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mercoledì 31 dicembre 2014

1°gennaio è il giorno dedicato a Maria santissima Madre di Dio


1 GENNAIO
MARIA SS. MADRE DI DIO


 
 Maria dà al mondo Cristo nostra pace
Nell’ottava del Natale si celebra la festa di «Maria madre di Dio». In verità, le letture bibliche mettono l’accento sul «figlio di Maria» e sul «Nome del Signore», anziché su Maria.
Infatti l’antica
«benedizione sacerdotale» è scandita dal nome del Signore, ripetuto all’inizio di ogni versetto (prima lettura); il testo di san Paolo sottolinea l’opera di liberazione e di salvezza compiuta da Cristo, nella quale è incastonata la figura di Maria, grazie alla quale il Figlio di Dio ha potuto venire nel mondo come vero uomo (seconda lettura); il vangelo termina con l’imposizione del nome di Gesù, mentre Maria partecipa in silenzio al mistero di questo suo figlio nato da Dio.
Questa attenzione prevalente al
«Figlio» non riduce il ruolo della Madre: Maria è totalmente Madre perché è stata in totale relazione a Cristo, perciò onorando lei è più glorificato il Figlio. Il titolo di «Madre di Dio» sottolinea la missione di Maria nella storia della salvezza: missione che sta alla base del culto e della devozione del popolo cristiano; Maria infatti non ha ricevuto il dono di Dio per sé sola, ma per portarlo nel mondo: «nella verginità feconda di Maria (tu, o Dio) hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna» (colletta).

Madre di Dio - Madre dell’uomo

Il significato etimologico del nome Gesù,
«Dio salva», ci introduce in pieno nel mistero di Cristo: dall’incarnazione alla nascita, dalla circoncisione al compimento pasquale della morte-risurrezione, Gesù è in tutto il suo essere la perfetta benedizione di Dio, è dono di salvezza e di pace per tutti gli uomini; nel suo nome siamo salvati (cf At 2,21; Rm 10,13). Ora questa offerta di salvezza viene da Maria ed essa la partecipa al popolo di Dio come un tempo ai pastori. Maria che ha dato la vita al Figlio di Dio, continua a partecipare agli uomini la vita divina. Per questo viene considerata madre di ogni uomo che nasce alla vita di Dio, e insieme proclamata e invocata come «Madre della Chiesa» (cf LG 53.60-65; Paolo VI, 21.11-1964; orazione dopo la comunione).
Con gli Orientali, anche noi onoriamo
«Mania sempre Vergine, solennemente proclamata santissima Madre di Dio dal Concilio di Efeso, perché Cristo... fosse riconosciuto, in senso vero e proprio, Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo» (UR 15).

«
Opere e giorni nella Sua Pace»
E nel nome di Maria, madre di Dio e madre degli uomini, che dal 1967 si celebra in tutto il mondo la «giornata delta pace». La pace, in senso biblico, è il dono messianico per eccellenza, è la salvezza portata da Gesù, è la nostra riconciliazione e pacificazione con Dio. La pace è anche un valore umano da realizzare sul piano sociale e politico, ma affonda le sue radici nel mistero di Cristo (cf GS, cap. V).
La fede in Cristo,
«autore della salvezza e principio di unità e di pace» (LG 9), appare evidente nella parte che il cristiano prende agli sforzi della umanità per la pace del mondo. La pace di Cristo non è diversa dalla pace dell’uomo: c’è semplicemente «la pace», e vale la pena spendere la vita per la sua continua ricerca. Il Magistero della Chiesa non ha cessato di attirare l‘attenzione sulla pressante necessità di fare della pace una dimensione effettiva della umana convivenza. Esso continua a rinnovare l’annuncio di quella pace che è poggiata sulla verità, la giustizia, l’amore e la libertà, «i quattro pilastri della casa della pace» aperta a tutti (Giovanni XXIII, 11-4-1963).

Aprite i vostri occhi a visioni di pace!

«E allora il Nostro messaggio raggiunge il suo vertice: mai più gli uni contro gli altri! Se volete essere fratelli, lasciate cadere le armi dalle vostre mani. Non si può amare con armi offensive in pugno»
(Paolo VI, Discorso all’ONU, 4-10-1965).
«Di fronte at difficile compito della pace, non bastano le parole... E’ necessario che penetri il vero spirito di pace... Genitori ed educatori, aiutate i fanciulli e i giovani a fare l’esperienza della pace nelle mille azioni quotidiane... Giovani, siate dei costruttori di pace! ... Uomini impegnati nella vita professionale e sociale, spesso difficile per voi realizzare la pace. Non c’è pace senza giustizia e senza libertà, senza un coraggioso impegno per promuovere l’una e l’altra... Uomini politici, aprite nuove porte alla pace! Fate tutto ciò che è in vostro potere per far prevalere la voce del dialogo su quella della forza... Fate gesti di pace, anche audaci... poi tessete pazientemente la trama politica, economica e culturale della pace... Il lavoro per la pace, ispirato dalla carità che non tramonta, produrrà i suoi frutti. La pace sarà l’ultima parola della Storia
» (Giovanni Paolo II, 21-12-1978).

Con Lei vogliamo iniziare il nuovo anno

Omelia del Cardinal Schönborn alla veglia di Capodanno, Medjugorje 31 dicembre 2009
Tratto dal sito Medjugorje Bolzano
  Cari fratelli e sorelle, qui in chiesa o nei luoghi davanti alla chiesa o nel salone giallo, siamo tutti consapevoli che è un grande privilegio non dover festeggiare il nuovo anno con lo Champagne - forse più tardi - [applausi e risa] ma con Maria, Giuseppe, il Bambino nella greppia, con gli angeli. Tutti noi siamo venuti a Medjugorje per essere in questo giorno in special modo vicini alla Madre del Signore. O più esattamente dobbiamo dire che siamo venuti qui perché sappiamo che la Madre del Signore vuol essere vicina a noi.

Con lei vogliamo iniziare il nuovo anno, e la prima cosa che mi commuove, se penso al presepio e ai pastori, è che non c'era nessun angelo. Qui [indica il presepio alla base dell'altare] ci sono due angeli sopra la grotta, ma nel vangelo non ci sono; erano nel campo dei pastori, una grande schiera di angeli, ma Maria e Giuseppe ne hanno solo sentito parlare, i pastori glielo hanno raccontato!

Neanche voi avete visto la Madonna, ma qui ci sono delle persone che ce lo hanno raccontato. E noi confidiamo che la Madonna ci è veramente vicina. La fede viene dall'ascolto e mi impressiona per prima cosa che nel vangelo di oggi si parla di ascolto. Prima di tutto dobbiamo ascoltare il lieto annuncio. Abbiamo due orecchie, due occhi e una bocca: questo significa che dobbiamo ascoltare molto, guardare molto e poi parlare. E cosa dobbiamo dire? Dobbiamo raccontare ciò che abbiamo visto e udito. Il mondo necessita di una nuova evangelizzazione, questa avviene solo se è impossibile che tacciano coloro che hanno visto e udito. Tutti noi abbiamo ricevuto la fede e nel battesimo abbiamo ricevuto il compito di comunicarla ad altri. I pastori hanno raccontato ciò che era stato loro detto e da questo tutto è continuato. Il vangelo, la buona novella, è stata raccontata, e quelli che l'hanno riferita erano credibili. Quelli che hanno udito, hanno anche visto che le parole erano in accordo con la vita, che ciò che i testimoni dicevano trovava corrispondenza anche nella loro vita.

Come possiamo diventare testimoni del vangelo? Prima di tutto in quanto guardiamo a Maria. Maria conservava e meditava nel suo cuore tutto quello che era accaduto. Fratelli e sorelle, ciò di cui urgentemente abbiamo bisogno nel nostro tempo è la preghiera. Lo dico con un po' di tristezza, so che prego troppo poco. So che la preghiera è la vita. Senza un vivo rapporto con Dio la nostra vita diventa arida e vuota. Perché la Madonna ci dice continuamente di pregare? Prendetevi il tempo per la preghiera. Un buon proposito per il nuovo anno, per noi sacerdoti, diaconi e per tutti. Tempo per la preghiera. C'è così tanta forza, così tanta gioia, troppo chiaro. Preghiamo Maria che ci aiuti a pregare di più. Se preghiamo le nostre parole sono piene di vita e poi la nostra testimonianza è credibile.

Vorrei spendere due parole su ciò che l'apostolo Paolo ci ha detto. L'anno paolino è già finito e ora siamo nell'anno sacerdotale, ma le parole dell'apostolo Paolo erano così forti perché erano piene di vita. Nella lettura di oggi ci dice che Dio ha mandato suo Figlio per farci diventare figli. Le figlie non sono escluse, si intende, figli e figlie insieme, ma Paolo dice che siamo chiamati a diventare figli, e non schiavi. Così come Gesù è figlio di Dio, così possiamo anche noi chiamarlo Padre. All'inizio di quest'anno l'apostolo Paolo ci dice: voi siete figli e non schiavi.

Io penso che Medjugorje è un posto dove si confessa molto e la confessione è la liberazione dalla schiavitù del peccato. Dio ci vuole avere come figli. Libertà dei figli di Dio, e per questo ci ha donato il sacramento della confessione. Dobbiamo avere un nuovo atteggiamento verso Dio, poterlo chiamare Abbà. Gesù ci ha chiamato ad avere fiducia in lui, ad avere fiducia in Dio. C'è troppa paura di Dio in noi, Jezu ufam tobie, Gesù confido in te - so anche il polacco - [alcune risate, quelli che capiscono la battuta], Jezu ufam tobie, Gesù confido in te [applausi].

Il Papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato questo messaggio: abbiate fiducia nella misericordia di Dio, abbiate fiducia nella misericordia di Gesù. A volte, avere fiducia può essere eroico, quando la vita si fa difficile, quando un matrimonio diventa un peso, quando una malattia ci opprime, quando non sappiamo come andrà col nostro lavoro. Allora, dire Jezu ufam tobie, può essere eroico. Avere fiducia è veramente un atto di fede, e ancora guardiamo a Maria: chi ha donato un atto di fiducia, di fede, più grande di Maria? Jezu ufam tobie: questo sia il nostro programma per l'anno che viene.

