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martedì 30 giugno 2015

A Medjugorje 27 pellegrini, venuti a piedi da Rama

Esperienze di pellegrini a Medjugorje

data: 28.06.2015.
Nei giorni scorsi numerosi pellegrini hanno condiviso con noi la loro esperienza di Medjugorje. Davanti alla chiesa parrocchiale di Medjugorje, abbiamo incontrato un gruppo di ventisette pellegrini, venuti a piedi da Rama affrontando tre giorni di cammino. Tutti sono venuti con i loro problemi, voti e desideri personali, per ringraziare la Madonna con la loro preghiera umile e perseverante e partecipare alla celebrazione dell’anniversario. Marija Rajič, proveniente da Rama, viene in pellegrinaggio a Medjugorje già da quattro anni: “Siamo partiti nelle prime ore del mattino del 23 giugno e, grazie a Dio e alla Madonna, abbiamo resistito a tutto. Da quando vengo in pellegrinaggio a Medjugorje, tutte le mie preghiere sono state ascoltate. Vogliamo ringraziare le famiglie che ci hanno ospitato, dandoci un posto per dormire nel corso di questo cammino”. Di quel gruppo faceva parte anche Ante Sičaja, che è venuto in pellegrinaggio a Medjugorje a piedi per la ventesima volta: “Veniamo ogni anno per l’anniversario delle apparizioni. Venendo a Medjugorje si provano delle sensazioni particolari”.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/

lunedì 29 giugno 2015

Padre Ljubo: Medjugorje è solo un mezzo

Qui vengono tanti popoli, tante nazioni, tanti classi ... per la Madonna siamo solo unica nazione, unico popolo, siamo solo suoi Cari Figli. Questa unica nazione, unico popolo, per la Madonna tutti noi siamo uguali. Neri, bianchi, rossi ... tutti siamo i suoi cari figli. Come vi dicevo l'approvazione o l'ultimo pronunciamento della Chiesa ufficiale sarà quando le apparizioni finiranno. La Chiesa non ha fretta di pronunciarsi, ma noi abbiamo fretta di convertirci, di crescere nella fede, questo è urgente. Non è urgente un riconoscimento ufficiale, perchè la Madonna qui non viene a costringerci a fare qualcosa. Medjugorje per me non è qualcosa che è sopra il Vangelo, Medjugorje per me non è una setta cristiana, non è lo scopo in se stesso. Una persona può essere vicina a Dio anche senza Medjugorje. Medjugorje è solo un mezzo, un dono che Dio ci da. Ed io mi chiedo perchè non prendere tutti i doni che Dio ci da, ci dona qui. E non bisogna prendere Medjugorje come una soluzione espressa per la nostra vita, perchè non esiste preghiera espressa, cristianesimo espresso. Cristianesimo è sempre una strada, questa strada spesso non è una autostrada. Spesso questa strada è brutta, stretta e piena di sassi. E non per caso la Madonna è apparsa sulla collina delle apparizioni. Poteva apparire anche  in una Basilica od in una Cattedrale più grande. Un pellegrino mi ha chiesto perchè la Madonna non è apparsa ad un Vescovo, ad un sacerdote .... non lo so, bisogna chiedere alla Madonna. Ma vediamo che in tutte le apparizioni la Madonna sempre appariva a dei bambini. Una volta quando era Cardinale Ratzinger, adesso è Papa, diceva: "Perchè i bambini spiritualmente sono meno deformati di noi più grandi". E i bambini le cose e le realtà spirituali le capiscono meglio di noi. Perchè noi ci avviciniamo a Dio con la testa ... solo con la testa ... con la ragione. Il cuore sente paura, abbiamo paura di credere in Dio. Questa paura, questo dubbio, questa diffidenza verso Dio ... tutti noi portiamo questa ferita fin da Adamo ed Eva, quando Satana ha convinto Adamo ed Eva che Dio non gli voleva bene, che Dio li voleva ingannare. Anche oggi la stessa cosa, abbiamo paura di credere in Dio. Abbiamo paura di osservare i comandamenti di Dio, perchè pensiamo che questi comandamenti di Dio siano un inganno per noi. Questo è un lavoro che Satana fa anche oggi. Soprattutto ai giovani, perchè tutto quello che il mondo offre è più piacevole, più attraente, più sensazionale, divertente. Invece le cose di Dio sono sempre le cose che non ci piacciono subito a prima vista, come quando la Madonna ci chiama ed invita a pregare. La preghiera è un lavoro duro, difficile ... la preghiera non è qualcosa che ci piace tanto. Quando sentiamo: "... bisogna perdonare ... amate con l'amore di Dio" tutte queste cose che Dio esige da noi non sono cose facili. Invece ogni peccato è qualcosa che ci promette tanto, ci da poco, ed alla fine ci prende tutto, alla fine ci inganna. Invece Gesù e la Madonna non hanno ingannato mai nessuno che ha creduto loro. Come sapete la Madonna ha detto in un messaggio: "Cari Figli, verrà il tempo quando io non sarò più con voi". Verrà il tempo e dice:"Questo tempo è il tempo della grazia". Anche nell'ultimo messaggio la Madonna dice: "... riempite la vostra giornata con brevi e ferventi preghiere". Riempire la giornata con le preghiere perchè Satana, il male, il maligno non ci possa attaccare. E dice: "... digiunate, rinunciate perchè Satana sia lontano da voi e la grazia sia con voi, attorno a voi". Perchè non esiste un altra strada che ci porti a Dio, tranne la preghiera. Se qualcuno vi dice che esiste non gli credete.
Fonte:http://www.medjugorje-oggi.org/incon.htm

AFFERMAZIONI IMPORTANTISSIME DEL SANTO PAPA GIOVANNI PAOLO II







Fonte: Marco Ripamonti

ARCIVESCOVO DI SARAJEVO:"I MEDIA HANNO MANIPOLATO LE DICHIARAZIONI DEL PAPA SU MEDJUGORJE!"

