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sabato 21 marzo 2015

Il miracolo è avvenuto ma San Gennaro ci sta chiedendo di impegnarci di più

San Gennaro scioglie il sangue,
ma solo a metà

L’attesa liquefazione al cospetto del Papa. Il cardinale Sepe: si è sciolto a metà. Il Pontefice: «Vorrà dire che San Gennaro ci sta chiedendo di impegnarci di più». Era accaduto solo con Pio IX


NAPOLI - L’evento nell’evento della visita di Papa Francesco, la possibilità che San Gennaro potesse compiere il prodigio della liquefazione del sangue durante l’omaggio del Santo Padre alla reliquia del Patrono nel Duomo, si è avverato. Anche se il sangue si è sciolto soltanto «a metà». Segno che «San Gennaro sta chiedendoci di impegnarci di più» ha detto Francesco.
La Storia certifica un solo precedente. Il sangue contenuto nell’ampolla- balsamario risalente al IV-V secolo si era sciolto solo al cospetto di Pio IX. In fuga dalla Capitale per scampare ai mazziniani, il Pontefice fu soccorso a Formia dal piroscafo inviato da Francesco II di Borbone che lo condusse alla Reggia di Portici. Devotissimo della Madonna, il Papa espresse la volontà di recarsi nel Duomo di Napoli. Era il 1848. E il prodigio della liquefazione si compì. Un evento eccezionale che Pio IX volle sottolineare con un dono preziosissimo al Tesoro di San Gennaro: un calice in oro zecchino che costituisce una tra le dieci meraviglie del Tesoro del Santo, il più ricco del mondo.
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Il Papa “napoletano”
Da allora il sangue di San Gennaro non si è mai più sciolto alla presenza di un Papa. Né con Giovanni Paolo II che visitò Napoli il 21 ottobre del 1979 né con Benedetto XVI anche lui venuto a Napoli il 21 ottobre ma del 2007, ventotto anni dopo il suo predecessore. «Del mancato prodigio al cospetto di Benedetto XVI sono testimone diretto — racconta monsignor Vincenzo De Gregorio, Abate della Cappella del Tesoro di San Gennaro — perché sono stato io a porgere l’ampolla al Papa».
Fuori programma in cattedrale: le suore di clausura, uscite oggi dai monasteri con una deroga speciale, sono salite sull’altare maggiore del Duomo circondando gioiosamente il Papa per salutarlo, offrirgli dei doni e scambiare con lui qualche parola. Sorrisi da parte di Bergoglio, commenti al microfono in dialetto da parte del cardinale Sepe: «Guarda `cca... ma comm’e ´o fatto, sorelle... e cheste so `e clausura, figuriamoci chelle no ´e clausura» (Gurda un po’ questo fatto, e queste sono suore di clausura, figuriamoci quelle che non sono di clausura). Papa Francesco, percorrendo la navata centrale della Cattedrale, aveva invece incontrato don Maurizio Patriciello, il parroco antiroghi di Caivano. Tra il Pontefice e il sacerdote un breve ma intenso colloquio. Più tardi il Santo Padre ha baciato l’ampolla con le reliquie del Santo che era alle sue spalle. «Il sangue del Patrono si è già sciolto per metà» ha poi annunciato prendendo l’ampolla il cardinale Crescenzio Sepe. In molti speravano che il «miracolo» avvenisse. Il Pontefice: «Vorrà dire che San Gennaro ci sta chiedendo di impegnarci di più».

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