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venerdì 28 febbraio 2014

I santuari (sono) isole felici per la Confessione...

Si è fatto notare che nei santuari mariani non c'è bisogno di ricorrere a particolari strategie pastorali – ciò che invece devono inventarsi le parrocchie – per indurre i fedeli alla frequenza dei sacramenti, poiché nei santuari essi «sono ricevuti molto spontaneamente». «I santuari (sono) isole felici per la Confessione... In questi luoghi sono tantissimi quelli che si accostano al Sacramento della penitenza. Ed è anche la dimostrazione della bontà di una sana devozione popolare, che a volte però viene guardata con troppo sospetto» . Abitualmente chi frequenta le liturgie nei santuari si reca pure nella propria parrocchia per parteciparne alla vita liturgica. Vediamo questa complementarità in rapporto alla Quaresima e alle esortazioni materne della Vergine in alcune apparizioni..

.A Lourdes il messaggio, decisamente penitenziale, è riassunto nella triade: preghiera, penitenza e carità. Il 25 febbraio 1858 la Vergine ripete tre volte: «Penitenza! Penitenza! Penitenza!». A Fatima, che riecheggia il messaggio di Lourdes, la bianca Signora, «venuta per esortare i fedeli a cambiare vita», raccomanda ai tre pastorelli con insistenza di pregare per i peccatori, la recita del rosario e la penitenza riparatrice. A Medjugorje i messaggi invitano a pregare quotidianamente per la pace, la conversione dei fedeli e per i peccatori e a tutti chiedono preghiera costante, il rosario e vita sacramentale (Confessione mensile, Messa e Comunione quotidiana).

Accompagnare, non condannare, quanti sperimentano il fallimento del proprio amore

OMELIA DEL PAPA 28 -02- 2014

Dietro la casistica c’è sempre una trappola contro di noi e contro Dio. E’ quanto affermato stamani da Papa Francesco nella Messa a Casa Santa Marta. Il Papa, commentando il Vangelo odierno, si è soffermato sulla bellezza del matrimonio ed ha avvertito che bisogna accompagnare, non condannare, quanti sperimentano il fallimento del proprio amore. Quindi, ha ribadito che Cristo è lo Sposo della Chiesa e dunque non si può comprendere l’una senza l’Altro. Il servizio di Alessandro Gisotti:

I dottori della legge cercano di porre delle trappole a Gesù per “togliergli l’autorità morale”. Papa Francesco ha preso spunto dal Vangelo di oggi per offrire una catechesi sulla bellezza del matrimonio. I farisei, ha osservato, si presentano da Gesù con il problema del divorzio. Il loro stile, ha rilevato, è sempre lo stesso: “la casistica”, “E’ lecito questo o no?“Sempre il piccolo caso. E questa è la trappola: dietro la casistica, dietro il pensiero casistico, sempre c’è una trappola. Sempre! Contro la gente, contro di noi e contro Dio, sempre! ‘Ma è lecito fare questo? Ripudiare la propria moglie?’. E Gesù rispose, domandando loro cosa dicesse la legge e spiegando perché Mose ha fatto quella legge così. Ma non si ferma lì: dalla casistica va al centro del problema e qui va proprio ai giorni della Creazione. E’ tanto bello quel riferimento del Signore: ‘Dall’inizio della Creazione, Dio li fece maschio e femmina, per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne’”.
Il Signore, ha proseguito il Papa, “si riferisce al capolavoro della Creazione” che sono appunto l’uomo e la donna. E Dio, ha detto, “non voleva l’uomo solo, lo voleva” con la “sua compagna di cammino”. E’ un momento poetico, ha osservato, quando Adamo incontra Eva: “E’ l’inizio dell’amore: andate insieme come una sola carne”. Il Signore, ha quindi ribadito, “sempre prende il pensiero casistico e lo porta all’inizio della rivelazione”. D’altro canto, ha poi spiegato, “questo capolavoro del Signore non è finito lì, nei giorni della Creazione, perché il Signore ha scelto questa icona per spiegare l’amore che Lui ha verso il suo popolo”. Al punto, ha rammentato, che “quando il popolo non è fedele" Lui "gli parla, con parole di amore”:
“Il Signore prende questo amore del capolavoro della Creazione per spiegare l’amore che ha con il suo popolo. E un passo in più: quando Paolo ha bisogno di spiegare il mistero di Cristo, lo fa anche in rapporto, in riferimento alla sua Sposa: perché Cristo è sposato, Cristo era sposato, aveva sposato la Chiesa, il suo popolo. Come il Padre aveva sposato il Popolo di Israele, Cristo sposò il suo popolo. Questa è la storia dell’amore, questa è la storia del capolavoro della Creazione! E davanti a questo percorso di amore, a questa icona, la casistica cade e diventa dolore. Ma quando questo lasciare il padre e la madre e unirsi a una donna, farsi una sola carne e andare avanti e questo amore fallisce, perché tante volte fallisce, dobbiamo sentire il dolore del fallimento, accompagnare quelle persone che hanno avuto questo fallimento nel proprio amore. Non condannare! Camminare con loro! E non fare casistica con la loro situazione”.
Quando uno legge questo, è stata la sua riflessione, “pensa a questo disegno d’amore, questo cammino d’amore del matrimonio cristiano, che Dio ha benedetto nel capolavoro della sua Creazione”. Una “benedizione – ha avvertito – che mai è stata tolta. Neppure il peccato originale l’ha distrutta!”. Quando uno pensa a questo, dunque, “vede quanto bello è l’amore, quanto bello è il matrimonio, quanto bella è la famiglia, quanto bello è questo cammino e quanto amore anche noi, quanta vicinanza dobbiamo avere per i fratelli e le sorelle che nella vita hanno avuto la disgrazia di un fallimento nell’amore”. Richiamandosi infine a San Paolo, Papa Francesco ha sottolineato la bellezza “dell’amore che Cristo ha per la sua sposa, la Chiesa!”:
“Anche qui dobbiamo stare attenti che non fallisca l’amore! Parlare di un Cristo troppo scapolo: Cristo sposò la Chiesa! E non si può capire Cristo senza la Chiesa e non si può capire la Chiesa senza Cristo. Questo è il grande mistero del capolavoro della Creazione. Che il Signore ci dia a tutti i noi la grazia di capirlo e anche la grazia di mai cadere in questi atteggiamenti casistici dei farisei, dei dottori della legge”.

PREGHIERA NEL GIORNO DEL DIGIUNO P.Slavko Barbaric


Invito della Madonna:
"Vorrei che la gente in questi giorni pregasse con me. E che preghi il più possibile! Che inoltre digiuni il mercoledì ed il venerdì; che ogni giorno reciti almeno il Rosario: i misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi..." (14.8.84)

Signore Dio, creatore dell'universo e mio creatore!
Oggi ti voglio ringraziare perché hai dato al mondo un ordine così meraviglioso. Grazie per aver dato fertilità alla madre terra che produce per noi ogni tipo di frutti. Grazie per il cibo che viene preparato con i frutti della terra! Padre sono pieno di gioia per tutte le tue creature, per i frutti e ti rendo grazie! Grazie perché ogni giorno abbiamo bisogno di pane e perché ogni giorno abbiamo bisogno di dissetarci.
Padre grazie perché mi hai creato per nutrirmi ogni giorno dei frutti della terra, per crescere e servirti. Ti rendo grazie, Padre per coloro che con la loro intelligenza e le loro fatiche scoprono nuove possibilità di vita sulla terra. Grazie per coloro che posseggono tanti beni e ne danno agli altri. Grazie per coloro che al momento stesso di mangiare questo pane terreno sentono anche la fame del Pane celeste. Padre grazie anche per quelli che oggi non hanno di che nutrirsi, perché sono convinto che manderai il tuo aiuto tramite persone piene di bontà!

Padre oggi ho deciso di fare il digiuno. Con ciò non intendo disprezzare le cose che tu hai creato, non intendo rinunciarvi, ma desidero scoprirle nuovamente. Mi sono deciso per il digiuno perché hanno digiunato anche i tuoi profeti, perché ha digiunato anche tuo figlio Gesù Cristo, i suoi apostoli ed i suoi discepoli. Mi sono deciso per il digiuno perché ha digiunato anche la tua serva, la beata vergine Maria . Lei stessa mi ha invitato al digiuno:
"Cari figli! Oggi vi invito a digiunare col cuore. Vi sono molte persone che digiunano, ma fanno questo perché lo fanno gli altri. E' diventata un'abitudine che nessuno vorrebbe interrompere. Chiedo alla Parrocchia di digiunare in segno di ringraziamento, perché Dio mi ha permesso di rimanere così a lungo in questa parrocchia. Cari figli! Digiunate e pregate col cuore! Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Oggi voglio imparare a rivolgermi di più verso di Te nonostante le cose che mi circondano. Col digiuno che liberamente ho scelto di fare oggi voglio pregarti per tutti coloro che soffrono la fame e per questo creano agitazioni nel mondo, ti offro il mio digiuno anche per la pace nel mondo. Arrivano le guerre perché siamo attaccati ai beni materiali e vogliamo difenderli, procurarceli e per questo arriviamo ad uccidere. Padre ti offro il mio digiuno per tutti coloro che sono schiavi del loro attaccamento ai beni materiali e non vedono alcun valore.
Ti prego per coloro che vivono in contrasto con gli altri perché accecati dalle loro ricchezze. Padre, con questo digiuno aprimi gli occhi per vedere tutte le cose che ho come tuo dono, poterti ringraziare e dare il giusto valore ad ogni cosa.

