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giovedì 20 febbraio 2014

"Molti Vescovi sono venuti qui non c’è alcun pericolo”

Un Vescovo coraggioso
Mons.Kennedy è un Vescovo australiano venuto per la terza volta a Medjugorje con le proprie insegne: per questo non è rimasto inosservato. Cogliendo brevi pause della sua presenza, ci è stato dato di conversare con quest’uomo dallo sguardo mite e gli abbiamo chiesto quando ha sentito parlare di Medjugorje e quando è venuto qui la prima volta.

R. Di Medjugorje ho sentito parlare solo nell’85, ma mi tenni sempre informato delle apparizioni, pur non sognando mai di poter andare oltre Lourdes. Ora sono felice di essere qui, perché Medjugorje è un’esperienza particolare. Ho maturato la mia decisione di venire nel ’90, ma ho posto il piede su questa terra nel’93 e successivamente nel’94, ed eccomi qui nel’95, e spero pure nel’96.

D. Che cosa prova in questo luogo?
R. Ho la sensazione di qualcosa di grandioso e di molto serio. Ogni volta che vengo, esperimento qualcosa di più e di meglio. Ho l’assoluta certezza che la Madonna è presente qui, come lo fu a Lourdes. La pace che si prova qui è difficile trovarla altrove sulla terra. Si deve venire e allora lo si potrà dire.

D. Secondo lei, può influire Medjugorje sulla pace nel mondo?
R. Dipende dalla gente che avrà il privilegio di venire qui. Vivere il messaggio della pace là dove esso ha origine, è un momento forte; e diventa più facilmente vita vissuta quando si torna a casa. E’ un po’ più difficile per chi si limita a leggere il messaggio o vedere fotografie. Bisogna che attraverso il nostro esempio vedano quanta presa ha fatto su di noi il messaggio della pace. E a questo punto, quando si vedrà in noi il cambiamento verificatosi, non ci sarà più bisogno nemmeno di parlare.

D. Lei crede alle apparizioni di Medjugorje?

R. Non ho alcun dubbio. Se non credessi, non avrei esposto così la mia posizione. Anche se la Chiesa non ha ancora riconosciuto ufficialmente queste apparizioni, per me sono uguali a quelle di Lourdes e di Fatima.

D. Lei è uno dei rari Vescovi che qui incontriamo...

R. Sono molti i vescovi che sono venuti e che vengono qui, senza che voi sappiate che sono vescovi. Vengono vestiti come normali sacerdoti, o anche in abito borghese. A quanto pare, io sono l’unico che ha avuto il coraggio di venire con le proprie insegne da vescovo, e così vestito camminare per Medjugorje, anche se sembra strano che un vescovo porti questi segni in un luogo diverso dal suo. Semplicemente ho sentito che dovevo fare così. Con questo voglio manifestare apertamente il mio parere, cioè che la Chiesa deve riconoscere quanto prima Medjugorje.

D. Che cosa dirà alla sua gente, una volta tornato in Australia?

R. Anzitutto dirò che non c’è alcun motivo di aver paura a raggiungere Medjugorje. Hanno paura della guerra, dei bombardamenti? Qui non avviene nulla di tutto questo e non avverrà. Nel mondo sono state diffuse tante menzogne. In tutto questo territorio non c’è situazione di pericolo. Devono saperlo soprattutto i cattolici, i quali devono venire qui. Vede? Qui a Medjugorje si respira una pace soprannaturale e si crea una tale corrente di amicizia che non si riesce a spiegare. Vorrei che tra la nostra gente in Australia ci fosse l’aria di famiglia che si respira in questo piccolo luogo “tra i monti”, secondo il significato del nome...

D. Direbbe una parola ai nostri lettori?

R. Domanderei loro di restare fedeli e di sentirsi responsabili di ciò che avviene qui. Tengano presente da chi viene questa guerra, perché sono molti a non crederlo... Occorre pregare per i giovani che vanno alla guerra. Verità e giustizia vinceranno perché il tempo sta dalla vostra parte. Dio porterà pace e benessere a tutta la vostra terra... Eco di Medjugorje nr.123
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/testimonianze/riconosciamo_medjugorje.html

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