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martedì 30 settembre 2014

"Quando vedi la Madonna, vedi il paradiso"

Eco di Medjugorje nr.160
Testimonianza della veggente Mirjana
"Quel pomeriggio del 24 giugno 1981 sono stata la prima, insieme alla mia amica Ivanka, a vedere la Madonna sulla collina, ma fino allora non avevo mai sentito parlare di apparizioni mariane sulla terra. Pensavo: la Madonna è in cielo e noi la possiamo solamente pregare". E' l'inizio di una storia intensa e profonda che la veggente MIRIANA DRAGICEVIC SOLDO vive ormai da più di vent'anni, da quando cioè la Vergine Maria l'ha scelta per essere testimone del suo amore e della sua presenza in mezzo agli uomini. In un'intervista alla rivista Glas Mira, Mirjana racconta non solo i fatti ma anche i sentimenti che l'hanno accompagnata in questi anni di vita insieme a Maria.
L'inizio.
"Quando Ivanka mi disse che c'era la Gospa sul Podbrdo non guardai neanche perché pensavo che fosse assolutamente impossibile. Risposi solo con una battuta: "Sì, la Madonna non ha niente di meglio da fare che venire da me e da te!". Quindi ridiscesi la collina, ma poi qualcosa mi disse di ritornare da Ivanka che trovai nello stesso posto di prima. "Guarda, ti prego!" - mi invitò Ivanka. Quando mi girai vidi una donna vestita di grigio con un bimbo in braccio". Non so definire ciò che provai: felicità, allegria oppure paura. Non sapevo se ero viva o morta, o semplicemente atterrita. Un po' di tutto questo. Non potevo far altro che guardare. Fu allora che ci raggiunse Ivan, seguito poi da Vicka. Quando rientrai a casa dissi subito alla mia nonna di aver visto la Madonna, ma naturalmente la replica fu scettica: "prendi la corona e prega i rosario e lascia la Madonna in cielo dove è il suo posto!". Non potei dormire quella notte, riuscivo a calmarmi solo prendendo in mano il rosario e pregando i misteri.
Il giorno seguente sentii di dover nuovamente recarmi allo stesso luogo e lì trovai anche gli altri. Era il 25. Quando vedemmo la Vergine ci accostammo a lei per la prima volta. Fu così che iniziarono le nostre apparizioni quotidiane".
La gioia di ogni incontro.
"Non avevamo alcun dubbio: quella signora era proprio la Vergine Maria... Perché quando vedi la Madonna vedi il paradiso! Non solo lo vedi, ma lo senti dentro nel cuore. Senti che tua madre è con te.

Era come vivere in un altro mondo; non mi importava neanche se gli altri ci credessero o meno. Vivevo solo in attesa del momento in cui l'avrei vista. Perché avrei dovuto mentire? D'altra parte in quel periodo non era per niente piacevole essere una veggente! Durante tutti questi anni la Madonna è rimasta sempre uguale, ma la bellezza che lei irradia non si può descrivere. Qualche secondo prima del suo arrivo sento in me una sensazione di amore e di bellezza, tanto intensa da far scoppiare il cuore. Io però non mi sono mai sentita migliore degli altri solo per il fatto di vedere la Madonna. Per lei non esistono dei figli privilegiati, siamo tutti uguali. E' ciò che mi ha insegnato. Si è solo servita di me affinché trasmettessi i suoi messaggi. Non le ho mai chiesto niente per me direttamente, anche quando desideravo qualcosa nella vita; sapevo infatti che mi avrebbe risposto come a tutti gli altri: inginocchiati, prega, digiuna e lo otterrai".

La missione.
"Ognuno di noi veggenti ha ricevuto una specifica missione. Con la comunicazione del decimo segreto le apparizioni quotidiane si sono interrotte. Ricevo pero "ufficialmente" la visita della Gospa il 18 marzo. E' il giorno del mio compleanno, ma non per questo Ella lo ha scelto come data per presentarsi a me. La ragione di questa scelta si capirà più avanti (spesso scherzo ricordando che quel giorno la Madonna non mi ha mai fatto gli auguri!). Inoltre, la Madonna mi appare il 2 di ogni mese, giorno in cui svolgo insieme a lei la mia missione: pregare per coloro che non credono. Le brutte cose che avvengono nel mondo sono la conseguenza di questa incredulità. Pregare per loro vuol dire quindi pregare per il nostro futuro.
La Vergine Santissima ha più volte affermato che chi entra in comunione con lei può "cambiare" i non credenti (anche se la Madonna non usa mai questo appellativo, bensì: "coloro che non hanno ancora incontrato l'amore di Dio"). Questo possiamo realizzarlo non solo con la preghiera, ma anche con l'esempio: Ella desidera che noi "parliamo" con la nostra vita in modo tale che gli altri vedano Dio in noi.
Spesso la Madonna mi appare triste, addolorata proprio per questi figli che non hanno ancora incontrato l'amore del Padre. Lei è veramente la nostra madre, e come tale vorrebbe che tutti i figli trovino la felicità nella vita. Non ci resta che pregare secondo queste sue intenzioni. Ma prima dobbiamo sentire l'amore per i nostri fratelli lontani dalla fede, evitando qualsiasi critica e apprezzamento. In questo modo pregheremo anche per noi e tergeremo le lacrime che Maria versa per questi suoi figli lontani.
(liberamente tratto da: Glas Mira) 

FONTE: http://medjugorje.altervista.org/doc/mirjana/08-paradiso.php

lunedì 29 settembre 2014

Chi sono gli ARCANGELI :Michele, Gabriele e Raffaele ?

CHI SONO GLI ARCANGELI?

Nella Sacra Scrittura si parla di sette arcangeli dei quali i più conosciuti sono Michele, Gabriele e Raffaele.

San Michele è potente, specialmente nella lotta contro il Maligno. San Gabriele è lo specialista nel campo delle comunicazioni e san Raffaele è, in modo speciale, il protettore dei viaggiatori, con poteri straordinari per guarire gli infermi.

San Gabriele è vestito da sacerdote e aiuta specialmente chi invoca molto lo Spirito Santo. È l’angelo della verità e nessun sacerdote dovrebbe lasciar passare nemmeno un solo giorno senza chiedergli aiuto.

Raffaele è l’angelo della guarigione. Aiuta specialmente i sacerdoti che confessano molto ed anche gli stessi penitenti. In particolar modo le persone sposate dovrebbero ricordarsi di san Raffaele.

L’arcangelo san Michele è l’angelo più forte contro ogni tipo di male. Dobbiamo chiedergli spesso che protegga non solo noi, ma anche tutti i membri vivi e defunti della nostra famiglia.


Michele: etimologicamente significa «Chi è come Dio?», “Grandezza di Dio”, “Il Grande Dio” o “Simile a Dio”. È l’Arcangelo della luce e del fuoco; è a capo delle schiere celesti. È lui che scaraventò Lucifero lontano dal Paradiso. Per questo, nell’iconografia cristiana viene raffigurato come un giovane forte, giovane e bello, con indosso un’armatura. Viene identificato come il protettore della Chiesa Cattolica Romana, nonché santo patrono della nazione ebraica. La liturgia dei defunti lo vuole accompagnatore delle anime.
Gabriele: il suo nome etimologicamente significa “Forza di Dio”, in quanto si suppone che abbia combattuto con Giacobbe rompendogli il femore (cfr. Gn cap. 32). Si presentò a Zaccaria come «colui che sta al cospetto di Dio» (Lc 1, 19). Apparve alla Vergine Maria, annunciandole la nascita di Gesù (Annunciazione). Per questo è considerato a capo degli ambasciatori, nonché l’Angelo della Rivelazione. Nell’iconografia cristiana viene raffigurato come un giovane elegante, maestoso, abbigliato di ricche vesti. Frequentemente viene anche ritratto in ginocchio di fronte alla Madonna con le braccia incrociate sul petto o con in mano una pergamena, uno scettro o un giglio.
Raffaele: il suo nome significa “Divino Guaritore”, o “Dio Guarisce”, “Salvezza di Dio”, è citato nel libro di Tobia, ed accompagnò Tobiolo nel viaggio in Mesopotamia per recuperare il denaro del padre, liberò Sara da un demonio e favorì il matrimonio di questa con Tobiolo. È spesso considerato come l’angelo custode per eccellenza, il capo degli Angeli custodi, l’Angelo della Provvidenza che vigila su tutta l’umanità. Viene spesso raffigurato, nell’iconografia cristiana, insieme al giovane Tobia e al suo cane, che l’accompagna fedelmente e costantemente. E’ identificato come il protettore dei pellegrini, di coloro cioè che compiono un pellegrinaggio verso un luogo religioso o meglio ancora sono in cammino verso Dio. Viene raffigurato per questo come un viandante che viaggia col bastone ed i sandali, la borraccia dell’acqua e la bisaccia a tracollo.

Non dimentichiamo che tutte le persone con le quali entriamo in relazione hanno il loro angelo custode, che noi possiamo salutare e invocare; specialmente gli angeli dei nostri familiari, che abitano proprio in casa con noi. Ma fra tutti gli angeli, non trascuriamo il fatto che l’intercessione di Michele, Gabriele e Raffaele è particolarmente potente. Quando dobbiamo fare un viaggio o anche solo attraversare la nostra città, invochiamo Raffaele; e facciamo altrettanto quando siamo malati o assistiamo un ammalato. Quando dobbiamo usare i mezzi di comunicazione, soprattutto internet, chiediamo l’aiuto di Gabriele. E in ogni momento ricorriamo a Michele, che è potentissimo nel liberarci dalle persone cattive e dal maligno. 
AUGURI A TUTTI COLORO CHE OGGI FESTEGGIANO L'ONOMASTICO

domenica 28 settembre 2014

Tante volte la Madonna nei suoi messaggi ha parlato della S. Messa.