Padre, oggi ho deciso di nutrirmi di solo pane per comprendere meglio il valore del Pane celeste: la presenza di tuo Figlio nell'Eucarestia. Fa che attraverso il digiuno crescano in me fede e fiducia!

Padre mi sono deciso per il digiuno perché so che fa crescere in me il desiderio di Te. Attraverso il digiuno desidero ascoltare e vivere con più impegno la tua Paola. Con gioia e gratitudine ripenso alle parole di tuo Figlio: "Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli." Padre rendimi povero davanti a Te. Dammi la grazia di capire per mezzo del digiuno, come Tu mi sei necessario! Fa che mediante il digiuno cresca il mio desiderio per Te, che il mio cuore aneli verso di Te come la cerva anela alle sorgenti d'acqua e il deserto sospira le nuvole cariche di pioggia!

Padre fa che mediante questo digiuno cresca in me la comprensione e la solidarietà verso chi ha fame e sete, verso coloro non hanno beni materiali. Aiutami a capire cosa non mi serve delle cose che possiedo per darle a chi è nel bisogno.
Padre, donami la grazia di comprendere che sono pellegrino su questa terra e che quando passerò all'altro mondo non potrò portare nulla con me se non l'amore e le buone opere! Fa' che pur avendo dei beni io sia consapevole di non avere nulla di mio, ma che tutto ho ricevuto come per esserne un amministratore fedele.

Padre dammi la grazia attraverso questo mio digiuno di diventare più umile e pronto a compiere la tua volontà. Perciò purificami dall'egoismo e dalla superbia, liberami da ogni cattiva abitudine, placa le mie passioni, accresci in me le virtù.
Padre fa' che questo mio digiuno apra la mia anima alla Tua grazia che mi purifica e mi riempie.
Aiutami ad essere simile al Tuo Figlio in ogni tentazione ed in ogni prova, a respingere ogni seduzione del male accogliendo la Tua Parola.

Oh Maria, tu eri completamente libera nel tuo cuore, non eri legata ad alcuna cosa se non alla volontà del Padre: chiedi per me la grazia di fare un digiuno gioioso per cantare con te il cantico della riconoscenza! Fa' che nella mia decisione di digiunare io sia forte e perseverante. La difficoltà e la fame che sentirò oggi le voglio offrire per tutti gli uomini. Maria, prega per me! Per tua intercessione e per la forza della tua protezione si allontanino da me ogni male ed ogni tentazione diabolica. Insegnami, o Maria, a digiunare ed a pregare perché di giorno in giorno divenga sempre più simile a te ed a tuo Figlio Gesù Cristo nello Spirito santo amen.
Fonte:http://medjugorje.altervista.org/preghiere/preghiere/digiuno.html

Il digiuno della Regina della Pace- mercoledì e venerdì

P: Una richiesta molto particolare e importante della Regina della pace qui a Medjugorje è il digiuno. È un invito che la gente desidera capire e mettere in pratica. Che cosa richiede esattamente la Madonna al riguardo?

VICKA: Siccome fra gli ascoltatori di Radio Maria ci sono anche molti malati, vorrei dire innanzi tutto che il loro digiuno è la sofferenza, che devono offrire con amore. A loro è sufficiente fare qualche piccola rinuncia e donarla alla Madonna. Invece le persone che stanno bene sono invitate a fare il digiuno a pane e acqua due volte alla settimana, il mercoledì e il venerdì. Anche se all'inizio possono trovare qualche difficoltà, devono andare avanti con forte volontà, senza scuse, e digiunare per amore di Dio e della Madonna.
 P: Il digiuno va da mezzanotte a mezzanotte?
 VICKA: Tutto il giorno.
 P: Ventiquattro ore?
VICKA: Sì. Se si incomincia alla mattina, lo si fa fino all'indomani mattina.

P: Spesso la gente chiede se il tè o il caffè rompono il digiuno richiesto dalla Madonna.
VICKA: Se la Madonna chiede pane e acqua vuol dire che è pane e acqua.
P: Ho l'impressione che alcuni amino il digiuno per motivi di dieta.
VICKA: Quello non conta niente. La dieta non c'entra con la Madonna. Quando si fa il digiuno per amore di Dio, non importa se una persona è grassa o magra, ma importa che lo faccia col cuore.
P: Alcune persone non si sentono per vari motivi di fare un digiuno come quello richiesto dalla Madonna, ma sono disponibili per esempio a saltare un pasto. A queste persone io dico sempre che la Madonna prende quello che noi le diamo secondo le nostre possibilità.
VICKA: Se una persona incomincia a privarsi della cena, poi sarà anche capace a privarsi del pranzo e della colazione e così arriva al digiuno completo.
P: C'è anche un cammino verso il digiuno?
VICKA: Sì, c'è anche un cammino.
P: Tuttavia la Madonna non ha chiesto soltanto il digiuno della gola, ma anche quello della lingua, quando ha invitato a non mormorare, e quello degli occhi, quando ha invitato a spegnere la televisione.
VICKA: Certamente.
P: Potremmo allora interpretare come digiuno anche la rinuncia al fumo, alla televisione e cose di questo genere?
VICKA: Guarda, Padre Livio, ci sono certamente tantissimi sacrifici che noi possiamo fare, ma quando la Madonna ha chiesto il digiuno ha parlato chiaro, invitando le persone sane a digiunare a pane e acqua il mercoledì e il venerdì.
P: In altre apparizioni, come a Lourdes e a Fatima, la Madonna ha chiesto sacrifici, ma è tipico di Medjugorje il digiuno a pane e acqua.
VICKA: I sacrifici si possono e si devono fare ogni giorno. Invece il Mercoledì e il Venerdì la Madonna ci chiede una cosa molto precisa. Non ci chiede di mangiare niente, ma di nutrirci col pane e con l'acqua.
P: Perché è così importante il digiuno a pane e acqua?
VICKA: La Madonna ha detto che con il digiuno a pane e acqua si possono allontanare le guerre, per quanto violente esse siano. Mentre noi digiuniamo la Madonna ci purifica nel nostro intimo e ci toglie dal nostro cuore il male che si è depositato lì da tanto tempo. Molte persone sono diventate insensibili e neppure sanno di avere un cuore. Col digiuno pian piano riusciamo a scoprirlo e a purificarlo.
P: La Madonna ci ha messo in mano un' arma potentissima.
VICKA: Quante volte la Madonna ha detto che col digiuno e con la preghiera si può allontanare anche la guerra!
P: A una mamma che vuole la conversione del figlio si può consigliare il digiuno a pane e acqua per ottenere la grazia della conversione?
VICKA: Ma certo. Il digiuno a pane e acqua con la preghiera.
P: Il digiuno e il rosario insieme?
VICKA: Tutte e due le cose insieme.
P: La Madonna ci ha messo in mano due armi formidabili.
VICKA: Sono le più forti che esistono.
P: Si può ottenere tutto con queste armi?
VICKA: Tutto, tutto.
P: Però anche i sacrifici e le mortificazioni sono importanti. La Madonna nelle sue apparizioni li chiede spesso e anche qui a Medjugorje sono entrati nella vostra vita quotidiana.
VICKA: Sì, la Madonna chiede anche piccoli sacrifici. L’importante è che siano veramente tali e che siano fatti col cuore e con gioia.
P: Per esempio dare un po' del mio tempo a una persona che ha bisogno, oppure sopportare con pazienza una persona antipatica...
VICKA: Quelli sono sacrifici e non fare qualcosa che mi piace, per esempio aiutare una persona a cui voglio bene. Sacrificio è aiutare una persona che è distante, o perdonare quando sei stato offeso...
P: Sacrificio è anche accettare le prove che Dio ci manda.
VICKA: Quando noi sappiamo accogliere con gioia quello che Dio ci dà, allora tutto cambia. Invece tante volte ci lamentiamo e diciamo: "Ma dov'è Dio?", "Ma perché proprio a me?" e pochissimi sono pronti a dire: "Signore ti ringrazio per questo grande dono della sofferenza e se hai ancora qualcosa da darmi, ecco io sono pronto, solo ti chiedo in questo momento la forza e il coraggio di andare avanti".
P: Certo.
VICKA: Anche la Madonna ha detto: "Voi non sapete quanto valore ha la sofferenza davanti agli occhi di Dio".
P: Le malattie che vorremmo che Dio ci togliesse, in realtà sono dei doni.
VICKA: Ma guarda, Padre Livio, questi sono grandissimi doni. Dio sa perché li dà e quando li toglie. Fonte: Maria a Medjugorje- [Info da Medju]

giovedì 27 febbraio 2014

Quando tu hai voglia di pregare, il dono della gioia della pace vengono da soli.

