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venerdì 31 gennaio 2014

Una volta la Madonna è apparsa e ha detto che potevano toccare tutti il suo manto

Marija Pavlović
Una volta (2 agosto 1981), ci apparve alle 22.30 in un campo vicino alla nostra casa. È venuto un po' tutto il paese; abbiamo pregato il Rosario e la Madonna è apparsa e ha detto che potevano toccarla tutti: «Voi veggenti prendete le loro mani e avvicinatele a Me». Così abbiamo fatto. Hanno toccato la Madonna e tutti hanno sentito qualcosa. Alcuni hanno sentito caldo, altri freddo, qualcuno ha sentito un profumo di rose, altri come una scossa elettrica. Tutti hanno sentito la Madonna presente. Ma abbiamo visto che quando le persone toccavano il manto della Madonna rimanevano delle macchie, alcune più grandi, altre più piccole. Abbiamo cominciato a piangere chiedendo alla Madonna cos'era mai questo. Ella ha detto: «Questi sono i vostri peccati». E in quel momento la Madonna ci ha invitato per la prima volta ad andare a confessarci.

Marija vede la Vergine nella sua stanza, la Madonna le chiede così come a quaranta altre persone:
«Andate tutti insieme sul prato di Gumno. Un grande combattimento sta per svolgersi. Un combattimento tra mio Figlio e Satana. Le anime umane ne sono la posta».
Nel campo la Vergine dice:
«Tutti i presenti possono toccarmi».
Le persone presenti guidate dai veggenti toccano la Madonna. A volte appare una macchia sul vestito di Maria quando una persona la tocca. Qualcuno dirà: «Andiamo tutti a confessarci per purificarci».)
René Laurentin, La Vergine appare a Medjugorje?
2 agosto: Dopo l'apparizione delle 18.00, Marija si sente chiamata nel campo di Gumno. La gente è invitata a toccare la Gospa, ma alcuni lasciano una macchia sul suo vestito. Parabola profetica, che fa capire la gravità del peccato. Dall'indomani le confessioni si moltiplicano.
MESSAGGI
6 agosto 1982
Bisogna esortare la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo sabato.
25 febbraio 1987
Cari figli! Oggi desidero avvolgervi tutti con il mio manto e condurvi tutti verso la via della conversione. Cari figli, vi prego date al Signore tutto il vostro passato, tutto il male che si è accumulato nei vostri cuori. Desidero che ognuno di voi sia felice, ma con il peccato nessuno può esserlo. Perciò, cari figli, pregate e nella preghiera conoscerete la nuova via della gioia. La gioia si manifesterà nei vostri cuori e così sarete testimoni gioiosi di quello che io e mio Figlio desideriamo da ognuno di voi. Io vi benedico. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
25 gennaio 1995
Cari figli! Vi invito ad aprire la porta del vostro cuore a Gesù come il fiore si apre al sole. Gesù desidera riempire i vostri cuori di pace e di gioia. Non potete, figlioli, realizzare la pace, se non siete in pace con Gesù. Perciò vi invito alla Confessione affinché Gesù sia vostra verità e pace. Figlioli, pregate per avere la forza di realizzare ciò che vi dico. Io sono con voi e vi amo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
25 novembre 1998
Cari figli! Oggi vi invito a prepararvi alla venuta di Gesù. In modo particolare preparate i vostri cuori. La santa Confessione sia per voi il primo atto della conversione, e poi, cari figli, decidetevi per la santità. La vostra conversione e decisione per la santità cominci oggi e non domani. Figlioli, io vi invito tutti sulla strada della salvezza e desidero mostrarvi la via verso il paradiso. Perciò, figlioli, siate miei e decidetevi con me per la santità. Figlioli, accogliete la preghiera con serietà e pregate, pregate, pregate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
25 novembre 2002
Cari figli! Vi invito anche oggi alla conversione. Aprite il vostro cuore a Dio, figlioli, attraverso la santa Confessione e preparate la vostra anima affinché il piccolo Gesù possa nascere di nuovo nel vostro cuore. Permettetegli di trasformarvi e di condurvi sulla via della pace e della gioia. Figlioli, decidetevi per la preghiera. Specialmente adesso in questo tempo di grazia il vostro cuore aneli alla preghiera. Io vi sono vicina e intercedo presso Dio per tutti voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
25 febbraio 2007
Cari figli! Aprite il vostro cuore alla misericordia di Dio in questo tempo di Quaresima. Il Padre celeste desidera liberare dalla schiavitù del peccato ognuno di voi. Perciò, figlioli, approfittate di questo tempo e attraverso l'incontro con Dio nella confessione lasciate il peccato e decidetevi per la santità. Fatelo per amore di Gesù che vi ha redenti tutti con il suo sangue perché siate felici e in pace. Non dimenticate, figlioli, la vostra libertà è la vostra debolezza, perciò seguite i miei messaggi con serietà. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
25 febbraio 2009
Cari figli! In questo tempo di rinuncia, preghiera e penitenza vi invito di nuovo: Andate a confessare i vostri peccati affinché la grazia apra i vostri cuori e permettete che essa vi cambi. Convertitevi, figlioli, apritevi a Dio e al suo piano per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
 FONTE :Eco di Maria n. 147

Per nostra Madre privilegiati sono i nostri sacerdoti....

La veggente MIRJANA - se qualcuno è privilegiato, secondo quello che ho capito io guardando i messaggi del 2 mese, per nostra Madre privilegiati sono i nostri sacerdoti. Lei non dice mai che cosa devono fare loro, ma Lei sempre dice ciò che dobbiamo fare noi per loro. La Madonna dice: “Loro non hanno bisogno del vostro giudizio, delle vostre critiche, hanno bisogno delle vostre preghiere e del vostro amore, perché Dio giudicherà loro come erano come sacerdoti, ma giudicherà voi per il vostro comportamento verso i sacerdoti”. Lei dice: “Se voi, figli miei, perdete rispetto per i sacerdoti, piano piano perdete rispetto per la Chiesa e dopo per il Signore”. Ogni due del mese quando la Madonna ci dà la benedizione, Lei dice: “Io vi do la mia benedizione materna, ma più importante è la benedizione che potete ricevere sulla terra: quella che vi danno i sacerdoti, perché tramite loro mio Figlio vi benedice”. Lei ha detto anche: “Non dimenticate di pregare per i vostri pastori, loro hanno mani benedette da mio Figlio”. Per questo, io vi prego, quando tornate alle vostre parrocchie, fate vedere come deve essere il nostro comportamento con i sacerdoti, fate vedere che siete stati alla scuola della Madonna. Se il vostro parroco non fa come voi pensate che deve fare, non andare in giro a giudicare: prendi il rosario, prega per lui. Quello è il modo di aiutarlo, non con il giudizio; perché in questo mondo nel quale viviamo c’è tanto giudizio, e così poco amore. La Madonna vuole che noi siamo riconosciuti tramite amore e non che tentiamo di fare quello che può fare solo nostro Signore. La Madonna ha detto un a volta, quando era molto decisa: “Come vi permettete di giudicare quelli che mio Figlio ha scelto: solo Lui ha diritto di giudicare”.
Mi dispiace che non posso dirvi di più su tutto quello a cui la Madonna ci sta preparando in tutti questi anni, ma vi posso dire una cosa: C’è il tempo che noi viviamo adesso, è il nostro tempo, e c’è il tempo del trionfo del Cuore di Nostra Madre; tra questi due tempi c’è un ponte, e quel ponte sono i nostri sacerdoti. Per questo la Madonna insiste tanto, soprattutto negli ultimi tempi, sulla preghiera per loro, perché quel ponte deve essere molto forte per poterci passare tutti. La Madonna dice: “Con loro trionferò”. Ora, senza i nostri sacerdoti, non c’è trionfo del Cuore di Nostra Madre.

