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sabato 28 febbraio 2015

"Vengo a convertire e a riconciliare tutto il mondo"



"RICONCILIATEVI! RICONCILIATEVI CON DIO E TRA DI VOI"

 

"Riconciliatevi tra di voi; fatevi fratelli. La pace deve regnare tra gli uomini e Dio"

  Il 26 giugno Vicka domanda alla madonna: Perchè sei venuta e cosa vuoi da noi?

Ella rispose: "Vengo a convertire e a riconciliare tutto il mondo"
 

  Dunque uno degli scopi della venuta di Maria a Medjugorje è la riconciliazione.
 

Medjugorje prima delle apparizioni era un paese diviso a causa della guerra. Così proprio all'inizio delle appariazioni la Madonna diede questo messaggio alla popolazione:

  "Questa sera prima di cominciare a pregare, ognuno deve perdonare il proprio prossimo"

  Per comprendere dunque il vero significato di Medjugorje e della venuta di Maria, dobbiamo imparare a perdonare e a riconcigliarci gli uni con gli altri.

Questo significa abbassare la testa, ammorbidire il cuore e riconoscere che dobbiamo anche noi riconciliarci con i nostri fratelli e sorelle. Molti si chiedono perche' la Madonna appare cosi a lungo a Medjugorje. Finche' noi non abbiamo imparato a perdonare e a riconciliarci con i nostri fratelli, non comprenderemo il perche' la Madonna è apparsa e continua ad apparire poichè attende la nostra conversione per mezzo del nostro incontro con il signore attraverso la preghiera, quella fatta con il cuore, senza formule che ci da la possibilita di intraprendere un rapporto con Dio che è nostro Padre e non solo il nostro creatore. Una preghiera capace di farci imparare e capire il significato di quello che diciamo cosi non diventa meccanico. Una preghiera che ci fa vivere la giornata vissuta, la giornata che si apre che si vive e che finisce sempre nella preghiera. Una Preghiera che ci fa imparare a discernere, a dire e a fare le cose giuste, a ringraziare Dio, e a riconciliarci con lui che ci ama più di quanto possiamo immaginare.

 

REGOLA D'ORO: PERDONARE

  Io prego tanto ogni giorno, vado in chiesa e mi confesso regolarmente ma non ho ancora la pace nel mio cuore cosa manca? Leggiamo un messaggio della Madonna per capire cosa manca per avere la pace nel cuore giorno per giorno :

 

 

23 gennaio 1986

 

“Cari figli, vi invito ancora alla preghiera del cuore. Cari figli, se pregate col cuore, si scioglierà il ghiaccio nei vostri fratelli e scomparirà ogni barriera. La conversione sarà facile per tutti quelli che vorranno accoglierla. Questo è un dono che dovete implorare per il vostro prossimo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”

 

Ecco cosa manca. Nel nostro cuore portiamo Ghiaccio, è chiaro che cosi la mancanza di perdono nel nostro prossimo provoca una barriera che impedisce alla pace di regnae nel nostro cuore. Siamo tutti invitati a perdonare il nostro prossimo e il nostro nemico cosi da chiedere a Dio a nostra volta di essere perdonai. Non lo recitiamo nel padre nostro? E pedona i nostri peccati come noi li perdoniamo a coloro che ci offendono. Non perdonare è un vero cancro nella nostra vita nel nostro cuore e nella nostra anima, è una barriera che ostacola la pace che cosi non puo abitare pienamente dentro di noi. Senza perdono viviamo la guerra nel nostro cuore, è un vero inferno è amarezza. Ci sono situazione in cui il nostro o la nostra ragazza ci lasciano, e sentiamo quel peso di non riuscire a superare questo ostacolo, ci sentiamo in colpa cosi di conseguenza non riusciamo ad avere la pace nel nostro cuore. Ci sono situazione che ci impediscono di avere la pace, come il divorzio, la malattia e la guerra ma se tutto viene accettato attraverso la preghiera che è una via della pace, e attraverso il perdono, perdonando il ragazzo che ci ha lasciato, il marito che ci ha tradito, il nemico che ha ucciso nostro figlio possiamo accogliere con vittoria la pace che Dio ci dona nei nostri cuori. A volte basta un grazie, un prego e un perfavore affinche possiamo essere soddisfatti interiormente dell'aiuto dato che ci fa sentire pieni di pace, ma anche perdonare ci fa sentire bene interiormente, perche cosi possiamo avanzare un gradino avanti verso Dio che è nostro Padre e ci ama.

 

Perdonare il prossimo e perdonare è la vittoria della pace e la fine della guerra, ma per fare questo bisogna pregare e supllicare di chiedere il dono del perdono. La migliore medicina per ricevere la guarigione delle ferite è pregare davanti la croce, è li che è dato il perdono, è proprio li che riceviamo la grazia del perdono. Gesù crocifisso offre il dono della riconciliazione proprio nell'ora della sua passione sofferta per noi...Pregate, pregate, pregate per questo dono.

 

Celebriamo con i familiari, amici, fratelli e sorelle la festa del perdono. Facciamo come Santa Maria Goretti, preghiamo con le sue parole

"Io Lo(a) perdono e voglio che sia con me in paradiso"

 

Anche io stasera ho fatto questa preghiera, ho perdonato i miei nemici che mi vogliono picchiare a causa della mia testimonianza in Gesù Cristo e desidero che loro attraverso la mia preghiera e il mio perdono possano essere con me domani in paradiso.





Continuate a crescere nella pace, nella riconciliazione, nell'amore - Padre Slavko



Le apparizioni durano adesso tre, quattro, cinque minuti, come vuole la Madonna.
Vicka, Marija, Iva, Jakov, hanno le apparizioni quotidiane e sempre pregano per la pace con la Madonna, pregano per tutti i pellegrini, domandano la benedizione soprattutto per i malati e anche per gli oggetti sacri.

Che cosa vuole la Madonna da noi? Il primo messaggio è la presenza della Madonna. Quando io ho domandato a Ivanka: « Che cosa devo dire ai pellegrini? Devo parlare della paura o della speranza? ». « Della speranza perché la Madonna non è venuta a condannarci, ma a salvarci ». Allora vedete che la Madonna è presente e dalla sua presenza si può spiegare tutto quello che succede qui da cinquanta mesi. È una cosa stranissima, ma per noi è diventata una cosa ordinaria, quotidiana. La Madonna domanda: pace, conversione, fede, preghiera, digiuno, come direttive per la nostra vita e, concretamente, domanda ogni giorno il Credo, sette Padre Nostro, il Rosario intero (tutte le tre parti gaudiosa, dolorosa e gloriosa), di leggere la Bibbia, di digiunare due volte alla settimana e la confessione una volta al mese.
Queste sono le cose concrete che la Madonna domanda da noi. Domanda naturalmente che preghiamo col cuore, che prendiamo il tempo per la preghiera, che diventiamo attivi nella preghiera, che la nostra Messa diventi proprio un'esperienza viva di Dio.

Ma in tutto questo domanda che noi possiamo aprirci nella preghiera all'invito del Signore, a questo invito di pace, di riconciliazione: vuole salvarci. E tutti gli altri messaggi del giovedì sono gli stimoli per restare sulla via con la Madonna.

In questi giorni io voglio accennare ad una cosa: la pace. Ogni giorno, da cinquanta mesi, la Madonna prega per la pace coi veggenti e noi siamo tutti invitati alla pace.
I veggenti dicono: « pace, riconciliazione » e ripetono solo le parole che la nostra Madre dice di trasmetterci. E io credo di poter dire, secondo la mia esperienza qui a Medjugorje da quasi quaranta mesi, che tanti cuori se non tutti, che sono arrivati qua e hanno incominciato a pregare e a digiunare, hanno sentito questo richiamo, questo invito alla pace. Solo il Cielo e nessun altro in questo mondo può dire la parola della pace, invitarci alla pace, al livello dove possiamo credere che la pace è possibile. Seguendo tutto quello che succede da noi, mi sembra di poter dire che la linea spirituale, la linea della fede, ha accettato i messaggi, perché è messaggio anche del Vangelo ed ha accettato anche la prassi.

Dopo questo richiamo chi potrà dire: « Io ho aspettato ». Che cosa?
Vedete sono cinquanta mesi e mi sembra di poter dire che quanto dura più a lungo più sono sicuro che è un invito più forte per tutti noi. Secondo quello che noi vediamo da qui, in tutto il mondo si diffonde questo messaggio e la Madonna ha già trovato molti anche delle altre chiese, anglicani, protestanti, battisti.
Un pastore anglicano è stato qui per tre settimane e ha detto: « Io ho capito una cosa: la Madonna non domanda da me la conversione alla Chiesa Cattolica, ma domanda che io diventi migliore, perché anch'io ho il Vangelo ». L'anno scorso è venuto ancora e mi ha detto: « Tornato a casa ho cominciato a parlare con i miei amici e - si è domandato - come mai molta gente ascoltasse ad occhi aperti. Abbiamo fatto quasi trenta gruppi di preghiera, anglicani, battisti, protestanti, pentecostali. Alcuni membri in questi gruppi di preghiera, sono anche buddisti ed atei. Hanno detto che se una Madonna che si chiama Regina della Pace, ci invita a pregare, lo facevano anche loro ».

