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giovedì 30 aprile 2015

Commento al messaggio del 25 aprile 2015 dato alla veggente Marija dalla Regina della Pace


Cari amici,

la Regina della Pace apre il suo messaggio ricordando la ragione della sua lunga permanenza in mezzo a noi: “Sono con voi anche oggi per guidarvi alla salvezza”. La Madre ha ottenuto dall’Altissimo l’inestimabile grazia di guidarci e di sostenerci, con una presenza quotidiana, per raggiungere il fine ultimo della vita, che è la salvezza dell’anima.

La Madonna ci vede irretiti dall’effimero che ci circonda, ci stanca e ci svuota, lasciando le nostre anime aride e i cuori scontenti. E’ la malattia della nostra generazione, invasa dai beni materiali, ma che ha perso il gusto per i beni inestimabili che vengono dall’alto.

La Madonna, in sintonia con il tempo liturgico della Chiesa, ci vuole preparare alla Pentecoste invocando lo Spirito Santo, perché la nostra anima si illumini si, elevi e si fortifichi: “Voi, figlioli, pregate lo Spirito Santo perché vi trasformi e vi riempia con la sua forza di fede e di speranza, perché possiate essere fermi in questa lotta contro il male”.

La Madre sa che viviamo un passaggio difficile per la fede, perché dilagano l’incredulità e il peccato e i cristiani deboli rischiano di essere travolti. Per questo ci invita ancora una volta alla preghiera, attraverso la quale Gesù ci comunica il suo Spirito, che ci rende saldi nella fede e vittoriosa nella lotta contro il male.

Il cristiano, in particolare nel mondo di oggi, è chiamato a un combattimento incessante, nel quale è sostenuto dalla presenza quotidiana di Maria, che è instancabile nel pregare per noi.

Vostro Padre Livio


Messaggio del 25 Aprile 2015

"Cari figli!
Sono con voi anche oggi per guidarvi alla salvezza.
La vostra anima è inquieta perché lo spirito è debole e stanco da tutte le cose terrene.
Voi figlioli, pregate lo Spirito Santo perché vi trasformi e vi riempia con la sua forza di fede e di speranza, perché possiate essere fermi in questa lotta contro il male. Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

mercoledì 29 aprile 2015

“Questa dei giovani che non vogliono sposarsi è una preoccupazioni"

UDIENZA GENERALE. TESTIMONIARE LA BELLEZZA DEL MATRIMONIO
Papa Francesco all’udienza generale in Piazza San Pietro ha proseguito la sua riflessione sul disegno originario di Dio sulla coppia uomo-donna. “L’evangelista Giovanni – ha esordito il Papa - all’inizio del suo Vangelo, narra l’episodio delle nozze di Cana, a cui erano presenti la Vergine Maria e Gesù, con i suoi primi discepoli (cfr Gv 2,1-11). Gesù non solo partecipò a quel matrimonio, ma ‘salvò la festa’ con un miracolo del vino! Dunque, il primo dei suoi segni prodigiosi, con cui Egli rivela la sua gloria, lo compì nel contesto di un matrimonio, e fu un gesto di grande simpatia per quella nascente famiglia, sollecitato dalla premura materna di Maria”.
La famiglia è il capolavoro della società
A braccio ha aggiunto: “E questo ci fa ricordare il libro della Genesi, quando Dio finisce l’opera della creazione e fa il suo capolavoro; il capolavoro è l’uomo e la donna. E qui Gesù incomincia proprio i suoi miracoli con questo capolavoro, in un matrimonio, in una festa di nozze: un uomo e una donna. Così Gesù ci insegna che il capolavoro della società è la famiglia: l’uomo e la donna che si amano! Questo è il capolavoro!”.

I giovani si sposano sempre di meno
“Dai tempi delle nozze di Cana – ha proseguito - tante cose sono cambiate, ma quel ‘segno’ di Cristo contiene un messaggio sempre valido. Oggi sembra non facile parlare del matrimonio come di una festa che si rinnova nel tempo, nelle diverse stagioni dell’intera vita dei coniugi. E’ un fatto che le persone che si sposano sono sempre di meno; questo è un fatto: i giovani non vogliono sposarsi. In molti Paesi aumenta invece il numero delle separazioni, mentre diminuisce il numero dei figli. La difficoltà a restare assieme – sia come coppia, sia come famiglia – porta a rompere i legami con sempre maggiore frequenza e rapidità, e proprio i figli sono i primi a portarne le conseguenze. Ma pensiamo che le prime vittime, le vittime più importanti, le vittime che soffrono di più in una separazione sono i figli. Se sperimenti fin da piccolo che il matrimonio è un legame “a tempo determinato”, inconsciamente per te sarà così. In effetti, molti giovani sono portati a rinunciare al progetto stesso di un legame irrevocabile e di una famiglia duratura. Credo che dobbiamo riflettere con grande serietà sul perché tanti giovani “non se la sentono” di sposarsi. C’è questa cultura del provvisorio … tutto è provvisorio, sembra che non c’è qualcosa di definitivo”.

Convivenza a responsabilità limitata
“Questa dei giovani che non vogliono sposarsi – ha osservato - è una delle preoccupazioni che emergono al giorno d’oggi: perché i giovani non si sposano?; perché spesso preferiscono una convivenza, e tante volte “a responsabilità limitata”?; perché molti – anche fra i battezzati – hanno poca fiducia nel matrimonio e nella famiglia? E’ importante cercare di capire, se vogliamo che i giovani possano trovare la strada giusta da percorrere. Perché non hanno fiducia nella famiglia?

Difendere le donne
"Le difficoltà – ha sottolineato - non sono solo di carattere economico, sebbene queste siano davvero serie. Molti ritengono che il cambiamento avvenuto in questi ultimi decenni sia stato messo in moto dall’emancipazione della donna. Ma nemmeno questo argomento è valido. Ma questa è anche un’ingiuria! – ha esclamato a braccio - No, non è vero! E’ una forma di maschilismo, che sempre vuole dominare la donna. Facciamo la brutta figura che ha fatto Adamo, quando Dio gli ha detto: ‘Ma perché hai mangiato il frutto?’, e lui: ‘Lei me l’ha data’. E la colpa è della donna. Povera donna! Dobbiamo difendere le donne, eh!”.

La paura di fallire
“In realtà – ha aggiunto - quasi tutti gli uomini e le donne vorrebbero una sicurezza affettiva stabile, un matrimonio solido e una famiglia felice. La famiglia è in cima a tutti gli indici di gradimento fra i giovani; ma, per paura di sbagliare, molti non vogliono neppure pensarci; pur essendo cristiani, non pensano al matrimonio sacramentale, segno unico e irripetibile dell’alleanza, che diventa testimonianza della fede. Forse proprio questa paura di fallire è il più grande ostacolo ad accogliere la parola di Cristo, che promette la sua grazia all’unione coniugale e alla famiglia”.
Testimoniare la bellezza del sacramento del matrimonio
“La testimonianza più persuasiva della benedizione del matrimonio cristiano – ha detto - è la vita buona degli sposi cristiani e della famiglia. Non c’è modo migliore per dire la bellezza del sacramento! Il matrimonio consacrato da Dio custodisce quel legame tra l’uomo e la donna che Dio ha benedetto fin dalla creazione del mondo; ed è fonte di pace e di bene per l’intera vita coniugale e familiare. Per esempio, nei primi tempi del Cristianesimo, questa grande dignità del legame tra l’uomo e la donna sconfisse un abuso ritenuto allora del tutto normale, ossia il diritto dei mariti di ripudiare le mogli, anche con i motivi più pretestuosi e umilianti. Il Vangelo della famiglia, il Vangelo che annuncia proprio questo sacramento ha sconfitto questa cultura di ripudio abituale. Il seme cristiano della radicale uguaglianza tra i coniugi deve oggi portare nuovi frutti. La testimonianza della dignità sociale del matrimonio diventerà persuasiva proprio per questa via, la via della testimonianza che attrae, la via della reciprocità fra loro, della complementarietà fra loro”.

Uno scandalo la disparità uomo-donna sul lavoro
“Per questo, come cristiani, dobbiamo diventare più esigenti a tale riguardo. Per esempio: sostenere con decisione il diritto all’uguale retribuzione per uguale lavoro; perché si dà per scontato che le donne devono guadagnare meno degli uomini? No! lo stesso diritto. La disparità è un puro scandalo! Nello stesso tempo, riconoscere come ricchezza sempre valida la maternità delle donne e la paternità degli uomini, a beneficio soprattutto dei bambini. Ugualmente, la virtù dell’ospitalità delle famiglie cristiane riveste oggi un’importanza cruciale, specialmente nelle situazioni di povertà, di degrado, di violenza familiare”.

I cristiani non si sposano solo per se stessi
Così il Papa ha concluso la catechesi in italiano: “Cari fratelli e sorelle, non abbiamo paura di invitare Gesù alla festa di nozze! E non abbiamo paura di invitare Gesù a casa nostra, perché sia con noi e custodisca la famiglia. E anche la sua Madre Maria! I cristiani, quando si sposano “nel Signore”, vengono trasformati in un segno efficace dell’amore di Dio. I cristiani non si sposano solo per sé stessi: si sposano nel Signore in favore di tutta la comunità, dell’intera società. Di questa bella vocazione del matrimonio cristiano, parlerò anche nella prossima catechesi”.