Ritornate al fervore primitivo "Vivete la S. Messa"
Tante volte la Madonna nei suoi messaggi ha parlato della S. Messa. Il giovedì 3.4.86 ha detto: Cari figli! Vi invito a vivere la S. Messa. Molti di voi ne hanno sperimentato la bellezza, ma ci sono anche coloro che non vengono volentieri. Io vi ho scelto, cari figli ed è nella S. Messa che Gesù vi dà le sue grazie. Perciò vivete coscientemente la S. Messa e la vostra venuta sia piena di gioia. Venite con amore ed accogliete in voi la S. Messa. E il 16.5.85: Desidero che ogni vostra Messa sia esperienza di Dio. E ancora: Venite a Messa, perché questo è un tempo che vi è dato in dono. Sono molti a venire regolarmente (ogni giorno) anche se fa cattivo tempo, perché mi vogliono bene e desiderano manifestare in modo speciale il loro amore. Vi chiedo di dimostrare il vostro amore col venire a Messa. Il Signore vi ricompenserà largamente (21.11.85). Erano gli anni in cui ogni sera si vedeva la Chiesa piena della gente del paese.
E a Jelena diceva: Figli miei, desidero che la S. Messa sia per voi il regalo della giornata. Aspettatela, desiderate che essa cominci, perché Gesù stesso si dona a voi nella Messa. Aspirate, quindi a quel momento in cui siete purificati. Se la gente assiste alla Messa tiepidamente, ritorna a casa fredda e con il cuore vuoto (30.3.83). Altra volta chiedeva per il gruppo di preghiera di non arrivare alla Messa all'ultimo momento, ma di venire almeno 10 minuti prima, per prepararla con la preghiera. Molti, appena é finita la Messa si affrettano ad andarsene. Non é bene che si attardino attorno la chiesa. Così non potranno mai donarsi totalmente... (4.2.84).

La Messa al 1° posto nella vita
I preti dovrebbero parlare di più sulla Messa. Se la Messa è il centro della fede, non si dovrebbe mai lasciare passare un anno senza un corso serio sulla Messa. Nei catechisti e nelle catechiste questo argomento dovrebbe essere vivissimo per la vita spirituale individuale e vivissimo nella trasmissione del messaggio ai ragazzi. La Chiesa ha detto delle cose nuove, grandiose sulla Messa che purtroppo non sono ancora giunte a tutti i cristiani.
A me sembra di dover affermare che se non si rivoluziona la partecipazione alla Messa, non si fa nulla nella pastorale. Se la Messa non è al vertice di tutto il nostro vivere cristiano, mi sembra che non siamo arrivati a capire il nocciolo del vivere cristiano, il cuore della fede cristiana.
Prendo anzitutto un brano della Lumen gentium del Concilio Vaticano II. Al n. 11 c'è questa affermazione sulla Messa: "Il sacrificio Eucaristia è culmine e origine di tutta la vita cristiana". Il Concilio ha detto una cosa paradossale, bisogna che me ne renda conto! Affermando che la Messa, la Cena del Signore, è il culmine e l'origine di tutta la vita cristiana, ha detto allora che la Messa è il cuore della religione, il centro propulsore di tutta la sua vitalità, di tutta la sua forza. Culmine e origine di tutta la vita della Chiesa, allora, il sacrificio Eucaristico è la vetta e la sorgente del culto, è il "terminal" e la partenza di tutta la forza che muove la Chiesa.
Allora il Concilio ha detto in sostanza che il sacrificio Eucaristico è il centro della religione perché: è il tutto della religione, il fine di tutto e l'inizio di tutto; è l'atto supremo della religione e insieme l'atto primo; è l'ultimo fine della religione e il primo principio della religione è lo scopo e il mezzo della religione, è la conclusione e l'inizio della religione. "Culmine e origine" di tutta la vita cristiana, allora è il sacrificio Eucaristico: è l'atto supremo di amore a Dio che l'uomo può compiere ed è l'inizio dell'amore; è tutta la redenzione che passa a me ed è il mio passo personale nella Redenzione; è la più grande ricchezza in possesso dell'uomo.

Perché la Chiesa nel Concilio ha lanciato questo paradosso?
Non può averlo fatto per fare accademia; in un decreto conciliare si pesano le parole fino alla pedanteria. Se l'ha usato è perché voleva che comprendessimo che il sacrificio Eucaristico è tutta la fede ed è il tutto della fede cristiana; che il sacrificio Eucaristico non è un soprammobile della fede, è la fede. Se l'ha fatto è per dire basta al mio superficialismo! È per tracciare una sbarra di confine all'infantilismo religioso di una religione troppo magica e lontana dalla realtà.
La Messa è tutto - mi grida in faccia la Chiesa - o prendi sul serio la Messa o spappoli tutta la tua fede. Il sacrificio Eucaristico è la prima cosa della tua giornata, della tua settimana; la cosa più ardua, più impegnativa, la vetta, e la cosa più bella, più attraente, la sorgente della tua gioia più pura. E se il sacrificio Eucaristico è la cosa più importante per la tua vita, allora esige da te un atteggiamento nuovo, forte, completo, nella sfera delle idee e nella sfera dell'azione. Se la Chiesa afferma con solennità che la Messa è il culmine e il principio della religione, allora devono entrare in azione la testa e il cuore quando partecipiamo all'Eucaristia: testa e vita!
S. Giustino, filosofo cristiano martire (+ 163) testimoniava che i cristiani partecipavano alla S. Messa ogni mattina prima dell'alba. La Chiesa insomma ci chiede di prepararci a questo atto, di programmarlo, di essere coscienti e non degli automi; di agire, non di stare immobili; di partecipare, non di gingillarci.

Dividere ogni giorno e ogni settimana nel preparare e nel vivere la Messa
Se l'Eucaristia è il cuore della religione, allora va messa al primo posto nella nostra vita: come stima, come sforzo,come gioia dello spirito,come preoccupazione,come dovere. Io direi che grosso modo dovremmo dividere la giornata in due parti: se al mattino abbiamo la Messa, continui fino a mezzogiorno e da mezzogiorno continui la preparazione alla Messa del giorno dopo.
E per fortuna è così che tutti i giorni c'è una Messa, perché così abbiamo sempre il modo di completare i difetti di amore della Messa precedente e credo che chi invece non ha la fortuna della Messa ogni giorno è perché non la cerca! Che cosa non facciamo quando vogliamo veramente una cosa! Perché allora non si può trovare mezz'ora per la Messa? Anche se siamo indaffaratissimi, per una cosa importante possiamo tirar fuori mezz'ora anche in una giornata febbrile!
Ma anche se non è possibile la Messa tutti i giorni, bisogna almeno che la Messa domenicale sia la cosa importantissima, il luogo dove sfocia la settimana e da dove riparte la settimana nuova. Bisognerebbe proprio dividere così la settimana: fino a metà settimana per godermi la Messa della domenica e dalla metà in avanti per prepararmi con la preghiera a quella seguente [Così faceva anche S.Luigi Gonzaga]. (da una conversazione di P.Gasparino a Radio Maria)

Come è facile sprecare questo tesoro!
La regina di Saba, rientrando nella sua casa, non si stancava mai di raccontare le meraviglie che aveva vedute nel tempio di Salomone e ne parlava sempre con rinnovato piacere. La stessa cosa dovrebbe accadere al cristiano che abbia ascoltato a dovere la S. Messa. Rientrando in casa, egli dovrebbe intrattenersi con i figli e con i domestici e chiedere che cosa, della sua santa funzione, li abbia maggiormente colpiti ed attratti. Mio Dio che cosa sto dicendo?... Quanti genitori e quanti padroni se si parlasse loro di ciò che hanno inteso nella S. Messa, si prenderebbero gioco di una tale richiesta e chiederebbero di non essere annoiati ancora!
Tuttavia come constatazione di carattere generale, pare che le parole della Messa siano ancora ascoltate. Appena usciti però di chiesa, ci si lascia andare ad ogni sorta di dissipazioni: ci si alza con partecipazione, si corre, ci si affolla all'uscita. Il sacerdote non è ancora disceso dall'altare che già si è fuori ad intrattenersi intorno a mille argomenti. Ecco, fratelli, qual è il risultato di una tale condotta: non si riceverà alcun profitto, alcun vantaggio di ciò che si è veduto ed inteso nella casa di Dio. Quante grazie disprezzate, quante possibilità di salvezza calpestate!
Quale sventura riuscire a tramutare in danno ciò che dovrebbe essere un valido aiuto per il raggiungimento della salvezza eterna! Con i vostri stessi occhi avrete constatato quanto siano pesanti per la maggior parte dei cristiani le sacre funzioni: hanno trascorso quel poco tempo in chiesa come in una specie di prigione ed, appena usciti, li abbiamo intesi muoversi e parlare con tanta vivacità ed entusiasmo da sembrare tanti prigionieri appena messi in libertà.
Quante volte siamo stati costretti a chiudere la porta per non essere storditi dal loro chiasso? Mio Dio sono questi i cristiani che dovrebbero uscire dal vostro santo tempio con il cuore colmo di quei buoni proponimenti che dovrebbero cercare di imprimere nella loro mente per non dimenticare più? 

Fonte http://medjugorje.altervista.org/doc/vitacristiana//18-messa.php 

Solo dando a Dio il primo posto nella vita, il mondo potrà essere salvato.