INTERVISTA AL CARDINALE VINKO PULJIC - ARCIVESCOVO DI SARAJEVO E PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE BOSNIACA
"I MEDIA HANNO MANIPOLATO LE DICHIARAZIONI DEL PAPA SU MEDJUGORJE! CREDO CHE IL SANTO PADRE PRENDERÀ UNA GIUSTA DECISIONE.
A Sarajevo il Papa ha evidenziato ad ogni passo in particolare che, per la sopravvivenza di tutti i popoli in Bosnia Erzegovina, la cosa più importante è la promozione dei diritti umani, della tolleranza e di un’uguaglianza di diritti. Noi vogliamo sopravvivere e rimanere presso i nostri focolari, e ci è caro avere in questo il sostegno del nostro Santo Padre.
Interpretando le dichiarazioni del Papa su Medjugorje, i Media hanno agitato gli spiriti dei fedeli, dei pellegrini e dei sacerdoti legati a quel luogo di pellegrinaggio.
Mi rincresce molto che i Media abbiano dato maggiore attenzione, ed anche in un modo errato, ad alcune dichiarazioni del Papa su Medjugorje, rispetto ai suoi messaggi molto più forti connessi ad altre problematiche della Bosnia Erzegovina. Per dirla meglio, essi hanno distorto e manipolato alcune sue dichiarazioni su Medjugorje, sulle apparizioni della Madonna e su altre cose legate ad esse. Il Papa, tuttavia, ha soltanto voluto dire in qualche modo ad alcuni veggenti che non possono fare di ciò che vivono e delle loro esperienze uno show mediatico con la Madonna, ed annunciare come ed a che ora essa si manifesterà qui o là.
È perciò inaccettabile interpretare come conclusiva una tale dichiarazione del Papa, cosa che determinati Media hanno fatto con molta celerità, evidentemente nel desiderio di distruggere i buoni rapporti esistenti tra i fedeli che accolgono Medjugorje e vi si recano da anni in pellegrinaggio ed il Papa stesso che, credo, prenderà, riguardo a Medjugorje, una decisione giusta e buona. Sinceramente devo dirvi che sono legato a Medjugorje ed ero nella Commissione che ha esaminato tutto quel caso di apparizioni. Abbiamo dato le nostre conclusioni e ciò che abbiamo appurato alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che deve ora elaborarle e presentarle al Santo Padre. Quando la gente mi domanda cosa penso di tutto questo, io dico: pregare non è un peccato, confessarsi non è un peccato, e questa è la cosa più importante.

Ora mi sento amato, noi tutti siamo amati, nessuno escluso.

Pellegrinaggio a MedMedjugorje, un nome che sentivo lontano solo pochi mesi fa, un luogo che diversi amici e parenti hanno visitato e mi hanno raccontato con una gioia nel cuore che non comprendevo.
Ecco, io ora racconto a voi, non con la presunzione di convincervi ad andare un giorno, ma con la mia personale gioia nel cuore che vorrei condividere con i miei compaesani che leggeranno queste semplici righe.
Non vi so spiegare il perché ho deciso di andare in quel paese lontano della Bosnia Erzegovina, non per la sua fama o per gli effetti “speciali” che tanti raccontano e vedono, non per grazie particolari, ma mi sono detto:” io come Cristiano devo andare, La Nostra Madre Maria non apparirà per sempre e questa è un’occasione, un dono dal cielo che ci viene offerto”.
Anche per me è arrivato quel giorno, il 30 Aprile, siamo partiti da Brozzo, noi un gruppo di venti fedeli della nostra valle, qualcuno era già andato e altri come me affrontavano per la prima volta quel viaggio che io vi descriverò tanto solitario, poiché personale, quanto fraterno per la condivisone dell’esperienza con i fratelli che abbiamo accanto.
Quindici ore di pullman, pesanti, ma credetemi essenziali, poiché la ricerca della fede e la sua coltivazione è proprio un cammino, a volte un calvario proprio come quello che Nostro Signore ha intrapreso e ci ha insegnato.
Il primo giorno ero confuso, vedevo intorno a me tante persone, ma che dico tante migliaia che pregavano con pregevole intensità e concentrazione, che ho cominciato a non essere più sicuro che la mia fede fosse così salda come credevo.
Mi sentivo come dentro una campana entro la quale tutti pregavano e con trasporto uniti cantavano inni a Dio.
Io come un bambino ero meravigliato e al tempo stesso scettico, poiché ciò che vivevo intorno a me lo sentivo estraneo.
Ecco, non vi starò a specificare cosa troverete a Medjugorje poiché per me è stato importante intraprendere questo viaggio partendo da un mio pensiero base: “non mi importa ciò che vedrò, ma ciò che sentirò ”, non è il vedere, ma cosa si prova nell’intimità del proprio animo, che ha riempito la mia valigia personale.
Quindi in preda al mio stordimento di fede mi sono detto: “ o resto nella confusione, o ricerco” e la ricerca è iniziata da un mio volontario sacrificio, ovvero andare con un gruppo di amici alla croce blu (luogo dove appare la Madonna a Mirjana il giorno 2 di ogni mese) dalle 3 del mattino ed aspettare il momento tanto atteso sino alle 9.
Così ho fatto, ho aspettato sotto la pioggia e seduto tra i sassi argillosi del sito quello che per me sarebbe stato il momento cruciale che dava il via al mio viaggio di ricerca di fede, pregando e cantando insieme a migliaia di fratelli.
Quando Maria regina della pace è apparsa alla veggente un silenzio surreale ha fatto da cornice alla scena, pareva che il tempo si fosse fermato, e la natura attorno, dagli alberi, ai molti sassi rossi che lambivano il terreno sul quale i nostri piedi poggiavano, il vento, un gruppo di rondini che volteggiavano sopra la croce, persino la pioggia era cessata e noi presenti, tutti stavamo in contemplazione di quei pochi minuti che credetemi ti scaldano il cuore e un grido di gioia e riconoscenza è tenuto in gola, ma se potesse verrebbe innalzato al cielo.
Solo l’applauso finale ci riporta tra i sassi che ci circondano, tra i pianti strozzati di qualcuno, tra i nostri pensieri e i nostri dolori personali spezzando quel filo tra cielo e terra.
Tornando poi verso l’albergo resta quel calore nell’animo, segno di un dono che non è facile comprendere, ma se provato ti senti carico come mai prima di allora.
Il giorno successivo, domenica 3 maggio, mi sono alzato alle cinque del mattino e insieme alla mia famiglia e ad alcuni amici del gruppo con don Davide siamo andati sul monte Krizevac (520 metri sul livello del mare) e abbiamo intrapreso la salita facendo la via crucis.
Vorrei concludere il racconto di questo pellegrinaggio con la mia personale salita al monte, una camminata non impegnativa per coloro che sono abituati ad andare in montagna, ma che richiede uno sforzo meditativo, essenziale per la preghiera, e ciò che mi ha colpito ancora una volta sono stati i grandi massi che il pellegrino deve superare durante il percorso, che se fatto con la giusta concentrazione può farti vivere la passione di Cristo senza sentire la fatica.
La gioia nel cuore ti spinge fin sopra la sommità del colle, sulla quale si erge imponente una croce bianca, dove il contatto tra cielo e terra viene ristabilito.
La stanchezza, i pensieri, le ansie personali non le ho provate e come me anche gli altri fedeli me lo hanno confermato.
Il dolore, le nostre croci personali, com’è successo a Nostro Signore le possiamo vedere, sappiamo che ci sono, così come ho visto bambini malati la cui sofferenza non potevi non notare, ma che era sminuita da sorrisi disarmanti; infatti se tutte queste croci dalle più piccole alle più grandi vengono portate con la fede dentro i nostri cuori ecco che il dolore non lo sentiamo, non lo proviamo, poiché la gioia dell’amore di Dio per noi, ci spinge a salire sino a lui.
Questo è il dono che ho ricevuto e voglio condividerlo con voi, non per vanto, ma per testimoniare la bellezza dell’amore di Gesù che si dona ad ognuno di noi ogni giorno, in ogni persona che incontriamo, in ogni situazione che viviamo e ognuno di noi singolarmente ha la grazia di sperimentarne il dono anche e soprattutto a Medjugorje dove la nostra Mamma Maria è presente e ci ricorda che solo vivendo quella palestra di fede a stretto contatto con Dio, affrontata con sacrificio e devozione può farci tornare alle nostre case e alle nostre abitudini quotidiane sereni e grati, come è successo a me con la promessa di essere tenace e costante nel coltivare la mia nuova fede e con la gioia nel cuore che mai avevo provato.
Ora mi sento amato, noi tutti siamo amati, nessuno escluso.