Il Rosario nelle famiglie
Ai pellegrini di lingua portoghese, ha detto:
“Pregate anche voi per me! Le vostre famiglie si radunino quotidianamente per la recita del rosario sotto lo sguardo della Vergine Madre, affinché in esse non si esaurisca mai il “vino buono” di Gesù”.

Solo l'amore vero non si dissolve
Quindi si è rivolto ai fedeli di lingua araba:
“Il Sacramento del Matrimonio cristiano è il dono col quale Dio benedice la coppia e la custodisce. Preghiamo affinché tutti trovino nel Matrimonio la via migliore per vivere l’amore duraturo, fecondo e in grado di superare tutte le paure e tutte le difficoltà. Solo l’amore vero non si dissolve di fronte alle prove e non crolla davanti alle tentazioni! Il Signore vi benedica tutti e vi protegga dal maligno!”.

Fidanzati abbiano il coraggio di creare un'unione indissolubile
E così si è rivolto ai pellegrini polacchi:
“Carissimi, oggi ringraziamo Dio per la testimonianza di tanti sposi, che in tutto il mondo, fidandosi della grazia del Signore e della forza del proprio amore, rimangono nella sacramentale unione matrimoniale. Sosteniamo i fidanzati con la preghiera, con il consiglio e con l’aiuto, affinché abbiano il coraggio di mettersi a rischio e creare un’unione indissolubile e, con la benedizione di Dio, costruire felici famiglie”.

Santa Caterina da Siena indichi i valori che contano nella vita familiare
Infine, Papa Francesco ha salutato i pellegrini di lingua italiana:
“Saluto i sacerdoti di Milano, i seminaristi di Messina e Catania, e gli allievi della Scuola Vaticana di Biblioteconomia. Saluto i gruppi parrocchiali, gli studenti e le Associazioni, in particolare Anita e il Centro Italiano Femminile della Sardegna. La visita alle Tombe degli Apostoli favorisca in tutti una rinnovata adesione al Vangelo, una sincera solidarietà verso i fratelli e una riscoperta della letizia cristiana. Rivolgo un pensiero speciale ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Oggi celebriamo la festa di Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia e d’Europa. E salutiamo con un applauso la nostra Patrona! La sua esistenza faccia comprendere a voi, cari giovani, il significato della vita vissuta per Dio; la sua fede incrollabile aiuti voi, cari ammalati, a confidare nel Signore nei momenti di sconforto; e la sua forza con i potenti indichi a voi, cari sposi novelli, i valori che veramente contano nella vita familiare”.

Fonte: Radio Vaticana

A Medjugorje abbandona la sedia a rotelle, il suo osso si "salda"

“Il mio compito è raccontare quanto è accaduto, essere apostolo e portare la luce”


Andrea_01Andrea De Luca, ventunenne di Castellammare di Stabia, ha raccontato di quando, all’età di tredici anni, fu colpito dal morbo di Perthes, malattia rara che porta allo sfaldamento della testa del femore e dell’anca, causando dolori insopportabili, la paralisi e il ‘crollo’ della spina dorsale.
«Ero affetto da tre anni da questa malattia ed ero stanco per i dolori che dovevo sopportare – ha proseguito Andrea – Poi, a Medjugorje, ho potuto abbandonare la sedia a rotelle».
I medici che lo avevano in cura, il prof. Anastasio Tricarico, docente di Ortopedia e traumatologia della II Università di Napoli e il dottor Pasquale Guida, ortopedico del Santobono di Napoli, presenti al lancio del libro di Brosio, hanno attestato di persona lo «spappolamento dell’osso» ma anche la sua inspiegabile «saldatura», al ritorno dell’ammalato da Medjugorje.
Un racconto impressionante, con la proiezione delle radiografie del «prima e dopo» l’evento prodigioso, con la ricomposizione dei pezzi d’ossa che prima si presentavano spezzati e mancanti.
Gianni Improta, ex calciatore del Napoli ed ex allenatore della Juve Stabia, ha donato ad Andrea una maglia gialloblù, la squadra in cui il giovane militava prima che la malattia lo paralizzasse.

Andrea_02DALLE GIOVANILI ALLA MALATTIA FINO AL VIAGGIO A MEDJUGORJE E ALL’IMPROVVISA GUARIGIONE
Come si svolge la vita quotidiana di una persona che ha ricevuto un miracolo? Quella di tutti i giorni, dal rapporto con gli amici alle difficoltà di ordine pratico. «Sai che Lui è accanto a te e puoi fare affidamento in tutto, dalle cose più semplici a quelle più complesse. Il mio compito è raccontare quanto è accaduto, essere apostolo e portare la luce come ho sentito una voce dirmi sul pullman di ritorno a Castellammare».
E così il giorno più brutto della vita di Andrea De Luca, l’1 novembre del 2006, diventa «il più bello, quello che mi ha cambiato l’esistenza».
Sognava di essere un calciatore professionista con la Juve Stabia. Al Romeo Menti allenamento dei giovanissimi regionali prima delle convocazioni. Sotto la curva sud San Marco, Andrea, allora tredicenne, si blocca. «Mi passarono anche il pallone – racconta – ma non riuscii a stopparlo, mi superò. Ero come una statua. Un dolore lancinante che partiva dalla coscia e prendeva la schiena».
Era il morbo di Perthes, una malattia degenerativa della testa del femore che colpisce in età infantile. Arriva ad essere invalidante il che significa stampelle prima, sedia a rotelle poi… comincia il giro d’Italia degli ospedali.
L’essere in età di sviluppo complica le cose. Il dramma della paralisi si manifesta progressivamente nel 2008. Medjugorje è un viaggio fatto più per tacitare parenti e amici che per convinzione. Ed invece Medjugorje diventerà la vita che cambia.
wpid-slavko05.jpgLa collina del Podbrdo è un calvario. In salita si spezza una stampella, in discesa si rompe l’altra. «Non capimmo che era un primo segnale».
Domenica 20 settembre 2009 non è un giorno qualsiasi. Un vialetto buio accanto all’albergo porta ad un giardinetto con una statua della Madonna. «Ero solo. D’improvviso il volto della statua si illumina come se un faro potente proiettasse un fascio di luce bianco, intenso, molto forte. Sono rimasto senza parole. Mi sono girato e c’erano Emanuela, una amica conosciuta durante il viaggio, papà, mamma. Ho chiesto conforto, hanno visto anche loro».
Quel fascio di luce fa il miracolo, perfora, tocca il femore, colpisce il cuore.
La vita è cambiata.
La scienza ne prende atto.
I miglioramenti sono costanti.
Il 22 Andrea torna a Castellammare, il 25 corre sul lungomare, qualche mese dopo una partita a calcetto.
«Non ho più niente, solo la certezza che Lui è accanto a me».
Sabato Andrea sarà al Menti, premiato da Gianni Improta, dg della Juve Stabia che ieri gli ha regalato la maglia con il suo nome.
«Le gambe mi tremano per il regalo e per l’idea di tornare allo stadio».
La storia di Andrea è una delle tante presenti in “Raggi di luce”, il libro nato da un’inchiesta giornalistica di Paolo Brosio, presentato ieri a palazzo Alabardieri, nel quale si raccontano, attraverso prove documentali, le storie di miracoli, guarigioni, santi e luoghi dedicati a Maria. Vicende diventate testimonianze di fede quotidiane.
Fonte:https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/tag/guarigione/

martedì 28 aprile 2015

Ho sentito una bellissima voce :“Non avere paura!”


Ho sentito una bellissima voce di una donna giovane che mi diceva: “Non avere paura!”




Antonietta Raco racconta la sua guarigione dalla Sclerosi Laterale Primaria, una variante della SLA, dopo un pellegrinaggio a Lourdes. I medici non avevano mai visto nulla di simile.
Antonietta_01
Credo che la mia fede mi abbia aiutata molto.
Non ho mai rinunciato alla santa Messa e alla catechesi di don Enzo, queste erano le mie uscite.
Davanti alla grotta ho ringraziato la Madonna per questo viaggio e ho detto se mi poteva dare la pace, la serenità, la forza per affrontare tutto quello che mi stava accadendo (…) e in particolare avevo chiesto la guarigione di una bimba del nostro paese gravemente ammalata.
Antonietta_02[Nelle piscine] abbiamo detto una preghiera e proprio in quel momento mi sento un abbraccio. Lì per lì ho pensavo che era una volontaria, ma le                            mani le aveva alle mie gambe, le altre erano qua, e in quella frazione di momento ho sentito una bellissima voce, una bellissima voce di una donna giovane che mi diceva: “Non avere paura!” … nel frattempo, dentro alla vasca, dolori atroci alle gambe…
A casa ho risentito quella voce: “Ma diglielo diglielo, chiamalo, chiamalo!”… Ho camminato, mi son fermata, ho fatto due giravolte, mio marito ha cercato di venirmi incontro… Camminavo in giro per casa senza stampelle, sentivo il pavimento sotto ai piedi… L’ ho capito veramente quello che era successo.
I medici non avevano mai visto nulla di simile.
Fonte:https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/tag/guarigione/

Il piccolo Dario con un raro tumore al cuore, guarisce a Medjugorje.

