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venerdì 31 ottobre 2014

ESSERE I SANTI DEL TERZO MILLENNIO


"Il tema è molto vasto" esordisce il giovane monaco " ma voglio comunque tentare di dirvi come fare a diventare santi!

Innanzitutto dobbiamo chiarire il significato della parola santo, perché non pensiate di dover diventare come quelle figure di gesso che riempiono le chiese oppure di dover stare lì, in qualche angolo, con le mani giunte e gli occhi devotamente rivolti verso il cielo... Desidero spiegare un po il termine santo. Oggi tutti vogliono la stessa cosa e cioè essere bello. La santità non è molto popolare ma tutti vogliono essere belli. La bellezza esteriore ha sviluppato una vera e propria industria ed è diventata oggi un grande ideale ma anche un grande inganno. Mi piacerebbe che tutti diventassero belli, non soltanto fuori ma belli dentro. E questa bellezza viene chiamata dalla Chiesa santità. Essere santo significa allora irradiare la propria bellezza interiore. Qualche giorno prima la mia ordinazione sacerdotale ho incontrato la donna più bella del mondo: Madre Teresa di Calcutta. Fui colpito soprattutto dal suo viso profondamente solcato dalle rughe, eppure lei irradiava una forza speciale, una forza che proveniva dal suo legame con Dio.

Un "Salone di bellezza". A Dio è piaciuto donarci un luogo dove diventare più belli e dove si purificano i nostri cuori: la confessione. I vostri peccati non vi rattristino, anche se vi sembra che siano sempre gli stessi. Portateli nuovamente al confessionale e permettete che Dio operi in voi. Non è esistito santo su questo mondo che un giorno abbia potuto dire: "Ecco, adesso sono così santo che non debbo più confessarmi. Al contrario, quanto più l’uomo è vicino a Dio, tanto più avverte il peso dei piccoli peccati. Quindi se confessiamo i nostri peccati, essi non costituiscono più un ostacolo sulla strada verso Dio, ma piuttosto un mezzo per camminare su quella via.

Tre consigli per diventare santo. Il primo è: essere testardi. Poi prepotenti e infine impertinenti... Naturalmente si intende innanzitutto una "santa testardaggine". Questa qualità è utile anche in amore. Credo infatti che non esista amore a prima vista, esiste solo l’innamoramento a prima vista, ovvero un fuoco nel cuore che arde di entusiasmo. È già una cosa bella innamorarsi ma è indispensabile che crescendo diventi amore. Tutto ciò richiede comunque tempo, impegno e una lotta quotidiana, in poche parole: perseveranza. La stessa cosa avviene nel nostro rapporto con Dio. Nella parabola del seminatore Gesù dice che se il seme cade su un terreno poco profondo, subito avvizzisce. Dovete allora sapere che Medjugorje comincia dopo Medjugorje. Qui siete pieni di entusiasmo, ma quando sarete a casa dovrete con testardaggine realizzare ciò che la Madonna vi chiede. Tutti i santi erano testardi. Nell’antico Testamento leggiamo come il Patriarca Giacobbe - padre di Israele - lottò tutta la notte con l’angelo del Signore. All’aurora l’angelo tentò di andar via, ma Giacobbe lo trattenne dicendo: "non ti lascio finché non mi avrai benedetto!". Quando divenni sacerdote questa Parola mi fu molto utile, perché per diventare sacerdote bisogna essere davvero testardi! Nel cammino si passa attraverso innumerevoli croci, piccole e grandi, e spesso si pensa che Dio ci abbia completamente abbandonato. È quello il momento di dire: "non ti lascio finché non mi avrai benedetto!". Non solo coraggiosi ma persino prepotenti. Siamo chiamati ad essere davvero entusiasti di Dio e ad avere una tale forza interiore da mostrarlo anche all’esterno. Perché noi cristiani viviamo una sorta di complesso di inferiorità? Perché siamo così vigliacchi quando dobbiamo testimoniare la nostra fede? Dobbiamo essere riconoscenti al nostro Papa Giovanni paolo II che dona alla Chiesa così tanti beati e santi. Da essi si può chiaramente vedere che anche loro erano persone in carne ed ossa, con tanto di peccati e debolezze eppure così grandi nel loro coraggio di testimoni della fede. Dobbiamo avere lo stesso coraggio di s. Francesco quando seppe restituire tutto ciò che possedeva al proprio padre. Il coraggio del Curato D’Ars che faceva la penitenza al posto di coloro che egli confessava. Il coraggio di s. Massimiliano Kolbe che ha offerto la sua vita per un padre di famiglia.

