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mercoledì 8 gennaio 2014

Cosa si prova ad andare a Medjugorje?

Si tratta di una esperienza che cambia radicalmente la vita delle persone. Sono molti in effetti a testimoniarlo. Tu credevi che Dio fosse lontano, che non si prendesse cura di te e che avesse troppe cose a cui pensare per posare gli occhi su un miserabile come te. Eri convinto di essere un poveraccio che Dio forse guardava con severità e con poca considerazione. Ma ecco che scopri che anche tu sei oggetto dell’amore di Dio, non diversamente da tutti gli altri, anche se sono più vicini a lui di te. Quanti ragazzi drogati a Medjugorje hanno riscoperto la loro dignità e un nuovo entusiasmo di fronte alla vita, dopo aver toccato gli abissi della vergogna! Avverti l’occhio compassionevole di Maria che si posa su di te, percepisci il suo sorriso che ti incoraggia e ti infonde fiducia, senti il suo cuore di madre che batte di amore “solo” per te, come se tu solo esistessi al mondo e la Madonna non avesse altro di cui occuparsi se non della tua vita. Questa esperienza straordinaria è la grazia per eccellenza di Medjugorje ed è tale da cambiare radicalmente la vita delle persone, per cui non pochi affermano che la loro vita cristiana è cominciata o ricominciata il momento dell’incontro con la Regina della pace.

Scoprendo la presenza di Maria nella tua vita scopri anche l’importanza fondamentale della preghiera. La Madonna infatti viene soprattutto per pregare con noi e per noi. Lei in un certo senso è la preghiera vivente. Il suo magistero sulla preghiera è straordinario. Si può senz’altro affermare che ogni suo messaggio è un’esortazione e un insegnamento sulla necessità di pregare. A Medjugorje però ti rendi conto che non bastano né le labbra né i gesti esterni e che la preghiera deve nascere dal cuore. In altra parole la preghiera deve diventare un’esperienza di Dio e del suo amore.

Non puoi raggiungere questo traguardo dall’oggi al domani. La Madonna ti dà dei punti di riferimento a cui essere fedele: le preghiere del mattino e della sera, il santo rosario, la santa Messa. Ti invita a punteggiare la giornata di giaculatorie, in modo da santificare ogni istante che vivi. Se sei fedele a questi impegni, anche nei momenti di aridità e di stanchezza, pian piano la preghiera zampillerà dal profondo del tuo cuore come una polla d’acqua pura che irrora la tua vita. Se all’inizio del tuo cammino spirituale, e specialmente quando sei ritornato a casa da Medjugorje, sentirai la fatica, poi, sempre più frequentemente, farai l’esperienza della gioia del pregare. La preghiera di gioia è uno dei frutti più preziosi del cammino di conversione che si inizia a Medjugorje.

La preghiera di gioia è possibile? La risposta positiva viene direttamente dalla testimonianza di tutti coloro che ne fanno l’esperienza. Tuttavia, dopo alcuni momenti di grazia che la Madonna ti fa sperimentare a Medjugorje, è normale che sopravvengono i tempi del grigiore e accidia. Medjugorje è un oasi che è difficile riportare nella vita di ogni giorno, con i problemi assillanti del lavoro, della famiglia, oltre alle distrazioni e alle seduzioni del mondo circostante. Devi perciò, una volta rientrato a casa, crearti una tua oasi interiore, e organizzare la tua giornata in modo tale che non manchino mai i tempi della preghiera. Fatica e aridità non sono necessariamente negative, perché attraverso questo passaggio ti rafforzi la volontà e la rende sempre più disponibile a Dio. Sappi che la santità non consiste nel sentimento, ma nella volontà rivolta al bene. La tua preghiera può essere altamente meritoria e gradita a Dio anche se non “senti” niente. Sarà la grazia dello Spirito Santo a donarti la gioia nel pregare, quando sarà opportuno e utile per il tuo progresso spirituale.

Con Maria e la preghiera ti si svela la bellezza e la grandezza della vita. Questo è uno dei frutti più preziosi del pellegrinaggio, che spiega perché le persone tornino a casa contente. E’ un’esperienza che coinvolge molti, ma specialmente i giovani, i quali spesso arrivano a Medjugorje in cerca di quel “qualcosa” che dia un senso alla loro vita. Si interrogano sulla loro vocazione e missione. Alcuni brancolano nel buio e provano nausea per un’esistenza vuota e senza ideali. La presenza materna di Maria è quella luce che li illumina e che apre loro nuovi orizzonti di impegno e di speranza. La Regina della pace ha detto più volte che ognuno di noi ha un grande valore nel piano di Dio, giovane o anziano che sia. Ha chiamato tutti a raccolta nel suo esercito di testimoni, affermando che lei ha bisogno di ognuno e che non può aiutarci se noi non la aiutiamo.

Allora uno capisce che la sua vita è preziosa per se stesso e per gli altri. Prende coscienza del mirabile piano divino della creazione e della redenzione e del suo posto unico e insostituibile in questo mirabile progetto. Sa che, qualunque sia la sua occupazione qui sulla terra, umile o prestigiosa, in realtà vi è un compito e una missione che il Padrone della vigna affida a ognuno ed è qui che si gioca il valore della vita e si decide del proprio destino eterno. Prima di arrivare a Medjugorje forse credevamo di essere delle rotelle insignificanti di un ingranaggio impietoso e anonimo. L’esperienza opprimente di una vita piatta e grigia generava depressione e angoscia. Quando abbiamo scoperto quanto Maria ci ama e quanto siamo preziosi nel suo piano di salvezza, che lei sta realizzando su ordine dell’Altissimo, siamo così contenti che ci metteremmo a cantare e a ballare come Davide al seguito dell’Arca. Questa, caro amico, non è esaltazione, ma felicità vera. E’ proprio così: la Madonna rende felici, ma soprattutto rende operosi. Da Medjugorje tutti ritornano apostoli. Hanno scoperto quella perla preziosa che vogliono far trovare anche agli altri.

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