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lunedì 1 dicembre 2014

Perché andare a Medjugorje, se la Chiesa non ha ancora riconosciuto la soprannaturalità dei fatti?


Ad ogni partenza per un Pellegrinaggio Parrocchiale moltissimi amici e conoscenti si raccomandano alle preghiere dei partecipanti: posso assicurare che ogni giorno del pellegrinaggio fatto a fine agosto a Medjugorje abbiamo affidato all’intercessione della Madonna tutti coloro che ce lo hanno chiesto; ed io come parroco ho avuto cura di affidare tutta la Città.
Perché si va a Medjugorje? Assieme ad una marea di persone che lo desiderano, trovo anche qualcuno dubbioso, che chiede: per-ché andarci, se la Chiesa non ha ancora riconosciuto la soprannatura-lità dei fatti? E poi, che cosa vi trovate? Beh, tutti sanno che la Chie-sa non ha approvato ma nemmeno condannato, e lascia la libertà ai sacerdoti di accompagnare i pellegrini e dare animazione religiosa.
Che cosa si trova là? Tanta preghiera, ma davvero tanta. E tante testimonianze di vita.
La preghiera: praticamente è il mettere in pratica l’invito di Maria: “Pregate, pregate, pregate”.
Si prega tutto il giorno. Ed anche noi l’abbiamo fatto: Lodi, Vespri, Rosari, Messa, Adorazione Eucaristica. Si prega movendosi dall’albergo alla Chiesa; salendo le due colline, quella delle Apparizioni e quella della grande Cro-ce. Si prega da soli, si medita ascoltando le testimonianze dei Veggenti, e se si riesce, partecipando quando hanno l’apparizioni. A me è capitato. Sono stato invitato con una dozzina di sacerdoti a casa di Ivan.
Si è incantati ascoltando i Veggenti (tra l’altro: mentre tre di loro non hanno che una sola apparizione all’anno, gli altri tre …tutti i giorni. Dopo 33 anni!) Lo so che sembra incredibile; lo so che ci sono tante persone, ed anche preti, che snobbano o peggio deridono queste cose “E’ troppo chiacchierona quella madonna lì” ho sentito dire da preti….
Eppure su You Tube c’è la testimonianza di Mons Marco Ferrari, Vescovo ausiliare emerito di Milano, che si esprime in maniera positiva, dicendo che sì, varrebbe la pena andarci; c’è poi l ’intervista al Card Schönborn, Arci-vescovo di Vienna, figura di primissimo piano tra i Cardinali, che vi è stato, e che dice: “Credo che Nostra Signora – non per niente la chiamiamo Regina della Pace – sta venendo direttamente dal cuore di Dio, le sue intenzione ed i suoi desideri sono certamente in accordo con la Santa Trinità….È una vera consolazione vedere che cosa irradia questo luogo attraverso le Sue mani benedicenti e il suo Cuore”.
Del resto Mirjana, una delle veggenti, ancora oggi parla pubblicamente dell’udienza privata che le accordò San Giovanni Paolo II in cui il pontefice affermò testualmente che se non fosse stato papa, sarebbe già andato a Medju-gorje.
Insomma c’è un’aria di semplicità e di solennità spirituale che pervade la giornata ed i luoghi, oltre alla tanta preghiera e a tanta penitenza. E molti, una volta tornati a casa, si sentono spinti a continuare anche nella vita or-dinaria una preghiera più intensa e gesti personali di penitenza.
L’essere stati ospitati anche nella piccola pensione di Annalisa, moglie italiana del veggente Jakov, ci ha per-messo di avere una testimonianza sua. Ci ha lasciati molto pensierosi la sua riposta quando le abbiamo chiesto: “Che cosa provi ad avere come marito uno che ha avuto ogni giorno, per 14 anni, l’apparizione della Madonna? Che tipo di vicinanza hai con lui?” La sua risposta, semplice e densa, ci ha fatto molto riflettere: “Sento che mio marito è mio e non è mio”…..
A ben considerare, ciascuno di noi dovrebbe poter dire la stessa cosa del proprio coniuge, figlio, genitore. Per-ché ciascuno di noi, alla fine, è di Dio…
Abitare a casa di un veggente; assistere ad una apparizione; visitare i luoghi in cui la Madonna è apparsa; pre-gare moltissimo con pace e serenità, tornare rinnovati nella preghiera e nella penitenza…. È tutto qui.
Ma è davvero TUTTO.
don Ambrogio
Fonte: http://www.ambrogiovilla.it/medjugorje-2014-condivisione/

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