Vivere la "santa impertinenza". Quando incontriamo delle persone che vivono secondo i modelli che il mondo propone, ci chiediamo se davvero siamo normali: andiamo in Chiesa quando ormai quasi nessuno ci va... Preghiamo quando gli altri la considerano cosa vana... Ci sforziamo a perdonare e ad essere umili quando gli altri tirano avanti in modo egoista... Ci sembra di essere nell’errore solo perché il mondo ci mostra come è del tutto normale vivere senza Dio. Ma proprio questo è sbagliato! Bisogna pregare per ottenere la grazia di non vergognarci a mostrare la nostra fede. Abbiamo paura di apparire matti? Ma non può accadere di meglio! Gesù ai suoi discepoli diceva: "beati voi quando vi beffeggiano, quando vi perseguitano". Nella mia vita ho visto sempre come la coraggiosa confessione della propria fede ha il potere di trasformare gli altri e di infrangere quella falsa idea che l’uomo oggi può essere felice senza Dio. Chi ne è convinto inganna se stesso. È allora il momento di far funzionare la nostra "santa impertinenza" per mostrargli la strada come raggiungere la vera felicità.

I vestiti dell’Imperatore. Molti conoscono la fiaba di quell’imperatore talmente vanitoso che ordinò per un’occasione speciale un vestito che potesse far rimanere tutti senza fiato. Il sarto, in malafede, gli propose degli abiti confezionati con un tessuto particolare che sarebbe apparso invisibile agli occhi delle persone stolte. In realtà il vestito non esisteva neanche e, nell’illusione di indossare degli abiti straordinari (e nella certezza di essere davvero intelligente) l’imperatore finì per presentarsi ai suoi sudditi con addosso soltanto la biancheria intima. Nessuno aveva il coraggio di dire nulla per non rischiare di apparire stolto, preferendo così convincersi che il re aveva indosso veramente dei vestiti. L’illusione durò finché un bambino non esclamò la verità, donando così il coraggio anche agli altri di riconoscere di essere stati imbrogliati.

Anche noi oggi viviamo in un mondo fatto di geniali inganni. La vita senza Dio, senza preghiera, senza sacramenti ci si propone bella ed attraente, ma in realtà è una menzogna. Dobbiamo allora essere sufficientemente impertinenti, come quel bambino della favola, e dire al mondo "Anche voi camminate nudi! Venite, credete in Gesù e in Maria e troverete la felicità". 

Fonte:  http://medjugorje.altervista.org/doc/vitacristiana//37-santi.php

Indulgenza Plenaria per i defunti

Indulgenze per i Defunti


Come aiutare i nostri defunti  La Chiesa, madre e maestra, ci addita parecchi mezzi per suffragare le anime dei nostri cari e aiutarle a raggiungere la pienezza della vita eterna. L’aiuto più efficace è la S. Messa, la Comunione fatta in suffragio dei defunti. La celebrazione Eucaristica, rinnovando il sacrificio di Gesù, è l'atto supremo di adorazione e riparazione che possiamo offrire a Dio per le anime dei defunti.

La preghiera: un mezzo sempre efficace, alla portata di tutti, tanto più efficace quando non chiediamo aiuti e beni per noi stessi, ma perdono e salvezza per le anime dei nostri cari. Questa preghiera è tanto gradita a Dio perché coincide con la sua volontà salvifica: Egli desidera, attende di incontrarci tutti in Cielo, in quella beatitudine per la quale ci ha creati.

Oltretutto per molti di noi è un dovere di gratitudine per il bene ricevuto da parenti e amici e insieme una garanzia perché le anime, giunte in Paradiso, pregheranno per noi. Tra le preghiere tanto raccomandate dalla Madonna, la recita del Rosario, con l'aggiunta dopo il Gloria, di una invocazione per i defunti: l'Eterno riposo. Oltre la preghiera possiamo suffragare le anime con mortificazioni, sacrifici, penitenze, beneficenza e atti di carità, in riparazione dei peccati commessi mentre erano in vita.

