“ Ho contratto la malaria in Africa. Ho pregato la Madonna,  io credo a Maria in tutte le sue manifestazioni”.

Fonte:http://www.lafedequotidiana.it/esclusivo-monsignor-hoser-medjugorie-non-mi-occupero-dei-veggenti/

martedì 14 febbraio 2017

A Medjugorje i giovani scoprono l’amore e la semplicità di Dio





Per sapere cosa vivono i giovani quando si sentono chiamati a scoprire l’amore di Dio è necessario chiederlo a chi ha fatto personalmente questa esperienza.
In un intervista fr Jean Uriel Frey, membro della Comunità delle Beatitudini, ci racconta la sua conversione avvenuta a Medjugorje e come ha messo a disposizione di altri giovani il suo "tesoro".

Mi chiamo Jean Uriel, sono svizzero di lingua tedesca, nato a Lucerna e ho 32 anni. Ho sentito parlare di Medjugorje 12 anni fa da mio fratello maggiore quando lui mi ha invitato a venire qui in pellegrinaggio. Ho accettato senza sapere nulla di ciò che in realtà succedeva in questo luogo. Ricordo, come se fosse ieri, che sin dal primo giorno ho sentito la grazia di Dio su di me. A un certo punto di quel primo giorno persi il piccolo gruppo con il quale ero venuto, e così dietro la chiesa, da solo, ho incontrato l’amore e la grande misericordia di Dio. Ho pianto tutte le lacrime che avevo dentro, che esprimevano non solo il mio dolore, ma anche la gioia e la riconoscenza verso il Padre che mi amava per quello che ero veramente.
Quel momento, quella esperienza, mi hanno segnato per tutta la mia vita. Non subito, ma pian piano, il Signore ha potuto lavorare nel mio cuore. Cominciai lentamente a scoprire il ruolo della Vergine Maria nella mia vita e il suo compito nella Chiesa. Mi posi alla sua scuola in ricerca della mia vocazione; così, alcuni anni più tardi, sentii chiaramente la chiamata al sacerdozio e alla vita religiosa nella Comunità delle Beatitudini, dove vivo già da 7 anni. Per la festa dell’Ascensione ho professato solennemente i miei voti.
Sono tornato più volte a Medjugorje Ora mi trovo qui con un gruppo di 170 giovani francesi, alcuni italiani e tedeschi, per partecipare al festival. La cosa che mi ha colpito, così come era anche successo le altre volte, è stata l’essermi sentito subito avvolto dalla presenza della Vergine Maria. Quando mi avvicino alla chiesa e vedo i giovani che pregano attorno alla rotonda ho l’impressione che il manto della Madonna li ricopra e che tutti trovano la grazia di sentirsi figlio di Dio.


d. Cosa cercano i giovani a Medjugorje e cosa trovano?


I giovani nel profondo cercano Dio, anche se tante volte non lo esprimono direttamente. Molti mi hanno detto che sono venuti per caso e che loro stessi non sanno il perché; ma penso che in loro ci sia la ricerca di qualcosa di più, di qualcosa che può veramente donare un senso alla loro vita e al quale non possono dare un nome. Credo che la maggioranza dei giovani trovi a Medjugorje la certezza di essere amato profondamente da Dio, così come essi sono... Nello stesso tempo scoprono che questo Padre pieno di bontà e di amore gli ha dato anche una Madre che li aiuta nel loro cammino di fede. A Medjugorje trovano anche una chiesa molto semplice, fraterna e viva. Al Festival dei giovani si respira lo stesso spirito della GMG (ndr. Giornata Mondiale della Gioventù), dove è presente una grande diversità, tante nazionalità, gente di tutti i tipi, gruppi di preghiera di origine differenti e tutti sono afferrati dalla stessa grazia, dalla stessa fede e dalla sicurezza di essere figli di Dio e della Vergine Maria.


