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venerdì 10 gennaio 2014

I primi giorni delle apparizioni a Medjugorje

Primo giorno        Mercoledi 24 giugno 1981

 
Tutto è iniziato il pomeriggio del 24 giugno 1981, feste di San Giovanni Battista. Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Milka Pavlovic e Ivan Ivankovic (questi ultimi due ragazzi hanno visto la Madonna solo il primo giorno) vedono in una zona detto Podbrdo (sul monte Crnica), una donna giovane e bellissima con un bimbo tra le braccia. Mentre le quattro ragazze restano immobili, stupite e spaventate, i due ragazzi, presi a loro volta dal panico, fuggono via, sebbene tutti avessero immediatamente pensato che si trattasse della Madonna. La giovane donna ha una corona in testa, un bimbo in braccio che continuamente copre e scopre e fa cenno loro di avvicinarsi, ma le quattro ragazze non si muovono. Quindi la figura scompare senza parlare.
 
Secondo giorno    Giovedì 25 giugno 1981
 
"Se è la Gospa, forse ritornerà", si dicono le quattro ragazze e il giorno dopo, 25 giugno, verso le ore 18.15, Ivanka, Mirjana e Vicka si recano a chiamare Milka, la pastorella, che era con loro il giorno prima, per salire al Podbrdo. Ma la mamma dice a Milka che ha bisogno di lei in casa, e manda Marija al suo posto. Marija a quell'ora è pù disponibile, perchè solo più tardi dovrà preparare la cena. Ella però non va subito, ma propone a Vicka di andarla a chiamare lei e Jakov, un bimbo di appena dieci anni, nel caso in cui la Gospa ritorni. Ivanka, Mirjana e Vicka si incamminano verso la sommità della collina, seguite da un gruppo di giovani e adulti. Hanno iniziato da poco la salita quando vedono un lampo, poi subito la Signora, ma molto più in alto e questa volta senza il bambino.
Vicka non dimentica la promessa fatta all'amica, corre subito a chiamarla e poi ripercorre la pietrosa salita seguita da Marija Pavlovic. Con lei c'è anche il piccolo Jakov Colo.
Vicka raggiunge Ivanka e Mirjana e, come il giorno prima, la luminosa figura fa loro segno di avvicinarsi. Questa volta, senza esitazioni, incuranti delle pietre e dei rovi, corrono verso la cima del monte. Marija e Jakov, con passo più lento, le seguono.
Ivan Dragicevic, il sesto veggente, non è andato sulla collina con le ragazze, ma vi è salito per un'altra via con tredici amici. Solo lui però avrà l'apparizione.
Amorosa e semplice, di una bellezza indescrivibile, la Signora è li davanti a loro. Veste una lunga tunica di colore grigio argento. Sotto un velo bianco si intravedono capelli neri. Nei suoi occhi blu c'è un profondo sguardo d'amore. "E' la Gospa!" esclama Ivanka.
"Adesso non mi dispiacerebbe morire, dal momento che ho visto la Madonna", dirà più volte Jakov.
I ragazzi improvvisano una preghiera molto in uso nel villaggio: sette Padre Nostro, Ave Maria e Gloria. L'apparizione prega con loro, per la prima volta, limitandosi al Padre Nostro e al Gloria (senza Ave Maria).
E' amabile e semplice, indescrivibile: meravigliosa, sorridente, gioiosa; una veste luminosa di grigio argentato, capelli neri ondulati sotto il velo bianco. Attorno alla testa le dodici stelle che nulla sostiene e nulla lega tra loro. E quegli occhi azzurri che guardano con affetto i ragazzi. Adesso si, la vedono bene.
Ivanka, orfana, osa domandare notizie della madre, Jagoda, deceduta il mese prima all'ospedale: "Come sta mia madre?".
"E' felice, sta con me", è la risposta.
La sua voce è dolce come la musica, o come campane che suonano. Tutti sentono questa domanda e la relativa risposta, eccetto Marija e Jakov. Mirjana chiede alla Madonna: "Lasciaci un segno, altrimenti crederanno che siamo delle pazze".
Nessuna risposta. Ella si limita a sorridere. "Tornerai?", chiedono ancora alla Gospa. Ella fa cenno di si con la testa. Poi dice loro: "Arrivederci, angeli miei" (appellativo familiare e tenero che si da ai bambini in Croazia).
E così, quel 25 giugno 1981, hanno visto per la prima volta l'apparizione da vicino e nettamente, nel suo splendore. La sua luce ha sigillato il gruppo dei sei, che si è definitivamente una volta per tutte. I quattro adolescenti del primo giorno: Ivanka, Mirjana, Vicka e Ivan e i due invitati da Vicka, Marija e Jakov, l'unico bambino. Sono loro che beneficieranno d'ora in poi dell'apparizione quotidiana. La Madonna chiederà loro in seguito di celebrare l'anniversario della prima apparizione, non il 24, giorno di paura, di incertezza e confusione, bensì questo secondo giorno, durante il quale essi l'hanno vista tutti e sei, hanno parlato con lei e pregato nella pace.
 