E questo è un grande miracolo per l'anglicano che mi ha detto: Padre, tu sai che la Madonna nelle nostre chiese non ha un grande posto, è stata quasi scacciata; ora ci invita e questo messaggio si diffonde ».

Guardando i messaggi del giovedì si può dire che la Madonna ci invita alla preghiera per avere la gioia più profonda, per risolvere le situazioni difficili, per superare la stanchezza.

Su questo punto possiamo proprio diventare egoisti; se tu preghi avrai la tua gioia, supererai la tua stanchezza, risolverai i tuoi problemi. Allora possiamo proprio diventare egoisti, ma se continuiamo a crescere nella pace, nella riconciliazione, nella forza spirituale, nell'amore, tutti avranno molto da noi, anche tutto il mondo.
Questo invito alla pace non si può aspettare dagli altri, si deve cominciare da se stessi e questa è un po' la via più difficile, perché è più facile invitare gli altri alla pazienza che essere pazienti personalmente, è più facile invitare gli altri al perdono che perdonare. Dobbiamo cominciare da noi. Se noi cristiani cominciamo radicalmente a vivere il messaggio del Vangelo che la Madonna ripete qui, il mondo sarà più vicino alla pace. E questo è molto importante: sentirci un po' responsabili per tutto quello che succede, anche se non siamo presidenti delle nazioni o degli stati, non importa; da noi tutti dipende la pace: dalla tua preghiera, dal tuo comportamento.

Ed ora qualche notizia di ieri:
...Ivanka non era presente all'apparizione, Jakov è a Sarajevo.
A Vicka, Marija e Ivan la Madonna è apparsa tre volte; una volta come di solito prima della Messa. Dopo sono andati alla collina, perché la Madonna appare al lunedì sera, solo per il loro gruppo. Marija mi ha detto oggi che è apparsa alle undici e mezza e anche a mezzanotte. Tutte e tre le volte ha ripetuto che dobbiamo essere proprio ripieni di gioia. Hanno detto che ha benedetto tutti in modo speciale.
Era piena di gioia a causa di molta gente che è venuta. In questi giorni la Madonna domandava ai veggenti alcune altre preghiere. Ha chiesto di pregare di più « fino al mio compleanno ».
Così vedete allora una presenza molto vicina, molto materna, amichevole. Per me non è più strano se vengono i veggenti e dicono:
« La Regina della Pace ha detto così... » è come uno che sta con noi e dice: « fate così o così ». Tutti quelli che vengono e cominciano a pregare sentono la Sua presenza, la Sua voce.

P. Slavko Barbaric - 6 agosto 1985

“Vorrei che le persone venissero e conoscessero Medjugorje”

L’esperienza di un pellegrino:

Milioni di pellegrini, provenienti da tutto il mondo, hanno risposto alla chiamata della Madonna, Regina della pace. Nel nostro sito web potete leggere la testimonianza di molti di loro: essi testimoniano cambiamenti di vita, una grande gratitudine verso la Regina della pace per le benedizioni ricevute e per aver cominciato un nuovo cammino con Cristo. Anche Željko Kaić, proveniente da Karlovac, nel corso di un programma di Radio “Mir” Medjugorje, ha condiviso con noi la sua testimonianza. “Ho visitato Medjugorje per la prima volta circa tredici anni fa. Vengo qui spesso e posso dire che oggi il mio modo di venire è diverso da quello in cui venivo all’inizio. Essere a Medjugorje, luogo di preghiera e di grazia, è qualcosa di particolare, che non si può descrivere. Per me la Messa è tutto. È bello andare sul Križevac a pregare la Via Crucis, stare con noi stessi e col Signore, trovare quella pace che manca a tutti noi. Senza la Madonna, senza tenere in mano il Rosario, senza la preghiera quotidiana in famiglia, non c’è nulla. Vorrei che le persone venissero e conoscessero Medjugorje, che vedessero cos’è la Messa, cos’è la preghiera”, ha affermato il pellegrino Željko Kaić. 
Objavljeno: 27.02.2015.

venerdì 27 febbraio 2015

Quello che ha detto la veggente Marija sul messaggio del 25 feb 2015

Marija di Medjugorje in diretta con P.Livio la sera del 25 febbraio
-testo integrale della telefonata-
"Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti: pregate di più e parlate di meno. Nella preghiera cercate la volontà di Dio e vivetela secondo i comandamenti ai quali Dio vi invita. Io sono con voi e prego con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
P. Livio: Sembra un messaggio per la Quaresima.
Marija: Anche per questo messaggio dico: questo è per me. Ci dice di essere più silenziosi, più nella preghiera che ci unisce a Dio, più attenti ai comandamenti e a viverli, ma soprattutto la Madonna dice: “Io sono con voi e prego con voi”.
P. Livio: Sembra che la Madonna non sia molto contenta di quanto preghiamo. Anche nel messaggio che ha dato a Ivan venerdì 20/2, la Madonna ha detto che per la pace dobbiamo pregare di più e pregare col cuore.
Marija: Io penso che il mondo con la sua mondanità ci sta inquinando. E’ per questo che la Madonna ci invita e ci ripete di continuo che dobbiamo pregare, che senza la preghiera non possiamo resistere al male, non possiamo essere suoi e vivere quello che Dio vuole da noi. Credo che la preghiera sia il mezzo attraverso il quale noi ci avviciniamo a Dio. Per questo la Madonna ci invita sempre a pregare.
P. Livio: Lei chiama la Quaresima un tempo di grazia.
Marija: E’ vero, perché è un tempo che siamo più vicini a Dio, più vicini alla sua volontà, alla sua grazia, alla sua misericordia. Perché contempliamo di più la vita e la morte di Gesù, quanto Lui ha sofferto per amore di ognuno di noi. La Madonna dice che è un tempo speciale di grazia perché per noi, se lo vogliamo, è un tempo di rinuncia, di digiuno, di tanti piccoli sacrifici attraverso i quali noi ci rafforziamo. Anche intensificando la preghiera e l'adorazione, noi diventiamo più forti.
P. Livio: Fino a qualche anno fa qui in Italia, ma forse anche da voi, la Quaresima si sentiva di più, era vissuta, invece adesso piano, piano la Quaresima è quasi scomparsa ed è un carnevale continuo.
Marija: E’ quello che vediamo in televisione, nel mondo, dove c’è il divertimento, ci sono solo io e non c'è posto per Dio. Invece la Madonna con la sua presenza ci dice di mettere Dio al primo posto nella nostra vita.
P. Livio: Ti ricordi qualcosa dei primi tempi quando in Quaresima a Medjugorje facevate tanti digiuni, tante penitenze e c'era un grande fervore? Tu addirittura facevi tre giorni di digiuno alla settimana...
Marija: Certo, abbiamo digiunato a pane e acqua. Ricordo che una sera io e la sorella di Vicka, dopo aver pregato e aiutato le suore a pulire la chiesa e a mettere a posto i fiori, erano ormai le 23, ci siamo messe a preparare una tisana, anziché dell’acqua fredda. Ma Vicka ci ha sgridato e ha detto: “Questo non è pane e acqua, non è un sacrificio”. Era davvero un digiuno di rinunce, era tempo di grazia. Si saliva al Krizevac e si stava lassù tutta la notte in preghiera, anche col freddo sotto zero, e pregavamo per le intenzioni della Madonna. A quei tempi eravamo molto più decisi per Gesù e per la preghiera. Invece oggi il mondo ci sta prendendo, ci sta cambiando. Diciamo che abbiamo già fatto tante rinunce, tanti digiuni, sopportando anche il prossimo. Invece la Madonna dice: pane e acqua, ci chiede il coraggio, almeno ogni venerdì di Quaresima, di fare il digiuno con pane e acqua… Per la verità anche oggi a Medjugorje ci sono persone che stanno facendo il digiuno a pane e acqua per tutta la Quaresima, persone che rinunciano alle sigarette, all’alcool. C'è ancora questa tradizione, grazie al cielo.
P. Livio: Ricordo che nei primi tempi la Madonna ha detto che noi dell'Occidente avevamo dimenticato il digiuno. Poi l’ha precisato: pane e acqua. Sarebbe molto bello se tutti noi lo riprendessimo con forza, anche per chiedere il grande dono della pace, visto che la Madonna ha detto ad Ivan venerdì scorso che la pace è in pericolo.
Marija: E’ vero, la Madonna ha detto nei primi giorni: “Soltanto con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono allontanare”. E oggi lo vediamo in tanti posti del mondo dove c'è ancora la guerra. Non guardiamo solo all’Isis, ma guardiamo anche in altri Paesi, come in Nigeria, Ucraina, America latina come il Venezuela, Zaire… dove c’è guerriglia e anche dei bambini muoiono uccidendo gli altri perché imbottiti di esplosivi. Anche il Papa come la Madonna, dice: “Mai più le guerre!” Ammazzare tanti innocenti è una vergogna non soltanto per l'Occidente, ma per tutto il mondo. Siamo come le bestie! La Madonna ci chiede di ritornare a Dio per rispettare la vita dal concepimento fino alla morte naturale.
P. Livio: Poi c'è anche la guerra nelle famiglie: separazioni, divorzi… Io credo che la preghiera e il digiuno possano aiutare molto anche le famiglie a riconciliarsi in questo cammino quaresimale.
Marija: E’ vero. Io credo profondamente che una famiglia che prega non ha difficoltà, mentre in una famiglia che non prega il diavolo trova il modo di entrare e distruggere. Per questo la Madonna chiede che il primo gruppo di preghiera sia la nostra famiglia.
P. Livio: La Madonna e anche il Papa insistono molto sulla preparazione alla confessione pasquale.
Marija: Tante volte sembra che il Papa e la Madonna abbiano lo stesso linguaggio di amore, di misericordia, di fermezza… Che ad esempio il digiuno sia vero digiuno… Poi ci invita al digiuno della lingua: “Pregate di più e parlate di meno…”.
Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.
Padre Livio ha concluso con la benedizione.

