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martedì 27 maggio 2014

Mirijana com'è la tua vita normale?

Com'è la tua vita normale?
Una vita di mamma e di sposa. Prima della guerra ho lavorato alla Atlas di Medjugorje, un'agenzia di viaggi di proprietà dello Stato, che non ha ripreso l'attività. Così mi dedico interamente alle mie due figlie, Marija e Veronica, di 11 e 7 anni, e poi alla vita della parrocchia, ai pellegrini. Mio marito, Marco, lavora a Mostar e fa l'intermediario d'affari tra società italiane e croate.
Che cosa pensi dei movimenti e delle comunità che sono fioriti qui?
Non so molto. Sono stata all'Oasi della pace quando hanno consacrato la loro cappella, che è bellissima. Ma poi sono così presa dalla mia fa miglia, dalle funzioni in parrocchia, dalle testimonianze ai pellegrini, dai gruppi di preghiera in casa che, ti assicuro, le giornate scorrono veloci.
Le tue bambine come vivono il fatto che la loro mamma vede la Ma donna? Ne parlate?
La situazione in casa è molto serena, grazie a Marco. Mio marito era già cattolico, e questo ci ha aiutato, perché lui ha subito capito che con me la vita non sarebbe stata normale, e l'ha accettato. Ora se c'è comunione nella coppia, se i genitori sono in sintonia, tutto risulta facile in una famiglia. Quando io sono coi pellegrini lui resta con le bambine, perché nulla manchi loro e ricevano l'attenzione che a loro spetta come figlie; mentre, quando lui lavora, sto io con loro, e cerco di fare bene la mamma.
Quanto alle apparizioni, ci sono cresciute dentro: sono nate che io già le avevo. C'è un ricordo carino che riguarda Marija quando ancora non aveva due anni, ma lei ha cominciato a parlare molto presto. Stava giocando con una bambinetta più grande di lei che si mise a vantare quanto sua madre fosse brava, perché guidava la macchina... Marija la ascoltò ammirata, poi, quando fu il suo turno replicò felice e contenta:
«La mia invece parla con la Madonna»... Rimasi colpita perché, essendo così piccola, non avevo ancora affrontato quest'argomento esplicita mente con lei, ma ebbi la prova che le visite della Madonna facevano parte della nostra storia come famiglia, e per quel che riguarda le mie figlie sono del tutto naturali.
E ne sono felice, perché lo sforzo costante mio e di Marco è di fare tutto il possibile affinché il Signore e la Madonna siano al primo posto nella nostra famiglia, nella nostra casa. in questo discorso rientra anche il fatto che non valgo di più delle altre mamme o delle mie stesse figlie perché vedo la Madonna, perché la Madonna mi dà i messaggi: no, perché la Madonna mi ha scelto proprio per spiegare che tutti siamo amati allo stesso modo e che tutti, una volta riconosciuto l'amore di Dio, dovremmo essere apostoli suoi e della Madre celeste.
Da qui la scelta di pregare insieme tutti i giorni con mio marito, con Marija e Veronica, per incominciare insieme il loro cammino verso il Signore.
Il primo che deve riconoscere che la Madonna è al primo posto è proprio tuo marito. Non credo sia facile in una dinamica di coppia, te lo di ce chi è sposato, avere una moglie che parla con la Madonna...
Ogni due del mese non ho mai avuto un incontro con la Madonna senza che fosse presente anche Marco. Finché dureranno, lui starà sempre con me, starà a casa per starmi vicino, e la sua preghiera non vale meno perché non vede la Madonna.
Che mamma sei? Come prima impressione sembri un tipo esigente...
Sì, sono severa. La mia ricetta è fissare delle regole e poi dar tempo al le mie figlie per acquisirle, stando con loro, giocando con loro e cercando di comportarmi bene. Io sono molto severa, Marco no. Tant'è che l'altro giorno ho detto a Marija: «Occhio, che papà ha detto che cambia registro anche lui». E lei: «Ma papà sono dieci anni che dice così, e poi non se ne fa niente...». È che io sono stata educata così: i miei erano spesso duri, mai troppo dolci, ma mi hanno passato tutta l'autenticità del loro volermi bene.
La Madonna ti ha mai detto come essere mamma, ti ha mai dato dei consigli pratici?
No, vedi, devi capire una cosa: io per la Madonna sono uguale a tua moglie, così come tua moglie è uguale a tutte le altre donne del mondo. Per la Madonna non esistono figli privilegiati: quello che la Madonna dice a me io lo dico a tutti, e io devo pregare allo stesso modo degli altri per capire che cosa il Signore mi trasmette con quel dato messaggio. La Madonna mi ha fatto capire — e mi piace tanto che sia così — che non ci sono dei privilegiati: siamo davvero tutti uguali, tutti amati. Tu non puoi amare un figlio più di un altro, non saresti un vero papà o una vera mamma se lo facessi. Così la Madonna ama tutti senza diversità, il suo cuore è così grande che ci possiamo stare tutti dentro senza distinzioni.
Il Concilio ha sottolineato la chiamata universale alla santità: la vostra scelta di vita si può inquadrare come un segno dei tempi?
Può essere. Noi all'inizio, quando eravamo ancora bambini, abbiamo chiesto alla Madonna che cosa voleva dalla nostra vita e lei ci ha lasciati liberi, ci ha detto di fare «quello che sentite nel vostro cuore: se vi consacrate voglio che si veda che io ero con voi; se volete formare una fa miglia, voglio che siate un esempio». Io non vedo differenza sulla via della santità tra me e una suora: io posso servire meglio o peggio il Signore a seconda di come sono capace di rispondere alla sua chiamata. Non parlo come veggente, ma come mamma e come moglie: è come mamma che devo diventare santa e posso diventare santa allo stesso mo do che se fossi una suora. L' importante è che l'una e l'altra incominciano la giornata e la concludano con il Signore.
Posso chiederti di pregare per una persona?
Ma senz'altro, e lo farò molto volentieri come una sorella, ma solo se prima ti convincerai del fatto che la mia preghiera vale come la tua. L'altro giorno è venuto un italiano che voleva a tutti i costi che lo benedicessi sulla fronte: «Ma non posso, lo vuoi capire che non posso?», gli ho detto... «Come non puoi, e chi lo può fare?», ha replicato; e io: «So lo il sacerdote e la tua mamma!».
 Fonte :  http://medjugorje.altervista.org/doc/mirjana/11-int_mirjana_1.php

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