E' quasi mezzanotte e si sentono i botti, ma noi non tiriamo petardi, noi cantiamo [applauso]. E un'ultima parola: i pastori tornarono glorificando e lodando Dio per quello che avevano visto e udito. Anche noi torneremo a casa e per poter essere testimoni della buona novella, dobbiamo prima di tutto glorificare Dio. I pastori glorificarono e lodarono Dio per quello che avevano visto e udito, spero che anche tutti noi torneremo a casa, faremo il viaggio di ritorno, dopo questi giorni passati qui, e glorificheremo Dio per ciò che abbiamo visto e udito. Allora crederanno anche a noi quando racconteremo, anche la nostra parola sarà degna di fede. Adesso è quasi mezzanotte ed è il momento giusto per proclamare il nostro Credo. Con questa fede entriamo nel nuovo anno. Dio benedica il nuovo anno. [lungo applauso] 

Fonte: Medjugorje Bolzano

La benedizione speciale e materna della Madonna

LA BENEDIZIONE SPECIALE E MATERNA DELLA MADONNA
Suor Emmanuel racconta :
A Medjugorje la Madonna ha fatto un dono al mondo, ha dato la benedizione speciale e materna: io la ricevo con riconoscenza e la Madonna chiede a me e a chiunque la riceva di trasmetterla a tutti, non esiste un formula; si trasmette con il cuore. La benedizione speciale di Maria è un dono gratuito, un dono di Dio che passa da Lei quale Madre.
Coloro che vivono i messaggi hanno questo regalo e possono trasmetterlo agli altri. La Madonna mi dona uno strumento di lavoro, una sua soluzione che risolve problemi per i quali, umanamente, non sembra ci sia soluzione. Questo dono è parte di un tutto per coloro che vogliono seguire la scuola della Madonna.
Questa benedizione donata dalla Madonna non può traboccare che da un cuore colmo. Con questa benedizione ho qualcosa da donare, qualcosa della Regina della Pace. Ho ricevuto, dunque dono.
La Madonna ci raccomanda di parlare di questa benedizione e di trasmetterla solamente alle persone che sono impegnate nel cammino, alle altre noi dobbiamo trasmetterla silenziosamente.
Un giorno la veggente Marija mi ha confidato che lei stessa dava questa benedizione speciale e materna molto semplicemente dicendo: "Ecco, ho ricevuto la benedizione speciale e materna dalla Madonna e te la trasmetto", e puoi aggiungere le preghiere che vuoi, col cuore.
Questa benedizione si può trasmettere solo a una persona alla volta.
Verso gli increduli possiamo trasmettere silenziosamente questa benedizione. Ogni genere di grazie investe allora queste persone, pace, gioia, conversione.
Quando benedico i miei nemici (Gesù l’ha chiesto a tutti) con questa benedizione, Maria mi aiuta ad amare questi nemici con un cuore materno, con il suo Cuore.
La veggente Marija ci ha precisato che la benedizione dei sacerdoti è più grande, le mani del sacerdote hanno ricevuto la sacra unzione e la loro benedizione fa cadere molte grazie dal cielo.
Un’amica di Suor Emmanuel racconta: "quando sono nel metrò, benedico tutti, e sebbene sia timida e piuttosto riservata, la gente viene da me per parlarmi, per aprire il cuore". Prosegue Suor Emmanuel: "Bertrand, un infermiere parigino, detestava il suo lavoro: tutti i giorni vedeva morire dei giovani di AIDS senza nessuna assistenza spirituale ed era straziato per non poterli aiutare, perché in questi grandi ospedali gli infermieri sono insufficienti e hanno il tempo di prestare le cure minime prima di correre in un’altra stanza. Fino al giorno in cui Bertrand scopre a Medjugorje la famosa benedizione speciale della Gospa. Ritorna un anno più tardi e non è più lo stesso: è fantastico, la Madonna mi ha trovato la soluzione. Quando devo sbrigarmi per curare un malato di AIDS, gli do silenziosamente la benedizione speciale e materna e so che Maria stessa lo accompagnerà nel suo trapasso. Una volta un malato di AIDS morente è anche guarito".
Si è ancora lontani dal comprendere la portata di questa benedizione.
La Madonna ci chiede di vivere e testimoniare i suoi messaggi. Perché ha aggiunto questo fatto di trasmettere la benedizione? Perché la testimonianza non sostituisce la benedizione, è un’altra realtà. La Madonna chiede per esempio ai genitori di dare l’esempio, di essere portatori di pace, ma chiede loro anche di benedire i figli.
La sola testimonianza non trasmette la protezione come fa la benedizione.
La testimonianza esercita una buona influenza, un’attrazione, la benedizione esercita un’azione invisibile.
MEDJUGORJE, ALLA SCUOLA DI MARIA "La gente prega in modo sbagliato. Si reca nelle chiese e nei santuari per chiedere qualche grazia materiale. Pochissimi, invece, chiedono il dono dello Spirito Santo. La cosa più importante per voi è proprio implorare che discenda lo Spirito Santo perché se avete il dono dello Spirito Santo avete tutto" (messaggio del 29 dicembre 1983)
"Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera. Rinnovate la vostra preghiera personale, e in modo particolare pregate lo Spirito Santo affinché vi aiuti a pregare col cuore. Intercedo per tutti voi, figlioli, e vi invito tutti alla conversione. Se vi convertirete anche tutti coloro che sono attorno a voi saranno rinnovati. E la preghiera sarà per loro gioia" (messaggio del 25 maggio 2003)

martedì 30 dicembre 2014

Messaggio straordinario del 29 dic 2014 della Regina della Pace

         Per una buona visione si consiglia di allargare l'immagine video

Commento al Messaggio da Medjugorje del 25 dicembre 2014 (Santo Natale)


La veggente Marija Pavlovic Lunetti a Radio Maria:



"Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
P. Livio: Per gli ascoltatori che si avvicinano ora a Medjugorje, vorrei che tu ci dicessi come si è svolta l’apparizione di oggi.
Marija: Come ogni 25 dicembre, anche oggi, giorno di Natale, la Madonna è arrivata con Gesù Bambino in braccio. Gesù Bambino era come un bebè appena nato. Con un braccio teneva Gesù Bambino e ha steso l’altra mano per pregare su noi presenti. L’apparizione è stata lunga, ma il messaggio è stato corto. Noi aspettiamo il giorno di Natale con tanta gioia perché sappiamo che la Madonna arriva con Gesù nelle sue braccia, come ha detto anche nel messaggio. La Madonna aveva i vestiti dorati e ricamati come nelle grandi feste. Invece in tutti gli altri giorni appare con il vestito grigio e il velo bianco. Il Bambino aveva il suo vestito, ma era anche coperto dal velo della Madonna, per cui questa sera non l’ho visto molto bene.
P. Livio: Però due anni fa il Bambino si è alzato e ha dato il messaggio.
Marija: Si, ha detto: “Io sono la vostra pace. Vivete i miei comandamenti.” Ha parlato con autorità e sembrava una persona grande, non un bambino piccolino; era regale e deciso. Per la mia esperienza mi pare di capire che quando c’è Lui, Lei scompare. Lui diventa il punto più importante, il cuore dell’apparizione. Anche stasera la Madonna ha pregato, ha parlato, ma punta sempre su di Lui e con il suo atteggiamento dice che Lei non è importante, ma che dobbiamo mettere Gesù al centro della nostra vita. Lei dipende da Dio, si dichiara “serva” e dice: “Dio mi ha permesso di essere in mezzo a voi, di dire questi messaggi…” Oggi ha detto che la pace che ci dona la cerca e la ottiene da Gesù.
Noi abbiamo sperimentato fin dalle prime apparizioni che la Madonna ha uno scopo e il suo scopo non è quello di apparire, ma di portare Gesù in mezzo a noi. Attraverso la presenza della Madonna crediamo profondamente che si sta cambiando l’umanità, sta cominciando un’era nuova, sia nella Chiesa, come anche nelle persone, perché uno non rimane indifferente alla presenza della Madonna.
P. Livio: Oggi è Natale ed è venuta col Bambino Gesù, ma secondo te perché viene tutti i giorni?
Marija: Per dirci: “Senza Dio non avete futuro, non avete vita eterna”. Perché noi siamo pagani e pensiamo che siamo noi Dio. La Madonna dice: ”State sbagliando figli miei. Ritornate a Dio perché senza Dio e i suoi Comandamenti voi andate verso la vostra rovina”. La Madonna dice come la Bibbia: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo! Confidate in Dio e vivete i suoi Comandamenti, vivete come Lui desidera. Vivete la santità. Abbracciate la via della preghiera, perché uno che non prega non ha futuro e non ha la vita eterna”. Invece se uno prega, cambia la vita, cambia atteggiamento, cambia linguaggio, diventa più docile, più aperto, più pacifico, più amabile ...
P. Livio: Secondo la tua esperienza, dopo 33 anni e sei mesi la Madonna ha ottenuto quello che voleva?
Marija: Io credo che Dio ha un progetto e per questo permette alla Madonna di rimanere così a lungo. Penso ai tanti gruppi di preghiera, di adorazione, alle persone che hanno cambiato la loro vita e testimoniano questa loro conversione: sono tantissime! C’è un rinnovamento nella Chiesa. Ci sono tantissime vocazioni. Tanti sacerdoti hanno cominciato a vivere in un modo nuovo. Io conosco una marea di persone che hanno cambiato radicalmente la loro vita per il bene della loro anima e per il bene delle anime che sono intorno a loro. Quanti, sentendo queste testimonianze, hanno detto: “Che bello!”
P. Livio: C’è tanto male nel mondo, ma la Madonna ha detto che alla fine il suo Cuore immacolato trionferà…
Marija: Si noi siamo sicuri che arriverà il trionfo del Cuore immacolato di Maria, ma questo trionfo deve cominciare in me, in te, in noi.
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Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.
... e Padre Livio ha concluso con la benedizione.
Marija e P. Livio

Si è svolto il concerto di Natale della parrocchia di Medjugorje


Sabato 27 Dicembre 2014, presso il Salone “San Giovanni Paolo II” di Medjugorje, si è svolto il concerto di Natale, nel corso del quale si sono esibiti Tedi Spalato, Ivan Mikulić, il Complesso di percussionisti “"Vranac", Jelena Kordić, il gruppo  “Luka”, il Grande Coro Parrocchiale “Regina della pace”, le “Colombe della pace”, la Gioventù Francescana di Medjugorje, insieme alla “Frama Band”, Stephen Yeseta, l’orchestra di percussioni “Misercordia”, Monija Jarak, Jure Milo e l’attore Robert Pehar. Il parroco fra Marinko Šakota si è rivolto ai presenti porgendo a tutti loro un augurio di Buon Natale e di buone Feste Natalizie. Durante il concerto sono stati trasmessi su uno schermo dei contributi video che illustravano le tradizioni natalizie della nostra regione ed abbiamo poi concluso la serata cantando tutti insieme il canto “Narodi nam se Kralj nebeski”, cosa che, come le altre esecuzioni, è stata premiata dal numeroso pubblico presente con un meritato applauso.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/

lunedì 29 dicembre 2014

Messaggio del 29 dic 2014 della Regina della Pace a Medjugorje


Messaggio al veggente Ivan sul Podbrdo.
 
Ecco ciò che ha riferito Ivan sull’apparizione da lui avuta stasera, lunedì 29 Dicembre 2014, sul Podbrdo, alle ore 22:00:


«Oggi, come ogni giorno dopo l’incontro con la Madonna, io vorrei avvicinare e descrivere anche a voi l’incontro di stasera. Anche oggi la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Poi la Madonna ha detto:

     “Cari figli, anche oggi desidero dirvi grazie. Grazie, cari figli, perché avete fatto una scelta, avete deciso di vivere i miei messaggi. Oggi vi invito nuovamente in questo tempo, tempo di grazia, a pregare di più per la famiglia e a pregare per l’evangelizzazione della famiglia. Pregate particolarmente per i giovani. Che Dio dimori nelle famiglie ed occupi il primo posto! Sono con voi, prego insieme a voi. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata.”

Poi la Madonna ha pregato per un periodo di tempo qui su tutti noi con le mani distese, ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto. Ho anche raccomandato tutti voi, i vostri bisogni, le vostre famiglie, tutto quello che portate nei vostri cuori: la Madonna conosce meglio di chiunque altro i nostri cuori.
Poi la Madonna ha continuato a pregare qui su tutti noi e se n’è andata in preghiera, nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”».

