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lunedì 31 marzo 2014

Messaggi e apparizioni dubbie servono al diavolo per screditare quelle vere

Non passa giorno senza che arrivino sul tavolo notizie di apparizioni o plichi di messaggi che in generale si equivalgono nel tono e nel contenuto: molti chiedono il nostro parere.

Per S. Giovanni della Croce, autorità ben attendibile in questo campo, "le apparizioni vere restano fenomeni eccezionali”. Siamo convinti che certe cosiddette apparizioni servano ottimamente al diavolo per squalificare quelle vere, che vengono a spezzare i suoi piani di vittoria sulla Chiesa e sul mondo: sulla Chiesa che mostra mia ripresa di vita cristiana autentica dopo tanta invasione di secolarismo, di lassismo, di materialismo, di razionalismo; sul mondo traendolo dal baratro di una fine miseranda con l’immissione di nuovo sale, di nuova luce e di una grande forza di intercessione. Fortemente Satana cercherà di intromettersi anche In quelle vere e lavorare i veggenti per annullare la loro forza’.

Di fronte a un fenomeno come quello di Medjugorje, grande ormai come il mondo, che cosa farà l’astuto menzognero? Come sempre cercherà di scimmiottare Dio, di creare tante imitazioni e di ingigantirle per prepararne poi il crollo clamoroso e dimostrare che tutti quelli che hanno seguito Medjugorje, o altre vere apparizioni, si sono ingannati. Vedi quello che è successo lo scorso anno a Pescara, dopo che attorno alla pseudo—veggente si era creta una attesa spasmodica: un crollo che ha trascinato con se anche la fiducia in Medjugorje.

Anche a Lourdes, dopo le apparizioni a Bernardetta, sono spuntati una quarantina di falsi veggenti, ma il Vescovo ha saputo discernere e dar fede all’unica veritiera. Non meravigliamoci se oggi la storia si ripete. Bernardetta ha temuto, come pure Vicka, che si trattasse di apparizione diabolica, gettando acqua santa e facendo sorridere Maria... E oggi, per la stessa ragione, non si dovrebbe andare con i piedi di piombo?

Non pubblicizzare ciò che è solo privato, cioè segni o massaggi dati al singolo, La parola di Dio vale più di tutto: a Medjugorje Maria richiama sempre a quella!

In quanti luoghi poi soggetti deboli sono giunti, dopo contatti con fenomeni paranormali, ad essere certi di visioni non reali, pur in buona fede, e di pseudo—audizioni che ripetono temi stereotipi sentiti altrove! Inoltre molti messaggi, segni e fenomeni soprannaturali, con cui Dio si manifesta oggi e di cui è piena la storia dei Santi, devono essere ritenuti messaggi o richiami privati indirizzati solo al soggetto e destinati solo ad interessare nessun altro all’infuori di lui e della cerchia a cui sono rivolti; mentre invece si divulgano con la pretesa che tutti vi debbano credere, come al Vangelo, con grande confusione della gente semplice e sprovveduta, che ha bisogno di ben altro cibo solido, non di curiosità e di messaggi sensazionali. Tutto questo non serve a stimolare la conversione personale, nella quale occorre lasciar parlare Dio nell’intimo, e non essere distratti da tante voci esteriori.

Come nella Chiesa antica il dono più ambito era quello delle lingue, la cui stranezza suscitava ammirazione, oggi sembrerebbe essere quello delle visioni o delle comunicazioni divine “dirette”. Mentre il dono più utile oggi come allora è quello della profezia, che non è tanto la previsione di cose future, ma il dono con cui si parla in nome di Dio e si interpretano i fatti della vita alla luce della Parola (1 Cor 12 e 14,3 e segg.). E tutti potremo averlo (“volesse il cielo che tutti fossero profeti nel popolo di Dio” Mn 11,29): il che aumenterebbe anche il prestigio della Chiesa per la palese autorità dei suoi figli. Non c’è bisogno di metter sempre sulla bocca della Madonna quello che lo Spirito può dire a quelli che lo ascoltano. Perché scomodare il Cielo quando il Cielo è già sulla terra?

Occorre mettersi in ascolto della Parola che non possa formare su di essa le coscienza, perché non siano attratte da sottoprodotti di cattivo gusto, ne sommerse da una colluvie di voci a volte minacciose, a volte blandienti, ma tutte edificanti. Tra le tante una fa proprio per noi: “ State attenti e vigilate perché tra tanti che dicono portarvi i miei messaggi ci sano falsi profeti. Sono tempi in cui il demonio si serve anche di anime che a voi sembrano degne di rispetto: ma perché, figlioli, voler tanto leggere? Perché non prendete in mano il Vangelo? Sentirete dentro i cuore che Gesù vi parla, perché ciò che per voi è comprensibile, ai vostri fratelli porta troppo danno” (Eco 44)

Don Angelo- Eco di Medjugorje nr. 60
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/inferno//48-apparizioni.php

Il miglior giocatore di pallanuoto al mondo è venuto dinuovo a Medjugorje pochi giorni fa




La sua prima volta a Medjugorje

data: 28.08.2011.
Il miglior giocatore di pallanuoto al mondo, il 24nne Alex Giorgetti, è venuto a Medjugorje. Viene da Savona in Italia, è attaccante della Pro-Recco ed anche membro della nazionale Italiana maschile di pallanuoto, quest’anno campione del mondo. Il giovane Alex ha incontrato in primo luogo Fra Miljenko Šteko, capo dell'ufficio Informazioni di Medjugorje al quale ha consegnato la palla firmata da tutti i giocatori della squadra italiana. Successivamente ha condiviso la sua esperienza di vita con il giornalista della stazione radiofonica "MIR" Medjugorje. 
Ci ha detto della sua conversione sperimentata un anno fa quando ha incontrato Gesù e Maria e di come sia davvero molto felice dopo aver completamente cambiato vita.
Ha vissuto senza preghiera e sacramenti prima della sua conversione e ci ha detto: "Poiché l'Italia non vinceva il campionato del mondo da ben vent’anni, ho preso la decisione che se avessimo raggiunto un buon risultato sarei venuto a Medjugorje a ringraziare Gesù per questo. Non solo siamo diventati campioni del mondo, ma sono anche stato premiato come miglior giocatore del campionato. Ecco perché ho deciso di venire a ringraziare Gesù e Nostra Signora per tutte le grazie che mi ha concesso. Ho salito la collina dell’Apparizione e la montagna della Croce a piedi nudi ed è stata un esperienza davvero bella per me. Mi sento contento e soddisfatto e non vedo l’ora di tornare in Italia a testimoniare la bellezza di questo luogo. Sono arrivato qui con mio fratello gemello. Prima, non ci parlavamo; ne mai gli ho detto che gli volevo bene. Non è mai andato in chiesa, non ha mai pregato e ora per la prima volta qui è andato a confessarsi ed alla santa messa. Vedo tutto ciò come frutto della mia conversione e sono davvero felice di vederlo così allegro, non era mai successo in passato. Non era stato fortunato come me nella vita, perché era nato con un handycap fisico e tutto ciò lo ha influenzato. I nostri genitori ci hanno sempre separati in tutto quello che dovevamo fare. Mia madre ha dimostrato più affetto a me ed io ero quello con i vestiti migliori, i giocattoli, quello che ha ricevuto più caramelle e dolci durante il periodo della nostra infanzia. Lei vedeva che amavo gli sport e che ero portato per la pallanuoto e per l’allenamento in piscina. 
Ho avuto una vita perfetta; Ero giovane, di bell’aspetto e di successo, mentre mio fratello era solo e triste. Ero troppo egoista per vederlo. Non ho avuto necessità di comunicare molto con la mia famiglia perché ho avuto tutto dalla vita: soldi, ragazze e carriera. Ma tutto questo non è durato troppo a lungo. Ho concluso il lungo rapporto che avevo con la mia ragazza. La amavo davvero, ma era interessata soltanto a soldi ed alla gloria. Ho rifiutato l'invito del Coach nella nostra nazionale ed ero completamente disperato, distrutto, senza famiglia, amici, senza ragazza e carriera. 
Ero sull'orlo della depressione. Poco dopo conobbi una coppia di fratelli gemelli che hanno condiviso con me la storia della loro conversione. La loro storia mi ha toccato profondamente ed ho deciso di raccontare loro i miei problemi, la mia solitudine ed il mio disagio. Ho desiderato l’aiuto di Gesù, per cambiare vita e darmi la pace che desideravo così profondamente. Da quel momento sono cominciati i cambiamenti nella mia vita. Mi sono confessato, ho iniziato ad andare alla santa messa, a leggere la Sacra Bibbia e ad aiutare i poveri. La mia vita è cambiata completamente. I rapporti con la mia famiglia e con la gente sono cambiati, pieni di significato, la mia carriera è avanzata e sono diventato una persona nuova. Era semplicemente Dio che volgeva tutto al bene. 
La mia famiglia ed i miei amici hanno letto della mia conversione sui giornali, e quando ho deciso di condividere tutto con la gente sono rimasti molto sorpresi. La cosa più bella è quando potete vivere nella verità ed essere chi realmente siete. La mia nuova vita è appena cominciata ed il mio desiderio è di incontrare Gesù ogni giorno di più. Spero che la mia storia sia di esempio per altri giovani affinché cambino vita e capiscano che senza Gesù le loro vite sono senza senso."

Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/il-miglior-giocatore-di-pallanuoto-al-mondo,-alex-giorgetti,-%C3%A8-venuto-a-medjugorje,3698.html

Prego ogni giorno ma non so se prego con la bocca o col cuore....


Il Rosario con la ripetizione continua di formule potrebbe facilmente diventare una preghiera "parolaia".
 Ecco come il padre risponde:

D. Ogni giorno faccio la preghiera del Rosario, ma non so se prego con la bocca o col cuore, perché a volte la mia preghiera è arida e vuota.
R. Tu devi fare la rivoluzione della preghiera, perché quando pregherai veramente, come desidera la Madonna, la tua vita cambierà. A cominciare dal Rosario ecco cosa ti dico: Il Rosario è una preghiera tipicamente parolaia se non ti dai da fare. Allora cosa devi fare? Paolo VI nell'enciclica "Marialis Cultus" (n.47) ha detto: "Se non è preghiera contemplativa è un cadavere senza anima", un corpo senza anima. Il tuo Rosario vale poco se non è preghiera contemplativa. Allora devi prendere questo proposito: quando reciti il Rosario fermati sul mistero e vedi se si può decidere qualcosa di pratico; chiedi alla Madonna, "in questo mistero cosa devo decidere?" e Lei ti illuminerà di sicuro. Per esempio leggi il mistero sul Vangelo, perché semplicemente enunciarlo ti dice ben poco.
Se tu invece prendi la pagina del Vangelo che parla del mistero è un'altra cosa. Sii un po' più lunga a meditare il Rosario, poi ferma l'attenzione su una parola dell'Ave Maria, ne basta una. Quando dici "prega per noi peccatori, adesso" fermati sulla parola "adesso" e capirai che nel momento in cui preghi, forse devi perdonare, forse devi allinearti con la volontà di Dio, devi correggere qualcosa in te. Ecco, ferma l'attenzione su una parola e vedrai come i Rosari ti convertono veramente; piuttosto di dire tanti Rosari, dinne uno più breve, ma come lo desidera la Madonna e comunica veramente con Lei. Capiterà che a metà Rosario non avrai ancora comunicato con la Madonna e il tuo pensiero sarà lontanissimo. Ti sveglierai e dirai. "No, voglio comunicare con la Madonna"; allora ti fermerai ad alcune parole perché questo è il Rosario vero.
La preghiera dell'ascolto deve cambiarci
D. Prego spesso, ma non riesco a raggiungere la vera comunione con Dio: tendo a parlare con Dio, quindi non faccio la preghiera del silenzio.
R. E' più facile parlare con Dio che ascoltarlo, ma ricordati che non è più importante quello che dici tu a Dio perché Lui lo sa; al contrario è importante quello che Lui ha da dirti. Ogni volta che preghi; fa' una pausa di silenzio prolungata per metterti alla presenza di Dio. Pensalo presente in te nella SS. Trinità e chiediGli: "Signore cosa hai da dirmi oggi?" Aiutati molto con la parola di Dio, il Vangelo. Chiedi ad esempio: "Cosa hai da dirmi oggi sulla mia carità, sui miei doveri o sul mio modo di accostarmi alla S. Eucaristia?" Se non hai la risposta subito, ricorda che il Signore parla sempre con un piccolo velo perché noi abbiamo bisogno di attesa, di fede, di umiltà. Non allarmarti se non senti risposta subitanea alle tua insistenza; la tua domanda deve essere schietta; poi la risposta ti verrà magari in piena giornata. Fai esercizio di ascolto.

D. Appartengo a un gruppo del Rinnovamento, ma la preghiera che viene fatta è prolungata, confusa e con gesti. Cosa ne pensa?
R. La preghiera deve essere contatto con Dio. Prova a chiederti dopo quelle mezz'ore, ore di preghiera se hai comunicato con Dio: anima-anima, cuore-cuore con Dio. Difficilmente l'hai fatto perché occorre un ambiente per farlo. Quindi quando vi trovate tutti insieme è bello che partecipiate alla preghiera comune, ma ricordatevi che prima dovreste aver comunicato nell'intimo con Dio.
Tu devi scendere nella coscienza e ascoltare bene cosa vuole Dio da te e questo lo puoi fare solo con la preghiera del silenzio. Solo con la preghiera personale, partecipando a questi gruppi il tuo partecipare sarà molto sincero e vero. Senza preghiera personale, anche la liturgia è vanificata. Parla molto nel gruppo di questa preghiera silenziosa.

D. Prego molto, ma ho l'abitudine di raccomandare le persone a Dio nominandole una ad una con i loro problemi. E' giusto?
R. Non preoccuparti di questo perché Dio non ha bisogno di informazioni, ma è bello che tu ti concentri ad implorare lo Spirito Santo sulle singole persone perché Lui possa agire in loro e portarle là dove van portate. E' utile che quando preghi per una persona in particolare, vada al pratico: "Fammi capire cosa posso fare io per quella persona". Ecco che la preghiera diventa costruttiva perché ti rimbocchi le maniche e aiuti quella persona. E' facile aiutare qualcuno con le parole, ma non con i fatti o col comportamento.
 P. Andrea Gasparino di Cuneo, un noto maestro di preghiera
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/altri_doc_preghiera//14-rosario.php

La confessione è il momento in cui Dio ha diritto ad entrare di nuovo nella nostra vita

Marija Pavlovic, veggente di Medjugorje, racconta: "Durante la preghiera mi è apparsa per tre volte l'immagine di un fiore. La prima volta era meraviglioso, fresco, coloratissimo. Ed io ne ero felice! Poi ho visto lo stesso fiore chiuso, appassito, aveva perduto completamente la sua bellezza. Ero triste! Ma, ecco una goccia d'acqua cadde sul fiore appassito ed esso subito riacquistò tutta la sua freschezza ed il suo fulgore! Ho cercato di capire che cosa potesse significare per me questa visione, ma non ci sono riuscita... Perciò decisi di chiederlo alla Madonna durante una delle Sue apparizioni. Le dissi: “Madonna mia, che cosa vuol dire quello che ho visto durante la preghiera? Che significato aveva quel fiore?” La Madonna sorrise e rispose: “Il vostro cuore è come quel fiore. Ogni cuore è meraviglioso nella bellezza creata da Dio. Ma quando sopraggiunge il peccato, il fiore appassisce ed il fulgore svanisce. Quella goccia caduta sul fiore per ravvivarlo, è il simbolo della Confessione. Voi, quando siete nel peccato, non potete aiutarvi da soli: vi serve aiuto”. La confessione, grazie alla divina potenza di Gesù Signore, supera la sua entità di incontro umano conducendo l'uomo fino all'incontro con Dio, con il Padre buono che, dopo aver tanto atteso, ora con gioia corre all'abbraccio, dona vesti nuove ed invita tutti alla mensa della comunione dove si festeggia l'immensità della Divina Misericordia. Perciò la Confessione è un incontro tra l'umano e il divino, attraverso lo strumento umano della conversazione e della reciproca fiducia. La confessione è l'accettazione della Volontà di Dio ed il rifiuto del mondo che imprigiona e disprezza, l'adesione alla sorgente di salvezza e di luce, di pace e di amore, ed il rifiuto delle tenebre, dell'odio e del disordine! Tutto nella piena consapevolezza dei nostri gesti. Maria dice: Non potete festeggiare la mia festa se non vi confessate, il che significa: non potete cominciare la vita nuova se non dite a Dio: Ecco, Signore, sono pronto a fare secondo la tua Volontà! La volontà di Dio per me è prima di tutto chiedere perdono per tutto quello che abbiamo fatto contro la Sua Volontà, per aver preferito noi stessi alla voce di Dio, per essere stati più vicini alla vecchia Eva che a Maria, la nuova Eva. Allora la confessione è il momento del ritorno e della rinnovata accettazione del Paradiso terrestre, l'inizio della costituzione del nuovo mondo. E' il momento in cui Dio ha diritto ad entrare di nuovo nella nostra vita e a riacquistare il primo posto. Questo è anche il momento in cui il nostro uomo vecchio, distrutto, si rinnova nella piena umanità di Cristo. Dio Padre è bontà infinita, è misericordia e dona sempre il perdono a chi glielo domanda col cuore. Pregatelo spesso con queste parole: “Dio mio, lo so che sono grandi e numerosi i miei peccati contro il tuo amore, ma io spero che tu mi perdonerai. Sono pronto a perdonare a tutti, all’amico come al nemico. O Padre, io spero in te e desidero vivere sempre nella speranza del tuo perdono”. - P. Slavko Barbaric -
Fonte: http://blog.libero.it/Rober5/8170974.html

Alcuni messaggi della Regina della Pace sulla CONFESSIONE

Messaggio del 6 agosto 1982 (Messaggio straordinario)
Bisogna esortare la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo venerdi’ o il primo sabato del mese. Fate ci che vi dico! La confessione mensile sara’ una medicina per la Chiesa d’occidente. Se i fedeli si confesseranno una volta al mese, presto intere regioni potranno essere guarite.