Marija e P. Livio
 Fonte: https://www.facebook.com/radiomaria/posts/844957705542181:0

Alleniamo la nostra volontà rinunciando a satana e a tutte le sue seduzioni.

IL DIGIUNO – La Madonna invita a digiunare il mercoledì e il venerdì, ma non si tratta di una dieta, bensì di una rinuncia e quindi di un atto di amore. Digiunare pertando non significa non mangiare nulla ma limitare il cibo al pane (o prodotti da esso derivati) e all'acqua. Si tratta di una pratica antichissima e ben consolidata nel Cristianesimo, ad esempio nel monachesimo. Il digiuno si rivolge alle persone sane, con un adeguato equilibrio psico-fisico, e che non rechi danni alla salute. L'importanza ascetica dei sacrifici e delle rinunce consiste nel fatto che permettono di rafforzare la volontà, indebolita e spesso resa schiava dalle passioni e dall'attaccamento alle cose materiali di questo Questa rinuncia ci permette di ridimensionare l'importanza che attribuiamo alle cose di questo mondo per dare alla nostra vita una nuova gerarchia di valori orientandola alle cose e che contano davvero, mettendo Dio al primo posto. Inoltre allenando la nostra volontà alla rinuncia di ciò che è lecito si trova anche la forza per dire no anche a quelle illecite, rinunciando a Satana e a tutte le sue seduzioni. La rinuncia al male è dunque lo scopo ultimo delle mortificazioni.
PRENDERE SUL SERIO I MESSAGGI – Quello che bisogna fare è mettersi sul serio a pregare, mettersi sul serio a digiunare, e far la pace con tutti. E per fare questo ci indica questi punti essenziali: stabilire un tempo da dedicare a Dio e non permettere a nessuno di rubarcelo, offrire anche il nostro corpo (col digiuno) e attuare un capovolgimento dei valori della nostra vita. La preghiera, che normalmente noi teniamo ai margini, deve diventare il centro della nostra vita, perché da essa dipende ogni nostra azione. Dio sta in un angolo della nostra casa: ecco, adesso bisogna far conversione, mettere Gesù Cristo nel centro della mente e del cuore.

I PRINCIPALI MESSAGGI DEI PRIMI ANNI DELLE APPARIZIONI
La Madonna, nei primi anni delle apparizioni, ha dato importanti messaggi che hanno spiegato il perché si è manifestata in questi tempi («la pace nel mondo è in pericolo»), ha chiarito verità di fede accantonate nella predicazione ordinaria o implicitamente negate da molti fedeli e anche taluni teologi (l'esistenza e l'eternità dell'inferno, l'importanza della confessione, l'esistenza e l'attività di Satana, l'unicità e l'universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa Cattolica). Inoltre ha impostato quel cammino di conversione e di santità che poi è sfociato nei messaggi ufficiali dati alla parrocchia a partire dal 1984, vera e propria guida spirituale dei veggenti e di tutta la Parrocchia di Medjugorje, modello per il rinnovamento della Chiesa nei nostri attuali tempi di secolarizzazione e di crisi di fede.

DIO ESISTE:
• «Sono venuta per dire al mondo: Dio esiste. Dio è verità. Soltanto in Dio c’è la felicità e la pienezza della vita. Io mi sono presentata qui come Regina della Pace per dire a tutti che la pace è necessaria per la salvezza del mondo. Soltanto in Dio si trova la vera gioia dalla quale deriva la vera pace. Perciò chiedo la conversione» (16.6.1983)
LA SALVEZZA È OFFERTA A TUTTI:
• «Sulla terra voi siete divisi, ma siete tutti figli miei. Musulmani, ortodossi, cattolici, tutti siete uguali davanti a mio Figlio e a me. Siete tutti figli miei. Ciò non significa che tutte le religioni siano uguali davanti a Dio, ma gli uomini sì. Non basta, però, appartenere alla Chiesa cattolica per essere salvati: occorre rispettare la volontà di Dio. Anche i non cattolici sono creature fatte a immagine di Dio e destinate a raggiungere un giorno la salvezza, se vivono seguendo rettamente la voce della propria coscienza. La salvezza è offerta a tutti, senza eccezioni. Si dannano soltanto coloro che rifiutano deliberatamente Dio. A chi poco è stato dato, poco sarà chiesto. A chi è stato dato molto, sarà chiesto molto. Soltanto Dio, nella sua infinita giustizia, stabilisce il grado di responsabilità di ogni uomo e pronuncia il giudizio finale» (20.5.1982)
• «C’è un solo Dio e in Dio non esiste divisione. Siete voi nel mondo che avete creato le divisioni religiose. E tra Dio e gli uomini c’è un unico mediatore di salvezza: Gesù Cristo. Abbiate fede in Lui» (23.2.1982)
LA VERA RELIGIONE È IL CATTOLICESIMO:
• «In tutte le religioni c’è del buono, ma non è la stessa cosa professare una religione o un’altra. Lo Spirito Santo non agisce con uguale potenza in tutte le comunità religiose» (25.2.1982)
• «Sulla terra voi siete divisi, ma siete tutti figli miei. Musulmani, ortodossi, cattolici, tutti siete uguali davanti a mio Figlio e a me. Siete tutti figli miei. Ciò non significa che tutte le religioni siano uguali davanti a Dio, ma gli uomini sì. Non basta, però, appartenere alla Chiesa cattolica per essere salvati: occorre rispettare la volontà di Dio. Anche i non cattolici sono creature fatte a immagine di Dio e destinate a raggiungere un giorno la salvezza, se vivono seguendo rettamente la voce della propria coscienza. La salvezza è offerta a tutti, senza eccezioni. Si dannano soltanto coloro che rifiutano deliberatamente Dio. A chi poco è stato dato, poco sarà chiesto. A chi è stato dato molto, sarà chiesto molto. Soltanto Dio, nella sua infinita giustizia, stabilisce il grado di responsabilità di ogni uomo e pronuncia il giudizio finale» (20.5.19822)
• «Voi dovete rispettare la religione di tutti (= gli appartenenti alle altre religioni), ma anche conservare a ogni costo la fede cattolica per voi e per i vostri figli» (19.2.1984)
IL PARADISO È LA META A CUI DOBBIAMO TENDERE:
• «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte» (2.11.1983)
LA MORTE:
• «Al momento della morte si lascia la terra in piena coscienza: quella che abbiamo ora. Al momento della morte si è coscienti della separazione dell’anima dal corpo. È sbagliato insegnare alla gente che si rinasce più volte e che l’anima passa in diversi corpi. Si nasce una volta sola e dopo la morte il corpo si decompone e non rivivrà più. Ogni uomo poi riceverà un corpo trasfigurato. Anche chi ha fatto molto male durante la vita terrena può andare diritto in Cielo se alla fine della vita si pente sinceramente dei suoi peccati, si confessa e si comunica» (24.6.1982)
IL PURGATORIO:
• «In purgatorio ci sono tante anime e tra queste anche persone consacrate a Dio. Pregate per loro almeno sette Pater, Ave e Gloria e il Credo. Ve lo raccomando. Molte anime sono in purgatorio da molto tempo perché nessuno prega per loro. Nel purgatorio ci sono diversi livelli: i più bassi sono vicini all’inferno, mentre quelli elevati si avvicinano gradualmente al paradiso» (20.7.1982)
L'INFERNO:
• «Oggi molti vanno all’inferno. Dio permette che i suoi figli soffrano nell’inferno perché hanno commesso colpe gravissime e imperdonabili. Coloro che vanno all’inferno non hanno più possibilità di conoscere una sorte migliore. Le anime dei dannati non si pentono e continuano a rifiutare Dio. E lì lo maledicono ancor più di quanto non facessero prima, quando erano sulla terra. Diventano parte dell’inferno e non vogliono essere liberate da quel luogo» (25.7.1982)
SATANA:
• «Dovete sapere che Satana esiste. Egli un giorno si è presentato davanti al trono di Dio e ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo con l’intenzione di distruggerla. Dio ha permesso a Satana di mettere la Chiesa alla prova per un secolo, ma ha aggiunto: “Non la distruggerai”. Questo secolo in cui vivete è sotto il potere di Satana, ma – quando saranno realizzati i segreti che vi sono stati affidati – il suo potere verrà distrutto. Già ora egli comincia a perdere il suo potere e perciò è diventato ancora più aggressivo: distrugge i matrimoni, solleva discordie anche tra le anime consacrate, causa ossessioni, provoca omicidi. Proteggetevi dunque con il digiuno e la preghiera, soprattutto con la preghiera comunitaria. Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case. E riprendete l’uso dell’acqua benedetta» (14.4.1982)
L'UMANITÀ PECCATRICE:
• «Prendetemi sul serio. Quando Dio si manifesta al mondo non lo fa per scherzo, ma per dire cose serie» (15.3.1982)
• «Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra. Queste sono le mie ultime apparizioni» (2.5.1982)
• «Tutti i segreti che ho confidato si realizzeranno e anche il segno visibile si manifesterà. Ma non aspettate questo segno per soddisfare la vostra curiosità. Questo, prima del segno visibile, è un tempo di grazia per i credenti. Perciò convertitevi e approfondite la vostra fede. Quando verrà il segno visibile, per molti sarà troppo tardi» (23.12.82)
• «Bisogna annunciare al mondo la realtà, cioè la serietà degli eventi futuri. Ho già detto più volte che la pace del mondo è in pericolo. Però non bisogna togliere la speranza perché Dio ha un suo programma e ciò che realmente conta per la gente è la conversione e la vita di fede» (13.9.1983-30.11.1983)
LA CONFESSIONE:
• «Bisogna esortare la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo venerdì o il primo sabato del mese. Fate ciò che vi dico. La confessione mensile sarà una medicina per la Chiesa d’Occidente. Se i fedeli si confesseranno una volta al mese, presto intere regioni potranno essere guarite» (6.8.1982)
LA PREGHIERA E IL DIGIUNO:
• «La gente prega in modo sbagliato. Si reca nelle chiese e nei santuari per chiedere qualche grazia materiale. Pochissimi, invece, chiedono il dono dello Spirito Santo. La cosa più importante per voi è proprio implorare che discenda lo Spirito Santo, perché se avete il dono dello Spirito Santo avete tutto» (29.12.1983)
• «Cari figli, vi invito a pregare e a digiunare per la pace nel mondo. Voi avete dimenticato che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e persino sospendere le leggi naturali. Il digiuno migliore è quello a pane e acqua. Tutti, eccetto gli ammalati, devono digiunare. L’elemosina e le opere di carità non possono sostituire il digiuno» (21.7.1982)
PAPA GIOVANNI PAOLO II:
• «I nemici del Papa volevano ucciderlo, ma io l’ho protetto» (14.5.82)
MARIA INTERCEDE PRESSO DIO:
• «Io non dispongo direttamente delle grazie divine, ma ottengo da Dio tutto ciò che chiedo con la mia preghiera. Dio ha piena fiducia in me. E io intercedo le grazie e proteggo in modo particolare coloro che sono consacrati a me» (31.8.1982)