Capodanno 2014/2015 a Medjugorje



Per la veglia di preghiera in attesa del nuovo anno 2015, Medjugorje attende una moltitudine di pellegrini, principalmente giovani, provenienti da tutto il mondo. Mercoledì 31 Dicembre 2014, giorno di San Silvestro, il programma di preghiera comincerà alle ore 17:00, con la preghiera del Rosario. La Santa Messa serale di ringraziamento per l’anno trascorso sarà celebrata alle ore 18:00 ed, al termine, la Comunità Cenacolo rappresenterà il Presepe Vivente nello spazio antistante la chiesa. La Veglia di preghiera davanti al Santissimo Sacramento inizierà alle ore 22:00 e sarà seguita, alle ore 23:30, da una Santa Messa solenne.  Anche quest’anno sarà possibile seguire l’intero programma in diretta audio-video nel capiente Salone “San Giovanni Paolo II”. L’attesa del nuovo anno dalla chiesa parrocchiale di San Giacomo a Medjugorje verrà trasmessa in diretta anche da Radio “Mir” Medjugorje. 
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/

Avevo solo pochi mesi di vita e a Medjugorje i tumori sono scomparsi

                 (scusateci per  la traduzione )

La testimonianza di Arthur Boyle: Gesù Cristo, per intercessione della Beata Vergine Maria a Medjugorje, mi ha guarito



Mi chiamo Arthur Boyle, abito a Boston, sono sposato, ho tredici figli e quindici nipoti.
Mi sono occupato dello sport fino al 1999., quando mi hanno scoperto il carcinoma del rene. È seguito un intervento difficile e recupero. Anche se i reperti medici hanno mostrato buoni risultati, dovevo andare continuamente alle visite medice, perché ero nacora una persona che aveva il cancro. Otto mesi dopol`intervento chirurgico sul rene, hanno trovato metastasi ai polmini, che significava più trattamento, tagliare reni e polmini per rimuovere il cancro.
Ma, prima di questo trattamento sui polmini, ha avuto ancora un intervento chirurgico sulla ghiandola tiroide, che non è passato bene, avevo forti dolori e timori dell`altro trattamento. Poiché questa operazione sui polmini non ho accettato. Sono caduto in una profonda depressione, ha saputo che qualcosa dovevo fare, ma non ho saputo cosa! Mio figlio di otto anni, poi mi ha detto: „Papà, e tu morirai!“ In quel tempo molti hanno pregato per me, andavo a gruppi di preghiera,alle preghiere della guarigione... Nel discorso con gli amici qualcuno ha accennato Medjugorje. Non ho mai saputo quello che era in realtà quel luogho, anche se mia moglie ha letto un libro con i messaggi da Medjugorje. In quel tempo non mi interessava perché era stato dieci anni prima della diagnosi difficile, e mentre lei mi leggeva quel libro, ho spesso guardato la TV. Una settimana dopo questa conversazione di Medjugorje, miei due amici e io eravamo in aeroplano per quel luogo.
Ha saputo che la Madonna,in un suo modo, mi
toccerebbe
Ero disperato anche nel viaggio per un po di` spazio luogo in Bosnia ed Erzegovina.a Medjugorje siamo stati dal 4 al 10 settembre, e mia operazione doveva essere in 14. settembre. Nel mio diario che ho scritto durante il viaggio, ho scritto: „Vado a Medjugorje, vado alla Beata Vergine Maria, vado che mi guarirà. So che probabilmente non la vedrò, ma so che lei in un modo,in un suo modo, mi toccerà.“ Lettera agli Ebrei (Ebrei 11,1) dice che la fede è l`avere di cose sperate, la convinzione nelle realtà che non vediamo. Ho scritto nel mio diario che credo nelle cose che non vedo, e poi ho ottenuto quello che speravo!
Esperienza della confessione a Medjugorje
Il primo giorno a Medjugorje siamo andati alla Messa e alla confessione, dopo quindici anni sono andato a confessarmi. Anche se quel giorno abbiamo dovuto incontrarsi con Vicka, che ha dovuto pregare per me, ha disdetto il nostro incontro a causa di altri impegni. Pertanto, io e miei amici siamo andati alla compera, e proprio nella oreficeria, in cui abbiamo scelto i regali per le nostre mogli, è entrata Vicka. Non l`ho
riconosciuto, ma i miei amici sì. Vicka mi si è avvicinata e ha cominciato a pregare per me, ha messo la sua mano piccola ma ferma sulla mia testa, e attraverso me passava così tanto calore che i miei amici che hanno messo le loro mani sulla mia schiena, sono andati in sudore. Questo era l`inizio del nostro primo viaggio a Medjugorje. Molte cose strane sono successe a noi, i rosari che venivano in un colore oro, abbiamo visto il Sole che si è ruotato. Queste sono tutte piccole cose che possono comuovere gli individui, ma questo non è il punto di Medjugorje. Quel girno a Medjugorje pioveva, abbiamo voluto andare sul Križevac, ma passando vicino alle confessionale, mio amico Kevin ha voluto confessarsi ancora una volta, e l`altro amico Rob e io siamo tornati nella pensione,in cui tutti ci hanno detto di non andare sul Križevac a cusa della pioggia. Nel frattempo, Kevin si è ritornato entusiasto dalla confessione e ci ha invitato ad andare di nuovo a confessarsi perché ha incontrato un sacerdote meraviglioso. Nella vecchia confessionale di legno, nel piccolo villaggio di Medjugorje, ha seduto il sacerdote da Liverpool, che era un missionario in Perù e El Salvador, in una zona molto povera. Ero molto depresso, scoraggiato, e poi lui mi ha detto che Gesù è la medicina più potente del mondo e che fargli ricevere nella comunione più spesso che potevo. Dopo quel discorso, tutte le mie paure e l`ansia sono scomparse ed è mi diventato chiaro che ero venuto a Medjugorje non a causa della guarigione fisica, ma a causa della guarigione spirituale. Vangelo di Giovanni nella 20 sezione dice che Gesù ha mandato un respiro su di loro e ha detto: „Pace a voi! Come il Padre manda me, così io mando voi, chi perdonate i peccati, saranno perdonati, chi ritenete i peccati, saranno fermati!“ A Medjugorje ho capito che la confessione nella nostra fede non è una aggiunta arbitraria, è un sacramento, è il dono di Gesù che ci dà la grazia di poter seguire e imitare Cristo e vivere nella Sua luce. Senza confessionale non possiamo essere nella luce di Gesù. Poi ho saputo che mi dovevo tornare in America e diffondere quel messaggio di riconciliazione da Medjugorje, ma non era l`unica cosa di cui avevo bisogno.  
Lacrime di guarigione
Salendo sul Križevac ho sentito dolore nei miei polmini e ho pensato che il mio cancro fosse sempre meglio, e mi fossi sempre peggio. Venedo sulla cima abbiamo cominciato a piangere, abbracciare la croce e pregare Gesù per la guarigione. Ho sentito che qualcosa accadeva, subito ho chiamato la moglie e l`ho detto che di chiamare di nuovo il medico e organizzare un nuovo CT prima di cominciare a tagliare i polmini. Il mio medico ha risposto che il cancro non poteva semplicemente andare via, che dovevamo tenersi di programa per la operazione. Ma, miamoglie ha trovato un altro medico e ha organizzato le visita medica e di rivedere CT a lui. Durante la visita di Medjugorje, siamo andato anche a Široki Brijeg, dove abbiamo conosciuto padre Jozo Zovko e nostro traduttore Nancy, che ci ha dato l`idea che le famiglie americane si riuniscono in Medjigorje. Dovremmo parlarne, ma in quel calca in Široki Brijeg abbiamo perso il contatto con Nancy, ma per fortuna l`abbiamo ritrovato a Medjugorje. Lei mi ha detto che dovevo perdonare, ma mi chiedevo a chi, inoltre che già due volte mi sono confessato. Mi ha detto che dovevo perdonare ai miei genitori e poi mi sono rotto, di nuovo ho pianto, erano lecrime di guarigione. Altrimenti, i miei genitori hanno divorziato dopo 43 anni di matrimonio, e questo mi ha fatto male. Ancora una volta ho chiamato mia moglie e l`ho detto di riunire tutta la famiglia al mio ritorno. In questa occasione, davanti a tutti, ho detto mio padre che perdonarlo. Mia madre non ha piacuto questo, ma ha saputo che dovevo fare questo. A Medjugorje ho imaparato una cosa: tutti possono essere guariti da ogni malattia, ma dobbiamo diventare aperti  „recipienti“ che riceveranno la Spirito Santo. E di poter essere quelli „recipienti“ aperti per lo Spirito Santo, dobbiamo pregare, dobbiamo perdonare, senza riguardo a quello che molto spesso non sappiamo che cosa dobbiamo perdonare. Di nuovo sono ritornato a visite mediche e risultati, e ho fatto nuovo CT. Due giorni prima dell`intervento programmato, il medico mi ha chiamato nel suo ufficio e mi ha detto che tutti e tre tumori nei miei polmini sono scomaprsi. Tutti e tre medici: un urologo, pneumologo e oncologo, hanno visto referto, e li era chiaro che non avevo bisogno di intervento chirurgico! Nel giorno della Esaltazione della Croce sacra, 14. settembre, al posto del`intervento, hi giocato a golf con i miei amici Rob e Kevin. Gesù Cristo, per intercessione della Beata Vergine Maria a Medjugorje, mi ha guarito. Sono andato a Medjugorje con meno del 5 per  cento di probabilità di sopravvivenza, e daMedjugorje sono tornato sano alla moglie e alla mia famiglia. Sarò sempre grato alla Madonna che mi ha portato a Medjugorje e a Gesù che mi ha guarito. Ora sono per la decima volta a Medjugorje, ero qui con tutta la mia famiglia. Alcuni dei miei figli erano un po` persi qui, uno di loro davvero non piaceva. Ora, entrambi che non li piaceva Medjugorje, sono i professori di teologia in un college a Boston. La Madonna li ha preso sotto ilsuo mantello. Sant Paolo dice: „Sono stato crocifisso con Cristo, più non vivo io, ma vive Cristo in me.“ Questo e la mia preghiera per tutta la gente: che siano crocifissi con Cristo, che non vivono più loro, ma vive Cristo in loro! 
Fonte:http://www.medjugorje-info.com/it/medjugorje/o-medjugorju/svjedocanstva/107-svjedocanstva/svjedocanstvo-arthura-koji-je-cudesno-ozdravio-na-krizevcu.html

Il cantante Nek - Medjugorje apre nuovi orizzonti di fede.