d. Come amano pregare i giovani? Sono molto sorpreso perché quest’anno ho realizzato che il modo di pregare, soprattutto in questo festival della gioventù, è caratterizzato da una grandissima semplicità ed apertura. Sono felice di vedere come i responsabili dei gruppi e del festival accolgano con cuore aperto tanti predicatori così diversi tra loro e come proprio i predicatori formano armoniosamente un solo corpo, senza contraddizioni, senza competizioni. Si vive una grande libertà e la gente viene aiutata attraverso il canto a pregare con tutto il corpo e con la gestualità. I giovani sono molto sensibili a questo perché possono esprimere con naturalezza ciò che abita nel loro cuore.
Generalmente è molto difficile riuscire a far cantare i giovani che stanno ancora scoprendo la Chiesa. Ad esempio, qualche settimana fa mi trovavo in un incontro in Francia dove erano presenti circa 400 giovani. In quell’occasione sono stati necessari più giorni per far entrare i giovani nella lode davanti a Dio, da esprimere con il canto e con i gesti; invece qui a Medjugorje, fin dal primo giorno, ho avuto l’impressione che tutti possono seguire con facilità questo modo di pregare. E’ davvero un dono di Dio questa semplicità con cui tutti riescono a vivere una sorta di infanzia spirituale.


d. Cosa dici ai giovani che si sentono chiamati a stare più vicini a Dio, come li accompagni, cosa gli consigli per capire dentro di sé la loro vocazione?


Mi è capitato spesso di vedere che a Medjugorje i giovani vivono delle esperienze molto forti che li coglie impreparati Ne ho incontrati molti, tra questi una ragazza, Veronique, che è venuta qui invitata da sua cugina e non sapeva neanche perché fosse venuta. Viaggiavamo sullo stesso pullman e lei era molto sorpresa, le appariva tutto strano, non capiva cosa stavamo facendo... ma quando siamo arrivati anche lei è stata subito rapita dalla grazia e ha scoperto la bellezza e la gioia di credere. In pochi giorni ha fatto una cammino incredibile! La domanda più frequente che essi mi pongono è: cosa avverrà dopo questi giorni qui a Medjugorje, una volta rientrati a casa?
Nei colloqui personali, consigliamo ai giovani di provare a continuare a vivere nelle proprie case un breve tempo quotidiano di preghiera personale con Dio e, possibilmente, di inserirsi in un gruppo di preghiera dove poter condividere le proprie esperienze, così come la Vergine ci invita nei suoi messaggi. La Madonna ci indica i cinque strumenti che ormai sono noti a tutti, ma non sempre per i giovani è facile vivere il digiuno. Ritrovarsi in un piccolo gruppo di preghiera li può aiutare a vivere la grazia ricevuta a Medjugorje, affinché essa possa lentamente penetrare le radici della loro vita e trasformarla.
Desidero aggiungere ancora qualcosa: il nostro pellegrinaggio aveva un tema specifico "Vivere sotto la guida dello Spirito Santo" (cfr. Gal 5,16). Vedo che qui a Medjugorje tutta la vita cristiana diventa molto facile. Tante volte i giovani dicono che essa è impegnativa, e anche lo nostra esperienza ci mostra che spesso non è facile seguire Cristo nel nostro quotidiano con tutto quello che il mondo ci propone, ma sentiamo anche che attraverso Maria tutto diventa più semplice. Veramente questa Madre che ci prende per mano e che ci aiuta a seguire Cristo, in una grande tenerezza e semplicità. Lei che è riempita dello Spirito Santo, ci aiuta a fare tutto nella forza dello Spirito e non attraverso le nostre capacità.


d. L’esperienza della preghiera carismatica spinge un po’ ad una preghiera di lode, di gioia... Come parlate ai giovani della croce, come affrontate nelle vostra spiritualità la sofferenza vissuta come elemento di corredenzione e di salvezza?