Messaggio del 7 novembre 1983 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Non confessatevi per abitudine, per rimanere come prima, senza alcun cambiamento. No, così non va bene. La confessione deve dare un impulso alla vostra vita, alla vostra fede. Deve stimolarvi ad avvicinarvi a Gesù. Se per voi la confessione non significa questo, in verità vi convertirete molto difficilmente.

Messaggio del 24 marzo 1985
Vigilia dell’Annunciazione della Madonna: "Oggi voglio invitare tutti alla Confessione, anche se vi siete confessati solo qualche giorno fa. Desidero che viviate la festa nel vostro cuore. Ma non la potrete vivere, se non vi abbandonate completamente a Dio. Perciò vi invito tutti a riconciliarvi con Dio!"

Messaggio del 25 novembre 1998
Cari figli! Oggi vi invito a prepararvi alla venuta di Gesù. In modo particolare preparate i vostri cuori. Che la santa confessione sia per voi il primo passo della conversione, e quindi, cari figli, decidetevi per la santità. Che la vostra conversione e la decisione per la santità cominci oggi e non domani. Figlioli, io vi invito tutti sulla via della salvezza e desidero mostrarvi la strada verso il paradiso. Perciò, figlioli, siate miei e decidetevi con me per la santità. Figlioli, accettate la preghiera con serietà e pregate, pregate, pregate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 novembre 2002
Cari figli, vi invito anche oggi alla conversione. Aprite il vostro cuore a Dio, figlioli, attraverso la santa confessione e preparate la vostra anima affinché il piccolo Gesù possa nuovamente nascere nel vostro cuore. Permettetegli di trasformarvi e di condurvi sulla strada della pace e della gioia. Figlioli, decidetevi per la preghiera. In modo particolare adesso, in questo tempo di grazia, che il vostro cuore aneli alla preghiera. Io vi sono vicina e intercedo davanti a Dio per tutti voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 febbraio 2007
Cari figli, aprite il vostro cuore alla misericordia di Dio in questo tempo quaresimale. Il Padre celeste desidera liberare dalla schiavitù del peccato ciascuno di voi. Perciò, figlioli, fate buon uso di questo tempo e attraverso l’incontro con Dio nella confessione lasciate il peccato e decidetevi per la santità. Fate questo per amore di Gesù che ha redento tutti voi con il suo Sangue, affinché siate felici e in pace. Non dimenticate, figlioli: la vostra libertà è la vostra debolezza, perciò seguite i miei messaggi con serietà. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 2 luglio 2007 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)
Cari figli ! Nel grande amore di Dio oggi vengo a voi per condurvi sulla via dell’umiltà e della mitezza. Prima stazione su questa via, figli miei, è la confessione. Rinunciate al vostro orgoglio e inginocchiatevi davanti al mio Figlio. Comprendete, figli miei, che non avete niente e non potete niente. L’unica cosa vostra e quello che possedete è il peccato. Purificatevi e accettate la mitezza e l’umiltà. Mio Figlio avrebbe potuto vincere con la forza, ma ha scelto la mitezza, l’umiltà e l’amore. Seguite mio Figlio e datemi le vostre mani, affinché insieme saliamo sul monte e vinciamo. Vi ringrazio.

domenica 30 marzo 2014

Quella luce sembra la Madonna sotto la croce

TESTIMONIANZA


DEL GRUPPO DI PREGHIERA REGINA DELLA PACE DI DIEGO, IL QUALE CI HA INVIATO DUE FOTO ECCEZIONALI
Chiesa dei frati francescani a Mostar. 
Le foto sono state scattate attorno alla prima quindicina di ottobre 2011, durate il pellegrinaggio a Medjugorje di alcuni miei amici del gruppo di preghiera Regina della Pace.
 A quanto ci dice il nostro amico Diego anche altri pellegrini hanno avuto la grazia di fotografare questo miracolo che potete vedere con più precisione cliccando sull’immagine per ingrandirla. Sotto la Croce si nota una luce che potrebbe sembrare proveniente dalla finestra, ma non è possibile che si tratti del riverbero in quanto come ci viene fatto notare:
1) la sagoma di luce non proviene da nessuna finestra, in quanto la luce stessa si trova dietro una schiera di sedie. Se provenisse da una finestra anche le sedie dovrebbero esse illuminate, mentre la luce si trova proprio dietro ad esse.
2) la sagoma di luce non è proiettata sul muro perché tra le due foto, scattate a distanza di pochi secondi una dall’altra, il soggetto si è mosso. Lo si può vedere dalla distanza diversa che il soggetto ha dalla croce nei due fotogrammi. Inoltre lo si può confrontare con i segni sul cemento, i quali non cambiano, mentre il soggetto cambia posizione.
3) la sagoma di luce in realtà è anche una fonte di luce, perché riflette se stessa sul muro di fronte. Molti chiamano questo effetto come ombra del soggetto, ma l’ombra è assenza di luce, mentre quello che si vede, al contrario, è un riflesso di luce. Dopo questa mia affermazione il fotografo ha detto che il soggetto di luce è un soggetto tridimensionale, quindi concordava con me dicendo che non è ne luce riflessa, ne luce sul muro.
4) le precedenti deduzioni escludono la manomissione della foto.
5) ……… la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho visto le foto, non sono stati tutti questi ragionamenti, ma una frase della Gospa stessa in cui diceva che Ella spesso si trova sotto la croce di Suo Figlio
Io terminerei questo attento esame delle due foto dicendo che ovviamente per chi non crede tutto è originato dal caso, ma per chi crede… tutto è grazia!
Un GRAZIE SPECIALE A DIEGO che ha voluto condividere con noi la sua esperienza!!
Fonte:  http://blog.studenti.it/biscobreak/foto-testimonianze/

Sono arrivata in quel luogo Santo piangendo di dolore


Testimonianza di SIMONA

Nel mese di settembre dell'anno 2005, la mia vita che scorreva a meraviglia con un bel matrimonio, una casa, un lavoro, una famiglia alle spalle meravigliosa viene stravolta dalla morte tragica e improvvisa di mio marito. Ora potete immaginare che tutto intorno a me aveva un unico colore il "NERO". Nulla più mi interessava. Mi sono ritrovata nella mia solitudine anche se circondata da una numerosa famiglia e da altrettanti amici, i quali hanno cercato in tutti i modi di non abbandonarmi mai e nello stesso tempo soffrivano con me. Dentro di me scorreva rabbia e solo rabbia, in qualche modo chiedevo al Creatore "Perché" lo aveva chiamato a sé così giovane e senza aver provato la gioia di un figlio, la gioia di invecchiare insieme. In uno di questi momenti di sconforto ho capito che mi mancava, oltre a mio marito, qualcosa di più grande, quello che avevo perso dopo la sua morte, la Fede. La vita a volte ti mette davanti la soluzione, ma noi siamo ciechi in quelle situazioni, anche se io una mattina ho deciso di aprire nuovamente il cuore a MARIA e Lei mi ha concesso il suo Amore di Madre, donandomi la possibilità di andare a trovarla direttamente nel luogo in cui ancora oggi ci dà la grazia di apparire e parlare ai nostri cuori ormai affranti da tanti dolori.
Ed è andata proprio così, nel mese di marzo una mia amica mi regala il calendario dell'Associazione Medjugorje Salento, con sopra scritte le date dei pellegrinaggi per l'anno 2007. La cosa strana è che almeno due di quelle date coincidevano con le mie ferie. Non ho pensato molto, era come se qualcuno mi componesse il numero di telefono di uno dei responsabili. Premetto che io non conoscevo proprio queste persone, ma qualcosa mi diceva che poi mi avrebbero accompagnato nella vita. E così è stato. Siamo ad Aprile 2007 e finalmente è arrivata la partenza. Non mi faceva paura il fatto di affrontare il viaggio senza una persona a me vicina, anche perché avevo la sensazione che vicino a me già qualcuno c'era.
Quello che ho chiesto alla nostra MAMMA CELESTE in quel pellegrinaggio è stata la PACE, quella che ormai da tempo non avevo. Sono arrivata in quel luogo Santo piangendo di dolore e sono andata via piangendo di gioia di liberazione, di purificazione, di amore. Erano due pianti diversi, dentro di me era cambiato qualcosa, non capivo, ma sentivo la gioia nel cuore, sentivo che ormai dalla mia vita quel colore era sparito per sempre perché Lei aveva operato per me. Al ritorno sul mio volto c'era un sorriso che mi porto ancora oggi e per tutti i giorni della mia vita non finirò mai di ringraziare e pregare la nostra MAMMA MARIA.
Un grazie di cuore va ai responsabili di questi pellegrinaggi che io oggi considero persone a me molto care e so che mi accompagneranno sempre con la preghiera e con la loro presenza nelle vita di tutti i giorni. Non sono i semplici organizzatori di pellegrinaggi, ma sono coloro che, guidati da MARIA, aprono il cuore a molti di noi. GRAZIE.
Io mi auguro che almeno una volta nella vita ognuno di voi possa andare a toccare con mano quello si vive a Medjugorje, la preghiera sia sempre al primo posto in tutti voi.
Simona
Fonte: http://www.medjugorjesalento.it/testimonianze.htm

