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giovedì 12 dicembre 2013

Santa Lucia, la notte più lunga che ci sia

santa lucia

Un’aurea magica calerà su molte case,  nella notte fra il 12 e il 13 dicembre quando migliaia di bambini attenderanno pazienti nei loro lettini che Santa Lucia arrivi e lasci i doni tanto attesi.
Dopo una piccola pausa ristoratrice per la Santa e il suo fido asinello, ripartirà alla volta della casa di un altro bambino.
Una tradizione consolidata e che affonda le radici nel tempo, tramandata di generazione in generazione, ma che rinnova ogni anno il sapore incantato dell’attesa e della scoperta dei premi tanto desiderati e tanto meritati sotto l’albero addobbato.
Se nelle case dove la Santa passa i bambini non possono assolutamente vederla – pena l’essere investiti da una pioggia di cenere che offuscherà loro la vista – nelle scuole, così come nei reparti di pediatria, negli oratori o anche in alcune piazze cittadine il passaggio della Santa diviene un momento di festa e di incredulità per i bambini, sospesi fra la gioia della presenza di Santa Lucia e il timore che la veste nivea della Santa, celata in  volto da un velo, incute in loro.
Una tradizione che preannuncia il Natale non solo in Italia, ma anche in paesi del Sud America (come in Brasile) o del Nord Europa (come in Svezia) dove la festa è particolarmente sentita perché in passato, per una questione di sfalsamento fra il calendario giuliano e l’anno solare, il 13 dicembre cadeva il solstizio d’inverno. E chi meglio della Santa, la cui radice del nome significa “luce” (da latino lux), poteva rappresentare l’inizio di una stagione che piano piano allunga il dì sulla notte?

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