Translate

sabato 14 dicembre 2013

La Madonna cantava con i veggenti: la preghiera del cuore.



La preghiera è il linguaggio normale della fede, l'espressione della vita comune con Dio.
Essa forma la trama stessa delle apparizioni. I veggenti compresero subito che dovevano pregare per accoglierla o per farla ritornare quando scompariva. Durante ogni apparizione, essi recitano con lei il Pater e il Gloria, che essa intona e loro continuano. Le loro voci che svaniscono durante l'estasi, in quel momento riappaiono, per sottolineare il valore della preghiera con la Madonna. E il punto centrale di ogni apparizione e tutti noi possiamo pregare con la Madonna.
A Medjugorje, tutto è cominciato con una preghiera vocale tradizionale: sette Pater, Ave, Gloria e canti conosciuti che la Madonna cantava con i veggenti. La preghiera delle apparizioni sfocia molto rapidamente nella messa che la segue e la completa ogni giorno.
la Madonna cantava con i veggenti: la 'preghiera del cuore'. Jelena ed Ivan hanno ricevuto questa consegna dalla Madonna per il loro gruppo e, più ampiamente, per tutti. La preghiera non è soltanto richiesta, ma scambio con Dio, partendo anche dal silenzio, nel quale ci disponiamo a ricevere Dio nell'intimo, dove egli ci abita e non è un dialogo monotono, ma variato. Negli anni in cui si educava metodicamente alla preghiera, si riassumevano gli atteggiamenti fondamentali nella parola latina ARDOR che caratterizza lo slancio della preghiera:

E importante comprendere bene e fare propri questi atteggiamenti fondamentali.
1. Adorazione del Creatore. E l'atteggiamento primordiale e capitale: inginocchiarsi, prostrarsi, con le braccia in croce o con altri gesti che possono aiutare, perché anche il corpo deve umilmente prendere parte a questa comunicazione trascendente.
2. Ringraziamento. Indica un sentimento assai raro quaggiù: la riconoscenza. Il rendimento di grazie deve salire verso Dio, anzitutto per ciò che egli è, e poi per ciò che ci dona. E la grazia che rendiamo a Dio non ci è tolta, ma viene moltiplicata, proprio in forza di questa nuova comunicazione con Dio stesso.
3. Domandare. E la cosa che ci viene subito in mente quando si parla di preghiera. Ma si tratta più di accogliere il dono di Dio che di chiedere. Bisogna imparare a dirgli: "Signore, cosa vuoi che io faccia? Che mi dici oggi?", perché lui ha sempre qualcosa da dirci. E il nostro ascolto che manca. La preghiera trova la sua armonia e la sua efficacia quando abbiamo compreso i disegni di Dio sul mondo e su di noi, per quanto grandi siano. In questa illuminazione profonda la speranza non delude.
4. La preghiera è offerta, dono di sé, disponibilità: la nostra vita, la nostra morte, sono sacrifici insostituibili che nessuno può fare al nostro posto. Tale è il sacerdozio di tutti i fedeli, sia preti che laici. Questa consacrazione termina per ciascuno di noi con l'olocausto della morte, l'ultimo atto, l'atto più prezioso di tutta la nostra vita, perché ci identifica profondamente alla croce di Cristo, e sfocia nel compimento del suo Amore.
5. Infine, risoluzione; la preghiera non è apparenza, poesia o effervescenza immaginativa su Dio e sull'aldilà. E impegno della volontà radicata in Dio, programmazione illuminata dallo Spirito santo, innesto nelle realtà del nostro mondo.

Nessun commento:

Posta un commento