Le Indulgenze

La Chiesa ci propone per suffragare le anime del Purgatorio anche la pratica delle "indulgenze". Queste ottengono la remissione della pena temporale dovuta per i peccati. Ogni colpa, anche dopo il perdono, lascia come un debito da riparare per il male commesso. La Chiesa traendo dal suo tesoro "spirituale", costituito dalle preghiere dei Santi e dalle opere buone compiute da tutti i fedeli, quanto è da offrire a Dio perché Egli "condoni" alle anime dei defunti quella pena che altrimenti essi dovrebbero trascorrere nel Purgatorio.

L’indulgenza più nota è legata alla commemorazione di tutti i defunti, il 2 novembre, mediante: visite alle tombe, celebrazione Eucaristica al cimitero, visita a una Chiesa.

Si può lucrare l’indulgenza plenaria a partire dal mezzogiorno del 1° novembre a tutto il 2 novembre.

Si può lucrare una sola volta ed è applicabile solo ai defunti. Visitando una Chiesa, (si reciti almeno un Padre nostro e il Credo).

A questa si aggiungono le tre solite condizioni Confessione, Comunione, preghiera secondo le intenzioni del Papa (Pater, ave, gloria).

Queste tre condizioni possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti il 2 novembre. Nei giorni dall’1 all’8 novembre chi visita il cimitero e prega per i defunti può lucrare una volta al giorno l’indulgenza plenaria, applicabile ai defunti, alle condizioni di cui sopra.

giovedì 30 ottobre 2014

Solennità di tutti i Santi a Medjugorje

Solennità di tutti i Santi e Commemorazione dei fedeli defunti a Medjugorje

Nella Solennità di tutti i Santi e nella Commemorazione dei fedeli defunti i cimiteri ed i luoghi di ultimo riposo dei defunti divengono luoghi di ringraziamento e di ricordo. Perciò tradizionalmente li visitiamo ed, in preghiera, facciamo memoria dei nostri defunti. In quelle giornate vengono celebrate delle Sante Messe in tutti i cimiteri della parrocchia di Medjugorje. Insieme ai parrocchiani che vivono al di fuori del loro luogo natio, e che solitamente visitano la parrocchia in questi giorni, a Medjugorje ci sono anche numerosi pellegrini, provenienti da diverse parti del mondo. Alla fine del mese di Ottobre, l’Ufficio informazioni registra la presenza di gruppi di pellegrini provenienti da Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Belgio, Portogallo, Germania, Austria, Francia, Italia, Inghilterra, USA, Irlanda e Lituania.

Orario delle Sante Messe di sabato 1° Novembre, Solennità di tutti i Santi:

Chiesa parrocchiale: ore 8:00, 11:00 e 18:00.
Cimitero di Vionica: ore 10:00.
Cimitero Srebrenica di Miletina: ore 10:00.
Cimitero Jovanovića di Šurmanci: ore 10:00.
Cimitero Brzomelj: ore 15:00.
Cimitero Kovačica: ore 15:00.

2 Novembre, Commemorazione dei fedeli defunti:

Chiesa parrocchiale: ore 7:00, 8:00, 9:30, 11:00 e 18:00.
Vionica-Majinovac: ore 11:00 – fra Kornelije.
Junčuša: ore 15:00.
Daupovina: ore 15:00.
Cimitero Ararevo di Šurmanci: ore 15:00.

Nelle chiese filiali di Miletina, Vionica e Šurmanci la Santa Messa sarà alle ore 9:00.
Objavljeno: 28.10.2014.