“La Madonna porta la speranza”

Testimonianza di Ivan
Dal giugno 1981 la Gospa mi ha scelto perché fossi uno strumento nelle sue mani. Per me questo è sicuramente un grande dono, ma anche è una grande responsabilità.
In questi anni la Gospa ci ha dato moltissimi messaggi. Perciò io vorrei soffermarmi su quelli più importanti: la pace, la conversione, la preghiera col cuore, la penitenza e il digiuno, la fede, l’amore, il perdono e la speranza
All’inizio delle apparizioni, nel 1981, la Gospa si è presentata come “Regina della Pace”. Le sue prime parole sono state: “Cari figli, vengo perché mi manda mio Figlio ad aiutarvi. Cari figli, pace, pace, pace! Che la pace regni nel mondo! Cari figli, la pace deve regnare tra gli uomini e Dio e tra gli uomini! Cari figli, questo mondo, questa umanità si trova in un grande pericolo e minaccia di distruggere se stesso”. Questi sono stati i primi messaggi, le prime parole che la Gospa attraverso di noi ha inviato al mondo. Da queste parole vediamo qual è il più grande desiderio della Gospa: la pace. La Madre viene dal Re della Pace. Chi può sapere meglio della Madre quanto sia necessaria la pace oggi a questo mondo stanco, alle famiglie stanche, ai giovani stanchi, alla Chiesa stanca. 
La Madre viene a noi perché desidera aiutarci, consolarci e incoraggiarci. Desidera mostrarci ciò che non è bene, condurci verso suo Figlio sulla via della conversione.
La Gospa ha detto in un messaggio: “Cari figli, oggi più che mai il mondo di oggi, l´umanità di oggi, attraversa i suoi momenti difficili, le sue crisi difficili. Ma la crisi più grande, cari figli, è la crisi della fede in Dio, perché vi siete allontanati da Dio. Cari figli, il mondo di oggi, l´umanità di oggi si è incamminata nel futuro senza Dio. Cari figli, oggi non c’è più fede, è sparita la preghiera nelle vostre famiglie, i coniugi non hanno più tempo l´uno per l´altro, i genitori non hanno più tempo per i figli”. 
Non c´è più fedeltà nei matrimoni, non c´è più amore nelle famiglie. Ci sono così tante famiglie divise, famiglie distrutte. Oggi ci sono così tanti giovani che vivono lontano dai genitori, così tanti aborti a causa dei quali le lacrime della Madre scorrono. E la Gospa dice: “Cari figli, se non c´è pace nel cuore dell’uomo, se l´uomo non ha la pace con se stesso, se non c´è pace nelle famiglie, non ci può essere la pace nel mondo. Per questo non dovete parlare della pace, ma cominciate a vivere la pace! Non dovete parlare della preghiera, ma cominciate a vivere la preghiera! Cari figli, solo con il ritorno della pace e col ritorno della preghiera nelle vostre famiglie, allora la vostra famiglia potrà guarire spiritualmente. Al mondo di oggi, oggi più che mai, è necessario guarire spiritualmente”. 
La Gospa dice: “Cari figli, questo mondo di oggi è spiritualmente malato”. Questa è la diagnosi della Madre. Ma la Madre non fa solo la diagnosi, Lei ci porta la medicina, la medicina per noi e per i nostri dolori, una medicina divina. Lei desidera guarire i nostri dolori, desidera fasciare le nostre ferite con così tanto amore, tenerezza, calore materno. La Madre viene a noi perché desidera risollevare questa umanità peccatrice, la Madre viene a noi perché è preoccupata per la nostra salvezza. E dice in un messaggio: “Cari figli, io sono con voi, io vengo in mezzo a voi perché desidero aiutarvi affinché venga la pace. Ma, cari figli, io ho bisogno di voi, io con voi posso realizzare la pace. Perciò, cari figli, decidetevi per il bene e lottate contro il male, contro il peccato. 
La Madre parla in modo semplice e comprensibile. In questi anni ripete spesso gli stessi inviti perché non si stanca mai, come fanno le mamme che ripetono ai loro figli un po’ pigri: “Siate buoni! … Studiate! … Obbedite!”. Quale madre oggi qui può dire di essere così fortunata che ha dovuto solo una volta ripetere a suo figlio una cosa e che non gliel´ha più ripetuta? Non c´è una madre così: ogni madre deve ripetere per tenere desta l’attenzione dei figli. 
La Madre non è venuta a noi per farci paura, per rimproverarci, per criticarci, per parlarci della fine del mondo, delle catastrofi, della seconda venuta di Gesù. No! La Madre viene come Madre della speranza, della speranza che vuole portare nelle famiglie, nella Chiesa. La Gospa dice: “Cari figli, chi prega non deve aver paura del futuro”.: E ancora: “Cari figli, se voi sarete forti, allora anche la Chiesa sarà forte, se voi sarete deboli, anche la Chiesa sarà debole. Voi siete, cari figli, la Chiesa viva, voi siete i polmoni della Chiesa e, cari figli, per questo vi invito: riportate la preghiera nelle vostre famiglie! Che ogni vostra famiglia sia un gruppo di preghiera in cui si prega. Crescete nella Santità nella famiglia! Non c´è Chiesa viva senza famiglie vive! Questo mondo potrà avere un futuro ma a una condizione: deve tornare a Dio!”. 
La Gospa invita poi, soprattutto i giovani, a formare gruppi di preghiera nelle parrocchie. La Gospa invita anche i sacerdoti a creare, organizzare gruppi di preghiera di giovani, di coppie sposate nelle loro parrocchie. 
La Gospa ci chiama particolarmente alla preghiera in famiglia
Ci dice poi che la santa Messa deve essere il centro della nostra vita. In una apparizione, la Gospa ha detto, ha detto a noi, eravamo tutti e sei insieme con Lei, ci ha detto: “Cari figli, se domani dovrete decidere se venire a Me, incontrarvi con Me o andare alla Santa Messa, no, cari figli, no, non dovete venire a Me: andate alla Santa Messa”. Perché andare alla Santa Messa significa andare incontro a Gesù che si dona nella Santa Messa. Incontrarsi con Lui, parlare con Lui, abbandonarsi a Lui, accoglierlo. 
La Gospa ci invita anche alla Confessione mensile, all´adorazione del Santissimo Sacramento, alla venerazione della Croce, a pregare il rosario intero ogni giorno, raccomanda il digiuno a pane e acqua il mercoledì e il venerdì, ci chiede di perdonare, amare ed aiutare gli altri.
Ci invita in particolare alla lettura quotidiana della Sacra Scrittura nelle famiglie. La Gospa dice in un messaggio: “Cari figli, che la Bibbia sia in un luogo visibile in ogni vostra famiglia. Leggete la Sacra Scrittura affinché leggendo la Sacra Scrittura Gesù rinasca nelle vostre famiglie e nei vostri cuori. Che la Bibbia sia il vostro nutrimento spirituale nel vostro cammino della vita. Perdonate agli altri, amate gli altri”. 
La Madre porta tutti noi nel suo Cuore, la Madre ci ha messi nel suo Cuore. In un messaggio dice così bene: “Cari figli, se sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia!”. Così tanto è l´amore della Madre! Tutti i messaggi che la Madre ci dà in questi anni, Lei li da per tutto il mondo. Non c´è nessun messaggio per un qualsivoglia stato o nazionalità, Lei si rivolge a tutti, a tutti i suoi figli. Ogni volta che ci da un messaggio le prime parole che dice sono: “Cari figli miei”. Si rivolge a tutti i suoi figli perché è Madre di tutti noi, perché ci ama tutti, perché per lei siamo tutti importanti, tutti necessari. 
La Madre in modo particolare ci invita alla preghiera col cuore. Cosa significa pregare col cuore? Pregare col cuore prima di tutto significa pregare per amore e con amore, pregare con tutto il proprio essere, in modo che la nostra preghiera che preghiamo sia davvero un incontro con Gesù, un dialogo con Gesù, un riposo insieme con Lui in modo che terminiamo la preghiera pieni di pace e di gioia. Ma la Gospa sa che noi non siamo perfetti, la Gospa sa che a volte per noi è difficile raccoglierci in preghiera perché spesso i nostri pensieri si perdono lontano. Per questo la Gospa desidera che noi ci iscriviamo alla scuola della preghiera, che impariamo ogni giorno. Perché la preghiera è una scuola che non dura né due anni, né vent’anni, ma dura tutta la vita.
E´importante essere perseveranti nella preghiera. La Gospa desidera da noi che preghiamo tre ore ogni giorno. Quando la Gospa chiede che preghiamo tre ore ogni giorno, non ci chiede di pregare tre ore tutto in una volta o che preghiamo solo il Rosario in queste tre ore, ma la Gospa desidera che nelle tre ore di preghiera ci sia anche la Santa Messa, la lettura della Sacra Scrittura, la preghiera del Rosario, la preghiera familiare, il dialogo in famiglia, il fare il bene, l´aiutare gli altri. Questo desidera la Gospa, questo è il programma a cui invita la Gospa. La Gospa dice: “Cari figli, se volete andare nella scuola della preghiera, allora dovete sapere che nella scuola della preghiera non c´è vacanza, non c´è weekend. E cari figli, se volete pregare meglio, allora dovete sempre pregare di più”. Pregare di più è una decisione personale, pregare meglio è una grazia che Dio dona a coloro che decidono di pregare di più. Noi oggi spesso quando parliamo della preghiera spesso sappiamo dire che non abbiamo tempo per la preghiera, che lavoriamo molto, che siamo occupati da queste o quelle cose, andiamo a casa col lavoro, dobbiamo cucinare, pulire, fare queste o altre cose. Non troviamo il tempo per i figli, per la famiglia. Quando si deve pregare molti dicono che il problema è il tempo. Ma la Gospa dice a tutti noi semplicemente, dice: “Cari figli, no, non potete ripetere sempre che non avete tempo. Il vero problema non è il tempo, cari figli, ma l´amore. Perché, cari figli, quando una persona ama qualcuno trova sempre tempo per lei, ma se non ama non troverà mai il tempo”. 
Per questo la Gospa invita così tanto alla preghiera: perché desidera svegliarci dalla stanchezza spirituale, da questo coma spirituale in cui si trova il mondo, e rafforzarci nella fede e nella preghiera. Solo dando a Dio il primo posto nella vita, il mondo potrà essere salvato.
Fonte:http://medjugorjesanremo.blogspot.it/2011/11/i-veggenti-ivan.html

sabato 27 settembre 2014

LA MADONNA HA SALVATO LA MIA VITA E LA VITA DELLA MIA FAMIGLIA

Testimonianza di Patrick e Nancy a Medjugorje
 

Medjugorje è la grandezza dell'amore di Dio, che Egli ormai da più di 25 anni riversa sul Suo popolo per mezzo di Maria, Madre celeste. Sbaglia chi vorrebbe circoscrivere l'opera di Dio a un tempo, a uno spazio o a un popolo, perché Dio è amore incommensurabile, grazia incommensurabile, una fonte che non si esaurisce mai. Perciò ogni grazia e ogni benedizione che viene dal Cielo sono veramente un dono immeritato agli uomini di oggi. Colui che comprende e accoglie questo dono può giustamente testimoniare che nulla di tutto ciò che ha ricevuto dall'alto appartiene a lui, ma soltanto a Dio, che è la fonte di tutte le grazie. Di un tale immeritato dono della grazia di Dio ci dà testimonianza la famiglia di Patrick e Nancy latta, del Canada. In Canada hanno venduto tutto e sono venuti a Medjugorje per vivere qui e, come dicono, "vivere vicino alla Madonna". Nella seguente intervista potrete conoscere di più sulla loro testimonianza.
Patrick e Nancy, ci potete dire qualcosa sulla vostra vita prima di Medjugorje?
PATRICK: La mia vita prima di Medjugorje era completamente diversa. Ero un commerciante di automobili. Avevo molti dipendenti e per tutta la vita ho venduto auto. Nel lavoro ho avuto molto successo e sono diventato molto ricco. Nella mia vita non conoscevo Dio. Infatti negli affari Dio non c'è, o per meglio dire, le due cose non si conciliano. Prima di conoscere Medjugorje non sono entrato in una chiesa per anni. La mia vita era una rovina, con matrimoni e divorzi. Ho quattro figli, che prima non erano mai stati in chiesa.