Per noi, in Comunità, la Croce ha un posto molto importante. E’ vero che a Medjugorje l’aspetto più evidente in questi giorni del festival è la gioia vissuta con spirito di fraternità, ma è anche vero che non siamo ancora saliti sul monte della Croce; lo faremo insieme agli altri per la messa finale. Ma dalla mia esperienza passata so anche che i pellegrini testimoniano che vengono maggiormente colpiti dalla Via crucis sul monte Krizevac, anche se spesso è umanamente difficile a vivere.
Per me questa è la prova che Maria non fa altro che guidarci verso Cristo: Come ho già detto, 12 anni fa ho incontrato Gesù e il suo amore, e allora era difficile comprendere il posto di Maria: ho avuto bisogno di tempo. Per me il suo ruolo è nella Chiesa, ma il suo unico desiderio è quello di guidarci verso suo Figlio e nelle braccia del Padre. Allora non mi sorprende che tanti giovani scoprono l’amore di Cristo nella Via crucis, perché nella morte sulla croce Dio ci ha mostrato il suo più grande amore per tutti noi.


d. Nella tua famiglia siete quattro figli e tutti consacrati...


Tutte le opere di Dio si realizzano sempre in una grande semplicità... Ciascuno di noi fratelli (tra cui una sorella) è stato chiamato alla vita consacrata, ma questo è successo in una maniera così naturale! Devo ammettere che quando la gente lo viene a sapere umanamente gli sembra un po’ strano, persino shockante, ma è importante dire che questo si inscrive nella storia personale di ognuno.
Il Signore fa le cose molto dolcemente, con naturalezza; ognuno di noi è stato chiamato a seguirlo nella vita consacrata in Comunità diverse, "colorate" diversamente (lo dimostrano gli abiti che indossiamo!), e questo non si fa da un giorno all’altro. Ciascuno di noi è cresciuto con la Grazia di Dio. Allora approfitto per dire un grande grazie al Lui per la chiamata che ci ha donato, per me essa è personalmente una grande gioia e penso che lo sia anche per i miei fratelli. Lo ringrazio anche per i nostri genitori, che non sono delle persone straordinarie, direi che sono come tutti gli altri, ma è vero che essi sono riusciti ad aprirsi alla volontà di Dio e a rimanere sempre aperti a ciò che Dio voleva realizzare nella vita dei loro figli. E con prontezza e semplicità hanno accettato la nostra vocazione.


d. Cos’altro vuoi dirci?


Voglio approfittare per invitare tutti a mettersi alla scuola della Madonna, di essere in ascolto di ciò che Lei vuole dirci. Oggi, il 5 agosto, qui a Medjugorje si festeggia il suo compleanno (ndr. secondo quanto è stato da lei stessa rivelato in un messaggio), e penso che la gioia più grande di una madre sia sapere che i suoi figli sono sereni. L’unico desiderio della Vergine Maria e saperci felici; per essere in questa beatitudine, in questa gioia dei figli di Dio, dobbiamo farci guidare da Lei: sarà Lei a comunicarci la felicità di sapere che Cristo è il nostro Salvatore.
Infine vorrei invitare i giovani a venire a Medjugorje, in particolar modo nei giorni del festival. Ai "grandi" direi di non esitare ad offrirgli il viaggio come regalo di Natale o di compleanno, così come mio fratello più grande lo ha offerto a me la prima volta. Probabilmente non sarei mai venuto e mai avrei potuto vivere quello che ho vissuto... Vi invito allora ad essere creativi a farvi promotori di questi viaggi, per permettere ad altri giovani di vivere la gioia di sentirsi amati dalla Regina della Pace.
Fonte: Eco di Maria nr.159