Vicka: Una pace che disarma "I segreti arrivano piano piano"
P. Livio di Radio Maria ha interrogato Vicka 

La Pace è un dona per chi prega e ha il cuore pulito. Così pure la gioia vera che è anticipo del Paradiso. "Madonna ripete tante volte che dobbiamo pregare pace per il mondo, ma se non c'è pace dentro il nostro cuore, questa preghiera non può essere ascoltata..."
D. Ecco, se molti sono inquieti come si può avere la pace nel cuore?
R. Noi tutti abbiamo dentro qualcosa che disturba o altro. Bisogna pregare con molta volontà e dire: — Gesù io ti arno e voglio che Tu distacchi tutto questo dal mio cuore.— Non posso dire solo: io voglio pace dentro il cuore e non fare niente perchè venga; così che non arriva mai. Non bisogna pregare per questo dono, ma quando tu hai questa voglia di pregare, questo dono viene da solo. D. Nel primo anniversario una persona ti ha chiesto che regalo facevi alla Madonna e tu hai detto: “Le porto un cuore pulito”. Ecco che rapporto c'è tra pace e cuore pulito?
R. Sono due cose uguali: quando hai un cuore pulito hai una pace in cuore. D. La Madonna ha parlato di “Suoi progetti per la pace e per la gioia, che satana vuole impedire” (25 agosto). Dicci alcune parole sulla gioia.
R. No, questa parola non si può descrivere: bisogna vivere questa parola di gioia, dice la Madonna. Ella non ha detto: “Pregate per questa gioia” senza motivo. La gioia è un gran dono come nostra fede, come pace: noi possiamo vivere questa gioia dentro il nostro cuore, capito? Non è gioia che è solo di fuori (superficiale), come qui noi adesso scherziamo, ma non si sente dentro. Questa gioia di fuori non importa. E' più bello se si sente questa gioia dentro: questa gioia non passa mai, sempre cresce ogni giorno di più e questa gioia poi esce fuori. D. Ma tu ce l'hai questa gioia, mi pare!
R. Sicuro. D. Ma perchè c'è l'hai questa gioia?
R. Io non ho mai chiesto nè pregato Dio di darmi questa gioia perchè Lui e la Madonna non dicono: “Pregate per avere questa gioia”. Io non ho chiesto alla Madonna: “Tu mi dai questa gioia perchè sono Vicka.” Così no. La Madonna mi ha dato questa possibilità. Mi ha detto di cercare Dio e dopo avrai questa gioia... D. La Madonna ha detto in un messaggio che nel cielo c'è la gioia. Che differenza c'è tra la gioia del cielo e quella della terra?
R. La Madonna dice che noi possiamo vivere il cielo qui in terra. Per me non c'è nesuna differenza tra qui e là (vedi messaggio 25 maggio). D. Il cielo già incomincia su questa terra...
R. Comincia qui in terra e dopo solo continua. Anche la malattia è un dono di Dio. Sono pronta a morire anche subito. D. Senti, tutti sanno che sei stata ammalata ultimamente.
R. Adesso sto bene. D. Ma è stata certamente una prova importante per te! Secondo te perchè Dio ti manda tante prove?
R. Io non ho mai chiesto perchè: Io dico sempre benvenute queste malattie. Lui sa il perchè. Io cerco accettare con amore e sono contenta. Fa ridere quando sento dire da uno che aspetta una croce, una malattia... Io metto sempre volontà di Dio per prima, dopo volontà mia, hai capito? Così, che Dio mandi cosa buona o non buona io prendo uguale e non c'è problema. Dico sempre: “Dio, ti ringrazio per questo dono; Tu hai ancora qualcosa da darmi? lo sono sempre pronta a prendere quello che vuoi col Tuo aiuto... D. Ho sentito dire che eri contenta anche se si trattava di fare le valigie e andare in Paradiso. Ma sei proprio così indifferente a questo?
R. Non c'è differenza per me. Se Dio domani chiama: “Vicka, parti” io parto, sono pronta subito. D. Anche se sei giovane?
R. No, no, per Dio non c'è vecchio, non c'è giovane. (...) Non incolpare i comunisti, non aver paura della guerra. D. Abbiamo visto morire d'infarto in due o tre giorni il più grande partito comunista del mondo C'è una connessione tra la venuta della Regina della Pace e la conversone della Russia?
R. No, non possiamo guardare a chi è arrivato l'infarto o altro. Questo lasciamolo solo a Dio e alla Madonna. Lei è Regina della Pace. Lei ama ogni suo figlio, Lei ama anche chi è stato con l'infarto... solo che lui è stato un pò lontano dalla Madonna, da Gesù, ma non possiamo pensare male. D. Ma c'è un legame tra Medjugorje e Fatima: questo è sicuro ormai dall'ultimo messaggio. E la Madonna a Fatiina ha detto: “La Russia si convertirà e ci sarà un periodo di pace”. Ora vediamo che la Russia si sta convertendo, quindi speriamo che ci sia un periodo di pace. Allora i vostri segreti a che cosa servono?
R. Va bene, la Russia di sicuro si convertirà, ma noi adesso possiamo guardare alle persone! Anche la nostra situazione qui è grave e noi pensiamo sempre che è colpa di questa persona o di altra che guida male e pace non viene. A me non interessa chi comanda. Io prego per tutti. Dio sa quando viene questa pace, e noi non parliamo troppo, ma preghiamo e aiutiamo la Madonna... D. Dio sa quando viene la pace...
R. Dio lo sa e anche questi nostri segreti arrivano piano piano quando la Madonna dice. D... Ma se la Russia si sta convertendo e avremo un periodo di pace vi saluto segreti di Medjugorje, e invece ci sono ancora!
R. Aspettiamo, aspettiamo ancora. D. Questi segreti sono un pò paurosi?
R. No, per me no. Per chi prega non c'è nessuna paura. Vedi, quando è venuta guerra nella nostra terra, tutti si sono preoccupati, tutti parlando “Guarda, viene guerra anche da noi”. Ma io dico tante volte: “Non parlate così” Guerra è nelle mani di Dio! Non stiamo qui a parlare che guerra è a pochi chilometri, forse domani è qui e pregare con questa paura, perchè questa paura resta sempre. Stiamo tranquilli e questo è anche quello che Dio manda per vedere così nostra fede, nostra pace. Noi crediamo — alla paura che credere a Dio. Per noi come figli di Dio, non esiste: - Se c'è questa paura, c'è qualcosa dentro che non va. (...) Eco di Medjugorje nr.87
Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/vicka/42-vicka-una-pace-che-disarma-i-segreti-arrivano-piano-piano.php

Come si può convertire un Ateo - OMELIA del 27 feb 2014

Messa a Santa Marta

2014-02-27
I cristiani incoerenti suscitano scandalo perché danno una contro-testimonianza a chi non crede. Sulla coerenza Gesù usa espressioni molto forti, tanto che a sentirle qualcuno potrebbe persino dire: «ma questo lo dice un comunista». E invece no: «è la parola di Dio!».
  «Essere cristiano – ha chiarito subito il Papa – significa dare testimonianza di Gesù Cristo». Infatti «il cristiano è la persona, l'uomo e la donna, che dà la testimonianza di Gesù Cristo».

Il Pontefice ha poi ha delineato il profilo spirituale del cristiano, indicandone proprio nella coerenza l'elemento centrale. In tutte le cose della vita, ha detto, bisogna «pensare come cristiano; sentire come cristiano e agire come cristiano». È questa «la coerenza di vita di un cristiano che nel suo agire, nel suo sentire, nel suo pensare» riconosce la presenza del Signore.
Il Papa ha anche messo in guardia dal fatto che «se manca una di queste» caratteristiche «non c'è il cristiano». Del resto «uno può anche dire: io sono cristiano!». Però «se tu non vivi come cristiano; se tu non agisci come cristiano; non pensi come cristiano e non senti come cristiano c'è qualcosa che non va. C'è una certa incoerenza!». Tutti noi cristiani, ha avvertito il Pontefice, «siamo chiamati a dare testimonianza di Gesù Cristo». E i cristiani che invece «vivono ordinariamente, comunemente, nell'incoerenza, fanno tanto male».
Di loro parla espressamente l'apostolo san Giacomo che, nella lettera proclamata nella liturgia odierna (5, 1-6), se la prende direttamente con «alcuni incoerenti che si vantavano di essere cristiani, ma sfruttavano i loro dipendenti». Scrive san Giacomo: «Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte agli orecchie del Signore onnipotente».
«È forte il Signore!» ha commentato il Papa dopo aver riletto il testo di san Giacomo. Tanto che «se uno sente» queste parole «può pensare: lo ha detto un comunista! No, no — ha precisato il Pontefice — lo ha detto l'apostolo Giacomo: è parola del Signore!». Il problema, dunque, è «l'incoerenza» e «i cristiani che non sono coerenti danno scandalo».
Gesù, ha ricordato il Pontefice riferendosi al brano evangelico odierno di Marco (9, 41-50), parla con forza contro lo scandalo e «dice: “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me — uno solo di questi fratelli, sorelle che hanno fede — è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare”». Davvero, ha spiegato il Papa, «il cristiano incoerente fa tanto male» e l'immagine forte usata da Gesù è molto eloquente. Pertanto, ha proseguito, «la vita del cristiano è sulla via della coerenza» ma bisogna anche fare i conti «con la tentazione di non essere coerente e di fare tanto scandalo. E lo scandalo uccide!».
Le conseguenze, poi, sono sotto gli occhi di tutti. È capitato a tutti i cristiani, ha commentato il Papa, di sentirsi dire «io credo in Dio ma non nella Chiesa, perché voi cristiani dite una cosa e ne fate un'altra!». Sono parole che «abbiamo sentito tutti: io credo in Dio ma in voi no!». E questo accade proprio «per l'incoerenza» dei cristiani, ha spiegato il Papa.
Le due letture di oggi, ha poi affermato, ci aiutano «a pregare per la coerenza cristiana, perché si agisca, si senta e si pensi come cristiani». E «per vivere nella coerenza cristiana — ha ribadito — è necessaria la preghiera perché la coerenza cristiana è un dono di Dio». È un dono che dobbiamo sforzarci di chiedere dicendo: «Signore, che io sia coerente! Signore, che io non scandalizzi mai! Che io sia una persona che pensa come cristiano, che senta come cristiano, che agisca come cristiano!». E «questa — ha detto il Papa — è la preghiera di oggi per tutti noi: abbiamo bisogno di coerenza!».
Significativo, poi, l’esempio pratico che ha voluto suggerire: «Se ti trovi davanti un ateo che ti dice che non crede in Dio, tu puoi leggergli tutta una biblioteca dove si dice che Dio esiste, e anche si prova che Dio esiste, e lui non avrà fede». Ma, ha proseguito il Papa, «se davanti a questo ateo tu dai testimonianza di coerenza e di vita cristiana, qualcosa comincerà a lavorare nel suo cuore». E «sarà proprio la tua testimonianza che a lui porterà l’inquietudine sulla quale lavora lo Spirito Santo».
Papa Francesco ha ricordato che «la grazia di essere coerenti» dobbiamo chiederla al Signore «tutti noi, tutta al Chiesa». Riconoscendoci peccatori, deboli, incoerenti, ma sempre pronti a chiedere perdono a Dio. Tutti noi, infatti, «abbiamo la capacità di chiedere perdono e Dio mai si stanca di perdonare». È importante dunque, ha avvertito il Papa, «avere l'umiltà di chiedere perdono» quando non siamo stati coerenti.
Si tratta, in fondo, di «andare avanti nella vita con coerenza cristiana», dando testimonianza di credere in Gesù Cristo e sapendo di essere peccatori. Ma con «il coraggio di chiedere perdono quando sbagliamo» e «avendo tanta paura di scandalizzare». E «il Signore — è stato l’auspicio conclusivo del Papa — ci dia questa grazia a tutti noi».