Il Papa non voleva criticare chi crede nei messaggi di Medjugorje

Con queste parole .... "La Madonna  non è un capoufficio della Posta.... " (parole pronunciate nell'omelia del 14 nov)... "Il Papa non intendeva criticare chi crede nei messaggi di Medjugorje, nei cui confronti non c’è ancora un giudizio ufficiale da parte della Chiesa, anche se è innegabile che le apparizioni producano ogni anno degli enormi frutti spirituali positivi. La polemica di Bergoglio riguardava piuttosto quanti, anziché affidarsi nelle mani di Dio, si illudono di poter scrutare il futuro utilizzando i messaggi della Madonna”. Lo spiega Andrea Tornelli, editorialista e vaticanista  , dopo che Papa Francesco nel corso dell’omelia di Santa Marta ha affermato che “la Madonna è Madre e ama tutti noi. Ma non è un capufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni .

Tornielli, per quale motivo ritiene che il Papa non intendesse criticare Medjugorje?
Bergoglio ha già detto queste cose prima di diventare Papa. Nel mirino c’è il senso della curiosità per il futuro, e quindi tutto ciò che riguarda segreti o messaggi. Non è giusto attribuire questa omelia a un solo caso di apparizioni vere o presunte come è Medjugorje. Ciò a cui si riferiva il Papa è al fatto che spesso persone anche devote si fanno così prendere dal seguire i messaggi legati a questi fenomeni, che finiscono per avere un atteggiamento di eccessiva curiosità nei confronti del futuro.

 In che senso la natura di questa curiosità non è veramente cristiana?
Perché queste persone sono così impegnate nel decifrare e confrontare questi messaggi, che finiscono per dimenticare la verità del messaggio evangelico. Possiamo preoccuparci di scrutare il futuro, ma non sappiamo neanche se ci saremo ancora domani mattina, eppure il giudizio finale su ciascuno di noi viene nel momento della morte. L’atteggiamento del cristiano è quello di chi sa che la sua vita dipende da Dio, e dunque non ha uno sguardo sul futuro che è così denso di curiosità, né si lascia così prendere da determinati messaggi sul futuro dell’umanità in quanto gli basta il Vangelo.
   
Prima di diventare Papa, Bergoglio si è mai espresso esplicitamente su Medjugorje?
Non lo ha mai fatto in termini specifici né sistematici. Quando era arcivescovo di Buenos Aires fu organizzata un’iniziativa collegata a Medjugorje e Bergoglio lasciò fare come è nel suo stile. Papa Francesco del resto ha una spiccata devozione mariana e lo si vede in tutto ciò che fa, nelle visite continue che compie alla Salus Populi Romani di Santa Maria Maggiore, come ha accolto e pregato davanti alla Statua della Madonna di Fatima lo scorso 13 ottobre, nella tenerezza con cui ha cullato la statuina di Santa Signora de Aparecida.


( Pubblicato il 15 novembre 2013)
Fonte : http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2013/11/15/MEDJUGORJE-Tornielli-per-Francesco-e-meglio-amare-Dio-che-vivere-per-i-messaggi-/444158/

Perchè si prega in ginocchio e con le mani giunte?

Sì il Papa ha detto … ma non si riferiva a Medjugorje

Sì il Papa ha detto … “La curiosità ci spinge a voler sentire che il Signore è qui oppure là; oppure ci fa dire: Conosco un veggente che riceve delle lettere, dei messaggi della Madonna”. Ma la Madonna è Madre! E ci ama tutti! Non è un ufficio postale, che invia messaggi tutti i giorni!”
Queste parole hanno fatto nascere dei dubbi in alcuni: Il Papa voleva parlare di Medjugorje? No! La risposta è chiara: la Gospa non dà messaggi tutti i giorni. Questa parola non riguarda Medjugorje! Al contrario, potrebbe proteggere Medjugorje da ogni malintenzionato riassunto, poiché molti sono i falsi veggenti che si mischiano nei gruppi e danno messaggi a chi li ricerca. D’altra parte sappiamo che il Papa conosce e ama Medjugorje.

Cara Gospa, ti preghiamo con fervore, sùperati nell’intercedere, in questo Avvento dove la guerra spirituale fa strage! Chi altro se non Te ha ricevuto da Dio il potere e la missione di schiacciare la testa del serpente? Posa Tuo Figlio nei nostri cuori; rendi questo Natale il più gioioso dei Natali!