Come si recita la Coroncina Della Pace di Medjugorje



La Corona devozionale dei Sette Pater Ave Gloria


La Vergine Maria, apparendo a Medjugorje, ha invitato a riscoprire una devozione già cara alla devozione croata, quella di recitare i Sette Pater, Ave e Gloria con una precisazione:


Messaggio del 3 luglio 1981
"Prima dei sette Pater Ave Gloria pregate sempre il Credo
"

In altri due messaggi lo raccomanda:

Messaggio del 16 novembre 1983
"Pregate almeno una volta al giorno il Credo e sette Pater Ave Gloria secondo le mie intenzioni affinchè, tramite me, si possa realizzare il piano di Dio."Messaggio del 20 luglio 1982
"In Purgatorio ci sono tante anime e tra queste anche persone consacrate a Dio. Pregate per loro almeno sette Pater Ave Gloria e il Credo. Ve lo raccomando! Molte anime sono in Purgatorio da molto tempo perche' nessuno prega per loro. Nel Purgatorio ci sono diversi livelli: i più bassi sono vicini all'Inferno mentre quelli elevati si avvicinano gradualmente al Paradiso."

Las Madonna ha raccomandato questa pratica come ringraziamento alla fine della Santa Messa; la parrocchia di Medjugorje ha raccolto subito quest'invito ed ancor oggi la recita subito dopo la messa serale. Per chi volesse recitarla anche a casa è utile la coroncina che permette di tenere il conto delle serie di Padre Nostro, Ave Maria e Gloria al Padre.



La devozione si recita così:
Prima il Credo

Poi, sul primo grano: Padre nostro
Sul secondo: Ave Maria
Sul terzo: Gloria

Poi di nuovo sul quarto grano: Padre Nostro.
Sul quinto: Ave Maria
Sul sesto: Gloria …

Un'altra devozione invita a pregare, sulla stessa corona e allo stesso modo, in onore selle Sante Piaghe di Gesù, premettendo ad ogni gruppo di "Pater, Ave e Gloria" le seguenti invocazioni:

1) Per la Santa piaga della mano destra
2) Per la Santa piaga della mano sinistra
3) Per la Santa piaga del piede destro
4) Per la Santa piaga del piede sinistro
5) Per la Santa piaga del Sacro Costato
6) Per il Santo Padre
7) Per l'effusione dello Spirito Santo 

Ilenia pedala e con lei la Madonna di Medjugorje




Ilenia Lazzaro è la testimonial ideale del ciclismo rosa. È l’altra metà del cielo che vola su un mezzo a due ruote chiamato bicicletta. Esagerato? Mica tanto. E adesso vediamo perché: la ragazza, non diciamo l’età perché non sta bene, ha iniziato a correre all’età di 16 anni a livello professionistico e ci sapeva decisamente fare. Per due volte ha indossato la maglia della Nazionale italiana, in occasione delle Universiadi del 2005 ad Anversa, e nella Coppa del mondo di Ciclocross di cross del 2007 a Treviso. Conclusa l’attività agonistica Ilenia non ha attaccato la bicicletta al chiodo, ma ha continuato a pedalare fra i campi e il fango, nel ciclocross, nella corsa, nel duatlon e nei campionati a due ruote per i giornalisti che si occupano di ciclismo. Lo scorso anno ha primeggiato nella categoria vincendo la gara sprint e la prova in linea sul circuito di Gabicce Mare.
ILENIA ALTAMa c’è dell’altro, una particolarità che rende Ilenia unica. È la sola ciclista che corre con un caschetto sul quale è visibile un’immagine della Gospa, ovvero la Madonna che da oltre trent’anni appare a Medjugorje. Era una domenica invernale ma di pieno sole a Bosisio Parini, in Brianza, quando l’abbiamo incontrata durante una gara di ciclocross. E quel caschetto non poteva certo sfuggire all’occhio.  Un vezzo? Solo una curiosità? No. Una devota allegra e appassionata di ciclismo, golosa di fango e con appiccicata addosso la fame d’agonismo. Anche se le più forti, ora, son le giovani che le stanno ancora qualche ruota davanti, ma non troppo. Lei non demorde. E la grinta ce la mette, eccome.
Abbiamo parlato assieme di quest’immagine che porta sempre con sé, dietro al caschetto, quando corre e pure quando si allena. E abbiamo scoperto cose… Ilenia andò per la prima volta a Medjugorje per l’insistenza di una zia. Arrivava da un momento molto difficile. Era frastornata, confusa, aveva perso una persona cara. A Medjugorje trovò qualche cosa di nuovo e diverso, persino difficile da raccontare. La pace, innanzitutto. Un sentimento che affratella con il mondo e i fratelli. Da allora Ilenia si dedica sempre più agli altri, perché l’amore della Madonna è contagioso: con la comunità Sollievo Yahweh, che collabora con la Caritas locale, porta aiuti in Bosnia-Erzegovina, come cibo per bambini e pannolini. Ma tutto fatto con semplicità e con il sorriso. E se c’è da fare una testimonianza e parlare di Medjugorje Ilenia non si tira indietro. Una volta all’anno parte per un pellegrinaggio dalla Gospa che ancora si ostina ad apparire fra sassi, spine, rovi e terra rossa. In un paesaggio apparentemente povero, un luogo di capre e poverissimo ai tempi delle prime apparizioni, ma ricco di un’umanità semplice e della fede trasmessa dai padri.
mdj 126Ilenia, anche nel trambusto delle gare, nella gioiosa fatica degli allenamenti ha trovato spazio per la preghiera. In uno degli ultimi pellegrinaggi nella terra della Gospa ha invitato un celebre corridore professionista italiano, un atleta di vertice, vincitore di classiche del Nord. Arrivava da un periodo difficile. Ilenia l’ha invitato ad unirsi al suo gruppo di pellegrinaggio. E lui ha accettato. Siamo curiosi di sapere chi è ma Ilenia non ce lo dice: anche il ciclismo ha i suoi segreti.

