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venerdì 20 marzo 2015

Dopo ogni pietra, un nuovo senso di leggerezza



26 luglio 2013

Ci sono situazioni nella vita che non possono essere espresse con semplici parole, ci sono esperienze indelebili... Per quel che mi riguarda, la memoria avrà sempre un posto speciale per nomi e volti incontrati nella salite che portano alla statua della Regina della Pace, sul Podbrdo, o alla grande Croce sul monte Krizevac.


Volti rigati di lacrime di gioia, cuori chiusi e induriti, divenuti improvvisamente e dolcemente aperti all’Amore che non conosce confini, limiti, quell’Amore che non indugia mai, sempre pronto ad accoglierci a braccia spalancate. Nella mia vita ho ricevuto tanto, ma a Medjugorje, in modo speciale, il Signore mi ha concesso, per intercessione della Santissima Vergine, la grazia di assistere a tante meravigliose conversioni, alla guarigione di cuori tormentati da dolori acerbissimi, come l’aver dovuto seppellire figli morti prematuramente, alla rinascita di chi, in cuor suo, ha rinnovato il proposito di abbandonare la via della droga e degli stupefacenti, contemplando la grandezza di un Dio che manda Sua Madre in un luogo della terra arido e desolato.
Ogni volta che mi accingo a percorrere il sentiero pietroso e scomodo dei Misteri del Santo Rosario sul Podbrdo, sembra sempre la prima esperienza. Non c’è mai un pellegrinaggio uguale o simile al precedente, perchè Maria pone accanto a me nuovi compagni di viaggio, scelti accuramente con il Suo amore materno, affinchè io possa apprendere lezioni di vita dal loro esempio, dal loro coraggio e dall’ardore del loro cuore ferito o gioioso, in base alla loro testimonianza.
In Erzegovina non esistono “vie di mezzo”, l’escursione termica è molto forte durante la giornata, per cui bisogna vestirsi a strati. D’inverno ci si avvia con sciarpe e piumini per poi arrivare in cima con i giubbini sbottonati e tutti sudati, ma con il cuore gonfio di gioia.... d’estate bisogna avviarsi con il fresco, per essere a valle quando il sole non è ancora alto, onde evitare di accaldarsi troppo.
Molti si lamentano per le condizioni in cui si debba salire, con l’ausilio di bastoni e senza corde a cui mantenersi, altri si tolgono le scarpe per camminare scalzi, senza proferire parola, desiderando solo l’incontro con la Vergine, su quel monte benedetto dalla Sua trentennale presenza. Una signora mi chiese, una volta: “Perchè mai quei pellegrini si sono tolti le scarpe? Non hanno dolore ai piedi?” E io, sorridendo, risposi: “probabilmente farà un po’ male, ma il loro è un desiderio di penitenza, c’è la volontà di lasciare qui qualche grosso fardello... un peccato, un dolore, o semplicemente, hanno voglia di ringraziare!”



Lacrime come perle preziose
Un’altra volta ho visto un uomo, un papà di famiglia, già avanti con gli anni, accucciarsi fulmineamente sotto la lastra del primo mistero gaudioso, L’Annuncio dell’Angelo a Maria, cominciando ad ansimare così forte, che pensai si fosse sentito male. Invece, si era profondamente commosso e singhiozzava, senza badare al resto del gruppo. Sembrava un bambino appoggiatosi sul ventre materno, accarezzato dall’angelo protettore. Una scena di bellezza indescrivibile, per la tenerezza della sua reazione emotiva e per quello che molti non riescono a spiegarsi: la presenza della Madonna è così forte, da annientare ogni resistenza, da far prorompere in lacrime anche chi non ha mai saputo o voluto esternare le proprie emozioni. Quella lastra raffigura una bellissima giovane Vergine con una mano delicatamente appoggiata sul suo ventre, mentre quella dell’Arcangelo