“Non sono qui per commiserarti ma per chiederti se sei disposto a disperarti o se sei disposto a pregare”


Il piccolo Dario di Palermo, affetto da un raro tumore al cuore, guarisce a Medjugorje.
Il racconto commosso del padre e della madre.
Ci restava solamente pregare perché non saremmo stati in grado di aiutarlo in nessun altro modo…
…Un mio carissimo amico mi regalò una coroncina. – Ma cosa ne fate di queste palline? E’ un modo per passare il tempo della preghiera? – Gli dissi – Alessandro non è uno scherzo, – mi rispose – è il Rosario. Custodiscila, capiscine il senso e metti in pratica – mi disse indicandomi la corona del Rosario.
Pochi giorni dopo, arriva la terribile notizia della malattia di Dario.
Non sono qui per commiserarti ma per chiederti se sei disposto a disperarti o se sei disposto a pregare. – Mi disse. A questo punto Enzo ci parla di Medjugorje…
[Vicka] pregò con noi, prego per noi e pregò su Dario, lo strinse a sé, ricordo lo strinse al suo petto e fece una preghiera molto intensa. Abbiamo intuito in quel momento che Maria si stava prendendo cura di noi e si sarebbe presa cura di Dario.
Ho consegnato Dario a Maria e le ho detto – Adesso è affar tuo. Io non posso fare niente, te lo consegno.
Tornano a Palermo
…Lui ha sempre condotto una vita normale di bambino, abbiamo preferito non dirlo del tumore.
Si rivolgono all’ospedale Bambino Gesù di Roma, e suggeriscono di portare Dario negli Stati Uniti.
Chiesi a Maria, non tanto di tornare in tre ma di metterci nel cuore quello che non eravamo in grado di portare avanti. Nessuno sa come reagirà alla morte del figlio…
20 Giugno 2006. Io e mia moglie ci riunimmo in preghiera e affrontammo questa montagna, questo Everest.
Si parlava di un intervento di 12 ore. Dopo quattr’ore ci chiamarono e il cardiochirurgo ci disse – Noi non sappiamo come mai ma devo dirle che sono molto, molto contento perché noi non abbiamo trovato il tumore.
Il 25 Giugno – anniversario delle apparizioni a Medjugorje – Dario viene dimesso dalla clinica, sano come un pesce.PER VEDERE IL VIDEO CLICCATE SU QUESTA SRITTA: https://www.youtube.com/watch?v=x3xkd-A8ea0

 
Fonte: https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/tag/guarigione/page/3/

La cantante Paola Turci: «Lourdes mi ha cambiato la vita»




Paola01Paola Turci racconta la sua conversione
È la ragazza con la chitarra. Da sempre questo nomignolo la identifica e anche se il tempo passa e si diventa grandi, magari senza volerlo, Paola Turci è davvero una ragazza. Lontani i riflettori, solo una puntatina all’ultima edizione di Sanremo, ma solo per sostenere, nella serata dei duetti, insieme a Marina Rei, l’amico Max Gazzè. Una scelta precisa della cantautrice, che oggi preferisce al circo televisivo il suo sito internet e i concerti dal vivo per incontrare i fans.
«Mi pesa confrontarmi con i media. So cosa mi aspetta, come si muove il mondo del gossip, come nascono le notizie. Ho diradato moltissimo la mia presenza in televisione per disagio, perché dovevo essere diversa da me stessa per poter stare davanti alle telecamere. Oggi però sono felice».
Lo afferma quasi d’un fiato, prima di affrontare un concerto-racconto che lei, abituata a mille palchi diversi, anche i più improvvisati in giro per il mondo, non ha mai eseguito. Nella chiesa di San Bernardino il pubblico è pronto e numeroso, arrivato anche da altre città per sentire non solo la voce di Paola, ma anche per incontrare il suo cuore felice. Accoccolata dietro la chitarra, sconfigge piano piano il suo imbarazzo di cantare, per la prima volta, davanti all’altare. E si racconta con i suoi brani, che l’aiutano a ripercorrere la sua vita artistica e personale, tra lontananza e incontro con Dio. Più che le parole, è con la musica che riesce un po’ ad esprimere ciò che ancora fatica a spiegare.
«Non riesco a raccontare di Lourdes, a dire quello che ho vissuto – ammette tra un brano e l’altro -. Per ora è una cosa tutta mia. Però da allora è cambiato tutto».
Certo è che se lei stessa parla di aver vissuto una rivoluzione, chi legge le sue canzoni può intercettare una personalità da sempre alla ricerca, come hanno fatto i frati francescani del convento di San Bernardino che l’hanno invitata per il primo di un ciclo di incontri quaresimali. E lo testimonia anche il successo negli anni della canzone Bambini, con cui nel 1989 ha vinto il festival di Sanremo per la categoria emergenti, e che il prossimo 8 marzo le è stato chiesto di cantare alla presidenza della Repubblica.
– Cosa è successo a Paola, che anni fa cantava Ringrazio Dio con la voglia di rinnegarlo?
«Quella Paola non c’è più. Prima credevo che il Vangelo fosse una cosa creata dagli uomini, ero convinta che Dio non esistesse. Però allo stesso tempo invidiavo le persone che avevano fede per la loro gioia, la serenità. Ero così cieca, ignorante, avevo qualcosa sugli occhi che mi impediva di vedere anche la verità. Avevo dato le spalle alla fede, ma mi mancava anche la conoscenza, la cultura religiosa. A Lourdes sono andata senza convinzione, trascinata da un’amica. Poi qualcosa è successo: mi chiedevo se stavo diventando pazza, invece semplicemente grazie al dolore ho gettato via la zavorra che mi portavo addosso».
Lourdes– Quanto ha inciso in questo percorso l’aver subito nel 1993 un drammatico incidente?
«Non è stato determinante, ma qualcosa da allora è cambiato. Ho cominciato a vedere la vita con una maggiore profondità, forse addirittura con spiritualità, ma non c’è stata una conversione. Prima vivevo con un grande vuoto dentro, facevo solo finta di stare bene. Le cicatrici invece mi hanno costretta a riflettere sul senso dell’esserci, sui valori profondi.Vivere ogni giorno come un dono è diventato importante, però oggi so chi ringraziare per ogni istante e per le mille, piccole occasioni che ogni giornata porta con sé. A Lourdes ho capito che la fede ti guarisce, non tanto la malattia del corpo, ma quella interiore. E capisci che forse la fede ce l’hai sempre avuta, senza saperlo».
– Tornare nel mondo dello spettacolo con il volto segnato non è stato facile…
«Prima di essere accettata dagli altri ho capito che dovevo accettare me stessa. Avrei potuto smetterla con la musica, cambiare mestiere e soprattutto non farmi più vedere. Invece ho ricominciato da me, con tantissime cadute. Mi sono resa conto che valgono davvero altre cose, che dovevo imparare ad amarmi come sono. Pochi giorni dopo l’incidente, ho visto la mia foto sul giornale: mi sono vista per la prima volta, solo in quel momento ho realizzato che non ero così brutta come mi sentivo. Avevo perso definitivamente qualcosa che fino a quel momento non apprezzavo e che invece era un dono. Ma anche ricominciare è un regalo che ti permette di aprirti a nuove prospettive».
– Le tue canzoni trattano anche temi sociali. Amnesty Italia nel 2005 ha premiato Rwanda, dedicata al genocidio che ha insanguinato il Paese africano. Sei andata anche ad Haiti con la fondazione Francesca Rava per far conoscere la situazione dell’infanzia. Pensi che la musica abbia una responsabilità particolare per sensibilizzare l’opinione pubblica?
«La musica è responsabile perché è un mezzo preziosissimo innanzitutto per chi la fa. Se non avessi fatto questo mestiere, probabilmente avrei lavorato nel mondo del sociale, ma adesso mi rendo conto che è grazie alla musica che posso avvicinarmi alle realtà difficili. È con la chitarra che vado nelle carceri, è con le note che aiuto le persone a far emergere le loro emozioni. Anche incontrare i bambini accade grazie alla musica. Mi consente di stabilire un contatto umano, di far vibrare quello che sento e che gli altri mi restituiscono. Poi se aiuta a far conoscere una situazione all’opinione pubblica è il massimo».
– Ci sono altri artisti che in questi anni stanno vivendo un riavvicinamento alla fede. Pensi che ci sia un motivo particolare perché ciò sta accadendo?
«Non lo so. In realtà non mi sento a mio agio nel parlare di fede, di quello che ho vissuto, perché non sto promuovendo la mia conversione come si fa con un disco. Soprattutto, temo di allontanare da me la grandezza del dono raccontandolo. È ancora una cosa delicata e intima e forse vale anche per gli altri artisti. Non conta quanto e come ne parli per certificare il tuo percorso di fede. Contano gli occhi e le azioni delle persone, è lì che si vede la verità di un percorso».
– Adesso che sono passati dei mesi dal tuo viaggio a Lourdes, ci sono ancora persone, soprattutto del mondo musicale, che ti prendono per matta?
«Beh, capita, ma non importa. Ogni giorno prego per le persone che non hanno ancora incontrato la gioia di credere. Cercano un senso nelle cose, nello shopping, nelle avventure. Prego perché possano ricevere nella loro vita questo immenso regalo».
(Fonte: http://www.veronafedele.it)

