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lunedì 7 aprile 2014

La sensazione di pace e beatitudine che si vive in quei momenti è talmente grande da non poter spiegare

Testimonianza di una pellegrina


Da quando sono tornata da Medjugorje ho avuto un periodo veramente intenso di impegni. […] Anche quest’anno sono tornata dal nostro pellegrinaggio arricchita e rinnovata  interiormente, checché se ne voglia dire, Medjugorje ti cambia… anche stavolta quando sono arrivata là mi sono detta “sono arrivata a casa“. La fatica del viaggio nel vedere la chiesa con i due campanili (o “matite” come li chiamo io) si è dissolta ed è nata subito la voglia di voler assaporare ogni singolo momento e di non sprecare un attimo, ma mettersi subito in moto alla scoperta di questi luoghi meravigliosi e pieni di pace. Uno dei momenti più belli è sicuramente stato il poter assistere all’apparizione straordinaria di Ivan, salire sul Podbro di notte con le pile e ritrovarsi in tantissimi è stato molto bello, anche se devo dire che la voglia di immortalare con foto o filmini questo momento ha un po’ “sminuito” l’essenza dell’attimo. […] mentre scendevo dalla collina nella via del rientro mi sono data della sciocca per non aver assaporato il momento. Mi son detta “chissà quando mi ricapiterà un’occasione simile…” e devo dire la verità, da qual momento in poi i miei scatti sono stati molto più rari ed ho preferito gustarmi e vivermi in pieno la grazia di trovarmi in un posto meraviglioso. Forse non a caso la sera dopo ho vissuto il più forte momento di tutto il pellegrinaggio quando cioè alla fine dell’adorazione sono caduta nel riposo nello spirito. E’ stato un momento veramente forte che difficilmente dimenticherò. La sensazione di pace e beatitudine che si vive in quei momenti è talmente grande da non poter spiegare, l’abbandonarsi totalmente a quella forza che ti tiene attaccata a terra da fare tutt’uno con essa dona un senso di pace interiore da voler che non finisca mai. Insomma, tornare a Medjugorje è stato come arrivarci per la prima volta. Sono stata molto contenta di aver potuto condividere questa mia esperienza con le mie sorelle, ma soprattutto con mia mamma che pur avendo problemi di salute è riuscita a fare tutto quanto c’era da fare (perfino la salita notturna). Per me è stata una conferma che una mano l’ha accompagnata nei vari percorsi da quello più lieve alla Croce Blu a quello più difficoltoso del Krizvac, e pensare che prima di partire era in dubbio la sua partecipazione perchè stavamo aspettando i risultati di alcuni esami che dopo un aumento e sforamento del livello massimo all’ultimo controllo, tre giorni prima della partenza, sono diminuiti (non ancora entro il limite ma incoraggianti sul buon risultato della terapia in corso). Confido che anche in questo la mano della nostra Santissima Madre continui ad accompagnarci. Meravigliosa esperienza di vita che si chiama MEDJUGORJE. Unita in preghiera, con affetto, S.

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