lunedì 13 febbraio 2017

Il vescovo di Mostar scrive all' “Inviato Speciale della Santa Sede”,

Eccellenza Reverendissima!
Avuta la notizia sulla Nomina Pontificia dell’Eccellenza Vostra ad “Inviato Speciale della Santa Sede”, con l’incarico di approfondire la conoscenza della realtà pastorale della parrocchia di Medjugorje, appartenente a questa Diocesi di Mostar-Duvno, l’incarico di un carattere esclusivamente pastorale, vorrei esprimerLe le mie fraterne congratulazioni ed anche preghiere al Signore per un ottimo esito della Sua missione.
Sin d'ora Le assicuro, Eccellenza, una fraterna accoglienza e un sincero benvenuto in questa Diocesi, in particolare nella parrocchia di Medjugorje.
Questa Curia diocesana Le sta a disposizione per quanto riguarda la Sua visione della situazione pastorale di detta parrocchia. 
In attesa di buone notizie e dell’arrivo della Sua stimata Persona, Le invio i miei migliori saluti ed auguri
+ Ratko Perić, vescovo

Esprimo filiale gratitudine al Romano Pontefice, e un cordiale benvenuto a Mons. Hoser

COMUNICATO DEL PROVINCIALATO DELLA PROVINCIA FRANCESCANA DELL'ERZEGOVINA IN OCCASIONE DELLA NOMINA DELL'INVIATO SPECIALE DELLA SANTA SEDE PER MEDJUGORJE.
Oggi, 11 febbraio 2017, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, alle ore 12:00, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto che il Santo Padre Francesco ha nominato un Inviato Speciale della Santa Sede per Medjugorje nella persona di S.E. Mons. Henryk Hoser, S.A.C., Arcivescovo polacco, attuale Ordinario di Warszawa – Praga.

A nome della Provincia Francescana dell'Erzegovina, alla cui cura pastorale la parrocchia di Medjugorje è affidata, esprimo filiale gratitudine al Romano Pontefice, il Santo Padre Francesco, per l'autentica sollecitudine ed attenzione pastorale mostrata con tale nomina.
Rivolgo al contempo a S.E. l'Arcivescovo Mons. Hoser un cordiale benvenuto. Questa Provincia, ed i francescani che svolgono il loro ministero pastorale a Medjugorje, accolgono l'Inviato Speciale designato dalla Santa Sede con rispetto e devozione, confermandogli la loro sincera e piena collaborazione e promettendogli le loro preghiere per un'attività feconda e benedetta nell'espletamento del compito a lui affidato.
Mostar, 11 febbraio 2017
Fra Miljenko Šteko, provinciale

Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/comunicato-della-curia-provinciale-della-provincia-francescana-dellerzegovina-in-occasione-della-nomina-dellinviato-speciale-della-santa-sede-per-medjugorje,8608.html

sabato 11 febbraio 2017

Papa Francesco nomina un vescovo per aiutare la parrocchia di Medjugorje

Medjugorje, un inviato del Papa per le esigenze dei fedeli

Francesco nomina il vescovo polacco Hoser: nessuna nuova indagine sulle apparizioni, ma avrà l’incarico di suggerire iniziative pastorali per il futuro



Pubblicato il 11/02/2017

città del vaticano
Il Papa nomina un suo «inviato speciale» a Medjugorje. Ma non per fare un supplemento d’inchiesta sulle apparizioni mariane iniziate nel 1981 e non ancora interrotte, come ipotizzato da alcune anticipazioni. Al centro delle preoccupazioni di Francesco ci sono i tantissimi pellegrini che visitano la parrocchia e il luogo delle prime apparizioni nel paesino dell’Erzegovina divenuto un centro mariano tra i più frequentati del mondo.

«In data 11 febbraio 2017 il Santo Padre - si legge nel comunicato della Segreteria di Stato vaticana - ha incaricato» monsignor Henryk Hoser, arcivescovo-vescovo di Warszawa-Praga (Polonia), «di recarsi a Medjugorje quale inviato speciale della Santa Sede».

Subito dopo la nota chiarisce i motivi della nomina e ne circoscrive gli obiettivi, smentendo quanti ritenevano che Bergoglio volesse nuove indagini dopo quelle approfondite e durante cinque anni, concluse nel 2015 dalla commissione di porporati ed esperti guidati dal cardinale Camillo Ruini.