La Madonna ci prepara alla Quaresina - Padre Slavko

« Io vi invito alla luce che dovete portare a tutti gli uomini che si trovano nelle tenebre ».
I messaggi della Quaresima
Desiderando augurare a voi tutti una Buona Pasqua, voglio presentarvi in questo tempo i messaggi della Quaresima. Il giovedì prima della Quaresima (14 febbraio) ha detto: «Oggi è il giorno quando vi do i messaggi. Ma tutta la Parrocchia non li accetta e non li vive. Sono triste e desidero, cari figli, che ascoltiate e viviate i miei messaggi. Ogni famiglia deve pregare unita e leggere la Bibbia. Io vi ringrazio perché avete seguito la mia chiamata ».
Posso aggiungere questo al messaggio. Noi non conosciamo molti messaggi in cui la Madonna dice «si deve », ma in questo messaggio lo ha detto. La Madonna si offre sempre come la Madre che bussa e alla quale deve essere aperta la porta. E se la Madonna dice «si deve » allora io credo si deve, proprio si deve prendere questa parola seriamente.
E questa era, io credo, la preparazione per la Quaresima.



La Madonna ci educa. Ci voleva preparare per la Quaresima dopo aver detto «dovete pregare e leggere la Bibbia». Il primo giovedì (21 febbraio) ha detto: «Cari figli, io vi invito di giorno in giorno a rinnovare la preghiera nella Parrocchia. Ma voi non accettate. Oggi vi invito per l'ultima volta: è cominciata la Quaresima e voi come Parrocchia potete muovervi, per amore alla mia chiamata. Se voi non fate questo io non desidero dare più i miei messaggi. Il Signore ha permesso questo. Io vi ringrazio perché avete seguito la mia chiamata ». Ancora una piccola spiegazione. La Madonna ha detto «Io vi invito per l'ultima volta ». Allora non dice più « si deve ». Ci invita di nuovo: «a motivo del mio amore dovreste rispondere alla mia chiamata. Se voi non volete io non voglio parlare». Non vuole per forza.

Io dico questo: se l'amore non ci muove, che cosa può muoverci? La paura? Se noi aspettiamo per paura può essere anche tardi. Io credo sia meglio rispondere all'invito dell'amore che a quello della paura. E se noi rispondiamo solo per paura ci comportiamo ancora come i bambini che capiscono solo quando si fa così... col dito. Il 28 febbraio ha detto il seguente messaggio: « Cari figli, oggi vi invito a vivere tutta la settimana queste parole: io amo Dio. Cari figli, con l'amore riuscirete in tutto, anche nelle cose chi vi sembrano impossibili. Il Signore desidera dalla Parrocchia un totale abbandono. Anch'io lo desidero. Grazie perché avete seguito la mia chiamata».

Allora quando ha detto « se voi non volete, io non parlo più », noi non sapevamo se dava ancora i messaggi. Ma poi la Madonna ha detto questo messaggio bellissimo col quale ci ha invitato a vivere le parole «io amo Dio»: questo è molto importante. Con queste parole «io amo Dio» possiamo esaminare sempre, ogni giorno, tutta la nostra vita. E dobbiamo vedere sempre tutte le parole, tutte le opere sotto questa parola « io amo Dio ». Altra cosa ha detto «con l'amore potete vincere tutto, anche le cose impossibili».

Allora, se noi abbiamo delle difficoltà questo è un segno che il nostro amore è ancora piccolo. Questa è una cosa a cui dobbiamo sempre pensare. Può tutta la mia vita stare sotto questa parola: io amo Dio. Il 7 marzo ha dato questo messaggio: «Cari figli, io vi invito al rinnovamento della preghiera nelle vostre famiglie. Cari figli, invitate i più giovani alla preghiera e a celebrare la Messa. Io vi ringrazio perché avete seguito la mia chiamata».

Allora qui invita i parenti a pregare con i piccoli. E una cosa importantissima. C'è un proverbio: tutto ciò che gli adulti non fanno, i giovani lo possono imparare più difficilmente o non lo possono imparare. E se voi non pregate, come possono pregare i giovani?
Ma se voi cominciate, voi parenti, voi adulti a pregare, i bambini pregheranno, ed anche i giovani. E se voi incontrate nella preghiera il Signore, e, se avete la gioia, i giovani vi seguiranno. Allora, invece di arrabbiarvi con i giovani, pregate davanti ai giovani.

Altro messaggio del 14 marzo: « Cari figli, nella vita voi avrete l'esperienza della luce e delle tenebre. Il Signore dà a ciascuno di riconoscere, di discernere il bene e il male. Io vi invito alla luce, che dovete portare a tutti gli uomini che si trovano nelle tenebre. Ogni giorno vengono nelle vostre case uomini che sono nelle tenebre. Date loro, cari figli, la luce. Vi ringrazio perché avete seguito la mia chiamata».
Da questo messaggio voglio dire questo: la Madonna ci invita a dare la luce a tutti coloro che si trovano nelle tenebre. Io vi dico: ogni uomo che vive sulla terra, vuole la pace, vuole l'amore, vuole la luce. Ma tutti sappiamo che non c'è ancora nel mondo molto amore, molta pace, molta riconciliazione.
E tutti noi ci domandiamo: perché? La risposta è questa: non sono molti ancora che possono darla. Da chi possiamo aspettare la pace, l'amore se non da noi che conosciamo Gesù, che conosciamo la Madonna?
Allora, quando tornate nelle vostre famiglie e nelle vostre case non cercate di essere amati, ma di amare. Non cercare la pace dagli altri, ma darla. E vedrete: tutti vogliono la pace e vogliono accettarla. E questo è il nostro dovere. Dare la luce, perché l'accettiamo dal Signore.
Il 21 marzo ha detto questo messaggio: «Cari figli, oggi vi invito: pregate, pregate, pregate. Con la preghiera avrete la gioia più profonda e la soluzione di ogni situazione che vi sembra impossibile.
Io vi ringrazio perché vi siete mossi nella preghiera. Ognuno di voi è caro al mio cuore. Io ringrazio tutti coloro che hanno incitato alla preghiera le loro famiglie».
Dice: «Nella preghiera avrete la gioia più profonda». Allora, dov'è la nostra gioia? Di nuovo dobbiamo domandarci: qual'è la nostra preghiera? La preghiera significa incontrare il Signore personalmente. Se noi non abbiamo la gioia, può essere che non preghiamo bene, può essere che la nostra preghiera sia solo una preghiera meccanica. Ed io so che nessuno è contro la gioia più profonda. Allora perché non prendere il tempo per la preghiera più profonda e non impararla?
Perché questa è la via per la gioia più profonda.
Un messaggio non di giovedì, ma di domenica (24 marzo), la vigilia della festa dell'Annunciazione è: «Oggi desidero invitarvi alla confessione. Anche se vi siete confessati nei giorni passati io desidero che voi viviate la mia festa nei vostri cuori. Ma non potete viverla se non siete abbandonati totalmente nel Signore. Per questa ragione vi invito a riconciliarvi col Signore».
Solo una parola: che significa « riconciliazione » ?
« Riconciliazione » significa accettare la volontà del Signore che abbiamo rifiutato nel peccato. Noi abbiamo rifiutato nel peccato il progetto del Signore con noi. E la Madonna ci invita ad accettare il progetto che viene dal Signore, come la Madonna ha fatto nel giorno dell'Annunciazione. La Madonna ha detto « sì », il suo « fiat », e questo si può dire era la sua riconciliazione. Essa era pronta ad accettare.
Il Giovedì Santo (4 aprile): «Cari figli, vi ringrazio perché avete cominciato a pensare di più alla gloria del Signore nei vostri cuori. Oggi è il giorno nel quale non volevo più dare i messaggi perché alcuni non mi accettano. Ma la Parrocchia si è mossa e per questa ragione voglio darvi anche in futuro i messaggi in un modo che non esiste nella storia del mondo».
Che significa pensare alla gloria del Signore? Cercare la pace, l'amore, la riconciliazione: questo significa pensare alla gloria del Signore.
È questo che vuole il Signore. La Madonna ha detto che non voleva più dare i messaggi. Io penso che lo ha detto perché sapete le nostre difficoltà in questo momento. Ma ha detto: «perché voi li accettate io li do ancora ». Questo è per noi il segno che la Madonna vincerà col popolo di Dio. E voi siete il popolo di Dio.
Il Venerdì Santo (5 aprile) ha detto tramite Ivanka un messaggio: «Voi nella Parrocchia avete una grande e difficile croce: ma non abbiate paura a portarla. Qui è il mio Figlio che vi aiuterà». Non solo alla Parrocchia ma a tutti voi ha detto: «Mio Figlio è con voi e vi aiuterà a portare la Croce». Questi erano i messaggi della Quaresima.
(P. Slavko Barbarie - 7 aprile 1985)
Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/pslavko/50-luce.php