Terzo giorno        Venerdì 26 giugno 1981
 
Il giorno dopo, venerdì 26 giugno, i ragazzi non vedono l'ora che arrivino le sei del pomeriggio; durante il giorno sbrigano tutto in fretta, per poter andare lassù. E così alla stessa ora si recano sul posto dell'apparizione, sono pieni di gioia, ma hanno anche un po' di paura, per l'incertezza di quanto sta per accadere. Nonostante tutto, una forza interiore li attira. Li segue tanta gente accorsa in massa.
Un lampo di luce per tre volte, e poi ecco la signora.
"Eccola là!", dicono improvvisamente.
Il posto dell'apparizione questa volta è completamente diverso, molto più in alto. E' l'unico giorno che la Madonna apparirà là, un po' più a destra. I ragazzi si inginocchiano dvanti al punto di attrazione.
Vicka ha portato una bottiglia di acqua benedetta, con cui asperge vigorosamente l'apparizione, interpellandola come un tempo Bernardette, il 18 febbraio 1858: "Se tu sei la Madonna, resta con noi, altrimenti lasciaci!".
La Gospa sorride. Sembra felice di questo rito e non fa parola. I veggenti pregano, come il giorno precedente e cantano anche. Ma questa volta, hanno rilettuto insieme. La loro liturgia si è arricchita: Il Rosario con la preghiera tradizionale del paese: 7 Padre Nostro, 7 Ave Maria e 7 Gloria al Padre. La vergine li incoraggerà in seguito a continuare queste preghiere invitandogli ad aggiungere il Credo.
"Quale è il tuo nome?", chiede Mirjana.
"Io sono la Beata Vergine Maria".
Quel giorno i veggenti hanno udito per la prima volta delle parole, le parole chiave del messaggio, che si ripeteranno nelle apparizioni seguenti: "Pace, pace, pace, Riconciliatevi!".
E poi, la conferma nel saluto finale: "Andate nella pace di Dio".
"Scendendo", racconta Vicka, "Marija che cammina sempre svelta, ci precedeva. Era sola, e, tutto d'un tratto, si trovò dalla parte sinistra del sentiero, come se qualcuno l'avesse spinta lì. Li le è apparsa, a lei sola, la Madonna con una grande croce scura (la cui riproduzione è stata eretta proprio nel luogo dove è apparsa la Vergine).
La Gospa era molto triste e le parlava tra le lacrime. Marija si è impaurita molto, non si reggeva più in piedi. La Madonna parlava piangendo: "Pace, pace, pace! Soltanto pace!".
Poi aggiunse: "Fate la pace con Dio e tra voi".
Marija ne è rimasta molto impressionata. Gli altri l'hanno aiutata a riprendersi e sono scesi con lei al villaggio".
 