sabato 29 marzo 2014

Papa Francesco andrà in Calabria a giugno, ha scelto Cassano

Papa Francesco in Calabria, ha scelto Cassano
Il vescovo Galantino: «Viene a chiedere scusa»

L'annuncio è stato dato dal vescovo Galantino, segretario generale della Cei. La data della visita sarà resa nota dalla Segreteria Vaticana che ufficializzerà anche il programma.
Papa Francesco
CASSANO ALLO JONIO (CS) - Papa Francesco sarà a giugno in Calabria, ed ha scelto la diocesi di Cassano allo Ionio. Una diocesi per la quale il Pontefice ha dimostrato una grande attenzione, vista anche la nomina del vescovo, monsignore Nunzio Galantino, quale segretario generale della Conferenza episcopale italiana
In quel territorio, poi, si sono verificati anche due fatti di cronaca che sono stati seguiti dallo stesso Papa Francesco, l'omicidio del piccolo Cocò Campilongo , e quello del sacerdote don Lazzaro Longobardi
L’annuncio è stato dato stamane dal segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino in occasione di un’assemblea plenaria della diocesi di Cassano di cui è vescovo. Secondo quanto riferito da Galantino, Papa Francesco ha dato comunicazione, giovedì scorso, della sua volontà allo stesso segretario della Cei e al cardinale Bagnasco durante un colloquio privato prima dell’incontro con il presidente americano Barack Obama. La data della visita sarà resa nota nei prossimi giorni da parte della Segreteria di Stato vaticana. Presumibilmente il Pontefice sarà in Calabria nel mese di giugno, ma mancano ancora conferme.
Il vescovo Galantino ha sottolineato il significato di questa visita: «La visita del Papa vuole essere l’occasione per chiedere, guardandoci negli occhi e dopo averlo fatto per iscritto, di essere "compreso" e "perdonato" e, come egli stesso mi ha ripetuto più volte giovedì mattina, per "chiedere scusa"».

Medjugorje può essere opera di satana?

Quel che dice onestamente UN VESCOVO DELL’EST AI CRITICI DI MEDJUGORJE.
 La Chiesa tace, lascia fare, vuoi dire che acconsente!” Così dice Mons. Paolo Hnilica

“Una volta un personaggio della Chiesa, scettico su Medjugorje, mi disse: “La Madonna ha niente altro da fare che  venire ogni giorno sulla terra?” Risposi: “Ha detto bene. Non ha niente di più importante da fare: per una Mamma la cosa più importante è la salvezza dei propri figli, a cominciare da quelli che ne hanno più bisogno.”
 
Se qui ci fosse qualcosa di pericoloso contro la fede o contro la morale, la Chiesa di Roma e anche la Chiesa di qui, i vescovi jugoslavi, avrebbero gridato: No! No! Non si può andare! Perché non possono lasciare nel pericolo milioni di fedeli e tanti suoi sacerdoti. Dovrebbe gridare, dovrebbe dare le più severe punizioni e sospensioni; invece la Chiesa tace! Lascia! Vuoi dire che acconsente... Allora vuoi dire che tutti possono venire tranquillamente e che non c’è niente di pericoloso...
Il più grande miracolo di Medjugorje sono le confessioni. In nessun posto dei mondo si confessa come qui”.
“Dai frutti si conosce l’albero”. E qui si hanno dei frutti ottimi, come forse non si trovano in nessun altro posto del mondo: preghiera, digiuno, che è la pratica sparita dal vocabolario e dall’insegnamento della Chiesa; poi la santa Confessione che, nel mondo occidentale è praticamente quasi sparita, mentre da noi in Cecoslovacchia, in Polonia.., si è continuato a confessare, prima di nascosto, adesso anche in pubblico. La Madonna qui vuole rinnovare la Chiesa e la Confessione, unita poi alla Comunione, è la medicina più adatta.

Una volta in Germania mi hanno chiesto se quanto avviene a Medjugorje non può essere opera di satana... Ho risposto che satana potrebbe sopportare tutto, ma non può sopportare la Confessione, perché la Confessione è una liberazione da satana e quindi non può essere satana a spingere milioni di persone a liberarsi di lui. Assurdo! Contro ogni logica. E qui si confessano in tanti, tanti. In nessun posto del mondo attualmente si confessano tanto come a Medjugorje. Tante volte ci sono 50 e più sacerdoti che confessano...

Una volta in Austria, quando il Santo Padre era in visita, un vescovo mi ha raccontato: “Sono stato a Medjugorje e mi sono messo a confessare per cinque ore perché c’erano molti che aspettavano. In quelle cinque ore sono arrivati tali penitenti come mai avevo sperimentato in 40 anni di vita come sacerdote e vescovo. Alcuni inginocchiandosi mi dicevano: “Mi aiuti, non so confessarmi... Sono venuto per curiosità, ma io sento che mi devo riconciliare con Dio, che devo cominciare una nuova vita... Mi aiuti... Cosa devo fare?” Sono confessioni come S. Paolo a Damasco: “Signore, cosa vuoi che io faccia?” Centinaia di sacerdoti mi hanno detto: “Per noi il più grande miracolo di Medjugorje sono le confessioni, sentire questi penitenti con quale sincerità e dolore profondo si confessano, si pentono e fanno propositi”.
Con quelli di Medjugorje ci si sente subito famiglia.
Poi una caratteristica proprio Medjugorjana è questa familiarità. Si formano i gruppi e si sentono subito in famiglia. Anch’io posso dire, nella mia esperienza di 69 anni... ho girato il mondo.., ma se incontro un sacerdote o anche un laico che è passato a Medjugorje, io mi sento di avere con lui più cose soprannaturali in comune che non con i miei stessi connazionali di Cecoslovacchia sia sacerdoti, sia laici o con i miei stessi confratelli gesuiti.
Veramente sento subito che ci unisce tutto il mondo soprannaturale, tutto il Vangelo, la fedeltà al Papa, la devozione alla Madonna... e siamo amici, ovunque avvenga l’incontro. Questo mi è capitato in tutti i paesi del mondo dove ho girato, trovando un gruppo o una persona legata a Medjugorje: siamo subito amici e ci si aiuta.

venerdì 28 marzo 2014

"24 ore per il Signore" tra il 28 e 29 marzo

Una importante iniziativa viene proposta dal Vaticano per valutare al massimo il tempo di Quaresima, “come momento particolarmente adatto per vivere l'esperienza di evangelizzazione alla luce del sacramento della Penitenza”. Lo spunto viene proprio dalla considerazione che la Nuova Evangelizzazione ha tra i suoi compiti quello di rendere più centrale il sacramento della Penitenza.
È nata così la proposta "24 ore per il Signore". A partire dalle ore 17 di venerdì 28 marzo, per ventiquattro ore, si chiede che almeno una chiesa in ogni diocesi possa rimanere aperta per consentire a quanti lo desiderano di accostarsi al sacramento della penitenza, auspicabilmente in un contesto di adorazione eucaristica. L’iniziativa dovrebbe essere pastoralmente preparata. Per questo è stato pensato a un breve sussidio pastorale che le Edizioni San Paolo proporranno sia direttamente ai parroci interessati sia in abbinamento ad alcune loro riviste. A Roma, l’iniziativa sara presieduta da Papa Francesco con una celebrazione penitenziale nella Basilica di San Pietro. Conclusa questa celebrazione, le confessioni proseguiranno in alcune chiese del centro storico che rimarranno aperte per accogliere quanti desiderano incontrare il Signore e fare esperienza della sua misericordia. La celebrazione, unita all'adorazione eucaristica, continuerà fino alle ore 16 di sabato 29 marzo per concludersi alle ore 17, con la celebrazione dei Primi Vespri della Dominica in Laetare nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia, santuario romano della Divina Misericordia.  La proposta è rivolta alla Chiesa intera con l’intento di poter creare una felice tradizione, che annualmente troverà riscontro nella IV domenica di Quaresima.
Anche la Diocesi di Acqui si unirà a questo momento importante per la vita della Chiesa, con modalità che saranno tempestivamente comunicate.