«La missione - si legge ancora nel comunicato - ha lo scopo di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà, pertanto, un carattere esclusivamente pastorale». È da sottolineare l’espressione «esclusivamente pastorale», che spiega bene le finalità dell’incarico di Hoser, il quale non dovrà fare lo 007 della Congregazione per la dottrina della fede, ma dovrà entrare nel merito dei problemi pastorali da anni presenti a Medjugorje.

Non è un mistero che un atavico contrasto contrappone i francescani al clero secolare e al vescovo della diocesi competente, che è quella di Mostar. Il vescovo precedente, Pavao Zanic, come pure l’attuale, Ratko Peric, sono profondamente contrari alle apparizioni. Una delle conclusioni alle quali era arrivata la commissione Ruini riguardava proprio i problemi pastorali. Tra le proposte quella di trasformare la parrocchia di Medjugorje in santuario alle dirette dipendenze della Santa Sede. Un’altra possibilità era invece quella di smembrare il territorio di Medjugorje dalla diocesi di Mostar per riesumare una vecchia diocesi soppressa.

Con la nomina di oggi si conferma l’atteggiamento di Papa Francesco nei confronti di questi fenomeni. Nonostante abbia più volte messo in guardia dalla morbosa attenzione verso i «messaggi» e i «segreti» attribuiti alla Madonna, che in alcuni casi finisce per distogliere alcuni fedeli dal cuore del messaggio evangelico, Bergoglio mostra grande rispetto per ciò che avviene in questi luoghi. E nel caso di Medjugorje, milioni di persone vi sono transitate e vi ritornano, partecipando a intense esperienze spirituali e in molti casi scoprendo la fede o ritrovando la fede perduta.

Per quanto riguarda il fenomeno e la sua origine, la commissione Ruini aveva concluso suggerendo un pronunciamento favorevole al riconoscere la natura soprannaturale delle primissime apparizioni mariane, sospendendo invece il giudizio su tutto ciò che è venuto dopo. Com’è noto, secondo il racconto dei veggenti - ragazzi nel frattempo diventati adulti - la Madonna dopo essere apparsa sulla collina vicina al paese e poi nella chiesa parrocchiale, continuerebbe ad apparire loro ad orari o giorni prestabiliti ovunque essi si trovano.

Le conclusioni della commissione Ruini, che aveva valutato un’enorme mole di documenti, analizzato tutti i messaggi, ascoltato tutti i testimoni e più volte gli stessi veggenti, era stata consegnata a Francesco nel 2014. Da allora il dossier è passato alla Congregazione per la dottrina della fede. Il Papa stesso, durante il volo di ritorno da Sarajevo, aveva detto ai giornalisti che Ruini aveva fatto «un bel lavoro», annunciando una imminente discussione del caso all’ex Sant’Uffizio. Ma da allora non ci sono più state novità.

Il segnale della nomina del vescovo polacco indica quale sia la priorità del Pontefice: le esigenze dei pellegrini, la loro cura pastorale. Monsignor Hoser, conclude la nota vaticana «continuerà ad esercitare l’ufficio di arcivescovo-vescovo di Warszawa-Praga» ed è previsto che «completi il suo mandato entro l’estate prossima».

Fonte:http://www.lastampa.it/2017/02/11/vaticaninsider/ita/vaticano/medjugorje-un-inviato-del-papa-per-le-esigenze-dei-fedeli-bAQjo5BXja873cTvdI5xeN/pagina.html

Il Papa nomina mons. Hoser inviato speciale della S. Sede a Medjugorje



Comunicato della Segreteria di Stato: Nomina dell’Inviato Speciale della Santa Sede per Medjugorje, 11.02.2017




