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mercoledì 30 aprile 2014

Celebrare maggio, mese della Madonna, a Medjugorje


Maggio è il mese dedicato, in tutto il mondo e a Medjugorje, alla Madonna. Una lunga tradizione popolare, fatta propria della Chiesa, associa la Madre di Gesù all’arrivo della primavera, ai profumi nuovi che si diffondono nell’aria, al tepore del sole e allo sbocciare dei fiori. Il trionfo di nuova vita che rispecchia la maternità immacolata della Madonna, simbolo di amore e rinascita, ma anche fiore splendido tra i più belli creati da Dio. Il mese di maggio segna il momento di passaggio tra l’inverno e l’estate, il cambiamento climatico che preannuancia il rifiorire della natura dopo i rigori dell’inverno e sembra alludere alla mano che la Madonna, oggi più che mai, tende all’uomo per condurlo nel suo cammino verso la Luce, abbandonando le tenebre. Quale momento dell’anno dedicare, allora, alla Madonna, se non quello in cui tutto si risveglia e risplende di luce e bellezza?
I cristiani di tutto il mondo celebrano con devozione questo mese: nelle parrocchie sono più frequenti i momenti dedicati alla recita del Rosario e si moltiplicano le iniziative spontanee per dedicare quotidianamente pensieri e preghiere alla Madonna. Tutto, però, assume un significato ancora più profondo se riferito a Medjugorje, il paese in cui la Madonna è apparsa nel 1981, appare ancora oggi ai veggenti e lascia agli uomini i suoi messaggi di preghiera, sacrificio, conversione e speranza. Come viene vissuto il mese della Madonna a Medjugorje?
Nel corso del mese di maggio cresce il numero dei pellegrini che giungono a Medjugorje; la parrocchia di San Giacomo, come del resto l’intera comunità parrocchiale, si prepara ad accogliere i fedeli attrezzando al meglio aree e luoghi da mettere a disposizione dei viaggiatori. In realtà, la devozione nei confronti della Madonna è sempre presente nei cuori dei credenti anche durante gli altri mesi dell’anno, ma il periodo di maggio e ottobre registra, comunque, un incremento dei flussi di persone in arrivo nel paesino croato. Ci si prepara con cura, dunque, ai numerosi momenti di preghiera che convogliano qui moltissimi fedeli da ogni parte del mondo per rivolgere il loro pensiero alla Madre di Cristo: la recita del Rosario è sicuramente uno dei punti fermi delle celebrazioni liturgiche. Il Rosario accompagna l’uomo verso Dio, accorcia il cammino che egli deve percorrere per entrare in piena comunione con lui. La Madonna, intermediaria tra l’uomo e Dio, invita i fedeli a concentrarsi nella preghiera, perchè essa permette non solo di rivolgere il proprio sguardo a Gesù, ma lo aiuta a preparare il proprio animo al sacramento della Riconciliazione. Gli uomini possono sentirsi, in momenti come questi, più vicini a Dio. Pregare, quindi, la Madonna aiuta a ritrovare Dio e in questo mese particolare, in cui ogni attenzione le è dedicata, questo avvicinamento e apertura alla sua parola sembra più sentito, più reale e più profondo. Confessione, adorazione Eucaristica, Via Crucis, venerazione della Croce e preghiera dei malati sono i momenti principali in cui i pellegrini possono manifestare la propria fede, concentrarsi nella riflessione interiore e nella meditazione del mistero divino. La Parrocchia di San Giacomo è il centro di questa grande devozione, con i suoi luoghi di preghiera aperti a tutti i fedeli. Il mese di maggio a Medjugorje è il periodo in cui si percepisce con maggiore intensità la necessità di pregare la Madonna, di rivolgerle un pensiero, di ascoltare con maggior consapevolezza i suoi messaggi, di accogliere la speranza che essa cerca di trasmettere a quanti le aprono la mente e il cuore.
Fonte:  http://www.viaggimedjugorje.com/celebrare-maggio-mese-della-madonna-a-medjugorje/

l’intelletto è una “grazia” divina che suscita nel cristiano “la capacità di andare al di là dell’aspetto esterno della realtà



Udienza generale. Il Papa: Dio ci doni la grazia dell’intelletto per capire le cose come Lui

Per capire le cose della vita usiamo l’intelligenza, per comprendere quelle di Dio abbiamo bisogno dell’“intelletto”. La prima è una dote umana, il secondo è un dono dello Spirito Santo. Papa Francesco distingue tra due parole che i vocabolari considerano sinonimi. Non così nella dimensione della fede, dove fra intelligenza e intelletto corre invece un abisso perché – spiega il Papa – rispetto all’intelligenza l’intelletto è una “grazia” divina che suscita nel cristiano “la capacità di andare al di là dell’aspetto esterno della realtà e scrutare le profondità del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza”:

“Questo dono ci fa capire le cose come le capì Dio, come le capisce Dio, con l’intelligenza di Dio. Perché uno può capire una situazione con l’intelligenza umana, con prudenza, e va bene. Ma, capire una situazione in profondità, come le capisce Dio, è l’effetto di questo dono. E Gesù ha voluto inviarci lo Spirito Santo perché noi abbiamo questo dono, perché tutti noi possiamo capire le cose come Dio le capisce, con l’intelligenza di Dio. E’ un bel regalo che il Signore ci ha fatto a tutti noi”.

Regalo che non vuol dire automatismo, perché per “intus legere”, cioè per “leggere dentro” – come dicevano i latini, da cui la parola “intelletto” – è necessaria una vita di fede, alla quale questo dono è “strettamente connesso”, afferma il Papa. Che soggiunge: “Quando lo Spirito Santo abita nel nostro cuore e illumina la nostra mente ci fa crescere giorno dopo giorno nella comprensione di quello che il Signore ha detto e ha compiuto”:

“Capire gli insegnamenti di Gesù, capire la sua Parola, capire il Vangelo, capire la Parola di Dio. Uno può leggere il Vangelo e capire qualcosa, ma se noi leggiamo il Vangelo con questo dono dello Spirito Santo possiamo capire la profondità delle parole di Dio. E questo è un gran dono, un gran dono che tutti noi dobbiamo chiedere e chiedere insieme: Dacci, Signore, il dono dell’intelletto”.
Un dono che permette di capire anche le cose della vita, ma dal punto di vista di Dio e come esempio emblematico Papa Francesco termina la catechesi citando la vicenda dei discepoli di Emmaus, che tristi e disperati tornano a casa senza riconoscere che Gesù cammina accanto a loro se non quando comincia a spiegare le Scritture che Lo riguardano. Solo in quel momento, ricorda il Papa, “le loro menti si aprono e nei loro cuori si riaccende la speranza”:

E questo è quello che fa lo Spirito Santo con noi: ci apre la mente, ci apre per capire meglio, per capire meglio le cose di Dio, le cose umane, le situazioni, tutte le cose. E’ importante il dono dell’intelletto per la nostra vita cristiana. Chiediamolo al Signore, che ci dia, che ci dia a tutti noi questo dono per capire, come capisce Lui, le cose che accadono e per capire, soprattutto, la Parola di Dio nel Vangelo”.
Nelle sue parole in varie lingue post-catechesi, Papa Francesco ha ricordato a più riprese la Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, salutando i vari gruppi di pellegrini che affollano a migliaia la Basilica per venerare i due Papi Santi. La vostra visita, ha concluso, “sia occasione per approfondire la propria appartenenza al Popolo santo di Dio”.




Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/04/30/udienza_generale._il_papa:_dio_ci_doni_la_grazia_dell%E2%80%99intelletto_per/it1-795186 
del sito Radio Vaticana

Dal 1° Maggio cambia l' orario del programma di preghiera a Medjugorje

Come ogni anno, a partire da giovedì 1° maggio prossimo, l’orario del programma di preghiera serale a Medjugorje verrà modificato. La preghiera del Rosario in chiesa parrocchiale inizierà alle ore 18:00, mentre la Santa Messa sarà alle ore 19:00 e verrà seguita dal consueto programma di preghiera, a seconda del giorno della settimana. L’Adorazione si terrà il martedì ed il sabato alle ore 22:00 ed il giovedì alle ore 20:00, dopo la Santa Messa serale. La Via Crucis del venerdì sul Križevac ed il Rosario domenicale sul Podbrdo avranno inizio alle ore 16:00.
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/

Un anno dopo l’inizio delle apparizioni, Marijana e Jelena ricevono il dono delle "locuzioni interioni"


Testimonianza di Marijana Vasilj 

“ Questo dono che abbiamo io e la mia amica Jelena è iniziato circa un anno dopo l’inizio delle apparizioni nella nostra parrocchia.  La prima volta il 25 Dicembre 1982 Jelena ha sentito la voce della Gospa. Lei, come l’angelo, ha invitato Jelena a pregare e le ha detto di chiamare altri a pregare insieme a lei. Dopo ciò i genitori e noi amici più stetti di Jelena abbiamo pregato quotidianamente con lei. Dopo tre mesi di preghiera insieme, la Madonna ha detto che anche qualcun altro dei presenti avrebbe ricevuto il dono della locuzione interiore. Io ho sentito per la prima volta la Madonna nel 1983. Da quel giorno io e Jelena abbiamo ascoltato la Gospa e accolto insieme i suoi messaggi.

Uno dei primi messaggi della Madonna era il suo desiderio che io e Jelena fondassimo un gruppo di preghiera di giovani nella nostra Parrocchia. Abbiamo portato questo messaggio ai Sacerdoti e, col loro aiuto, abbiamo creato questo gruppo di preghiera che all’inizio era formato da circa 10 giovani. All’inizio la Madonna dava ogni volta un messaggio per il gruppo e ci ha chiesto di non scioglierlo per 4 anni, perché la Gospa voleva in questi 4 anni guidare il gruppo e ad ogni incontro del gruppo dava dei messaggi. All’inizio la Madonna ha chiesto che il gruppo si riunisse a pregare una volta alla settimana, dopo un po’ di tempo ci ha chiesto di pregare insieme due volte alla settimana e poi ci ha chiesto di riunirci tre volte alla settimana. Dopo i 4 anni la Madonna ha detto che tutti coloro che sentivano una chiamata interiore potevano lasciare il gruppo e scegliere la loro strada. Così, una parte dei componenti ha lasciato il gruppo e una parte ha continuato a pregare insieme. Questo gruppo prega ancora oggi. Le preghiere che la Madonna ci ha chiesto sono: il Rosario di Gesù, preghiere spontanee, su cui la Gospa ha parlato in modo particolare. La preghiera spontanea – dice la Madonna – è il nostro dialogo con Dio.
Pregare non vuol dire solo pregare il Padre nostro, ma noi dobbiamo imparare a parlare con Dio durante la preghiera, ad aprire completamente il nostro cuore e a dire al Signore tutto ciò che abbiamo nel cuore: tutte le nostre difficoltà, problemi, croci… . Lui ci aiuterà, ma noi dobbiamo aprire il cuore. La Madonna ha chiesto che ogni nostro incontro nel gruppo iniziasse e terminasse con la preghiera spontanea. La Madonna ci ha chiesto di pregare 7 Padre nostro, 7 Ave e 7 Gloria e 5 Padre nostro per tutti i Vescovi i Sacerdoti e i religiosi. La Gospa chiede di leggere la Bibbia di meditarla e di dialogare sui messaggi che Lei ci ha dato.
Dopo 4 anni tutti coloro che sono stati nel gruppo di preghiera hanno concluso che questi anni sono stati per noi scuola di preghiera e di amore con Maria”.
Fonte: tratta dalla M.L. Informazioni da Medjugorje (Manuel)

martedì 29 aprile 2014

“Dio mi ha guarito da due tumori per testimoniare la fede”




Guarito da due tumori perche’ diventasse apostolo della fede cristiana. E’ l’ incredibile storia di Paolo Brosio che nel  libro ”Profumo di lavanda” , presentato sul volo che lo portava da Verona a Medjugorie per l’ ennesimo pellegrinaggio mariano, rivela l’incontro con il carismatico brasiliano Ironì Spuldaro gli ha cambiato definitivamente la vita.
A questa esperienza, avvenuta nel maggio del 2009 al congresso del Rinnovamento dello Spirito Santo, quando Brosio aveva già intrapreso un cammino di conversione mariana, è dedicato il primo capitolo del libro. ”Ironì mi incontrò a Rimini, non ci eravamo mai visti e mi disse che sarei dovuto morire perché colpito da due tumori, uno al fegato ed
uno ai polmoni. Poi aggiunse che Dio non aveva voluto perché dovevo diventare un apostolo della fede, perché io potevo, con l’ accesso ai media, catechizzare l’ Italia e l’ Europa. Ho fatto diversi accertamenti diagnostici e tracce dei due tumori ci sono veramente e non lo sapevo”.
”Profumo di lavanda” è il seguito di ”A un passo dal baratro” che ha venduto oltre 200 mila copie e che Mondadori lo ha scelto per farne il suo primo libro digitale che si può leggere su Ipad e in cui Brosio legge le prime 30 pagine di ogni capitolo. 

Ecco il video:

Fonte: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/paolo-brosio-dio-tumori-fede-620655/

A Medjugorje la mia presunzione si è trasformata in umiltà.


Come Medjugorie ha cambiato la mia vita

Una testimonianza sul pellegrinaggio a Medjugorie

Come Medjugorie ha cambiato la mia vita Non credevo che ci fossero emozioni così intense in grado di cambiare drasticamente la mia vita, come mi è successo a Medjugorie.
Ne avevo sentito parlare dai media e ultimamente dai parenti. Le meraviglie che arrivavano ai miei occhi mi incuriosivano e mi obbligavano a fare una scelta tra due possibilità: non tenere conto della cosa, perché frutto della credulità di chi voleva crederci ad ogni costo, oppure verificare direttamente, anche se scettico, queste voci strabilianti. In realtà esisteva anche una terza scelta che allora non consideravo: la voglia intima di cambiare la mia vita inutile e senza prospettive.
Tuttavia, quando mi hanno chiesto di aggregarmi ad un pellegrinaggio a Medjugorie ho aderito immediatamente. Con molta allegria abbiamo viaggiato in pullman, accompagnati dalle battute e dalle barzellette di Gianmario, dagli sforzi di don Dario di parlare (e di convincerci a parlare) in italiano e dalle direttive di Sergio, il capospedizione.Tra una cosa e l’altra si recitavano preghiere e rosari, si cantavano inni alla Madonna e don Dario ha celebrato anche la S. Messa. Io, che non pregavo da anni e ascoltavo la messa solo in occasione di matrimoni e funerali, mi sentivo piacevolmente coinvolto e mi adeguavo con buona volontà, anche se un po’ a disagio.
I tre giorni trascorsi a Medjugorie, poi, sono stati talmente intensi ed esaltanti che ci vorrebbe
tutto il giornalino per descriverli. Mi sono rimasti impressi in particolare:
  • L’adorazione notturna all’Eucarestia: nell’attesa, una folla multilingue (chi in piedi, chi seduto e addirittura qualcuno in ginocchio sul selciato) pregava e ascoltava il coro che, in modo tranquillo e sommesso, cantava in varie lingue. Immerso in questa bellissima e rilassante atmosfera il mio cuore indurito cominciava a sciogliersi;
  • Le visite ai luoghi delle apparizioni, procedendo lentamente e recitando il rosario;
  • La salita al monte Krizevac, con la recita delle 14 stazioni della Via Crucis;
  • Le toccanti testimonianze date dalle ragazze ospiti della comunità “Cenacolo” di suor Elvira, dai membri della comunità “Nuovi Orizzonti” di Chiara Amirante e da una dei veggenti, mia coetanea, che è stata testimone diretta per oltre 30 anni degli avvenimenti legati alle apparizioni e che in modo obiettivo li rapporta alle situazioni politiche e religiose di questi anni.
Sono stato poi colpito e disorientato dal prodigio del sole: sembrava che Dio lo facesse per i presuntuosi come me. Oltre alla salvezza delle anime e alle conversioni, che sono i suoi veri miracoli, ci dimostrava che Lui può fare e disfare ciò che ha creato.
La verifica di quello che succede a Medjugorie si è rivelata positiva, e la mia presunzione si è trasformata in umiltà. Ora so che Dio c’è e che mi vuole un bene immenso; il miracolo che interessava alla Madonna è accaduto proprio a me, grazie alle preghiere dei miei parenti: la Madonna mi ha chiamato per aprirmi gli occhi. Ora spero che, grazie alla sua intercessione, il miracolo duri.
Auguro ai tanti immersi nel dubbio di fare la mia stessa esperienza. Dio sia lodato.
Roberto Rizzoli