Quarto giorno    Sabato 27 giugno 1981
 
Nel pomeriggio due auto della polizia arrivano a Bijakovici, caricano i sei giovani e li portano a Citluk (sede del comune) per un lungo interrogatorio. Subito dopo vengono condotti in un piccolo centro-ospedaliero e sottoposti ad alcuni esami medico-psichiatrici. Il dottor Ante Vujevic li dichiara perfettamente sani di mente. Alle diciotto i sei giovani vengono rimessi in libertà. In gran fretta fermano un auto pubblica che li conduce verso casa e poco dopo sono ai piedi della collina.
C'è molta confusione. Qualcuno pensa addirittura di separare i ragazzi per vedere se si orientano nel cercare il posto, quando Marija, che è con il piccolo Jakov, improvvisamente ha l'apparizione. Corrono subito verso l'alto.
I veggenti, tranne Ivan (era rimasto a Citluk con un cugino; rientrato a casa aveva raccontato ai genitori tutto quello che gli era successo, e loro gli avevano raccomandato di non andare sul Podbrdo. In ogni caso egli ebbe la sua apparizione, e l'invito della Madonna di essere sereno e coraggioso), sono tutti lì, davanti alla donna vestita di luce, vicinissima, sopra una nuvola. "Attenzione!", gridano i veggenti, "qualcuno ha camminato sul velo della Gospa!".
Frattanto l'immagine scompare.
Dopo un istante di preghiera riappare di nuovo, per scomparire quando riprende la confusione. Pare che quel giorno la Madonna sia apparsa tre volte.
Le vengono rivolte parecchie domande alle quali Lei risponde. Riguardo ai sacerdoti dice: "Che perseverino nella fede e proteggano la fede degli altri". E di nuovo : "Lasciaci un segno", chiedono Jakov e Mirjana, "perchè non ci dicano che siamo bugiardi o drogati".
"Angeli miei, non abbiate paura dell'ingiustizia, è sempre esistita!" è la sua risposta. L'apparizione rimane a lungo.

Quinto giorno    Domenica 28 giugno 1981
Era domenica 28 giugno. Al mattino i sei ragazzi, dopo aver dormito un po' di più, vestiti a festa partecipano alla Santa Messa e, subito dopo, Padre Jozo li chiama in canonica per un lungo e minuzioso interrogatorio su quello che avevano visto. Alla solita ora, nonostante l'invito alla cautela, al quinto giorno sulla collina si potevano contare da dieci a quindicimila persone. Non era facile per i veggenti aprirsi un varco tra la folla. Tra loro c'era anche padre Viktor, sempre in borghese. Finalmente raggiunto uno spiazzo protetto da transenne, i sei giovani iniziano la preghiera.
"Eccola! Che cosa vuoi da noi?", esclamarono.
"Che il popolo creda e preservi nella fede"."Madonna mia, perchè non appari in Chiesa, in modo che tutti ti possano vedere?".
"Beati coloro che senza avere visto crederanno".
Ad un certo punto la Madonna diviene molto triste; uno della folla è uscito con un'imprecazione.
Vicka domanda: "E' meglio dire preghiere o intonare i canti?"La Madonna risponde: "Vanno bene tutti e due".Terminata l'apparizione, la folla scende in paese, sudata e assetata. I paesani avrebbero potuto approfittarne e fare affari, vendendo centinaia di litri di vino e bevande, invece, offrono tutto quello che hanno gratuitamente. Così comincia a farsi strada la cordialità, l'amicizia, l'ospitalità e la generosità. Vi fu gran festa. Un buon numero di parrocchiani, però, anzichè andare sulla collina, aveva preferito recarsi in Chiesa a recitare il Rosario, accogliendo l'invito di Padre Jozo.

