Translate

lunedì 21 settembre 2015

Andare a Medjugorje è un esperienza unica.



La semplicità dei luoghi, l’accoglienza discreta della gente che partecipa attivamente alle celebrazioni, tutto sembra spiegare perchè la Madonna abbia deciso di apparire qui. I silenzi “assordanti” durante le apparizioni , la disponibilità dei veggenti, la bellissima adorazione dell’eucarestia con il sottofondo dei violini sotto il cielo stellato estivo, tutto rimane indelebilmente nella mente di chi ha avuto il coraggio di seguire il richiamo che la Madonna suscita nei cuori.Ci sono testimonianze da ascoltare , posti da visitare, tantissimi luoghi in cui raccogliersi in preghiera lasciando parlare il proprio cuore per manifestare alla Madonna le prorpie paure, il proprio perdono, le speranze le suppliche. Lì si è veramente nudi come neonati di fronte alla propria vera Madre. Un esperienza cosi importante e profonda che ti lascia sempre il desiderio di tornare al più presto, deve essere vissuta nel meglio dei modi con guide che oltre alla professionalità partecipano e pregano insieme ai pellegrini e non per salvare l’apparenza. L’organizzazione è fondamentale: i ritmi serrati fra orari di messe, apparizioni, celebrazioni e testimonianze dei veggenti deve essere precisa come gli ingranaggi di un orologio perchè arrivare con 5 minuti di ritardo equivale a non poter vivere pienamente un evento.
Nella vita da pellegrino è importante anche riposarsi e mangiare bene la scelta di un hotel confortevole che offra servizi di qualità e spostamenti organizzati nel migliore dei modi specialmente per chi come me è andato anche con bambini piccoli di 2/3 anni (ma lo stesso discorso vale per persone anziane , disabili ma anche per semplici coppie o gruppi).
Non si puo andare a Medjugorje con 2 giorni di viaggio sulle spalle, come propongono agenzie di pellegrinaggio spesso improvvisate, fra pullman, traghetto, attese ai controlli di frontiera si rischia di arrivare fisicamente esausti prima ancora di iniziare il pellegrinaggio di per se già impegnativo.
Concludo questa testimonianza con un invito ad ascoltare il richiamo che sentite dentro di voi (anche se penso che se state leggendo la mia testimonianza credo che in fondo avete già preso la decisione di andare) l’altra è un personale ringraziamento a Francesco,  alle guide, alle persone che ho avuto modo di conoscere. e spero di rincontrare, come sempre, a Medjugorje.

Fonte:http://www.lauretum.com/reviews-view/andare-a-medjugorje-e-un-esperienza-unica/

Nessun commento:

Posta un commento