Fonte:  http://www.parrocchiabovolone.it/adulti-e-famiglie/come-medjugorie-ha-cambiato-la-mia-vita_199.html

Quando decidiamo di liberarci della croce del matrimonio in realtà la mettiamo sulle spalle dei nostri figli.

 Fulminata dallo Spirito Santo! 

Battistina 47 anni
“In principio non ero interessata alla proposta del mio compagno di un viaggio a Medjugorje, poi una mattina all’alba accompagnando degli amici all’aeroporto, sentii la canzone di Radio Maria, quella stessa canzone che da anni mi infastidiva quando cercavo stazioni radio, improvvisamente era diventata commovente, le lacrime scendevano ininterrottamente senza un apparente motivo … capii più tardi che la Madonna mi chiamava…
La mia conversione è avvenuta a Medjugorje nel luglio 2012 durante l’Adorazione Eucaristica, mi sono ritrovata in ginocchio con il cuore “vivo” tra le mani, e ho visto passare davanti ai miei occhi tutta la mia vita, distinguendo chiaramente bene e male, tutto quello che mi era sembrato bene in quel momento, diventava male, incominciai a sentire un grandissimo dolore per il mio divorzio, come avevo potuto rompere una promessa fatta davanti a Dio? - risuonavano nella mia mente le parole “non osi separare l’uomo ciò che Dio unisce.” 
Capii che la mia serenità’ era solo nella mente, il cuore era congelato, mi ero sempre sentita dalla parte del giusto, la vittima. Vidi in quel momento quanto era stato duro il mio cuore, vidi il dolore che avevano provato i miei 4 figli, mio padre, i miei suoceri e soprattutto vidi che non ero affatto vittima … in realtà non avevo mai perdonato nessuno; quando la più grande in 4 elementare aveva insistito per fare la comunione le dissi che non significava niente, e il più piccolo non era neanche battezzato; vidi tutti i libri che avevo comprato in 20 anni sulla New Age, come avevo potuto impiegare tutto quel tempo in letture e corsi di formazione alla ricerca di me stessa che avevano il solo fine di allontanarmi da Dio e dalla mia famiglia.
Il dolore si faceva sempre più forte e piano piano mi ritrovai con la faccia a terra, dissi: “ Signore fammi morire qui perché non sono degna neanche di sollevare la faccia da terra” , e poi sentii come un abbraccio immenso di amore e una gioia che non è di questa terra e pensai: “ai miei figli in 18 anni ho dato tutto ma non ho dato niente, perché’ non gli ho dato “questo”, forse se rimango qui a pregare per il resto della mia vita per loro, faccio meglio di quanto potrei fare tornando a casa.”
Se io che ero la mamma “il focolare della casa”, avessi coltivato la preghiera anziché altre cose inutili, i miei figli avrebbero ancora una famiglia unita.
Quando decidiamo di liberarci della croce del matrimonio in realtà la mettiamo sulle spalle dei nostri figli. Sentii in quel momento che dovevo rimanere legata alla mia promessa di fedeltà e decisi di fare voto di castità e offrire questo affinché 1000 famiglie non si separino. Il mio compagno sentì la stessa cosa e mi disse che dovevamo consacrarci totalmente. Tornata a casa mi confessai più volte, qualche sacerdote di fronte alla scelta di castità mi disse che non era necessario, qualcuno disse che era una nostra invenzione, ma io ero così sicura e decisa e mi sembrava ben poco davanti all’infinita misericordia che avevo ricevuto.
I miei figli iniziarono a pensare che ero impazzita, perché andavo alla Santa Messa e avevo appeso il crocifisso nel soggiorno, la più grande era molto arrabbiata di fronte al mio entusiasmo e mi disse: “e allora tutto quello che mi hai raccontato in 18 anni?”, “scusami” le dissi “mi sono sbagliata”.
Nel mese di novembre ritornai a Medjugorje con tutti e quattro, affinché potessero capirmi e nella speranza del loro incontro con il Signore, li osservavo da lontano e nell’attesa pensavo: “ma se io, mamma , con il poco amore di cui sono capace, sono così felice quando i miei figli pregano, quanto sarà felice la nostra Mamma celeste? E quanto sarà infelice per i figli che si perdono?”.
Tutti sono stati toccati nel cuore, abbiamo fatto tutti insieme il catechismo e nove mesi dopo, il più piccolo all’età di 10 anni ha ricevuto il Battesimo e poi nella stessa celebrazione hanno fatto la Comunione tutti insieme, quel giorno è stato il giorno più bello della mia vita, è stato come vederli rinascere tutti in una volta.
Io e il mio compagno siamo rimasti insieme per un anno come fratello e sorella, ma ogni giorno chiedevo a Dio di capire qual era la sua volontà, se dovevamo rimanere vicini per sostenerci a vicenda o se dovevamo separarci completamente, per molto tempo ho sentito questo dubbio nel cuore, ma molto lentamente il Signore ha fatto in modo che il lavoro ci allontanasse.
Dopo la conversione ricominciai a comunicare con il mio ex marito, da 9 anni ogni nostra telefonata finiva urlandoci a vicenda. Tanto che per un anno non parlammo più e lui comunicava con me solo attraverso i ragazzi. Quando riconobbi le mie colpe, vidi i suoi errori solo come conseguenza dei miei, svanì il rancore, ero io che dovevo chiedere perdono. 
A poco a poco ho ricominciato a sentire quel legame profondo sigillato da Dio, ho ricominciato a sentirmi moglie dopo tanto tempo, ma non capivo, ero molto confusa, andai dal mio sacerdote, per chiedere se era lecito che mi sentissi moglie, anche se lui era legato ad un'altra persona con un figlio, mi disse che il matrimonio è indissolubile davanti a Dio. Ora quell’amore che pensavo cancellato o addirittura mai esistito, l’ho ritrovato intatto nel profondo del mio cuore, lo custodisco nella sua purezza e prego ogni giorno per la sua conversione e per tutte le famiglie. Ringrazio Gesù e Maria per le infinite grazie che ogni giorno riceve la mia famiglia, proseguendo su questo cammino di conversione”.

