Translate

mercoledì 12 febbraio 2014

Ogni cosa divenga preghiera, ogni piccolo gesto, pensiero, lavoro.

Quanti tipi di preghiera esistono? Cos’è la preghiera del cuore?



Quanti tipi di preghiera esistono? Cos’è la preghiera del cuore? Sono alcune delle domande che spesso mi vengono rivolte e che meritano una risposta sicuramente più approfondita ed esauriente di quanto potrò dire in poche righe ora. Rimando al libro “Pregare è amare” edito dall’OCD scritto da Chiara Amirante.
Innanzitutto pregare è amare: non si tratta di dire formule o parole, queste possono essere strumentali, ma si tratta di un “dialogo” di amore tra il nostro cuore, la nostra anima e Dio, capace dunque di ascolto e parola, ma nella tensione dell’amore come fine, mezzo, misura. Gesù stesso nell’insegnare il Padre Nostro alla richiesta dei discepoli “insegnaci a pregare”, dice di non fare come i pagani che credono di essere ascoltati a forza di parole, ma di instaurare un rapporto corretto tra Dio-Padre e noi-figli.
Pregare, che è amare, è inoltre “l’unica cosa necessaria” (Lc 10,42): non si tratta di un optional nel modello base d’auto scelto, ma del motore con la benzina, dell’unica cosa indispensabile per girare la chiave e permettere che il quadro si accenda.
I tipi di preghiera poi sono svariati, che andrebbero alternati lasciandoci guidare dallo Spirito che “guida la nostra preghiera”; li sintetizzo in un breve e sintetico elenco:
  1. preghiera di lode: la più idonea per imparare a ringraziare, per entrare nella preghiera e per imparare a pregare;
  2. preghiera di richiesta: solitamente quando si è in difficoltà si chiede aiuto, abituati a pregare per tante cose futili nella vita, si pensi anche al solo chiedere “che hai una sigaretta?” è una preghiera fatta ad una persona, qui si rivolge verso l’alto la richiesta;
  3. preghiera di intercessione: dove la richiesta non è più per se stessi, ma per altri;
  4. preghiera di adorazione: prepara il cuore alla contemplazione. Nel metodo della lectio ci sono insegnati i passaggi per entrare nella preghiera di ascolto: lectio, scrutatio/meditatio (alcuni Padri della Chiesa parlano di ruminatio), oratio, contemplatio.
  5. preghiera di contemplazione e ascolto: la forma più alta, ma la più difficile. Non è legata al sentimentalismo o alle emozioni che si provano, si potrebbe non avvertire nulla, ma gli effetti positivi sono evidenti, così come nell’esporsi al sole a volte si avverte il calore, altre volte per la presenza di una brezza leggera o delle nuvole non si sente d’esser raggiunti dai suoi raggi, ma alla fine si è comunque abbronzati.
La preghiera è un allenamento, richiede uno sforzo e un impegno, una costanza come nello sport. Prima di iniziare una corsa si sente la voglia di mollare, la fatica, poi vanno in circolo l’endorfina e la serotonina per cui gli effetti benefici nel fisico si avvertono alla fine.
La preghiera incessante: la preghiera non è fatta di momenti tra loro slegati, ma proprio perché è amare, dev’essere incessante, un modo di essere e disporre l’anima durante tutta la giornata: i vari momenti che ci si prendono sono come i pilastri di una casa (un tempo di adorazione, uno per la Messa, uno per la meditazione e la lectio, uno per il Rosario, momenti continui in cui orientare i cuore a Dio, giaculatorie, richieste di aiuto e intercessione nel lavoro…), ma questi pilastri sorreggono la casa, serve poi il collegamento tra loro. Ecco il cuore: la tensione continua verso Dio, perché ogni cosa divenga preghiera, ogni piccolo gesto, pensiero, lavoro.

 Rimando al libro “Pregare è amare” edito dall’OCD scritto da Chiara Amirante.

Nessun commento:

Posta un commento