Intervista a Nek: Prima ero un cristiano tiepido, grazie a Medjugorje mi sono infervorato. Quel posto apre nuovi orizzonti di fede.
Pontifex parla con Nek, nome di arte di Filippo Neviani da Sassuolo, la stessa cittadina che ha dato i natali al Cardinale Camillo Ruini e al genio del giornalismo religioso apologetico Vittorio Messori: insomma buon sangue,non mente. Nek è un ragazzo sensibile e dotato di grande fede, che,inutile girarci attorno, è stata ulteriormente aumentata dalle sue visite a Medjugorje. “ In quel posto ci sono stato ben tre volte e le assicuro, senza con questo cadere nella sterile ed inutile retorica, che la mia fede prima era molto,ma molto più tiepida, poi si è riscaldata e mi sono infervorato. Del resto, a Medjugorje ho toccato con mano che cosa vuol dire,in un luogo tanto lontano,ma nello stesso tempo geograficamente accessibile, la fede in Dio, grazie all’opera della Madonna che, come instancabile mediatrice, opera autentiche grazie”. Eppure su Medjugorje molti sono scettici, anche all’interno della Chiesa. “ guardi, io metterei da parte le polemiche che non portano da nessuna parte e guardo al lato positivo. Bisogna considerare che in quel santuario avvengono tante, tantissime conversioni, si amministrano sacramenti, insomma si crea la aspettativa del sacro e di Dio e questo mi pare un frutto buono e lodevole, da rimarcare” Ma la posizione della Chiesa ufficiale sul tema non è ancora apertamente per il sì: “ ma neppure per il no. Io comprendo e forse anche giustifico la saggezza e la calma della Chiesa che davanti a fatti inspiegabili,visioni e miracoli si è sempre manifestata cauta. Del resto occorre riconoscere che, nel caso di Medjugorje, le veggenti hanno ancora visioni,parlano, quindi penso che la cautela della Chiesa, da questo punto di vista ,sia lecita. Poi come in ogni cosa umana gli scettici esistono sempre e dappertutto. La mia esperienza è positiva e dico grazie a Medjugorje che ha rafforzato la mia fede”.

Inoltre lei ha avviato in quel posto un nobile progetto si solidarietà: “ lei sa che in quel posto esiste molta,tanta miseria che rappresenta una grave ingiustizia sociale. Grazie ad un amico imprenditore di Modena, abbiamo iniziato ed avviato un progetto di aiuto concreto che spero possa dare buoni frutti. La Madonna a Medjugorje chiede preghiera,pace,ma anche aiuto e solidarietà concreti. Bisogna mettere in pratica con le opere buone, la parola del Signore e tutto questo a Madjugorje avviene”. Che cosa la ha colpito maggiormente di Medjugorje?: “ il lato spirituale. Sei stato due ore, ma sembra che la tua sosta duri da anni, il tempo ,come per incanto, si ferma in una estasi quasi mistica. Ecco, questa è la vera spiritualità che porta con sé stessa pace ed amore. Io consiglio a tutti l’esperienza di Medjugorje”.

Ma lei era già in precedenza uomo di fede: “ certo,non dico che in quel posto ci sia stata una conversione,per carità,ma la mia fede si è come infuocata. Indubbiamente devo fare ancora molta strada,ma sono sulla via giusta”. Che cosa le piace della Chiesa attuale?: “ vedo una Chiesa attiva, concreta, vicina alle esigenze di chi soffre. Ma vorrei, da giovane, anche una Chiesa maggiormente attenta ai problemi della comunicazione, che sappia pensare in grande e il fatto di aver oprato ultimamente per i social network le rende onore”. Le piace la messa antica?: “ dal punto di vista dell’eleganza e del mistero, senza dubbio. Non la capisco come molti miei coetanei,ma ha una sua indubbia eleganza, valorizza l’idea del mistero e del sacrificio. Una messa che non banalizza il gesto,ma per altro verso comprendo le tesi di chi vuol vivere la messa, comprendendola e partecipando attivamente”.

Bruno Volpe


FONTE: http://www.pontifex.roma.it/

domenica 28 dicembre 2014

Gesù avvicina i giovani agli anziani.


27/10/2013
Alla fine della celebrazione, prima dell'Angelus, il Papa ha elevato una preghiera alla Santa Famiglia davanti all'icona che la raffigura. Di seguito il testo di questa preghiera:

Gesù, Maria e Giuseppe
a voi, Santa Famiglia di Nazareth,
oggi, volgiamo lo sguardo
con ammirazione e confidenza;
in voi contempliamo
la bellezza della comunione nell’amore vero;
a voi raccomandiamo tutte le nostre famiglie,
perché si rinnovino in esse le meraviglie della grazia.

Santa Famiglia di Nazareth,
scuola attraente del santo Vangelo:
insegnaci a imitare le tue virtù
con una saggia disciplina spirituale,
donaci lo sguardo limpido
che sa riconoscere l’opera della Provvidenza
nelle realtà quotidiane della vita.

Santa Famiglia di Nazareth,
custode fedele del mistero della salvezza:
fa’ rinascere in noi la stima del silenzio,
rendi le nostre famiglie cenacoli di preghiera
e trasformale in piccole Chiese domestiche,
rinnova il desiderio della santità,
sostieni la nobile fatica del lavoro, dell’educazione,
dell’ascolto, della reciproca comprensione e del perdono.

Santa Famiglia di Nazareth,
ridesta nella nostra società la consapevolezza
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
bene inestimabile e insostituibile.
Ogni famiglia sia dimora accogliente di bontà e di pace
per i bambini e per gli anziani,
per chi è malato e solo,
per chi è povero e bisognoso.

Gesù, Maria e Giuseppe
voi con fiducia preghiamo, a voi con gioia ci affidiamo.

Fonte:http://it.radiovaticana.va/storico/2013/10/27/preghiera_di_papa_francesco_alla_santa_famiglia/it1-741152

La Madonna appare perché abbiamo perso la famiglia.

La famiglia: Bene perduto? - Una riflessione di P. Jozo Zovko
In un contesto storico culturale come quello attuale, nel quale l'istituto famigliare, insidiato da ogni parte, appare in difficoltà, proponiamo ai nostri lettori una riflessione di Padre Jozo proprio sulla famiglia, il suo ruolo fondamentale, la sua crisi. Si tratta di un estratto da una catechesi ascoltata qualche tempo fa durante un pellegrinaggio a Medjugorje.

Eventuali piccole imprecisioni nel testo sono imputabili alla trascrizione della parola parlata ed al fatto che il Padre non ha avuto modo di visionare e correggere il testo stesso, del cui contenuto garantiamo in ogni caso l'autenticità.

"Siamo pellegrini a Medjugorje dove appare la Madonna, dove ha iniziato, sapete bene, con sei veggenti. Ha detto loro: "lo ho bisogno di voi". Dopo ha detto le stesse parole alla Parrocchia, ai parrocchiani, poi ai pellegrini.

Noi, come cristiani, dobbiamo sapere che cosa vuole la Madonna da noi: desidera che abbiamo il cuore aperto. Non vuole proporci delle teorie, non vuole insegnarci a discutere, come noi siamo abituati a fare, a discutere sul Vangelo, sui comandamenti divini, per fare poi quello che vogliamo noi. Noi non possiamo trovare nelle parole di Cristo un motivo per il tuo divorzio, per il tuo aborto, non possiamo trovare un motivo per il tuo ateismo, per educare i tuoi figli come atei.

Non troviamo un motivo per tutto questo nella tradizione della Chiesa.

La Madonna appare perché abbiamo perso la famiglia. Non esiste più la scuola della santità, della preghiera, della vita quotidiana cristiana. Siamo in grave pericolo.

Siamo entrati nel nuovo millennio: dopo venti secoli, i governi europei vogliono valutare se hanno bisogno o non hanno bisogno del nome di Gesù. Francesi, Belgi, Olandesi hanno deciso che non hanno bisogno di Gesù, hanno deciso che la nuova Costituzione non deve nominare il nome di Cristo. Ecco un motivo per pensare in quali difficoltà si troverà domani tuo figlio che dirà: sono nato nell'Europa moderna, senza Gesù.

É molto importante per noi capire perché appare la Madonna. Lei ha detto in diversi messaggi: "Attraverso di voi, possiamo, mio Figlio ed io, salvare tante anime se voi siete disponibili, se pregate" Senza la preghiera, la nostra fede rimane teoria. Vedete, la famiglia cristiana, quando ha spento questa luce che si chiama la preghiera, è entrata nel buio. La Madonna desidera, come Vergine sapiente, darti la lampada con l'olio per illuminare la tua casa, la tua famiglia, le tue sere, per darti la luce. Quando si spegne la preghiera, si entra nel buio, e dopo entriamo in conflitto, ognuno di noi diventa ostacolo. Non preghiamo insieme, per questo non possiamo vivere insieme. Stiamo scappando gli uni davanti agli altri, i figli vanno fuori a cercare la gioia: ma dove, dove? Quale programma può darti la pace, ma quale programma? Quale può creare la gioia e l'amore nel tuo cuore?

Come possiamo rinnovare la famiglia? Non abbiamo chance, non abbiamo chance ... Da tanti anni la Madonna insegna e ripete: "Pregate, pregate, pregate". Come possiamo sostituire la preghiera, con che cosa?

Tu hai il coraggio, come giovane mamma, come giovane padre, di dire in famiglia:

"Dobbiamo ogni giorno pregare insieme il Rosario"?

Come ci viene insegnato in tutta la storia della Chiesa, come ha fatto Santa Monica, come hanno fatto tantissime altre mamme, andiamo a fare le nostre suppliche, i nostri voti.

Andiamo a dire ai nostri giovani che c'è Dio, non Babbo Natale. C'è Dio, c'è Cristo. Andiamo a dire che Dio aspetta.

Sta crollando l'educazione, c'è chi rovina, chi distrugge e noi siamo tutti indifferenti. Tutti siamo liberi, ma come fanno i figli a scegliere se non sono educati, se non è stato loro insegnato che cosa scegliere? I figli devono sapere che i dieci comandamenti non sono alla pari dell'ateismo. Vedi, abbiamo bisogno d'educazione cristiana, non di filosofia cristiana. Per questo appare la Madonna, per aprire i nostri occhi. La Madonna bussa, sta dicendo: "Cominciate a pregare, pregate". Ecco, per questo appare.

Genitori, senza di voi i vostri figli, i vostri nipoti non possono imparare. Non esiste un'istituzione che può sostituirsi a voi, neanche il Papa e la Chiesa possono farlo, se voi non siete testimoni. Per questo dobbiamo decidere: qual è la mia testimonianza? Come ho testimoniato che credo in Dio? Come?

Se ho perso la domenica, con la Messa, con l'Eucarestia come incontro con il Dio vivo, se ho perso la preghiera, se non m'interessano le Sue parole, la Rivelazione, se non m'interessano i Suoi comandamenti, la Sua Chiesa, in che cosa credo? Siamo entrati in una crisi.

Fratelli, è importante ascoltare che cosa vuole la Madonna. La domanda da porsi non è: "Appare, non appare? "

Questo Lei lo ha dimostrato con i frutti. No, la domanda è un'altra: " Che cosa faccio io? Che cosa ho fatto fino ad oggi? Che cosa penso di fare a partire da oggi ?"

Preghiamo perché la Madonna torni con noi nella nostra casa, nella nostra famiglia, perché dove Lei entra succeda come nella casa di Elisabetta: è entrata la Madre di Dio.

Che cosa vuole la Madonna? "Cari figli, vi invito alla conversione individuale".

Ciascuno di noi è invitato. Convertirsi vuoI dire tornare al Padre, alla Chiesa, ai comandamenti divini, tornare alla famiglia cristiana.

Convertirsi vuol dire portare frutti.

La tua fede è la vita, la fede penetra la vita. La fede, come il Vangelo, non è una teoria: è tradotta nella tua vita. Il seme che non era visibile diventa visibile quando esce fuori dalla terra. Il Vangelo è la Parola di Dio, è la grazia di Dio che esce attraverso la tua vita portando frutti e diventa visibile. La Madonna ha detto: "Pregate, pregate il Rosario. Questa semplice preghiera opera miracoli".