Suor Emmanuel
Fonte : https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152391724137065&set=a.293659747064.174654.291586927064&type=1&theater

lunedì 28 aprile 2014

Dopo un viaggio a Medjugorje, un musulmano, si converte al cristianesimo

La testimonianza di Mohamed si inserisce a pieno titolo tra i numerosi racconti di conversione avvenuti dopo un viaggio a Medjugorje e l’incontro con la forza spirituale che qui sembra essersi concentrata. La sua storia è, però, speciale non solo perchè Mohamed era musulmano, nato e cresciuto in Medio Oriente, educato al Corano e vissuto secondo i dettami della propria religione, trasferito poi in Germania e sposato con una donna cristiana, ma anche perchè il messaggio che egli ha voluto diffondere a seguito del suo cambiamento è un messaggio di amore, speranza e pace, di comunione spirituale tra tutte le fedi del mondo. Nessuna religione può dirsi superiore alle altre: ciascuna ha le proprie caratteristiche, le proprie peculiarità, ma gli insegnamenti che le animano dal profondo devono essere comuni e non in conflitto tra loro.
Un libro su Medjugorje ha cambiato la sua vita. Da qui Mohamed ha tratto lo spunto per riflettere sulla propria fede e comprendere cosa realmente si aspettava da essa. La conoscenza di questo posto miracoloso, dove la Madonna vive, cammina e parla con gli uomini, ha rappresentato una chiave di volta per la comprensione profonda di sè e del suo cammino religioso. Il Corano era stata tutta la sua vita, ma l’esperienza vissuta a Medjugorje lo ha portato ad accogliere con cuore rinnovato e aperto il sacramento del Battesimo, il segno che tutti i cristiani ricevono nel momento in cui si donano a Dio.
Mohamed a Medjugorje si è convertito alla religione cristiana. Si è fatto battezzare, cosa che non aveva mai preso realmente in considerazione, nonostante avesse sposato una donna cristiana. In famiglia nessun contrasto su come vivere la differenza delle proprie fedi, utilizzandole come una risorsa spirituale e culturale piuttosto che come motivo di contrapposizione; nell’educazione dei figli, ha prevalso un atteggiamento assolutamente liberale, senza obblighi o costrizioni. Quando Mohamed cominciò a meditare sul passo che si stava avviando a compiere, iniziò, con grande senso di responsabilità, a studiare la Bibbia e a seguire con impegno le messe. I sacerdoti erano diffidenti e gli consigliarono di riflettere bene su questo importante cambiamento di vita, ma nessun dubbio gli impedì di farsi battezzare, nel 1988, proprio nella parrocchia di Medjugorje.
Ricevere il Battesimo in età adulta e dopo aver ragionato con piena consapevolezza cambia sicuramente il modo con cui si osserva e si percepisce tutto ciò che ci circonda. Mohamed, dopo aver abbracciato la fede cristiana, ha manifestato tutta la sua gioia per aver acquisito questa nuova prospettiva: come un velo che cade e libera la visuale, egli si è sentito come se avesse totalmente recuperato la vista, parziale fino a qualche tempo prima. La felicità per aver accolto l’amore e la tolleranza, pregno degli insegnamenti della Madonna di Medjugorje, è stato un importante spunto per una riflessione a trecentosessanta gradi sul rapporto tra le religioni e una esortazione al rispetto delle fedi diverse.
Mohamed ha anche scritto un libro, Bibbia e Corano, nel quale ha voluto insistere sul fatto che cristiani e musulmani credono, in fin dei conti, nello stesso Dio e che, spesso, i conflitti nascono da malintesi mai risolti, moltiplicandosi poi in maniera esponenziale e sfociando nelle terribili violenze che ben conosciamo. Le religioni del mondo dovrebbero ripartire da un nuovo inizio, lottando non per affermare un principio di superiorità e predominio, ma per quei valori supremi e condivisi da tutti come giustizia e tolleranza.
Fonte : http://www.viaggimedjugorje.com/dopo-un-viaggio-a-medjugorje-mohamed-musulmano-si-converte-al-cristianesimo/

domenica 27 aprile 2014

La storia del grande miracolo di Ugo Festa


La storia del grande miracolo di Ugo Festa
                                                  

Nella chiesa del piccolo villaggio di Šurmanci, località a pochi chilometri da Medjugorje, si trova un’icona miracolosa di Gesù Misericordioso.
Nel 1990 quest’icona si trovava nel Santuario della Divina Misericordia a Trento. Qui è avvenuta la guarigione miracolosa di Ugo Festa.
Ugo Festa nasce nel 1951 e, da giovane, si ammala di sclerosi multipla. Si aggiungono poi a questa grave menomazione altre croci terribili: verso i trent’anni la distrofia muscolare e l’epilessia, poi un grave problema di deformazioni alla spina dorsale e crisi convulsive ogni giorno. E’ inchiodato a una sedia a rotelle. La sua situazione è così disperata che anche i medici gli confessano di non poter fare niente. Da qui, per questo destino tremendo, la sua ribellione a Dio. Ma Ugo intuisce che gli resta una sola cosa da fare: può solo pregare, gridare a Dio. Così il 28 aprile 1990 va in pellegrinaggio a Roma: lo presentano a Madre Teresa che in quei giorni è a Roma. Lei lo consola, lo accarezza. Gli propongono di andare a pregare al Santuario della Divina Misericordia, a Trento, ma lui dice di no. Una suora del gruppo però gli lascia cinque copie dell’immagine della Divina Misericordia e una medaglia con la stessa icona.
Così il giorno dopo, il 29 aprile, Ugo si fa portare all’udienza del Santo Padre, nell’Aula Nervi, con la medaglietta al collo e quell’immagine fra le braccia per farla benedire dal Papa, ma con qualche imbarazzo perché lui non è mai stato uno stinco di santo. Sulla scalinata di S. Pietro, Giovanni Paolo II passa proprio vicino a lui. Il Papa lo guarda, si ferma, benedice l’immagine e chiede a quell’uomo strano e sofferente: “come sta?”. Ugo a questo punto dà sfogo a tutta la sua disperazione, dice di sentirsi completamente sconfortato e di essere profondamente in crisi. In quel suo pianto c’è tutta la sua vita di dolore e la sua ribellione.

Il Papa lo ascolta, con tenerezza gli sorride e poi gli dice: “Ma come puoi essere in crisi se hai fra le tue braccia Gesù Misericordioso? Affida tutto te stesso a Lui e prega la mia sorella Faustina che interceda per te”.
Ugo è colpito dalle parole del Papa. Dentro di sé qualcosa è cambiato. Decide così di andare davvero al Santuario della Divina Misericordia, a Trento. Davanti a quell’immagine di Gesù, a grandezza naturale, prega per tre giorni. Il quarto accade qualcosa di inspiegabile e straordinario. Ugo nota d’improvviso che l’immagine è diventata viva e Gesù gli sta realmente tendendo le sue braccia; sente che tutto il suo corpo è attraversato da un calore molto forte. Si ritrova in piedi con le braccia protese verso il Signore e lo invoca con forza. Vede Gesù venire verso di lui, con quella veste bianca che ondeggia, come nella brezza. Ugo in una frazione di secondo pensa: “Mio Dio, ma è l’uomo di Galilea. E viene proprio verso di me!”. Non crede ai suoi occhi, dubita, teme di essere diventato pazzo, di sognare. A questo punto sente Gesù che pronuncia queste chiare parole: “Alzati e cammina!”. E così comincia a camminare. Di colpo tutte le gravi malattie che lo affliggevano sono sparite, sono state guarite. D’improvviso si trova fisicamente sano come mai era stato nella sua vita. In un istante è un altro uomo. Per sincerarsene corre fuori. E’ sconcertato, ma felice.

Il 19 agosto seguente Ugo Festa torna a San Pietro, all’udienza del papa. Viene portato ancora una volta da lui. Non più lacrime di dolore ma solo di gioia. Racconta a Giovanni Paolo II l’immensa grazia che ha ricevuto e lo ringrazia per avergli raccomandato, il 29 aprile precedente, di rivolgersi alla Divina Misericordia. Da questo momento comincia per lui una nuova esistenza.
Parte come infermiere volontario per aiutare Madre Teresa nelle sue missioni in India e Africa e dedica la sua vita all’assistenza dei più bisognosi, soprattutto extra-comunitari, fino al momento della sua morte avvenuta il 22 Maggio 2005.
Il miracolo ottenuto da Ugo Festa è negli atti del processo che ha portato Santa Faustina sugli altari e conferma il legame misterioso fra papa Wojtyla e la suora polacca.
Nel frattempo, su richiesta dell’arcivescovo di Spalato mons. Franic, l’icona viene spedita a Spalato in occasione di un’importante processione per la pace, con destinazione Medjugorje. Qui, dapprima, viene collocata nella Cappella dell’Adorazione e poi trasferita nella chiesa  di Šurmanci dove si trova tutt’ora. In questa chiesa, oltre all'icona di Gesù Misericordioso, viene custodita anche una reliquia di S. Faustina.”