domenica 28 giugno 2015

L’obbedienza sarà il miglior segno che camminiamo con la Regina della Pace -Suor Emmanuel

La posizione della Chiesa per Medjugorje

Carissimi fratelli e sorelle, pace!
Come potete immaginare, riceviamo in continuazione delle domande in merito alla posizione della Chiesa sulle apparizioni della Madonna a Medjugorje.
Ancora una volta, ci troviamo di fronte alla moderna malattia di leggere, commentare e farsi coinvolgere dalle affermazioni dei mass media che non hanno sempre lo scopo di diffondere la verità.
Ognuno spara le notizie in suo possesso con grande fracasso. Le opinioni personali in merito possono certamente essere espresse anche infilandoci dei frammenti di verità. Ma chi vuole conoscere la verità possiede un mezzo sicuro che guarisce dalla confusione, dal dubbio, dall’amarezza, dalla rivolta, cioè dalla soddisfazione trionfante che non viene per forza dallo Spirito Santo.
Il mezzo è semplice: recarsi alla fonte della informazione! E l’unica fonte di informazione del Vaticano è il Padre Lombardi che è il portavoce ufficiale. Chi volesse cercare una dichiarazione recente da parte di Padre Lombardi per quanto riguarda la posizione della Santa Sede nei riguardi di Medjugorje, non troverebbe nulla! Anche consultando il sito del Vaticano in merito non troverà alcunché.
Cosa voglio dire con questo? Che il virus mediatico ha colpito una volta ancora, con le sue contraddizioni, seminando malessere in molti cuori. La verità è che né la Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) né il Papa hanno emesso una dichiarazione ufficiale su Medjugorje. Non si sono ancora incontrati per trattare insieme la questione, e non è neanche prevista una tale riunione per questa estate. E’ molto probabile che il tema “Famiglia” – il grande tema di quest’anno – metta in secondo piano la discussione del caso Medjugorje. Quindi, pazienza!
Che tutti coloro che hanno ricevuto delle grazie a Medjugorje e che si sono messi alla scuola della Regina della Pace, si rassicurino, perché oggi possiamo dire che:
Medjugorje non è vietata dalla Chiesa,
Il Papa non si è ancora pronunciato su Medjugorje,
Chiunque può andare in pellegrinaggio privato a Medjugorje senza disobbedire alla Chiesa,
I messaggi ricevuti a Medjugorje non sono interdetti, tutti possono diffonderli e soprattutto viverli.
I veggenti non sono stati dichiarati falsi.

Il Santo Padre ha una grande responsabilità, poiché la parola finale dipende da lui. Sappiamo che il Cardinal Muller, prefetto della CDF, ha talvolta espresso una posizione negativa nei riguardi di Medjugorje. Per questo, in questo tempo di grazia e di lotta, dobbiamo pregare intensamente lo Spirito Santo per il Santo Padre, ed anche digiunare per lui. Sia fatta la volontà di Dio!
Noi ci sottometteremo a qualsiasi posizione che il Vaticano esprimerà per le vie ufficiali. L’obbedienza sarà il miglior segno che camminiamo con la Regina della Pace. Lei conta su di noi per affrettare la piena realizzazione dei Suoi piani, con la Chiesa e non senza la Chiesa. Non dimentichiamo la sua profezia a Fatima:
“Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”

Suor Emmanuel 
Fonte:https://www.facebook.com/pages/Suor-Emmanuel-di-Medjugorje/695279477268422?fref=nf

Pellegrini venuti a piedi da Roma a Medjugorje

Pellegrini venuti a piedi da Roma a Medjugorje

data: 27.06.2015.
Dopo otto giorni di cammino, i coniugi romani Guido e Livia, accompagnati da Maurizio e Mario, sono arrivati a Medjugorje. Il loro viaggio, cominciato presso il Santuario della Divina Misericordia di Roma, li ha poi portati in Vaticano e da lì, attraversando  Pescara, Ancona, Spalato e Makarska li ha poi condotti a Humac, da dove poi essi, unendosi alla tradizionale “Marcia della pace”, sono poi arrivati a Medjugorje. Guido ci ha detto che è la quarta volta che viene in pellegrinaggio a piedi a Medjugorje, e che ha deciso di fare questo pellegrinaggio a piedi con sua moglie Livia dopo aver fatto alcune volte l’esperienza di venire qui con viaggi organizzati. Allora hanno compreso che dovevano fare un vero pellegrinaggio perché, secondo quanto ci ha detto Guido, i veri pellegrinaggi sono quelli fatti a piedi. La loro intenzione è stata quella di offrire questo pellegrinaggio per le intenzioni della Madonna, oltre che venire da lei, che qui è presente, viva e vicina. Ci hanno detto ancora: “Abbiamo pregato per tutto il viaggio. Abbiamo avuto moltissime difficoltà, perché non siamo abituati a fare pellegrinaggi a piedi, a camminare per così tanti chilometri. Incontrando le persone, non abbiamo visto sui loro volti solo meraviglia e stupore, ma abbiamo sentito anche la loro vicinanza, il loro amore, la loro benedizione. Ci hanno detto di portare a Medjugorje anche le loro preghiere. Una volta arrivati qui, abbiamo sentito una forza di fede potente, abbiamo provato dei sentimenti molto forti dentro di noi, che ci hanno stimolato ad abbracciare la fede con tutto il cuore. Noi, qui a Medjugorje, abbiamo incontrato Maria e lei è la guida della nostra vita. Quando veniamo qui e vediamo migliaia di giovani in ginocchio durante l’Adorazione, percepiamo che questa realtà spirituale è molto più grande di quella terrena”.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/pellegrini-venuti-a-piedi-da-roma-a-medjugorje,6953.html

Perché dopo anni è così difficile arrivare alla verità di Medjugorje?