Il cambiamento della mia vita iniziò il giorno in cui lessi i messaggi di Medjugorje, inviatici dal fratello di mia moglie Nancy. Il primo messaggio della Madonna che lessi a quel tempo diceva: "Cari figlioli, vi invito per l'ultima volta alla conversione". Queste parole mi colpirono profondamente ed ebbero su di me l'effetto di uno shock.

Il secondo messaggio che lessi era il seguente: "Cari figlioli, sono venuta per dirvi che Dio esiste". Mi inquietai con mia moglie Nancy perché non mi aveva detto prima che questi messaggi erano veri e che lì, in qualche luogo lontano dall'America, appariva la Madonna. Continuai a leggere i messaggi nel libro. Dopo aver letto tutti i messaggi, vidi la mia vita come in un film. Vidi tutti i miei peccati. Cominciai a riflettere a lungo sul primo e sul secondo messaggio che avevo letto. Quella sera sentii che quei due messaggi erano rivolti proprio a me. Piansi tutta la notte come un bambino. Capii che i messaggi erano veri e vi credetti.

Questo fu l'inizio della mia conversione a Dio. Da quel momento accolsi i messaggi e cominciai a viverli, non solo a leggerli, e li vivevo esattamente e letteralmente come desidera la Madonna. Non era facile, ma non cedetti poiché da quel giorno in poi nella mia famiglia tutto cominciò a cambiare. Uno dei miei figli era drogato, il secondo giocava a rugby ed era alcolizzato. Mia figlia si era sposata e aveva divorziato già due volte prima di compiere 24 anni. Del quarto figlio, un maschio, non sapevo neanche dove abitasse. Questa era la mia vita prima di conoscere i messaggi di Medjugorje.

Quando mia moglie ed io cominciammo ad andare regolarmente a Messa, a confessarci, a farci la comunione e a recitare ogni giorno insieme il Rosario, tutto cominciò a cambiare. Ma il cambiamento più grande lo provai io stesso. Non avevo mai recitato prima nella mia vita il Rosario, né sapevo come si svolgesse. E improvvisamente cominciai a vivere tutto questo. In un messaggio la Madonna dice che la preghiera opererà miracoli nelle nostre famiglie.
Così per mezzo della preghiera del Rosario e di una vita conforme ai messaggi, tutto cambiò nella nostra vita. Il nostro figlio più giovane, che era drogato, si liberò dalla droga. Il secondo figlio, che era alcolizzato, abbandonò completamente l'alcool. Smise di giocare e rugby e diventò vigile del fuoco. Anche lui iniziò una vita completamente nuova. Nostra figlia, dopo due divorzi, sposò un uomo meraviglioso che scrive canzoni per Gesù. Mi dispiace che non si sia sposata in chiesa, ma non è colpa sua, bensì mia. Quando adesso mi guardo indietro, vedo che tutto è iniziato il giorno in cui ho cominciato a pregare come un padre. Il cambiamento più grande è avvenuto in me e in mia moglie. Innanzitutto ci siamo sposati in chiesa e il nostro matrimonio è diventato meraviglioso. Le parole "divorzio", "vattene, non ho più bisogno di te", non esistevano più. Perché quando la coppia prega insieme, non si possono più pronunciare queste parole. Nel sacramento del matrimonio la Madonna ci ha mostrato un amore che non sapevo neanche esistesse.

La Madonna dice a tutti noi che dobbiamo tornare da Suo Figlio. lo so di essere stato uno di quelli che maggiormente si era allontanato da Suo Figlio. In tutti i miei matrimoni avevo vissuto senza preghiera e senza Dio. Ad ogni matrimonio ero arrivato con il mio elicottero personale, come si addice ad una persona ricca. Mi ero sposato civilmente e tutto finiva lì.
Come è proseguito il vostro cammino di conversione?

Vivendo secondo i messaggi, ne vedevo i frutti nella mia vita e nella vita della mia famiglia. Non potevo negarlo. Questo fatto era presente in me ogni giorno e mi stimolava sempre più a venire qui a Medjugorje per incontrare la Madonna, che mi chiamava continuamente. Perciò decisi di abbandonare tutto e venire. Vendetti tutto quello che avevo in Canada e venni a Medjugorje nel 1993, proprio nel periodo della guerra. Non ero mai stato prima a Medjugorje, né conoscevo questo luogo. Non sapevo neanche che lavoro avrei fatto, ma mi affidai semplicemente alla Madonna e a Dio affinché mi guidassero. Nancy mi diceva spesso: "Perché vuoi andare a Medjugorje, che non sai neanche dove si trovi?" Ma rimanevo ostinato e rispondevo: "La Madonna vive a Medjugorje ed io voglio vivere vicino a Lei". Mi innamorai della Madonna e non c'era nulla che non avrei fatto per Lei. Tutto quello che vedete qui è stato costruito solo per la Madonna, non per me. Considerate che noi viviamo qui dove siamo seduti ora. Ci bastano questi 20 m2. Tutto il resto che vedete non ci occorre. Resterà qui, se Dio lo concede, anche dopo la nostra morte, poiché è un dono alla Madonna, che ci ha portati qui. Tutto questo è una commemorazione per la Madonna, un ringraziamento da parte di quel peccatore che altrimenti sarebbe finito all'inferno. La Madonna ha salvato la mia vita e quella della mia famiglia. Ci ha salvati dalla droga, dall'alcool e dai divorzi. Tutto questo non esiste più nella mia famiglia proprio.perché la Madonna ha detto che per mezzo del Rosario avvengono i miracoli. Abbiamo iniziato a pregare e abbiamo visto con i nostri occhi i frutti della preghiera. I figli non sono diventati perfetti, ma sono mille volte meglio di prima. Sono convinto che la Madonna ha fatto questo per noi, per me, per mia moglie, per la nostra famiglia. E tutto quello che la Madonna mi ha donato vorrei restituirlo e Lei e a Dio. La nostra speranza è che tutto quello che qui apparterrà della chiesa madre, qualunque comunità ci sarà, servirà al rinnovamento dei sacerdoti, delle suore e dei giovani che
desiderano donare tutto a Dio. Per tutto l'anno centinaia di giovani ci visitano e si fermano da noi. Perciò siamo grati alla Madonna e a Dio, perché li possiamo servire per mezzo di tutte le persone che ci inviano. Quello che vedete qui l'abbiamo donato alla Madonna per mezzo del santissimo cuore di Gesù.
Fonte:  http://www.santachiarafamiglie.org/index.php?option=com_content&view=article&id=92:testimonianza-di-patrick-e-nancy-a-medjugorje&catid=10:notizie&Itemid=66

LA VEGGENTE MARIJA A TELEFONO CON PADRE LIVIO PER COMMENTARE IL MESSAGGIO DEL 25 SETTEMBRE

MARIJA DI MEDJUGORJE IN DIRETTA SU RADIO MARIA
CON PADRE LIVIO 25 settembre 2014 PER IL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE- testo messaggio e domande di P.Livio a Marija

"Cari figli! Anche oggi vi invito perché anche voi siate come le stelle che con il loro splendore danno la luce e la bellezza agli altri affinché gioiscano. Figlioli, siate anche voi splendore, bellezza, gioia e pace e soprattutto preghiera per tutti coloro che sono lontani dal mio amore e dall’amore di mio Figlio Gesù. Figlioli, testimoniate la vostra fede e preghiera nella gioia, nella gioia della fede che è nei vostri cuori e pregate per la pace che è dono prezioso di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
P. Livio: La Madonna parla di stelle; anche la Sacra Scrittura ne parla e, per esempio, dice “I giusti che insegnano agli altri la giustizia sono come stelle che brillano nel firmamento”. Come sono le stelle che vedete intorno al capo della Madonna?
Marija: Sono splendide e danno alla Madonna una bellezza in più con la loro luce. Ogni volta che vediamo la Madonna con quelle 12 stelle intorno alla testa, è una gioia per noi. Così spero che anche questo messaggio porti tanta gioia e anche tanta luce per testimoniare la nostra fede, come dice la Madonna. E speriamo che noi possiamo essere come stelline che abbelliscono il capo della Madonna.
P. Livio: La Madonna dice che noi dobbiamo diffondere la fede irradiando la gioia.
Marija: E’ vero perché Lei ci chiede di essere gioiosi nella fede testimoniando e pregando, soprattutto per questo dono prezioso di Dio che è la pace.
P. Livio: Questa gioia come facciamo a conservarla nei momenti della prova e della sofferenza?
Marija: La Madonna dice che è possibile pregando. Una persona che prega è una persona che si lascia condurre dalla volontà di Dio. Certo è un po’ difficile perché noi, quando siamo nella prova, cerchiamo di rifiutarla, di evitare la croce. Ma la Madonna ci dice di pregare per conservare questa gioia, questo amore, questa luce, questa pace. E' difficile, ma quando preghiamo e viviamo secondo la volontà di Dio, abbiamo la pace nel cuore. La Madonna ci chiede proprio questo. Lei sa che per noi è difficile; per questo ci sta spingendo, aiutando, ispirando anche attraverso questi messaggi. Lei vuole che ci impegnamo sempre di più nella preghiera, nella fede concreta, per raggiungere la bellezza, la gioia e la pace, che è dono prezioso di Dio.
P. Livio: Inizia fra poco il mese di ottobre che è il mese del Rosario. Penso che faremo molto felice la Madonna se nelle famiglie si ricominciasse a pregare il Rosario, in particolare Il Rosario per la pace e anche il Rosario per le famiglie.
Marija: Sarebbe la cosa più bella perché una famiglia che prega insieme, soprattutto il Rosario, è una famiglia che ha futuro. Una famiglia che non prega non ha futuro. La Madonna ci ha detto: “Senza Dio non avete né futuro, né vita eterna”. Lei ci invita ad essere sempre di più gioiosa testimonianza per tutte le persone che sono intorno a noi.
P. Livio: E preghiamo anche perchè in questo mese di ottobre la Chiesa celebra il “Sinodo per la famiglia”, che è uno dei punti fondamentali anche dei messaggi della Madonna. Infatti fin dall’inizio ha invitato a pregare un anno intero per i giovani, poi un anno intero per le famiglie e poi un anno intero per i giovani e le famiglie insieme.
Marija: E’ vero. La Madonna ci chiede sempre di più la preghiera per i giovani, la preghiera per le famiglie, la preghiera per i consacrati... E preghiamo anche per noi che diciamo di essere cristiani, ma tante volte non diamo una buona testimonianza. La Madonna ci chiede di essere testimoni gioiosi della fede.

Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.
... e Padre Livio ha concluso con la benedizione.

Marija e P. Livio ( Radio Maria )

L'IMPROVVISA GUARIGIONE DI ANDREA A MEDJUGORJE


Miracolato a Medjugorje riceve la maglia della Juve Stabia da Improta

de luca juve stabia
  Andrea De Luca, 21enne di Castellammare di Stabia, ha raccontato di quando, all’età di 13 anni, fu colpito dal morbo di Perthes, malattia rara che porta allo sfaldamento della testa del femore e dell’anca, causando dolori insopportabili, la paralisi e il ‘crollò della spina dorsale. «Ero affetto da tre anni da questa malattia ed ero stanco per i dolori che dovevo sopportare – ha proseguito Andrea – Poi, a Medjugorje, ho potuto abbandonare la sedia a rotelle». I medici che lo avevano in cura, il prof. Anastasio Tricarico, docente di Ortopedia e traumatologia della II Università di Napoli e il dottor Pasquale Guida, ortopedico del Santobono di Napoli, presenti al lancio del libro di Brosio, hanno attestato di persona lo «spappolamento dell’osso» ma anche la sua inspiegabile «saldatura», al ritorno dell’ammalato da Medjugorje. Un racconto impressionante, con la proiezione delle radiografie del «prima e dopo» l’evento prodigioso, con la ricomposizione dei pezzi d’ossa che prima si presentavano spezzati e mancanti. Gianni Improta, ex calciatore del Napoli ed ex allenatore della Juve Stabia, ha donato ad Andrea una maglia gialloblù, la squadra in cui il giovane militava prima che la malattia lo paralizzasse.

 Fonte:  http://www.solonotizie24.it/wip/2014/03/12/miracolato-a-medjugorje-riceve-la-maglia-della-juve-stabia-da-improta-2/18798

Dalle giovanili alla malattia fino al viaggio a Medjugorje e all’improvvisa guarigione

Come si svolge la vita quotidiana di una persona che ha ricevuto un miracolo? Quella di tutti i giorni, dal rapporto con gli amici alle difficoltà di ordine pratico. «Sai che Lui è accanto a te e puoi fare affidamento in tutto, dalle cose più semplici a quelle più complesse. Il mio compito è raccontare quanto è accaduto, essere apostolo e portare la luce come ho sentito una voce dirmi sul pullman di ritorno a Castellammare». E così il giorno più brutto della vita di Andrea De Luca, l’1 novembre del 2006, diventa «il più bello, quello che mi ha cambiato l’esistenza».
 Sognava di essere un calciatore professionista con la Juve Stabia. Al Romeo Menti allenamento dei giovanissimi regionali prima delle convocazioni. Sotto la curva sud San Marco, Andrea, allora tredicenne, si blocca. «Mi passarono anche il pallone – racconta – ma non riuscii a stopparlo, mi superò. Ero come una statua. Un dolore lancinante che partiva dalla coscia e prendeva la schiena». Era il morbo di Perthes, una malattia degenerativa della testa del femore che colpisce in età infantile. Arriva ad essere invalidante il che significa stampelle prima, sedia a rotelle poi... comincia il giro d’Italia degli ospedali. L’essere in età di sviluppo complica le cose. Il dramma della paralisi si manifesta progressivamente nel 2008. Medjugorje è un viaggio fatto più per tacitare parenti e amici che per convinzione. Ed invece Medjugorje diventerà la vita che cambia. La collina del Podbro è un calvario. In salita si spezza una stampella, in discesa si rompe l’altra. «Non capimmo che era un primo segnale». Domenica 20 settembre 2009 non è un giorno qualsiasi. Un vialetto buio accanto all’albergo porta ad un giardinetto con una statua della Madonna. «Ero solo. D’improvviso il volto della statua si illumina come se un faro potente proiettasse un fascio di luce bianco, intenso, molto forte. Sono rimasto senza parole. Mi sono girato e c’erano Emanuela, una amica conosciuta durante il viaggio, papà, mamma. Ho chiesto conforto, hanno visto anche loro». Quel fascio di luce fa il miracolo, perfora, tocca il femore, colpisce il cuore. La vita è cambiata. La scienza ne prende atto. I miglioramenti sono costanti.
Il 22 Andrea torna a Castellammare, il 25 corre sul lungomare, qualche mese dopo una partita a calcetto. «Non ho più niente, solo la certezza che Lui è accanto a me». Sabato Andrea sarà al Menti, premiato da Gianni Improta, dg della Juve Stabia che ieri gli ha regalato la maglia con il suo nome. «Le gambe mi tremano per il regalo e per l’idea di tornare allo stadio». La storia di Andrea è una delle tante presenti in “Raggi di luce”, il libro nato da un’inchiesta giornalistica di Paolo Brosio, presentato ieri a palazzo Alabardieri, nel quale si raccontano, attraverso prove documentali, le storie di miracoli, guarigioni, santi e luoghi dedicati a Maria. Vicende diventate testimonianze di fede quotidiane.

Fonte: http://www.ilnapolionline.com/foto-juve-stabia-il-miracolo-di-andrea-il-tifoso-stabiese-con-una-grave-malattia-di-nuovo-allo-stadio/

venerdì 26 settembre 2014

A MEDJUGORJE E' TUTTO BELLO, MA BISOGNA TORNARE A CASA

Quando ritorni a casa 
Caro pellegrino, cercatore di Dio! Quando ti rechi in pellegrinaggio a Medjugorje, sei invitato a pregare in chiesa, a partecipare alla Santa Messa, a confessarti, a metterti in adorazione davanti a Gesù Sacramentato, a salire sul Krizevac (il monte che ci richiama alla mente la passione di Cristo, la nostra sofferenza e la nostra croce) e a pregare sul Podbrdo, la Collina delle Apparizioni. Credo che hai fatto tutto questo, che hai rinnovato la tua fede, il tuo amore e la tua speranza, e che ti sei convinto quanto Dio ti è vicino. È questo il motivo dei tuo viaggio a Medjugorje.

E in verità, qui Dio è vicino a tutti coloro che Lo cercano. Si fa sentire, si fa amare. Egli ci dà la forza di consacrarci a Lui. Qui Dio ha fatto sgorgare la sorgente della Pace per mezzo della Regina della Pace.

Sono convinto che adesso ti sorge spontanea una domanda, che del resto molti altri pellegrini si pongono: Qui è tutto bello, qui è tutto facile, tutti pregano, tutti cercano Dio Ma che sarà una volta tornato a casa? Che cosa potrò fare perché la mia pace cresca, il mio amore si sviluppi, la fiducia prenda il posto della sfiducia, lo spirito della riconciliazione sia più forte di quello della discordia? La domanda è decisamente importante.

Medjugorje è per i pellegrini quello che è stato il Tabor per i discepoli: bisogna convincersi che è possibile vivere l'amore e sperimentare la gloria di Dio; ma bisogna tornare a casa, ognuno nella sua Gerusalemme, nel quotidiano, al lavoro, allo studio, in mezzo a tante persone che non hanno le stesse convinzioni.

Si, bisogna tornare a casa!

Nella chiesa di Medjugorje hai pregato a lungo. Non ti è stato difficile salire sul Krizevac, indipendentemente dal buono o cattivo tempo. Hai trovato il tempo per salire anche sul Podbrdo, e sei stato felice.

Adesso metti da parte Medjugorje, come comunità parrocchiale, e torna a casa portando con te, nella tua mente e nel tuo cuore i luoghi e gli eventi di Medjugorje. Siamo certi che a casa troverai il tuo Krizevac e la tua croce. A casa ritroverai la sofferenza che vi avevi lasciata. Essa ti aspetta. Ma non temere! Il Krizevac di Medjugorje non è affatto più facile del tuo Krizevac, anche se, per molti, esso è diventato più comprensibile e più accettabile, da quando, per volontà di Dio, il monte più piccolo, cioè la Collina delle Apparizioni è diventata luogo d'incontri più intensi con Dio per mezzo di Maria. Perciò anche se a casa ti attende il tuo Krizevac, fatto il più delle volte di sofferenze e di afflizioni, di cui non sei personalmente colpevole e responsabile, erigi subito accanto ad esso un monte più piccolo, la tua Collina delle Apparizioni, il tuo Tabor! Allora anche il Krizevac acquisterà una nuova colorazione, sarà avvolto da nuova pace e da nuova speranza.

Costruisci la Collina delle Apparizioni in un angolo del tuo appartamento o della tua casa. Sopra ci metterai una Croce più piccola, un lume, la Bibbia e il rosario! Li capirai il tuo Krizevac, il tuo passaggio e il tuo tramonto. Accanto alla Collina delle Apparizioni, il Krizevac diventa il luogo della risurrezione, poiché nessun Krizevac esiste per distruggerti e rovinarti, ma per aiutarti a giungere alla salvezza.