Si prega meglio quando si digiuna e si digiuna più facilmente quando si prega.


Benvenuti.
 Questa è una lunghissima storia, è un fenomeno mondiale. Abbiamo lasciato fare tutti gli esperimenti per assicurarci, per vedere che cosa succede e adesso si può dire che la medicina, la psicologia, la patologia, non hanno più niente da dire. Adesso è rimasta solo la teologia, la pastorale, la spiritualità, la mistica, per vedere, per continuare a ricercare tutto quello che succede qua. Che cosa vuole la Madonna in tanti mesi di apparizioni? La pace. La Madonna ha affidato la pace nelle nostre mani, ne siamo responsabili. Così mostra una grande confidenza in noi, pregandoci di aiutarla a portare la pace in questo mondo.
La Madonna come Madre ci invita ad aiutarla a portare la pace nel mondo: come si fa? Ha detto molto semplicemente: « Pregate e digiunate ».
Pregare ogni giorno il Credo significa deciderci per Dio: ti dò la mia vita oggi, in ogni momento, in ogni difficoltà, nella sofferenza, nel lavoro, nello studio; so a chi appartengo. Questo è il Credo. La Madonna vuole che noi preghiamo ogni giorno, perché ogni giorno sia un impulso, un cammino verso il Signore.
La Madonna come Madre vuole essere con noi e può esserlo solo se noi Le dedichiamo tempo, meditando la sua vita e avvicinandoci con la nostra vita alla sua vita.
Ho parlato in questi giorni in Irlanda con un Vescovo. Mi ha detto: « Ho sentito parlare di Medjugorje, dei messaggi, ma una cosa mi disturba un po': queste apparizioni quotidiane. Perché? ».
Io ho risposto: « La Madonna sa l'ultima risposta del perché ogni giorno. Ma io posso dire la mia opinione. La Madonna è Madre e vuole essere ogni giorno in ogni famiglia come la madre, non solo alla domenica quando si va a Messa. Vuole essere ogni giorno e può esserlo solo se noi prendiamo il tempo per il Rosario ». Tutto questo deve essere per noi un mezzo per cambiare la vita, ogni giorno approfondendola di nuovo nella fede, nell'amore, nella pace, nella riconciliazione.
Io sono sicuro che ognuno di voi che ha cominciato a pregare ha delle difficoltà con la preghiera: è distratto e altre cose. Ma non fa niente. Non abbiate paura davanti a queste difficoltà, andate avanti. Per quanto riguarda il digiuno, ha detto: due giorni alla settimana a pane ed acqua, come ideale.
Il digiuno serve sicuramente alla preghiera. Si prega meglio quando si digiuna e si digiuna più facilmente quando si prega.
Il digiuno aiuta anche la fede: si sente meglio la parola del Signore. Digiunare significa uscire da noi stessi; dalla casa rotta del proprio cuore per sentire il Signore. Il digiuno ci purifica e la fede viene anche dall'ascoltare; così siamo più pronti ad ascoltare la Parola e la Parola, in un cuore libero dal materialismo, dall'egoismo, può più facilmente diventare attiva, cambiare la nostra vita.
Il digiuno aiuta anche l'amore, perché digiunando si diventa un po' più trasparenti, si sente più facilmente l'altro, il prossimo, si vede più facilmente che abbiamo abbastanza, dobbiamo proprio pensare di più agli altri. Quando digiunate, il primo criterio per sapere se digiunate bene o no, è se sentite che la preghiera si approfondisce, se pregate più facilmente, se sentite più facilmente il dolore quando avete fatto qualche cosa contro qualcuno. Questo significa che diventiamo più sensibili e solo così si può andare verso la pace.
I messaggi del giovedì ci aiutano ad approfondire i messaggi della pace, della conversione, della fede, della preghiera.
La Madonna ha chiesto  di ringraziare, di imparare a ringraziare anche per le più piccole cose. Questa è l'altra parola per la pace. Quando io dico grazie? Quando dovrei dire grazie? Chi può dire grazie? Uno che vede l'altro, uno che riconosce l'altro, uno che è umile. Si legge nel Magnificat che la Madonna ringraziava.
Non dire grazie, non essere grato, non avere gratitudine nel cuore: questo è il più grande ateismo.
Pensate alla storia di Adamo ed Eva: hanno ricevuto tutto dal Signore, ma in un momento hanno dimenticato, sono diventati proprio ciechi per quello che il Signore aveva dato; avevano bisogno del peccato, dovevano fare il peccato sperando di ricevere ancora altre cose. Sono diventati ciechi. Questo è l'ateismo più profondo. Chi può dare tutto ad un egoista? Quando deve dire grazie un egoista? Se gli fosse dato tutto il mondo, non sarebbe abbastanza. Quando un superbo può dire grazie? Se si fa tutto per lui non sarà abbastanza. Chi è umile vede gli altri, vede le più piccole cose, comincia a ringraziare. Se si fa così viene la pace nelle famiglie, viene la pace nel mondo. Io vi dico che per poter ringraziare, come domanda la Madonna, si deve pregare, ci si deve confessare, si deve digiunare.
Allora: poter vedere per poter ringraziare.
Quando ricevete questi messaggi del giovedì, provate sempre ad approfondirli, a vedere il collegamento con gli altri messaggi, perché c'è sempre una ragione perché la Madonna dà i messaggi.
In questi giorni sapete che ha detto che vuole guidarci, che vuole che noi siamo pieni di pace, di gioia, di conversione: come un nuovo vestito.
Questa è ancora un'altra parola per la pace: avere un nuovo vestito di bontà, di amore.
Quando la Madonna dice: un vestito nuovo di amore, di pace, dobbiamo pensare ai vestiti che sono stati rotti per il peccato. È il peccato che rompe sempre una persona, una comunità, una Chiesa. Il peccato rompe sempre e il vestito nuovo è l'amore, è la pace. Nell'ultimo messaggio ci ha invitati tutti ad essere attivi nella Chiesa, a portare i propri fiori alla Chiesa, a Gesù, e ha detto che siano tutti contenti. Quando la Madonna dice che dobbiamo essere attivi, questo significa che possiamo essere attivi. La Madonna sa a chi parla, cioè non c'è nessuno, anche malato che può dire: « Che cosa posso fare? ».
Pensate al paragone di S. Paolo sul corpo e la Chiesa: l'occhio non può dire alla testa « non ho bisogno di te » o la testa non può dire alla gamba « non ho bisogno di te ». Tutti noi abbiamo tanti carismi, abbiamo ricevuto tante grazie e possiamo servire la Chiesa e Gesù.
E quando io mi vedo positivamente, quando riconosco che ho ricevuto molto, mi sento anche responsabile per andare avanti. Là Madonna vuole questo.
Tutta la logica di queste apparizioni si può ripetere in una parola che la Madonna ha detto forse due mesi fa a Marija.
Marija ha domandato durante un'apparizione: « Madonna hai qualche cosa di concreto per me? ». La risposta è stata: « Sì. Io ti do il mio amore perché tu lo dia agli altri ». Questa è la logica: « Io ti do il mio amore, la mia pace, la riconciliazione, tutto, tutte le grazie, perché tu le dia agli altri ». Se restiamo in questi giorni, in questo tempo senza pace, senza amore, senza riconciliazione, questo significa che non abbiamo aperto le nostre mani.
(P. Slavko Barbaric - 2 novembre 1985)

Alle spalle di Vicka appare l'immagine della Madonna

10 set 2008 Durante lo scatto della foto, l'immagine di quella donna,dietro alla veggente, non era presente.Dopo lo sviluppo con tanto di negativi sono state stampate le foto e si vede questa immagine di donna. La stessa veggente vedendo la foto riconosce la Madonna che vede quando le appare.Questa e' una primissima immagine della Madonna a Mejugorie.al sito di Radio Maria:
Foto scattata alla veggente Vicka mentre parla con due pellegrini. Alle sue spalle appare l'immagine della Madonna
Per vedere il videocliccate con il mouse su questa scritta  blù: gloria.tv/media/sMqxkDV5Q7N

in che modo comunicate con la Madonna?