Non dovete essere cristiani solo sulla carta

Testimonianza Ivanka


Pater, Ave, Gloria.
Regina della Pace, prega per noi.
All’inizio di quest’incontro volevo salutarvi con il saluto più bello: “Sia lodato Gesù Cristo”.
Sempre sia lodato!
Perché sono adesso davanti a voi? Chi sono io? Cosa posso dirvi?
Io sono una semplice persona mortale come ciascuno di voi.
In tutti questi anni continuamente mi chiedo: “Signore, perché hai scelto me? Perché mi hai dato questo grande, grande dono, ma allo stesso tempo grande responsabilità?” Qui sulla terra, ma anche un giorno quando arriverò davanti a Lui. Io ho accettato tutto questo. Questo grande dono e grande responsabilità. Prego solamente Dio di darmi la forza di continuare ad andare sulla strada che Lui vuole da me.
Io qui posso solo testimoniare che Dio è vivo; che Lui è in mezzo a noi; che non si è allontanato da noi. Siamo noi che ci siamo allontanati da Lui.
La Madonna è una Madre che ci ama. Lei non vuole lasciarci da soli. Ci fa vedere la via che ci porta a Suo Figlio. Questa è l’unica vera via su questa terra.
Posso dirvi anche che la mia preghiera è come la vostra preghiera. La mia vicinanza a Dio è la stessa vicinanza che voi avete a Lui.
Tutto dipende da me e da te: quanto ci affidiamo a Lei e quanto possiamo accettare i Suoi messaggi.
Vedere la Madonna con i propri occhi è una cosa bellissima. Invece vederla con gli occhi e non averLa nel cuore non conta nulla. Ciascuno di noi può sentirla nel proprio cuore se vuole e può aprire il proprio cuore.
Nel 1981 ero una ragazzina di 15 anni. Anche se provengo da una famiglia cristiana dove sempre abbiamo pregato fino a quel momento non sapevo che la Madonna potesse apparire e che fosse apparsa da qualche parte. Ancora di meno potevo immaginare che io L’avrei potuta vedere un giorno.
Nel 1981 la mia famiglia viveva a Mostar e quella di Mirjana a Sarajevo.
Finita la scuola, durante le vacanze, venivamo qui.
Da noi c’è l’abitudine di non lavorare la domenica e nei giorni festivi e se si può si và a Messa.
Quel giorno, 24 giugno, san Giovanni Battista, dopo la Messa noi ragazze ci siamo messe d’accordo di trovarci al pomeriggio a fare quattro passi. Quel pomeriggio io e Mirjana ci siamo trovate per prime. Aspettando che arrivassero le altre ragazze chiacchieravamo come fanno le ragazze a 15 anni. Ci siamo stancate di aspettarle e ci siamo incamminate verso le case.
Nemmeno oggi so perché durante il dialogo mi sono girata verso la collina, non so cosa mi ha attirata. Quando mi sono girata ho visto la Madre di Dio. Non so nemmeno da dove sono venute quelle parole quando ho detto a Mirjana: “Guarda: lassù c’è la Madonna!” Lei, senza guardare, mi ha detto: “Cosa stai dicendo? Cosa è successo con te?” Io sono stata zitta e abbiamo continuato a camminare. Siamo arrivati alla prima casa dove abbiamo incontrato Milka, sorella di Marija, che andava a riportare le pecore. Non so cosa ha visto sul mio volto e mi ha chiesto: “Ivanka, cosa è successo con te? Hai un aspetto strano”. Tornando in dietro le ho raccontato quello che ho visto. Quando siamo giunti al luogo in cui avevo avuto la visione anche loro hanno girato la testa e hanno visto quello che avevo visto io prima.
Posso solo dirvi che tutte le emozioni che avevo dentro di me si sono scombussolate. Così c’erano preghiera, canto, lacrime…
Nel frattempo è giunta anche Vicka e ha visto che stava succedendo qualcosa con tutti noi. Le abbiamo detto: “Corri, corri, perché noi qui vediamo la Madonna. Invece lei ha tolto i sandali ed è scappata verso casa. Lungo la strada ha incontrato due ragazzi che si chiamano Ivan e ha raccontato loro quello che noi abbiamo visto. Così in tre sono tornati da noi e hanno visto anche loro quello che vedevamo noi.
La Madonna era distante da noi 400 - 600 metri e col segno della mano ci indicava di avvicinarci.
Come ho detto si mescolavano dentro di me tutte le emozioni, ma quella che prevaleva era la paura. Anche se eravamo un bel gruppetto non osavamo andare verso di Lei.
Adesso non so quanto tempo ci siamo fermati lì.
Mi ricordo solo che alcuni di noi sono andati direttamente a casa, mentre altri sono andati a casa di un certo Giovanni che festeggiava l’onomastico. Pieni di lacrime e di paura siamo entrati in quella casa e abbiamo detto: “Noi abbiamo visto la Madonna”. Mi ricordo che sul tavolo c’erano delle mele e ce le tiravano addosso. Ci hanno detto: “Correte subito a casa vostra. Non raccontate queste cose. Con queste cose non si può giocare. Non ripetete a nessuno quello che ci avete detto!”
Quando siamo tornati a casa ho raccontato alla nonna, al fratello e alla sorella quello che avevo visto. Qualsiasi cosa io dicessi mio fratello e mia sorella mi deridevano. La nonna mi ha detto: “Figlia mia, questo è impossibile. Probabilmente hai visto qualcuno che stava pascolando le pecore”.
Nella mia vita non c’è mai stata una notte più lunga di quella. Continuamente mi chiedevo: “Cosa è successo a me? Veramente ho visto quello che ho visto? Sono fuori di testa. Cosa è successo con me?”
A qualsiasi adulto noi dicevamo cosa avevamo visto ci rispondeva che era impossibile.
Già quella sera e il giorno dopo si era diffuso quello che avevamo visto.
Quel pomeriggio abbiamo detto: “dai, torniamo allo stesso posto e vediamo se possiamo vedere nuovamente quello che abbiamo visto ieri”. Mi ricordo che la nonna mi ha tenuto per la mano e mi ha detto: “Tu non andare. Rimani qui con me!”
Quando abbiamo visto per tre volte una luce noi siamo corsi su così veloce che nessuno poteva raggiungerci. Ma quando siamo arrivati vicino a Lei…
Cari amici, non so come trasmettervi questo amore, questa bellezza, questi sentimenti divini che provavo.
Posso solo dirvi che fino al giorno d’oggi i miei occhi non hanno mai visto una cosa più bella. Una giovane ragazza di 19 - 21 anni, con un vestito grigio, velo bianco e la corona di stelle sulla testa. Ha degli occhi azzurri bellissimi e teneri. Ha i capelli neri e vola su una nuvola.
Quel sentimento interiore, quella bellezza, quella tenerezza e quell’Amore di una Madre non si possono descrivere con le parole. Bisogna provarlo e viverlo.
In quel momento sapevo: “Questa è la Madre di Dio”.
Due mesi prima di quell’evento era morta mia madre. Io ho chiesto: “Madonna mia, dov’è mia madre?” Lei sorridendo mi ha detto che è con lei. Poi ha guardato ciascuno di noi sei e ci ha detto di non avere paura, perché Lei sarà sempre con noi.
In tutti questi anni, se Lei non fosse stata con noi, noi persone semplici e umane non avremmo potuto sopportare tutto.
Lei si è presentata qui come Regina della Pace. Il Suo primo messaggio era: “Pace. Pace. Pace”. Alla pace possiamo arrivare solo con la preghiera, con il digiuno, con la penitenza e con la santissima Eucarestia.
Dal primo giorno fino ad oggi questi sono i messaggi più importanti qui a Medjugorje. Chi vive questi messaggi trova le domande e anche le risposte.
Dal 1981 al 1985 io la vedevo ogni giorno. Durante quegli anni Lei mi ha raccontato la Sua vita, il futuro del mondo, il futuro della Chiesa. Ho scritto tutto questo. Quando Lei mi dirà a chi consegnare questo scritto io lo farò.
Il 7 maggio 1985 ho avuto l’ultima apparizione quotidiana. La Madonna mi ha detto che non L’avrei vista più ogni giorno. Dal 1985 fino ad oggi io La vedo una volta l’anno il 25 giugno.
In quell’ultimo incontro quotidiano Dio e la Madonna mi hanno dato un grandissimo, grandissimo dono per me. Un grandissimo dono per me, ma anche per tutto il mondo. Se voi qui vi chiedete se esiste la vita dopo questa vita io sono qui come testimone davanti a voi. Posso dirvi che qui sulla terra stiamo facendo solamente una cortissima strada verso l’eternità. Io in quell’incontro ho visto mia madre come adesso vedo ciascuno di voi. Lei mi ha abbracciata e mi ha detto: “Figlia mia, sono fiera di te”.
Ecco, il cielo si apre e ci dice: “Cari figli, ritornate sulla via della pace, di conversione, digiuno e penitenza”. Ci è stata insegnata la strada e noi siamo liberi di scegliere la strada che vogliamo.
Ognuno di noi sei veggenti ha la propria missione. Alcuni pregano per i sacerdoti, altri per i malati, altri per i giovani, alcuni pregano per coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio e la mia missione è quella di pregare per le famiglie.
La Madonna ci invita a rispettare il sacramento del matrimonio, perché le nostre famiglie devono essere sante. Ci invita a rinnovare la preghiera familiare, ad andare alla santa Messa la domenica, a confessarci mensilmente e la cosa più importante è che al centro della nostra famiglia ci sia la Bibbia.
Perciò, caro amico, se vuoi cambiare la tua vita, il primo gradino sarebbe di arrivare alla pace. Pace con se stessi. Questa non la puoi trovare da nessuna parte se non nel confessionale, perché tu ti riconcili con te stesso. Poi vai al centro della vita cristiana, dove Gesù è vivo. Apri il tuo cuore e Lui guarirà tutte le tue ferite e tu porterai più facilmente tutte le difficoltà che hai nella tua vita.
Risvegliate la vostra famiglia con la preghiera. Non permettetele di accogliere ciò che il mondo le propone. Perché noi oggi abbiamo bisogno di famiglie sante. Perché se il maligno distrugge la famiglia distruggerà tutto il mondo. Da una buona famiglia proviene tanto bene: bravi politici, bravi medici, bravi sacerdoti.
Non potete dire che non avete tempo per la preghiera, perché Dio ci ha dato il tempo e noi siamo quelli che lo dedicano alle varie cose.
Quando accade una catastrofe, una malattia o qualcosa di grave, lasciamo tutto per dare una mano a chi ha bisogno. Dio e la Madonna ci danno le medicine più forti contro ogni malattia di questo mondo. Questa è la preghiera con il cuore.
Già nei primi giorni Lei ci ha invitati a pregare il Credo e 7 Pater, Ave, Gloria. Poi ci ha invitati a pregare un rosario al giorno. In tutti questi anni ci invita a digiunare due volte alla settimana a pane e acqua e a pregare il santo rosario ogni giorno. La Madonna ci ha detto che con la preghiera e il digiuno possiamo fermare anche le guerre e le catastrofi.
Vi invito a non permettere che la domenica stiate sdraiati a riposare. Il vero riposo si ha nella santa Messa. Solo lì si può avere il vero riposo. Perché se noi permettiamo allo Spirito Santo di entrare nel nostro cuore sarà molto più facile portare tutti i problemi e le difficoltà che abbiamo nella nostra vita.
Non dovete essere cristiani solo sulla carta. Le chiese non sono solo le costruzioni: noi siamo la Chiesa viva. Siamo diversi dagli altri. Siamo pieni d’amore verso il nostro fratello. Siamo felici e siamo segno per i nostri fratelli e sorelle, perché Gesù vuole che siamo gli apostoli in questo momento sulla terra. Lui vuole anche ringraziarvi, perché avete voluto sentire il messaggio della Madonna. Vi ringrazia ancora di più se volete portare questo messaggio nei vostri cuori. Portarli nelle vostre famiglie, nelle vostre chiese, nei vostri stati. Non solo parlare con la lingua, ma testimoniare con la propria vita.
Ancora una volta voglio ringraziarvi sottolineando di ascoltare quello che ha detto la Madonna nei primi giorni a noi veggenti: “Non abbiate paura di nulla, perché Io sono con voi ogni giorno”. E’ la stessa identica cosa che dice a ciascuno di noi.
Io prego ogni giorno per tutte le famiglie di questo mondo, ma nello stesso momento chiedo a tutti voi di pregare per le nostre famiglie, così che possiamo unirci per essere una cosa sola in preghiera.
Adesso con la preghiera ringraziamo Dio per questo incontro.