Suor Emmanuel 
Fonte: http://blog.libero.it/Rober5/12554752.html

giovedì 30 gennaio 2014

Ritrovato questa mattina la parte in ferro di una reliquia di Giovanni Paolo II

Reliquia di Wojtyla rubata: gettato via il tessuto con il sangue del Papa

Fermati all'Aquila tre giovani sospettati del furto. Si sarebbero liberati dell'oggetto, senza conoscerne il valore


La squadra mobile dell'Aquila ha ritrovato questa mattina la parte in ferro di una reliquia di Giovanni Paolo II, trafugata nella notte tra domenica e lunedì dalla chiesa di San Pietro della Ienca, nella provincia aquilana.
La reliquia trafugata con il sangue di Giovanni Paolo II, rubata la notte del 25 gennaio 2014
La reliquia è un pezzetto di tessuto, intriso di sangue che Wojtyla perse nell'attentato in piazza San Pietro del 13 maggio 1981. La mobile ha ritrovato la teca in cui era contenuta, nell'ex clinica psichiatrica di Collemaggio.
Nella sede del Servizio per le tossicodipendenze (Sert) è stato invece rinvenuto il crocifisso rubato nella stessa occasione. Il luogo si trova a nemmeno venti chilometri in linea d'aria dalla chiesa dove è avvenuto il furto.
Gli agenti hanno fermato tre giovani. Due di loro sono stati messi in stato di fermo per un furto commesso al terminal bus di Collemaggio, dove il cassiere è stato aggredito con un pugno al volto. Avrebbero poi confessato di essere gli autori del furto della reliquia.
Esclusa la possibilità che il furto sia stato fatto su commissione. I giovani, che volevano rivendere quanto rubato, hanno detto di avere gettato il tessuto con il sangue di Giovanni Paolo II, non avendone riconosciuto il valore.     
                                                                                      
 Fonte :  http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ritrovata-nellaquilano-parte-reliqua-wojtyla-trafugata-987336.html

Allontanate dalla vostra mente i problemi e tutte quelle cose che vi disturbano....

PADRE LIVIO INTERVISTA LA VEGGENTE VICKA:
Iniziamo la nostra giornata con la preghiera

Padre Livio: Ma ci sono delle persone che al mattino si svegliano e pensano subito ai problemi, alle angosce e alle preoccupazioni della vita. Tutto questo non toglie la pace?

Vicka: La toglie perché hanno messo al primo posto i loro problemi. Ma la Madonna dice: «Allontanate dalla vostra mente i problemi e tutte quelle cose che vi disturbano e aprite il vostro cuore alla grazia di Dio». Se tu al mattino quando ti svegli incominci a pensare a questo e a quello, allora dove hai messo Dio? La Madonna vuole che al mattino, quando ci svegliamo, mettiamo subito Dio al primo posto nella nostra mente e nel nostro cuore. Dobbiamo incominciare la giornata con una preghiera, ad esempio un'Ave Maria. Se io incomincio la giornata anche con una sola Ave Maria, ma recitata col cuore, ecco che la giornata incomincia con la gioia e con la benedizione. Se invece ti rivolgi ai tuoi problemi e alle tue preoccupazioni, la pace non arriva, perché non la cerchi.

Presentiamo i nostri problemi a Dio

Padre Livio: D'accordo, però, i problemi ci sono e ci assalgono. Per esempio uno non ha la salute, non ha il lavoro, è preoccupato per la famiglia, per il futuro...

Vicka: Ma queste cose dobbiamo presentarle tutte a Dio. Per quanto riguarda in particolare la sofferenza, la Madonna dice che quando Dio dà una sofferenza o una croce, questi sono dei grandissimi doni del suo amore. Lui sa perché lì dà e sa anche quando li toglie, noi dobbiamo solo dirgli: «Ti ringrazio per questo dono e se hai ancora qualcosa da darmi, io sono pronta ad accoglierlo, ma in questo momento solo ti chiedo la forza e il coraggio di andare avanti». La Madonna dice che oggi pochissimi sono pronti ad accettare il dono della sofferenza. Quando Dio manda qualche croce, subito ci lamentiamo dicendo: «Ma perché proprio a me?».

La sofferenza è un dono

Padre Livio: Per la verità sono pochissimi quelli che pensano che la sofferenza sia un dono. I più pensano che sia una disgrazia.

Vicka: Non è una disgrazia. Io dico proprio adesso con tutto il cuore che questo è veramente un grandissimo dono. Lo affermo per mia esperienza personale, perché io l'ho provato che è un dono. A Dio dico: «Tu sai che io sono disposta ad aiutarti. Scegli tu il modo. Io posso stare anche a letto malata. Fai tu quello che vuoi». Io sono sempre pronta ad accettare quello che Dio mi manda perché so che sono grandissimi doni.

Padre Livio: Perché sono dei doni?

Vicka: Sono doni perché Dio ti manda la sofferenza per aiutarlo nella realizzazione dei suoi piani, per aiutare un tuo fratello o un tuo vicino. Dio dà questi doni perché lui sa chi vuole aiutare.

Padre Livio: Sappiamo, Vicka, che tu hai avuto tante prove. Nessuna ti ha tolto la pace?

Vicka: Nessuna. Per me sono state un'esperienza bellissima. Quando sento che con una sofferenza posso aiutare la Madonna, la accetto volentieri e sono disposta a fare qualsiasi cosa per aiutarla.

Cosa toglie la pace alle persone

Padre Livio: Che cos'è che toglie la pace? Che cos'è che fa perdere la pace alla gente?

Vicka: Oggi la gente vive in un modo stressato, preoccupata per tante cose che non hanno vera importanza. Tutti hanno fretta e non hanno tempo gli uni per gli altri. Per esempio, i genitori non hanno tempo per i figli e i figli per i genitori. Ognuno vive la sua vita e così quando si rendono conto che hanno perso la pace è già troppo tardi. Uno che ha la vera pace, non la perde tanto facilmente. Ma uno che non ce l'ha, allora deve incominciare a trovare il tempo per la sua anima e per parlare un po' con Dio a tu per tu. Bisogna presentare a Dio quelle cose che fanno male al cuore. Allora Dio ti libera da ciò che ti rende inquieto e ti dà la sua pace. Non puoi avere la pace fino a che non ti sei aperto a Dio.


Fonte:http://www.santorosario.net/apparizionimedjugorje7.htm

"La preghiera non cambia il mondo, ma cambia la persona, che poi a sua volta cambia il mondo".


Quante persone hanno cominciato a pregare solo quando un dolore ha bussato alla porta del loro cuore? E allora dovremmo chiederci come mai aspettiamo che un dolore sfondi la porta del nostro cuore per deciderci ad aprirla a Dio? Ma è proprio questo il momento di dirci e di credere che alla fine ogni cosa volge al bene. Ed è per questo che non è giusto pensare che sia per volontà di Dio che soffriamo. Perché se poi lo diciamo anche a un altro, che cosa penserà questi del nostro Dio? Quale immagine si farà di Dio, se pensa che sia Lui a volere la nostra sofferenza?

Quando soffriamo, quando le cose vanno male, allora, non dovremmo dire che è la volontà di Dio, ma piuttosto che è volontà di Dio che noi, attraverso la nostra sofferenza, possiamo crescere nel suo amore, nella sua pace e nella sua fede. Per capirlo meglio, pensiamo a un bambino che soffre e che dice ai suoi amici che sono i suoi genitori a desiderare la sua sofferenza.