Abbiamo bisogno di miracoli. Una famiglia unita, santa: questo è un miracolo, oggi. La famiglia unita nella preghiera resterà unita, non crollerà. 

Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/pjozo/lafamiglia.html

La Madonna mi ha affidato il compito di pregare per le famiglie

Ivanka Ivankovic – Elez

IVANKA IVANKOVIC-ELEZIvanka Ivankovic è stata la prima veggente di Medjugorje a vedere la Madonna, ma anche la prima a chiederle un segno. E la Gospa le fece non solo vedere la madre morta due mesi prima, ma la potè abbracciare e parlare con lei. Il segno era… che esiste una vita dopo la morte.   
Nata il 21.06.1966 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. Fino al 7 maggio 1985 ha avuto apparizioni quotidiane. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno in occasione dell’anniversario delle apparizioni, il 25 giugno. Ivanka è sposata, ha tre bambini, vive con la sua famiglia a Medjugorje. L’intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine è per le famiglie.

Dal 1981 fino al 1985 ho avuto le apparizioni quotidiane, tutti i giorni. In quegli anni la Madonna mi ha raccontato la sua vita, il futuro della Chiesa e il futuro del mondo. Io ho scritto tutte queste cose e saranno consegnate a chi e quando la Madonna me lo dirà. Il 7 maggio 1985 è stata l’ultima apparizione quotidiana per me. Quel giorno la Madonna mi ha affidato il 10° e ultimo segreto. Durante quell’apparizione la Madonna si è fermata con me per un’ora. E’ stato poi tanto difficile per me non poterla più vedere tutti i giorni. Il 7 maggio 1985 la Madonna mi disse: “Tu hai compiuto tutto ciò che mio Figlio aspettava da te”. Mi disse anche che l’avrei rivista per tutta la mia vita una volta all’anno, nel giorno dell’anniversario (25 giugno). Mi ha poi concesso un’enorme dono e io sono il testimone vivo che la vita dell’aldilà esiste: durante quell’apparizione Dio e la Madonna mi hanno permesso di vedere la mia mamma! E in quell’incontro mia mamma mi ha detto: “Figlia mia, sono orgogliosa di te”. Io dico semplicemente: Dio ci ha mostrato il cammino, spetta a noi scegliere questa via per arrivare al paradiso, all’eternità.
Dopo tutti questi anni io chiedo ancora a Dio perché mi ha scelto, perché non mi sento diversa dagli altri. Dio mi ha concesso un grande, grande dono, ma anche altrettanto una grandissima responsabilità, sia davanti a Dio che davanti agli uomini. Sento che nella mia vita posso aiutare la Madonna trasmettendo e testimoniando questo messaggio. Forse per questo la Madonna mi ha affidato il compito di pregare per le famiglie. La Madonna ci invita a rispettare il sacramento del matrimonio, di vivere cristianamente nelle famiglie; ci invita a rinnovare la preghiera familiare, di leggere la Bibbia, di andare alla Messa almeno la domenica; ci invita alla santa Confessione una volta al mese… Io dico: Dio ci chiede così poco, anche solo cinque minuti, per radunarsi nella famiglia e pregare insieme. Perché satana vuole distruggere le nostre famiglie, ma con la preghiera possiamo vincerlo. Quest’anno la Madonna mi ha affidato questo messaggio: “Cari figli, io sono sempre con voi, non abbiate paura. Aprite il vostro cuore perché in esso entri la pace e l’amore. Pregate per la pace. Pace. Pace” Io oggi vi chiedo: aprite il vostro cuore e portate questa pace alle vostre famiglie, alle vostre città e alle vostre nazioni. Soltanto con la nostra vita, con la nostra testimonianza viva, possiamo aiutare la Madonna perché si realizzino i suoi progetti. Io chiedo sempre le vostre preghiere: ricordatevi di noi che siamo qui nelle vostre preghiere e noi pregheremo per voi.



Messaggio del venerdì santo 5 aprile 1985
Messaggio è dato tramite Ivanka: "Voi parrocchiani avete una croce grande e pesante, ma non abbiate paura di portarla. E' con voi il mio Figlio, che vi aiuterà."

Messaggio del 7 maggio 1985
«Cara figlia mia (Ivanka), oggi è il nostro ultimo incontro. Non essere triste, perché io verrò a farti visita in occasione di tutti gli anniversari, tranne il prossimo. Figlia mia, non pensare di aver commesso qualche errore e che per questo motivo non verrò più a farti visita. Non hai fatto nulla. Tu hai accolto con tutto il cuore e realizzato i piani che mio Figlio e io avevamo. Sii felice, perché io sono tua Madre, che ti ama con tutto il cuore. Ivanka, grazie per aver risposto alla chiamata di mio Figlio e per essere stata così perseverante come Lui si aspettava. Figlia, di’ ai tuoi amici che mio Figlio e io saremo sempre con loro quando ci cercheranno e invocheranno. Quello che ti ho detto in questi anni a proposito dei segreti non rivelarlo a nessuno, fino a quando io non te lo dirò. Ivanka, la grazia che tu e i tuoi fratelli avete ricevuto non l’ha ricevuta nessuno fino a ora in terra».

Messaggio del 25 giugno 1993
Aprite i vostri cuori al mio figlio, affinchè egli possa guidarvi sulla retta via. Siate portatori di pace!

Messaggio del 25 giugno 1995
Cari figli! Pregate per le famiglie! Le famiglie hanno grande bisogno di preghiera perché Satana vuole distruggerle. Vi invito a diventare portatori di pace. Vi benedico.

Messaggio del 25 giugno 1996
Cari figli! Vi ringrazio per l’amore e per le preghiere con cui avete risposto alla mia chiamata. Desidero che continuiate così in modo tale che le vostre giornate siano solamente e totalmente amore e preghiera. In modo particolare oggi vi chiedo di pregare per coloro che sono sotto il potere di Satana.

Messaggio del 25 giugno 1997
Cari figli! Pregate col cuore! Offrite il vostro perdono, così da poter ricevere anche voi il perdono e la pace! Vi ringrazio per le vostre preghiere e per l’amore che nutrite per me.

Messaggio del 25 giugno 1998
Cari figli! Vi invito tutti a pregare per le famiglie, soprattutto per quelle dove ci sono degli ammalati. Aprite il vostro cuore a Gesù e ringraziatelo per le tante grazie che vi dona. Vi ringrazio per le vostre preghiere e per l’amore che nutrite per me.

Messaggio del 25 giugno 1999
Cari figli! Ringraziate mio Figlio per tutte le grazie che vi ha concesso. Pregate per la pace, pregate per la pace, pregate per la pace!

Messaggio del 25 giugno 2000
Cari figli! Io mi sono presentatata come Regina della Pace. Vi invito nuovamente alla pace, al digiuno, alla preghiera. Rinnovate la preghiera in famiglia e ricevete la mia benedizione.

Messaggio del 25 Giugno 2001
Cari angeli! Grazie per le vostre preghiere perché, grazie ad esse, si compie il mio piano. Perciò angeli, pregate, pregate, pregate affinché il mio piano si compia. Ricevete la mia benedizione materna.

Messaggio del 25 giugno 2002
Cari figli, non stancatevi di pregare. Pregate per la pace, la pace, la pace.

Messaggio del 25 giugno 2003
Cari figli, non abbiate paura, io sono sempre con voi. Aprite il vostro cuore affinchè in esso entrino l’amore e la pace. Pregate per la pace, la pace, la pace.

Messaggio del 25 giugno 2004
Cari figli, pregate per le famiglie che non hanno ancora conosciuto l'amore di mio Figlio. Ricevete la mia benedizione materna.La Madonna era gioiosa e ha parlato diffusamente della sua vita a Ivanka.

Messaggio del 25 giugno 2005
Cari figli, amatevi gli uni gli altri con l'amore di mio Figlio. Pace, pace, pace

Messaggio del 25 giugno 2006
Cari figli, grazie per aver risposto alla mia chiamata. Pregate, pregate, pregate.

Messaggio del 25 giugno 2007
La Madonna è rimasta con me 17 minuti, era gioiosa, mi ha parlato della sua vita. La Madonna ha detto: “Cari figli, ricevete la mia benedizione materna.”

Messaggio del 25 giugno 2009
“Cari figli, vi invito ad essere apostoli della pace. Pace, pace, pace.”

Messaggio del 25 giugno 2010
La Madonna mi ha parlato del quinto segreto ed alla fine ha detto: Cari figli, ricevete la mia benedizione materna.

Messaggio del 25 giugno 2011
Dopo l'apparizione la veggente Ivanka ha detto: La Madonna mi ha parlato del primo segreto ed alla fine ha detto: "Cari figli, ricevete la mia benedizione materna"

Messaggio del 25 giugno 2012
Vi do la mia benedizione materna. Pregate per le pace, la pace, la pace.

Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/ivanka//mess_ivanka.php

Un giovane canadese guarito alla XII stazione!

Un giovane canadese guarito alla XII stazione! (...) Già all'età di quattordici anni avevo incominciato a bere e a drogarmi. Dato che non avevo molti soldi per tutto ciò, andavo a rubare. A diciannove anni mi sono reso conto che tutto ciò non quadrava con quello che i miei genitori mi avevano insegnato e questa vita mi faceva schifo. I miei genitori, spesso parlavano a me e a mia sorella di Medjugorje, e ci invitavano a partecipare ai viaggi che loro organizzavano.. Io ero chiuso a ogni proposta ma nel settembre dell'87 mi venne il desiderio di andarvi (...). Durante il viaggio constatai che tutte le persone che vi partecipavano non erano di mio gusto e così quello che dicevano o facevano. Essi pregavano e cantavano (...) ma arrivando a Medjugorje fui subito colpito... una folla strabocchevole camminava a strada piena, tutta gente che arrivava dalla Messa (...).