Io qui posso solo testimoniare che Dio è vivo! -Testimonianza della veggente Ivanka



Testimonianza  della veggente
Ivanka

Pater, Ave, Gloria.
Regina della Pace, prega per noi.
All’inizio di quest’incontro volevo salutarvi con il saluto più bello: “Sia lodato Gesù Cristo”.
Sempre sia lodato!
Perché sono adesso davanti a voi? Chi sono io? Cosa posso dirvi?
Io sono una semplice persona mortale come ciascuno di voi.
In tutti questi anni continuamente mi chiedo: “Signore, perché hai scelto me? Perché mi hai dato questo grande, grande dono, ma allo stesso tempo grande responsabilità?” Qui sulla terra, ma anche un giorno quando arriverò davanti a Lui. Io ho accettato tutto questo. Questo grande dono e grande responsabilità. Prego solamente Dio di darmi la forza di continuare ad andare sulla strada che Lui vuole da me.
Io qui posso solo testimoniare che Dio è vivo; che Lui è in mezzo a noi; che non si è allontanato da noi. Siamo noi che ci siamo allontanati da Lui.
La Madonna è una Madre che ci ama. Lei non vuole lasciarci da soli. Ci fa vedere la via che ci porta a Suo Figlio. Questa è l’unica vera via su questa terra.
Posso dirvi anche che la mia preghiera è come la vostra preghiera. La mia vicinanza a Dio è la stessa vicinanza che voi avete a Lui.
Tutto dipende da me e da te: quanto ci affidiamo a Lei e quanto possiamo accettare i Suoi messaggi.
Vedere la Madonna con i propri occhi è una cosa bellissima. Invece vederla con gli occhi e non averLa nel cuore non conta nulla. Ciascuno di noi può sentirla nel proprio cuore se vuole e può aprire il proprio cuore.
Dal 1981 al 1985 io la vedevo ogni giorno. Durante quegli anni Lei mi ha raccontato la Sua vita, il futuro del mondo, il futuro della Chiesa. Ho scritto tutto questo. Quando Lei mi dirà a chi consegnare questo scritto io lo farò.
Il 7 maggio 1985 ho avuto l’ultima apparizione quotidiana. La Madonna mi ha detto che non L’avrei vista più ogni giorno. Dal 1985 fino ad oggi io La vedo una volta l’anno il 25 giugno.
In quell’ultimo incontro quotidiano Dio e la Madonna mi hanno dato un grandissimo, grandissimo dono per me. Un grandissimo dono per me, ma anche per tutto il mondo. Se voi qui vi chiedete se esiste la vita dopo questa vita io sono qui come testimone davanti a voi. Posso dirvi che qui sulla terra stiamo facendo solamente una cortissima strada verso l’eternità. Io in quell’incontro ho visto mia madre come adesso vedo ciascuno di voi. Lei mi ha abbracciata e mi ha detto: “Figlia mia, sono fiera di te”.
Ecco, il cielo si apre e ci dice: “Cari figli, ritornate sulla via della pace, di conversione, digiuno e penitenza”. Ci è stata insegnata la strada e noi siamo liberi di scegliere la strada che vogliamo.
Ognuno di noi sei veggenti ha la propria missione. Alcuni pregano per i sacerdoti, altri per i malati, altri per i giovani, alcuni pregano per coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio e la mia missione è quella di pregare per le famiglie.
La Madonna ci invita a rispettare il sacramento del matrimonio, perché le nostre famiglie devono essere sante. Ci invita a rinnovare la preghiera familiare, ad andare alla santa Messa la domenica, a confessarci mensilmente e la cosa più importante è che al centro della nostra famiglia ci sia la Bibbia.
Perciò, caro amico, se vuoi cambiare la tua vita, il primo gradino sarebbe di arrivare alla pace. Pace con se stessi. Questa non la puoi trovare da nessuna parte se non nel confessionale, perché tu ti riconcili con te stesso. Poi vai al centro della vita cristiana, dove Gesù è vivo. Apri il tuo cuore e Lui guarirà tutte le tue ferite e tu porterai più facilmente tutte le difficoltà che hai nella tua vita.
Da una buona famiglia proviene tanto bene: bravi politici, bravi medici, bravi sacerdoti.
Non potete dire che non avete tempo per la preghiera, perché Dio ci ha dato il tempo e noi siamo quelli che lo dedicano alle varie cose.
Quando accade una catastrofe, una malattia o qualcosa di grave, lasciamo tutto per dare una mano a chi ha bisogno. Dio e la Madonna ci danno le medicine più forti contro ogni malattia di questo mondo. Questa è la preghiera con il cuore.
Già nei primi giorni Lei ci ha invitati a pregare il Credo e 7 Pater, Ave, Gloria. Poi ci ha invitati a pregare un rosario al giorno. In tutti questi anni ci invita a digiunare due volte alla settimana a pane e acqua e a pregare il santo rosario ogni giorno. La Madonna ci ha detto che con la preghiera e il digiuno possiamo fermare anche le guerre e le catastrofi.
Vi invito a non permettere che la domenica stiate sdraiati a riposare. Il vero riposo si ha nella santa Messa. Solo lì si può avere il vero riposo. Perché se noi permettiamo allo Spirito Santo di entrare nel nostro cuore sarà molto più facile portare tutti i problemi e le difficoltà che abbiamo nella nostra vita.
Non dovete essere cristiani solo sulla carta. Le chiese non sono solo le costruzioni: noi siamo la Chiesa viva. Siamo diversi dagli altri. Siamo pieni d’amore verso il nostro fratello. Siamo felici e siamo segno per i nostri fratelli e sorelle, perché Gesù vuole che siamo gli apostoli in questo momento sulla terra. Lui vuole anche ringraziarvi, perché avete voluto sentire il messaggio della Madonna. Vi ringrazia ancora di più se volete portare questo messaggio nei vostri cuori. Portarli nelle vostre famiglie, nelle vostre chiese, nei vostri stati. Non solo parlare con la lingua, ma testimoniare con la propria vita.
Ancora una volta voglio ringraziarvi sottolineando di ascoltare quello che ha detto la Madonna nei primi giorni a noi veggenti: “Non abbiate paura di nulla, perché Io sono con voi ogni giorno”. E’ la stessa identica cosa che dice a ciascuno di noi.
Io prego ogni giorno per tutte le famiglie di questo mondo, ma nello stesso momento chiedo a tutti voi di pregare per le nostre famiglie, così che possiamo unirci per essere una cosa sola in preghiera.
Adesso con la preghiera ringraziamo Dio per questo incontro.

Fonte: IdM (Andrea Bianco)

Fonte:  http://messaggimedjugorje.blogspot.it/2013/11/testimonianza-ivanka.html

«Io, rinata dopo due aborti grazie alla fede»

«A Medjugorje ho sentito che Gesù è andato sulla croce per me. Per 15 anni ero stata in terapia senza capire che il vero problema era perdonare me stessa e soprattutto mia madre».