Ricordatelo bene! La Madonna ha preso sul serio le parole di Cristo.

Essa viene con Te sul tuo Krizevac, sul tuo Calvario, come del resto ha detto espressamente nel Messaggio di Natale deI 1986:

"Cari figli! Anche oggi ringrazio il Signore per tutto quello che mi sta facendo, in modo particolare per il dono di poter stare anche oggi con voi, cari figli, questi sono giorni in cui il Padre offre grazie particolari a tutti coloro che gli aprono il cuore. Io vi benedico e desidero che anche voi, cari figli, conosciate le grazie e tutto mettiate a disposizione di Dio, perché Lui sia glorificato attraverso voi Il mio cuore segue attentamente i vostri passi.

Grazie per avere risposto alla mia chiamata !".

Questo messaggio è valido non soltanto per chi sta a Medjugorje, né soltanto per i veggenti. Esso è stato rivolto a me e a te.

Ritorna a casa, benedetto per sempre da Chi è benedetto in eterno!

E costruisci l'altare su cui comincerai a offrire Ogni giorno le tue croci e le tue sofferenze, le tue amarezze e le tue afflizioni, la speranza e la gioia, l'amore e la fede! Cosi avrai anche tu la tua chiesa, il tuo Krizevac e il tuo Podbrdo. Se farai cosi, Dio sarà con te e Maria SS. seguirà attentamente i tuoi passi.

Va in pace. Porta a tutti la pace e la benedizione. (Padre Slavko Barbaric)


Fonte:  http://medjugorje.altervista.org/doc/pslavko/quantoritorni.html

“Medjugorje per me significa tutto nella vita”


Karmel Kelly dall’Irlanda:


La settantanovenne Karmel Kelly, proveniente dall’Irlanda, ha portato il suo centesimo gruppo di pellegrini. È venuta qui per la prima volta nel 1997, a causa di suo marito, e della sua prima venuta a Medjugorje ha detto: “Fino al 1997 andavo a Lourdes ogni due anni, di Medjugorje non sapevo assolutamente nulla. Mio marito, che non era mai stato a Lourdes né aveva mai voluto venire in luoghi religiosi, lesse di Medjugorje e mi disse che voleva venire qui. Dal momento che aveva espresso il desiderio di venire in un luogo di pellegrinaggio, prenotai per il 22 di maggio. All’inizio di marzo egli cominciò ad avvertire dei dolori al petto e i medici lo curarono per un’infezione ai polmoni molto grave. Il 25 aprile seguente essi annunciarono a tutta la famiglia che lui soffriva di tumore progressivo ad entrambi i polmoni e che aveva una enorme massa localizzata al torace. Dissi al medico che avevamo programmato di andare a Medjugorje il 22 maggio e lui rispose che mio marito non sarebbe andato da nessuna parte. A quel tempo pensavo che mio marito si sarebbe rimesso e che sarebbe stato meglio. Ci dissero che il pellegrinaggio che avevamo pagato aveva validità di due anni. Andai quindi in ospedale e dissi a Bill che saremmo andati a Medjugorje dopo la sua guarigione, ma lui mi disse di andare da sola se lui non poteva. Io gli risposi che andavo a Medjugorje solo perché voleva venirci lui. Lui però fu insistente e dovetti promettergli che sarei andata a Medjugorje anche se lui non poteva e che avrei portato con me la mia amica  Agnus. Mio marito morì il 12 maggio, dieci giorni prima della data in cui saremmo dovuti venire a Medjugorje. Cinque settimane dopo la sua morte, chiamai Agnus e le dissi che le avevo prenotato un viaggio a Medjugorje sul biglietto di Bill, come avevo promesso a lui. Arrivammo a Medjugorje il 24 giugno 1997 ed io non sapevo assolutamente che ricorreva l’anniversario delle apparizioni. Faceva molto molto caldo e l’unico motivo per cui ero venuta era tener fede alla promessa che avevo fatto a mio marito, per poi poter continuare ad andare a Lourdes. Per questo ero venuta”, ha affermato Karmel, che a Medjugorje ha percepito una grazia particolare ed ha cominciato ad accompagnare pellegrini. “Il primo gruppo, di centoventotto persone, l’ho portato a Medjugorje nel maggio del 1998. Nell’ottobre di quell’anno portai altri due gruppi e, nei successivi quattro anni, ho portato dieci gruppi all’anno. Venivo a Medjugorje per due settimane, stavo a casa due settimane e poi tornavo a Medjugorje: la stagione funzionava così. Così sono venuta a Medjugorje la prima volta e vengo ancora, anche se ora sono abbastanza anziana. Ho cominciato a farlo quando avevo già una bella età. Se solo avessi saputo dell’esistenza di questo luogo quando ero più giovane… ma non era stabilito così. La Madre Beata aveva un piano e si è servita di mio marito per realizzarlo. Nella mia vita Medjugorje significa tutto. Da quando mio marito è morto, tutta la mia vita ruota attorno a Medjugorje”.  Karmel ci ha detto che ha due figli. “Il mio figlio più grande, Tony, è qui con me per la prima volta. Non è mai stato prima a Medjugorje e non ha saputo che questo è il mio centesimo viaggio qui finché non siamo arrivati. In questo momento mio figlio non parla molto di Medjugorje, ma guarda a tutto questo in modo molto positivo. La particolarità di quest’anno per me è la venuta di mio figlio qui, perché questo per me è un miracolo. Ho in programma di venire ancora, perché ho promesso alla Madonna che porterò persone fino a quando lei me ne manderà”.
Fonte:  http://www.medjugorje.hr/it/

COMMENTO DEL MESSAGGIO DEL 25 SETTEMBRE 2014


Cari amici,
nel messaggio del 25 Settembre la Regina della Pace ci esorta ad essere testimoni della fede nella gioia. E’ la gioia il motivo dominante che attraversa l’intero messaggio. Il dono della fede riempie i cuori di gioia ed è nella gioia che deve essere diffuso.
La fede si espande per irradiazione, come ama sottolineare Papa Francesco. La Madonna ricorre al paragone delle stelle:
"Cari figli! Anche oggi vi invito perché anche voi siate come le stelle che con il loro splendore danno la luce e la bellezza agli altri affinché gioiscano".
Le stelle non parlano, ma irradiano luce e bellezza. Allo stesso modo noi dobbiamo essere delle stelle per i lontani, irradiando l’amore, la pace e la gioia:
"Figlioli, siate anche voi splendore, bellezza, gioia e pace e soprattutto preghiera per tutti coloro che sono lontani dal mio amore e dall’amore di mio Figlio".
La Madonna ci vuole far comprendere che diffondiamo il Vangelo vivendolo nella gioia e alimentandolo nel nostro cuore con la preghiera. Solo così la nostra testimonianza sarà efficace:
"Figlioli, testimoniate la vostra fede e preghiera nella gioia, nella gioia della fede che è nei vostri cuori e pregate per la pace che è dono prezioso di Dio".
All’inizio del mese missionario la Madonna ci insegna in che modo possiamo essere missionari verso tutti coloro che sono lontani dal suo amore e di quello di suo Figlio Gesù.

Vostro Padre Livio (Radio Maria)

giovedì 25 settembre 2014

MESSAGGIO DEL 25 SETTEMBRE 2014 A MEDJUGORJE


Messaggio del 25 settembre 2014,
dato alla veggente Marija dalla Regina della Pace a Medjugorje


"Cari figli! Anche oggi vi invito perché anche voi siate come le stelle che con il loro splendore danno la luce e la bellezza agli altri affinché gioiscano. Figlioli, siate anche voi splendore, bellezza, gioia e pace e soprattutto preghiera per tutti coloro che sono lontani dal mio amore e dall’amore di mio Figlio Gesù. Figlioli, testimoniate la vostra fede e preghiera nella gioia, nella gioia della fede che è nei vostri cuori e pregate per la pace che è dono prezioso di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

                                                      +++++++++++++++++++++

 "Draga djeco! I danas vas pozivam da vi budete kao zvijezde koje svojim sjajem daju svjetlost i ljepotu drugima da se raduju.
Dječice, budite i vi sjaj, ljepota, radost i mir, a napose molitva za sve one koji su daleko od moje ljubavi i ljubavi moga sina Isusa. Dječice, svjedočite svoju vjeru i molitvu u radosti, u radosti vjere koja je u vašim srcima i molite za mir koji je dragocjeni dar od Boga. Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu."