Fonte: IdM (Andrea Bianco)

lunedì 27 aprile 2015

Primo campeggio per ragazzi a Medjugorje


Dal 24 al 26 aprile si è svolto a Medjugorje un campeggio per ragazzi, organizzato dalla comunità di preghiera “Totus Tuus”, che opera presso la parrocchia francescana dei Santi Pietro e Paolo di Mostar. Damir Musa, membro della
comunità, ci ha detto che lo scorso anno sono stati organizzati due campi per ragazze e che l’iniziativa ha riscosso molto successo: “Hanno cominciato quindi a domandarci quando ci sarebbe stato un campeggio per ragazzi. Abbiamo visto che la cosa suscitava interesse e così abbiamo organizzato il primo campeggio per ragazzi qui, in Bosnia Erzegovina. Abbiamo deciso di farlo a Medjugorje. La nostra comunità opera in Germania, in Croazia e qui a Mostar ed organizza campeggi già da molti anni. Con essi
desideriamo far conoscere ai ragazzi che vanno dai nove ai quattordici anni i valori che sono davvero importanti nella vita (come la morale, le necessità spirituali dell’uomo, l’amicizia, la pace, la sincerità, la bontà, l’accoglienza, lo stare insieme, la preghiera ecc…)”. La nascita della comunità “Totus Tuus” è legata a Medjugorje
.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/

“Trovi tutto in un posto dove non c’è nulla”


Med03                                                

Un ex bancario oggi sessantanovenne, in perfetta salute da quattro anni dopo aver iniziato a pregare e dopo un viaggio a Medjugorje, racconta al quotidiano “La Nazione” la sua malattia invalidante e progressiva e la guarigione straordinaria avvenuta nel paesino bosniaco.
«SONO NATO a San Marcello Pistoiese – racconta – ma da 40 anni vivo a Livorno nel quartiere Fabbricotti, ero un bancario. Oggi faccio il consulente tributario. Una decina di annifa a Pisa mi hanno diagnosticato la Sindrome di Ménière, diagnosi che hanno poi confermato a Livorno. E’ una malattia terribile sembra di precipitare da una scala a chiocciola. Le mie crisi erano frequenti, poi frequentissime. I medici mi avevano spiegato che con il tempo la situazione sarebbe peggiorata fino a diventare invalido e stavo facendo domanda per l’invalidità quando ho deciso di andare da Luca Mastrosimone un otorino molto bravo. Oggi penso che quell’incontro sia stato il primo segno di cosa stava per accadere».
Perché?
«Perché tramite lui ho conosciuto padre Nike, da tempo non entravo in chiesa, ma quando sono entrato alla Rosa ho sentito che avevo voglia di tornarci. E con mia moglie siamo venuti a senitire la testimonianza su Medjugorie della veggente Jelena. Ecco in quel momento ho sentito che nel mio cuore, nella mia anima stava accadendo qualcosa e ho sentito il desiderio di pregare. Da quel giorno la mia vita è cambiata. Ho cominciato a stare meglio. E ho deciso di andare a Medjugorie con mia moglie ma qualcosa era già successo. Una delle mie figlie non poteva avere figli. Oggi ne ha due un maschio ed una femmina. Quando sono andato sulla collina a Medjgorie l’esperienza si è fatta fortissima. Trovi tutto in un posto dove non c’era nulla».
Ora come sta?
Medjugorje«A distanza di quattro anni non ho mai più avuto una crisi. Sa la mia malattia non è un tumore che si vede con un esame. La realtà è questa non più avuto una crisi. Il medico non ha potuto fare altro che prenderne atto. Frequento la parrocchia di Santa Rosa e prego».
Questa esperienza come le ha cambiato la vita?
«Molto. Mi chiedo perché è successo a me: la risposta non ce l’ho».
Graziano – nome di fantasia in quanto vuole mantenere l’anonimato – non lo dice, ma oggi da consulente tributario davanti a clienti in difficoltà lavora gratuitamente.
(Fonte: http://www.lanazione.it/livorno/guarito-medjugorje-padre-nike-1.620603 articolo di Maria Nudi)

La moglie del chitarrista dei POOH guarisce grazie alla fede

“Non so cosa mi sia successo però che da quel momento ho iniziato ad avere una gioia intensa”




Paola_Toeschi_01Paola Toeschi, attrice e moglie di Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh, racconta la sua malattia e l’esperienza di Medjugorje.

Dal buco nero della malattia alla speranza della guarigione ritrovata anche grazie alla fede e a una visita a Medjugorje. È la storia di Paola Toeschi Battaglia, 45 anni, borgomanerese, attrice e moglie di Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh. Ha
raccontato la sua «quasi conversione» in un libro appena uscito per le edizioni Piemme, «Più forte del male».
Anni di attività e successi nel mondo del cinema e della pubblicità, il matrimonio con Dodi, la nascita di Sofia e, all’improvviso, la malattia. «Era ottobre 2010. Fino alla sera prima stavo bene, il mattino dopo la crisi e la diagnosi: tumore al cervello. Il mondo ti cade addosso».
Paola subisce interventi chirurgici e affronta cicli di terapie: «Pensavo a mia figlia, che era piccolina e sarebbe rimasta sola, e mi chiedevo perché fosse capitato a me. Non ero una credente, o meglio avevo una fede superficiale. Poi un giorno, dopo l’intervento, leggo il libro di uno psichiatra francese, David Servan-Schreiber, che consigliava la preghiera come strumento terapeutico: scandisce il tuo respiro, ti aiuta a tranquillizzarti.
Paola_Toeschi_02E’ quello che ho fatto, in modo molto banale, mi aiutava a stare meglio. Poi chiedevo l’aiuto dei santi, anzi, siccome pensavo che i santi importanti fossero troppo impegnati, pregavo don Domenico Masi, fondatore della scuola materna frequentata da mia figlia».
E’ Dodi, il marito, a presentarle un amico che era stato a Medjugorje e stava organizzando un pellegrinaggio: «Ci sono andata la prima volta nel giugno del 2013, non so cosa mi sia successo. So però che da quel momento ho iniziato ad avere una gioia intensa, quel luogo mi ha trasmesso un’energia enorme. Ho iniziato a pregare, a ringraziare la Madonna per il regalo che mi aveva dato. Ho ringraziato per la malattia, perché se non ci fosse stata non avrei potuto avere questa esperienza».
Non è guarita completamente dal punto di vista fisico; deve continuare a tenere sotto controllo i residui tumorali, «ma sono totalmente guarita sotto il profilo spirituale, è cambiata la mia mentalità, ormai non ho più nessun timore». A Medjugorje Paola torna due volte l’anno, venerdì ha presentato il libro a «La vita in diretta» e conta di farlo presto anche a Borgomanero: «Lì vive mia mamma e a Pasqua andiamo tutti a trovarla per stare in famiglia, spero di potere raccontare anche ai miei concittadini questa mia avventura meravigliosa».
Fonte:https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/tag/guarigione/

