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venerdì 23 maggio 2014

Conversione di un criminale.

Un uomo giovane, in una città d'America, davanti a seimila persone, ha dato testimonianza di come ha vissuto la sua conversione. Lui dice che non credeva in Dio e che il significato della parola conversione non la conosceva. La sua vita l'ha vissuta nel peccato, ha anche commesso un omicidio e per questo è stato condannato a venti anni di prigione. Proprio in prigione un giorno, guardando una videocassetta sulle apparizioni di Medjugorje, gli è apparsa la Madonna dicendogli: "Figlio mio, convertiti, io sono tua Madre!" Lui ha chiesto ai suoi compagni che cosa significhi "convertirsi" e chi fosse questa signora. Il cappellano della prigione gli ha dato tutte le spiegazioni. Allora, lui ha ricevuto la comunione e tutti i sacramenti. In prigione ha organizzato gruppi di preghiera. Quando in prigione hanno visto il suo cambiamento lo hanno rilasciato con dodici anni di anticipo. Per questo motivo gli è stato possibile testimoniare la sua conversione davanti a tutti. Il suo messaggio a tutti è che Dio esiste e che lui lo ha incontrato ringraziando la Regina della pace che appare a Medjugorje. Credete profondamente in Dio!  "Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna"! (Gv 6.40). Dr. Tomislav Ivancic scrive che nella teologia si parla di tre gradi nella fede: credere Dio, credere a Dio e credere in Dio. "Credere Dio" vuoi dire credere che lui esiste. Ciò non è ancora la decisione per la fede (oppure non deve esserci). Se così fosse, allora sarebbe appena l'inizio della decisione. Qualcuno, cioè, che crede che Dio esiste, ma non vuole vivere secondo questa verità. "Credere a Dio" vuoi dire credere che tutto quello che lui ha detto, rivelato e promesso è verità. Questa è la fede intellettuale, razionale. Dunque, l'uomo può nell'intelletto essere d'accordo con le verità che Gesù ha rivelato, ciò nonostante non vivere secondo queste verità. "È necessario aprire il cuore alla fede. "Credere in Dio" significa mettere la propria esistenza nelle mani di Dio, vuol dire impegnarsi in quello che Gesù ci ha rivelato. Credere alle parole di Gesù e metterle in pratica. Mettere la propria vita nelle mani di Gesù Cristo. Questo è, in un certo senso, il cammino nella fede, dove si può provare sulla propria pelle ciò che Gesù Cristo ha promesso (se si mette in pratica cio che lui ha detto). Questa è dunque la fede confidenziale e la fede fiduciosa. La confidenza si riferisce alla persona, e la fiducia alla promessa della stessa persona. Qui sono vicine la speranza e l'amore. Chi confida spera. Chi ha fiducia, ama. La fede, la speranza e la carità vanno insieme. Però, quanto più si matura nella fede, tanto più rinvigorisce l'amore come l'aspirazione per l'unione e come finale unione con Dio nell'eternità.(Cfr. Tomislav Ivancic: "Incontro con Dio vivente", p. 109). La fede, infatti, è il più prezioso tesoro di questo mondo. Essa è l'inestimabile dono Divino e perciò la si deve ottenere a forza di preghiera. Per questo la si deve custodire come la vista degli occhi e come l'anima della propria anima. La Regina della pace ci chiama instancabilmente alla fede profonda. La Regina della pace è venuta a noi, suoi figli, per aiutarci, e condurci a Dio. Ella si comporta come una vera madre che vuol tanto bene ai suoi figli. Prima di tutto ella chiede a noi di credere che è stata mandata da suo Figlio per aiutarci nelle nostre tribolazioni e in questa grande crisi nella quale si trova tutta l'umanità. La Madonna stessa dice che è venuta a "risvegliare la fede di ogni credente" (30 aprile 1984.). "...Se voi state lontani da Dio, non potete ricevere grazie, perché non le cercate con la fede tenace. Io prego per voi ogni giorno e desidero avvicinarvi a Dio sempre di più. E non lo posso, se voi non lo volete. Perciò, cari figli, mettete la vostra vita nelle mani di Dio..." (25 gennaio 1988). "... Figlioli, credete e pregate che il Padre vi aumenti la fede. Ed allora chiedete di che cosa avete bisogno. Io sono con voi. Mi rallegra la vostra conversione..." (25 gennaio 1988). Il richiamo premuroso di madre alla preghiera ed apertura allo Spirito Santo in particolare rinvigorisce e rafforza la fede: "Cari figli; in questi giorni vi invito in particolare ad aprire i vostri cuori allo Spirito Santo. Lo Spirito Santo, particolarmente in questi giorni, opera per mezzo di voi. Aprite i cuori e abbandonate la vostra vita a Gesù, affinché Egli operi per mezzo dei vostri cuori e vi fortifichi nella fede ". (23 maggio 1985). "Cari figli! Oggi voglio dire a tutti nella parrocchia di pregare lo Spirito Santo, in particolare per essere da Lui illuminati. Da oggi Dio vuole provare in modo particolare questa parrocchia, per fortificarla nella fede "! (11 aprile 1985). "Oggi desidero invitarvi tutti a far sì che ognuno di voi si decida per il Paradiso. Il cammino è difficile per tutti coloro che non si sono decisi per Dio. Cari figli, decidetevi, e credete che Dio vi si offre nella sua pienezza. Voi siete invitati, e bisogna che rispondiate alla chiamata del Padre che vi chiama attraverso di me..." (25 ottobre 1987.). "Io sono con voi e desidero che mi crediate che vi amo". (25 novembre 1987).
Fonte:  http://medjugorje.altervista.org/doc/petar/04-convertitevi.php

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