Domenica 27 aprile FESTA DELLA DIVINA MISERICIRDIA

La Festa della Divina Misericordia

La Festa della Divina Misercordia è celebrata, secondo il desiderio di Gesù, la seconda domenica di Pasqua. Ciò per sottolineare la stretta unione che esiste tra il mistero pasquale della Salvezza e la festa. E' dunque questo un giorno di grazia per tutti gli uomini, poichè Cristo ha legato a questa festa grandi promesse, tra cui la remissione totale dei peccati e delle pene temporali. La festa della Divina Misericordia è preceduta da una novena, che consiste nel recitare dal giorno del Venerdì Santo, la Coroncina alla Divina Misericordia e leggere la Novena che Gesù stesso ha dettato a Santa Faustina. Nel giorno della Festa della Divina Misericordia, Gesù desidera che l'immagine sia benedetta e venerata pubblicamente e i sacerdoti parlino della grande e insondabile Misericordia di Dio. I fedeli, per ottenere le grazie promesse, debbono restare in stato di grazia (previa confessione fatta nei giorni precedenti), debbono adempiere alle condizioni richieste dal culto della Divina Misericordia (fiducia in Dio e atti di carità verso il prossimo) e devono accostarsi in quel giorno alla santa Comunione.

Il sacramento della riconciliazione e la santa Eucaristia Gesù diceva a Santa Faustina: 'Quando ti accosti alla santa confessione, scendono sempre sulla tua anima il Mio Sangue ed Acqua, che uscirono dal Mio Cuore e nobilitano la tua anima. Ogni volta che vai alla confessione, immergiti tutta nella Mia Misericordia con grande fiducia, in modo che io possa versare sulla tua anima l'abbondanza della Mie grazie. Quando vai alla confessione, sappi che Io stesso ti aspetto in confessionale, Mi copro soltanto dietro al sacerdote, ma sono Io che opero nell'anima. Lì la miseria dell'anima s'incontra col Dio della misericordia.
Dì alle anime che da questa sorgente della misericordia possono attingere le grazie unicamente col recipiente della fiducia. Se la loro fiducia sarà grande, la Mia generosità non avrà limiti. I rivoli della Mia grazia inondano le anime umili. Dì alle anime dove debbono cercare le consolazioni cioè nel tribunale della misericordia, lì avvengono i più grandi miracoli che si ripetono continuamente. Per ottenere questi miracoli non occorre fare pellegrinaggi in terre lontane nè celebrare solenni riti esteriori, ma basta mettersi con fede ai piedi di un Mio rappresentante e confessargli la propria miseria ed il miracolo della Divina Misericordia si manifesterà in tutta la sua pienezza.

Anche se un'anima fosse in decomposizione come un cadavere ed umanamente non ci fosse alcuna possibilità di risurrezione e tutto fosse perduto, così non sarebbe per Dio: un miracolo della Divina Misercordia risusciterà quest'anima in tutta la sua pienezza. Infelici coloro che non approfittano di questo miracolo della Divina Misericordia! La invocherete invano, quando sarà troppo tardi!'
Grande importanza nella vita di un vero cristiano la deve avere la Santa Eucaristia.

Gesù, infatti, a Santa Faustina ricordava: Quando nella Santa Comunione vengo in un cuore umano, ho le mani piene di grazie di ogni genere e desidero donarle all'anima, ma le anime non Mi prestano nemmeno attenzione. Mi lasciano solo e si occupano d'altro. Oh, quanto è triste per Me che le anime non conoscano l'Amore! Quanto mi addolora che le anime si uniscono così poco a Me nella santa Comunione!'

sabato 26 aprile 2014

Benedetto XVI concelebrerà con Papa Francesco la Messa di Canonizzazione dei due Papi



Benedetto XVI concelebrerà con Papa Francesco la Messa di Canonizzazione dei due Papi, domani in Piazza San Pietro. L'annuncio, molto atteso, è stato dato dal direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, all'inizio dell'ultimo briefing in Sala Stampa vaticana, alla vigilia dello storico evento di domani. Ecco le parole di padre Lombardi sulla presenza del Papa Emerito alla Messa di domani in Piazza San Pietro:

"Il Papa emerito Benedetto XVI ha accettato l’invito e ha comunicato a Papa Francesco che sarà presente domattina alla celebrazione e che concelebrerà: quindi sarà anche concelebrante, il che non vuol dire che vada all’altare. Verosimilmente, i cardinali Sodano e Re, e poi il cardinale Dziwisz, il cardinale Vallini e il vescovo di Bergamo: questi saranno all’altare. Il Papa emerito, invece, sta con i cardinali e vescovi sulla sinistra del sagrato e saremo tutti lieti di avere la sua presenza".



Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/04/26/p._lombardi:_benedetto_xvi_concelebrer%C3%A0_con_francesco_la_messa_delle/it1-794023
del sito Radio Vaticana

9° Giorno della Novena - Coroncina della Divina Misericordia

Da recitare alle ore 15.00

Portami oggi le anime tiepide e immergile nella profondità della mia Misericordia. Sono esse che più dolorosamente feriscono il mio Cuore, e la mia provò verso di loro nel Getsemani un'invincibile ripugnanza. Fu per causa loro che uscii in quelle parole: "Padre, allontana da me questo calice, se questa è la tua volontà!". Il ricorso alla mia Misericordia resta per loro l'ultima ancora di salvezza.
Gesù pietosissimo, che sei la stessa compassione, introduci le anime tiepide nella dimora del tuo Cuore misericordiosissimo. Fa' che si riscaldino al fuoco del tuo puro amore queste anime che sono simili a cadaveri e ti ispirano tanto ribrezzo. O Gesù pietosissimo, usa l'onnipotenza della tua Misericordia e attirale nelle fiamme più ardenti del tuo amore, donando loro un sacro zelo, perché Tu puoi tutto. Il fuoco e il ghiaccio mai non stanno insieme: quello si spegne, oppure questo fonde; sol la pietà del Ciel rende feconde le sterili creature senza speme.
Eterno Padre, getta uno sguardo di commiserazione sulle anime tiepide, che sono racchiuse nel pietosissimo Cuore di Gesù. Padre della Misericordia, ti supplichiamo per l'amarissima Passione di tuo Figlio e per la sua agonia di tre ore sulla Croce, permetti che anch'esse giungano a glorificare le profondità della tua Misericordia. Amen.