La verità di Medjugorje

 Gli inizi sono stati difficili per tutti tranne che per i veggenti, che mai sono venuti meno nel testimoniare quanto era cominciato per loro il 24 giugno 1981.
La posizione del vescovo di Mostar, favorevole all’inizio, si è inspiegabilmente trasformata in un’avversione totale.
Il popolo cristiano ha reagito molto diversamente: dopo un iniziale scetticismo è aumentato sempre più il numero di quanti riconoscono nei messaggi della Madonna un autentico richiamo alla conversione per la Chiesa e per il mondo.
Così Medjugorje è diventata anno dopo anno luogo di preghiera e di Fede per milioni di persone
Contemporaneamente è cresciuta l’opposizione a Medjugorje.
Perché dopo 30 anni è così difficile arrivare alla verità di Medjugorje?
Perché il Vescovo del luogo mantiene una posizione riservata e negativa?
Perchè appaiono tanti articoli e libri che avversano Medjugorje?
Noi possiamo tentare di riflettere e dedurre qualcosa alla luce del Nuovo Testamento, della secolare esperienza cristiana e dell’approccio sapiente della Chiesa alle rivelazioni private.
D’altra parte gli stessi teologi non possono far finta di niente di fronte ad un fenomeno che scaturisce ed opera in seno alla Chiesa, verso cui la Chiesa e i suoi membri non possono restare indifferenti
Un fenomeno che ha nella croce di Cristo, nell’annuncio della sua morte per i nostri peccati e della sua risurrezione per la nostra giustificazione, e quindi nella riproposizione oggi del kerigma, cioè dell’annuncio che Cristo è il Signore, la forza propulsiva per la rievangelizzazione dell’umanità all’inizio del terzo millennio cristiano.
Certamente la fede della Chiesa ha colto la portata straordinaria dell’ evento Medjugorje: l’apparente ritardo dell’Istituzione Chiesa, dettato dai vincoli del Codice di Diritto Canonico che impedisce il riconoscimento della soprannaturalità di ogni manifestazione di questo tipo prima del concludersi dell’evento stesso, in questo caso le apparizioni della Regina della Pace, non vuole né può impedire che la coscienza dei suoi figli, illuminata dallo Spirito Santo, anticipi nei cuori l’accoglimento di questa teofania divina che invoca urgentemente il recepimento del messaggio fondamentale che è esattamente lo stesso per cui Cristo è venuto fra noi incarnandosi e che la Chiesa, Suo corpo oggi, ripropone alla storia: solo nella croce di Cristo c’è salvezza per l’uomo.


UNA PREMESSA

Alcuni critici osservano che i veggenti non avrebbero dato piena prova della verità delle apparizioni e che neppure i frati della parrocchia, i teologi e i vescovi che si sono espressi in favore di Medjugorje sarebbero riusciti a dimostrare che i sei ragazzi non mentono.
Questa non è, a mio avviso, una buona argomentazione per confutare i fatti di Medjugorje
Il Vangelo testimonia come Gesù stesso, di fronte a Pilato, non sia riuscito a convincerlo della verità( Gv 18,3), sebbene fosse ben consapevole di essere lui stesso “la Via, la Verità e la Vita” e che “chiunque resta fedele alla sua parola troverà la verità” (Gv 8,32). Eppure non si è neppure sforzato di dimostrare alcunché a chi lo giudicava. E nemmeno ai farisei , poco prima, aveva dato alcun “segno dal Cielo”, sebbene essi lo avessero preteso come prova di verità.
In seguito gli evangelisti quando hanno scritto di Gesù Cristo non hanno raccontato la “verità” della sua vita ma hanno voluto testimoniare un’unica verità, e cioè che egli è il Salvatore: per questa verità sono stati pronti a sopportare tutto, addirittura la morte.
E nonostante le durissime persecuzioni dei primi secoli il Cristianesimo si è aperto la strada con la forza di questa testimonianza di Verità.
Lo stesso si può dire di Medjugorje 30 anni dopo gli inizi: anche offuscata dall’accusa di inganno e menzogne Medjugorje testimonia con forza l’opera misericordiosa di Dio che, grazie a Dio, molti riconoscono.
Per giungere a una risposta sulla verità di Medjugorje la domanda deve essere posta in considerazione della validità del criterio con cui tale verità è stata esaminata in questo tempo.
In proposito mi sembra di poter osservare che oggi da qualcuno siano messe in discussione la stessa concezione di Dio e la sua libertà di operare.
Va altresì esaminata la posizione della Chiesa sulla circoscrivibilità della rivelazione nel Nuovo testamento e la possibilità di una più profonda conoscenza della stressa rivelazione nel corso della storia grazie agli interventi di Dio con le rivelazioni private.
Infine va affrontata la questione della necessità di perfezione degli uomini attraverso cui Dio opera, in questo caso dei sei veggenti.
Affronteremo questi temi preliminari nei tre paragrafi che seguono.


IL DIO TROPPO CONOSCIUTO
Molti cristiani e anche alcuni teologi parlano di Dio come se sapessero tutto di Lui, come se Dio non avesse più segreti per loro, convinti che Egli sia sempre dalla loro parte.
E non si rendono conto che in questo modo contribuiscono all’impoverimento del concetto di Dio, lo privano della sua solennità e del Suo Mistero di cui parla tutta la Bibbia.
D’altro canto nel nostro tempo siamo testimoni del fatto che si parla dell’assenza di Dio. Molti sono coloro che non vedono nel mondo i segni
dell’opera di Dio, che non sono capaci di riconoscerli.
Per alcuni Dio è conosciuto troppo bene, per altri è assente. In realtà né in un caso né nell’altro Lo si prende seriamente, perché non si tiene conto dell’eventualità del suo operato che è sempre sorprendente e diverso da ogni umana immaginazione.
Tutta la Bibbia testimonia che Dio non può diventare un oggetto del sapere umano e tanto meno può restare a sua disposizione. Nonostante le immense opere che compie nella storia dell’umanità, Egli resta un Mistero impenetrabile, che l’uomo deve sempre ricercare umilmente. Nessuno può avere il monopolio della conoscenza di Dio né gareggiare con qualcuno appellandosi a Dio, e ancor meno possiamo trattare Dio con indifferenza
“ Se vogliamo conoscere Dio - ci sei o no? – rendendolo oggetto della nostra sperimentazione –scriveva il Card Ratzinger in “Dio e il Mondo” – allora siamo su un terreno in cui non possiamo trovarlo”. L’uomo può sfiorare la magnificenza e la soprannaturalità di Dio solamente nell’umile ascolto. Non è un caso che il Mistero e la mistica abbiano la stessa etimologia. Dio si affida all’uomo come Mistero, come segreto, sempre in un’esperienza mistica di preghiera, nella disponibilità ad ascoltare la sua voce.
Il grande ruolo di Medjugorje sembrerebbe stare proprio in questo.
Nella Chiesa moderna, in molti hanno trascurato proprio questo aspetto così importante dell’incontro con Dio. Medjugorje si pone come una scuola di preghiera e di profonda esperienza di Fede.
In un tempo in cui purtroppo nella teologia e nella stessa Chiesa si è fatta strada la dottrina del futile, Medugorje riporta al centro della vita cristiana ciò che è veramente importante: la Croce di Cristo, la Sua morte e la Sua Risurrezione, la Sua presenza viva oggi nella Chiesa e in ciascuno di noi mediante il Suo Spirito. Ed è per me questo il segno più forte della sua autenticità.