La vanità è una tentazione contro la quale dobbiamo lottare tutta la vita

Il Papa a Santa Marta: «no a cristiani vanitosi, sono come una bolla di sapone»
Guardiamoci dalla vanità che ci allontana dalla verità e ci fa sembrare una bolla di sapone. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Pontefice, prendendo spunto dal passo del Libro di Qoelet nella Prima Lettura, ha sottolineato che, anche quando fanno del bene, i cristiani devono rifuggire la tentazione di apparire, di “farsi vedere”.
Se tu “non hai qualcosa di consistente, anche tu passerai come tutte le cose”. Papa Francesco ha preso spunto dal Libro del Qoelet per soffermarsi sulla vanità. Una tentazione, ha osservato, che non c’è solo per i pagani ma anche per i cristiani, per le “persone di fede”. Gesù, ha rammentato, “rimproverava tanto” quelli che si vantavano. Ai dottori della legge, ha soggiunto, diceva che non dovevano “passeggiare nelle piazze” con “vestiti lussuosi” come “principi”. Quando tu preghi, ammoniva il Signore, “per favore non farti vedere, non pregare perché ti vedano”, “prega di nascosto, va nella tua stanza”. Lo stesso, ha ribadito il Papa, va fatto quando si aiutano i poveri: “Non far suonare la tromba, fallo di nascosto. Il Padre lo vede, è sufficiente”:
“Ma il vanitoso: ‘Ma guarda, io do questo assegno per le opere della Chiesa’ e fa vedere l’assegno; poi truffa dall’altra parte la Chiesa. Ma fa questo il vanitoso: vive per apparire. ‘Quando tu digiuni - dice il Signore a questi – per favore non fare il malinconico lì, il triste, perché tutti se ne accorgano, che tu stai digiunando; no, digiuna con gioia; fa' penitenza con gioia, che nessuno si accorga’. E la vanità è così: è vivere per apparire, vivere per farsi vedere”.
“I cristiani che vivono così – ha proseguito - per apparire, per la vanità, sembrano pavoni, si pavoneggiano”. C’è chi dice, “io sono cristiano, io sono parente di quel prete, di quella suora, di tal vescovo, la mia famiglia è una famiglia cristiana”. Si vantano. “Ma – chiede il Papa – la tua vita col Signore? Come preghi? La tua vita nelle opere di misericordia, come va? Tu fai le visite agli ammalati? La realtà”. E per questo Gesù, ha aggiunto, “ci dice che dobbiamo costruire la nostra casa, cioè la nostra vita cristiana, sulla roccia, sulla verità”. Invece, è stato il suo monito, “i vanitosi costruiscono la casa sulla sabbia e quella casa cade, quella vita cristiana cade, scivola, perché non è capace di resistere alle tentazioni”:
“Quanti cristiani vivono per apparire. La vita loro sembra una bolla di sapone. E’ bella la bolla di sapone! Tutti i colori ha! Ma dura un secondo e poi che? Anche quando guardiamo alcuni monumenti funebri, pensiamo che è vanità, perché la verità è tornare alla terra nuda, come diceva il Servo di Dio Paolo VI. Ci aspetta la terra nuda, questa è la nostra verità finale. Nel frattempo, mi vanto o faccio qualcosa? Faccio del bene? Cerco Dio? Prego? Le cose consistenti. E la vanità è bugiarda, è fantasiosa, inganna se stessa, inganna il vanitoso, perché prima fa finta di essere, ma alla fine crede di essere quello, crede. Ci crede. Poveretto!”.
E’ questo, ha sottolineato, è quello che succedeva al Tetrarca Erode che, come narra il Vangelo odierno, si interrogava con insistenza sull’identità di Gesù. “La vanità – ha detto il Papa – semina inquietudine cattiva, toglie la pace. E’ come quelle persone che si truccano troppo e poi hanno paura che le prenda la pioggia e tutto quel trucco venga giù”. “Non ci dà pace la vanità – ha ripreso – soltanto la verità ci dà la pace”. Francesco ha dunque ribadito che l’unica roccia su cui possiamo edificare la nostra vita è Gesù. “E pensiamo – ha affermato – a questa proposta del diavolo, del demonio, anche ha tentato Gesù di vanità nel deserto” dicendogli: “Vieni con me, andiamo su al tempio, facciamo lo spettacolo; tu ti butti giù e tutti crederanno in te”. Il demonio aveva presentato a Gesù “la vanità in un vassoio”. La vanità, ha ribadito il Papa, “è una malattia spirituale molto grave”:
“I Padri egiziani del deserto dicevano che la vanità è una tentazione contro la quale dobbiamo lottare tutta la vita, perché sempre ritorna per toglierci la verità. E per far capire questo dicevano: è come la cipolla, tu la prendi e cominci a sfogliare - la cipolla – e sfogli la vanità oggi, un po’ di vanità domani e tutta la vita sfogliando la vanità per vincerla. E alla fine stai contento: ho tolto la vanità, ho sfogliato la cipolla, ma ti rimane l’odore in mano. Chiediamo al Signore la grazia di non essere vanitosi, di essere veri, con la verità della realtà e del Vangelo”.
(Radio Vaticana)

UN AIUTO PER I VIVERE I MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE





Questi suggerimenti potranno forse aiutarci a rendere i messaggi parte integrante della nostra vita quotidiana: 

 
A-    RICEVETE il messaggio il giorno stesso in cui è dato. È possibile reperirlo su molti siti Internet . Se non avete la possibilità di collegarvi ad Internet, chiedete ad un amico di stamparlo per voi. I messaggi arrivano al momento giusto. Essi sono per noi forieri di una grazia nel tempo in cui sono dati. Apriamoci a questa grazia ricevendo il messaggio il più presto possibile!
B-    LEGGETE per la prima volta il messaggio in spirito di preghiera ed accoglietelo nel profondo del vostro cuore. Il primo impatto con il messaggio è molto speciale, molto personale. È come se la Madonna lo stesse dando ad ognuno di noi singolarmente. Dovremmo essere traboccanti di gratitudine!
C-    FATE COPIE del messaggio e mettetele nel vostro libro di preghiere, sul frigorifero, in ufficio, sullo specchio del bagno, e dovunque potete, perché possiate ricordarvene. Fatene il vostro fedele compagno per ogni giorno del mese seguente! Verrà un giorno in cui ci meraviglieremo di aver ricevuto dei messaggi dalla Madonna!
D-    RIFERITE il messaggio a tutti quelli che incontrate, poiché esso è la chiave per trovare le grazie del nostro tempo. È un “tesoro” celeste. Fate che tutti ne sentano parlare! Potreste farlo pubblicare nel vostro giornale locale come una pubblicità: così raggiungerete centinaia, forse migliaia di persone! Pensate in grande! Le risposte più eclatanti verranno da quelli che ci saremmo meno aspettati! Attaccatelo sul finestrino della vostra auto. Alcuni lo mettono in fondo alla loro chiesa (col permesso del parroco). Quando le persone ascoltano il messaggio di questo 25 settembre, si rilassano visibilmente, come se su di loro scendesse la pace. Molte delle loro domande trovano immediata risposta ed essi possono proseguire il loro cammino.
E-    PREGATE il messaggio ogni giorno del mese. Evitate di essere così indaffarati. Dedicate tempo, piuttosto, alla riflessione sulle parole della Madonna. Lasciate che Ella vi mostri i differenti aspetti del messaggio e che vi dia i suoi insegnamenti. Ad esempio, quando Ella dice: “Satana vuole la guerra e l’odio”, ci offre una chiave per comprendere l’origine dei terribili eventi dell’11 settembre. Non è stato Dio che li ha voluti. Non è stato semplicemente un pazzo che li ha istigati. Tutte le persone che vi sono coinvolte, sono divenute agenti del Maligno, strumenti del suo piano per distruggere l’umanità. Non si tratta, dunque, solo di una battaglia tra nazioni o gruppi di persone, ma una battaglia spirituale che si svolge nell’invisibile. Riflettiamo su questo e formiamo la nostra coscienza di conseguenza. Possiamo cominciare a pregare e a digiunare contro questo Male e proteggere tutti gli uomini dai piani di Satana. In verità è proprio questa la nostra responsabilità! Un altro esempio: “E voi non abbiate paura, perché colui che prega non ha paura del male”. La Madonna ci dà qui un consiglio importantissimo! Nel corso del mese sarebbe bene rivedere tutti i messaggi sulla paura e pregare. Cercate nel Vangelo i passaggi in cui il Gesù parla della paura, ad esempio: “Non abbiate paura” (Mt. 28;10). Leggete cosa dice San Giovanni sulla paura: “L’amore perfetto scaccia la paura”. La paura blocca l’amore, ferma la grazia, ci trattiene dal compiere la volontà di Dio. Come possiamo sradicare la paura dai nostri cuori ed essere dei migliori canali di grazia?
F-     CHIEDETE a padre Slavko di aiutarvi a vivere i messaggi. Egli ne era così devoto e scriveva su di essi delle meditazioni così belle! Dal Cielo egli ci aiuterà a riceverli con un cuore aperto. Se lasciamo che il messaggio permei la nostra vita spirituale, esso ci farà crescere e ci aprirà al pentimento, alla guarigione ed alla speranza. I messaggi hanno lo scopo di guidarci nella nostra vita reale, essi sono concreti! Se li leggiamo soltanto una volta o due, non possono mettere radici in noi. Ma se li preghiamo ogni giorno, essi ci aprono ad un mondo di grazia meraviglioso! Diamo al messaggio la priorità nella nostra vita spirituale e diventeremo “portatori di pace in questo mondo senza pace”.  

SUOR EMMANUEL 

mercoledì 24 settembre 2014

I veggenti hanno chiesto alla Madonna : I bambini abortiti ? "sono con me"