UN LUNGO CAMMINO - Alessandra sta proseguendo il suo percorso e testimonia la sua esperienza per aiutare altri
UN LUNGO CAMMINO - Alessandra sta proseguendo il suo percorso e testimonia la sua esperienza per aiutare altri (foto di DAVIDE LANZILAO).
Appena si apre la porta, il sorriso di Alessandra mi travolge. Difficile darle un’età: alta, capelli corti, occhi chiari. Uno sguardo da angelo, espressione di gioia e serenità. Invece Alessandra Pelagatti nasconde dentro di sé brutti ricordi, ferite che fanno ancora male. La incontro nella sua casa romana, che condivide con il compagno, Massimo, e subito iniziamo a parlare della sua esperienza di dolore. Lei descrive la sua infanzia, la separazione dei genitori e il suo rapporto con la madre, una mamma che le lasciava tanta “libertà”. Poi, il fatto: a 18 anni, dopo un anno di relazione con un ragazzo più grande, rimane incinta. Si rivolge allora alla madre, quella mamma che lei considerava aperta e “moderna” e che, forse per paura, le consiglia l’aborto. «Per il tuo bene». Parole che con gli anni si calcificheranno nell’anima di Alessandra. La terribile esperienza dell’aborto porterà alla rottura con il fidanzato.
Alessandra riesce di nuovo a innamorarsi e resta un’altra volta incinta. Sceglie ancora di abortire, prendendo la decisione da sola. Questa volta, però, il rapporto con il fidanzato prosegue, sebbene con il passare del tempo Alessandra inizia sentirsi sempre più vuota e ad avvertire un odio che le cresce dentro. «Finché, un giorno, mi sdraio sul letto, stanca, e non mi rialzo più!», racconta. «È stato l’inizio di un lungo calvario. Avevo circa 24 anni e i 13 successivi sono stati un continuo lavoro su me stessa, tra psicologi, psichiatri, psicofarmaci, new age, buddismo, yoga, ricerca di “qualcosa”. Il tutto con periodiche ricadute in quel baratro profondo che mi faceva desiderare solo di togliermi la vita».
Gli anni passano e quella rabbia cresce dentro. Alessandra trova riparo solo nel mondo degli animali e nel teatro: «A momenti alterni, continuavo ad avere le mie crisi e questi due amori erano gli unici appigli a cui mi aggrappavo». Seguendo la passione per la recitazione, a 29 anni conosce l’uomo della sua vita. L’amore torna a riaffiorare, ma la calma è solo apparente, perché, nel cuore, la rabbia rimane e ogni tanto si manifesta con veri e propri atti di autolesionismo e offese verbali contro il compagno.
La svolta arriva grazie alla preghiera. «Dopo un capodanno passato a Perugia, avevamo deciso di fermarci ad Assisi», continua Massimo, «anche se lei, che all’epoca si dichiarava atea, non era molto interessata. Davanti alla tomba del santo ho espresso una preghiera speciale. Ero disperato. Poi, ho regalato la Bibbia ad Alessandra e le ho fatto vedere un film proprio su san Francesco. E io sono uno che – aggiunge sorridendo – si sente credente, ma non praticante». Evidentemente l’invocazione di Massimo viene ascoltata e Alessandra inizia a trovare nel Vangelo quel conforto a lungo cercato. Un cammino che riparte lento, ostacolato dal costante desiderio di maternità, che avanza parallelamente con quello dell’orologio biologico e che desta in lei motivi di perenne frustrazione. Nonostante l’incontro con Gesù, Alessandra non riesce ad accettare la sua situazione e una mattina tocca il fondo e tenta il suicidio. Per miracolo il suo compagno la salva, in quel 1° maggio 2010, che lei definisce “il suo secondo compleanno”.

Poi il viaggio a Medjugorje. «Vidi in un servizio in tv Mirjana, una delle veggenti, durante un’apparizione. Il suo viso era in pace e innamorato». Così Alessandra decide di partire e durante quel viaggio conosce frate Giorgio, che le dice: «Smetti di pensare a quello che hai fatto e offri le tue sofferenze al Signore. La Madonna mi ha detto: “Vai da quella ragazza e dille che non è stata colpa sua”». Quella frase la turba, ma la libera al tempo stesso perché «ho sentito che Gesù era andato su quella croce per me e che la Madonna stesse parlando a me. Io per 15 anni sono andata in terapia, senza capire che il vero problema stava nel perdonare me stessa e soprattutto mia madre, che sentivo aver svolto un ruolo nelle scelte che avevano portato a manomettere la mia vita. Con il tempo ho capito che quella frase che lei mi disse prima di abortire era solo frutto di paure».
Oggi Alessandra, nonostante la fatica di vivere la fede nel quotidiano, è serena e prosegue il suo percorso. Che consiglio darebbe a una giovane che vuole abortire? «Le racconterei tutta la mia sofferenza, vissuta da atea. Poi le parlerei della vocina che mi diceva che c’era qualcosa che non andava, della sensazione di avere una vita dentro di me. Io me la ricordo bene, quindi le chiederei se la sente anche lei. Perché, se la sente, è la verità e deve ascoltarla».
Testo di Francesca Baldini
Fonte: http://www.credere.it/n-16/medjugorie-/-alessandra-pelagatti.html

giovedì 27 marzo 2014

Ciascuno ha la sua croce. Quando la si accetta, è come se scomparisse


In confidenza con Vicka La Madonna è spesso triste, ma nella speranza
Se vuoi vedere Vicka, recati al Campo della vita, dove sembra che lei abbia stabile dimora nella comunità. La trovi facilmente in cucina ad aiutare i giovani con la sua esperienza di cuoca, o nella sala d’accoglienza, che è anche refettorio, sempre prorompente in schiette risate e sorrisi che contagiano l’ambiente. Tutto qui parla della Regina della Pace: se cerchi le sue sembianze vieni qui. I giovani della comunità mi hanno invitato a pranzo, riservandomi con sorpresa il posto vicino a Vicka. Sedendo a gomito a gomito con lei, si è sviluppata tra noi una conversazione spontanea, che cerco di riassumere come meglio ricordo, naturalmente senza la revisione dell’interessata.
D. Tu hai sempre le apparizioni?
R. Sì, tutti i giorni al solito orario.
D. E dove?
R. In casa, oppure dove mi trovo, qui o dai malati quando faccio loro visita.
D. E’ sempre uguale, ora come all’inizio?
R. Sempre uguale, ma l’incontro con Lei è sempre nuovo, non si può descrivere con parole e non si può paragonare ad altri incontri, fosse anche la madre o l’amica più buona.
D. Una guida spirituale di veggenti in Italia si meraviglia come i veggenti di Medjugorje non parlino mai di una Madonna che piange o che è triste.
R. No, spesso La vedo triste perché le cose nel mondo non vanno bene. Io l’ho detto che in certi periodi la Madonna era molto triste . Ha pianto i primi giorni dicendo: Pace, pace, pace!, ma ha pianto anche perché gli uomini vivono in peccato, o non capiscono la Santa Messa o non accolgono la Parola di Dio. Ma, anche se è triste, Lei sempre non vuole che guardiamo al male, ma dà fiducia nel futuro: per questo ci richiama alla preghiera e al digiuno che tutto può.
D. E che cosa fa la Madonna quando appare?
R. Prega con me o dice qualche parola.
D. Per esempio?
R. Dice i suoi desideri, raccomanda di pregare per la pace, per i giovani, di vivere i suoi messaggi per vincere satana che cerca di ingannare tutti su ciò che non vale; di pregare perché si realizzino i suoi piani, chiede di leggere e di meditare ogni giorno un passo della Bibbia...
D. Non dice nulla per te personalmente?
R. Quello che dice per tutti lo dice pure per me.
D. E non chiedi nulla per te?
R. Questa è l’ultima cosa a cui penso.
D. Quando pubblicherai il racconto che la Madonna ti ha fatto della sua vita?
R. Tutto è già pronto e sarà pubblicato solo quando lo dirà Lei.
D. Ma tu vai a Messa tutti i giorni?
R. Certo, è la cosa più importante. A volte vado in chiesa alla mattina, a volte qui, a volte viene in casa mia qualche sacerdote e lì celebra davanti a poche persone.
D. Ora ho sentito che forse andrai in Africa con Padre Slavko: o preferisci stare a casa?
R. Io non preferisco niente. Sono indifferente ad andare o a restare. Per me vale quello che vorrà il Signore, uguale essere qui o essere là. (E qui con tutta la foga del suo dire condito di sorriso, ci tiene a far capire che le preme andare dove vuole Dio).
D. Ora stai bene?
R. Benissimo -risponde- (e difatti le si nota un bell’aspetto fisico). Il braccio è guarito, non sento più alcun male. (E dopo aver gustato un buon piatto tipico bergamasco... e un bel pesce arrostito, va a dare una mano in cucina dove c’è da fare... per l’allegra brigata di 60 commensali, tra giovani e ospiti).
D. La Madonna dona le stesse grazie oggi come all’inizio?
R. Sì, tutto sta che noi siamo aperti a ricevere quello che Lei ci vuol dare. Quando non abbiamo problemi, ci dimentichiamo di pregare. Quando invece ci sono problemi ricorriamo a Lei per ottenere aiuto e per risolverli. Ma anzitutto dobbiamo attenderci quello che Lei desidera darci; dopo, Le diremo quello di cui abbiamo bisogno. Che vale è la realizzazione dei suoi piani, che sono quelli di Dio, non le nostre intenzioni.
D. Che dici dei giovani che sentono il vuoto e l’assurdità totale della loro vita?
R. E perché hanno messo in secondo piano ciò che ha un vero senso. Devono cambiare e riservare a Gesù il primo posto nella loro vita. Quanto tempo sprecano al bar o alla discoteca! Se trovassero mezz’ora per pregare, il vuoto cesserebbe.
D. Ma come fare a dare il primo posto a Gesù?
R. Cominciare dalla preghiera per imparare a conoscere Gesù come persona. Non basta dire: crediamo in Dio, in Gesù, che si trovano da qualche parte o di là delle nuvole. Dobbiamo chiedere a Gesù che ci dia la forza di incontrarlo nel nostro cuore perché entri nella nostra vita e ci guidi in tutto quello che facciamo. Poi progredire nella preghiera.
D. Perché tu parli sempre della Croce?
R. Una volta Maria è venuta col suo Figlio crocefisso. Basta vedere una volta a qual punto ha sofferto per noi! Ma noi non lo vediamo e continuiamo ogni giorno a offenderlo. La Croce è qualcosa di grande anche per noi, se l’accettiamo. Ciascuno ha la sua croce. Quando la si accetta, è come se scomparisse e allora si percepisce fino a che punto Gesù ci ama e quale prezzo ha pagato per noi. Anche la sofferenza è un dono tanto grande, di cui dobbiamo essere grati a Dio. Egli sa il perché ce l’ha data e anche quando ce la toglierà: chiede la nostra pazienza. Non dire: perché proprio a me? Noi non conosciamo il valore della sofferenza davanti a Dio: chiediamo la forza di accettarla con amore. La nostra Madre celeste ci indica una strada materna: la sua scuola è una scuola di Madre, e non si può essere madre che essendo semplice. 
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/vicka/23-int0595.php