MODO MISTERIOSO DI COMUNICARE.  
Janko: Vicka, a tutti noi è chiaro che non comprendiamo molte cose riguardo ai vostri rapporti con la Madonna. Almeno per me, la cosa meno chiara è in che modo comunicate con lei. Alcune cose le conosciamo sin dall'inizio delle apparizioni. Così, sappiamo che mentre voi parlate con la Madonna, nessuno di noi che vi siamo accanto sente, né sa niente di quello che lei vi risponde.
Vicka: È esatto. È stato così fin dall'inizio.
Janko: E come mai?
Vicka: Non lo so, questo. Non sapevo neppure che era così. La Madonna ci parla al modo solito; noi sentiamo la sua voce argentina e dolce, come se canti... Sono gli altri che dicono di non sentire niente.
Janko: Va bene. Quand'è che avete saputo che noi altri non la sentiamo?
Vicka: Presto. Ce l'hanno detto subito che gli altri, la gente, non sentono quello che ci dice la Madonna.
Janko: Non avete mai domandato alla Madonna perché succede così?
Vicka: Abbiamo provato, ma lei... Le abbiamo detto di manifestarsi in qualche modo alla sua gente perché la gente ne diceva di tutti i colori. Le abbiamo detto e l'abbiamo pregata di apparire a tutti, così tutti vedevano che lei era qui. Ma noi non possiamo comandare alla Madonna! Che ci vuoi fare?
Janko: La Madonna, vi ha risposto qualcosa?
Vicka: Ha detto: «Beati quelli che non vedono, ma credono!». Altre volte incominciava subito a pregare o a cantare.
Janko: Va bene. Ma così non si chiarisce il mistero del vostro modo di comunicare con la Madonna.
Vicka: Che cosa vorresti sapere ancora?
Janko: Da parte mia, partecipando ai vostri incontri con la Madonna e parlando con voi, ho vissuto dei fatti poco chiari ed è meglio che ti chieda qualcosa. Tu dimmi quello che vuoi e che sai.
Vicka: Va bene; incomincia pure a domandare.
Janko: Se uno di voi, a nome di tutti, domanda qualcosa alla Madonna, mentre noi non sentiamo niente, voi invece sentite tutti sia la domanda che la risposta?
Vicka: Sì, sentiamo tutti, sia la domanda che la risposta.
Janko: E perché noi no?
Vicka: Ma, lo dite voi che non sentite!
Janko: E se uno di voi sei volesse chiedere alla Madonna qualcosa, ma non desiderasse essere sentito dagli altri, come deve fare?
Vicka: Allora nessun altro sente né la domanda né la risposta, eccetto colui che chiede.
Janko: È proprio così?
Vicka: Sì, proprio così. E successo così cento volte!
Janko: E se la Madonna desidera dire qualcosa a qualcuno di voi, ma solo a lui?
Vicka: Beh, è la stessa cosa. Noi vediamo che la Madonna parla con uno, sappiamo anche con chi parla, ma di solito non sentiamo che cosa gli dice. Qualche volta lo sentiamo e qualche volta no: come vuole la Madonna.
Janko: Con te è successo questo qualche volta?
Vicka: Solo una volta.
Janko: Sicuramente ti avrà rimproverato...
Vicka: Vai avanti.
Janko: Va bene. Voi avete fatto e fate ancora delle domande a nome di qualche altro; e se, per così dire, questa persona non gradisse che la cosa venga saputa dagli altri di voi, come si fa?
Vicka: Te l'ho già detto: sentono soltanto la Madonna e colui che fa la domanda.
Janko: Lo sai che anch'io, per mezzo tuo, ho fatto delle domande del genere, e non volevo che nessun altro lo sapesse.
Vicka: Infatti nessuno ne ha saputo niente, eccetto la Madonna e me.
Janko: Ne sei sicura?
Vicka: Ma certo! Stai tranquillo.
Janko: Va bene. Sarà così.
Vicka: Non devi dire «sarà così». È così e basta.
Janko: Bene. Però devi avere pazienza perché c'è un'altra cosa che mi interessa.
Vicka: Dilla.
Janko: È un'altra cosa che non mi è chiara: come vi mettete d'accordo tra di voi sul momento in cui fare le domande alla Madonna?
Vicka: Ma non ci mettiamo d'accordo per niente. Noi possiamo fare le domande anche contemporaneamente e lei risponde a ciascuno.
Janko: Non potrebbe succedere che qualcuno di voi faccia tante domande alla Madonna che lei non abbia il tempo di rispondere agli altri?
Vicka: Ti ho detto che questo non può accadere. Non te lo so spiegare, ma la Madonna sistema tutto.
Janko: Bene, sarà così. Tu, Vicka, pensi forse che io abbia finito; invece no. Mi interessa seriamente sapere ancora una cosa.
Vicka: Su, dilla, così non perdiamo tempo.
Janko: Eccola. Proprio in quest'ultimo tempo mi hai detto una cosa strana.
Vicka: Cosa mi tiri fuori adesso?
Janko: Te la debbo descrivere un po'.
Vicka: Fa' solo il più brevemente possibile.
Janko: Va bene. Sappiamo che a voi veggenti, come dite, la Madonna ha spiegato la sua vita per un lungo tempo. Alcune volte ho tentato di rivolgere una domanda alla Madonna riguardo a questo mio colloquio che avevo in mente di fare con te. Voi mi avete sempre risposto che in quel periodo la Madonna non vi permetteva di farle nessuna domanda. Quando poi la Madonna ha smesso di spiegare la sua vita al piccolo Jakov, tu mi hai consigliato di servirmi di lui per chiedere alla Madonna quello che desideravo. Mi sembrava una cosa impossibile, ma ci ho provato ugualmente. Ho dato a Jakov alcune domande scritte, perché non mi fidavo della sua memoria.
Vicka: E cosa è successo?
Janko: Io desideravo che questa cosa rimanesse solo tra la Madonna, Jakov e me.
Vicka: Allora?
Janko: Quasi per miracolo, mi è sembrato che Jakov abbia domandato tutto alla Madonna perché, come avevo chiesto io, dopo mi ha riportato tutte le domande con le risposte della Madonna. Con la data e con la firma.
Vicka: A te sembra un miracolo; per me è tutto molto semplice. Questo è solo un aspetto del nostro rapporto con la Madonna. Se tu sapessi tutto!
Janko: Dunque la Madonna può comunicare con voi nello stesso tempo, come si direbbe oggi, su più canali...
Vicka: Certo che può farlo. Quante volte fa così!
Janko: Questo, anche se non lo comprendo, posso crederlo più facilmente.
Vicka: Allora alle altre cose non ci credi?
Janko: Ma sì che ci credo. Qualcosa di questo l'ho vissuto insieme a voi, perciò mi e più facile crederci.
Vicka: Che cosa hai vissuto?
Janko: Forse sarà una cosa troppo lunga e non so se avrai la pazienza di ascoltarmi.
Vicka: Ma su, racconta!
Janko: Va bene, ti ringrazio. È andata così. Era il 29 novembre dell'anno scorso [1982]. Mi trovavo con voi all'apparizione della Madonna. Sai che mi piace assistere ai vostri incontri.
Vicka: Lo so. E allora?
Janko: Allora è successo questo. Quella sera iniziava a Medjugorje la novena dell'immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Quando voi, che eravate in quattro, vi siete incamminati verso la stanzetta per l'incontro con la Madonna, anch'io sono entrato con voi. Mi sono messo dietro la porta, come faccio sempre, per potervi osservare durante l'apparizione.
Vicka: Ebbene?
Janko: Ecco, durante l'apparizione ho notato dei sentimenti diversi in voi veggenti. Tu eri sorridente e serena come al solito, anche se allora eri seriamente ammalata. Maria era insieme serena e seria, come è sua abitudine. Invece sul volto di Ivanka e di Jakov si vedeva che c'era qualcosa che li faceva soffrire. Sul volto di Ivanka una volta ho visto addirittura come un irrigidimento; come se volesse piangere. Anche la Madonna si è comportata diversamente dalle altre volte.
Vicka: Come sarebbe a dire?
Janko: Ma! È apparsa subito dopo la prima parola del primo Padre nostro da voi iniziato. Ed è cominciato quel silenzio di cui ho parlato adesso.
Vicka: E con questo?
Janko: Poi voi, dopo qualche minuto, avete continuato con la Madonna il Padre nostro interrotto. Avete poi subito aggiunto quel vostro «Ode», se ne va! La Madonna di solito non si comporta così con voi.
Vicka: Va bene; si è svolto tutto così. Solo che non capisco che cosa vorresti dire con tutto questo.
 Janko: Ma! Mi è sembrato tutto un po' insolito. Poi le cose mi sono diventate un po' più chiare quando vi siete alzati e il piccolo Jakov vi ha domandato ad una ad una: «La Madonna ti ha lasciato qualche segreto?». Ivanka ha risposto di sì; tu e Maria avete detto di no.
Vicka: Che vuoi farci? Le cose sono andate così e basta. Allora la Madonna aveva svelato a loro due il nono segreto. A me e a Maria, no. (A Maria ha comunicato il nono segreto più tardi].
Janko: Anch'io ho sentito questo. Ho chiesto a Ivanka più tardi anche un'altra cosa: se la Madonna le ha fatto vedere qualcosa riguardo a quel segreto. Ivanka, quasi tra le lacrime, mi ha risposto: «Ma sarei morta, se me l'avesse anche mostrato!».
Vicka: Bene. Ti ha detto quello che ti ha detto. È affare suo.
Janko: Però da queste parole si potrebbe concludere che quel segreto annuncia qualcosa di orribile!
Vicka: Va' avanti, se hai altro da domandare.
Janko: Vicka, in queste cose sei proprio irremovibile! Va bene. Dimmi questo: tu hai notato che la Madonna stava dicendo a loro due qualcosa di particolare?
Vicka: Sì, l'ho notato; ma non sapevo che cosa diceva a loro. Ho capito che si trattava di cose serie perché anche la Madonna era seria; più seria del solito. Niente altro.
Janko: Strano.
Vicka: Per alcuni è strano, per altri no.
Janko: E voi, dopo, avete parlato di questo?
Vicka: No, niente.
Janko: Come mai?
Vicka: È così e basta.
Janko: Bene; sia pure così. Ma a me è capitata una cosa proprio nel giorno dell'Immacolata, proprio quando è finita la novena.
Vicka: È una cosa importante?
Janko: Dipende. Per te lo è; fino a un certo punto lo è anche per me.
Vicka: Cosa ti è successo?
Janko: Ma, io anche allora ero con voi, all'incontro con la Madonna. Di nuovo è accaduta un'altra cosa interessante. Cioè quella volta tu, che hai sempre un aspetto allegro, sembravi seria.
Vicka: Forse, forse... Proprio allora io sola avevo ricevuto l'ottavo segreto.
Janko: Dicono che anche questo annuncia qualcosa di terribile.
Vicka: Ho detto quello che avevo da dire. Vai avanti.
 Janko: Bene, così anche questa. Invece in quest'ultimo periodo la Madonna, per quello che ne so io, si comporta di nuovo in maniera uniforme con voi.
 Vicka: Da che cosa lo deduci?
Janko: Ecco. A te sola, ultimamente, la Madonna sta spiegando la sua vita. Solo a Ivanka sta parlando di un nostro problema. A Maria, Ivan e Jakov spiega un'altra cosa ancora. E tutto avviene nello stesso tempo!
Vicka: Sì, sì: nello stesso tempo.
Janko: E fino a quando durerà questo?
Vicka: Non lo so e non mi interessa nemmeno. La Madonna sa quello che fa!
Janko: Capisco. Solo che sarebbe forse bene che la Madonna dicesse anche a noi qualcosa di più chiaro...
Vicka:Abbi un po' di pazienza! La Madonna un giorno parlerà a tutti.
Janko: Pensi, svelando i suoi segreti?
Vicka: Tu sai come; solo devi avere pazienza.
Janko: Va bene. Allora basta di questo.
Vicka: Forse ne abbiamo parlato anche troppo. Comunque basta.
Janko: Però, Vicka, io non ho ancora finito. Mi viene in mente un'altra cosa.
Vicka: E sbrigati, per non rimanere col desiderio inappagato!
Janko: Più volte mi hai detto che voi, quando parlate con la Madonna, le parlate così, come quando discorrete con noi.
Vicka: Certo. Come dovremmo parlare?
Janko: Questo va bene. Partecipando più volte ai vostri incontri con la Madonna, ho notato un'altra cosa interessante, oltre alle cose già dette.
Vicka: Cos'hai notato?
Janko: Dal tuo modo di aprire la bocca e tenere le labbra, si vede chiaramente che, anche se noi non sentiamo nulla, tu parli con la Madonna. Invece sugli altri, particolarmente su Maria, questo non si nota. Ecco, io le avevo dato una domanda da presentare alla Madonna. Proprio in quei giorni, anch'io ero presente con voi alle apparizioni. Osservavo particolarmente Maria, per vedere il suo aspetto quando avrebbe fatto quella domanda. Per due sere non ho notato neppure che Maria avesse parlato; in seguito, mi ha detto che non era riuscita a chiedere niente per me alla Madonna.
Vicka: E poi?
Janko: Fin qui la cosa mi sembrava abbastanza chiara e naturale. Ma la terza sera, dopo le apparizioni, Maria mi ha detto che la Madonna aveva risposto alla mia domanda, anche se io da nessuna cosa avevo potuto dedurre che lei avesse parlato con la Madonna.
Vicka: E allora?
Janko: Ho domandato a Maria se aveva parlato con la Madonna solo con il pensiero o se aveva proprio pronunciato le parole.
Vicka: E Maria?
Janko: Mi ha risposto che con la Madonna ha parlato ad alta voce, come quando parla con me.
Vicka: E che? Non lo sapevi anche prima?
Janko: Questo veramente era una novità per me, anche se pensavo di essere entrato, per quanto mi era possibile, nel segreto del vostro dialogare con la Madonna.
Vicka: Mi sembra che di questo te ne ho già parlato una volta.
Janko: Sì, ma ora soltanto m'è diventato chiaro fino a un certo punto.
Vicka: Bene, siamo riusciti a chiarire anche questo. 