giovedì 26 febbraio 2015

A Medjugorje senti che la Madonna c’è! - Intervista a Don Michele Barone

Medjugorje, Don Michele Barone:
 “Il luogo dove la Madonna c’è”
Casapesenna – Don Michele Barone è uno dei sacerdoti del Santuario “Mia Madonna, Mia salvezza” di Casapesenna (Caserta). Attivissimo nel campo teologico, in nome della sua profonda fede, cerca da sempre di diffondere il verbo cristiano sia attraverso la sua attività di giornalista, per testate quali Miracoli e Top, sia attraverso le numerose iniziative a cui partecipa o di cui è portavoce.
Durante le trasmissioni Mediaset “Pomeriggio 5” e Rai “La vita in diretta”, in cui è stato più volte ospite, ha trattato temi riguardanti la religione, l’approccio della chiesa moderna nei confronti di fatti apparentemente inspiegabili e, soprattutto, delle apparizioni nella terra di Medjugorje (Bosnia Erzegovina), di cui la Madonna fa dono ininterrottamente da 34 anni a questa parte.
 Don Michele Barone,è una guida spirituale e umana dei suoi fedeli e grande confidente delle veggenti Mirijana Dragičević e Vicka Ivanković.

Nei suoi occhi lucidi colmi di emozione e nel suo sorriso spontaneo, non appena abbiamo introdotto l’argomento, riaffiora l’ineffabile bellezza del viaggio spirituale e il segno di una fede profonda e salda, la stessa che accomuna milioni di pellegrini, i quali si recano ogni anno nella terra delle apparizioni.
Don Michele può raccontare in cosa consiste il

pellegrinaggio a Medjugorje? Il pellegrinaggio consiste nel lasciarsi avvolgere dalla grazia di Dio, che ti rapisce nel momento in cui apri il tuo cuore a Lui. Anche se appare difficoltoso, alla fine non è così. Quando intraprendiamo il cammino che inizia in pullman e prosegue in nave, dove ci raduniamo la sera per la Santa Messa, nessun avverte stanchezza. In tutti i momenti che si vivono a Medjugorje, a parte le testimonianze delle comunità e dei veggenti, ci accorgiamo che le salite del monte Kricevac, dove è posta la “Croce Bianca”, e quella del Podbrodo, la famosa collina delle apparizioni, diventano un cammino
leggero. Tu sali aggrappandoti alla roccia nuda e non avverti nessun tipo di stanchezza. A me tante volte è capitato di portare persone anziane che non riescono nelle loro case a fare una rampa di scale, anzi si affaticano. Lì a Medjugorje riescono a salire quasi mille metri, senza ravvisare nessun minimo sforzo. La Madonna una volta disse: “Quando voi salirete quel monte, lui si abbasserà davanti a voi!” e così succede.
Che cosa rappresenta per lei Medjugorje? Medjugorje è un luogo straordinario. Ogni volta che ci vado, la Madonna mi fa avvertire sempre profonde e nuove emozioni spirituali. In quel luogo senti che la tua anima si riconcilia con Dio e tutto il creato. Quando ci si reca in quel luogo, ci si dimentica di tutte le problematiche e difficoltà
che ogni giorno siamo costretti ad affrontare nella nostra vita. L’esperienza di Medjugorje ti segna nell’intimo della tua esistenza. A volte in tanti mi chiedono la differenza tra questo luogo ed altri come ad esempio: Lourdes, Fatima ecc. A me piace sempre fare una sottile differenza: in questi luoghi senti che la Madonna c’è stata, a Medjugorje senti che la Madonna c’è!
Chi sono solitamente i pellegrini? I pellegrini sono tutti coloro che con cuore sincero vogliono ricercare un incontro particolare con Dio attraverso l’esperienza di Medjugorje. Tra le mie migliaia di pellegrini in tutti questi anni posso annoverare un bambino di 4 mesi e una persona di 95 anni. I pellegrini non hanno età e tanto meno stati sociali differenti. Mi è capitato di portare a Medjugorje tantissimi vip e personaggi dello spettacolo e dello sport. Per me non ci sono distinzioni, guido tutti verso l’esperienza di incontro con la nostra dolce Maria, che è pronta ad accoglierci tra le sue braccia.
Quali sono le emozioni che più spesso sente descrivere dai suoi fedeli? Sono tante le emozioni che mi raccontano i pellegrini, ma una che li accomuna tutti, è la pace nel cuore; si sentono riconciliati con Dio e avvertono l’esigenza di cambiare vita. Chi torna da Medjugorje non sarà più la stessa persona a casa. Se vivi questa esperienza, sentirai il desiderio di manifestare la bellezza delle meraviglia che Dio ti ha fatto sentire nella tua anima. Vuoi che tutti provino le stesse emozioni e lo steso desiderio di pace che hai provato tu. 
Molti testimoniano guarigioni miracolose avvenute in questo santo luogo. Cosa può raccontarci al riguardo? Potrei raccontarvi tantissime guarigioni sia fisiche che spirituali. Ultima in sequenza quella di una donna italiana, che per 10 anni è stata relegata su di una sedia a rotelle a causa della Sla, (sclerosi laterale amiotrofica) e che lo scorso settembre, era andata a Medjugorje non per chiedere una guarigione miracolosa per sé, ma pregare soltanto per la sua famiglia. Avrebbe dovuto fermarsi solo per 5 giorni, ma poi vi è rimasta un mese, perché ha sentito la voce di Maria che la invitava ad alzarsi e così è successo, si è rialzata e ha riacquistato appieno le forze. Un miracolo straordinario se solo si pensa che nessuna persona al mondo è stata mai guarita dalla Sla.
Quali consigli darebbe ad una persona che sta incominciando ad intraprendere un percorso religioso? I percorsi di fede si intraprendono nella piena libertà e attraverso una ricerca sincera e autentica di Dio. Invito coloro che stanno iniziando ad intraprendere questo nuovo percorso ad effettuare anche un pellegrinaggio di fede, in qualsiasi mèta mariana perché aiuta molto il fedele a ritrovare la piena comunione con il Signore.
Lei è un prete molto impegnato nel sociale, quali sono i problemi più frequenti che i suoi fedeli vivono? E le loro paure? Le attese e le aspettative nelle quali vivono i nostri fedeli, sono legate a tutte le paure e le preoccupazioni umane, sia a livello lavorativo che familiare. Molti non sperano di riuscire in tutto ciò che si sono prefissati e pertanto cadono in profonde paure. Credo che il fedele non debba mai temere nulla, quando Dio è presente nella nostra vita, è Lui che ci aiuta ad affrontare qualsiasi situazione si presenti, ma soprattutto ci sostiene nei momenti difficili e tristi che non mancano mai per ciascuno di noi.  Ma dobbiamo sapere che quando Dio è in noi, nulla ci manca, ci sentiamo pienamente soddisfatti e realizzati nella nostra vita, sotto tutti i punti di vista. 
Quali sono, secondo lei, i valori che un buon cristiano non dovrebbe mai dimenticare? L’amore, la pace, la giustizia, il rispetto e la dignità verso ogni persona. Questi valori non devono mai diventare un optional e per il cristiano, sostenuto dalla fede, devono risplendere ancora di più, affinché realmente le persone si accorgano che Dio vive nella nostra vita e noi viviamo solo per Lui.

mercoledì 25 febbraio 2015

MESSAGGIO DEL 25 FEB 2015 - MEDJUGORJE



Messaggio dato alla veggente Marija dalla Regina della Pace 

"Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti: pregate di più e parlate di meno. Nella preghiera cercate la volontà di Dio e vivetela
secondo i comandamenti ai quali Dio vi invita. Io sono con voi e prego con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

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Poruka od 25.02.2015
 "Draga djeco! U ovom milosnom vremenu sve vas pozivam: više molite a manje pričajte. U molitvi tražite volju Božju i živite je po zapovijedima na koje vas Bog poziva. Ja sam s vama i s vama molim. Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu."