Obama emozionato e colpito dalla testimonianza di Papa Francesco.

Il presidente guarda con attenzione alla possibilità di una collaborazione con la Santa Sede


 Era visibilmente emozionato Barack Obama al momento dell'incontro con Francesco. Prima di lasciare il Papa, il presidente degli Stati Uniti ha continuato a stringergli la mano per un tempo lungo e irrituale. Non c'è dunque alcun dubbio sul fatto che Obama, colpito da Papa Francesco, dal suo messaggio e dalla sua testimonianza, abbia desiderato questo incontro e guardi con un'attenzione particolare alla possibilità di un impegno comune con la Santa Sede nella lotta alla povertà e al traffico di esseri umani, come pure per una soluzione negoziata dei conflitti.


Negli lungo colloquio privato con Francesco e poi durante quello più breve con il Segretario di Stato Pietro Parolin si è discusso dunque di «alcuni temi attinenti all’attualità internazionale, auspicando per le aree di conflitto il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale e una soluzione negoziale tra le parti coinvolte». Si è parlato della riforma migratoria negli Stati Uniti e anche del «comune impegno nello sradicamento della tratta degli esseri umani nel mondo».


Ma non sono stati ignorati temi spinosi che vedono la Chiesa Usa in trincea contro il presidente Obama a proposito di alcune conseguenze della riforma sanitaria, riguardanti aborto, contraccezione e obiezione di coscienza. «Nel contesto delle relazioni bilaterali e della collaborazione tra la Chiesa e lo Stato - si legge nel comunicato ufficiale - ci si è soffermati su questioni di speciale rilevanza per la Chiesa nel Paese, come l’esercizio dei diritti alla libertà religiosa, alla vita e all’obiezione di coscienza».


Oltre che di ciò che unisce, si è perciò parlato anche dei temi che dividono. Il presidente Usa dichiara di far proprio l'impegno del Papa per sradicare la povertà, ma non ci troviamo di fronte a una nuova «santa alleanza».


Obama, in un'intervista al «Corriere della Sera» pubblicata oggi, ha detto di Francesco: «Sono profondamente grato a Sua Santità per aver manifestato la volontà di ricevermi. Il Santo Padre ha ispirato le genti di tutto il mondo e anche me col suo impegno per la giustizia sociale e il suo messaggio di amore e compassione, specialmente per le persone che, tra tutti noi, sono più povere e vulnerabili. Lui non si limita a proclamare il Vangelo: lui lo vive. Siamo stati tutti colpiti e commossi dalla sua umiltà e dai suoi atti di misericordia. La sua testimonianza, il semplice fatto di andare sempre a cercare il contatto con gli ultimi, con coloro che vivono nelle condizioni più difficili, ha anche il valore di un richiamo: ci ricorda che ognuno di noi ha la responsabilità individuale di vivere in modo retto, virtuoso. Noi sappiamo che, vista la sua grande autorità morale, quando il Papa parla, le sue parole hanno un peso enorme. Questo è il motivo per il quale mi sono riferito a lui nel mio discorso sulle sperequazioni nella distribuzione del reddito».


«Io credo che - ha aggiunto il presidente Usa - incalzandoci di continuo, il Papa ci metta sotto gli occhi il pericolo di abituarci alle sperequazioni. Di abituarci, cioè, a questo tipo di disuguaglianze estreme fino ad accettarlo come normale. È un errore che non dobbiamo commettere».


«Una delle qualità che ammiro di più nel Santo Padre - ha aggiunto Obama - è il suo coraggio nel parlare senza peli sulla lingua delle sfide economiche e sociali più grandi che ci troviamo ad affrontare nel nostro tempo. Questo non significa che siamo d’accordo su tutte le questioni, ma sono convinto che la sua sia una voce che il mondo deve ascoltare. Lui ci sfida. Lui ci implora di ricordarci della gente: soprattutto della povera gente, la cui vita è condizionata proprio dalle decisioni che noi prendiamo. Lui ci invita a fermarci a riflettere sulla dignità che è innata in ogni essere umano. E, come abbiamo già avuto più volte modo di toccare con mano, le sue parole contano. Con una sola frase egli è in grado di focalizzare l’attenzione del pianeta su una questione urgente. Il Papa è in grado di spingere le genti del mondo a fermarsi a riflettere»

.ANDREA TORNIELLICITTÀ DEL VATICANO

"Sono ansioso di ascoltare Francesco per sapere come vincere la povertà "

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è a Roma. Il suo Air Force One è atterrato intorno alle 21.15 di mercoledì all'aeroporto di Fiumicino. Oggi  verso le ore 10.30 ,l'inquilino della Casa Bianca incontrerà in Vaticano il Papa. Poi sarà ricevuto al Quirinale dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e infine vedrà il premier, Matteo Renzi, a Villa Madama. Elogi dal presidente Usa al pontefice, al Capo dello Stato e al premier.



Quando qualche settimana fa venne annunciato il viaggio a Roma, Obama disse: "Non vedo l'ora di parlare con Francesco della povertà". Il presidente pensa di avere delle forti affinità con un papa che ha messo sullo sfondo i temi del costume e della morale e al centro, invece, la questione delle diseguaglianze sociali, dell'economia, dei nuovi e vecchi ermaginati."Il Papa ci sfida. Ci implora di ricordarci dei poveri. Ci invita a fermarci a riflettere sulla dignità dell'uomo. Arrivo a Roma per ascoltarlo: il suo pensiero è prezioso per capire come possiamo vincere la sfida contro la povertà estrema e per limitare le sperequazioni".
In effetti, i due uomini hanno avuto esperienza simile con le periferie delle grandi metropoli americane (Bergoglio a Buenos Aires e Obama a Chicago, quando era un giovane avvocato che si occupava di mediazione sociale); persone nate lontane da quei mondi, si sono impegnati per quelle cause, seguendo ognuna la propria vocazione, che per Obama si è poi trasformata in un naturale approccio alla politica.
Su questo tema, i due non possono che intendersi. Così come affine può risultare il modo pragmatico con cui affrontano le grandi questioni ideali. Entrambi capaci a scavare e analizzare come pochi la complessità della problemi, sembrano però essere diversi nella traduzione pratica delle loro decisioni (come appare rivelare il differente linguaggio che i due usano): più diretto quello di Francesco, più contorno quello di Obama.

LA PIÙ BELLA CONFESSIONE DELLA MIA VITA

Dopo aver letto un libro sui veggenti mi è nato il desiderio di venire in pellegrinaggio a Medjugorje. Sono passati degli anni, ma io non avevo realizzato il mio desiderio. Viaggiando per lavoro nel 1998, le strade mi hanno portato da una signora che era andata molto spesso a Medjugorje e così abbiamo iniziato a parlare di questo. Allora mi ha dato un opuscolo sulla Madre di Dio a Medjugorje. Le dissi che già da molto avevo il desiderio di andare a Medjugorje e lei mi rispose che in quel momento mi si offriva l'occasione perché le sue nuore sarebbero andate qualche giorno dopo a Medjugorje e io avrei potuto andare con loro. Ho accettato.