Che cosa penseranno gli amici di quei genitori? Naturalmente nulla di buono. Ed è quindi bene che anche noi nel silenzio del nostro cuore, ripensiamo al nostro comportamento e cerchiamo cosa ha chiuso le porte del nostro cuore a Dio, o che cosa invece ci ha aiutati ad aprirle La gioia di cui parla Maria è una gioia evangelica, la gioia di cui parla anche Gesù nei Vangeli.

È una gioia che non esclude il dolore, i problemi, le difficoltà, le persecuzioni, perché è una gioia che li trascende tutti e porta alla rivelazione della vita eterna assieme a Dio, nell'amore e nella gioia eterna. Qualcuno disse una volta: "La preghiera non cambia il mondo, ma cambia la persona, che poi a sua volta cambia il mondo". Cari amici, vi invito ora in nome di Maria, qui a Medjugorje, a decidervi per la preghiera, a decidervi ad avvicinarvi a Dio e a cercare in Lui lo scopo della vostra vita. Il nostro incontro con Dio cambierà la nostra vita e allora saremo in grado, gradualmente, di migliorare anche il rapporto nella nostra famiglia, nella Chiesa e in tutto il mondo. Con questo appello vi invito ancora a pregare...

Cari figli, anche oggi vi invito tutti alla preghiera. Sapete, cari figli, che Dio concede grazie speciali nella preghiera; perciò cercate e pregate, perché possiate comprendere tutto ciò che vi offro qui. Io vi invito, cari figli, alla preghiera col cuore; sapete che senza preghiera non potete comprendere tutto ciò che Dio programma attraverso ciascuno di voi: perciò pregate. Desidero che attraverso ognuno si realizzi il disegno di Dio, che cresca tutto ciò che Dio vi ha dato nel cuore. (Messaggio del 25 aprile 1987)

Dio, Padre nostro, Ti ringraziamo di essere nostro Padre, di chiamarci a Te e di desiderare di stare con noi. Ti ringraziamo perché con la preghiera possiamo incontrarTi. Liberaci da tutto ciò che soffoca il nostro cuore e il nostro desiderio di stare con Te. Liberaci dall'orgoglio e dall'egoismo, dalla superficialità e risveglia il nostro profondo desiderio di incontrarTi. Perdonaci se spesso ci allontaniamo da Te e se Ti incolpiamo della nostra sofferenza e della nostra solitudine. Ti ringraziamo perché desideri che preghiamo, in Tuo nome, per le nostre famiglie, per la Chiesa e per tutto il mondo. Ti imploriamo, concedici la grazia di aprirci all'invito alla preghiera. Benedici coloro che pregano, così che possano incontrarTi nella preghiera e attraverso di Te trovino uno scopo nella vita. Dona a tutti coloro che pregano anche la gioia che viene dalla preghiera. Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te, che si sono allontanati da Te perché ora stanno bene, ma Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te perché sono nella sofferenza. Apri il nostro cuore al Tuo amore così che in questo mondo, attraverso Tuo Figlio Gesù Cristo, possiamo essere testimoni del Tuo amore. Amen.

P. Slavko Barbaric

Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/pslavko/99-Desidero-guidarvi-verso-la-preghiera-del-cuore.php

La gente si spaventa quando sente che la Madonna desidera ....

Il veggente Ivan dice: «La Madonna desidera che preghiamo ogni giorno tre ore. La gente quando sente questa richiesta si spaventa. Però quando parla di tre ore di preghiera non intende solo la recita del rosario, ma anche la lettura della sacra scrittura, la Messa, l'adorazione del Santissimo e la condivisione familiare della Parola di Dio. Aggiungo le opere di carità e l'aiuto al prossimo. Ricordo che anni fa è venuta una pellegrina italiana dubbiosa a
proposito delle tre ore di preghiera. Abbiamo conversato un po'. L'anno seguente è tornata: “La Madonna chiede sempre tre ore di preghiera?”. Le ho risposto: “Sei in ritardo. Adesso desidera che preghiamo 24 ore”  ».

mercoledì 29 gennaio 2014

Cosa vuol dire Spirito “Paràclito” ?

Lo Spirito Santo è, nella tradizione ebraica e cristiana, lo spirito di Dio.
Nell’Ebraismo la parola “ruah”, che sta per spirito, è di genere femminile, contrariamente al termine corrispettivo in italiano  indica la Potenza divina che può riempire gli uomini, ad esempio i profeti. Q
In greco antico “Spirito”  ( cioè “respirare/soffiare/aver vita”) mentre in latino invece “Spiritus” (da “spiro”).
All’interno delle sacre scritture lo Spirito Santo è detto anche “Paràclito”  ossia “Avvocato”, “Soccorritore”, “difensore” o “consolatore”. In questo senso compare nella sacre scritture del cristianesimo allorché il Figlio, terminato il suo percorso, deve abbandonare definitivamente i suoi per ritornare al Padre, così li rincuora dicendogli che non li lascerà soli e così come l’angelo annunciò l’avvento del Figlio a Maria cresciuta ed educata al Tempio nella fede del Padre, così il Figlio a sua volta annuncia ai suoi lo Spirito.

Alla domanda se i segreti riguardino la Chiesa o il mondo, Mirjana risponde:

 «Io non voglio essere così precisa, perché i segreti sono segreti. Dico solo che i segreti riguardano tutto il mondo ». Per quanto riguarda il terzo segreto tutti i veggenti lo conoscono e sono concordi nel descriverlo: «Ci sarà un segno sulla collina delle apparizioni — afferma Mirjana — come un dono per tutti noi, perché si veda che la Madonna è presente qui come nostra mamma. Sarà un segno bellissimo, che non si può fare con mani umane. E una realtà che rimane e che viene dal Signore».

Per quanto riguarda il settimo segreto Mirjana afferma: «Io ho pregato la Madonna se fosse possibile che almeno una parte di quel segreto si cambiasse. Lei ha risposto che dovevamo pregare. Abbiamo pregato moltissimo e lei ha detto che è stata modificata una parte, ma che ora non si può più cambiare, perché è la volontà del Signore che si debba realizzare ». Mirjana sostiene con molta convinzione che ormai nessuno dei dieci segreti può essere mutato. Essi verranno annunciati al mondo tre giorni prima, quando il sacerdote dirà che cosa accadrà e dove si verificherà l'avvenimento. In Mirjana (come negli altri veggenti) c'è l'intima sicurezza, non sfiorata da nessun dubbio, che quanto la Madonna ha rivelato nei dieci segreti necessariamente si realizzerà.