 Come si recita la Coroncina della Divina Misericordia
Si recita con la corona del Rosario.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia con Padre Nostro. Ave Maria. Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell'Ave Maria si dice:
Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

I due messeggi del 25 aprile 2014 dati dalla Regina della Pace

 Messaggio dato a Marija










"Cari figli! Aprite i vostri cuori alla grazia che Dio  vi dona attraverso di me come il fiore che si apre ai caldi raggi del sole. Siate preghiera ed amore per tutti coloro che sono lontani da Dio e dal Suo amore. Io sono con voi ed intercedo per tutti voi presso il mio Figlio Gesù e vi amo con amore immenso. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”


                     APPARIZIONE STRAORDINARIA A IVAN



Messaggio dato alla Croce Blu alle ore 22.00
 ” Cari figli anche oggi, in questo tempo che verrà, vi invito a pregare per la pace.
 Apritevi cari figli, al dono della pace, pregate in questo tempo. In modo particolare, cari figli, pregate per la pace nel mondo :oggi c’è così tanta inquietudine, c’è così tanta inquietudine nel cuore dell’uomo. Pregate perchè la pace regni nel cuore dell’uomo e con ciò verrà la pace nel mondo.
 Prego per questo e intercedo presso mio Figlio per tutti voi. Pregate, cari figli, pregate! Grazie, cari figl,i per aver risposto alla mia chiamata” .

venerdì 25 aprile 2014

Messaggio del 25 Aprile 2014 dato a Ivan

Croce blu ore 22 .00

Anche oggi, come dopo ogni incontro con la Madonna, desidero avvicinare e descrivere anche a voi ciò che è più importante dell’incontro di questa sera con la Madonna. Anche questa sera la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice, e all’inizio come sempre ci ha salutati tutti con il suo materno saluto:”Sia lodato Gesù, cari figli miei”.
Poi la Madonna ha steso le mani e ha pregato qui su tutti noi per un tempo prolungato, e poi ha pregato in particolare su voi malati presenti. Poi ha detto:

” Cari figli anche oggi, in questo tempo che verrà, vi invito a pregare per la pace. Apritevi, cari figli, al dono della pace, pregate in questo tempo. In modo particolare, cari figli, pregate per la pace nel mondo :oggi c’è così tanta inquietudine, c’è così tanta inquietudine nel cuore dell’uomo. Pregate perchè la pace regni nel cuore dell’uomo e con ciò verrà la pace nel mondo. Prego per questo e intercedo presso mio Figlio per tutti voi. Pregate, cari figli, pregate! Grazie, cari figl,i per aver risposto alla mia chiamata” .

Poi la Madonna ci ha benedetti tutti con la sua benedizione materna e ha benedetto tutto quello che avete portato perchè fosse benedetto. Poi ho raccomandato tutti voi, tutti i vostri bisogni, le vostre intenzioni, le vostre famiglie, e in particolare ho raccomandato i malati e tutti voi sacerdoti presenti qui oggi. Poi la Madonna ha continuato a pregare e se ne è andata in questa preghiera nal segno della Luce e della Croce con il saluto :”Andate in pace , cari figli miei”.

Messaggio del 25 Aprile 2014 dato alla veggente Marija dalla Regina della Pace

Messaggio, 25. aprile 2014
"Cari figli! Aprite i vostri cuori alla grazia che Dio vi dona attraverso di me come il fiore che si apre ai caldi raggi del sole. Siate preghiera ed amore per tutti coloro che sono lontani da Dio e dal Suo amore. Io sono con voi ed intercedo per tutti voi presso il mio Figlio Gesù e vi amo con amore immenso. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

8° Giorno della Novena -Coroncina della Divina Misericordia



Da recitare alle ore 15.00
Portami oggi le anime che si trovano nel carcere del Purgatorio e immergile nell'abisso della Misericordia, così che gli zampilli del mio Sangue le ristorino dalla loro arsura. Tutte queste anime sono da me immensamente amate. Esse soddisfano la mia giustizia. È in tuo potere portar loro sollievo: prendi dal tesoro della mia Chiesa tutte le indulgenze, e offrile per esse. Oh, se tu conoscessi il loro tormento, offriresti continuamente per loro l'elemosina dello spirito e pagheresti i debiti che esse hanno contratto con la mia giustizia!
Misericordiosissimo Gesù, che dicesti: "Voglio misericordia!..." ecco che io introduco nella dimora del tuo Cuore infinitamente pietoso, le anime del Purgatorio, le quali ti sono molto care e tuttavia devono soddisfare alla tua divina giustizia. Gli zampilli d'Acqua e Sangue, che scaturiscono dal tuo Cuore, spengano le vampe di quel fuoco, affinché anche lì sia glorificata la potenza della tua Misericordia. Del Purgatorio dal dolore atroce s'eleva un pianto e un supplice pregare: Gesù, lo puoi Tu solo consolare con l'Acqua e il Sangue che versasti in Croce.
Eterno Padre, volgi uno sguardo di Misericordia sulle anime che soffrono nel Purgatorio e che Gesù tiene rinchiuse nel pietosissimo suo Cuore. Per la dolorosa Passione di tuo Figlio Gesù e per tutta l'amarezza che inondò la sua anima santissima, ti supplichiamo di mostrarti misericordioso alle anime che si trovano sotto lo sguardo della tua giustizia e ti chiediamo di non mirarle se non attraverso le Piaghe di Gesù, tuo amatissimo Figlio, perché noi crediamo che la tua bontà e la tua Misericordia sono senza limiti. Amen.


 Come si recita la Coroncina della Divina Misericordia
Si recita con la corona del Rosario.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia con Padre Nostro. Ave Maria. Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell'Ave Maria si dice:
Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

NON ANDRO' IN PURGATORIO

Medjugorje, gli anni 90
suor Emmanuel Maillard

NON ANDRO' IN PURGATORIO
Quando mi rivolgo ai gruppi di pellegrini per esporre loro i messaggi e sopratutto le grazie che Maria dà a Medjugorje, mi diverto a fare loro questa domanda trappola: Chi fra voi pensa di andare di sicuro in purgatorio? Il risultato è catastrofico.:. Quasi tutti alzano la mano! Se questo succede alla fine del pellegrinaggio, non esito ad esprimere loro il mio pensiero, sempre sorridendo, certo: - Zero e sotto zero! Non avete capito niente del messaggio della Gospa, dovrete rimanere ancora tre giorni. - Allora utilizzo la testimonianza di Vicka; la gente si rilassa a poco a poco e abbandona volentieri i vecchi schemi impregnati di fatalismo. Alla fine della conferenza un ultimo test mostra che nessuno ha intenzione di soggiornare nel purgatorio. Finalmente!... Ritorniamo ora al racconto di Vicka: - Dopo il paradiso la Gospa ci ha portati a vedere il purgatorio. E' un luogo molto scuro e noi non potevamo vedere quasi niente perché c'èra come un fumo grigio, molto spesso del colore della cenere. Sentivamo che c'era una quantità di gente ma non potevamo vedere i volti per via di questo fumo. Potevamo però sentire i gemiti e le grida. Sono molto numerosi e soffrono molto. Sentivamo anche delle specie di urti, come se le persone si scontrassero. La Gospa ci diceva: "Vedete come queste persone soffrono! Aspettano le vostre preghiere per poter andare in cielo." In seguito ci ha parlato ancora del purgatorio. Quello che mi ha stupito è stato di scoprire che là c'erano persone consacrate a Dio, suore e preti. Ho chiesto alla Gospa come fosse possibile che persone consacrate si ritrovassero in purgatorio; mi ha risposto: "Queste persone si erano consacrate a Dio, ma nella loro vita non c'era amore. Ecco perché ora sono in purgatorio." Prima di lasciare il purgatorio la Gospa ci ha molto raccomandato di "pregare ogni giorno per queste anime."- Chiedo - Vicka hai provato anche tu le sofferenze di quelle persone come avevi provato la felicità dei beati in cielo? - Al momento la Gospa ci ha dato una forza speciale, una grazia per sopportare di essere laggiù. Senza questa forza non l'avremmo potuto sopportare perché una cosa è pensare al purgatorio e un'altra cosa è vederlo! Oggi provo una grande tristezza quando penso a quelle anime che soffrono e prego per loro, perché certamente vorremmo che andassero tutte in cielo. Ma al momento abbiamo sentito questa forza che non è della terra. Era una cosa speciale per la circostanza. Così la visita al purgatorio si può riassumere in poche parole, ma c'è l'essenziale. In seguito la Madonna ha ricordato questa realtà in quattro messaggi che non soltanto confermano l'insegnamento della Chiesa ma anche le testimonianze di alcuni mistici canonizzati, che hanno fatto un'esperienza simile a quella di Vicka e Jakov.
Tra il 1981 e il 1984 alle richieste dei veggenti sulla sorte di questo o quel defunto, la Gospa rispondeva a volte: "E' con me." oppure. "Bisogna pregare per lui." In questo modo Jakov ebbe la gioia di sapere il 5 Settembre 1983 che la sua mamma era già in cielo, ed era morta quel giorno. - Vicka, secondo te, cosa c'era di così buono nella vita di Jaka perché sia andata così in fretta in cielo? - Ho chiesto. - E' molto semplice! Faceva tutte le piccole cose della giornata con amore, con tutto il cuore! Dio ha affidato ad ognuno un compito. Tu scrivi dei libri e io parlo ai pellegrini... Bisogna fare tutto con il cuore, è molto importante! Dio non chiede che si prenda una montagna e la si sposti altrove. Le piccole cose di ogni giorno, sono grandi per Lui. Molte persone complicano le cose... no Jaka non ha fatto niente di straordinario. a Dio ha visto il suo gran cuore! - Su esplicita richiesta della Madonna, nel 1984, il "tempo delle domande private" è terminato. Tuttavia, durante la guerra recente, ho potuto capire in qualche modo, da certe conversazioni con Vicka che la Gospa le dava delle indicazioni su questo o quel soldato croato della regione, morto al fronte o considerato disperso. A quell'epoca i pellegrini erano poco numerosi e Vicka passava molto tempo a consolare le famiglie colpite dalla guerra. Una sera mi disse: "Molti dei nostri uomini sono scomparsi. Durante l'apparizione "se ne è parlato molto" e ora devo andare subito a visitare le loro famiglie... Capisci, aspett ano in grande angoscia" Non ho voluto chiedere di più a Vicka ma queste semplici parole la dicevano lunga. Per noi che siamo sulla terra, sapere se questo o quello dei nostri parenti è ancora al purgatorio o già in cielo non è la cosa più importante. La cosa più importante è di renderci conto di quale tesoro ci offra la Gospa su un piatto d'argento, con la sua scuola d'amore a Medjugoije. Colui che entra alla Sua scuola non farà purgatorio! Non se ne parla nemmeno! La nostra decisione di diventare santi corrisponde in pieno ai disegni di Dio sulla nostra vita, non è orgoglio come ho spesso sentito dire. (Allora la piccola Teresa di Lisieux, la beata Faustina e il santo Curato d'Ars sarebbero stati degli orgogliosi!)
La Gospa ha riempito i suoi messaggi di mezzi sicuri per andare diritto in cielo e colui che li vive sente già in sè la gioia del cielo, non la gioia che proviene dalla soddisfazione umana quando tutto va bene, ma la gioia tutta divina che rimane anche nelle prove. Mi piace citare queste parole di Maria a Jelena Vasilj nel 1986: "Se vi abbandonate a me, non vi accorgerete del passaggio da questa all'altra vita. Incomincerete a vivere la vita del cielo sulla terra." Ma il nostro viaggio con Vicka non è finito...