LA RISCOPERTA DELLA DIMENSIONE MISTICA DEL CRISTIANESIMO
Il cattolico laico Von Hugel all’inizio del ‘900 , partendo dal fatto che il
Vangelo di Giovanni fu sempre considerato, a partire dai primi secoli, come vangelo “spirituale”, faceva notare come nel cristianesimo si possano distinguere tre elementi: quello istituzionale, quello intellettuale e quello mistico. Il primo viene di solito ricollegato a Pietro, il secondo a Paolo il terzo a Giovanni.
Tenendo in considerazione l’attuale situazione della Chiesa cristiana la teologa protestante Solle in un suo articolo “la Mistica e la resistenza” afferma che “il giusto equilibrio fra questi tre elementi è fondamentale, ma nella cultura cristiana del mondo ricco del nostro tempo questo rapporto si è profondamente infranto: nella Chiesa Cattolica regnano Pietro e i suoi seguaci, nella Chiesa protestante Paolo e i suoi seguaci, mentre l’elemento mistico viene soffocato e resta inosservato. La mistica viene esiliata e tuttavia molti ne sentono il bisogno e la cercano.
Secondo l’opinione di moltissimi teologi che si sono accostati ai fatti dell’Erzegovina con libertà e senza preconcetti, Medjugorje, per spiritualità e devozione, apre la via del ritorno proprio a questa dimensione mistica della fede cristiana.


Nei primi secoli della cristianità i grandi vescovi assumevano in sé i tre elementi citati essendo contemporaneamente acuti teologi, grandi principi della Chiesa e soprattutto altissime figure di santi (v ad esempio S Agostino, S. Ambrogio, S. Carlo Borromeo). Nel Medio Evo i principi della Chiesa hanno via via affidato la teologia e la mistica quasi esclusivamente ai monaci tenendo per sé solo l’elemento istituzionale, privandolo così del suo contenuto più vero, della sua anima. Nell’età moderna questa evoluzione ha preso forme ancor più negative. L’istituzione della Chiesa in alcuni casi si è irrigidita , ha perso vitalità, e l’intelletto, senza esperienza mistica, diviene superbo, talvolta arrogante. Il saggio consiglio di Paolo” Non spegnete lo Spirito! Non disprezzate le profezie! Esaminate ogni cosa e tenete ciò che è buono!” sembrerebbe oggi per molti incomprensibile dal momento che manca l’esperienza dello Spirito e della parola profetica. L’esperienza mistica viene così considerata come stravolgimento della vita ordinaria, fuga dalla realtà, da evitare ad ogni costo.
E’ interessante notare come il numero delle apparizioni mariane si sia sempre accresciuto durante lo sviluppo della storia della Chiesa, anche nel nascondimento e nella segretezza e come esse, ovunque si siano
verificate, abbiano sempre rinfocolato la fiamma della vita spirituale. Proprio per questo le apparizioni sono una delle teologie più alte dell’età moderna. Karl Rahner le inserisce nell’ambito della dimensione mistica e vede in esse un impulso molto forte e positivo nella vita impoverita della Chiesa in un dato periodo storico. “ Le rivelazioni private devono essere nella loro essenza un imperativo di come il cristianesimo debba operare in una determinata situazione storica.” (Visioni e profezie, ed. Vita e Pensiero).
In un tempo in cui il Cristianesimo è stato messo a nudo dal razionalismo e l’esperienza cristiana si è quasi completamente inaridita, Medjugorje è un grido che invoca l’esperienza mistica, il riposizionamento di Dio nel centro della vita. Gli uomini che cercano Dio con sincerità l’hanno capito e per questo Medju, nonostante le resistenze e le opposizioni, è riconosciuto come luogo della presenza di Dio vicino all’uomo e di conseguenza luogo di raduno e di rinnovamento della Chiesa.

I VEGGENTI DEVONO ESSERE PERFETTI?
Fin dal primo momento delle apparizioni i veggenti di Medjugorje sono stati sottoposti a molteplici indagini di tutti i tipi, anche apertamente critiche, come è del resto comprensibile in questi casi.
Nei primi tempi la normalità della loro vita e dei loro comportamenti attirò l’attenzione generale, anche dei media. Le interviste suscitarono presto l’interesse dei medici e degli scienziati che vollero accertare se i sei giovani fossero psichicamente sani o se la loro esperienza fosse frutto di una mente malata: tutte le possibili analisi medico-scientifiche hanno accertato che questi veggenti sono persone perfettamente a posto, normali.
Ma anche questi dati non sono stati da tutti ritenuti sufficienti. Alcuni osservatori hanno così cominciato a confrontare una per una le parole, i racconti pubblici dei veggenti, soppesandole con estrema minuzia sulla bilancia per scoprire in esse ogni possibile inattendibilità, ogni apparente incongruenza, eventuali contraddizioni, scandagliandole con sempre maggiore profondità anche nella vita privata.
C’è chi considera i veggenti inattendibili per il fatto che hanno preferito sposarsi e formarsi una famiglia invece di entrare in convento, altri trovano disdicevole che non passino tutto il giorno in chiesa e così via.
Una critica curiosa, ripetuta da più parti, riguarda la proprietà di linguaggio dei veggenti, le difficoltà di esposizione evidenziate in alcune circostanze specialmente agli inizi delle apparizioni. Per alcuni certe interruzioni del discorso, i balbettamenti in cui i veggenti sono talora incorsi, darebbero prova di una instabilità personale o addirittura della falsità delle loro affermazioni.
E’ indubbio che le persone che parlano in modo chiaro risultano anche più attendibili: l’eloquenza è stata sempre apprezzata, dall’antica arte retorica ai moderni mezzi di comunicazione con i loro abili speakers e showman. Ma proprio questo modo di parlare perfetto, a mio parere, suona spesso meccanico e artificioso, dà un’impressione di freddezza. E’ pur vero che ci riesce difficile ascoltare qualcuno che balbetta o si blocca nel parlare ma cerchiamo di essere comprensivi: questa situazione è un tormento per l’oratore stesso che non può fare diversamente. Appare riduttivo considerare la balbuzie solo la conseguenza di un difetto organico o peggio ancora della falsità di quel che si dice: può essere altresì espressione di un avvenimento molto intenso di cui è difficile dar conto verbale. Ogni blocco del nostro discorso fluido mostra che nel nostro intimo siamo perfettamente toccati e che abbiamo realmente partecipato fino in fondo a ciò di a cui parliamo. Quello che vogliamo dire non è una semplice informazione ma si tratta di qualcosa che ci tocca profondamente. Sentiamo di dover dare testimonianza di qualcosa per cui non troviamo le parole. Nello stesso modo i veggenti di Medjugorje hanno spesso descritto i loro messaggi scritti: e cioè che riescono a stento a riferire quello che hanno vissuto e che vivono nel momento dell’apparizione.
Ebbene nella Bibbia troviamo diversi esempi in cui il blocco del discorso è riconducibile alle cause appena indicate.
Quando Mosè ricevette da Dio la missione di andare dagli Israeliti per annunciare la liberazione dalla prigionia egiziana disse: “ Mio Signore io non sono un buon parlatore: non lo sono mai stato prima e neppure da quando
tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca e di lingua.”(Es 4,10)
Anche Geremia esprime paura davanti alla missione profetica: “ Ahimè, signore Dio ecco io non so parlare perché sono giovane” ( Ger 1,6).
Lo stesso Paolo sente i suoi nemici affermare che è impacciato nel parlare ( 2 Cor, 11,6). E lui stesso confessa ai Corinzi di essere stato debole e timoroso nell’annunziare il Vangelo e di aver trepidato (1 Cor 2,3).
Ci potremmo chiedere perché Dio chiami al suo servizio proprio queste persone che pur non essendo convincenti nel parlare devono farlo in suo nome. Il discorso non convincente allora forse suggerisce che nella vita non tutto si deve necessariamente svolgere senza errori. L’improvvisa irruzione di un’altra realtà, della realtà di Dio nella nostra vita , infrange la nostra apparente sicurezza, infrange tutti i modelli abituali, il nostro comportamento e il nostro modo di esprimerci e ci invita a cambiarli. Del resto anche nei rapporti umani non è sempre vero che un rapporto sia eccellente per il fatto che esprima assenza di qualsiasi contrasto o sollecitazione. Lo stesso vale nel rapporto con Dio. Il dialogo con Lui non deve essere in forma di espressioni forbite e sempre raffinate. Può perfino essere un balbettio. Balbettare dimostra che siamo manchevoli, imperfetti, tanto più davanti a Dio. La Bibbia testimonia che Dio non opera mai in condizioni ideali e per mezzo di uomini perfetti . Al contrario molto spesso opera in condizioni di vita confuse e per mezzo di uomini che hanno debolezze e imperfezioni umane. Qualcuno ha detto, non senza ironia, che Dio sembrerebbe scegliere sempre le persone sbagliate!
Se i criteri con i quali sono stati valutati negli ultimi 30 anni le qualità umane e morali dei veggenti e dei sacerdoti di Medjugorje ( e mi riferisco anche a P. Tomislav Vlasic diffamato recentemente su tutti i giornali) venissero applicati alle grandi figure dei personaggi biblici, come Mosè, Davide, Salomone fino a Pietro, Paolo e altri, sono convinto che la maggior parte di loro non supererebbe la prova. Molti uomini di Chiesa hanno un’idea superficiale e sbagliata delle persone attraverso cui Dio può operare. Anche qui fa fede il dettato della Bibbia, che dimostra come Egli sia sempre imprevedibile nel suo operato!
Negli ultimi 30 anni i veggenti di Medjugorje hanno dovuto spesso sentire giudizi di pessimo gusto, immeritati e spietati, su di sé, sulle loro scelte e sulla loro vita, da parte di uomini anche della cerchia ecclesiastica. So per certo che non hanno mai risposto allo stesso modo.

