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venerdì 11 aprile 2014

Un digiuno da spiegare ai bambini


Lettera di mons. Paglia alle famiglie: "Cari genitori non abbiate paura di spiegare il digiuno ai vostri figli"
Radio Vaticana

Un digiuno da spiegare ai bambini, un pranzo fatto di poco cibo e molte parole da condividere con i nonni: a chiederli è mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, in una lettera indirizzata a tutte le famiglie per la giornata di preghiera e di digiuno per la pace in Siria indetta da Papa Francesco per sabato 7 settembre. Il servizio di Tiziana Campisi:
“Cari genitori, non abbiate paura di proporre ai vostri figli un pranzo austero e minimo”: mons. Vincenzo Paglia si rivolge così alle mamme e ai papà di tutti i continenti, perché spieghino ai loro bambini “cosa sta accadendo nel mondo” e “insieme alla durezza della cronaca” non dimentichino “di comunicare la speranza della pace offerta da Gesù risorto che ha riconciliato il mondo non con gesti violenti e vendicativi ma con il dono di sé”. “Le immagini che hanno fatto il giro del mondo e le continue tragiche notizie interpellano il nostro cuore, la nostra intelligenza, la nostra fede - scrive il presule riferendosi a quanto i media rendono noto sulla realtà della Siria -. Per questo motivo – si legge ancora nella missiva – vi invito ad accogliere la proposta del Papa e a vivere anche a casa vostra un gesto di digiuno e preghiera”. Per il 7 settembre mons. Paglia raccomanda un pranzo cui partecipino anche nonni e anziani, raccomandando a quanti hanno vissuto momenti di guerra di raccontare “cosa significa vivere sotto le bombe e nell’incertezza del domani e quale era il senso del loro pregare in quei giorni”. Ai giovani il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia chiede di esigere spiegazioni dai genitori circa il senso della giornata di digiuno voluta dal Papa e i “motivi per cui vale la pena continuare ad abitare questa terra segnata troppo spesso da lutti e violenza”. “Insieme, a tavola, pregate! – conclude mons. Paglia -. Per le famiglie della Siria, per i bambini che muoiono ogni giorno per l’odio e la fame, per i governanti chiamati a trovare soluzioni di pace e non violente … ogni famiglia scelga il modo che più conosce per intercedere, ovvero per mettersi in mezzo tra il mistero del male che segna la nostra storia e il Dio della pace che la sana e la salva”.

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