Sesto giorno    Lunedì 29 giugno 1981
Era la festa dei santi Pietro e Paolo, che i croati celebrano con solennità. I ragazzi stanno per andare in Chiesa per la santa Messa, quando arrivano un auto della polizia e un'ambulanza per portarli ad una visita psichiatrica. Furono dichiarati perfettamente sani di mente e di corpo, ma il lungo incontro era un'abile tentativo di distoglierli dall'appuntamento con la Gospa sulla collina. Al loro ritorno la gente si precipita su di loro, tempestandoli di domande, alle quali i ragazzi rispondono mal volentieri; essi aspettano solo che giunga l'ora dell'apparizione. Giunta l'ora dell'apparizione, i ragazzi sono di nuovo sulla collina e con essi una folla enorme, tanto che la Gospa manifesta la sua gioia nel vederla. Con grande fatica i sei veggenti, aiutati dagli uomini, riescono ad aprirsi un varco fino al luogo dell'apparizione. Le chiedono: "Sapremo sopportare le persecuzioni che ci vengono per causa tua?".La Madonna risponde: "Lo potrete, angeli miei. Non abbiate paura, sopporterete tutto ... Dovete credere e avere fiducia in me!".Tra la folla c'è Damir Setka, un bimbo di tre anni, colpito da setticemia a quattro giorni dalla nascita. Non parla, può camminare solo se aiutato e spesso cade. Il padre lo tiene in braccio; sembra mezzo morto, tiene la testa appoggiata alla spalla sinistra del padre. Appare in uno stato penoso. "Chiedete alla Gospa di guarirlo", supplica il padre, e la Madonna risponde: "I genitori preghino molto e credano fermamente nella sua guarigione". In seguito Damir migliorò, iniziò a parlare e a camminare. Fu il primo di una lunga serie di miglioramenti o guarigioni che sono avvenute a Medjugorje.

Settimo giorno    Martedì 30 giugno 2009
Le autorità governative, intanto, avevano fatto sapere che la Chiesa era l'unico luogo dove si poteva pregare: popolo e veggenti dovevano essere allontanati dalla collina. Due ragazze propongono ai veggenti di andare con la macchina a fare una passeggiata; in realtà, il loro obiettivo era quello di andare lontano dal luogo delle apparizioni e di trattenerli fino a quando non sarebbe trascorso l'orario delle apparizioni. Tuttavia, sebbene i ragazzi siano lontani dal Podbrdo, all'ora solita delle apparizioni, come avvertendo una spinta interiore, chiedono di scendere dall'auto. E lì la Madonna è apparsa ai ragazzi. Sull'orizzonte blu della collina, immersa nella luce, ecco apparire la Gospa, che poi venne verso di loro, vicinissima. Le due accompagnatrici rimangono abbagliate dal fenomeno luminoso. "Ti dispiace che non siamo sulla collina?", chiedono alla Gospa. Ella risponde: "Non ha importanza". "Ti dispiace se non torniamo sulla collina, ma ti aspettiamo in Chiesa?". Risponde la Gospa: "Sempre alla stessa ora. Andate nella pace di Dio".
Ivan, che non era andato alla gita, non osa salire subito, da solo, al luogo delle apparizioni. Solo all'ultimo momento esce di casa e si dirige verso la collina. Vede la Madonna. Essa si trattiene un poco con lui, poi lo saluta. Pare che agli altri veggenti la Gospa, abbia domandato di Ivan e chiesto dove fosse. Gli altri cinque giungono in Chiesa poco prima che arrivi la gente che scende dal colle; i ragazzi amareggiati cercano di nascondersi da tutte quelle persone raccoltesi sul Podbrdo per aspettare invano loro e la Madonna. Si rifugiano in canonica, dove trovano Padre Jozo, il quale non risparmia rimproveri per la passeggiata e coglie l'occasione per interrogare di nuovo i ragazzi.
Padre Jozo sente il peso della sua responsabilità e vuole vederci chiaro. L'interrogatorio si protrae fino alle ore ventuno. I ragazzi capiscono soltanto più tardi che non dovevano agitarsi tanto, che era inutile ogni loro affannarsi, che era meglio lasciare fare al cielo. La conversione è una strada lunga e faticosa, anche per i veggenti.

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