domenica 26 aprile 2015

Maria, mi ha liberato dall'alcolismo e altre dipendenze

Cari fratelli e sorelle mi chiamo Filippo, ho 41 anni sono originario di Pesaro, vivo ad Ala da 7 anni
e mezzo.
Porto la mia testimonianza al solo scopo di glorificare l'opera di Dio misericordioso nella mia vita,
pregandovi di non cadere in giudizio.
Dall'età di 9 anni la domenica servivo la messa nella parrocchia del mio quartiere, mi piaceva cosi
tanto che anche di sabato mi offrivo volontario alla chiesa della Madonna delle Grazie dove, oltre ai
due presbiteri, ero l'unico chierichetto.
Mi sentivo diverso dai miei coetanei che avevano altri interessi.
I miei genitori mi dicevano di andare a giocare più spesso con i miei compagni ma io non vedevo
l'ora che venisse il fine settimana per aiutare i sacerdoti a celebrare la Santa Messa, sentivo una gran
gioia nel farlo e in segreto desideravo diventare anche io un prete.
Il mio sogno fu infranto una domenica, quando il parrocco, infastidito dai nostri sghignazzi
adoloscenziali, mi ha dato uno schiaffo mentre ero inginocchiato davanti all'altare, la chiesa era
piena, la vergogna che ho provato è stata immensa.
Non ho più messo piede in chiesa per diciotto anni.
A quindici anni mi sono innamorato e fidanzato in casa ma dopo tre anni l'amore è finito e un altro
grande sogno si è infranto.
Non credevo più in niente, avevo problemi familiari e vedevo e sentivo tutte le ingiustizie della
società così, ingannato dal nemico, credevo che Dio non esistesse e che la vita finisse nel sepolcro.
Ho cominciato a frequentare una compagnia numerosa, conosciuta in tutta la città e non solo, per
essere la frangia violenta di un gruppo ultrà.
Inizialmente mi sentivo molto diverso da loro e quello che facevano mi spaventava ma ben presto,
mosso dalla rabbia e dall'effetto dell'alcol e di sostanze stupefacenti, sono diventato come loro e
anche peggio divenendo poi conosciuto da tutti come capo-ultrà, ovvero col megafono, guidavo la
curva nei cori dentro lo stadio e fuori, nelle malefatte, ero sempre parte attiva.
Questa vita ribelle senza regole fatta di perdizione, godimento, falso benessere ed esaltazione
personale, inizialmente mi faceva sentire forte.
Cercavo felicità, divertimento, amicizia e libertà ma invece ho trovato schiavitù, dipendenza da
alcool e droghe, malessere fisico e mentale guai giudiziari e quando toccavo il fondo, gli amici
scomparivano e gli unici ad aiutarmi erano i miei famigliari.
In questi dodici anni di vita di strada, Satana ha cercato di uccidermi per tre volte ma la Divina
Provvidenza mi ha salvato.
A trentanni ero pieno di guai di ogni genere, non trovavo pace in nessun modo e così ho chiesto
aiuto a Dio che mi ha soccorso chiamandomi a seguire il cammino Neocatacumenale al quale mi
sono aggrappato con tutto me stesso, non mancando mai a nessun incontro.
Mi ero liberato dai vizi peggiori, mi ero rimesso in forma fisica facendo nuoto, avevo trovato un
lavoro fisso e avevo abbandonato il mondo degli ultrà per vivere la vera fratellanza nella mia
comunità cristiana
Nell'estate del 2003 una ragazza di Ala che era diretta in Puglia, stanca del viaggio ha deciso di
fermarsi in un campeggio sul mare che io frequentavo, dove ci siamo conosciuti e innamorati.
Dopo un anno di rapporto a distanza, visto che lei non aveva intenzione di lasciare le sue montagne,
ho deciso di lasciare io il mio mare, anche se la cosa che mi dispiaceva di più abbandonare, oltre ai
miei genitori, era la mia comunità cristiana e speravo vivamente di trovare lo stesso cammino di
fede ad Ala o dintorni ma non è stato così.
Il desiderio di vivere questo nuovo e ritrovato amore mi dava la forza di rischiare.
L'ambientamento è stato per me molto difficile e mi dedicavo interamente ad Erica e a nostra figlia
Giorgia, nata un anno dopo.
Dopo quasi cinque anni la situazione era andata peggiorando, le liti diventavano sempre più
frequenti, le divergenze sempre più profonde e quando eravamo al punto di separarci sono nati
Nicolas ed Ilaria, fratelli gemelli.
L'amore per queste tre dolci creature ci ha riuniti di nuovo ma poi, i gravi problemi nel nostro
rapporto sono tornati a galla ancora più fortemente.
La situazione stava precipitando; le liti erano diventate continue, l'odio tra noi era aumentato a tal
punto che non ci guardavamo in faccia se non per insultarci.
Il nostro amore era finito; stavamo insieme per il bene dei figli ma poi la situazione è peggiorata e
cosi abbiamo deciso di separarci.
Era settembre del 2010 quando sono andato a vivere da solo in montagna, in un appartamentino di
fortuna, con l'acqua che penetrava dal pavimento.
Il 13 ottobre la mia dolce mamma è passata ad altra vita.
Il mondo mi è crollato addosso.
Vedevo i miei figli soffrire.
Giorgia aveva 5 anni, si raccomandava di mantenere il segreto, si vergognava di essere figlia di
genitori separati, piangeva disperatamente per ogni piccola cosa e faceva disegni della nostra
famiglia felice e circondata di cuori e stelle; il suo sogno era infranto ma la sua speranza no.
Un giorno, non trovavo mio figlio Nicolas di 2 anni, era nascosto in un angolo della casa, pallido
che piangeva, è stato straziante.
Ero solo, guardavo la foto di mia madre e piangevo ogni giorno, la sentivo sempre più lontana, si
perchè mi stavo allontanando dal Paradiso.
Cercavo di non pensare bevendo, vizio che non avevo mai perso ma solo limitato.
L'odio tra me ed Erica era immenso e ci sentivamo solo per i figli.
Ero distrutto così avevo deciso di andare a Madjugorie a chiedere aiuto alla Madonna.
Un giorno Erica mi ha detto che aveva casualmente letto che Marija, una delle veggenti di
Madjugorie sarebbe venuta a Riva del Garda, così senza pensarci due volte, sono andato a prendere
tutta la famiglia per andare all'incontro.
Arrivati là, ho chiesto se i miei due figli piccoli potevano stare o se avessero disturbato e mi è stato
risposto che i bambini avevano la precedenza su tutti; avevo subito capito che eravamo in un posto
speciale.
Ho fatto sedere mia figlia Giorgia vicino al palco, insieme ad altri bimbi ed Erica ed io, a turni,
controllavamo i due gemelli che correvano avanti e indietro sotto il palco dell'auditorio.
Ad un certo punto mentre ero seduto ho notato che Marja, da lontano, mi fissava, tanto che mi sono
un po' imbarazzato.
Durante il Rosario Ilaria, la gemellina, si è avvicinata ad una bimba in sedia a rotelle, l'ha baciata e
si sono abbracciate; sua madre ed io ci siamo commossi e salutati con un sorriso.
Poi ho preso Ilaria e abbiamo raggiunto Erica e durante l'apparizione, guardandola negli occhi ho
percepitouna presenza negativa.
Alla fine mentre stavamo uscendo mi chiama un amico ultrà di Pesaro per dirmi che in un agguato,
avevano rubato lo striscione del gruppo che io avevo idolato per tredici anni ogni domenica.
Tornato a casa pensavo ai canti, ai devoti che inginocchiati pregavano fiduciosi il Santo Rosario e a
quelle strane coincidenze e percezioni.
In quel periodo avevo appena finito di arredare e sistemare l'appartamento, convinto di crearmi una
nuova vita ma qualcosa dentro di me stava cambiando, l'odio e l'orgoglio stavano lasciando spazio
all'amore e al perdono così, dopo aver parlato con Erica, ho deciso di ritornare dalla mia famiglia
per la gioia di tutti, soprattutto dei nostri tre figli.
Il 24 agosto 2011, sono andato con mio padre e mio fratello a Madjugorie, con un viaggio
organizzato dalla parrocchia dove da piccolo servivo la messa.
Volevo ringraziare la Madonna e cercare di sapere dove era l'anima di mia mamma ed ho trovato
non solo lei ma anche un'altra mamma e un altro papà che mi amano ancora di più dei miei genitori
perché il loro è un amore divino, perfetto, immenso come l'amore di un padre e una madre per i loro
figli e dei figli per i genitori, moltiplicato all'infinito.
Ho cominciato a non credere più alle coincidenze ma a leggere i segnali divini.
Tutti i miei desideri si avveravano anche quelli che erano talmente nascosti in me che mi accorgevo
di avere, solo dopo che erano stati esauditi perché Dio conosce i nostri cuori meglio di noi stessi,
avendoli lui creati.
Il suo eterno Spirito mi stava dolcemente guidando verso la verità, la bellezza, la luce, la salvezza;
verso Dio.
Più imparavo a leggere i segnali e più diventavano grandi e frequenti.
Nell'intimo del mio cuore il dialogo con Gesù e Maria era sempra più intenso, ormai non avevo più
dubbi Dio, il creatore di ogni cosa, stava parlando proprio con me.
Maria, madre di Misericordia, aveva sentito il pianto di un suo esule figlio e con la sua dolcezza mi
aveva mostrato l'illimitato amore di Gesù che mi ha accompagnato alla fonte della gioia, alla casa
del Padre.
Ho assaporato una sola goccia dell'oceano del suo amore ed è bastata per farmi sentire il Paradiso
nel cuore che stava esplodendo di stupore, di commozione, di gioia, d'amore, di felicità.
Ho sperimentato la sua inconcepibile grandezza, il suo perdono, la sua perfezione, la sua pietà, la
sua immensa bontà e la sua gioia nell'accogliere un figlio che si era più volte smarrito e finalmente
era tornato a casa, alla fonte della vita.
Di fronte a tale splendore mi sono sentito piccolo come un granello di sabbia e mi sono pentito con
tutto il cuore dei miei peccati.
Il ghiaccio nel mio cuore si era sciolto e trasformato in lacrime liberatorie che scendevano a fiumi
per l'inesprimibile felicità; avevo assaggiato il Paradiso che il peccato mi voleva sottrarre.
Amo Dio, uno e trino e Maria, sua e nostra tenera madre, con tutta l'anima.
Il 28 agosto sono tornato a casa e ho scoperto che le grazie non erano finite e tutt'ora continuano.
Al posto delle bottiglie di vino vuote sulla mensola della cucina, ora ci sono i libri della Shalom
perchè Dio, grazie all'infallibile intercessione di Maria, mi ha liberato dall'alcolismo e altre
dipendenze che erano radicate in me da ventanni e che mi avrebbero portato ad una morte precoce.
Non seguo più il calcio neanche in televisione e non guardo nemmeno più la tv, dove passavo ore
ed ore.
Tutto il tempo libero che ho lo riempio con preghiere, letture di testi sacri, sacrifici e opere di bene
per i miei figli, per Erica, che è diventata mia moglie e per chiunque il Signore mette nel mio
cammino, a prescindere dal colore della pelle, dallo stato socale, dalla religione o dall'età.
Tutta la misericordia che ho ricevuto da Dio, la voglio riversare sul prossimo.
Osservo e pratico i dieci comandamenti, la parola del Vangelo, i messaggi della Santa Madre e
l'esempio dei santi.
Vado a messa tutti i giorni e faccio opere di carità e di bene.
La pace e l'amore regnano nella mia famiglia che ora è una famiglia cristiana, gioiosa e felice, come
nei desideri e nei disegni premonitori di mia figlia Giorgia.
Alcuni parenti ed amici, vedendo il mio totale ed improvviso cambiamento, hanno creduto
nell'esistenza, nella bontà e nell'onnipotenza di Dio e hanno iniziato il loro cammino di conversione.
Amo mia moglie e i miei figli immensamente come non mai; prego e contemplo Dio continuamente
e più prego e medito, più lo conosco e lo amo.
Amo attraverso il suo amore.
Lo Spirito Santo ha purificato il mio cuore, mi ha ridato le emozioni di quando ero bambino.
Benedico e ringrazio la Santissima Trinità, la Regina della Pace, tutti i Santi e gli Angeli,
specialmente il mio Angelo Custode, a cui ho dato molto da fare.
Ringrazio la mia cara mamma che è qui, accanto e dentro di me e tutti i fedeli del mondo che con le
loro preghiere e i loro sacrifici hanno contribuito alla salvezza della mia anima e delle anime a me
vicine.