Fonte:http://www.cyclemagazine.eu/cycle/2013/03/ilenia-pedala-e-con-lei-la-madonna-di-madjugorje/

mercoledì 29 ottobre 2014

La Gospa ci ha portati a vedere il purgatorio

NON ANDRO' IN PURGATORIO
Quando mi rivolgo ai gruppi di pellegrini per esporre loro i messaggi e sopratutto le grazie che Maria dà a Medjugorje, mi diverto a fare loro questa domanda trappola: Chi fra voi pensa di andare di sicuro in purgatorio? Il risultato è catastrofico.:. Quasi tutti alzano la mano! Se questo succede alla fine del pellegrinaggio, non esito ad esprimere loro il mio pensiero, sempre sorridendo, certo: - Zero e sotto zero! Non avete capito niente del messaggio della Gospa, dovrete rimanere ancora tre giorni. - Allora utilizzo la testimonianza di Vicka; la gente si rilassa a poco a poco e abbandona volentieri i vecchi schemi impregnati di fatalismo. Alla fine della conferenza un ultimo test mostra che nessuno ha intenzione di soggiornare nel purgatorio. Finalmente!..

Ritorniamo ora al racconto di Vicka: - Dopo il paradiso la Gospa ci ha portati a vedere il purgatorio. E' un luogo molto scuro e noi non potevamo vedere quasi niente perché c'era come un fumo grigio, molto spesso del colore della cenere. Sentivamo che c'era una quantità di gente ma non potevamo vedere i volti per via di questo fumo. Potevamo però sentire i gemiti e le grida. Sono molto numerosi e soffrono molto. Sentivamo anche delle specie di urti, come se le persone si scontrassero. La Gospa ci diceva: "Vedete come queste persone soffrono! Aspettano le vostre preghiere per poter andare in cielo." In seguito ci ha parlato ancora del purgatorio. Quello che mi ha stupito è stato di scoprire che là c'erano persone consacrate a Dio, suore e preti. Ho chiesto alla Gospa come fosse possibile che persone consacrate si ritrovassero in purgatorio; mi ha risposto: "Queste persone si erano consacrate a Dio, ma nella loro vita non c'era amore. Ecco perché ora sono in purgatorio." Prima di lasciare il purgatorio la Gospa ci ha molto raccomandato di "pregare ogni giorno per queste anime."- Chiedo - Vicka hai provato anche tu le sofferenze di quelle persone come avevi provato la felicità dei beati in cielo? - Al momento la Gospa ci ha dato una forza speciale, una grazia per sopportare di essere laggiù. Senza questa forza non l'avremmo potuto sopportare perché una cosa è pensare al purgatorio e un'altra cosa è vederlo! Oggi provo una grande tristezza quando penso a quelle anime che soffrono e prego per loro, perché certamente vorremmo che andassero tutte in cielo. Ma al momento abbiamo sentito questa forza che non è della terra. Era una cosa speciale per la circostanza.