annunziante è esattamente alla stessa altezza della sua, in cenno di saluto. Tutto converge verso quel ventre purissimo, verginale, in cui si è compiuta l’Incarnazione, e grazie a cui l’umanità ha avuto il suo Dio fattosi Uomo.
Come resistere alla dolcezza della scena di un uomo adulto, un uomo “tutto d’un pezzo”, abbandonato ad un pianto liberatorio ai piedi della Madre di Cristo, impotente e disarmato dalla dolcezza dell’invito di Maria, che tocca il suo cuore con amore indefinibile.
Un’altra volta, a metà salita, in corrispondenza del terzo mistero Gaudioso, io stessa mi sono lasciata andare ad un pianto sconvolgente, liberatorio, che mi infondeva pace e pienezza ad ogni lacrima versata, nel contemplare quella Donna che mostra il Suo Bambino appena nato ai pastori. Una Donna che sapeva di averlo concepito in maniera eccezionale, che aveva rischiato la vita per metterlo al mondo, fino al punto di poter essere ripudiata, ma non ha rinunciato all’obbedienza al Suo Signore, fidandosi ciecamente delle Sue Parole.
Ho avuto modo di riflettere su come la Serva del Signore venga inviata da Dio, ancora una volta, come nella scomoda e maleodorante stalla di Betlemme, in uno dei luoghi più angusti della terra, quel monte pieno di sassi, arido, impervio e quasi impraticabile, nei primi anni delle apparizioni. Oggi i massi sono levigati da milioni di piedi che hanno consumato la superificie del Podbrdo, rispondendo a quell’umile e accorato invito di Colei che con la sua umiltà e povertà ha vinto la superbia e cattiveria del nemico infernale. Non è stata inviata in una dimora principesca, ma nel paese più povero dell’ex Jugoslavia, in una comunità cattolica ferocemente perseguitata, che ha  pagato nei secoli la sua appartenza a Cristo, con sangue e persecuzioni.



 
La fede dei Croati
Ancora oggi resto basita di fronte alla fede dei Croati, continuo a vedere famiglie intere, con anziani e bambini piccolissimi, salire il monte, in religioso silenzioso o recitando il Santo Rosario, con piedi scalzi e il volto completamente immerso nella preghiera alla Gospa.
Non si fermano finchè non raggiungono la statua della regina della Pace, e si raccolgono in una profonda ed esemplare contemplazione dei Misteri della vita di Gesù e Maria. Noi Italiani siamo un po’ goffi e rumorosi, alcune volte, e spesso le guide sono costrette a richiamarci al silenzio, i cartelli con la scritta “Tisina”non bastano a frenare la nostra indole chiassosa, anche nei luoghi sacri come il luogo delle apparizioni. Siamo, però, di una tenerezza estrema, i pellegrini italiani hanno  un cuore grande e appassionato e molti di noi ammettono quanto i fedeli croati siano esemplari. Non è una caso che la Madonna sia apparsa a dei puri di cuore, a Medjugorje, ma il messaggio è per tutti, il Suo amore è immenso per ognuno dei suoi “piccoli figli”, di qualsiasi nazionalità e provenienza, un amore desideroso di far conoscere loro la gioia che viene dall’incontro con Gesù, e sperimentare la conversione e il perdono.