Il giorno dopo cominciarono le attività del pellegrinaggio. (...) Io guardavo dappertutto e trovavo che le persone avevano l'aria felice (...), capivo che a Medjugorje c'era qualcosa di speciale. Mi sentivo attirato e sentivo una presenza d'amore che mi amava. Cominciai allora a partecipare alle preghiere col gruppo. Non le conoscevo, le ho imparate.
Il mattino del 15 settembre partiamo tutti per fare la Via Crucis sul Krievac. Alla partenza i miei genitori invitano, chi lo desidera, a togliersi le scarpe e a salire a piedi nudi. Io guardo la montagna e penso: “Sono matti”. Due o tre persone si tolgono le scarpe. Sorpreso e interpellato, le imito pensando che devo mettercela tutta, che non sono venuto fin qui per non fare nulla.
Si comincia a salire (...). Arrivati alla dodicesima stazione tutti si inginocchiano. Anch'io mi metto in ginocchio e incomincio a piangere pur non sapendo perchè. Il pianto aumentava sempre più e io mi chiedevo: “Che cosa mi capita qui? Ho fatto le altre stazioni e non ho pianto (...)“. Non capivo più nulla. Intanto una persona ebbe una profezia che diceva: “Una persona del gruppo è guarita dalla droga e da tutto il resto a lei connesso e il Signore le dà la grazia di una conversione straordinaria”. Mentre queste parole venivano dette ho sentito in me una grande pace e gioia. Immediatamente ho cominciato a ringraziare Dio.
E' veramente in questa dodicesima stazione che il Signore si è impadronito di me, mi ha convertito e cambiato di colpo. Non l'ho capito subito, ma poi ho compreso la grandezza di Gesù morto sulla croce (...) Egli è veramente morto sulla croce per salvarci, per salvare me dai miei peccati.
Da quel momento tutto ha cominciato a vivere in me. Ho desiderato con tutto il mio cuore seguire i Suoi comandamenti, ascoltare la Sua Parola, pregare Maria, praticare i Suoi messaggi. Ho capito che, come il giovane ricco, dovevo lasciare le mie cose se volevo seguire Dio. Medjugorje fu per me una seconda vita. Io rinascevo e la mia fede anche. Le confessioni fatte a Medjugorje mi hanno molto aiutato e anche il sentirmi circondato dalla Presenza di Maria (...). Ritornato dai viaggio ho immediatamente fatto ciò che non mi sembrava facile. Il mattino del mio arrivo, visito uno dei mie “compari” (...). Lui fissa lo sguardo sulla croce e la medaglia che avevo al collo. Ho visto subito dai suoi occhi che tutto era finito: io non dovevo più avvicinarmi a lui, sarebbe stato pericoloso per me ricadere. Se un giorno lo decidesse dovrà essere lui a tornare a me. Fu una grazia ma anche una croce. Era il mio migliore amico. Ho smesso anche di ascoltare la musica rock che mi piaceva molto. Ho lasciato la mia ragazza (.,.) perchè con lei non potevo più vivere la castità. Altro duro colpo per me ma non avevo altra scelta (...). E' importante per me vivere le leggi e la Parola di Dio: “Felici i cuori puri, perchè vedranno Dio”. lo voglio vedere Dio e allora il mio cuore deve essere puro. Il Signore fa meraviglie nella mia vita (...): mi ha dato un lavoro che mi piace molto: sono sagrestano nella chiesa della mia parrocchia da dieci mesi. Per me è una cosa grande perche prima non conservavo un lavoro per più di qualche settimana. Quale grazia mi ha fatto il Signore di lavorare in Sua compagnia, vicino a Lui! Ora cerco di capire gual'e la mia vocazione (...). So in anticipo che là dove Egli mi vuole è là dove saro più felice. Prego per perseverare nella Sua Via. Quando faccio una balordagine, con la Sua Grazia, mi rialzo. Lo ringrazio, davanti a voi, di quello che Egli ha fatto, e farà per me. Amen. Alleluja!

STEEVE DALLAIRE

Fonte:http://www.cittacattolica.com/index.php?action=pagdx&idx=200

sabato 27 dicembre 2014

Stavo morendo, e venendo qui a Međugorje con i miei familiari, sono guarito.

Giorgio da Ostiglia : "Il (mio) mistero MEÐUGORJE"

Chi non ha mai conosciuto l'amore di Dio o chi non si è mai dedicato alla preghiera o ai sacramenti cristiani, troverà un po' strano ed inusuale quanto sto andando a raccontare. Ma la mia cronaca e le mie riflessioni sono rivolte proprio a queste persone, provocandone la sensibilità, nella speranza di poter accendere anche solo una piccola luce nell'oscurità della nostra vita moderna e occidentale, dove le tenebre religiose la fanno da padrone.
Agosto 1988, 25 anni fa.
Non sapevo niente di quanto stesse accadendo a Međugorje, né che esistesse un paese così nominato, sperduto in una vallata della Bosnia-Erzegovina. La nazione era ancora sotto l’egida comunista della Repubblica Federale Jugoslava.

Ero in vacanza a Dubrovnick (Ragusa di Croazia), sulla costa slava, nota per i suoi meravigliosi siti naturali e per il costo della vita (di allora) molto contenuto, rispetto al nostro costo italiano ed europeo occidentale. Questa economicità del vivere, per un neo ingegnere ancora squattrinato, era il requisito più ricercato nella scelta del luogo in cui trascorrere le ferie estive.
Nell’albergo in cui soggiornavo vidi una locandina che parlava di un luogo, a circa tre ore di pullman, dove si diceva che sei ragazzi avevano regolari apparizioni di Maria, la Santa Vergine Madre di Gesù. Invitava , con pochi soldi, a partecipare ad una gita giornaliera a Međugorje.
Fui stranamente attratto da ciò, non so se per curiosità o per evadere dalla quotidianità fatta di sole e di mare, e decisi di andare. Il viaggio fu lungo, percorso con pensieri di ogni tipo, ma non certo quelli rivolti alla Madre di Dio: fui però pervaso da una sorta di forza attrattiva verso quella meta.
Avevo 30 anni e stavo vivendo la spensieratezza e il desiderio di crearmi una vita, un lavoro, una famiglia, lontano dal pensiero che, senza Dio, tutto è fondato sulla sabbia dove, alla prima mareggiata, il castello che volevo costruire si sarebbe sciolto.
Arrivammo in pullman in mattinata. Davanti alla chiesa di San Giacomo, l’unica del paesino di Međugorje, la prima impressione fu di una tranquillità insolita, di una inaspettata serenità nell’aria: una pace interiore mi stava pervadendo, senza esserne completamente cosciente.
La chiesa, costruita nel 1934, sembrava una cattedrale nel deserto, circondata solo da qualche casa e da una sterminata campagna. C’era silenzio, gente che pregava e che viveva una comunione di intenti nel rendere grazie alla Madonna e a Dio in un posto speciale. Ciò che provai fu una gran pace nel cuore. Era il luogo della Regina della Pace (così Lei si presentò all’inizio ai veggenti), e tutti lo rispettavano in devoto silenzio.
Non sapevo ancora di Bijakovici, la frazione di Međugorje dove vivevano quasi tutti i veggenti, del Podbrdo, la collina delle apparizioni, della Croce Blu e del vicino monte Krizevac, monte della croce. Non sapevo neanche dove avvenissero le apparizioni e a che ora.
Mi fermai, perciò, quasi tutto il giorno nei dintorni della chiesa. Alle 17 partecipai alla messa, con una chiesa quasi piena di fedeli.
Poco prima dell’inizio, venni a sapere che i veggenti, entrati per una porticina laterale, erano saliti nel soppalco dell’organo, alle spalle di tutti noi presenti . Erano seduti, e una balaustra li copriva alla nostra vista.
Era un periodo in cui, per proteggersi dalla curiosità di molti, dal troppo amore che manifestavano altri e dalla volontà di tutti di vederli, toccarli e parlare con loro, cercavano di rimanere il più possibile in disparte, per pregare e far pregare la gente, pensando solo alla Madonna e a Gesù, unico vero motivo di quelle gioiose riunioni di pellegrini.
Durante la messa, in un momento di raccoglimento e intima preghiera dei presenti, tutti rivolti verso l’altare, mi girai ed alzai lo sguardo verso il soppalco dell’organo come se qualcuno mi avesse avvisato.
Vidi Ivan che si era alzato, e con la mano mi fece un gesto di saluto. Io, sempre a gesti, gli comunicai il mio stupore, chiedendogli : “ Stai salutando me?”. Lui, con un gesto del capo, annuì e scomparve risiedendosi. Non sapevo ancora quale fosse dei veggenti, non conoscendo i loro nomi, e non avendo imparato neanche quanti erano esattamente, in quanto quel giorno presenziarono solo in cinque. La sera ritornai a Dubrovnick.
Allora, in quei posti, le strade delle zone interne erano ancora costruite più per i carri che non per gli automezzi, di conseguenza, il viaggio fu allucinante (anche perché l’autista era stanchissimo ed assonnato).
Pensai alla Gospa ( la Madonna, così la chiamano gli abitanti del posto) più di una volta, sicuro che niente mi potesse succedere, visto da dove ritornavo. Qualche giorno dopo, feci ritorno a casa, in Italia.
Solo allora iniziai a fare ricerche sui fenomeni misteriosi di Međugorje, ed individuai in Ivan Dragicevic il veggente che tanto mi stupì, con quel semplice gesto.
Da allora, per superficialità, stupidità o semplicemente per mancanza di fede, non pensai più a Međugorje per 20 lunghi anni.

Agosto 2010
Nel momento in cui iniziai la mia brutta e sofferta vicenda della separazione coniugale, febbraio del 2009, diedi una svolta drastica alla mia vita interiore ed esteriore.
Rimasto solo per qualche mese, ritrovai la gioia di pregare di nuovo la Madonna, aprendo il mio cuore ed affidando a Lei la mia vita, secondo la Sua volontà. La risposta non si fece attendere, perché, da lì a qualche mese, ciò che più desideravo si avverò: continuare ad avere i miei figli con me.
La vita cambiò, pervasa dal pensiero unico di far crescere i figli nel modo più sereno e felice possibile, per curare e cancellare tutte le ferite familiari trascorse.
D’istinto, la mia volontà era quella di tornare a Međugorje, ma non potevo, per la delicata situazione familiare e per la precaria condizione lavorativa in cui mi stavo infilando (la grande crisi economica stava iniziando). Quando riuscii a risollevare la testa, appagato nel vedere i miei figli di nuovo sereni e pieni d’amore, la tranquillità di staccarmi da loro, anche se per un brevissimo periodo, mi permise di tornare a Međugorje. Era l’agosto del 2010.
Era da mesi oramai, che stavo ripensando a quel lembo di paradiso spirituale, e in un angolo del mio cuore volevo togliermi il dubbio del perché, 22 anni prima, Ivan mi fece la grazia di quel gesto.
L’avevo interpretato come un segno divino. L’esigenza di tornare mi era di nuovo tornata incalzante nel cuore, una inspiegabile senso di “chiamata”.
Non mi informai su niente, se non che la Madonna continuasse a mostrarsi e a parlare ai veggenti.
Fu un viaggio molto più lungo del precedente, in auto attraverso la Slovenia, la Croazia ed infine la Bosnia Erzegovina, diventate nazioni libere ed indipendenti.
Arrivato a Međugorje, iniziai a cercare un alloggio e a chiedere in giro, alle persone del posto, dove abitava e se avessi potuto incontrare il veggente Ivan Dragicevic.
Avevo sentito alcuni discorsi, prima della partenza, di pellegrini italiani molto devoti che frequentavano spesso quel luogo. E la cosa mi scoraggiò parecchio, perché, così come stavo toccando con mano, mi dissero che era quasi impossibile avere un incontro con i veggenti, se non attraverso vie “traverse” della Curia o persone del clero: quei ministri di Dio che, a dispetto delle indicazioni di “vigile attesa” del Vaticano, andavano comunque in pellegrinaggio a Međugorje.
Infatti, gli abitanti, si mostrarono molto diffidenti alle mie domande e molto restii a parlare della vita privata dei veggenti.
Questo, leggendo dopo pochi mesi cronache del passato, lo capii benissimo: purtroppo molti pellegrini li cercavano più per soddisfare le curiosità, che non per aprire, tramite loro, i propri cuori alla Madre di Dio.
E dopo milioni di pellegrini, migliaia di organi d’informazione, decine di televisioni, etc.. questo fatto poteva essere di disturbo (ma, notate bene, mai un veggente si espresse in quel senso).
Per un giorno intero, girai e chiesi invano. Alla sera, di ritorno stanco in albergo, parlai di questo ad un giovane inserviente bosniaco, il quale, sentita la mia deludente esperienza giornaliera ed il perché cercavo Ivan Dragicevic, con un largo sorriso, mi spiegò la volontà dei paesani di proteggere i veggenti e mi diede delle indicazioni (poco chiare) su dove era la sua casa. La mattina dopo andai, e con non poche difficoltà, trovai una casa che rispondeva ai requisiti delle indicazioni ricevute.
Stavano uscendo dei pellegrini americani, e chiedendo di Ivan, anche loro tacquero o mi risposero vagamente, senza confermarmi di essere nel posto giusto. Fui molto deluso, perché persi ogni speranza di poterlo trovare.
Andai sul Podbrdo, la collina delle prime apparizioni, e successivamente in chiesa, e fui appagato del dialogo che comunque avevo avuto nella preghiera con il Signore. La pace e la serenità continuavano a scaldarmi dentro e fui incerto se rimettermi sulla via del ritorno verso l’Italia, pensando ai miei figli che mi aspettavano.
Un suggerimento interiore mi disse di ritornare a quella casa, ultimo tentativo, per poi partire.
Arrivato davanti al giardino, vidi un uomo anziano che, camminando lentamente ed aiutandosi con un bastone, veniva verso di me: chiaramente un abitante del posto. Mi rivolsi a lui e intuii subito che non capiva alcuna lingua straniera, ma alla sola parola “Ivan”, gli brillarono gli occhi e a gesti mi fece intendere : “E’ mio figlio!”.
Mi invitò ad entrare in giardino e a sedermi, dicendomi di aspettare perché Ivan sarebbe tornato a minuti dalla loro cappella privata (seppi poi, con un gran turbamento d’animo, che tornava dalla sua apparizione e dialogo giornalieri con la Madonna, avvenuti a poche decine di metri da me).
Quando Ivan arrivò, mi scambiò di primo acchito per un giornalista, e quindi mi stava dicendo che non era nello spirito di fermarsi, ma quando gli dissi: “Ivan, non sono un giornalista, sono un pellegrino; ti ricordi di me 22 anni fa? ”, si fermò e iniziammo a dialogare.
Ricordandogli l’episodio di tantissimi anni prima, lui pensò assorto per un lungo istante, cercando nella memoria, quindi mi disse che, dopo aver visto e incontrato milioni di persone, faceva fatica a mettere a fuoco quanto era successo. Dopo aver parlato per alcuni minuti, ridendo e scherzando insieme, mi disse amichevolmente: “Forse ti salutai, perché tu fosti l’unico a girarsi in quel momento e guardasti in su!”. E io gli risposi che forse era vero, ma gli feci presente che, anche lui casualmente, nello stesso momento si alzò.
Ribattè: “In effetti è vero, è strano… anche perché all’epoca ero molto timido e schivo”.
Poi, seriamente, aggiunse: “La Madonna non ha bisogno di me per mandarti dei messaggi; se vuole parlarti, lo capirai e lo sentirai nel tuo cuore: apriglielo!”. Ci abbracciammo, salutandoci.
Lasciai Međugorje il giorno dopo, e ciò che quel luogo mi aveva lasciato, era un gran desiderio di rimanere, sentendo la Santa Vergine a me vicina. Arrivai addirittura a dirLe nel mio cuore: “Prendimi con te: se morissi adesso, sarei un uomo felice!”, ed era il mio vero sentimento in quel momento, vedendo i miei figli oramai camminare con le loro gambe.
Poi, in futuro, venni a sapere che anche Jakov (il più giovane dei veggenti), il secondo giorno delle apparizioni, aveva provato e detto la stessa cosa, ma lui, con ben altro e più grande motivo!

