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giovedì 6 febbraio 2014

Il Gruppo di Preghiera della Regina della Pace - Intervista alla veggenta Marijana Vasilj




Un gran numero di messaggi della Madonna esprimono il suo specifico desiderio per la formazione di gruppi di preghiera, anziché l'incoraggiamento alla preghiera individuale solamente. "Desidero un gruppo di preghiera, guideró questo gruppo, e poi, quando io lo diró, altri gruppi potranno essere formati nel mondo." La Madonna continua, "Voglio qui un gruppo di preghiera. Io lo guideró e gli daró regole per santificarsi. Attraverso queste regole tutti gli altri gruppi nel mondo possono consacrarsi." Questo messaggio é stato dato dalla Vergine a Jelena Visilj (locuzione interiore) dirigente del gruppo di preghiera a Madjugorje nel Marzo del 1983.

Maria ha fondato questo gruppo di preghiera a Madjugorje e continua a guidarlo per presentarlo come modello ai tanti gruppi di preghiera che Lei desidera nel mondo, e che hanno iniziato a prendere piede.
 

Intervista alla veggente Marijana Vasilj ( Medjugorje )- locuzioni interiori 

 Quanto tempo dovevate rimanere insieme per concludere la vostra "scuola di preghiera"?

M. - La Madonna ha chiesto di rimanere insieme quattro anni per conoscerci a vicenda, così che sarebbe stato più facile aprirsi. La gente intorno a noi non comprendeva e faticava ad accettare; si chiedeva: a che serve un gruppo di preghiera? Perché deve durare quattro anni? Noi rispondevamo: dovreste trovarvi nel gruppo per capire il perché… Per quale ragione proprio quattro anni, non lo so. Questo era il desiderio della Madonna: rimanere fino alla fine, senza decidere niente per il proprio futuro. Dovevamo semplicemente essere presenti e Lei stessa ci guidava con una serie di messaggi che sono, in un certo senso, collegati tra loro. Questa richiamo alla costanza e alla fedeltà serviva ad evitare la cattiva abitudine che si verifica nei gruppi di preghiera: una volta si va e cinque no. Ma così si perde tutto! Se incontriamo una persona e poi la rivediamo dopo due mesi come si può creare un rapporto sincero? Così non si può ottenere l'apertura del cuore.
Cosa consigli allora a un gruppo di preghiera che desidera vivere in profondità la preghiera?
M. - Se si vuole crescere insieme, è indispensabile un periodo più lungo per potersi aprire completamente, pregando e condividendo assieme. Da noi la Madonna ha voluto che ci incontrassimo all'inizio una volta la settimana, poi due, poi tre… Non ha chiesto tutto in una volta, ma gradualmente, passo dopo passo. Il terzo appuntamento che la Gospa aveva previsto, il sabato, era però dedicato quasi esclusivamente alla condivisione delle esperienze e dei messaggi che ci dava, perché i messaggi non sono uguali per tutti: ognuno lo intende a suo modo e nella condivisione è possibile arricchirsi dell'opinione dei fratelli, aiutandosi a vicenda.
Sappiamo che la Madonna ha indicato Padre Tomislav come guida spirituale del gruppo. Con che frequenza lo incontravate?
M. - Sin dall'inizio p. Tomislav era sempre presente, una vera e propria guida del gruppo. La Madonna stessa ha richiesto la presenza di un sacerdote, perché noi eravamo delle ragazzine di 10 e 11 anni e non avevamo la più pallida idea di come formare un gruppo, di cosa fare ecc. Allora Jelena chiese perché doveva essere proprio un sacerdote a guidare il gruppo. E la Madonna rispose che un gruppo senza sacerdote è come una classe senza insegnante, soprattutto all'inizio. Così p. Tomislav accettò e organizzò tutto. Credo che lui sia veramente l'unico autentico testimone di quello che avvenne all'inizio.
Eravate dunque delle bambine, ma poi siete cresciute. Quanto il "dono" ha influito nel tuo sviluppo personale?
M. - È una domanda frequente. Devo dire che noi siamo cresciute con questo dono, quindi era tutto piuttosto naturale. Avevamo il privilegio che le famiglie qui a Medjugorje prima delle apparizioni erano molto credenti, la fede era già presente: si pregava in tutte le case. La Madonna disse una volta ai veggenti che ha scelto Medjugorje proprio perché qui aveva trovato la fede. Per questo tutto ciò che qui avvenne non ci sembrò poi così strano. Naturalmente con i messaggi abbiamo anche capito che in passato si viveva una più una tradizione che una vera fede. Tuttavia essa costituiva una buona base dalla quale partire per poi approfondire, come passo successivo, la vita spirituale.
Come si rapporta un'adolescente con un dono così straordinario?
M. - Non era sempre facile, soprattutto quando vedevamo i nostri amici liberi di fare quello che volevano mentre noi dovevamo essere a disposizione dei pellegrini, del gruppo, ecc., Forse eravamo anche un po' gelose. Il nostro era quindi un dono ma anche un sacrificio. Rimane tuttavia un bellissimo ricordo che non cambierei mai, perché oltre ad essere un dono era anche una grande responsabilità, così come quella degli veggenti che a nome di questa responsabilità da oltre 20 anni non posseggono più una vita privata.
Se accettiamo i grandi doni di Dio dobbiamo essere pronti anche a dare tutto ciò che si attende da noi. Siamo solo degli strumenti attraverso i quali Maria dona i suoi messaggi al mondo. E dobbiamo farlo non solo a parole ma soprattutto con l'esempio. Lo stesso vale per i pellegrini, che non devono considerare concluso il loro pellegrinaggio una volta partiti da Medj. - come dice la Madonna in un messaggio - ma devono proseguire con la preghiera e il digiuno, affinché la loro testimonianza non sia fatta solo di racconti su Medjugorje, ma traspaia nella loro vita attraverso i cambiamenti che il viaggio ha operato in loro.