mercoledì 26 febbraio 2014

Vorrei parlarvi del Sacramento dell’Unzione degli infermi.....

Papa Francesco  questa mattina in Piazza San Pietro:
“Vorrei parlarvi del Sacramento dell’Unzione degli infermi, che ci permette di toccare con mano la compassione di Dio per l’uomo. In passato veniva chiamato “Estrema unzione”, perché era inteso come conforto spirituale nell’imminenza della morte. Parlare invece di “Unzione degli infermi” ci aiuta ad allargare lo sguardo all’esperienza della malattia e della sofferenza, nell’orizzonte della misericordia di Dio.
C’è un’icona biblica che esprime in tutta la sua profondità il mistero che traspare nell’Unzione degli infermi: è la parabola del «buon samaritano», nel Vangelo di Luca (10,30-35). Ogni volta che celebriamo tale Sacramento, il Signore Gesù, nella persona del sacerdote, si fa vicino a chi soffre ed è gravemente malato, o anziano. Dice la parabola che il buon samaritano si prende cura dell’uomo sofferente versando sulle sue ferite olio e vino. L’olio ci fa pensare a quello che viene benedetto dal Vescovo ogni anno, nella Messa crismale del Giovedì Santo, proprio in vista dell’Unzione degli infermi. Il vino, invece, è segno dell’amore e della grazia di Cristo che scaturiscono dal dono della sua vita per noi e che si esprimono in tutta la loro ricchezza nella vita sacramentale della Chiesa. Infine, la persona sofferente viene affidata a un albergatore, affinché possa continuare a prendersi cura di lei, senza badare a spese. Ora, chi è questo albergatore? È la Chiesa, la comunità cristiana, siamo noi, ai quali ogni giorno il Signore Gesù affida coloro che sono afflitti, nel corpo e nello spirito, perché possiamo continuare a riversare su di loro, senza misura, tutta la sua misericordia e la sua salvezza”.
“Si tratta quindi di una prassi che era in atto già ai tempi degli Apostoli. Gesù infatti ha insegnato ai suoi discepoli ad avere la sua stessa predilezione per i malati e per i sofferenti e ha trasmesso loro la capacità e il compito di continuare ad elargire nel suo nome e secondo il suo cuore sollievo e pace, attraverso la grazia speciale di tale Sacramento. Questo però non ci deve fare scadere nella ricerca ossessiva del miracolo o nella presunzione di poter ottenere sempre e comunque la guarigione. Ma, è la sicurezza della vicinanza di Gesù al malato, anche all’anziano, perché ogni anziano, ogni persona di oltre 65 anni può ricevere questo Sacramento: è Gesù che si avvicina. Ma quando un malato si pensa: “Ma, chiamiamo il prete, il sacerdote perché venga” – “No, no, ma poi porta sfortuna… Poi, no, non lo chiamiamo”. O “Poi si spaventerà, l’ammalato”… Perché? Perché c’è un po’ l’idea che, quando c’è un ammalato e viene il sacerdote, dopo di lui arrivano le pompe funebri: e quello non è vero! Il sacerdote viene per aiutare il malato o l’anziano. Per questo è tanto importante la visita dei sacerdoti ai malati. Chiamarlo: “Ah, un malato, venga, gli dia l’unzione, lo benedica”: perché è Gesù che arriva per sollevarlo, per dargli forza, per dargli speranza, per aiutarlo. Anche per perdonargli i peccati. E questo è bellissimo!”
“E non pensiate che questo sia un tabù, perché sempre è bello sapere che nel momento del dolore e della malattia noi non siamo soli: il sacerdote e coloro che sono presenti durante l’Unzione degli infermi rappresentano infatti tutta la comunità cristiana che, come un unico corpo, con Gesù, si stringe attorno a chi soffre e ai familiari, alimentando in essi la fede e la speranza, e sostenendoli con la preghiera e il calore fraterno. Ma il conforto più grande deriva dal fatto che a rendersi presente nel Sacramento è lo stesso Signore Gesù, che ci prende per mano, ci accarezza come faceva con i malati, Lui, e ci ricorda che ormai gli apparteniamo e che nulla - neppure il male e la morte - potrà mai separarci da Lui”.