A parte il terzo segreto che è un «segno » di straordinaria bellezza e il settimo, che in termini apocalittici si potrebbe chiamare «flagello» (Apocalisse 15, 1), non si conosce il contenuto degli altri segreti. Ipotizzarlo è sempre rischioso, come d'altra parte dimostrano le più disparate interpretazioni della terza parte del segreto di Fatima, prima che fosse resa nota. Alla domanda se gli altri segreti siano «negativi » Mirjana ha risposto: «Non posso dire nulla ». E tuttavia possibile, con una riflessione complessiva sulla presenza della Regina della pace e sull'insieme dei suoi messaggi, arrivare alla conclusione che l'insieme dei segreti riguardi proprio quel bene supremo della pace che oggi è a rischio, con grande pericolo per il futuro del mondo.

Colpisce nei veggenti di Medjugorje e in particolare in Mirjana, alla quale la Madonna ha affidato la grave responsabilità di rendere noti i segreti al mondo, l'atteggiamento di grande serenità. Siamo ben lontani da un certo clima di angoscia e di oppressione che caratterizza non poche supposte rivelazioni che prolificano nel sottobosco religioso. Infatti lo sbocco finale è pieno di luce e di speranza. Si tratta in ultima analisi di un passaggio di estremo pericolo del cammino umano, ma che condurrà al golfo di luce di un mondo abitato dalla pace. La Madonna stessa, nei suoi messaggi pubblici, non fa accenno ai segreti, anche se non tace i pericoli che ci stanno davanti, ma preferisce volgere lo sguardo oltre, al tempo di primavera verso il quale vuole condurre l'umanità.

Indubbiamente la Madre di Dio « non è venuta per farci paura>', come amano ripetere i veggenti. Lei ci sollecita alla conversione non con le minacce, ma con un appello di amore. Tuttavia il suo grido: «Vi supplico, convertitevi! », sta a indicare la serietà della situazione. L'ultimo decennio del secolo ha mostrato quanto proprio nei Balcani, dove la Madonna appare, la pace fosse in pericolo. All'inizio del nuovo millennio nuvole minacciose si sono addensate all'orizzonte. I mezzi di distruzione di massa rischiano di diventare protagonisti in un mondo attraversato dall'incredulità, dall'odio e dalla paura. Siamo forse giunti al momento drammatico in cui verranno versate sulla terra le sette coppe dell'ira di Dio (cfr. Apocalisse 16, 1)? Potrebbe infatti esserci un flagello più terribile e più pericoloso per l'avvenire del mondo di una guerra nucleare? E corretto leggere nei segreti di Medjugorje un segno estremo della divina misericordia nella fa se più drammatica della storia dell'umanità?

Fonte http://medjugorje.altervista.org/doc/10segreti/06-mirjana.php

Gli animalisti scrivono al Papa

 Ha fatto una brutta fine una delle due colombe che i bambini, affacciati alla finestra del Vaticano insieme a Papa Francesco hanno liberato dopo l'Angelus di domenica scorsa. Appena preso il volo la colomba è stata aggredita da un corvo e poi da un gabbiano, che alla fine la ha divorata.

martedì 28 gennaio 2014

I PRIMI DUE SEGRETI DI MEDJUGORJE PORTERANNO A UN ESAME DI COSCIENZA


Il Primo Segreto di Mirjana farà fermare la gente a riflettere

Il 26 ottobre 1985 Mirjana nella sua intervista con l’intervistatore P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo parla dei primi due segreti.
Il primo segreto “non sarà una cosa piacevole“. Sarà “qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo“. “Il primo segreto farà abbondantemente parlare di sé”
”Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare? Mi ha scosso più di ogni altra cosa. Questo fu, naturalmente, a causa di vedere il primo segreto. Se la gente vedesse il primo segreto, come è stato dimostrato a me ieri, tutti sarebbero certamente scossi abbastanza da guardare a stessi e tutto ciò che li circonda in modo completamente nuovo. Ora so cose che non sono particolarmente piacevoli. Io credo che se tutti sapessero le stesse cose, ognuna di queste persone sarebbe scioccata e guarderebbe al nostro mondo in una luce completamente diversa durerà per un po’. Sarà visibile, è necessario per scuotere un po’ il mondo. Farà si che il mondo si fermi a pensare.“
Nonostante le sue descrizioni, i primi due segreti non saranno catastrofi nel senso letterale, non sarà nulla di così enorme come quello che verrà dopo. Questi primi due segreti non sono poi così gravi e duri. Quello che voglio dire è, sì, sono gravi, ma non tanto quanto i rimanenti. (…) Quello che segue sono i segreti che sono davvero sgradevoli. Sarei felice se tutti finalmente lo capissero. Non posso dire loro molto di più, ma una volta che cominciano a essere adempiuti, allora sarà troppo tardi“.
Nel 1985 come oggi, Mirjana ha esortato la gente a prepararsi per l’inizio dei segreti.
Allora come oggi, la preparazione significa conversione: “La Santa Vergine mi ha detto che è necessario pregare molto. Ma oltre a questo, è necessario fare sacrifici per quanto possibile, aiutare gli altri per quanto è nelle nostre capacità, e digiunare, ha detto che siamo obbligati a prepararci“.
“Lei non solo chiede ma supplica tutti a convertirsi, a pregare, a digiunare. [Quelli che non credono] Non hanno idea di cosa li aspetti, ed è per questo che, come loro Madre, è in profonda angoscia per loro“, ha detto Mirjana, riferendosi alle persone che non credono, e vivono così la loro vita senza Dio.
“Non è sufficiente semplicemente pregare. Non è sufficiente dire semplicemente e rapidamente alcune preghiere in modo da poter dire che si ha pregato e fatto il proprio dovere. Quello che vuole da noi è di pregare dal profondo della nostra anima, è il dialogo con Dio. Questo è il suo messaggio”
CONVERTITEVI, PREGATE, DIGIUNATE !!!

FONTE:  http://madonnadimedjugorje.org/segreti-di-medjugorje/primi-due-segreti-di-medjugorje/

Attorno a Medjugorje ci sono molte leggende metropolitane ...

...ci sono molti segni, molte guarigioni, soprattutto del cuore... La nostra prima occupazione però deve essere quella di aprirci allo Spirito Santo e a quello che il Signore, attraverso la nostra cara Mamma, ha già preparato per noi. Potrebbe essere una cosa grande o qualcosa di piccolo ma ben più utile a noi di tante cose grandi: Lui conosce il nostro cuore e sa di cosa abbiamo bisogno.

Non andiamo a Medjugorje per cercare segni, per guardare il sole che rotea, per scattare fotografie nella speranza che sviluppandole ci si possa vedere qualcosa di particolare! Ricordiamoci che se andiamo a Medjugorje è perché abbiamo risposto alla chiamata di Maria: Lei sta aspettandoci per qualcosa di molto più importante dei segni esterni e momentanei… Lei sta aspettandoci per portaci a Suo Figlio, Gesù!