Ottobre 2012
Nel settembre 2012, iniziai di nuovo a sentire una chiamata interiore, un desiderio molto intenso di ritornare a Bijakovici.
Io e Maria R. (ndr: d’ora in poi la citerò solamente con M.R., per non fare confusione con il nome della Santa Vergine Maria), conosciutici due anni prima, c'eravamo fatti una promessa: che qualsiasi fosse stata la nostra vita personale futura, io a Mantova e lei a Roma, soli od accompagnati ad altre persone, prima o poi saremmo andati insieme a Međugorje, anche solo da amici.
Bene, quel momento arrivò. Una settimana prima di partire trovai un mio appunto relativo all'albergo in cui soggiornai la volta precedente. Il giorno della partenza invece (fine ottobre 2012), lo cercai per prenotare, ma non lo ritrovai: fu un primo segno per come poi andarono le cose.
Pensai allora: “ mi ricordo bene del posto e quindi chiederò all'arrivo la disponibilità dell'alloggio”. Il pensiero di non avere una stanza e un letto prenotato, non mi preoccupò (N.B.: io sono sempre stato abituato a viaggiare prenotando tutto prima per evitare preoccupazioni e perdite di tempo sul posto ).
Poco prima dell'arrivo dissi a M.R. : “se invece di chiedere a quella pensione dove io andai la volta scorsa, andassimo invece a cercare Ivan? Lui ha delle stanze e so che se lo troviamo ce ne offrirà una”.
All'arrivo a casa di Ivan era tutto buio e chiuso. Nel frattempo passò un ragazzino biondo, lo fermai e gli chiesi: « Parli inglese? » Lui mi rispose con un inglese migliore del mio. Domandai allora di Ivan e lui mi disse che era in Italia e da lì sarebbe poi andato negli Stati Uniti. Io gli chiesi di nuovo se, vista la casa di Ivan chiusa, sapesse di qualche affittacamere nelle vicinanze (andare in un anonimo hotel non era più nei nostri animi). Mi informai, inoltre , notando che sapeva molte cose di Ivan, se lui fosse un parente: sorrise e mi disse di aspettare. Andò nella casa vicina e mi fece cenno di avvicinarmi. Ci accolse una donna alla quale feci la stessa richiesta. Rimase incerta e dopo qualche attimo ci disse di avere una camera non riscaldata e con l'acqua fredda. Facemmo altre chiacchiere e infine ci confidò che il ragazzino era suo figlio e lei era la moglie del fratello di Ivan.
Non potendo noi soggiornare con l'acqua gelida (il tempo meteorologico era freddo e rigido), declinammo l'offerta e quindi ci indirizzò nella loro stessa stradina, dove poco più avanti ci sarebbero state alcune pensioni. Ci incamminammo e chiedemmo: prima ad una comunità religiosa, poi ad una coppia di signori seduti in un giardino. I due erano un po' timorosi e titubanti. Dopo alcune frasi scambiate fra di loro, uno dei due ci disse di attendere. Entrò in una casa e ne uscì accompagnato da una gentile signora la quale ci offrì una semplice camera, se ci accontentavamo, ma senza la possibilità di cenare. Accettammo seduta stante, anche perché oramai stanchi del lungo viaggio. Mostrandoci la camera all'interno della sua abitazione, iniziammo a parlare e scoprimmo che lei era italiana, ed in particolare mantovana, e che conosceva addirittura il nostro parroco Don Bruno. Poi, la cosa più stupefacente per noi quasi increduli, ci confidò che era Annalisa, la moglie di Jakov, un altro veggente.
Più tardi, nell'uscire per cercare qualcosa da mangiare, parlammo a lungo sia con Annalisa che con Jakov (senza averlo ancora riconosciuto), il quale ci diede parecchie indicazioni su dove andare a cena. Facemmo molta festa ad Annalisa per la gentilezza e disponibilità dimostrata, ma non altrettanta a Jakov, non pensando minimamente che fosse il padrone di casa, ma un amico di passaggio.
Il giorno seguente imparammo poi che fra loro due risero molto, con Jakov che rinfacciava alla moglie, scherzando, di essere diventata lei più famosa di lui.
La mattina seguente avemmo un'altra grazia, ovvero Annalisa telefonò a Mirjana, altra veggente, per chiederle di accettare me e M.R. nella sua casa per una testimonianza. Tale testimonianza di Mirjana fu molto profonda, toccante e commovente.
Non potete immaginarvi, finché non abbiate parlato con qualche veggente, quanto tutti loro siano umili, semplici e profondamente dotati di umanità e misericordia nei confronti di tutte le persone che avvicinano, di qualsiasi tipo, nazionalità, cultura e stato sociale: d'altronde come la Santa Vergine dice loro, sempre, siamo tutti figli Suoi.
Usciti dalla casa di Mirjana, mi capitò un altro fatto insolito. Mi sentii chiamare da un uomo italiano, sui quarant’anni, dai lunghi boccoli biondi, il quale poco prima scherzava con la veggente, mentre lei gli rinfacciava, ridendo, di non essere riuscita a fargli recitare una preghiera (la preghiera comune che facemmo tutti noi presenti, quale saluto a Mirjana stessa).
Quest'uomo mi si avvicinò e mi chiese una sigaretta. A mia volta gli domandai se appartenesse a un gruppo di pellegrini venuti dall'Italia. Lui mi rispose di no e mi disse: “ Io sono Bruno, di Varazze Ligure. Non hai letto il libro di Paolo Brosio, “Profumo di lavanda”? ...Io sono quel Bruno lì citato : ero malato di tumore, in fase terminale, stavo morendo, e venendo qui a Međugorje con i miei familiari, sono guarito, ma non per merito mio né delle mie preghiere… non ero neanche tanto credente”. A quel punto ci raccontò tutta la sua storia e, la cosa più sorprendente, fu lo stupore dei medici che lo ebbero in cura fin dal sorgere della malattia. Quei medici che gli dissero che non avrebbe avuto più di qualche mese di vita, per uno strano tumore in fase terminale oramai esteso in tutto il suo corpo.
Ora era guarito completamente in modo inspiegabile alla scienza medica. E stavamo fumando una sigaretta insieme. Questa esperienza di Bruno, è uno dei miracoli conclamati successi a Međugorje.
Feci amicizia anche con Dani, l'operatore video che segue Mirjana in ogni sua testimonianza e in molte sue apparizioni. Gli chiesi una copia del video che girò la mattina stessa, alla nostra presenza. Me la preparò e me la diede.
L'ultimo giorno prima di ritornare in Italia, salimmo di nuovo sul monte delle apparizioni: non potete immaginare quanta pace, serenità e tranquillità si riesca a percepire in quel luogo. Il silenzio fatto di preghiere interiori di ogni pellegrino presente, è così denso e profondo da farci sentire in contatto direttamente con Dio. Ma dietro questo silenzio c'è la percettibile presenza di Maria, madre di Gesù Cristo.