IL CONSENSUS FIDELIUM
Constatando che i pellegrinaggi a Medjugorje non tendono a ridursi, ma stanno continuamente aumentando (basti pensare ai 55000 fedeli di ogni razza e nazione con oltre 600 sacerdoti che si sono ritrovati dal anche quest’anno, dall’1 al 6 agosto 2011, per l’annuale “Festival dei giovani”), e che sono ormai oltre 30 milioni i pellegrini che hanno raggiunto in questi anni il paesino dell’Erzegovina, sembra sempre più necessario uscire dalla posizione di ostinata negazione, di costante opposizione o indifferente osservazione, nonchè dal persistente silenzio della stampa ecclesiastica, quando gli stessi media, se non altro per fare “audience” in coincidenza con la conversione di un giornalista noto come Paolo Brosio, hanno ultimamente riservato spazi importanti al “fenomeno” Medjugorje, anche se trattato prevalentemente con estrema superficialità.
E’ evidente che tutta questa resistenza, tutto questo negare e passare sotto silenzio , non trovano il minimo consenso tra i fedeli, tanto più in questo momento allorchè dal vescovo locale sono state emanate disposizioni ancora più severe rispetto agli incontri dei veggenti con i pellegrini e mentre la stessa attività dei frati è seguita con un certo sospetto.

I fedeli dal canto loro sono guidati dalla voce interiore della coscienza e dall’esperienza della Fede. Sono pienamente convinto che l’Autore di tutto ciò è lo Spirito Santo e che qui, dopo 30 anni di ininterrotte apparizioni di Maria, si può applicare il principio teologico del “sensus fidei fidelium” o del “consensus fidelium”, cioè del senso della fede e del consenso dei fedeli, come troviamo nei documenti conciliari e post conciliari e nelle dichiarazioni dei Pontefici. In questo senso penso che, nelle valutazioni e considerazione sul fenomeno Medjugorje, possano servire come vademecum e come guida le indicazioni della Congregazione per la dottrina della Fede del 27 Febbraio 1978 sulle norme relative alla valutazione e alla differenziazione delle rivelazioni private e delle apparizioni, sottoscritte dall’allora prefetto della Congregazione stessa Card. Seper.
Fino ad oggi il testo non ha perso nulla della sua attualità e importanza e può essere applicato per intero anche agli eventi di Medjugorje con tutte le sue implicazioni e tutti gli argomenti pro e contro. In tale documento la congregazione riassume in tre livelli le norme riguardanti le presunte apparizioni:

  1. bisogna valutare i veggenti per escludere che non si tratti di falsi veggenti.
  2. se l’intera faccenda non dovesse sistemarsi da sola, risolversi o cadere nell’oblio, si passa ad un riconoscimento del culto “ad experimentum” anche se questo non equivale in alcun modo ad un riconoscimento dell’autenticità delle presunte apparizioni, e in questo modo si deve giungere ad un inquadramento dei fatti sulla base di una prassi religiosa sana e corretta, nella preghiera, nel raccoglimento e nell’amministrazione dei Sacramenti, e a una costante crescita della vita spirituale e della santità;
  3. quando poi è trascorso un certo tempo dalla condizione “ad experimentum”, se le circostanze lo dovessero richiedere, deve seguire il parere decisivo sugli avvenimenti alla luce delle esperienze vissute ma soprattutto dell’esame dei frutti spirituali come risultato di tali esperienze e della prassi religiosa.