FLASH BACK SUL 1990. 2 Febbraio. Negli USA, Mirjana ha ricevuto questo messaggio durante la preghiera con la Madonna, fatta per i non credenti: "Sono con voi da nove anni e da nove anni vi dico che Dio vostro Padre è la sola via, la sola verità e la vera vita. Desidero mostrarvi la via verso la vita eterna. Desidero essere il vostro legame per una fede profonda. Prendete il rosario e riunite i vostri figli, la vostra famiglia intorno a voi. Questo è il cammino per ottenere la salvezza. Date il buon esempio ai vosfri figli; date anche il buon esempio a quelli che non credono. Non conoscerete la felicità su questa terra e non andrete nemmeno in cielo se i vostri cuori non sono puri e umili, e se non seguite la legge di Dio. Vengo a chiedervi il vostro aiuto: unitevi a me per pregare per quelli che non credono. Mi aiutate molto poco. Avete poca carità e amore per il vostro prossimo; Dio vi ha dato l'amore, vi ha mostrato come dovete perdonare agli altri e amarli. Per questa ragione riconciliatevi e purificate le vosfre anime. Prendete il rosario e pregatelo. Accettate con pazienza tutte le vostre sofferenze. Ricordatevi che Gesù ha sofferto con pazienza per voi. Lasciatemi essere vostra madre, il vostro legame con Dio e con la vita eterna. Non imponete la vostra fede agli increduli. Mostratela loro con l'esempio e pregate per loro. Figli miei pregate!"
25 GIUGNO
Apparizione annuale ad Ivanka. Aveva appena partorito il suo secondo figlio, Josip e la Madonna le ha detto: "La ringrazio di donare la sua vita per permettere altre vite."

Fonte:  http://medjugorje.altervista.org/doc/altri_doc_medjugorje/anni90//12-1990.php

giovedì 24 aprile 2014

non dobbiamo avere paura della rivelazione dei segreti

I SEGRETI DI MEDJUGORJE Intervista a Padre Petar Ljubicic
(Intervista tratta dalla "Rivista Medjugorje", N° 70, II trim. 2007)