Testo in lingua italiana
Traduzione in lingua inglese
Testo in lingua italiana
In data 11 febbraio 2017 il Santo Padre ha incaricato S.E. Mons. Henryk Hoser, S.A.C., Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga (Polonia), di recarsi a Medjugorje quale Inviato Speciale della Santa Sede.
La missione ha lo scopo di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà, pertanto, un carattere esclusivamente pastorale.
È previsto che S.E. Mons. Hoser, il quale continuerà ad esercitare l’ufficio di Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga, completi il suo mandato entro l’estate prossima.
[00219-IT.01] [Testo originale: Italiano]
Traduzione in lingua inglese
Special Envoy of the Holy See Named for Medjugorje
On February 11, 2017, the Holy Father entrusted Archbishop Henryk Hoser, S.A.C., bishop of Warsaw-Prague (Poland), to go to Medjugorje as Special Envoy of the Holy See.
The mission has the aim of acquiring a deeper knowledge of the pastoral situation there and above all, of the needs of the faithful who go there in pilgrimage, and on the basis of this, to suggest possible pastoral initiatives for the future. The mission will therefore have an exclusively pastoral character.
Archbishop Hoser, who will continue to exercise his role as bishop of Warsaw-Prague, is expected to finish his mandate as Special Envoy by summer of this year.
[00219-EN.01] [Original text: Italian - working translation]

Fonte:http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2017/02/11/0092/00219.html

  Il direttore della Sala Stampa vaticana Greg Burke ha sottolineato che "la missione dell'Inviato Speciale è un segno di attenzione del Santo Padre verso i pellegrini. Lo scopo non è inquisitorio, ma strettamente pastorale. L'Inviato non entrerà nella questione delle apparizioni mariane, che sono di competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, e sarà in contatto con il vescovo diocesano, i frati minori francescani - ai quali è affidata la parrocchia di Medjugorje - e con i fedeli del luogo”. Quindi ha concluso: "E' una missione per i pellegrini, non è contro nessuno".
 

Il Papa, manderà a Medjugorje un vescovo di sua stretta fiducia


Comunicato della Segreteria di Stato: Nomina dell’Inviato Speciale della Santa Sede per Medjugorje, 11.02.2017





Testo in lingua italiana
Traduzione in lingua inglese
Testo in lingua italiana
In data 11 febbraio 2017 il Santo Padre ha incaricato S.E. Mons. Henryk Hoser, S.A.C., Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga (Polonia), di recarsi a Medjugorje quale Inviato Speciale della Santa Sede.
La missione ha lo scopo di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà, pertanto, un carattere esclusivamente pastorale.
È previsto che S.E. Mons. Hoser, il quale continuerà ad esercitare l’ufficio di Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga, completi il suo mandato entro l’estate prossima.
[00219-IT.01] [Testo originale: Italiano]
Traduzione in lingua inglese
Special Envoy of the Holy See Named for Medjugorje
On February 11, 2017, the Holy Father entrusted Archbishop Henryk Hoser, S.A.C., bishop of Warsaw-Prague (Poland), to go to Medjugorje as Special Envoy of the Holy See.
The mission has the aim of acquiring a deeper knowledge of the pastoral situation there and above all, of the needs of the faithful who go there in pilgrimage, and on the basis of this, to suggest possible pastoral initiatives for the future. The mission will therefore have an exclusively pastoral character.
Archbishop Hoser, who will continue to exercise his role as bishop of Warsaw-Prague, is expected to finish his mandate as Special Envoy by summer of this year.
[00219-EN.01] [Original text: Italian - working translation]

Fonte: http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2017/02/11/0092/00219.html

 Il direttore della Sala Stampa vaticana Greg Burke ha sottolineato che "la missione dell'Inviato Speciale è un segno di attenzione del Santo Padre verso i pellegrini. Lo scopo non è inquisitorio, ma strettamente pastorale. L'Inviato non entrerà nella questione delle apparizioni mariane, che sono di competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, e sarà in contatto con il vescovo diocesano, i frati minori francescani - ai quali è affidata la parrocchia di Medjugorje - e con i fedeli del luogo”. Quindi ha concluso: "E' una missione per i pellegrini, non è contro nessuno".