Abbiamo già visto sopra, per quanto riguarda il primo punto, quanto accurate e lunghe siano state le valutazioni medico- scientifiche che occupano un arco di tempo che va dal 1984 al 2005, concluse con il riconoscimento della normalità mentale e psicologica degli interessati, con il riconoscimento dello stato di ”estasi” durante le apparizioni, e con l’esclusione di ogni forma di inganno documentabile da parte dei veggenti stessi.
E’ impressionante la concordanza delle prove e dei pareri favorevoli all’autenticità del fenomeno Medjugorje, considerando l’insieme degli
esperimenti teologici, sociologici e medico-scientifici sui veggenti condotti da parte di team di scienziati francesi, italiani e austriaci. Secondo il teologo e mariologo prof. René Laurenten, il massimo studioso di Lourdes, per le apparizioni di Medjugorje ci sono prove di autenticità più forti di quelle di Lourdes, che sono state riconosciute dalla Chiesa.
Secondo i criteri di discernimento di Ignazio da Loyola , la ragione di questi o simili fenomeni può essere o del tutto umana o divina o demoniaca.
Dalle conseguenze bisogna sempre risalire alle cause.
La scienza da sola come tale non può né dimostrare né contestare che la Madonna appaia o meno ai veggenti, così come non si sarebbe potuta registrare la Risurrezione di Cristo con strumenti scientifici o telecamere anche stando a fianco delle guardie romane presso il sepolcro di Gesù.
Si può dire però che i veggenti anche dopo 30 anni sono fisicamente e psichicamente sani e vivono un’esperienza profondamente coinvolgente, che supera ogni limite umano e che fino ad oggi ha operato in loro in modo intenso e non può essere eliminata dalla loro biografia, Per i veggenti questo è un tesoro sacro.
Se in base agli studi fatti si può escludere una qualunque causa umana, va altrettanto esclusa quella diabolica , perché il demonio non può portare continuamente buoni frutti.
Perciò dopo tanti anni sarebbe opportuno, sia nella Chiesa locale che in quella mondiale, osservare i frutti che le apparizioni mariane di Medjugorje hanno portato e continuano a portare al di là di tutti i pregiudizi e i preconcetti ideologici.

I FRUTTI DI MEDJUGORJE
A Medjugorje ogni giorno si realizza davanti agli occhi di tutti la Chiesa “Una, Santa, Cattolica”. Qui essa viene vissuta come una realtà vivente.
Sono trascorsi ben 20 anni dalla “ Dichiarazione di Zara” del maggio 1991 con la quale la Congregazione della Fede ha sancito l’inizio del “tempum ad experimentum” previsto dalla Dichiarazione del 1978 che abbiamo visto sopra. Questi anni sono sufficienti per vedere che a Medjugorje non c’è alcuno scostamento dalla dottrina della Chiesa e dalla sua prassi. La Chiesa non ha mai dovuto intervenire per qualcosa di eretico, di scismatico o per qualcos’altro che fosse contrario alla dottrina cattolica. Le preghiere e le funzioni celebrate ogni giorno dal 1981 sono fino in fondo cristologiche, mariane, eucaristiche, sacramentali. Sono in totale accordo con le norme ecclesiastiche.
E’ impossibile asserire che i frutti di Medjugorje nella Chiesa siano solo frutto della intensa preghiera e della prassi sacramentale. Sarebbe un circolo vizioso. Anche in altri luoghi di pellegrinaggio nella Chiesa mondiale ci sono la preghiera e la prassi sacramentale, ma ciononostante mancano quei frutti e quelle ripercussioni che osserviamo ogni giorno a Medjugorje. E’ chiaro che Preghiera e Sacramenti portano ricchi frutti in tutta la Chiesa e nel mondo: ma perchè le persone sentono il bisogno di recarsi proprio a Medjugorje, in questo luogo sperduto e ancora oggi poco servito dai mezzi di comunicazione, per imparare a pregare, per convertirsi, per fare proprio qui un’esperienza concreta di Dio e di Fede per poi riportare a casa i frutti di Medjugorje, darne testimonianza e diventare missionari? E’ impossibile disgiungere le affermazioni dei veggenti sulle apparizioni dai frutti concreti delle apparizioni che vediamo e registriamo ovunque nella Chiesa.
Il “consensus fidei et fidelium” (il concetto collettivo di fede) si può trovare anche nel fatto che qui sono rappresentate tutte le condizioni di vita del popolo di Dio, tutte le classi e i ceti della società e della Chiesa, tutte le lingue, le nazioni, i popoli e le razze.
Le tre caratteristiche essenziali della Chiesa – martirio, liturgia e diaconia- qui si riflettono in forma di testimonianza, venerazione di Dio, devoto servizio nella Carità. E si può vedere che tutte insieme crescono nella santità. Medjugorje è un fenomeno mondiale, i frutti sono visibili ovunque, in tutti i continenti.

NON SPEGNETE LO SPIRITO”
Per sua natura Medjugorje è un movimento laico, un movimento dal basso, di semplici laici sostenuti da una spiritualità laica, da una devozione
e dedizione laica al Signore e alla Madonna. I veggenti stessi sono semplici fedeli, dei laici, e perciò raggiungono più facilmente il cuore della gente semplice.
Medjugorje è un movimento di pellegrini e di pace: infatti le persone vanno lì per cercare la pace interiore.
E’ un movimento di rinnovamento della Chiesa – “Ecclesia semper reformanda”- .
E per giunta è un movimento umanitario, poiché in tutto il mondo si sono prodotte grandi opere caritatevoli e samaritane (cui il Papa anche nell’ultima sua Enciclica attribuisce grande valore).
La Costituzione conciliare Lumen Gentium dice chiaramente: “ Questi carismi, dai più straordinari a quelli più semplici e più largamente diffusi, vanno accolti con gratitudine e consolazione ( LG 12,2)
E il decreto conciliare sull’apostolato dei laici dice ancora più esplicitamente “Dall’aver ricevuto tali carismi, anche i più semplici, sorge per ogni credente il diritto e il dovere di esercitarli per il bene degli uomini e l’edificazione della Chiesa, sia nella Chiesa stessa che nel mondo, con la libertà dello Spirito Santo” (Apostolicam Actuositatem 3,3)
Dopo 30 anni di apparizioni e di messaggi mariani possiamo affermare che a Medjugorje si può parlare di carisma profetico, di rivelazione profetica, di quel richiamo alla conversione che troviamo in tutti i fenomeni simili nella storia della Chiesa.
E’ evidente che la Chiesa orante qui ha riconosciuto la volontà di Dio e la presenza di Maria, e di questo ha parlato anche Giovanni paolo II nell’omelia tenuta a Zara il lunedì di Pentecoste del 2003. In tale occasione ha espressamente menzionato il “sensus fidei fidelium” cioè il senso della fede dei credenti.
Moltissimi gruppi di preghiera sorgono in tutto il mondo come frutto degli eventi di Medjugorje e portano in sé il segno dell’autenticità e della credibilità, facendo vivere una nuova primavera alla Chiesa intera.
Questo fenomeno ha coinvolto anche il nucleo, il cuore della Chiesa, e per questo ha un peso ben maggiore, per esempio, di una normale beatificazione di un servo di Dio. Ora, se in una beatificazione viene chiesto il parere del popolo di Dio c’è da chiedersi perché non si potrebbe anche qui procedere in un modo simile, soprattutto considerando gli effetti
della presenza di Maria in singoli luoghi, in particolari esperienze e miracoli che singoli individui hanno vissuto personalmente proprio a Medjugorje e grazie a Medjugorje.
In tutta la storia della salvezza Dio ha cercato e stabilito la comunicazione, il collegamento con la sua creatura con l’aiuto di apparizioni e visioni. Questa forma di comunicazione è adeguata alla struttura fisico-spirituale dell’uomo anche in epoca di razionalismo e di avanzate tecnologie. Possiamo interpretare il fenomeno Medjugorje nell’uno o nell’altro modo, ma l’onestà intellettuale ci impone di interessarci alla “verità” di questo evento alla luce della rivelazione, della mistica, delle esperienze soprannaturali e anche alla luce di tante altre esperienze simili, in altre circostanze o in altre comunità di fede o altre religioni.
Se Dio ha parlato durante tutta la storia dell’umanità perché oggi dovremmo essere esclusi da un tale metodo di comunicazione, in cui lo Spirito Santo, per le tante necessità e i tanti bisogni del mondo attuale, si serve delle apparizioni e delle visioni? Ne dovremmo trarre con S. Paolo la già citata ammonizione: “ Non spegnete lo Spirito! Non disprezzate le profezie! Esaminate ogni cosa e tenete cio’ che è buono” ( 1 TS 5, 19-21).