Sentiamo raccontare tante belle esperienze vissute a Medjugorje: ringraziamo Dio per questo... ma non è detto che per noi ci sia pronta la stessa esperienza. C’è chi si è rappacificato con il Signore, chi con se stesso, chi con la famiglia... Ci sono separati che hanno ricostruito il loro matrimonio, fidanzati in crisi che si sono sposati e single che hanno trovato l’anima gemella... ma questo è capitato a loro, non è detto che debba per forza capitare anche a tutti gli altri... Ci sono ex seminaristi che hanno riscoperto la loro vocazione al sacerdozio, giovani e meno giovani che hanno sentito di poter rispondere a Dio che li chiamava alla vita consacrata... La è come avere uno specchio e guardarsi dentro... Per questo il consiglio che do a tutti è quello di guardare bene e nella verità, dentro se stessi: pochi discorsi, tanta preghiera e tanto raccoglimento per aprirci alla grazia che in quel momento sta cercando noi. È bellissimo ascoltare le esperienze degli altri, ma dobbiamo riuscire a fare in modo che queste non ci condizionino, rischiando di “bruciare” il progetto che Dio ha su noi stessi.



Angela Magnoni

Gesù non può agire in noi senza la chiesa che ci ha lasciato


“Il Signore mi ha fatto ballare di gioia!”

La preghiera di lode ci fa fecondi. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa, commentando la danza gioiosa di Davide per il Signore di cui parla la Prima Lettura, ha sottolineato che, se ci chiudiamo nella formalità, la nostra preghiera diventa fredda e sterile.

“Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore”. Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo da questa immagine gioiosa, raccontata nel Secondo Libro di Samuele. Tutto il Popolo di Dio, ha rammentato, era in festa perché l’Arca dell’Alleanza tornava a casa. La preghiera di lode di Davide, ha proseguito, “lo portò a uscire da ogni compostezza e a danzare davanti al Signore” con “tutte le forze”. Questa, ha commentato, “era proprio la preghiera di lode!” E ha confidato che, leggendo questo passo, ha “pensato subito” a Sara, dopo aver partorito Isacco: “Il Signore mi ha fatto ballare di gioia!”. Questa anziana. come il giovane Davide – ha evidenziato – “ha ballato di gioia” davanti al Signore. “A noi – ha poi osservato – è facile capire la preghiera per chiedere una cosa al Signore, anche per ringraziare il Signore”. Anche capire la “preghiera di adorazione”, ha detto, “non è tanto difficile”. Ma la preghiera di lode “la lasciamo da parte, non ci viene così spontanea”:

“‘Ma, Padre, questo è per quelli del Rinnovamento nello Spirito, non per tutti i cristiani!’. No, la preghiera di lode è una preghiera cristiana per tutti noi! Nella Messa, tutti i giorni, quando cantiamo il Santo… Questa è una preghiera di lode: lodiamo Dio per la sua grandezza, perché è grande! E gli diciamo cose belle, perché a noi piace che sia così. ‘Ma, Padre, io non sono capace… Io devo…’. Ma sei capace di gridare quando la tua squadra segna un goal e non sei capace di cantare le lodi al Signore? Di uscire un po’ dal tuo contegno per cantare questo? Lodare Dio è totalmente gratuito! Non chiediamo, non ringraziamo: lodiamo!”

Dobbiamo pregare “con tutto il cuore”, ha proseguito: “E’ un atto anche di giustizia, perché Lui è grande! E’ il nostro Dio!”. Davide, ha poi rammentato, “era tanto felice, perché tornava l’arca, tornava il Signore: anche il suo corpo pregava con quella danza”:

“Una bella domanda che noi possiamo farci oggi: ‘Ma come va la mia preghiera di lode? Io so lodare il Signore? So lodare il Signore o quando prego il Gloria o prego il Sanctus lo faccio soltanto con la bocca e non con tutto il cuore?’. Cosa mi dice Davide, danzando qui? E Sara, ballando di gioia? Quando Davide entra in città incomincia un’altra cosa: una festa!”

“La gioia della lode – ha ribadito – ci porta alla gioia della festa. La festa della famiglia”. Il Papa ha così ricordato che quando Davide rientra nel palazzo, la figlia del re Saul, Mikal, lo rimprovera e gli domanda se non provi vergogna per aver ballato in quel modo davanti a tutti, lui che è il re. Mikal “disprezzò Davide”:

“Io mi domando quanto volte noi disprezziamo nel nostro cuore persone buone, gente buona che loda il Signore come le viene, così spontaneamente, perché non sono colti, non seguono gli atteggiamenti formali? Ma, disprezzo! E dice la Bibbia che Mikal è rimasta sterile per tutta la vita per questo! Cosa vuol dire la Parola di Dio qui? Che la gioia, che la preghiera di lode ci fa fecondi! Sara ballava nel momento grande della sua fecondità, a novant’anni! La fecondità che ci dà la lode al Signore, la gratuità di lodare il Signore. Quell’uomo o quella donna che loda il Signore, che prega lodando il Signore, che quando prega il Gloria si rallegra di dirlo, quando canta il Sanctus nella Messa si rallegra di cantarlo, è un uomo o una donna fecondo”.

Invece, ha avvertito, “quelli che si chiudono nella formalità di una preghiera fredda, misurata, forse finiscono come Mikal: nella sterilità della sua formalità”. Il Papa ha invitato, dunque, a immaginare Davide che danza “con tutte le forze davanti al Signore e pensiamo che bello sia fare le preghiera di lode”. Ci farà bene, ha concluso, ripetere le parole del Salmo 23 che abbiamo pregato oggi: “Alzate, porte, la vostra fronte; alzatevi soglie antiche ed entri il re della gloria. Il Signore, forte e valoroso, è il re della gloria!”