Spadoni Filippo
http://lucedelmondo.forumfree.it/?t=60449449 

Anche la tecnologia può diventare una pietra e colpire la testa della Chiesa

                                                               Domenica 20 aprile 1997

                                  SANTUARIO "MADONNA DEL SANGUE" di RE (NO) Padre Jozo

                                                                                                                                                                                         
Anche la tecnologia, che potrebbe essere aiuto, grazia, gioia, benedizione e pace può diventare la pietra che cinque secoli fa ha colpito la testa della Madonna e che questo Santuario ricorda, può colpire la testa della Chiesa.

Noi stiamo creando un mondo senza Dio, la famiglia senza Dio, la fabbrica senza Dio, la scuola senza Dio, una generazione senza Dio. Non serve la tecnologia. Per questo in febbraio la Madonna ha parlato del Creatore, ha detto che dobbiamo di nuovo conoscere il Creatore. Se noi siamo capaci di vedere, conoscere e credere in Dio, saremo pieni di gioia. Le mani di Dio che hanno creato l'universo, che nel deserto hanno distribuito il cibo per gli ebrei, che per Cristo hanno tolto le malattie agli ammalati, hanno ridato la vista ai ciechi, sono pronte per noi. Ma quelle mani non le cerca nessuno.

Nell'ultimo messaggio ci dice:. La Croce, il grande segno che può salvarci. Anche Tommaso voleva mettere il dito nelle sue piaghe per credere e Gesù è apparso e gli ha detto:. Tutti gli Apostoli hanno visto e sentito ed erano felici perché uno di loro era stato salvato. Gesù ne avevano perso uno: Giuda. Anche noi non possiamo perdere nessuno. La Madonna desidera oggi che tutti siano salvati, tutti guariti con l'amore di Dio, non con un'ideologia. Il Figlio di Dio dice:
Qui siamo vicini ad una grande città come Milano e proprio qui si sta creando il mondo senza Dio, mentre in questo Santuario di Re, a Medjugorje si crea il mondo con Dio nel proprio cuore. In ginocchio non davanti a un re, ma davanti a Cristo crocefisso per avere nel cuore la stessa gioia degli Apostoli quando l'hanno visto risorto, come dice Luca nel suo Vangelo.

Per questo la Madonna vuole da 15 anni e dieci mesi che l'uomo veda bene Cristo, che attraverso la Croce conosca il suo Salvatore, trovi la propria dignità Gesù ci dice:
Non vi è amore più grande che dare la vita per gli altri>.

Noi abbiamo peccato perché abbiamo troppo benessere, abbiamo tolto la croce dalle nostre case, dalle nostre famiglie. La Chiesa non può esistere senza la Croce .La Madonna ha creduto, Donna della Fede ha accettato il messaggio di Dio e ha detto:. E ai veggenti:. Quindi noi non possiamo tacere i suoi messaggi. Messaggi veri, importanti, non come quelli delle cartomanti, dei maghi legalizzati nel vostro Paese.

Questa serata è sacra, qui non possono avere "chance" questi attori dei posti senza Dio, no, questo è un Santuario, terra dove Dio c'è, dove ha rivelato la Sua presenza, come a Medjugorje. Simeone ha visto nel Tempio un bambino di 40 giorni e ha avuto la rivelazione mentre Caifa, il suo successore, invece non ha creduto. Anche noi dobbiamo chiamare Vergine Santissima la Madre di Dio. L'Apostolo Giovanni a Patmos ha avuto la visione del cielo aperto e della Donna vestita di sole, coronata di 12 stelle, che aspettava un figlio e un dragone che aspettava il bambino per divorarlo. Ma la Donna era una vergine saggia, che aveva la conoscenza e ha sconfitto il dragone. Giovanni ha detto:< Ecco la Madre. Senza di lei non potete vincere. Non abbiate paura di nulla. Oggi noi siamo qui a scegliere di nuovo la Madre. Ci troviamo davanti il dragone: un grande nemico che cerca di costruire il mondo senza Dio. Dobbiamo scegliere Gesù e la sua Madre che ci accompagna a trovarlo. Ora voglio distribuirvi l'immagine di questa Madre per presentarvela. Lei dice:. Mettiamola nelle nostre case, vicino ai nostri cari perché ci protegga tutti e preghiamo: Ave Maria...

Dietro l'immagine della Madonna trovate un Suo messaggio e i cinque mezzi che abbiamo per preparare il cuore ad accogliere Suo Figlio perché è la nostra primavera, il tempo della nostra conversione. Nell'ultimo messaggio ha detto: e noi dobbiamo recitare il Credo e il Rosario, anche in famiglia. Non mancano sacerdoti, mancano sacerdoti che invitino a pregare.

Diciamo:Voglio prepararmi e preparare la mia famiglia per entrare nella Chiesa cattolica. Voglio Gesù vivo nell'Eucarestia. Noi spesso non riconosciamo il grande amore di Gesù. Per questo la Madonna piange, ci invita alla preghiera, all'Eucarestia.

Possiamo dire che oggi nessun altro Paese è come l'Italia, come Israele è stato scelto al tempo dell'Antico Testamento. Questa è la terra della Chiesa. Pregate perché non cada nel buio.

Dopo la Messa ci sarà la preghiera per la nostra guarigione.

S. MESSA – OMELIA
Molti cattolici indossano la maschera per coprire la loro debolezza. Molti dicono che siamo tutti uguali. Non esiste il Papa, non ce n'è bisogno.

Non può vivere un sacerdote senza la Bibbia. Può succedere che per i sacerdoti cada l'ideale della vocazione, che abbia una crisi, ma non può vivere senza la Chiesa, senza la Bibbia.

Secondo la Bibbia la mamma di Samuele prima ha concepito il Figlio nel cuore, nell'amore, poi è venuta in questo Santuario a chiedere la grazia a Dio di avere un figlio. Il Signore gliel'ha regalato ed è nato Samuele. Così io vedo la Chiesa. Non esiste senza sacerdoti, come voi non potete sentirvi sereni senza un parroco. La storia insegna che sono esistiti grandi, santi sacerdoti che hanno edificato, rinnovato la Chiesa. Bisogna pregare perché vengano tanti santi sacerdoti. I seminari sono vuoti. Come è possibile ?

