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lunedì 14 aprile 2014

Noi dobbiamo essere sol­tanto come i servi inutili, disposti a fare quello che ci indica il Padre

Queste parole le abbiamo sentite tante volte dalla Madonna e da Gesù attraverso i veggenti: « Non abbiate paura, affidatevi al Padre. Pregate così da essere sicuri che Lui guida tutto ».
Poi tante volte ci ha sottolineato: « Nelle difficoltà, quando portate le croci, cantate, siate pieni di gioia ». Ma tutto questo: la speranza, la gioia, provengono dal Padre il quale ci guida, il quale ha deciso di salvare l'umanità.
Allora, quando sappiamo che è il Padre che guida tutto, la nostra inca­pacità, il nostro nulla non è altro che dare gloria a Dio, non è altro che non preoccuparsi, lasciare tutto a Dio. Noi dobbiamo essere sol­tanto come i servi inutili, disposti a fare quello che ci indica il Padre, a fare quello che ci indica la Madonna, a fare quello che ci indica la Chiesa.
A questo punto voglio dire un altro messaggio che potrebbe spiegare anche a voi la vostra relazione con i pellegrni, con la gente con cui lavorate. In un messaggio, attraverso una di queste piccole veggenti, Gesù ci disse per una ragazzina, ma il messaggio è dato per noi, come dovevamo comportarci verso quella persona che era in crisi: « Voi non potete far nulla. Sono io l'unico che può cambiarla. Voi dovete soltanto amarla », poi aggiunse: « Non fate delle dighe alla sua vita, perché quando si fanno le dighe il fiume si arrabbia e non scorre. Lasciatela libera come il fiume. Non fate neanche i ponti, perché quando si fanno i ponti, il fiume si sente stretto e allora non scorre liberamente. Lascia­tela libera di scorrere come scorre il fiume ».
Quando mi sono avvicinato alla ragazzina l'ho vista chiusa, aggressiva, perché non si sentiva libera con nessuno. L'educazione familiare cri­stiana non era data con spirito d'amore; era chiusa, non aveva fiducia in nessuno. Ho sperimentato che cosa si doveva fare con lei: mostrarle amore. E ho visto che la ragazzina pian piano si apriva, come sboccia un fiore e, pian piano, ricevendo fiducia ha cominciato a gioire, a sbocciare.
Dopo un mese sono caduto io nella tentazione, mi sono stancato guar­dando tanti difetti della ragazzina, tanti sbagli.
Abbiamo pregato Gesù, perché nel gruppo ci siamo sentiti proprio frustrati: « Come mai la ragazzina non cambia? ». Abbiamo pregato a lungo e di nuovo abbiamo ricevuto lo stesso messaggio: « Lasciatela scorrere come il fiume. Non fate le dighe, non fate i ponti. Adesso met­tetevi in riflessione e vedete quante dighe avete già fatte, quanti ponti avete costruiti. State attenti a non chiuderla. La ragazzina è già in via di aprirsi, ha ricevuto fiducia in voi. Siate pazienti. Anche qui voi do­vete sentirvi nulla, dovete soltanto amare e lasciare tutto a me ».
Io penso che questo messaggio può servirvi per come dovete compor­tarvi con i pellegrini, come dovete comportarvi con l'altra gente a cui voi parlate della Madonna, di Medjugorje. Dovete prima di tutto amare.
Dovete amare, non fare le dighe, non fare i ponti. Questo è bellissimo, ma dobbiamo scoprirlo. Tante attività sono i ponti, le dighe. Ultimamente dicevo ad alcuni amici di tacere, di stare in silenzio, di pregare, di lasciar scorrere le cose, di non fare le difese. Ma molti fanno i ponti, le dighe... e il fiume si arrabbia, allora la nostra attività può essere solo di inciampo.
Sappiamo benissimo che i Santi non facevano le dighe, non facevano i ponti, ma hanno vissuto profondamente la parola di Dio, ritirati nel silenzio, nella preghiera, nell'amore, hanno vissuto radicati nel Padre e tutto proveniva da lì.
La gente attorno a loro poteva scorrere come un fiume e ciascuno libero di venire e di accettare i messaggi che provenivano dalla loro vita. Questo lo considero fondamentale.
Se volete partecipare al piano della Madonna la cosa fondamentale è di essere umili e di amare, ma quando dico di essere umili non vuol dire di non lavorare, ma di lavorare con umiltà. Quando vengono le dighe non distruggetele con le vostre forze, con la vostra logica; quando andate dall'altra parte del fiume non fate i vostri ponti, ma attraversate il ponte di Dio, il ponte che Dio ha costruito.
Ho detto che l'umiltà non è un atteggiamento teorico, ma vuol dire umiliazioni, vivere la vita della Croce, a volte essere anche distrutto, annientato.
lo desidero che ciascuno di noi possa accettare questa umiltà come un dono: un dono prezioso essere umiliati, cancellati, distrutti, essere crocifissi, essere morti per Gesù.
   (P. Tomislav Vlasic - 25 febbraio 1986)

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