Così la visita al purgatorio si può riassumere in poche parole, ma c'è l'essenziale. In seguito la Madonna ha ricordato questa realtà in quattro messaggi (1) che non soltanto confermano l'insegnamento della Chiesa ma anche le testimonianze di alcuni mistici canonizzati, che hanno fatto un'esperienza simile a quella di Vicka e Jakov Tra il 1981 e il 1984 alle richieste dei veggenti sulla sorte di questo o quel defunto, la Gospa rispondeva a volte: "E' con me." oppure. "Bisogna pregare per lui." In questo modo Jakov ebbe la gioia di sapere il 5 Settembre 1983 che la sua mamma era già in cielo, ed era morta quel giorno. - Vicka, secondo te, cosa c'era di così buono nella vita di Jaka perché sia andata così in fretta in cielo? - Ho chiesto. - E' molto semplice! Faceva tutte le piccole cose della giornata con amore, con tutto il cuore! Dio ha affidato ad ognuno un compito. Tu scrivi dei libri e io parlo ai pellegrini... Bisogna fare tutto con il cuore, è molto importante! Dio non chiede che si prenda una montagna e la si sposti altrove. Le piccole cose di ogni giorno, sono grandi per Lui. Molte persone complicano le cose... no Jaka non ha fatto niente di straordinario. a Dio ha visto il suo gran cuore! - Su esplicita richiesta della Madonna, nel 1984, il "tempo delle domande private" è terminato. Tuttavia, durante la guerra recente, ho potuto capire in qualche modo, da certe conversazioni con Vicka che la Gospa le dava delle indicazioni su questo o quel soldato croato della regione, morto al fronte o considerato disperso. A quell'epoca i pellegrini erano poco numerosi e Vicka passava molto tempo a consolare le famiglie colpite dalla guerra. Una sera mi disse: "Molti dei nostri uomini sono scomparsi. Durante l'apparizione "se ne è parlato molto" e ora devo andare subito a visitare le loro famiglie... Capisci, aspettano in grande angoscia" Non ho voluto chiedere di più a Vicka ma queste semplici parole la dicevano lunga. Per noi che siamo sulla terra, sapere se questo o quello dei nostri parenti è ancora al purgatorio o già in cielo non è la cosa più importante. La cosa più importante è di renderci conto di quale tesoro ci offra la Gospa su un piatto d'argento, con la sua scuola d'amore a Medjugorje. Colui che entra alla Sua scuola non farà purgatorio! Non se ne parla nemmeno! La nostra decisione di diventare santi corrisponde in pieno ai disegni di Dio sulla nostra vita, non è orgoglio come ho spesso sentito dire. (Allora la piccola Teresa di Lisieux, la beata Faustina e il santo Curato d'Ars sarebbero stati degli orgogliosi!) La Gospa ha riempito i suoi messaggi di mezzi sicuri per andare diritto in cielo e colui che li vive sente già in sè la gioia del cielo, non la gioia che proviene dalla soddisfazione umana quando tutto va bene, ma la gioia tutta divina che rimane anche nelle prove. Mi piace citare queste parole di Maria a Jelena Vasilj nel 1986: "Se vi abbandonate a me, non vi accorgerete del passaggio da questa all'altra vita. Incomincerete a vivere la vita del cielo sulla terra." Ma il nostro viaggio con Vicka non è finito... 

fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/purgatorio//33-nonandro.php

Hloween molti lo ritengono una semplice carnevalata, ma nasconde tutt'altro




Intervista a P. Gabriele su: “Halloween: una festa innocente?

D. Perché vi siete interessati alla Festa di Halloween?


D. Quali aspetti?

P.G. Intorno al tipico Halloween infantile si è scatenato un fenomeno che va a toccare i giovani e gli adolescenti: quello cioè degli incontri e delle feste in discoteca all’insegna del cattivo gusto. Rappresentano una vera e propria esaltazione del macabro e dell’horror, in cui le persone indossano i costumi più orribili e dissacranti, spesso anche offensivi nei confronti della religione. In certe feste con tematiche esoteriche, oltre a ballare, si possono incontrare maghi e cartomanti che affermano di poter prevedere il futuro ad es. attraverso l’Oroscopo o la lettura dei Tarocchi. Approfittano di questa ricorrenza per avvicinare i ragazzi e i giovani alle pratiche magiche e superstiziose.

