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domenica 8 dicembre 2013

8 Dicembre - Festa dell'Immacolata Concezione: Una riflessione di Padre Jozo Zovko

















Oggi è la festa dell'Immacolata, Lei primo tabernacolo, Lei roveto ardente da dove parla Dio.

Oggi è una Nuova Creazione, è nata una nuova Eva, concepita senza peccato. Oggi sulla terra che è stata buia, distrutta, è nata una nuova creatura dal Padre, da Dio onnipotente, da Jahvè. Egli ha detto: "oggi sia una Nuova Donna". Oggi su questa terra è stata creata la persona che è diventata la "piena di Grazia", nata così, cresciuta così, che oggi esiste così. Per questo siamo felici quando ci chiama "cari figli". Ecco, cerchiamo di avvicinarci a Lei, Lei ci spiegherà come è possibile rinnovare, aprire il cuore e accettare il Figlio. Lei sa come è successo il dramma a Betlemme, Lei è testimone di come ha risposto Betlemme: le porte chiuse, non c'è posto. Tragico: non c'è posto.

Ha dovuto cercare fuori, Gesù è nato in mezzo ai campi, nella grotta, nella stalla.

La Madonna combatte, combatte per la Chiesa. Combatte, vuole aprirci gli occhi. Per questo è triste quando noi non capiamo, come ha detto a Fatima: "Fate digiuno e pregate, perché ci sarà una grande guerra se il mondo non si convertirà". Milioni sono caduti nelle due guerre: gli occhi sono rimasti chiusi.

Dobbiamo iniziare a credere nella potenza della preghiera. Credere come Davide: "Prendi tu come pastore cinque sassi, la tua fionda, vai nel mio nome". E' successo il miracolo. Il giovane Davide ha creduto, ha risposto: "Sì,credo che posso nel nome di Jahvè vincere e salvare Gerusalemme".

Tenendo il rosario in mano, come cristiano, cattolico, credente, io confesso: la mia potenza non è nell'euro, non è nella mia macchina, nella mia fabbrica, la mia potenza è nella preghiera. Per questo posso essere inginocchiato e passare un' ora oggi nella preghiera. Da qui viene la mia Luce. Per questo posso dire: "lo ho visto il mio Signore, Lui è vivo, è risorto, mi ama".

Eventuali imprecisioni nel testo sono imputabili alla trascrizione della parola parlata ed al fatto che il Padre non ha avuto modo di visionare e correggere il testo stesso.

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