Alessandro Gisotti - Radio vaticana

Ricorda SEI UNO ZERO , non ti vantare " CHI SI VANTA SI VANTI NEL SIGNORE "

. A chi davvero si vanta della propria giustizia è stato detto: Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? Quindi, chi si vanta si vanti nel Signore. Che cosa c'è infatti di più sicuro che vantarsi in Colui riguardo al quale assolutamente nessuno può riceverne confusione? Giacché, se ti sarai vantato nell'uomo, appunto nell'uomo si può trovare un motivo; anzi, nell'uomo se ne possono trovare molti e, quanto ad essi, deve provare confusione chi si vanta in lui. Quando poi ascolti che non ci si deve vantare nell'uomo, neppure in te, certamente; infatti non è che tu non sei un uomo, perciò se ti vanti in te, ti vanti nell'uomo; e ciò è di maggiore stoltezza ed è più detestabile. Poiché, se ti sarai vantato in un uomo giusto o in un altro, sapiente, quello non si vanta in sé, e tu così ti vanti; tu, invece, vantandoti in te ti vanti in un uomo che non è saggio e non è giusto; ma se non conviene vantarsi in un uomo saggio, molto meno conviene vantarsi in un uomo che non lo è. Ora chi si vanta in se stesso, si vanta in un uomo che non è saggio. Evidentemente, proprio per il fatto che si vanta in se stesso, si manifesta insipiente. Perciò, chi si vanta, si vanti nel Signore. Niente di più sicuro, niente di più sereno. Se puoi, conserva in che appoggiarti, vantandoti nel Signore, non vieni confuso. Niente di riprovevole infatti si può trovare in colui nel quale ti vanti. E' per questo anche che non diceva: Nella mia giustizia liberami, ma: Nella tua giustizia liberami;

lunedì 27 gennaio 2014

Nel cielo di Medjugorje compare la scritta " PACE "

Con il mio fidanzato siamo andati a
Medjugorje gli ultimi di marzo per l’apparizione del 2 di aprile del 2011.
Era la prima volta che andavamo a Medjugorje e volevamo salire sul Podbrodo,
cosi’, dopo aver chiesto alcune informazioni, abbiamo trovato l’ingresso per la
salita.
C’erano le stazioni del rosario e perciò era facile seguire la strada, ma ad
un certo punto, non so bene come, abbiamo continuato a camminare e non
trovavamo più la via, eravamo andati troppo avanti, così siamo tornati indietro
e abbiamo trovato una piccola croce dove abbiamo deciso di fermarci.
Non c’era nessuno .
Ad un certo punto guardo il cielo e vedo una strana nuvola, chiamo il mio
fidanzato e gli dico:
”Guarda”
davanti ai nostri occhi le nuvole stavano formando la scritta ”Pace”, e poi
sopra quella scritta, quasi come se sopra ci fosse una mano invisibile,
un’altra volta ‘‘Pace’‘, cosi’ siamo rimasti non so quanto a guardare
quell’immagine, sino a che non so a chi dei due è venuto in mente di fare una
foto, ma ormai la scritta stava già scomparendo.
Non so se sia veramente un segno della presenza di Dio e della Madonna, spero
di si, però è una strana coincidenza che a Medjugorje appaia la Regina della
Pace, e nel cielo di quel luogo sia apparsa proprio quella scritta.
[ Font:http://gliultimitempi.it ]

“Oggi, senza la preghiera, la famiglia non può resistere…”

Stati Uniti, un’adolescente di 14 anni Linda, seguiva dei corsi con un mio amico che è professore di religione laggiù: questo professore era stato spesso a Medjugorje, aveva capito l’importanza del rosario pregato in famiglia, ed era stato testimone di miracoli straordinari in alcune famiglie.

Un giorno, questa adolescente completamente scoraggiata, gli ha detto: “Sa signor Nolan, sono l’unica della mia famiglia ad andare a Messa la domenica, siamo tutti battezzati, tutti cattolici, ma mio padre e mia madre non vanno mai a messa e nemmeno mio fratello di 12 anni. Ho appena saputo che i miei genitori hanno deciso di divorziare: mio fratello ed io siamo distrutti, mio padre se ne andrà, ha trovato qualcun’altra.
Allora il mio amico gli ha risposto: “Ascolta, ecco che cosa farai: pregherai il rosario secondo le intenzioni della Madonna, affiderai tuo padre e tua madre ed anche la signora che va con tuo padre alla Madonna perché lei faccia una pulizia e metta l’ordine di Dio nella tua famiglia, poi vedi un po’ se il tuo fratellino può venire a pregare il rosario con te, così sareste in due.”
La ragazza allora ha cominciato a pregare il rosario tutta sola, ma aveva fiducia, aveva consacrato tutto alla Madonna e dopo un po’ il suo fratellino ha accettato di unirsi a lei. Allora hanno fatto il colpo: tutte le sere, segretamente, scendevano in cantina per pregare il rosario. Un rosario dura circa un’ora. Hanno unito le loro voci e pregato perché si realizzasse completamente il progetto di Dio sulla loro famiglia e perché il piano di satana fallisse!
Questo amico professore ha visto l’evoluzione di questa adolescente. Linda cominciò a dire che lei e suo fratello si erano riconciliati per le loro piccole liti passate. Dopo una settimana arriva in classe tutta contenta e annuncia che il divorzio è stato ritardato.
Poco prima della data del divorzio ha detto al mio amico: “Lei non mi crederà: mio padre ha rinunciato a divorziare e ha deciso di restare con mia madre.” Era una grande vittoria!
Ha continuato lei a pregare e una settimana dopo lei arriva radiosa e dice: “Professore, sa quello che è successo? Domenica mia madre è venuta a messa con me”: ecco la forza del rosario! La domenica seguente anche il papà viene a messa e da quel giorno ci va tutte le domeniche. Ora, questa famiglia prega insieme il rosario, essa si è riunita e il progetto di Dio si sta realizzando.
Per lavorare con la Madonna non c’è niente di meglio di un convertito che ha vissuto nell’adulterio, che era pronto a distruggere la sua famiglia con il divorzio e a spezzare la vita di sua moglie e dei suoi figli. Se tu sei un convertito di questo tipo, sappi che la Madonna ti ha individuato e ti utilizzerà alla grande per i suoi progetti di pace.
Vorrei insistere sull’importanza della preghiera in famiglia. Vicka, una delle veggenti di Medjugorje, ci dice che non c’è niente di meglio che la preghiera in famiglia per mantenere l’unità familiare. L’arma contro satana è il rosario pregato in famiglia: lo ha detto Maria. Allora, fin da oggi, decidetevi a pregare in famiglia. Se siete il solo credente nella vostra famiglia cominciate a pregare da solo, non forzate gli altri.
La Madonna [la Regina della Pace a Medjugorje, ndr] ci dice: “Cari figli, che il vostro primo gruppo di preghiera sia la vostra famiglia. Cominciate ad amare le persone della vostra famiglia, così poi potrete amare le persone che vengono a casa vostra. Oggi, senza la preghiera, la famiglia non può resistere; la preghiera è la vostra arma numero uno e se non la utilizzate temo per la sopravvivenza della vostra famiglia. Verrà un giorno, forse, in cui soltanto le famiglie cristiane saranno ancora delle famiglie. Che i genitori preghino con i loro figli e che i figli preghino con i loro genitori – ci dice la Madonna – bisogna che il bambino veda suo padre e sua madre in ginocchio davanti a Dio; così, uniti nella preghiera – ci dice la Madonna – satana non potrà fare niente contro di loro.