I bambini abortiti sono con la Madonna!
Per le famiglie croate che mi circondano, la nascita di un bambino è una grandissima gioia.
Il bambino è desiderato, accolto, coccolato, portato fra le braccia, è causa di vera gioia per tutti e un dono di Dio. La Gospa non poteva conquistare meglio il cuore dei veggenti di Medjugorje che mostrando loro il Bambino Gesù nelle sue braccia. A Medjugorje l'aborto non esisteva. L’aborto apparteneva a un altro pianeta così come la droga, il suicidio o il divorzio. I veggenti erano così innocenti che la Madonna stessa ha dovuto rivelare loro alcuni aspetti del male all'opera nel mondo d'oggi, perché ne prendessero coscienza e capissero l'urgenza estrema della preghiera. Per esempio ha parlato a Marija della massoneria, delle consacrazioni a Satana, dei progetti segreti per distruggere il Santo Padre, ecc... ha mostrato in alcune immagini a Jelena diverse scene dell'azione di Satana e delle distruzioni che opera oggi. E i veggenti cadevano dalle nuvole!
Il destino di Mirjana è stato un po' diverso. I suoi genitori, giovani sposi, hanno dovuto lasciare Medjugorje per andare a lavorare a Sarajevo. Bisognava sopravvivere in condizioni più che precarie. Avevano affittato una cameretta piccolissima, ed è là che Miijana è nata. Ma il proprietario ha minacciato: "Se avrete ancora un bambino sarete cacciati!" I genitori dovevano lavorare entrambi per pagare l'affitto e un giorno, dopo otto anni, hanno potuto prendere una camera più grande.
Allora è nato il fratellino. - Mancavamo di tutto, - mi racconta Mirjana - ero sola in camera quasi tutto il giorno. I miei genitori si sacrificavano per me. Comperavano due banane, molto care e me le davano. Perché le mangiassi, mi dicevano: "Non ci piacciono le banane, che frutto orribile!". Mi nutrivano come potevano! Ho ricevuto molto amore da parte loro e non ho mai sentito quello che mancava. Oggi ho un'immensa riconoscenza verso i miei genitori. So che non esisterei se i miei genitori avessero avuto paura. C'era la minaccia comunista e nessuna sicurezza. Hanno avuto fiducia in Dio e oggi li ringrazio di avermi avuto. E guarda poi come la Madonna ha condotto le cose per me... nessuno avrebbe potuto indovinarlo! Non siamo noi che possiamo decidere la felicità dei nostri figli! Per studiare, ho dovuto cambiare scuola e questa nuova scuola è stata una prova durissima perché i miei compagni non conoscevano Dio e vivevano nel peccato grave.
L’aborto e molte altre cose erano molto comuni e ciò mi faceva soffrire enormemente. Le apparizioni erano incominciate ma io non avevo il diritto di dirne una parola. Ero sorvegliata, spiata e al minimo passo falso i miei genitori potevano perdere il lavoro. Una mattina una compagna mi ha detto: "Oggi vado ad abortire e poi vado al concerto". Indignata nel vederla mettere sullo stesso piano la morte di un bambino e un concerto, la mia mano è partita da sola e le ho dato uno schiaffo.
- E quando la Madonna ti è apparsa, ti ha rimproverato? -
Non ha fatto cenno allo schiaffo, mi ha detto che potevo cambiare queste persone soltanto con il mio esempio e la mia preghiera. Ho capito che non dovevo fare prediche, nè arrabbiarmi...
- E più tardi ti ha parlato dell'aborto come a Marija e a Vicka? -
Si perché le parlavo spesso di quello che vedevo intorno a me e le chiedevo aiuto. Mi ha detto di non giudicare nessuno ma di amarli e di pregare perché si riconciliassero con Dio. Mi ha detto anche che il padre e la madre del bambino abortito avranno molto da soffrire. Ha pianto molto. Ha detto che abortire è un grande peccato perché è uccidere. Dio perdona tutti i peccati, ma per quello in particolare chiede che il padre e la madre facciano entrambi una grande penitenza.
- E che cosa ha detto dei bambini abortiti? -
Ha detto: "Sono con me." A Medjugorje molti pellegrini, papà e mamme di bambini abortiti hanno potuto incominciare un bellissimo cammino di conversione e di guarigione interiore riconciliandosi con il piccolo esserino che un giorno avevano rifiutato. Invece di dimenticarsene, incominciano a considerarlo finalmente come una persona umana, vivente in Cielo, dotata di un cuore e di un'anima e decidono di riconciliarsi con lui. Gli chiedono perdono dal profondo del cuore e stabiliscono un legame sempre più forte con lui, come con un membro della famiglia. Gli danno un nome, lo pregano e pregano per lui. Questa riconciliazione e questa accoglienza nel cerchio familiare danno origine a grandi grazie per i genitori e anche per gli altri figli. I celibi coinvolti in questa situazione vivono una analoga espansione del cuore. Anche se le madri conservano una certa sofferenza, sono nella pace, non sono più tormentate o torturate dalla perdita del loro bambino: esse lo hanno deposto nel seno di Maria.

Tratto dal libro:"Medjugorje:il trionfo del cuore", di suor Emmanuel. Edizioni Shalom              
Fonte: http://www.mariadinazareth.it/Rubrica%20vita/i%20bambini%20abortiti%20sono%20con%20Maria.htm

La parola pronunciata più frequentemen­te dalla Madonna a Medjugorje


"PREGATE"  È questa la parola pronunciata più frequentemen­te dalla Madonna a Medjugorje. Essa ricorre in quasi tutti i messaggi. Questo fatto ci sottolinea che la preghiera è l'azione più im­portante di tutte. Lo dice anche il Vangelo, ma noi spesso non ci facciamo caso. Quando saremo nell'aldilà vedremo il danno enorme prodotto dalla trascuratezza della preghiera, ma allora che potremo fare più? Adesso è il momento di cambiare. Ascoltiamo la Madonna che con tanta pazienza continua ad in­citarci alla preghiera! Così Padre Slavko, a Medjugorje, diceva ai pellegrini italia­ni: "Perché la Madonna continua a dirci di pregare? Si può dire che ogni sua apparizione è un invito alla preghiera, perché? Perché la preghiera è l'unico modo nostro per incontrare Dio, per incontrare Gesù. Lei è la Madre di Gesù e la Madre nostra, perciò fa il suo dovere che è quello di farci incontrare con Gesù, perché solo se lo incontriamo noi siamo salvi. Maria con­tinua a fare quello che ha fatto a Cana di Galilea. Era presente lei e anche Gesù, ma Gesù non era ancora conosciuto per quello che era: lei lo fece conoscere. Fatto questo, si ritira dicendo al servi: "Fate quello che Egli vi dirà!". La sua presenza è un forte invito a noi anche perché ci met­tiamo in comunicazione con Gesù Cristo. Ma la sua presenza è anche un rimprovero per noi tutti che abbiamo dimenticato, che non crediamo abbastanza alla presenza di Gesù nelle nostre chiese. La Madonna ha detto a Jelena: 'Io vi sono più vicina durante la santa Messa che durante l'apparizione". Fare la Comunione è più che essere veggenti! Ma noi questo lo credia­mo? Se non ascoltiamo l'invito della Madonna a pregare davve­ro, non incontreremo mai il Signore. Maria ci dice: "La pre­ghiera deve diventare il nutrimento quotidiano, gioia e pace in­teriore, sollievo nella stanchezza per il troppo lavoro... Ma perché sia così, la preghiera deve essere: preghiera col cuore, preghiera di un cuore che ama, preghiera di chi si abbandona totalmente a Dio, dì chi desìdera Dio, di chi anela a Dio ". Questo è il punto centrale di tutti i consigli della Madonna riguardo alla preghiera: dialogo con Dio, con Gesù, con lei stes­sa, ma per arrivare, sempre ad incontrare Dio! Perciò la pre­ghiera non può essere una pura e semplice recita di formule: la cosa è molto più seria e importante. Nel gennaio del 1986 ci ha dato il seguente messaggio che riassume molte sue esortazioni: "Cari figli, anche-oggi vi invito a pregare. Voi cari figli non sarete in grado di comprendere quanto valga la preghiera finché non direte a voi stessi: adesso è il tempo della preghiera, adesso nessun'altra cosa è importante, adesso per me nessun'altra cosa è importante quanto Dio. Cari figli, dedicatevi alla preghiera con particolare amo­re, così Dio potrà darvi le grazie ". Ma quali preghiere dobbiamo fare? Tutte! La Santa Messa, l'adorazione al Santissimo Sacramento, la devozione al Cuore di Gesù, il culto della Croce e della Passione, la devozione allo Spirito Santo, la lettura della Bibbia, il Rosario... Maria racco­manda moltissimo la preghiera allo Spirito Santo e dice: "Molta gente prega in modo sbagliato, chiede delle cose, ma pochi chiedono il dono dello Spirito Santo. Chiedete prima di tutto il dono dello Spirito Santo, perché chi ha questo ha tutto!". E dice ancora: "Un fiore non può crescere bene senza ac­qua. Così voi non potete crescere bene senza la benedizione di Dio. Chiedete ogni giorno la benedizione di Dio per poter cre­scere e per poter fare i vostri lavori": la benedizione di Dio do­na lo Spirito Santo.
 Scegliamo un tempo di preghiera e chiediamo insi­stentemente lo Spirito Santo.

 

La preghiera del cuore - Per cercare di capire cosa la Madonna intende con il termine di "preghiera del cuore" leggiamo alcuni suoi messaggi e co­minciamo a vedere cosa vuole insegnarci. "lo vi invito, cari fi­gli, alla preghiera del cuore. Sapete che senza preghiera non potete comprendere ciò che Dio vuole realizzare attraverso ciascuno di voi. Perciò pregate!" (aprile 1987). Il cuore è la parte più intima e vitale di noi stessi, è il simbolo di tutti i nostri sentimenti, desideri, aspirazioni, speranze, propositi. Il cuore è quella parte impalpabile ma essenziale di noi stessi che orienta tutta la nostra vita. Può orientarla verso il male, come dice Gesù: "Dal cuore provengono i propositi mal­vagi, gli omicidi" ecc. (Mt. 15, 19), ma può e deve orientarla verso il bene, verso Dio. Pregare col cuore significa dunque pregare con tutto il no­stro essere orientato verso Dio, aperto a Dio, desideroso dell'in­contro vivo e vivificante con Dio. Significa desiderare Dio, amare Dio, mettersi in sintonia con Lui e volere ciò che Egli vuole. Significa dire non solo con le parole, ma con la più inti­ma convinzione e con il più vivo desiderio: "Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà". Significa sforzarsi di adeguare tutta la propria vita a queste esigenze che ci ha suggerito Gesù stesso. È chiaro che pregare così vuol dire identificare la nostra vo­lontà con quella di Dio in tutto. Ed è chiaro che una preghiera così non può non essere esaudita. Solo se preghiamo così pos­siamo comprendere tutto ciò che Dio vuole realizzare attraverso di noi. Dio, innanzitutto, programma per noi la nostra santità e quindi la nostra salvezza e felicità eterna, attraverso vie diverse che sono le più conformi alle attitudini, alle doti, alle inclina­zioni, alla vocazione che ciascuno ha. Nella preghiera possiamo conoscere la via migliore che Dio ha tracciato per noi. Ma Dio ha un piano di bene e di salvezza anche per gli altri e questo si deve realizzare pure mediante noi, con il nostro ap­porto, con la nostra disponibilità agli altri, con la nostra pron­tezza alla rinuncia, al sacrificio, alla comprensione, al perdono, al servizio con il nostro amore soprannaturale. Ecco alcuni altri inviti materni: "Oggi vi invito alla pre­ghiera del cuore. Durante questo tempo di grazia desidero che ognuno di voi si unisca a Gesù. Senza la preghiera incessante non potete sentire la bellezza e la grandezza della grazia che Dio vi offre" (febbraio 1989). "Cari figli, vi invito alla preghie­ra con il cuore affinché la vostra preghiera sia un dialogo con Dio. Io desidero che ognuno di voi consacri più tempo a Dio" (settembre 1990).
Decidiamo di dedicare alla preghiera un tempo specifico della nostra giornata e apriamo sempre di più il cuore agli in­segnamenti della Mamma Celeste.
Fonte:http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/medjugorje%20il%20messaggio%20mariano%20che%20fa%20vivere%20la%20consacrazione.htm