Divulgazione biblica tramite un torneo di calcetto a Medjugorje


Dal 20 al 22 febbraio 2015 l’Associazione Biblica Croata, in collaborazione con le Associazioni Bibliche dell’Albania, della Serbia e della Macedonia, ha organizzato a Medjugorje un torneo di calcetto allo scopo di divulgare la Sacra Scrittura. L’intero programma si è svolto in una cornice di preghiera comunitaria e di incontro con la Bibbia. Le partite sono state precedute dalla lettura della Sacra Scrittura, da cui il professore di scienze bibliche fra Ivan Dugandžić ha tratto un insegnamento circa la lettura e la meditazione metodica della Sacra Scrittura.
 
All’incontro hanno preso parte sei squadre provenienti dall’Albania, dalla Macedonia e dalla Bosnia Erzegovina. Scopo principale dell’incontro è stato stare insieme, conoscersi reciprocamente e alimentare nei partecipanti il desiderio di leggere la Sacra Scrittura e di vivere secondo i principi della Parola di Dio. Come accade in ogni altra competizione di questo genere, ai partecipanti sono stati consegnati dei premi simbolici, che hanno provocato un sorriso sui loro volti.
 
Secondo Damir Lipovšek, presidente dell’Associazione Biblica Croata, l’idea di divulgare attraverso questo incontro la lettura della Sacra Scrittura si è realizzata. Le partite di calcio hanno favorito l’idea di leggere la Bibbia ed accresciuto la gioia di quest’incontro: “Questo è stato davvero un incontro di gioia che ci ha condotto verso un arricchimento, poiché le Associazioni Bibliche hanno così unito non soltanto diverse nazioni, ma anche diverse appartenenze religiose”, ha affermato  don Mario Ćosić, presidente della squadra dell’Internato del Centro Scolastico Cattolico “San Giuseppe” di Sarajevo. (kta)
Objavljeno: 25.02.2015.

La parrocchiana più anziana di Medjugorje

Sabato 21 febbraio 2015, Ruža Vidović Baraćuša, la parrocchiana più anziana della parrocchia di Medjugorje, ha festeggiato il suo centesimo compleanno. Il compleanno di nonna Ruža è stato una vera festa per la sua famiglia, per gli amici, i vicini e per tutti coloro che sono andati a farle gli auguri. Anche fra Marinko Šakota,  parroco di Medjugorje e fra Karlo Lovrić, che si occupa della pastorale degli anziani e dei malati della parrocchia di Medjugorje e che quindi visita regolarmente nonna Ruža, le hanno fatto i loro auguri per il suo centesimo compleanno. Nata il 21 febbraio 1915 a Medjugorje, dalla famiglia di Ilko e Manda Barać, si è poi sposata con Tadija Vidović, con cui ha dato alla luce sette figli, quattro dei quali oggi ancora in vita. Nonna Ruža ha anche quattordici nipoti, quindici pronipoti e due pro-pronipoti. È in buona salute, vive a Miletina con sua nuora Draga e la figlia Lilija, che hanno detto che ogni sera nonna Ruža prende il Rosario, lo prega con Radio “Mir” Medjugorje e poi ascolta la Santa Messa. Nonna Ruža ci ha detto che la ricetta per una lunga vita si compone di fede, preghiera, molto lavoro, della quantità più grande possibile di verdura del proprio orto e di un bicchiere di vino bianco al giorno.
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/la-parrocchiana-pi%C3%B9-anziana,6458.html

"L'esame di coscienza" - Consigli di Papa Francesco per la Quaresima

"La Quaresima è un cammino di conversione che ha come centro il cuore", ha detto domenica Francesco, e allora, come aveva invitato a fare in una omelia a Santa Marta, bisogna "custodire il cuore, perché non diventi una piazza dove vanno e vengono tutti tranne il Signore".
Pubblichiamo qui di seguito l'esame di coscienza pubblicato nel libretto.


ESAME DI COSCIENZA


Consiste nell’interrogarsi sul male commesso e il bene omesso: verso Dio, il prossimo e se stessi.
Nei confronti di Dio Mi rivolgo a Dio solo nel bisogno?
Partecipo alla Messa la domenica e le feste di precetto?
Comincio e chiudo la giornata con la preghiera?
Ho nominato invano Dio, la Vergine, i Santi?
Mi sono vergognato di dimostrarmi cristiano?
Cosa faccio per crescere spiritualmente? Come? Quando?
Mi ribello davanti ai disegni di Dio?
Pretendo che egli compia la mia volontà?

Nei confronti del prossimo
So perdonare, compatire, aiutare il prossimo?
Ho calunniato, rubato, disprezzato i piccoli e gli indifesi?
Sono invidioso, collerico, parziale?
Ho cura dei poveri e dei malati?
Mi vergogno della carne di mio fratello, della mia sorella?
Sono onesto e giusto con tutti o alimento la “cultura dello scarto”?
Ho istigato altri a fare il male?
Osservo la morale coniugale e familiare insegnata dal Vangelo?
Come vivo le responsabilità educative verso i figli?
Onoro e rispetto i miei genitori?
Ho rifiutato la vita appena concepita?
Ho spento il dono della vita?
Ho aiutato a farlo?
Rispetto l’ambiente?

Nei confronti di sé Sono un po’ mondano e un po’ credente?
Esagero nel mangiare, bere, fumare, divertirmi?
Mi preoccupo troppo della salute fisica, dei miei beni?
Come uso il mio tempo?
Sono pigro?
Voglio essere servito?
Amo e coltivo la purezza di cuore, di pensieri e di azioni?
Medito vendette, nutro rancori?
Sono mite, umile, costruttore di pace?

Fonte:http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/esame-di-coscienza-del-papa-.aspx