Siamo in un Paese che ha dimenticato la propria missione: far nascere figli significa anche far nascere sacerdoti. L'uomo è vicino a Dio se ha vicino un sacerdote.

Il sacerdote è un mistero, con la consacrazione delle sue mani. Oggi la Madonna vi invita a pregare per la Chiesa cattolica e i suoi sacerdoti. Non stiamo a sentire chi parla contro i sacerdoti, contro il Papa. Il Papa è andato a Sarajevo, per dire al mondo che Dio c'è, la Chiesa cattolica, anche se si dice che vivono pochi cattolici. Non è vero. Ci sono milioni di cattolici, molti monasteri. Forse la guerra scoppiata in Bosnia, la nostra sofferenza deve esistere per la nostra conversione. La vita noi non possiamo togliere perché non l'abbiamo creata. Dio ha creato la vita e noi dobbiamo amarla e proteggerla.

Carissimi, difendete la verità, difendete la vostra Chiesa e i suoi sacerdoti, la Bibbia e l'Eucarestia senza le quali la Chiesa non esiste. Tutto è falsità Pregate. 

 Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/pjozo/19-salvati.php

Senza di loro non avremmo il dono dei sacramenti, pregate per i sacerdoti

I SACERDOTI NEI MESSAGGI DI MEDJUGORJE


Tutti quelli che sono interessati a seguire i messaggi della Gospa sanno che la Madonna chiede preghiere per i consacrati, ma vediamo nel dettaglio cosa chiede a noi e a loro. 
Ivan Dragicevic è il veggente a cui la Madonna ha affidato il compito di pregare per i sacerdoti e i giovani, ma tantissimi sono anche gli appelli fatti attraverso la veggente Mirjana Dragicevic-Soldo.
FEDE, PACE E UNITA’
Sono le parole che maggiormente ci fanno capire la preoccupazione della Regina della Pace circa quelli che ha definito come i prescelti dal Suo Figlio.
[…]Vi chiedo di pregare perché i cuori dei sacerdoti non vacillino e conservino la fede nel popolo.[…] ( Messaggio dato al gruppo di preghiera 07.02.85)
 […]Pregate per i sacerdoti. Pregate perché l’unione tra mio Figlio e loro sia più forte possibile, affinché siano una cosa sola. Vi ringrazio. ” (Mirjana 02.09.12)
 […]pregate per le vocazioni nella Chiesa, per la fede forte dei miei sacerdoti. […] (Ivan 01.01.11)
Pregate e digiunate perché tra i sacerdoti regni la pace! (Messaggio straordinario 21.01.82)
[…]vi invito a pregare per l’unità, per l’unità della mia Chiesa, dei miei sacerdoti..[…] (Messaggio straordinario dato a Ivan 30.12.11)
DONO
sacerdoti a Medjguorje.1Più volte ci ha ripetuto che i sacerdoti sono un dono, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo. Siamo pronti a giudicarli appena notiamo dei difetti, senza renderci conto che senza di loro non avremmo il grande dono dei sacramenti, e primo fra tutti l’Eucarestia: Dio in mezzo a noi.
[…]Pregate per i sacerdoti. Mio Figlio ve li ha donati. (Mirjana 02.05.08)
Non tutti i sacerdoti hanno il dono di guarire: per risvegliare questo dono il sacerdote deve pregare con perseveranza, digiunare e credere fermamente. (messaggio straordinario 18.08.82)
[…]Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, affinché possano sempre vivere secondo Lui ed in Lui. Vi ringrazio. (Messaggio straordinario dato a Mirjana 02.03.12)
BENEDIZIONI
Con grande umiltà la stessa Vergine quando appare e da la Sua benedizione materna raccomanda di far poi benedire tutti gli oggetti dai sacerdoti, perchè quelle sono le mani del Suo Figlio. Al di là della benedizione di un genitore per il figlio, la Madonna avverte che non vi è altra benedizione se non quella del Sacerdote.
Come di consueto, anche questa volta la Madonna ha invitato a pregare per i sacerdoti e ha sottolineato l’importanza della benedizione sacerdotale dicendo: “Quando vi benedicono i sacerdoti, vi benedice mio Figlio”. (Mirjana 02.06.07)
Per tutto il tempo, il viso della Gospa è stato doloroso e triste. Si è poi fatto serio quando ha sottolineato l’importanza della benedizione del sacerdote e ha chiesto di pregare e digiunare per tutti i sacerdoti. (Mirjana 02.01.07)
“Per Gesù, per mio Figlio, amate coloro che Egli ha chiamato e anelate alla benedizione solo di quelle mani che Egli ha consacrato. Non permettete al male di prendere il sopravvento. Ripeto di nuovo: solo con i vostri pastori il mio Cuore vincerà! Non permettete al male di separarvi dai vostri pastori. Vi ringrazio”. (Mirjana 02.09.13)
RICHIESTA AI SACERDOTI
seminario internazione a MedjugorjeMa la Madonna non si rivolge soltanto a noi, bensì anche ai suoi figli diletti, con suggerimenti e consigli.
[…] Invito tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose a recitare il Rosario e ad insegnare agli altri a pregare. Figlioli, il Rosario mi è particolarmente caro. (25.08.97)
4. anniversario delle apparizioni. Alla domanda di Marija Pavlović: “Che cosa vuoi dire ai sacerdoti?”, la Madonna ha risposto così. “Cari figli, vi esorto ad invitare tutti alla preghiera del Rosario. Col Rosario vincerete tutti gli ostacoli che satana in questo momento vuole procurare alla Chiesa cattolica. Voi tutti sacerdoti, recitate il Rosario, date spazio al Rosario. Grazie per aver risposto alla mia chiamata! ” (25.06.85)
Cari miei figli sacerdoti, cercate di diffondere la fede il più possibile. Fate in modo che in tutte le famiglie si preghi di più. (Messaggio straordinario 20.10.83)
messa a MedjugorjeI sacerdoti dovrebbero far visita alle famiglie, soprattutto a quelle che non praticano più la fede e che hanno dimenticato Dio. Dovrebbero portare il Vangelo di Gesù al popolo e insegnargli come pregare. I sacerdoti stessi dovrebbero pregare di più e anche digiunare. Dovrebbero anche dare ai poveri ciò di cui non hanno bisogno.  (Messaggio straordinario 30.05.84)
Cari miei figli sacerdoti! Vi invito a fare della preghiera la vostra gioia! (Messaggio straordinario dato a Marija 06.06.2000)
Miei cari figli sacerdoti! Pregate incessantemente e chiedete allo Spirito Santo che vi guidi sempre con le sue ispirazioni. In tutto ciò che chiedete, in tutto ciò che fate, cercate solo la volontà di Dio. (Messaggio straordinario 13.10.84)
Voglio inoltre raccomandare a tutti i miei sacerdoti di formare e organizzare dei gruppi di preghiera soprattutto tra i giovani, per raccoglierli, dare loro consigli e guidarli sulla strada del bene. (22.08.88)
[…]Il rinnovamento spirituale che qui avete iniziato continui nelle vostre parrocchie.[…] (durante un ritiro di sacerdoti 06.07.97)
A CHI NON CREDE
dicembre medjugorjeDite a quei sacerdoti che non credono alle mie apparizioni che io da sempre trasmetto al mondo messaggi da parte di Dio. Mi dispiace che non credono, ma non si può obbligare nessuno a credere. (Messaggio straordinario 31.12.81)
Troppi basano la propria fede su come si comportano i sacerdoti. Se il sacerdote non sembra all’altezza, allora dicono che Dio non esiste. Non si va in chiesa per vedere come agisce il sacerdote o per indagare sulla sua vita privata. Si va in chiesa per pregare ed ascoltare la Parola di Dio che viene proclamata tramite il sacerdote. (messaggio straordinario 10.10.82)
IL NOSTRO COMPITO
A questo punto siamo pronti ad accogliere pienamente la richiesta della Gospa per i nostri pastori. Che non è un semplice pregate, ma una richiesta accorata e specifica
messa a Medjugorje1[…] Pregate per i religiosi e per tutti coloro che sono consacrati a Cristo in modo speciale. Pregate per il vostro Vescovo affinchè egli segua la vostra parrocchia. Se viene a visitarla, andategli incontro con amore, con l’amore dinanzi al quale ogni uomo si ferma e riflette. Fate così con tutti quelli che non mi riconoscono e non mi amano. ( Messaggio dato al gruppo di preghiera 07.02.85)
Cari figli, anche oggi in modo particolare vi invito a pregare per i miei sacerdoti, per i miei diletti, a pregare per i Vescovi e per il Santo Padre. Pregate, cari figli, per i miei pastori, pregate più che mai. […] (Messaggio straordinario dato a Ivan 17.08.12)
[…] Pregate per i vostri pastori, affinché abbiano sempre amore per voi, come l’ha avuto e l’ha mostrato mio Figlio dando la sua vita per la vostra salvezza. Vi ringrazio. (Mirjana 02.11.13)
[…] Abbiate fiducia nei vostri pastori come ne ha avuta mio Figlio quando li ha scelti, e pregate affinché abbiamo la forza e l’amore per guidarvi. Vi ringrazio”. (Mirjana 02.10.13)
 Fonte:http://blog.studenti.it/biscobreak/2013/11/i-sacerdoti-nei-messaggi-medjugorje/