Qualcuno si stupisce che la Madonna ripeta sempre le stesse cose, cosa ne pensi?
M. - Ci meravigliamo che la Madonna ripeta sempre la stessa cosa, ma chi di noi vive quello che Lei ci dice? Chi prega tre ore al giorno come Lei aveva chiesto? Chi digiuna due volte la settimana? Quasi nessuno! La Madre di Dio non ripete i suoi messaggi senza motivo, ma solo perché vuole che noi li realizziamo concretamente. Se così fosse, non li ripeterebbe più, non credi?
Come guardi alla durata di queste apparizioni?
M. - Osservando tutti questi anni in cui la Madre di Dio appare a Medjugorje, non possiamo dubitare che ci troviamo di fronte a un grandissimo segno per l'umanità. Talvolta rifletto che qui a Medjugorje dovrebbe accadere qualcosa di particolare per il mondo, qualcosa di nuovo: il mondo deve cominciare nuovamente a vivere ritornando a Dio. In giro si sentono solo cose negative, alla televisione, nei giornali, nelle conversazioni… Non si dice quasi niente che ci rallegri. Il fatto è che si parte sempre da cose che sono lontane da Dio, soprattutto da cose materiali. Non c'è spirito, non c'è amore, non c'è pace.
Intendi dire che Medjugorje deve diventare un posto in cui non solo si prega ma si contempla Dio?
M. - La Madonna in un messaggio ci ha detto: dovete essere consapevoli che Dio è con voi, è dentro di voi, non sulle nuvole. Quando finalmente lo comprenderemo e cominceremo a pregare in questa prospettiva, tutto cambierà. Soprattutto all'inizio del nostro cammino, Maria ci invitava ad andare in mezzo alla natura e a scoprire come lì tutto è di Dio. Dovevamo poi provare a scrivere o a condividere con gli altri quello che avevamo provato in quel momento. Non si trattava naturalmente di "fare una gita", ma di immergersi nella creazione, pensando che Dio l'aveva preparata per noi per goderne e dare a Lui gloria.
La Madonna sceglie la natura come luogo dove apparire, non credi che ci voglia dire qualcosa?
M. - Ne sono certa. Ella ci ripeteva spesso che è molto importante sentire Dio nel silenzio e nella pace che si trova nella natura… Oggi questa dimensione si è persa ed è uno dei problemi dell'umanità: nessuno si guarda intorno, vede solo quello che ha davanti a sé e comincia a correre con gran velocità per raggiungerlo. Non si ha più né tempo né calma. Vorresti arrivare a tutto e non arrivi a niente… È così stupido! Per che cosa poi? Per ottenere dei beni materiali, che rimangono qui mentre tu sei destinato ad andare via! La Gospa tante volte ci ha ricordato che quello che appartiene a questo mondo è passeggero, non dobbiamo mai dimenticarlo: la nostra vita è solo una preparazione per l'eternità, per quello che lì ci attende. Smettiamo quindi di guardare a quello che fanno gli altri: se loro vogliono correre e accumulare stress, facciano pure, ma noi non dobbiamo perdere la nostra identità. L'uomo non è mai contento: più ha e più pensa di non avere niente!
Come terminiamo questa intervista?
M. - Con le parole di un libro, molto curioso, che ho letto recentemente. L'autore racconta di aver fatto un sogno nel quale egli intervistava Dio. La prima domanda dell'intervista era se Dio avesse avuto del tempo a disposizione. La risposta, espressa da Dio con un sorriso, non si fece attendere: il mio tempo è l'eternità. Più avanti l'ipotetico intervistatore domanda: cosa ti sorprende di più negli uomini? Dio risponde: mi sorprende il fatto che abbiano sempre fretta: non pensano al presente ma a quello che accadrà in futuro e quindi non vivono né il presente né il futuro. Poi Dio aggiunge: ricco non è l'uomo che ha di più, ma quello ha bisogno di meno. Però, la cosa che più mi stupisce negli uomini, è il fatto che essi vivono come se non dovessero mai morire e poi muoiono come se non avessero mai vissuto!
Marijana Vasilj
intervistata da Stefania Consoli

Fonte:http://it.medjugorje.altervista.org/doc/gruppodipreghiera//04-gruppi_di_preghiera.php

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