 Che sia chiaro a tutti noi che senza di Lui non potremo fare nulla (Cfr. Gv 15, 8).
Di conseguenza, il rapporto vivo con Dio alimenta e rafforza anche la comunione con gli altri, cioè tanto più siamo intimamente congiunti a Dio tanto più siamo uniti tra di noi perché lo Spirito di Dio unisce e lo spirito del maligno divide.
 Siamo chiamati migliorarci  sempre e a crescere in comunione, santità e sapienza per realizzare pienamente la sua missione . Eppure essa, come ogni corpo, come ogni corpo umano, è esposta anche alle malattie, al malfunzionamento, all’infermità. E qui vorrei menzionare alcune di queste probabili malattie, malattie curiali. Sono malattie più abituali nella nostra vita di curia. Sono malattie e tentazioni che indeboliscono il nostro servizio al Signore. Credo che ci aiuterà il “catalogo” delle malattie – sulla strada dei Padri del deserto, che facevano quei cataloghi – di cui parliamo oggi: ci aiuterà a prepararci al Sacramento della Riconciliazione, che sarà un bel passo di tutti noi .
1La malattia del sentirsi “immortale”, “immune” o addirittura “indispensabile” trascurando i necessari e abituali controlli. Una Curia che non si autocritica, che non si aggiorna, che non cerca di migliorarsi è un corpo infermo. Un’ordinaria visita ai cimiteri ci potrebbe aiutare a vedere i nomi di tante persone, delle quale alcuni forse pensavano di essere immortali, immuni e indispensabili! È la malattia del ricco stolto del Vangelo che pensava di vivere eternamente (cfr. Lc 12, 13-21) e anche di coloro che si trasformano in padroni e si sentono superiori a tutti e non al servizio di tutti. Essa deriva spesso dalla patologia del potere, dal “complesso degli Eletti”, dal narcisismo che guarda appassionatamente la propria immagine e non vede l’immagine di Dio impressa sul volto degli altri, specialmente dei più deboli e bisognosi . L’antidoto a questa epidemia è la grazia di sentirci peccatori e di dire con tutto il cuore: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare” (Lc 17, 10).
2- C’è un’altra: La malattia del “martalismo” (che viene da Marta), dell’eccessiva operosità: ossia di coloro che si immergono nel lavoro, trascurando, inevitabilmente, “la parte migliore”: il sedersi sotto i piedi di Gesù (cfr. Lc 10, 38-42). Per questo Gesù ha chiamato i suoi discepoli a “riposarsi un po’” (cfr. Mc 6, 31) perché trascurare il necessario riposo porta allo stress e all’agitazione. Il tempo del riposo, per chi ha portato a termine la propria missione, è necessario, doveroso e va vissuto seriamente: nel trascorrere un po’ di tempo con i famigliari e nel rispettare le ferie come momenti di ricarica spirituale e fisica; occorre imparare ciò che insegna il Qoèlet che “c’è un tempo per ogni cosa” (3, 1-15).
3- Anche c’è la malattia dell’”impietrimento” mentale e spirituale: ossia di coloro che posseggono un cuore di pietra e un “duro collo” (At 7, 51-60); di coloro che, strada facendo, perdono la serenità interiore, la vivacità e l’audacia e si nascondono sotto le carte diventando “macchine di pratiche” e non “uomini di Dio” (cfr. Eb 3, 12). È pericoloso perdere la sensibilità umana necessaria per farci piangere con coloro che piangono e gioire con coloro che gioiscono! È la malattia di coloro che perdono “i sentimenti di Gesù” (cfr. Fil 2, 5-11) perché il loro cuore, con il passare del tempo, si indurisce e diventa incapace di amare incondizionatamente il Padre e il prossimo (cfr. Mt 22, 34-40). Essere cristiano, infatti, significa: “avere gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, sentimenti di umiltà e di donazione, di distacco e di generosità” .
4- La malattia dell’eccessiva pianificazione e del funzionalismo: Quando l’apostolo pianifica tutto minuziosamente e crede che facendo una perfetta pianificazione le cose effettivamente progrediscono, diventando così un contabile o un commercialista. Preparare tutto bene è necessario ma senza mai cadere nella tentazione di voler rinchiudere e pilotare la libertà dello Spirito Santo che rimane sempre più grande, più generosa di ogni umana pianificazione (cfr. Gv. 3,8). Si cade in questa malattia perché “è sempre più facile e comodo adagiarsi nelle proprie posizioni statiche e immutate. In realtà, la Chiesa si mostra fedele allo Spirito Santo nella misura in cui non ha la pretesa di regolarlo e di addomesticarlo… Addomesticare lo Spirito Santo … Egli è freschezza, fantasia, novità”
5La malattia del mal coordinamento: quando i membri perdono la comunione tra di loro e il corpo smarrisce la sua armoniosa funzionalità e la sua temperanza diventando un’orchestra che produce chiasso perché le sue membra non collaborano e non vivono lo spirito di comunione e di squadra. Quando, il piede dice al braccio “non ho bisogno di te”, o la mano alla testa: “comando io”, causando così disagio e scandalo.
6- C’è anche la malattia dell’Alzheimer spirituale: ossia della dimenticanza della “storia della Salvezza”, della storia personale con il Signore, del “primo amore” (Ap 2, 4). Si tratta di un declino progressivo delle facoltà spirituali che in un più o meno lungo intervallo di tempo causa gravi handicap alla persona facendola diventare incapace di svolgere alcuna attività autonoma, vivendo uno stato di assoluta dipendenza dalle sue vedute spesso immaginarie. Lo vediamo in coloro che hanno perso la memoria del loro incontro con il Signore; in coloro che non fanno il senso deuteronomico della vita; in coloro che dipendono completamente dal loro “presente”, dalle loro passioni, capricci e manie; in coloro che costruiscono intorno a sé dei muri e delle abitudini diventando, sempre di più, schiavi degli idoli che hanno scolpito con le loro stesse mani.
7La malattia della rivalità e della vanagloria : quando l’apparenza, i colori delle vesti e le insegne di onorificenza diventano l’obiettivo primario della vita, dimenticando le parole di San Paolo: “non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri” (Fil 2, 1-4). È la malattia che ci porta a essere uomini e donne falsi e a vivere un falso “misticismo” e un falso “quietismo”. Lo stesso San Paolo li definisce “nemici della Croce di Cristo” perché “si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra” (Fil 3, 19).
8La malattia della schizofrenia esistenziale: è la malattia di coloro che vivono una doppia vita, frutto dell’ipocrisia tipica del mediocre e del progressivo vuoto spirituale che lauree o titoli accademici non possono colmare. Una malattia che colpisce spesso coloro che, abbandonando il sevizio pastorale, si limitano alle faccende burocratiche, perdendo così il contatto con la realtà, con le persone concrete. Creano così un loro mondo parallelo, ove mettono da parte tutto ciò che insegnano severamente agli altri e iniziano a vivere una vita nascosta e sovente dissoluta. La conversione è al quanto urgente e indispensabile per questa gravissima malattia (cfr. Lc 15,11-32).
9La malattia delle chiacchiere, delle mormorazioni e dei pettegolezzi: di questa malattia ne ho già parlato tante volte ma mai abbastanza: è una malattia grave che inizia semplicemente, magari solo per fare due chiacchiere e si impadronisce della persona facendola diventare “seminatrice di zizzania” (come satana), e in tanti casi “omicida a sangue freddo” della fama dei propri colleghi e confratelli. È la malattia delle persone vigliacche che non avendo il coraggio di parlare direttamente parlano dietro le spalle. San Paolo ci ammonisce: “fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri” (Fil 2, 14-18). Fratelli, guardiamoci dal terrorismo delle chiacchiere!
10- La malattia di divinizzare i capi: è la malattia di coloro che corteggiano i Superiori, sperando di ottenere la loro benevolenza. Sono vittime del carrierismo e dell’opportunismo, onorano le persone e non Dio (cfr. Mt 23:8-12). Sono persone che vivono il servizio pensando unicamente a ciò che devono ottenere e non a quello che devono dare. Persone meschine, infelici e ispirate solo dal proprio fatale egoismo (cfr. Gal 5,16-25). Questa malattia potrebbe colpire anche i Superiori quando corteggiano alcuni loro collaboratori per ottenere la loro sottomissione, lealtà e dipendenza psicologica, ma il risultato finale è una vera complicità.
11La malattia dell’indifferenza verso gli altri: quando ognuno pensa solo a se stesso e perde la sincerità e il calore dei rapporti umani. Quando il più esperto non mette la sua conoscenza al servizio dei colleghi meno esperti. Quando si viene a conoscenza di qualcosa e la si tiene per sé invece di condividerla positivamente con gli altri. Quando, per gelosia o per scaltrezza, si prova gioia nel vedere l’altro cadere invece di rialzarlo e incoraggiarlo.
12- La malattia della faccia funerea: ossia delle persone burbere e arcigne, le quali ritengono che per essere seri occorra dipingere il volto di malinconia, di severità e trattare gli altri – soprattutto quelli ritenuti inferiori – con rigidità, durezza e arroganza. In realtà, la severità teatrale e il pessimismo sterile  sono spesso sintomi di paura e di insicurezza di sé. L’apostolo deve sforzarsi di essere una persona cortese, serena, entusiasta e allegra che trasmette gioia ovunque si trova. Un cuore pieno di Dio è un cuore felice che irradia e contagia con la gioia tutti coloro che sono intorno a sé: lo si vede subito! Non perdiamo dunque quello spirito gioioso, pieno di humor, e persino autoironico, che ci rende persone amabili, anche nelle situazioni difficili . Quanto bene ci fa una buona dose di sano umorismo! Ci farà molto bene recitare spesso la preghiera di Santo Thomas Moore : io la prego tutti i giorni, mi fa bene.
13La malattia dell’accumulare: quando l’apostolo cerca di colmare un vuoto esistenziale nel suo cuore accumulando beni materiali, non per necessità, ma solo per sentirsi al sicuro. In realtà, nulla di materiale potremo portare con noi perché “il sudario non ha tasche” e tutti i nostri tesori terreni – anche se sono regali – non potranno mai riempire quel vuoto, anzi lo renderanno sempre più esigente e più profondo. A queste persone il Signore ripete: “Tu dici: sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo … Sii dunque zelante e convertiti” (Ap 3, 17-19). L’accumulo appesantisce solamente e rallenta il cammino inesorabilmente! E penso a un aneddoto: un tempo, i gesuiti spagnoli descrivevano la Compagnia di Gesù come la “cavalleria leggera della Chiesa”. Ricordo il trasloco di un giovane gesuita che mentre caricava su di un camion i suoi tanti averi: bagagli, libri, e tanti oggetti e regali, si sentì dire, con un saggio sorriso, da un vecchio gesuita che lo stava ad osservare: questa sarebbe la “cavalleria leggera della Chiesa”?! I nostri traslochi sono un segno di questa malattia.
14La malattia dei circoli chiusi: dove l’appartenenza al gruppetto diventa più forte di quella al Corpo e, in alcune situazioni, a Cristo stesso. Anche questa malattia inizia sempre da buone intenzioni ma con il passare del tempo schiavizza i membri diventando “un cancro” che minaccia l’armonia del Corpo e causa tanto male – scandali – specialmente ai nostri fratelli più piccoli. L’autodistruzione o “il fuoco amico” dei commilitoni è il pericolo più subdolo . È il male che colpisce dal di dentro  e come dice Cristo: “ogni regno diviso in se stesso va in rovina” (Lc 11,17).
15-  E l’ultima: la malattia del profitto mondano, degli esibizionismi : quando l’apostolo trasforma il suo servizio in potere, e il suo potere in merce per ottenere profitti mondani o più poteri. È la malattia delle persone che cercano insaziabilmente di moltiplicare poteri e per tale scopo sono capaci di calunniare, di diffamare e di screditare gli altri, perfino sui giornali e sulle riviste. Naturalmente per esibirsi e dimostrarsi più capaci degli altri. Anche questa malattia fa molto male al corpo perché porta le persone a giustificare l’uso di qualsiasi mezzo pur di raggiungere tale scopo, spesso in nome della giustizia e della trasparenza!  E qui mi viene in mente il ricordo di un sacerdote che chiamava i giornalisti per raccontargli [raccontare loro] (e inventare) delle cose private proprie e riservate dei propri confratelli e parrocchiani. Per Lui contava solo vedersi sulle prime pagine, perché così si sentiva “potente e avvincente”, causando tanto male agli altri e alla Chiesa. Poverino!
Fratelli, tali malattie e tali tentazioni sono naturalmente un pericolo per ogni cristiano e per ogni curia, comunità, congregazione, parrocchia, movimento ecclesiale…ecc. e possono colpire sia a livello individuale sia comunitario.
Occorre chiarire che è solo lo Spirito Santo – l’anima del Corpo Mistico di Cristo, come afferma il Credo Niceno Costantinopolitano: “Credo… nello Spirito Santo, Signore e vivificatore” – a guarire ogni infermità. È lo Spirito Santo che sostiene ogni sincero sforzo di purificazione e ogni buona volontà di conversione. È Lui a farci capire che ogni membro partecipa alla santificazione del corpo e al suo indebolimento. È Lui il promotore dell’armonia : “ipse harmonia est”, dice San Basilio. Dice Sant’Agostino ci dice: “Finché una parte aderisce al corpo, la sua guarigione non è disperata; ciò che invece fu reciso, non può né curarsi né guarirsi” .
La guarigione è anche frutto della consapevolezza della malattia e della decisione personale e comunitaria di curarsi sopportando pazientemente e con perseveranza la cura .
Dunque, siamo chiamati – in questo tempo di Natale e per tutto il tempo del nostro servizio e della nostra esistenza – a vivere “secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità” (Ef 4, 15-16).