Commento del messaggio di ieri della Regina della Pace dato a Marija


Messaggio del 25 febbraio 2014 dato a Marija 
Cari figli! Vedete, ascoltate e sentite che nei cuori di molti uomini non c'è Dio. Non lo vogliono perché sono lontani dalla preghiera e non hanno la pace. Voi, figlioli, pregate, vivete i comandamenti di Dio. Voi siate preghiera, voi che fin dallo stesso inizio avete detto “Si” alla mia chiamata. Testimoniate Dio e la mia presenza e non dimenticate figlioli, che Io sono con voi e vi amo. Di giorno in giorno vi presento al mio figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
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La Madonna ci parla di uomini nei cui cuori non c'è Dio...
Quando incontriamo una persona così noi "sentiamo" che è dura...impermeabile alla Grazia ; la Madonna ci porta sul piano esistenziale, ascoltiamo e sentiamo se nel cuore delle persone c'è Dio o no...senza giudizio. C'è diversità nei cuori dove c'è Dio e dove non c'è ! Perché ..molti uomini..? La Madonna a Fatima e a Medj ci dice che molti vanno all'inferno..perché vivono senza Dio ! Perché non lo vogliono ! Perché non lo vuole ? Perché non lo preghi, e non ascolti la coscienza. Uno dei segni per vedere se nel cuore della persona c'è o non c'è Dio e vedere se prega e ha pace..ma la preghiera vera, la preghiera del cuore, non solo quelle delle labbra ! La Madonna non ci parla degli atei, ma chi non prega. Cosa fare noi ? In questo mondo fatto così noi dobbiamo portare Dio agli altri...come averlo nel ns cuore...pregando, più preghiamo e più abbiamo Grazia da portare agli altri, e vivendo i comandamenti di Dio. Si prega facendo la volontà di Dio, vivendo i comandamenti di Dio. Tutti dobbiamo fare esame coscienza, non basta dire preghiere...ma PREGARE. Voi siate preghiera..siate preghiera vivente. Quando ? Cerca, si rinnova, si impegna davanti a Dio..Voi...qui si rivolge ai parrocchiani...di Medjugorje, in questa settimana che la parrochia di Medjugorje sta vivendo gli esercizi spirituali. La Madonna già dall'83 e 84 ha detto ai parrocchiani, convertitevi voi. Testimoniate la mia presenza. Dio c'è e ci ama, e testimoniare la PRESENZA DELLA MADONNA ! Spiegando i suoi messaggi. Io p.Livio l'ho sempre fatto. La Madre c'è ci nutre, ci aiuta, ci guida con amore. Questo dobbiamo farlo tutti, non con propaganda e proselitismo, ma testimoniare la Presenza della Madre che è qui ad aiutarci. Non avere paura a testimoniare la presenza di Maria, con umiltà e dolcezza. Lei lo sa che siamo provati, e abbiamo difficoltà..ma ci dice io sono con voi, non ci abbandona ! Anche il Papa lo ha detto recentemente Dio non ci lascia soli. Tutti possiamo rivolgerci a Dio direttamente. Anche il papa ha detto la Madonna non è una postina...significa che viene direttamente a parlarci, vuole che ci rivolgiamo direttamente a Lei che è pronta ad ascoltarci. Non occorre dare biglietti....ma rivolgiamoci direttamente a Lei, parliamo direttamente a Lei ! E' normale come la Madre con i figli. Un bel messaggio per il tempo di quaresima, tempo di digiuno e di preghiera, tempo per farci conquistare da Dio. La Madonna ci dice vivete i comandamenti ! Non seguite..vivete...è un linguaggio celeste ! Una conoscenza dei cuori dall'alto !

Per avere la PACE si deve avere la FEDE....

Le parole hanno perso la loro forza; non crediamo più alle parole di tutti quelli che dicono: « vogliamo questo ». Soprattutto quando si tratta della pace.
Allora sulle nostre parole pesa la politica e la diplomazia: qui i veggenti ripetono , senza politica e senza diplomazia: « Pace, riconciliazione ». E questi avvenimenti portano proprio a questo.
lo, lavorando qui con i pellegrini, con la gente che viene, credo sempre più alla bontà dell'uomo. Non ho incontrato mai nessuno qui che non vuole la pace, che non vuole la riconciliazione e che non vuole essere amato o amare. Noi portiamo in noi stessi proprio questo desiderio di avere la pace, ma vedo anche che siamo molto complicati; il peccato ci ha rovinati. Così la Madonna, tramite questi veggenti - che sono diventati semplici testimoni - vuole che noi ci muoviamo.
Ma per avere la pace si deve avere la fede, si deve pregare e digiunare. E alla fede occorrono alcuni fatti molto semplici: guardate quando i veggenti dicono: « Noi vediamo la Madonna. Noi la sentiamo, parliamo con la Madonna, possiamo darle la mano, possiamo toccarla. Abbiamo visto il Paradiso, il Purgatorio, l'Inferno » e quando Ivanka dice: « Ho visto mia madre », tutti questi fatti sono per noi, per la nostra fede. Noi possiamo di nuovo sentire che questo mondo dell'al di là esiste. I veggenti non sanno fare le teorie su queste cose. Loro dicono: « Noi vediamo » e basta, senza molte spiegazioni, come o perché. Dicono: « Noi vediamo; la Madonna ci invita ». E io vi dico che la nostra fede è molto superficiale. Tutti quelli che dicono: « Io credo » forse intendono solo questo: « lo so che Dio esiste », ma la fede significa un'altra cosa, un abbandono totale al Signore. È questo che vuole la Madonna nella fede qua: che ci abbandoniamo, che ci lasciamo guidare.
In un messaggio ha detto: « Io voglio guidarvi, ma voi non vi lasciate guidare ». Allora ci sono chiesti: la fede come un abbandono, la preghiera e il digiuno.
Concretamente ogni giorno: il Credo, sette Padre Nostro, Ave Maria, Gloria, il Rosario intero, leggere la Bibbia; due volte alla settimana il digiuno; una volta al mese la confessione.
Quando noi cominciamo a fare questo, tutto l'altro ci sarà dato. Nel messaggio di due o tre settimane fa, la Madonna ha detto « Il Signore vuole agire tramite voi. Apritevi. Il Signore vuole darvi il necessario ». Allora se noi continuiamo a pregare, a digiunare e a credere, naturalmente anche con la grazia dell'amore, riceviamo tutto il resto. La pace e tutto sarà dato come una grazia, perché di questa pace ha parlato molto Gesù quando ha detto: « La pace che io darò non la può dare il mondo ». Non la possono dare i soldi, niente e nessuno in questo mondo.
Il Rosario: forse qualcuno si domanda perché centocinquanta Ave Maria. Io vi dico che è molto semplice. Questo è un invito ad una forma di preghiera molto adatta a questo tempo, ripetitiva, meditativa, biblica e quando si comincia a pregare il Rosario col cuore, si comincia ad imparare dalla Madonna come ci si comporta nella nostra vita, accettando la volontà del Signore - come la Madonna nell'annunciazione o quando visita sua cugina Elisabetta - pensando agli altri. Allora la preghiera è un mezzo per vivere col Signore, per vivere con la Madonna e per poter imparare la vita cristiana. Perché dobbiamo imparare la vita cristiana: noi siamo cristiani e dobbiamo, siamo obbligati. Il mondo aspetta da noi questo aiuto, è alla ricerca della pace,. della riconciliazione. Noi cristiani tante volte viviamo proprio come atei, con nessuna differenza nella nostra vita da tutti quelli che dicono: « Dio non esiste ». Abbiamo bisogno di una conversione più profonda.
La Madonna vuole che noi ci abbandoniamo totalmente al Signore, che il nostro cuore appartenga al Signore, così non si perda niente e si riceva tutto. Questa è la stessa cosa quando la Madonna ci ha invitato all'inizio a pregare il Credo. Credo significa « cuor dare », affidarsi a Qualcuno, abbandonarsi a Qualcuno. Tutti questi avvenimenti vogliono che noi ci abbandoniamo totalmente, che diamo la nostra mano alla Madonna, la Madre, che ci invita ogni giorno per la pace.
(P. Slavko Barbaric - 22 agosto 1985)

martedì 25 febbraio 2014

Messaggio del 25 feb 2014 dato dalla Regina della pace alla veggente Marija - MEDJUGORJE

Cari figli, vedete, ascoltate e sentite 
che nei cuori di molti uomini non c'è Dio. 
Non lo vogliono 

perché sono lontani dalla preghiera
e non hanno la pace. 

Voi, figlioli, pregate, 
vivete i Comandamenti di Dio! 

Voi siate preghiera, 
voi che fin dallo stesso inizio 
avete detto "Sì" alla mia chiamata!

Testimoniate Dio e la mia presenza 
e non dimenticate, figlioli, 
che io sono con voi e vi amo. 