D. In che cosa vede la pericolosità di tutto ciò?

P.G. Da un punto di vista religioso cristiano diciamo che la moda finisce per distrarre l’attenzione dei ragazzi in un periodo dell’anno che, per tradizione, era sempre stato riservato al ricordo di tutti i santi e alla commemorazione dei defunti. Queste feste di carattere esoterico e “horror” rischiano di spingere i giovani sulla strada della paganizzazione. Il ricordo dei santi e dei morti viene soppiantato dalla volgarità di certi costumi. Inoltre, non dobbiamo trascurare l’aspetto dell’avvicinamento dei giovani al mondo dell’esoterismo, favorito soprattutto dalla grande familiarità con Internet delle nuove generazioni. Attraverso il computer accedere all’occultismo è un passo che può essere breve. In genere si inizia per curiosità. Un ragazzo o ragazza desidera sapere qualcosa di più su Halloween, magari perché invitato ad una festa da amici, vorrebbe intagliare una zucca, o cercare qualche idea per creare un costume. Questo/a giovane si siede davanti al computer e scrive la parola “Halloween” in un motore di ricerca. I siti che compaiono, spesso, rappresentano una trappola, infatti, con la scusa di parlare di questa festa, offrono magari informazioni sul mondo dell’occultismo e della stregoneria. Ciò rappresenta un rischio grave, perché la maggior parte dei ragazzi naviga in Internet in condizioni di piena solitudine, così è molto facile essere indottrinati e strumentalizzati. Si sa che alcune sette utilizzano la rete per catturare nuovi seguaci, profittando dell’ingenuità dei giovani. Per di più, nel periodo di Halloween, le edicole sono invase da riviste per ragazzi che si ispirano alle più classiche mode del “New Age”: l’uso di erbe magiche, i presunti poteri delle pietre, la lettura della mano, la fabbricazione di amuleti e talismani ecc. ecc. Con la scusa del gioco, si arriva a vere e proprie forme di indottrinamento neopagano. Non è superfluo ricordare che per i satanisti in genere, il 31 ottobre rappresenta il grande “sabba”, cioè il capodanno satanico: le sette occulte, le psicosette, i gruppi pseudo religiosi esultano perché sono giorni estremamente propizi per adescare e reclutare nuovi adepti. Ecco perché Halloween non può essere considerato semplicemente un fenomeno commerciale o un altro Carnevale. Dietro le zucche, i costumi e i festeggiamenti, apparentemente innocui, si nascondono molte insidie.



D. Cosa propone?

P.G. La cosa più importante da fere è certamente quella di stimolare un maggiore senso critico nei giovani, aiutandoli a non “bere” in modo passivo i messaggi ingannevoli che vengono associati a questa festa. Qui occorre anche un po’ di coraggio. Non bisogna avere paura di ricordare ai ragazzi il significato del tempo dell’anno in cui ci troviamo, quello cioè del ricordo dei Santi con la loro grande testimonianza e dei nostri cari defunti. È un’occasione preziosa per riscoprire la ricchezza spirituale delle nostre più autentiche tradizioni. Alle zucche vuote, simbolo di Halloween, dobbiamo rispondere con le zucche piene di una cultura veramente alternativa e controcorrente, che sostituisca il rumore e la confusione di certi fenomeni di massa con l’intimità di una fede vissuta nel proprio cammino quotidiano. In tutto ciò si fa appello a genitori, insegnanti, educatori, religiosi e sacerdoti affinché sensibilizzino fortemente la società civile e l’opinione pubblica, soprattutto aiutando i bambini a sentire l’importanza della festa cristiana, esaltandola e dandole rilevanza, magari spiegando proprio la vita dei santi e rifiutando quanto, non solo non appartiene alla nostra cultura, ma è in aperto contrasto con le radici cristiane del nostro paese e può influire in modo negativo sulla vita delle persone, specialmente più giovani, come sopra abbiamo detto.




Fonte:  www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/.../AllegatiTools/.../Intervista....