Cari fratelli!
Una volta ho letto che: “i sacerdoti sono come gli aerei, fanno notizia solo quando cadono, ma ce ne sono tanti che volano. Molti criticano e pochi pregano per loro”. È una frase molto simpatica ma anche molto vera perché delinea l’importanza e la delicatezza del nostro servizio sacerdotale e quanto male potrebbe causare un solo sacerdote che “cade” a tutto il corpo della Chiesa.

Dunque per non cadere in questi giorni in cui ci prepariamo alla Confessione, chiediamo alla Vergine Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa, di sanare le ferite del peccato che ognuno di noi porta nel suo cuore e di sostenere la Chiesa e la Curia affinché siano sane e risanatrici; sante e santificatrici, a gloria del Suo Figlio e per la salvezza nostra e del mondo intero. Chiediamo a Lei di farci amare la Chiesa come l’ha amata Cristo, Suo figlio e nostro Signore, e di aver il coraggio di riconoscerci peccatori e bisognosi della Sua Misericordia e di non aver paura di abbandonare la nostra mano tra le sue mani materne.
Fonte:http://vaticanoterzo.com/2014/12/24/lesame-di-coscienza-di-papa-francesco/

martedì 24 febbraio 2015

Andiamo a dire ai nostri giovani che c'è Dio, non Babbo Natale.


La famiglia: Bene perduto? - Una riflessione di P. Jozo Zovko
In un contesto storico culturale come quello attuale, nel quale l'istituto famigliare, insidiato da ogni parte, appare in difficoltà, proponiamo ai nostri lettori una riflessione di Padre Jozo proprio sulla famiglia, il suo ruolo fondamentale, la sua crisi. Si tratta di un estratto da una catechesi ascoltata qualche tempo fa durante un pellegrinaggio a Medjugorje.

Eventuali piccole imprecisioni nel testo sono imputabili alla trascrizione della parola parlata ed al fatto che il Padre non ha avuto modo di visionare e correggere il testo stesso, del cui contenuto garantiamo in ogni caso l'autenticità.

"Siamo pellegrini a Medjugorje dove appare la Madonna, dove ha iniziato, sapete bene, con sei veggenti. Ha detto loro: "lo ho bisogno di voi". Dopo ha detto le stesse parole alla Parrocchia, ai parrocchiani, poi ai pellegrini.

Noi, come cristiani, dobbiamo sapere che cosa vuole la Madonna da noi: desidera che abbiamo il cuore aperto. Non vuole proporci delle teorie, non vuole insegnarci a discutere, come noi siamo abituati a fare, a discutere sul Vangelo, sui comandamenti divini, per fare poi quello che vogliamo noi. Noi non possiamo trovare nelle parole di Cristo un motivo per il tuo divorzio, per il tuo aborto, non possiamo trovare un motivo per il tuo ateismo, per educare i tuoi figli come atei.

Non troviamo un motivo per tutto questo nella tradizione della Chiesa.

La Madonna appare perché abbiamo perso la famiglia. Non esiste più la scuola della santità, della preghiera, della vita quotidiana cristiana. Siamo in grave pericolo.

Siamo entrati nel nuovo millennio: dopo venti secoli, i governi europei vogliono valutare se hanno bisogno o non hanno bisogno del nome di Gesù. Francesi, Belgi, Olandesi hanno deciso che non hanno bisogno di Gesù, hanno deciso che la nuova Costituzione non deve nominare il nome di Cristo. Ecco un motivo per pensare in quali difficoltà si troverà domani tuo figlio che dirà: sono nato nell'Europa moderna, senza Gesù.

É molto importante per noi capire perché appare la Madonna. Lei ha detto in diversi messaggi: "Attraverso di voi, possiamo, mio Figlio ed io, salvare tante anime se voi siete disponibili, se pregate" Senza la preghiera, la nostra fede rimane teoria. Vedete, la famiglia cristiana, quando ha spento questa luce che si chiama la preghiera, è entrata nel buio. La Madonna desidera, come Vergine sapiente, darti la lampada con l'olio per illuminare la tua casa, la tua famiglia, le tue sere, per darti la luce. Quando si spegne la preghiera, si entra nel buio, e dopo entriamo in conflitto, ognuno di noi diventa ostacolo. Non preghiamo insieme, per questo non possiamo vivere insieme. Stiamo scappando gli uni davanti agli altri, i figli vanno fuori a cercare la gioia: ma dove, dove? Quale programma può darti la pace, ma quale programma? Quale può creare la gioia e l'amore nel tuo cuore?

Come possiamo rinnovare la famiglia? Non abbiamo chance, non abbiamo chance ... Da tanti anni la Madonna insegna e ripete: "Pregate, pregate, pregate". Come possiamo sostituire la preghiera, con che cosa?

Tu hai il coraggio, come giovane mamma, come giovane padre, di dire in famiglia:

"Dobbiamo ogni giorno pregare insieme il Rosario"?

Come ci viene insegnato in tutta la storia della Chiesa, come ha fatto Santa Monica, come hanno fatto tantissime altre mamme, andiamo a fare le nostre suppliche, i nostri voti.

  C'è Dio, c'è Cristo. Andiamo a dire che Dio aspetta.
Andiamo a dire ai nostri giovani che c'è Dio, non Babbo Natale.
Sta crollando l'educazione, c'è chi rovina, chi distrugge e noi siamo tutti indifferenti. Tutti siamo liberi, ma come fanno i figli a scegliere se non sono educati, se non è stato loro insegnato che cosa scegliere? I figli devono sapere che i dieci comandamenti non sono alla pari dell'ateismo. Vedi, abbiamo bisogno d'educazione cristiana, non di filosofia cristiana. Per questo appare la Madonna, per aprire i nostri occhi. La Madonna bussa, sta dicendo: "Cominciate a pregare, pregate". Ecco, per questo appare.

Genitori, senza di voi i vostri figli, i vostri nipoti non possono imparare. Non esiste un'istituzione che può sostituirsi a voi, neanche il Papa e la Chiesa possono farlo, se voi non siete testimoni. Per questo dobbiamo decidere: qual è la mia testimonianza? Come ho testimoniato che credo in Dio? Come?

Se ho perso la domenica, con la Messa, con l'Eucarestia come incontro con il Dio vivo, se ho perso la preghiera, se non m'interessano le Sue parole, la Rivelazione, se non m'interessano i Suoi comandamenti, la Sua Chiesa, in che cosa credo? Siamo entrati in una crisi.

Fratelli, è importante ascoltare che cosa vuole la Madonna. La domanda da porsi non è: "Appare, non appare? "

Questo Lei lo ha dimostrato con i frutti. No, la domanda è un'altra: " Che cosa faccio io? Che cosa ho fatto fino ad oggi? Che cosa penso di fare a partire da oggi ?"

Preghiamo perché la Madonna torni con noi nella nostra casa, nella nostra famiglia, perché dove Lei entra succeda come nella casa di Elisabetta: è entrata la Madre di Dio.

Che cosa vuole la Madonna? "Cari figli, vi invito alla conversione individuale".

Ciascuno di noi è invitato. Convertirsi vuoI dire tornare al Padre, alla Chiesa, ai comandamenti divini, tornare alla famiglia cristiana.

Convertirsi vuol dire portare frutti.

La tua fede è la vita, la fede penetra la vita. La fede, come il Vangelo, non è una teoria: è tradotta nella tua vita. Il seme che non era visibile diventa visibile quando esce fuori dalla terra. Il Vangelo è la Parola di Dio, è la grazia di Dio che esce attraverso la tua vita portando frutti e diventa visibile. La Madonna ha detto: "Pregate, pregate il Rosario. Questa semplice preghiera opera miracoli".

Abbiamo bisogno di miracoli. Una famiglia unita, santa: questo è un miracolo, oggi. La famiglia unita nella preghiera resterà unita, non crollerà. 

Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/pjozo/lafamiglia.html