Pubblicato da fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/10/2012

Rubata un’ampolla con il sangue di Giovanni Paolo II in Abruzzo


L’Aquila - E’ stata rubata un’ampolla con il sangue di Giovanni Paolo II, custodita in un santuario abruzzese.
La reliquia è stata portata via assieme a una croce la notte scorsa ma il furto è stato scoperto stamattina nella chiesa alle falde del Gran Sasso di San Pietro della Ienca (L’Aquila).
Si tratta, secondo quanto riferito dal presidente dell’associazione culturale “San Pietro della Ienca”, Pasquale Corriere, di una delle poche reliquie con il sangue del pontefice polacco conservate al mondo.
Sul fatto indagano i carabinieri dell’Aquila, coordinati dal comandante provinciale Guarino Savino, che hanno svolto un approfondito sopralluogo. Le indagini sono in corso e la procura della Repubblica ha aperto un fascicolo. Nella chiesetta di San Pietro che ne ospitava le reliquie, Giovanni Paolo II si era recato molte volte, in occasione di diverse escursioni sul Gran Sasso. Nel 2011, in suo onore, l’edificio era stato eretto a Santuario, dedicato proprio al Papa polacco.

Il simbolo di pace è stato attaccato




Il momento gioioso della liberazione di una colomba da parte di due ragazzi di Azione Cattolica dalla finestra di Papa Francesco su piazza San Pietro è stato incupito dall'attacco di un gabbiano e un corvo che hanno aggredito il volatile simbolo di pace. Come è tradizione per la Carovana della pace, un bimbo e una bimba della sezione romana di Azione cattolica hanno lanciato due colombe dalla finestra del Papa. Anche il Pontefice li ha aiutati, in particolare incitandoli a indirizzarle verso il basso. I volatili hanno preso il volo durante l'Angelus, ma uno dei due non ha avuto molta fortuna, come documentano anche alcuni scatti fotografici.

La colomba del Papa aggredita: più cautela nell’uso dei simboli


Forse l’occasione propizia di un papa davvero francescano, cioè amante degli animali, e di un episodio brutto da vedere ma di grande impatto, consentirà una opportuna revisione dei codici simbolici. Ci vuole più cautela, soprattutto quando ci sono di mezzo delle creature viventi. La colomba è simbolo biblico della pace. Bene. Disegniamola. Meglio che tenerle in gabbia per far poi finta di liberarle.

sabato 25 gennaio 2014

Messaggio della Regina della Pace dato alla veggente Marija il 25 gennaio 2014

"Cari figli! Pregate, pregate, pregate perché il riflesso della vostra preghiera influisca su tutti coloro che incontrate. Mettete la Sacra Scrittura in un posto visibile nelle vostre famiglie e leggetela perché le parole di pace scorrano nei vostri cuori. Prego con voi e per voi, figlioli, perché di giorno in giorno siate sempre più aperti alla volontà di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Oggi si celebra la Festa della Conversione di San Paolo Apostolo sulla via di Damasco

Oggi vediamo la potenza di Dio in san Paolo, divenuto da persecutore Apostolo che ha accolto la fede in Cristo e l'ha diffusa, con una fecondità apostolica straordinaria, che non è ancora cessata.Questa festa ci ricorda che non ci può essere comunione con Cristo  senza convesione 

Vediamo il filmato per capire  meglio quello che  successe  a S. Paolo sulla via per  Damasco  ricordando che non c’è vero ecumenismo senza conversione

ricordando che non c’è vero ecumenismo senza conversione   ricordando che non c’è vero QQqecumenismo ricordando che non c’è vero ecumenismo senza conversionesenza conversione

 
San Paolo si preoccupava al massimo dell'unità del popolo di Dio. Fu proprio questo il motivo che lo spingeva a perseguitare i cristiani: egli non tollerava neppure il pensiero che degli uomini del suo popolo si staccassero dalla tradizione antica, lui che era stato educato, come egli stesso dice, alla esatta osservanza della Legge dei Padri. Amava Dio ma in modo sbagliato
San Paolo stesso lo dice nella lettera ai Romani: "Essi hanno molto zelo, ma non è uno zelo secondo Dio", è uno zelo per Dio, ma concepito secondo gli uomini (cfr. Rm 10,2).
Ora, mentre Paolo, pieno di zelo per Dio, usava tutti i mezzi e in particolare quelli violenti per mantenere l'unità del popolo di Dio, Dio lo ha completamente "convertito", rivolgendogli quelle parole che rivelano chiaramente quale sia la vera unità. "Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti". Nelle tre narrazioni della conversione di Paolo molti dettagli cambiano: alcuni vengono aggiunti, altri scompaiono, ma queste parole si trovano sempre, perché sono veramente centrali. Paolo evidentemente non aveva coscienza di perseguitare Gesù, caricando di catene i cristiani, ma il Signore in questo momento gli rivela l'unità profonda esistente fra lui e i suoi discepoli: "Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti". Forse proprio allora Paolo ebbe la prima rivelazione del corpo di Cristo, del quale ha parlato poi nelle sue lettere. Tutti siamo membra di Cristo per la fede in lui: in questo consiste la nostra unità.
Gesù stesso fonda la sua Chiesa visibile. "Che devo fare, Signore" chiede Paolo, e il Signore non gli risponde direttamente: "Prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia". Lo manda dunque alla Chiesa, non vuole per il suo Apostolo una conversione individualistica, senza alcun rapporto con gli altri discepoli. Egli deve inserirsi nella Chiesa, Corpo di Cristo, al quale deve aderire per vivere nella vera fede.
Dopo la sua conversione Paolo ha conservato in cuore il desiderio di essere unito al popolo di Israele. Lo scrive nella lettera ai Romani con parole che non si possono leggere senza profonda commozione: "Dico la verità in Cristo, non mentisco, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua. Vorrei infatti essere io stesso anatema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. Essi sono Israeliti e possiedono l'adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse, i patriarchi; da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli".
Ogni cristiano dovrebbe avere questa tristezza continua, che non impedisce di essere gioiosi in Cristo, perché è una tristezza secondo Dio, che ci unisce al cuore di Cristo. E la sofferenza per il popolo di Israele che non riconosce Cristo, per i cristiani che sono divisi e non giungono all'unità che il Signore vuole.