Sassi come monito..... un cuore di pietra che diventa cuore di carne...
Un sacerdote siciliano un giorno invitò il gruppo dei pellegrini con cui ero in preghiera, a raccogliere un sasso e portarlo poi insieme agli altri che si trovano tutt’intorno alla statua della Regina della pace, affinchè quel sasso ci ricordasse la persona con cui non riuscivamo a riconciliarci. Ci chiese di formulare seriamente l’intenzione di ritornare a casa e perdonare o riabbracciare il fratello o sorella in questione, deponendo il rancore ai piedi di Maria, per sempre. con il proposito di non lasciarci più avvilire dal dolore legato a persone e situazioni, rinascendo grazie all’esperienza del perdono, che ci rende liberi.
Ci sono frasi che mi rimbombano nella mente come dardi infuocati: "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi", “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”, “Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno”.
Con l’esperienza di Medjugorje, molti pellegrini si mettono alla scuola di Maria, quella donna apparsa per la prima volta sul Podbrdo, il 24 giugno 1981, mostrando al mondo il frutto del Suo seno, invitando alla conversione del cuore, quella Signora che il 25 giugno si è presentata come “Regina della Pace” e che ha successivamente esortato i suoi figli con le sue parole: “Pace, pace, pace” riconciliatevi con Dio e tra di voi!”
Il mondo di oggi conosce la pace? Noi stessi, siamo portatori di pace? Siamo in grado di contribuire alla pace perdonando il prossimo, nel nostro piccolo, e rispondendo all’esortazione di Maria, che a Medjugorje non fa altro che richiamare alle Scritture abbandonate, alla preghiera come incontro con Cristo, alla penitenza come via per aprirsi e conoscere la vera pace, quella del cuore? Siamo in grado di udire il richiamo di Cristo in seno alla Chiesa stessa, pur non volendo riconoscere la presenza della Madonna a Medjugorje?
Maria non è stata mandata per portare un messaggio nuovo, resta sempre nel seminato della Rivelazione, non aggiunge nulla che possa minimamente allontanare dall’obbedienza alla Santa Chiesa. Maria si fa ancora serva obbediente per portare all’incontro con il Figlio e,  senza sosta, continua a ripeterci di pregare per coloro che ancora non hanno conosciuto l’amore di Dio, affinchè tutti possano salvarsi, e vivere nella gioia non solo l’eternità, ma anche la vita presente.
Questo è il segreto meraviglioso che viene rivelato a Medjugorje: si può essere felici già qui sulla terra, basta aprire una piccola fessura del nostro cuore sigillato, perchè un solo piccolo spiraglio di luce ha il potere di diventare come il sole nelle tenebre.


Dalla tossicodipenza all’amore per la Gospa
Un ragazzo di circa 22- 23 anni, venuto a Medjugorje con il desiderio di liberarsi dal dolore di aver indotto, con il suo cattivo esempio, suo fratello più piccolo all’uso di sostanze stupefacenti, ha lasciato sotto i miei occhi gioiosi, un fardello pesantissimo di pentimento, di ansie, di insicurezze, di sensi di colpa. Dopo aver pregato con viso stravolto la Vergine, intorno alla statua sul Podbrdo, è andato via di corsa, giù per la discesa, facendo perdere le sue tracce per qualche ora, scosso profondamente da quell’amore immenso che non aveva mai sperimentato nella sua vita, non avendo mai aperto il cuore all’amore di Dio. A medjugorje lo aveva toccato con mano, e dopo anni di rifiuto della vita sacramentale, si è finamente riaccostato alla Confessione. Posso testimoniare personalmente il suo cambiamento, visibile sul suo viso, (dato che gli occhi e il volto sono lo specchio della nostra anima), ogni giorno aggiungeva un tassello a quel mosaico scomposto e disordinato che era stata, fino a qualche giorno prima del pellegrinaggio, la sua giovane vita.  Quel ragazzo aveva intuito e sperimentato quel messaggio del 1 marzo 1982“Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia!”
Questi sono i miracoli che avvengono a Medjugorje! File interminabili di fedeli in attesa di un sacerdote, desiderosi di incontrarsi e riconciliarsi con l’Amore nascosto nel confessionale , e straordinariamente presente in un pezzo di pane,  nella mensa Eucaristica, lì e su tutti gli altari della terra. “Ti darò un cuore nuovo, popolo mio, e il mio Spirito effonderò in te, toglierò da te il cuore pietra, un cuore di carne ti darò, popolo mio”.


Claudia

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