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martedì 28 gennaio 2014

Attorno a Medjugorje ci sono molte leggende metropolitane ...

...ci sono molti segni, molte guarigioni, soprattutto del cuore... La nostra prima occupazione però deve essere quella di aprirci allo Spirito Santo e a quello che il Signore, attraverso la nostra cara Mamma, ha già preparato per noi. Potrebbe essere una cosa grande o qualcosa di piccolo ma ben più utile a noi di tante cose grandi: Lui conosce il nostro cuore e sa di cosa abbiamo bisogno.

Non andiamo a Medjugorje per cercare segni, per guardare il sole che rotea, per scattare fotografie nella speranza che sviluppandole ci si possa vedere qualcosa di particolare! Ricordiamoci che se andiamo a Medjugorje è perché abbiamo risposto alla chiamata di Maria: Lei sta aspettandoci per qualcosa di molto più importante dei segni esterni e momentanei… Lei sta aspettandoci per portaci a Suo Figlio, Gesù!

Sentiamo raccontare tante belle esperienze vissute a Medjugorje: ringraziamo Dio per questo... ma non è detto che per noi ci sia pronta la stessa esperienza. C’è chi si è rappacificato con il Signore, chi con se stesso, chi con la famiglia... Ci sono separati che hanno ricostruito il loro matrimonio, fidanzati in crisi che si sono sposati e single che hanno trovato l’anima gemella... ma questo è capitato a loro, non è detto che debba per forza capitare anche a tutti gli altri... Ci sono ex seminaristi che hanno riscoperto la loro vocazione al sacerdozio, giovani e meno giovani che hanno sentito di poter rispondere a Dio che li chiamava alla vita consacrata... La è come avere uno specchio e guardarsi dentro... Per questo il consiglio che do a tutti è quello di guardare bene e nella verità, dentro se stessi: pochi discorsi, tanta preghiera e tanto raccoglimento per aprirci alla grazia che in quel momento sta cercando noi. È bellissimo ascoltare le esperienze degli altri, ma dobbiamo riuscire a fare in modo che queste non ci condizionino, rischiando di “bruciare” il progetto che Dio ha su noi stessi.



Angela Magnoni

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