Sulla Collina delle apparizioni ho pianto così tanto e ho vissuto un Rosario così gioioso che non riuscivo a trattenere le lacrime. In Chiesa ho incontrato la signora Mara, membro della comunità di preghiera e piangendo l'ho abbracciata chiedendole di perdonarmi perché piangevo. Lei ha fatto un cenno col capo e ha sorriso. Allora non capivo cosa significasse questo, ma ora mi è tutto chiaro.

Sull'autobus una volta la guida parlò dell'importanza della Confessione che forse per orgoglio non avevamo ricevuto, e ci disse che questa era l'occasione per riceverla proprio qui. Seguì le sue parole perché avevo un problema che mi faceva soffrire da anni, ma del quale, quando in passato ero andata a confessarmi, non avevo avuto la forza di parlare. Allora mi sono decisa ad andare e confessarmi sinceramente.
Durante la Santa Confessione piansi così tanto che singhiozzavo, ma quando il sacerdote mi ha rivolto alcune parole di consolazione ho vissuto la Santa Confessione come un vero dialogo amichevole, tale che mai nella vita l'avevo trovato. E' stato qualcosa di straordinario, inaspettato, miracoloso. Piangendo, sono uscita dal Confessionale sentendomi leggera e con una gioia senza fine. Ho pensato che tutti vedevano le mie lacrime, ma non me ne sono più preoccupata.

Sull'autobus le donne hanno pregato diverse preghiere senza sosta e ho desiderato io stessa di unirmi a qualche comunità di preghiera per poter pregare regolarmente. Non ci sono riuscita fino al 2003, finché non conobbi la comunità di preghiera di Medjugorje 'La visita di Maria' e da allora vado ogni Giovedì alla preghiera e alla Santa Messa. Ho imparato a rallegrarmi ogni giorno e a pregare per me stessa e per gli altri. Mi impegno a vivere i messaggi della Gospa , prego delle preghiere fisse e questo ha la sua durata , ma io maturo nella fede e nell'amore di Dio.

Zora Škrlin, Bistra, Croazia

Fonte: 'Glas mira' Febbraio 2005, pag. 6 traduzione personale dal Croato a cura di Manuel

mercoledì 26 marzo 2014

Tutto sarà svelato con tre giorni d’anticipo, cogliendo le ultime possibilità di salvarsi

Intervista a Padre Peter Ljubicic

 Il tempo dello svelamento dei dieci segreti è vicino, “sostanzialmente imminente”. Dieci segreti che, dicono coloro che ci credono, la Madonna avrebbe consegnato in tempi diversi ai sei veggenti (Vicka Ivankovic, Marija Pavlovic, Ivanka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Jakov Colo, Mirjana Dragicevic) e che rivelerebbero il futuro prossimo dell’umanità. La fine del mondo? L’ultimo strike? “Non proprio” dicono. “Piuttosto un nuovo inizio”.
Dieci segreti, dunque, come dieci furono le piaghe d’Egitto: due ammonimenti, un segno che i veggenti sostengono sarà “bellissimo, indistruttibile e non fatto da mani d’uomo”, e, infine, sette castighi, dei quali gli ultimi due particolarmente duri. Tutto sarà svelato con tre giorni d’anticipo, “in modo che al verificarsi di ogni segreto anche coloro che sono più increduli capiscano che è ora di decidersi per Dio e di cambiare vita, cogliendo le ultime possibilità di salvarsi”. Le ultime possibilità di ravvedersi, insomma. Nel 1982, si dice che la Madonna nel corso di un’apparizione fu drastica in merito: “Non aspettate il tempo dei segreti perché per molti sarà troppo tardi”.
A Medjugorje tutti sanno che tra i veggenti uno solo, a tempo debito, avrà il compito di rivelare i segreti al mondo: Mirjana Dragicevic. O meglio: Mirjana, quando la Madonna darà il proprio beneplacito, dovrà comunicarli uno dopo l’altro a colui che tutti chiamano “il prescelto”, un frate  di nome Peter Ljubicic. Lui, che quando iniziarono le apparizioni, era un giovane frate della parrocchia di Medjugorje, è stato scelto da Mirjana per questo delicato compito. “Ho scelto padre Peter”, avrebbe detto Mirjana alla Madonna. E lei, la Madonna, avrebbe benedetto la sua “saggia” decisione.
Saio francescano d’ordinanza, padre Ljubicic racconta al Foglio tutto ciò che sa: “Mirjana mi svelerà il contenuto di ogni segreto quando la Madonna vorrà”. Quando esattamente? “Nessuno può dirlo. Un giorno i veggenti l’hanno chiesto alla Madonna che ha risposto loro: ‘Perché volete saperlo? Siete stanchi di vedermi?’. Quando arriverà il momento io e Mirjana pregheremo e digiuneremo per sette giorni. Trascorsi sette giorni annuncerò al mondo il segreto che si manifesterà puntualmente tre giorni dopo”.
Ci sarà pianto e stridore di denti? Padre Ljubicic sorride: “In merito al contenuto dei segreti non sappiamo niente. Solo i veggenti sanno, ma non parlano. A chi ha chiesto loro qualcosa di più hanno sempre risposto: ‘Se ve li sveliamo, che segreti sono?’. Si può soltanto dire che si tratta di qualche cosa che deve accadere in un particolare posto e in un determinato tempo. Quando e dove tutto ciò accadrà non lo sappiamo e non serve a nulla speculare oppure fare false previsioni. Dobbiamo soltanto vivere l’esistenza di questi misteri come un aiuto per noi per prendere maggiormente sul serio la vita che Dio ci ha regalato e utilizzare questo tempo per la conversione e per la salvezza delle nostre anime”. Davvero non si sa nulla del contenuto dei segreti? “Mirjana mi ha detto soltanto che i primi due riguardano la parrocchia di Medjugorje. E che contengono un’ammonizione e un importante avvertimento destinati ai fedeli della stessa. Se questi due segreti si avvereranno, ognuno saprà che i veggenti hanno detto la verità e dovremo qualificare le apparizioni come autentiche. Il terzo segreto, invece, sarà un segno visibile sulla collina dietro la parrocchia dove per la prima volta apparve la Madonna, il cosiddetto Podbrdo. Tutti coloro che hanno creduto nelle apparizioni e su di esse hanno orientato la loro vita, ne gioiranno molto. Ma per tutti gli uomini sarà un segno di conversione.
Più volte Mirjana ha parlato del nono e del decimo segreto. Ha detto che sono gravi. Sono un castigo per i peccati del mondo. Il castigo può essere diminuito dalle preghiere e dalla penitenza, ma non può essere evitato. Un male che minacciava il mondo, secondo il settimo segreto, è stato cancellato grazie alla preghiera e ai digiuni, ha detto Mirjana. Per questo, la Vergine continua a invitare alla preghiera e al digiuno”.
Una sera di trent’anni fa padre Ljubicic era in parrocchia, a Medjugorje. Fu Mirjana ad avvicinarlo e a dirgli: “Sei stato scelto. Sarai tu a comunicare al mondo il contenuto dei segreti”. Racconta Ljubicic: “Inizialmente ho creduto che fosse uno scherzo. Mi sono domandato se tutto ciò potesse essere vero. Il fatto che io fossi stato scelto era un onore ma insieme anche una responsabilità. Chiesi a Mirjana: ‘E’ davvero possibile tutto questo?’ Mi fece capire di sì. Rimasi in silenzio ma immediatamente fui pervaso da una profonda sicurezza. Non avevo né ansia né paura. Ho subito pensato che se me lo chiedeva la Madonna dovevo obbedire”.


Spiega padre Ljubicic che la diocesi di Mostar da sempre è stata critica nei confronti di Medjugorje e che “ancora oggi credo lo sia”. Perché? “Non ho una risposta a questa domanda. Probabilmente c’è paura di concedere un riconoscimento mentre le apparizioni sono ancora in corso. I vescovi di Mostar non riescono a vedere nulla di positivo in Medjugorje.
E’ strano: qui avvengono miracoli, la gente si converte, i frutti ci sono e sono frutti di Dio. Ma loro non li vedono. E’ una cosa difficile da capire e anche da spiegare”. E il Vaticano? In questi mesi i veggenti sono stati ascoltati dalla commissione presieduta da Ruini. Di ritorno erano molto sereni e soddisfatti. In questo io leggo un segno che tutto andrà nel migliore dei modi”.
Fonte: http://messaggimedjugorje.blogspot.it/2012/04/intervista-padre-peter-ljubicic.html