Gennaio 2013
Dell'ultima volta che andai a Međugorje con la mia amata M.R. , posso dirvi che, solitamente, i mesi di gennaio e febbraio sono quelli con meno presenza di pellegrini. Essere là in quei mesi è come vivere con i paesani a stretto contatto con la Vergine Maria senza le distrazioni dei milioni di persone che in tutti gli altri periodi dell'anno presenziano in quei luoghi.
La prima cosa singolare che anche quest'ultima volta successe, fu il ripetuto incontro con il giornalista e scrittore Paolo Brosio.
Ogni volta fu del tutto casuale: in chiesa durante la messa, sul Podbrdo, in una stradina di Bijakovici, e per ultimo, nello stesso autogrill per un ristoro, sulla via del ritorno. Prima di allora lo conoscevo solamente avendolo visto rare volte in televisione in trasmissioni sportive.
Li, sul monte delle apparizioni, Brosio ci fece partecipe di un drammatico sfogo relativo a tutta la sua vita passata e alla conversione che aveva intimamente vissuto a Međugorje, cambiandogli drasticamente e positivamente la vita. La sua fu una testimonianza (eravamo un piccolo gruppo di cinque persone casualmente presenti) commovente e molto toccante. Fu, fra le lacrime, una vera e propria preghiera di ringraziamento alla Gospa.
La seconda cosa che successe, invece, fu un fatto straordinario, e qui, per la prima volta lo rendo pubblico. Lascio credere, a chi legge, quanto sto per dirvi, e trarne motivo di riflessione.
Questo fatto accaduto mi lasciò basito, incredulo e felice, ma, nel contempo, con una sorta di insoddisfazione interiore; ed ecco perché. L’ultimo giorno di permanenza a Međugorje, ritornammo sul Podbrdo. Era una giornata grigia e nuvolosa, le strade erano fredde e praticamente deserte, con rarissimi pellegrini. Arrivammo in cima, al luogo delle apparizioni, dove ora sorge una statua della Vergine. Non c’era nessuno: quella solitudine era inusuale, in quanto è il luogo dove tutti vanno per una preghiera intima con Maria e con Gesù a tutte le ore del giorno e della notte.
Dalla sommità della collina si vedono tutte le catene montuose circostanti e l’enorme valle sottostante. E’ sicuramente il posto dove ci si sente più vicini a Dio, aiutati anche dall’altitudine e dalla visione dell’intera vallata, del nostro creato.
Eravamo solo noi due, io e M.R.. Ci fermammo estasiati dal posto e dalla percettibile presenza del Divino. Ci separammo, uno alla destra e uno alla sinistra della statua, a circa 20 m di distanza fra noi, volgendo le spalle al monte e la vista sulla valle.
Il luogo dove è apparsa la Vergine le prime volte (1981), è uno spiazzo di circa 100 m per 40 m, dove non c’è vegetazione ma solo la nuda e rossa roccia caratteristica di quella collina. Quindi la vista non è occlusa da niente e se dovesse arrivare qualcuno dalle vie di accesso sottostanti, lo si noterebbe subito. Ci fermammo , ognuno di noi due assorto nei propri pensieri, a pregare.
Dopo circa 10 min., senza aver notato nessuno salire, girandomi alla mia sinistra verso M.R., vidi che tra me e lei, proprio vicino alla statua della Madonna a circa 10 m di distanza, era seduta una giovane ragazza, impegnata nella lettura di un libro. Aveva circa 20 anni d’età, tratti asiatici, semplicemente vestita e dotata di uno zainetto al seguito. Rimasi sconcertato, ripensando se, in quei 10 minuti, avessi chiuso gli occhi per pregare, non notando così chiunque si fosse avvicinato. Ma fui sicuro di no. Mi chiesi, attonito, da dove fosse arrivata e, di conseguenza a questo fatto, mi venne subito il pensiero che fosse un segno della Santa Vergine.
Suggestionato ed emozionato, addirittura pensai: “Ma è Maria che si vuole mostrare sotto sembianze umane?!”. Ero pietrificato. La mia volontà era quella di andare da lei a parlarle, ma una sorta di paura mi bloccava. Il silenzio era assoluto.
La guardai a lungo sperando che mi rivolgesse a sua volta lo sguardo, per avvicinarmi e parlarle. Ma lei continuò tutto il tempo a leggere, con il capo chino sul libro. Perciò, non ebbi il coraggio di andare. Mi bastava uno sguardo o un sorriso e mi sarei alzato. Ma ciò non accadde, ed io non mi mossi. Se ne andò poco dopo, all’arrivo di una famiglia di pellegrini.
Fui talmente scosso da questo fatto (e soprattutto dal non aver trovato le forze per avvicinarla), che solo dopo alcune ore, ritornati alla nostra stanza, trovai il coraggio di dirlo a M.R. e chiederle se lei avesse visto arrivare quella ragazza, in che momento e da quale direzione.
La risposta di M.R. fu altrettanto scioccante: “Anch’io, da quando siamo tornati dal Podbrdo, volevo parlartene e farti questa stessa domanda !”.
A voi che leggete, ogni personale interpretazione, ma ora capite perché, se da un lato ero felice, incredulo ed estasiato, dall’altro ero triste perché rimasi con una volontà d’azione non realizzata, ovvero averla avvicinata ed aver parlato con lei.

Da allora numerosi sono stati i miei viaggi a Međugorje, praticamente a cadenza mensile.
Tante sono state le grazie che io e M.R. abbiamo ricevuto, non ultima quella di essere stati invitati da Ivan a presenziare, nella sua cappella privata, ad una apparizione giornaliera della Santa Vergine. La gioia più grande continua ad essere la conoscenza, ogni volta, di persone eccezionali, aspiranti alla santità: per semplicità, umiltà, fede ed esempio di vita. Tanti uomini e donne, che, con le loro concrete opere caritatevoli, ci fanno sempre vivere come se fossimo in paradiso, dove le uniche cose che contano sono l’amore verso Dio, quello verso il prossimo, la preghiera e la carità.
In quel paese della Bosnia Erzegovina ci si rende veramente conto che, come la Madonna ci dice in più di un messaggio, l’unica cosa necessaria ed indispensabile in questo mondo, è Dio, con Suo Figlio Gesù.

Tutto quanto raccontato sui miei pellegrinaggi a Medjugorje, ha profondamente cambiato la mia vita. Ho vissuto una sorta di conversione, se per tale termine intendiamo un ulteriore rafforzamento della fede. Quest’ultima, non è mai abbastanza. E tutti i giorni va supportata, vissuta e rinnovata.
Così è anche per le conversioni, che capitano spesso a Međugorje. Non perché un essere umano vive dentro di sé una singola esperienza di rinnovamento spirituale, questo significa che oramai si è credenti e dalla parte di Dio. No, la conversione a Dio è necessaria sempre, ripetuta e profondamente rinnovata. Per sempre intendo ogni mattina che ci si alza, ringraziando il Signore del giorno trascorso e di tutto quello che ci ha donato: la vita, sostanzialmente.
Questo perché è nella nostra natura umana il dubbio, l’errore e la messa in discussione di noi stessi e del nostro operato in ogni gesto della nostra esistenza.
Siamo sempre soggetti alle tentazioni di ogni genere e tipo. Quindi camminare per la strada impervia, la meno facile (questa è la via da percorrere che ci chiede Maria) non è sempre così semplice. Aver provato una conversione dell’animo (per chi ha avuto questa grazia), non significa essere dei buoni cristiani, ma solamente che abbiamo conosciuto l’amore di Dio. A noi il compito di continuare a camminare al Suo fianco.
Essere dei buoni cristiani nei confronti del prossimo, è spesso un atteggiamento e un convincimento difficile da mettere in pratica. Ma a quello tutti noi dobbiamo aspirare.
La Madonna ci chiede di puntare ancora più in alto, ovvero alla santità, perché questa è possibile in ognuno di noi, dal Papa all’ultimo uomo di questo mondo. Tale santità può essere conquistata da chiunque, basta che si rispetti e si creda veramente negli insegnamenti di Cristo, donandosi a Lui interamente. Basta un attimo di smarrimento, e la nostra fede viene messa in discussione, per poi trovare la forza interiore di risentirla, riviverla e mantenerla accesa.
Ho comunque provato e capito dentro di me che la vera pace interiore è quella di Gesù Cristo, che Lui ci dona in continuazione. A noi spetta l’apertura degli occhi e del cuore per saperla cogliere.
Voglio ricordare una cosa importante: a Medugorje io non torno a causa di quanto mi è successo, ma solo per incontrare la Santa Madre. Non vado per vedere i veggenti o sperare di assistere a qualche segno particolare della natura o, ancora di più, di presenziare ad un miracolo: NO.
Vado solo per pregare e caricarmi spiritualmente in un luogo dove il Divino è un po’ più vicino all’uomo.
La Nostra Madre ci ripete sempre nei suoi messaggi che Lei è sempre al nostro fianco. Lei e Suo Figlio sono sempre presenti, in qualsiasi istante, momento e luogo del nostro pianeta.
La particolarità di Međugorje rispetto al resto del mondo, è che in questo posto la Madre di Gesù appare, si fa vedere e ci parla attraverso i veggenti (così come fu a Fatima, Lourdes, e tanti altri luoghi nella storia).
Vado per ringraziare Maria di ciò che fino ad oggi mi ha donato per avvicinarmi sempre più a Suo Figlio. Tutt’oggi, dopo le varie apparizioni mariane nella storia, continuiamo ad avere la grazia di Sue apparizioni. Stiamo vivendo tempi di grande grazia.
Međugorje è pace. Međugorje è preghiera. A Međugorje io respiro l’amore.
Cosa sarà del mio futuro in relazione a quel lembo di Paradiso, non si sa. Tutto rimane nella volontà di Dio. Posso comunque testimoniare che a Međugorje non ci si va, ma si viene chiamati.
Con questa esperienza ho capito alcune cose. Per esempio, ho capito la scelta di alcune anime di ritirarsi dalla vita normale quotidiana e di rinchiudersi nella preghiera e nel digiuno in santuari isolati. Con gli occhi aperti solamente alla nostra società occidentale consumistica, vedevo, in passato, queste anime come vite perse, sprecate. Invece ora capisco che le vite sprecate sono quelle che, senza dedicarsi minimamente a Dio e al suo amore, vivono per consumare e produrre, per produrre e consumare. Cosa? … Infelicità soprattutto.
Ho capito il messaggio di Maria: la fede e la preghiera, unitamente all'incontro con suo figlio Gesù nella messa, al digiuno, alla lettura della Sua parola nelle Sacre Scritture e alla confessione, possono cambiare il mondo. Sono il solo mezzo per raggiungere la vera pace e la vera serenità.
Di questo abbiamo esempi reali, accaduti nel corso di questo trentennio di apparizioni mariane in quel paesino della Bosnia Erzegovina. I sei ragazzi veggenti, ora uomini e donne adulte, vedono e parlano con Maria, vivendo un’esperienza che dal Divino si trasforma in Umano. Solo conoscendoli e vedendo direttamente lo scorrere della loro vita quotidiana, ci si rende conto di questa verità.
Maria appare realmente, così come fece tante altre volte nel corso della storia in posti diversi nel mondo.Nei Suoi messaggi sono nascoste verità a volte sconvolgenti, soprattutto quando Lei parla delle persone “che non hanno conosciuto l'amore di Dio”. Noi li definiamo impropriamente “non credenti”, ma la Madonna non si è mai espressa in questi termini.
Sono verità misericordiose, quando continua a implorarci con onnipresente e materno amore che solo nella conversione ritroveremo la vera pace, il vero senso della vita. Con la possibilità di vivere questa grazia per sempre, anche dopo la nostra vita terrena. La felicità è l'aspirazione di ogni uomo.
Ma viviamo con l'illusione e l'errore di interpretare la felicità in modo sbagliato, pensandola raggiungibile in tantissime cose effimere, prive di valore e di sostanza.
Chi ha vissuto Međugorje con il cuore aperto ( Maria dice sempre: “vivete, venite, pregate… ma con il cuore aperto!” ), ha percepito il motivo di tutti questi anni di Sua presenza ed apparizione ai veggenti. Lei ha detto che quello che ha iniziato a Fatima lo terminerà a Međugorje, ovvero il trionfo del Suo cuore immacolato e del Suo amore nei confronti di tutti noi.
Lei continua a supplicarci, con amore infinito, di cogliere i segni e i segnali che sta continuamente offrendoci, per redimerci, convertirci e credere in Gesù suo figlio e in Dio.
I tempi sono arrivati, continua a ripetere la Madonna: Aprite i vostri cuori!