Di giorno in giorno vi presento al mio Figlio Gesù. 

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

MESSAGE, 25th February 2014

Dear children! 
You see, hear and feel
that in the hearts of many people 
there is no God. 
They do not want Him, 
because they are far from prayer 
and do not have peace. 
You, little children, pray,
live God's commandments!
You be prayer, 
you who from the very beginning said `yes` to my call.
Witness God and my presence 
and do not forget, little children: 
I am with you and I love you.
From day to day I present you all to my Son Jesus. 
Thank you for having responded to my call.

MESSAGE, 25 février 2014

Chers enfants, 
vous voyez, écoutez, sentez 
que dans le coeur de beaucoup de gens, 
il n’y a pas Dieu, 
car ils sont loin de la prière 
et ils n’ont pas la paix. 
Vous, petits enfants, priez, 
vivez les commandements de Dieu!
Vous, soyez prière,
vous qui dès le commencement mëme 
avez dit OUI à mon appel. 
Témoignez de Dieu et de ma présence, 
et ne l’oubliez pas, petits enfants: 
je suis avec vous et je vous aime. 
De jour en jour, je vous présente tous à mon Fils Jésus.
Merci d’avoir répondu à mon appel.

A 20 ANNI FOLGORATO SULLA VIA DI MEDJUGORJE


Prima di un anno fa la mia vita era discoteche, donne - ne cambiavo una ogni sera -, giocano a carte e bere senza pagare perché vincevo sempre,e andare a casa ubriaco. Mai pensare a Dio, mai pregare. E sempre no a tutti gli inviti che mi venivano da parte degli zii, molto addentro a Medjugorje, perché, ci andassi anch'io o partecipassi ai loro gruppi. E no a tutte le occasioni che mi si offrivano di sentirne parlare.
Ma un giorno di ferie partii per la Jugoslavia, dove mi spingeva la voglia di divertirmi sulla spiaggia, non certo il desiderio di Medjugorje. Dopo una serie di contrattempi che ritardavano la mia tabella di marcia e mi facevano sorgere strani presentimenti, mi ha preso una gran voglia di correre. E più andavo avanti più correvo, pur nei pericoli delle strada per il traffico intenso: ho visto auto rovesciate, io stesso ho sfiorato diversi incidenti. Il passeggio offerto a una persona mi ha fatto ritardare due ore. Ero stanco e si faceva scuro. Dopo Makarska l’incidente che determinava la mia Conversione, come la folgore che ha fatto cadere Saulo da cavallo sulla via di Damasco. A un tratto mi trovai davanti sulla sinistra una macchina ferma, mentre una BMW tedesca , superandola, invadeva la mia corsia; e alla mia destra due bambine correvano sull’asfalto. Che fare? O gettarmi contro una delle macchine o contro le bambine per finire in mare ( non c’era parapetto). Non ho avuto tempo di frenare e, a tutta velocità, ho investito le bambine. Dopo 100 metri di zig-zag la mia macchina si fermò: ero illeso e voltandomi col cuore in gola vidi le bambine correre ancora, allegre, sul ciglio della strada. Mi tremavano le gambe. In quel momento è caduta la mia sicurezza. Non c’era più tempo per divertirsi. Lì ho cominciato a pregare. Da anni non riuscivo a dire un’Ave Maria. Ho cominciato a invocare Maria e a dirigermi verso Medjugorje.
Ancora incidenti: due macchine nel burrone, un’altra appena tirata su, un camion mi accecava coi fari puntati. Era sfinito. Ora c’era solo un gran desiderio: arrivare a Medjugorje chiedevo ma nessuno... sapeva dov’era Medjugorje, o mi facevano sbagliare strada. Mi rivolsi alla polizia e chiesi Ljubuski” per non insospettirli. Di lì a Medjugorje il tratto è breve. Arrivai davanti alla Chiesa che era notte, ma con una grande gioia nel cuore e dissi: “grazie”. Nessuno seppe indicarmi la casa di Jelena dove erano ospiti gli zii. Dormii in macchina. Il giorno dopo,12 agnato ho preso la Messa in italiano alle 11 e una forza mi spinse a fare la comunione. Se avessi pensato al male fatto alle ragazze, a quelli che credevano, ai genitori, non sarebbe stato possibile fare la comunione senza confessione. Dopo la Messa ho cercato a lungo per la Chiesa un sacerdote disposto ad ascoltarmi; finalmente uno mi ha accolto in sacrestia. Dopo d’allora mi confessavo due volte al giorno, tanta era la gioia che provavo, e sempre mi seguiva un profumo di ciclamino. Pregavo davanti alla statua e sentivo il profumo. Durante la strada di ritorno ne avvertii di tre qualità diverse.
Tornato da Medjugorje ho dovuto tagliare con tutto e con tutti e così ho cominciato ad ascoltare quei sacerdoti che prima deridevo. Un padre spirituale mi ha aiutato, mi ha fatto un lungo discorso sul peccato, ho imparato come dovevano essere i veri rapporti cristiani con le ragazze. Dopo l’11 agosto non ho più frequentato discoteche, o più guardato giornali pornografici, ne films. Il mio cuore cantava. Quando guardavo l’ostia alla elevazione pensavo: Tu Gesù mi hai guarito il cuore. Avrei spaccato i muri dalla gioia.

Ora sono in caserma da parecchi mesi. Poveri ragazzi! Un 10% hanno genitori in discordia o sanno che l’uno o l’altro ha l’amante. Un 10% tornano da casa dopo la licenza e la ragazza deve abortire. Quanti credono di trovare la felicità nel piacere! C’è chi partecipa a messe nere e disegna croci con data di nascita e di morte,o va a bivaccare sulla tomba di una ragazza morta tragicamente. Dispensano fotocopie di un foglio,su cui si è invitati a giurare fedeltà satana e si rinnega il battesimo ricevuto: firmano in tanti, poi si pentono, ma si drogano e hanno qualcosa dentro che li fa star male: satana è ministro di morte. Gli ufficiali pure stanno male e non sanno più che cosa inventare per far star male anche noi. Hanno una grande sofferenza interiore. Il primo ufficiale è tutto una bestemmia. Mi trasferiscono al peggiore servizio: “Grazie Signore!”, ma non è questo il modo di trattare!

Io non sono mai stato felice come in questo periodo. Gesù ci ama. Io frequento un gruppo di preghiera fuori caserma. Affrontare dodici mesi di servizio militare senza pregare è impossibile. Nel mese di maggio sono caduto in una crisi depressiva: “Perché Gesù?” dicevo. Nessuno se ne è accorto. Con la fede ne sono venuto fuori da solo, accostandomi alla Messa quotidiana e alla confessione. Poi... Maria mi ha aiutato! Grazie a Gesù sono stato strumento di conversione per alcuni ragazzi, ma troppo pochi. Cerco di parlare di Gesù e di aiutare tutti. Se uno mi dice: “Come devo fare per essere contento come te” “Vatti a confessare”-rispondo io-. Ma tutti mi fanno esempi di preti che non fanno bene. Sì, non tutti i preti sono bravi, ma io dico loro: “Se cade una particola consacrata, tu la calpesti? Non dobbiamo sparlare di loro,ma pregare per loro”. Però bisogna stare attenti a scegliere un prete che vada bene. Sì, in tutti i giovani c’è qualcosa di buono. Devi aspettare e chiedere l Signore che ti dia le parole giuste per toccarli nel cuore. Oggi sono andato a pregare con i genitori, a far la Via Crucis con loro. Sono felice, scoppio di gioia. E’ un anno che sto facendo questo cammino di fede. Lo auguro a tutti.- Da mondano diventa apostolo - Tratto dall'Eco di Medjugorje
Priabona, 11 agosto 1987

lunedì 24 febbraio 2014

Un giorno la Madonna ci ha detto una bella cosa.



Satana tante volte approfitta di una persona che si sente indegna, che si sente depressa, che ha vergogna di Dio:
questo è proprio il momento in cui Satana approfitta per distoglierci da Dio.
La Madonna ci ha detto di avere questa idea fissa: Dio è vostro Padre e non importa come tu sei.
Non lasciate nemmeno un momento di debolezza a Satana, a lui già gli basta per non farti incontrare col Signore.
Mai lasciate Dio perché Satana è troppo forte. Per es.: se hai commesso un peccato, se hai litigato con qualcuno, non rimanere solo, ma chiama subito Dio, chiedigli perdono e vai avanti. Dopo un peccato ci mettiamo a pensare e a dubitare che Dio mi possa perdonare...
Non così... Noi misuriamo sempre Dio dalla nostra colpa. Diciamo: se il peccato è piccolo Dio mi perdona subito, se il peccato è grave Gli occorre tempo...
A voi servono due minuti per riconoscere di aver peccato; ma al Signore non occorre tempo per perdonare, il Signore perdona subito e voi dovete essere pronti per chiedere e accettare il Suo perdono e non lasciate che Satana approfitti di questi momenti di sbandamento, di deserto.
Chiamatelo come siete, andate avanti subito; davanti a Dio non dovete presentarvi belli e preparati; no, ma andate a Dio come siete così che Dio possa rientrare subito nella vostra vita anche nei momenti in cui si è più peccatori.
Proprio quando ti sembra che il Signore ti ha lasciato è quello il momento di tornare, presentandoti così come sei.