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martedì 29 aprile 2014

Quando decidiamo di liberarci della croce del matrimonio in realtà la mettiamo sulle spalle dei nostri figli.

 Fulminata dallo Spirito Santo! 

Battistina 47 anni
“In principio non ero interessata alla proposta del mio compagno di un viaggio a Medjugorje, poi una mattina all’alba accompagnando degli amici all’aeroporto, sentii la canzone di Radio Maria, quella stessa canzone che da anni mi infastidiva quando cercavo stazioni radio, improvvisamente era diventata commovente, le lacrime scendevano ininterrottamente senza un apparente motivo … capii più tardi che la Madonna mi chiamava…
La mia conversione è avvenuta a Medjugorje nel luglio 2012 durante l’Adorazione Eucaristica, mi sono ritrovata in ginocchio con il cuore “vivo” tra le mani, e ho visto passare davanti ai miei occhi tutta la mia vita, distinguendo chiaramente bene e male, tutto quello che mi era sembrato bene in quel momento, diventava male, incominciai a sentire un grandissimo dolore per il mio divorzio, come avevo potuto rompere una promessa fatta davanti a Dio? - risuonavano nella mia mente le parole “non osi separare l’uomo ciò che Dio unisce.” 
Capii che la mia serenità’ era solo nella mente, il cuore era congelato, mi ero sempre sentita dalla parte del giusto, la vittima. Vidi in quel momento quanto era stato duro il mio cuore, vidi il dolore che avevano provato i miei 4 figli, mio padre, i miei suoceri e soprattutto vidi che non ero affatto vittima … in realtà non avevo mai perdonato nessuno; quando la più grande in 4 elementare aveva insistito per fare la comunione le dissi che non significava niente, e il più piccolo non era neanche battezzato; vidi tutti i libri che avevo comprato in 20 anni sulla New Age, come avevo potuto impiegare tutto quel tempo in letture e corsi di formazione alla ricerca di me stessa che avevano il solo fine di allontanarmi da Dio e dalla mia famiglia.
Il dolore si faceva sempre più forte e piano piano mi ritrovai con la faccia a terra, dissi: “ Signore fammi morire qui perché non sono degna neanche di sollevare la faccia da terra” , e poi sentii come un abbraccio immenso di amore e una gioia che non è di questa terra e pensai: “ai miei figli in 18 anni ho dato tutto ma non ho dato niente, perché’ non gli ho dato “questo”, forse se rimango qui a pregare per il resto della mia vita per loro, faccio meglio di quanto potrei fare tornando a casa.”
Se io che ero la mamma “il focolare della casa”, avessi coltivato la preghiera anziché altre cose inutili, i miei figli avrebbero ancora una famiglia unita.
Quando decidiamo di liberarci della croce del matrimonio in realtà la mettiamo sulle spalle dei nostri figli. Sentii in quel momento che dovevo rimanere legata alla mia promessa di fedeltà e decisi di fare voto di castità e offrire questo affinché 1000 famiglie non si separino. Il mio compagno sentì la stessa cosa e mi disse che dovevamo consacrarci totalmente. Tornata a casa mi confessai più volte, qualche sacerdote di fronte alla scelta di castità mi disse che non era necessario, qualcuno disse che era una nostra invenzione, ma io ero così sicura e decisa e mi sembrava ben poco davanti all’infinita misericordia che avevo ricevuto.
I miei figli iniziarono a pensare che ero impazzita, perché andavo alla Santa Messa e avevo appeso il crocifisso nel soggiorno, la più grande era molto arrabbiata di fronte al mio entusiasmo e mi disse: “e allora tutto quello che mi hai raccontato in 18 anni?”, “scusami” le dissi “mi sono sbagliata”.
Nel mese di novembre ritornai a Medjugorje con tutti e quattro, affinché potessero capirmi e nella speranza del loro incontro con il Signore, li osservavo da lontano e nell’attesa pensavo: “ma se io, mamma , con il poco amore di cui sono capace, sono così felice quando i miei figli pregano, quanto sarà felice la nostra Mamma celeste? E quanto sarà infelice per i figli che si perdono?”.
Tutti sono stati toccati nel cuore, abbiamo fatto tutti insieme il catechismo e nove mesi dopo, il più piccolo all’età di 10 anni ha ricevuto il Battesimo e poi nella stessa celebrazione hanno fatto la Comunione tutti insieme, quel giorno è stato il giorno più bello della mia vita, è stato come vederli rinascere tutti in una volta.
Io e il mio compagno siamo rimasti insieme per un anno come fratello e sorella, ma ogni giorno chiedevo a Dio di capire qual era la sua volontà, se dovevamo rimanere vicini per sostenerci a vicenda o se dovevamo separarci completamente, per molto tempo ho sentito questo dubbio nel cuore, ma molto lentamente il Signore ha fatto in modo che il lavoro ci allontanasse.
Dopo la conversione ricominciai a comunicare con il mio ex marito, da 9 anni ogni nostra telefonata finiva urlandoci a vicenda. Tanto che per un anno non parlammo più e lui comunicava con me solo attraverso i ragazzi. Quando riconobbi le mie colpe, vidi i suoi errori solo come conseguenza dei miei, svanì il rancore, ero io che dovevo chiedere perdono. 
A poco a poco ho ricominciato a sentire quel legame profondo sigillato da Dio, ho ricominciato a sentirmi moglie dopo tanto tempo, ma non capivo, ero molto confusa, andai dal mio sacerdote, per chiedere se era lecito che mi sentissi moglie, anche se lui era legato ad un'altra persona con un figlio, mi disse che il matrimonio è indissolubile davanti a Dio. Ora quell’amore che pensavo cancellato o addirittura mai esistito, l’ho ritrovato intatto nel profondo del mio cuore, lo custodisco nella sua purezza e prego ogni giorno per la sua conversione e per tutte le famiglie. Ringrazio Gesù e Maria per le infinite grazie che ogni giorno riceve la mia famiglia, proseguendo su questo cammino di conversione”.

Suor Emmanuel
Fonte : https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152391724137065&set=a.293659747064.174654.291586927064&type=1&theater

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