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martedì 6 gennaio 2015

Significato dell' EPIFANIA


Oggi è il giorno dell’Epifania. “Che parolona difficile!” direte voi. E’ una parola che deriva dal greco e che significa “manifestazione”. La manifestazione si fa, di solito, quando ci si raduna per una cosa importante e si desidera che tutti la conoscano o la possano vedere. Può essere una manifestazione di solidarietà, o di protesta, o di qualcos’altro … La manifestazione che celebriamo oggi è “speciale” perché è la manifestazione del Signore. Nel Vangelo abbiamo sentito parlare dei Re Magi. Cosa c’entrano? I Magi sono importantissimi perché è a loro per primi che Gesù si manifesta. Questi “re” venuti dall’Oriente  rappresentano tutti i popoli della terra che vengono ad adorare Gesù.  È dunque la prima volta in cui Gesù si fa conoscere come Figlio di Dio, la prima volta in cui manifesta a tutti il suo amore per noi. Ecco allora il significato di Epifania. Avete messo stamattina le statuine dei Magi nel presepio davanti a Gesù? E’ una cosa importantissima da fare, perché è come mettere davanti a Lui, sotto la sua protezione, ogni persona. In quelle statuine ci siamo perciò anche noi, i nostri cari e anche tutti quelli che non conosciamo, vicini e lontani: tutto il mondo riunito per adorare Gesù.
Al centro del vangelo di oggi c’è Gesù, la persona più importante anche se la più piccolina! Troviamo poi il re Erode che, all’epoca di Gesù, regnava in Palestina. E’ un re a cui interessa solo il suo trono che cerca di difendere con tutti i mezzi: infatti, lui vuole trovare Gesù per ucciderlo perché teme che gli tolga il potere diventando re al posto suo. L’evangelista Matteo ci racconta inoltre che: ” Alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: Dove è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. Vediamo allora di capire chi sono questi tre personaggi così importanti! Sono degli uomini sapienti che hanno un grande desiderio di conoscere, sono studiosi, sono dei saggi; sono soprattutto degli astronomi che studiano a fondo gli astri e cercano di leggere i segni che il cielo manda. Nel Vangelo non c’è scritto quanti sono, ma la tradizione ci parla di tre Magi, probabilmente per il fatto che i doni portati a Gesù sono stati tre. Non sono certo dei “maghi” nel senso in cui noi intendiamo la parola! Noi li conosciamo con delle fisionomie ben precise: sono infatti uno diverso dall’altro, per faci capire che rappresentano le persone di ogni parte del mondo. Studiando le stelle, i Magi si sono accorti della presenza di una stella particolare. Una tale stella doveva avere un significato ben preciso, doveva indicare un avvenimento particolare, la nascita di un qualcuno di speciale: sicuramente un re, ma non un re come tutti gli altri… un Re annunciato dal cielo, che doveva perciò essere divino ed essere luce per tutti gli uomini. I Magi erano dei pagani, cioè non facevano parte del popolo ebreo, non sapevano che si aspettava un Messia … eppure loro hanno capito, per ispirazione divina, che dovevano seguire quella luce per trovarne la fonte. Così si mettono in cammino seguendo la stella cometa. Naturalmente, sapete bene anche voi che, all’epoca, gli unici mezzi di trasporto che c’erano erano gli asini, i cammelli, qualche cavallo e i piedi … Ma loro, pur coscienti dei disagi di un probabile lungo viaggio, partono lo stesso perché desiderosi di conoscere questo Re così grande che certamente doveva portare la salvezza per tutti.
Mi fermo un attimo per fare una riflessione. I Magi seguono la stella per trovare Gesù, affrontano un cammino lungo e faticoso, pieno di sacrifici. Anche a voi, anche se siete ancora piccoli, il Signore chiede di fare un cammino di impegno e di coraggio per essere suoi testimoni nella vostra vita di ogni giorno. Vi siete chiesti dove possiamo trovare Gesù? Gesù è sempre vicino a noi, non lo dobbiamo cercare lontano perché è dentro di noi, è il nostro compagno di viaggio che ci porta anche in braccio quando non riusciamo più a camminare … ma è anche nelle persone che ci stanno accanto e che hanno bisogno di noi! Gesù è nel nostro compagno che ci chiede di dargli una mano, è nella mamma che ci chiede di aiutarla, è nel fratellino capriccioso con cui litigo sempre, è nella nonna anziana che ha bisogno della nostra compagnia… è nell’ascolto della sua “Parola”. Solo chi ascolta ciò che il Signore ci dice ha la capacità di amare: l’amore vero, quello che San Paolo chiama “Carità”, è la parola che riassume tutto il Vangelo. A noi non è chiesto di andare a Betlemme come hanno fatto i Magi… il nostro cammino di amore, spesso faticoso, è qui, nella nostra casa, nella nostra scuola, nella nostra parrocchia. Noi comunque siamo fortunati perché ci sono tante persone che ci aiutano: i nostri genitori, i nostri catechisti, tutte le persone che ci vogliono bene… loro sono come se fossero la cometa luminosa dei Magi. Se noi seguiamo i consigli di queste  “persone-cometa” arriveremo a Gesù e capiremo che possiamo anche noi essere “cometa” che indica la strada giusta a qualche nostro amico che ancora non conosce Gesù o che, pur conoscendolo, non segue i suoi insegnamenti.
Nel Vangelo, Matteo ci dice poi che “I Magi, entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra”. A prima vista questi doni sembrerebbero un po’ strani per un bambino appena nato! Infatti, quando nasce un bambino di solito si regalano tutine, sonaglietti, giostrine da attaccare sulla culla, copertine … Naturalmente a questo c’è una spiegazione  perché i doni dei Magi hanno un significato. Si riferiscono cioè al fatto che Gesù è, nello stesso tempo, uomo e Dio. Allora, l’oro è stato portato perché è dono di grande valore ed è donato a chi è davvero importante, ad un re; l’incenso (una resina oleosa secreta da certe piante) è offerto sempre agli dèi e Gesù è Dio; la mirra (una sostanza aromatica, prodotta da un albero, usata ai tempi di Gesù per cospargere le persone morte), è stata portata perché Gesù è uomo e, come uomo, è mortale. Abbiamo capito allora il significato grandissimo dell’oro, dell’incenso e della mirra? I Re Magi portarono proprio questi doni perché avevano compreso pienamente chi è Gesù.
Mettiamoci allora in cammino anche noi verso Gesù e portiamogli i nostri doni: potrà essere qualche nostro gesto di bontà, qualche piccolo sacrificio che può far star bene la persona per la quale l’abbiamo fatto, potrà essere l’impegno di pregare un po’ di più, di stare più attenti durante l’ora di catechismo … provate a pensare voi cosa vorreste donare al Signore! Quando tornate a casa, scrivete il vostro dono su un bigliettino e offritelo a Gesù Bambino mettendolo davanti alla sua culla come hanno fatto i Magi! Anche il dono più piccolo, quando è fatto per amore, agli occhi di Dio è immenso.

Fonte:http://www.omelie.org/bambini.php?anno=2011&dom=epifania

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