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martedì 10 marzo 2015

La veggente Vicka mi disse: la Madonna ha un progetto sulla tua vita, per questo sei qui".


 Salve cari fratelli, ne è passato di tempo da quando per la prima volta sono andato a Medjugorje.

La foto che vedete è dell’aprile 1993;
da notare Viska un po' cicciotella, ora è molto magra.

Mi ritengo fortunato. La mia storia comincia cosi: "Rino, andiamo in Jugoslavia? C'è la guerra, portiamo un carico umanitario". Questa fu la domanda fattami. "Accetto", risposi, e partimmo; non sapevo che a Medjugorje apparisse la Madonna, e soprattutto credevo come la maggior parte del mondo (cioè non credevo).

Quando arrivammo a Medjugorje, andammo all’ufficio informazioni e arrivò questa ragazza, che salì sul nostro Transit. Il mio amico mi disse : "Questa si chiama Viska e vede la Madonna". A me non interessava molto e Viska la vedevo un po’ bruttina, quindi non le diedi nessun conto.

Dopo aver scaricato gli aiuti in prima fila ritornammo e lei ci chiese se volevamo un caffé.
Scendemmo e lei ci disse se volevamo assistere all’apparizione; dopo ci chiese se poteva pregare su di noi e così fece. Il mio amico cadde nel "Riposo dello Spirito", io invece le dissi che con me non funzionava e, siccome sono orgoglioso, fu così. Le dissi: "Hai visto, con me non funziona"; lei mi
rispose: "Lo Spirito Santo soffia dove vuole e quando vuole; la Madonna ha un progetto sulla tua vita, per questo sei qui".

Andammo a dormire in una casa, dove la sera ci fecero da mangiare 7 bistecche, per loro la carne era un pasto raro usato solo in occasione delle festività, questo perchè volevano trattarci più che bene (oggi i pellegrini che vengono a Medjugorje hanno il coraggio di lamentarsi di tutto, mi dispiace vedere il cuore degli uomini duro come le pietre del Kricevak).

L’indomani salimmo sulla collina del Podbrdo; voglio precisare che non sono salito sul Kricevak, non mi sono confessato, non ho preso la comunione e soprattutto non ho pregato. Nel '93 nessuno si
azzardava ad organizzare pellegrinaggi, perciò eravamo pochissimi.

Mentre salivamo sul Podbrdo vidi una sola donna prostrata davanti alla croce di legno (luogo dove la Madre il terzo giorno invitò alla pace) che, piu’ che pregare, mi pareva stesse male, ma alla mia richiesta di aiuto disse di essere lì a ringraziare la Madre per il dono ricevuto.
Aveva le locuzioni nel cuore e la mia risposta al mio compagno fu: "Vedi, qui tutti la vedono e tutti la sentono". " A presto", la salutai, ma dopo 10 metri mi disse ancora : "La Madonna mi sta parlando
per te e ti dice che ha un progetto sulla tua vita
". Io pensavo che fosse un modo di dire di tutti e le risposi: "Grazie, anche su di te".

E proseguendo arrivammo dove la Madonna lascerà il segno visibile. Prima non c'era la statua, ma un ammasso di pietre, e la mia preghiera fu questa: "Qui tutti ti vedono e tutti ti sentono; se tu ci sei davvero e vuoi darmi qualcosa in cambio perché ho portato questo carico, a me piacerebbe incontrare una donna da amare".
Avevo 23 anni e sentivo il desiderio di avere una fidanzata (devo testimoniare che così è stato e dopo 3 mesi  si è presentata da me quella che poi è diventata la madre dei miei 3 figli).

Finito tutto e ritornando a casa non so cosa mi fosse successo, ma sono cambiato improvvisamente: ho cominciato a chiudermi nella mia stanza e pregare il rosario, ho cominciato ad
andare a messa tutte le domeniche, a confessarmi, a leggere la Bibbia e a digiunare (anche se lo faccio molto male).
Senza accorgemene vivevo i Suoi messaggi.

Dopo questo un altro incontro importante fu con Padre Matteo La Grua al corso dei profeti a Linguaglossa. Ricordo  che nel mio cuore ci fu il desiderio di andare a quel corso e quando arrivai vidi questi uomini di Dio che sentivano
passi, che avevano locuzioni; ricordo che mi restò impresso un uomo di nome Giovanni che disse che fino a poco tempo prima pascolava le pecore, aveva il dono di proclamare il passo ma non sapeva leggere.
Una sera Padre Matteo disse. "Attaccatevi nel petto il nome di un profeta".
Io non conoscevo né la Bibbia né tanto meno i profeti o il loro nome;vidi un ragazzo con scritto "Isaia" e pensai: "Sì, mi piace, pure io "isaia", ma mi nascondevo per paura di essere interrogato sul motivo del nome.

Una sera si fece una preghiera davanti ad una croce e io sentii nel mio cuore Atti 1,8.
Cominciai a pensare che in questo ambiente dove tutti sentivano o vedevano passi e avevano locuzioni mi ero fatto impressionare, ma non conoscendo la Bibbia e non sapendo niente degli atti, andai in camera e cercai (ci volle un po’ per trovare il passo).
Il passo, che per tutta la mia vita mi ha accompagnato, recita così: "Avrete forza dallo Spirito Santo, e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra”. 

Ritornando a Medjugorje capii di dover lasciare il RNS  e creare dei gruppi di preghiera alla Madre dove si doveva recitare il rosario e fare l’adorazione eucaristica (queste sono le più alte forme di preghiera secondo me). Quando comunicai questo al mio gruppo, un uomo mi disse:
"Con la tua presunzione tu non andrai più a messa".
Al primo incontro c'erano tre persone, al secondo due, il terzo il rosario lo dissi da solo e non vi nego che pensai che quell'uomo avesse ragione. Il giorno dopo andai davanti l’
eucaresti e dissi a Gesù: "Se tu oggi non mi parli io ritorno al RNS".
Portai con me un libro e dopo aver fatto l’adorazione lo aprii a caso. C'era scritto: "I gruppi di preghiera che formerai sono i miei, tu devi solo pregare"; questa è un’altra parola che mi ha
sempre accompagnato.
Oggi i gruppi di preghiera che guido, aiutato da altri capi gruppi, sono nei paesi di Acquedolci, Sant'Agata di Militello, Capo d’Orlando, Gliaca di Piraino, Milazzo, tutti nella provincia di  Messina; ne sono nati anche altri due in Calabria, uno a Cirò Marina e uno a Spadola (Vibo) dopo un pellegrinaggio fatto insieme a me.

Voglio precisare che le mie non sono gite e io non li chiamo pellegrinaggi, ma corsi di guarigione interiore... (hanno ragione quando mi dicono che sono presuntuoso).
Oggi ringrazio la Madre perché organizzo due volte al mese e posso stare alla Sua scuola.
Pace e bene.
Rino Longo

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