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domenica 19 gennaio 2014

Commissione su Medjugorje: non sono emerse prove di truffe e raggiri

Come riportato in tutti i giornali e telegiornali, la commissione d’inchiesta nominata nel marzo di 4 anni fa e presieduta dal cardinale Camillo Ruini ha concluso i suoi lavori. Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, ha confermato che venerdì scorso si è svolta l’ultima riunione della commissione e ora l’esito dello studio verrà sottoposto alla Congregazione per la dottrina della fede guidata dal Prefetto Gehrart Müller. Gli interrogatori dei sei veggenti e di tanti altri testimoni, i racconti delle persone coinvolte, le perizie, le riflessione teologiche sui messaggi: tutto il materiale, sintetizzato in un’articolata relazione finale, viene dunque messo a disposizione dell’ex Sant’Uffizio e sarà attentamente valutato insieme ad altra documentazione già raccolta nel corso degli anni dalla Congregazione.

Da quanto si apprende, la commissione ha cercato di concentrarsi soprattutto sul primo periodo delle apparizioni. Non sarebbero emerse prove di truffe, di raggiri o di abusi della credulità popolare. Al tempo stesso, però, appare difficile che si possa arrivare a una dichiarazione definitiva sulla soprannaturalità di un fenomeno ancora in corso.
Dei sei veggenti di Medjugorje, tre assicurano di avere ancora oggi l’apparizione quotidiana, sempre alla stessa ora del pomeriggio e in qualunque luogo essi si trovino: sono Vicka (che abita a Medjugorje),Marija (che vive a Monza) e Ivan (che risiede negli Stati Uniti ma torna spesso in patria). Una quarta veggente, Mirjana (che abita a Medjugorje), ha un’apparizione il 2 di ogni mese, mentre gli ultimi due veggenti, Ivanka e Jacov, hanno un’apparizione una volta all’anno, rispettivamente il 25 giugno e il 25 dicembre.
Un problema che si è trovata ad affrontare la commissione è rappresentato dall’enorme mole di messaggi divulgati. Come pure il preannuncio di segni straordinari e di segreti, che i veggenti non hanno voluto rivelare neppure all’autorità ecclesiastica.
Alcuni dei commissari hanno sottolineato la necessità di un cambio di passo nella cura pastorale dei milioni di fedeli che da tutto il mondo si recano a Medjugorje. La commissione e lo stesso cardinale Ruini attraverso i viaggi di persone a lui vicine, ha potuto verificare che le conversioni e il riavvicinamento ai sacramenti (quelli che la Chiesa definisce frutti spirituali) sono reali e significativi.

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