• Padre Petar, la veggente Mirjana ha scelto Lei per rivelare i segreti che la Madonna le ha affidato. Se ne sente onorato o ne ha paura?
Quando una sera di circa 25 anni fa, a Medjugorje, ho sentito che Mirjana mi aveva scelto per rivelare i segreti, all'inizio ho creduto ad uno scherzo. Dissi che era una cosa molto seria su cui non si è soliti scherzare. Ma poi ho continuato a pensarci. Mi chiedevo: Può essere realmente vero? Tutto questo non mi lasciava indifferente. Per me era strano immaginare il motivo per cui Mirjana dovesse scegliere proprio me. Lo consideravo un grande onore, ma anche una grande responsabilità Non riesco a spiegare perché, ma non avevo paura. Quando poi ho incontrato Mirjana, lei mi ha chiesto: "Sai che quando verrà il momento sarai tu a rivelare i segreti?". Un pensiero mi attraversò la mente: "Ma ti sembra possibile?". Mi riesce difficile trovare le parole adatte per esprimere le mie sensazioni in quel momento. So solo che fui attraversato da una sensazione di felicita e di sicurezza.  
• Che cosa ci può dire dei segreti e del loro contenuto? Che messaggio racchiudono? Quando saranno svelati?
I segreti, come dice la parola, sono segreti. Non sappiamo nulla del loro contenuto. Si può solo dire che i segreti riguardano avvenimenti che accadranno in un determinato luogo e in un determinato tempo. Ma che cosa succederà, non lo sappiamo. Quindi non dovremmo neanche almanaccare su questo. Dovremmo considerare l'esistenza di questi segreti come un aiuto per noi, affinché prendiamo seriamente la vita che Dio ci ha donato e sfruttiamo il tempo per la nostra salvezza e per la salvezza della nostra anima. Questo significa per noi vivere in modo tale da poterne rendere conto davanti a Dio in qualsiasi momento. Se viviamo così, siamo sempre pronti ad incontrare Dio e ad andare dinanzi a Lui. Per questo non dobbiamo neanche avere paura della rivelazione dei segreti e non è necessario interrogarsi sul "quando".
  • Lei rivelerà tutti e dieci i segreti. Ci può dire come lo farà? La Madonna ha promesso di lasciare un segno visibile e duraturo. Quale segreto sarà?
Quando verrà il momento di rivelare il primo segreto, dieci giorni prima Mirjana mi consegnerà una specie di pergamena, di dimensioni di un A4, sulla quale saranno elencati in dettaglio tutti segreti. Quindi leggerò il primo segreto e scoprirò che cosa accadrà dopo 10 giorni. Ora il mio compito sarà di pregare e digiunare per sette giorni. Dopo questi sette giorni mi sarà possibile divulgare tale informazione. Dovrò annunciare di che si tratta e quando e dove accadrà. Parlando con me, Mirjana ha messo in evidenza che i primi due segreti riguardano Medjugorje. Contengono un'ammonizione e un importante avvertimento destinati ai fedeli della parrocchia di Medjugorje. Se questi due segreti si avvereranno, ognuno saprà che i veggenti hanno detto la verità e dovremo qualificare le apparizioni come autentiche. Il terzo segreto sarà un segno visibile sulla collina delle apparizioni, il Podbrdo. Tutti coloro che hanno creduto nelle apparizioni e su di esse hanno orientato la loro vita, ne gioiranno molto. Ma per tutti gli uomini sarà un segno di conversione. Non dobbiamo dimenticare che questo tempo è un tempo di conversione e di preghiera. È un tempo di purificazione spirituale e un tempo di scelta gioiosa di Dio. Perciò vorrei sottolineare ancora una volta che non dobbiamo aspettare a convertirci. Se per esempio aspettiamo prima il segno, per noi potrebbe essere troppo tardi.
  • Che cosa accadrà, secondo Lei, dopo la rivelazione dei primi tre segreti? Che cosa ne scaturirà per Medjugorje?
Come ho già detto, queste apparizioni ci aiutano a capire che ogni momento della nostra vita è importante. Lo dobbiamo vivere in totale dedizione a Dio e benedirlo con la nostra preghiera. Questo significa scegliere sempre Dio. Così porteremo più facilmente il peso della vita. Penso che la rivelazione dei segreti ci aiuterà tutti a diventare più seri e più consapevoli delle nostre responsabilità. Sicuramente ci saranno segni eccezionali, straordinari, e grandi conversioni. Tutte le conversioni e tutte le guarigioni corporee e spirituali che si sono verificate tino ad oggi sono la dimostrazione che il Cielo si è aperto su Medjugorje e la Regina della Pace è venuta da noi. La rivelazione dei segreti sarà per lutti un grande conforto e una grande gioia. Soprattutto saranno felici quelli che hanno creduto e si sono sforzati di vivere secondo il Vangelo di Gesù Cristo. È un dato di fatto che ogni anno migliaia e migliaia di pellegrini vengono a Medjugorje. Quando inizierà la divulgazione dei segreti, sicuramente verranno ancora più persone; probabilmente anche quelle che finora non hanno dimostrato alcun interesse. In ogni caso il futuro di Medjugorje sarà positivo. Diventerà ancora di più una calamita spirituale.
  • Sconvolgenti conversioni e straordinaria guarigioni sono la dimostrazione che le apparizioni sano autentiche. La rivelazione dei segreti sarà determinante per il riconoscimento ecclesiastico?
Secondo la mia più profonda convinzione, a Medjugorje ci sono prove sufficienti e valide per l'autenticità delle apparizioni. Lei ha appena parlato di conversioni e guarigioni. Per un riconoscimento, oltre a diverse altre circostanze, sono sufficienti già due guarigioni straordinarie che siano scientificamente documentate. Finora a Medjugorje possiamo enumerare centinaia di guarigioni. Un medico di Milano ha già pubblicato tre libri su queste guarigioni.
Ho descritto le mie esperienze personali con i tanti pellegrini di Medjugorje nei libri “La chiamata della Regina della Pace” e “Questo è il tempo della grazia”. Intanto, da oltre dieci anni, vivo all'estero e incontro persone che mi testimoniano come non potrebbero più immaginare la loro vita senza la Regina della Pace. Parlano di indescrivibili giorni di grazia a Medjugorje. Alcuni, che sortivano di malattie inguaribili, sono stati guariti. Questa è una prova che a Medjugorje Dio è all'opera con l'intercessione della Madonna.
Sicuramente Lei ha ragione quando suppone che la rivelazione dei segreti avrà un'importanza determinante per il riconoscimento ecclesiastico.
  • Pensa che ci sia un nesso spaziale e temporale tra le apparizioni della Madonna a Medjugorje e gli avvenimenti nella ex Jugoslavia e in Europa?
Sono dell'idea che esista una tale relazione. La Madonna non è venuta a Medjugorje per caso. Il 19.1.1982 una veggente mi ha confidato che la Madonna le aveva detto che il totalitarismo comunista (la dittatura) sarebbe crollato. Ci sarebbe stata una guerra, ma la Croazia sarebbe stata libera.
La Madonna ci aveva invitato a pregare affinché questa tragedia non diventasse così grave. Ma purtroppo non abbiamo seguito questo invito alla preghiera e alla conversione. Perciò abbiamo dovuto piangere molte vittime prima di raggiungere la libertà. Secondo me, tutto si sarebbe svolto in modo molto diverso se avessimo risposto alle preghiere della Madonna.
Ci sono state e ci sono persone che addirittura combattono contro queste apparizioni con tutti i mezzi a loro disposizione. Io mi chiedo: perché? Dovremmo rallegrarci di ogni conversione e di ogni intervento divino. Come si possono ignorare segni così positivi come le guarigioni e le conversioni?
La storia delle apparizioni della Madonna dimostra che Ella viene sempre da noi quando insorgono grandi pericoli. Solo osservando gli ultimi 150 anni, vediamo che proprio nel Suo apparire si manifestano il Suo amore materno e la Sua preoccupazione per i nostri bisogni. Con le apparizioni la Madonna vuole evitare il peggio. (...) 
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/petar/03-petar10segreti.php

Venuto per curiosità, è tornato cambiato

Testimonianza di Paul Newton da Melbourn, Australia, 36 anni, che è prete da 3 anni.

 Questa è la sua terza venuta a Medjugorje. Quando è venuto la prima volta, quando aveva 30 anni, la sua vita è stata completamente cambiata da Medjugorje. La seconda volta è venuto a ringraziare un anno dopo la sua Ordinazione Sacerdotale. Ha detto “Verrò sempre in pellegrinaggio a Medjugorje, ma è diverso quando vieni come sacerdote: devi donare e non te stesso, ma Gesù”. Prima dei trent’anni nessuno dei suoi conoscenti, né la sua famiglia, né Paul Newton stesso avrebbe potuto immaginare che sarebbe diventato sacerdote. E’ venuto la prima volta con i suoi amici, attratto dai “fenomeni naturali molto interessanti” di cui aveva sentito parlare. Andò prima a Lourdes, dove era apparsa la Madonna, ma ciò non significava nulla per lui. Aveva rifiutato persino l’invito degli amici a pregare il Rosario. E’ cresciuto in una famiglia che non pregava, non andava in Chiesa, non credeva in Dio e in cui c’erano conflitti e alcoolismo… Per cui, già da ragazzo voleva lasciare la sua famiglia. A Medjugorje ha incontrato persone nel cui cuore ha visto qualcosa a cui lui anelava. Egli dice che lui era un “cuore duro” e perciò, invece di rimanere qualche giorno, è stato 4 mesi a Medjugorje nei quali ha sperimentato una radicale trasformazione: ha ricevuto la chiamata al sacerdozio e ha risposto alla chiamata. Sul Križevac ha sentito la chiamata al Sacerdozio. “Non avevo nessuna ragione per rifiutare”, ha detto. “Non ho pensato a ciò che faceva il sacerdote, ma a chi era il sacerdote. Riflettevo su come Dio mi preparava per questo. Sono stati momenti di purificazione. Ho sentito la gioia nel cuore. E’ stata una chiamata dolce in cui ho sentito che avrei servito gli altri. Mi sono sentito familiare con l’idea di diventare Sacerdote e di servire” ha detto Paul Newton. Il momento decisivo è stato comprendere che Gesù era nell’Eucaristia. E’ stato allora che è divenuto aperto alla chiamata di Dio.
Al ritorno a casa era cambiato, ma tutti intorno a lui erano rimasti gli stessi. Nonostante le incomprensioni e le contrarietà, oggi, nel suo terzo anno di Sacerdozio, dice che i suoi genitori sono tornati alla fede e che prega continuamente per le sue sorelle perché questo è un lungo processo in ogni famiglia. Dice: “Se capite chi è Dio e che Egli è reale, non potete rimanere gli stessi. La preghiera deve essere nel cuore di ogni persona e il desiderio di avere la forza di dire SI a tutto ciò che Gesù ci chiede”.
 Tratto da www.medjugorje.hr