CRISTO CENTRO DELLA STORIA PERSONALE E COSMICA
Maria stessa ha spiegato lo scopo principale delle apparizioni a Medjugorje: “Sono venuta per dire al mondo che Dio c’è, esiste, e chi incontra Dio incontra la Vita e incontra la Pace!” In effetti il problema più grande oggi, sotto gli occhi di tutti, è costituito dalla scristianizzazione o apostasia dalla fede di sempre più grandi fette della popolazione, soprattutto nel continente europeo.
Maria nei suoi messaggi ha ripresentato le verità fondamentali della Fede, ha mostrato ai veggenti il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno, come testimoniato continuamente dagli stessi, ha coinvolto un’ intera parrocchia in questo cammino di rinnovamento della Fede facendosi guida e maestra di una intera generazione, puntando sulla preghiera, sulla Parola di Dio, sui Sacramenti, sul digiuno e la penitenza richiamati instancabilmente nei suoi messaggi prima settimanali poi mensili, per portare tutti alla santità attraverso l’offerta della propria vita come eucaristia vivente. Questo il vero traguardo cui la Madonna vuole portare quanti l’hanno accolta riconoscendola come Madre di Dio e di ogni uomo, attraverso la via dell’elevazione alla contemplazione di Dio, che esige un’ascesi personale e comunitaria con lo sguardo rivolto alla Patria vera che è quella del Cielo come scrive S. Paolo. L’incontro con Cristo Suo Figlio oggi è il dono che Maria facilita a chi lo chiede con cuore aperto, ripetendo con ciascuno quella “visitazione” inaugurata con Elisabetta e Giovanni Battista 2000 anni fa. Maria come sempre ci porta Cristo e ci porta a Cristo perché il combattimento individuale di ogni giorno per vincere il male, per far morire l’uomo vecchio, corruttibile che è in noi, ci conduca alla trasformazione nell’uomo nuovo, risorto. Sono i frutti di questa risurrezione individuale che potranno cambiare le sorti dell’intera creazione fino alla realizzazione dei “nuovi Cieli e della nuova Terra” di cui parla l’Apocalisse. Dopo il dispiegamento dei 10 segreti annunciati a Medjugorje questo potrebbe essere l’esito del cammino di rinnovamento cui è chiamata l’intera umanità, in quel “tempo di primavera” preannunciato, ove non vi sarà necessità di altre apparizioni (e Maria stessa ha ripetutamente asserito che queste sono le ultime sue apparizioni sulla Terra) perchè allora Cristo sarà Tutto in tutti, finalmente riconosciuto da ogni uomo come “ il Signore”, davanti al quale ogni ginocchio si piegherà “in cielo, sulla terra e sotto terra” come profetizzato nel Vecchio e nel Nuovo Testamento.


Fonte:http://www.giancarlo-comeri.com/medicina-e-vita/32-la-verita-di-medjugorje.html

sabato 27 giugno 2015

La Commissione ha parlato con noi, e non sto aspettando con paura.

Cari amici abbiamo in diretta Marija Pavlovic da Medjugorje che ci riferisce il messaggio della Regina della Pace di oggi, 25 giugno, 34° anniversario delle apparizioni.
Ciao Marija!
Ciao padre Livio. Saluto tutti gli ascoltatori di Radio Maria con tanta gioia nel cuore perché oggi è
il 25 giugno, 34° anniversario delle apparizioni.
Oggi la Madonna ci ha dato il seguente messaggio :

"Cari figli!
Anche oggi l’Altissimo mi dona la grazia di potervi amare ed invitare alla conversione. Figlioli, Dio sia il vostro domani, non guerra ed inquietudine, non tristezza ma gioia e pace devono
regnare nei cuori di tutti gli uomini e senza Dio non troverete mai la pace. Perciò, figlioli, ritornate a Dio e alla preghiera perché il vostro cuore canti con gioia. Io sono con voi e vi amo con immenso amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Marija come hai vissuto questa giornata a Medjugorje?
- A Medjugorje la Madonna canta, canta di gioia, canta di preghiera perché come ogni anno siamo grati a Dio e alla Madonna per la sua presenza.
Sapete che ultimamente i giornali parlano, i giornalisti inventano tante cose, ma la cosa più bella è che quando sei a Medjugorje non pensi al domani, pensi ad oggi, perché la Madonna è con noi.
In questi giorni, in modo speciale nei giorni della novena, la mattina prima del sorgere del sole, andavamo cantando, pregavamo durante il giorno e durante la notte si vedevano le luci che
andavano su e giù dalla collina dell’apparizione. Ieri adorazione tutta la notte, stasera adorazione per tutta la notte per ringraziare la Madonna tutta la sera della sua presenza e del suo messaggio. Ci
invita poi a pregare per tutte le vocazioni, per tutte le persone che sono qua, per tutte le persone che si sono convertite a Medjugorje, per tutti i doni di guarigione, i doni di conversione, i doni delle
confessioni.
Quest’albero qui a Medjugorje è così ricco e così bello che, l’unica cosa che sentiamo nel cuore, è la tenerezza di Dio. E lo vorrei condividere con voi e dirvi : Dio è buono e misericordioso con noi,
ci dà Sua Madre, ci dona la pace, ci dona la Regina della Pace e questa è una gioia immensa. Oggi stiamo lodando Dio e lo ringraziamo per ogni dono che ci sta dando. La Madonna ci invita alla conversione. Soprattutto la Madonna dice: “l’Altissimo mi dà la grazia di potervi amare”. La Madonna, con immenso amore, ci sta amando oggi così come i primi giorni dell’apparizione.

Senti Marija raccontaci: come è stata quel 25 giugno 1981 per te, che il giorno precedente non avevi visto la Madonna?
- Il 24 giugno, io sono entrata in casa. (…) I miei genitori, avevano portato mia sorella in un altro campo lontano da casa, pensando al comunismo dell’oppressione, della prigione, e tante volte anche
della morte. I miei genitori si sono spaventati e hanno pensato: “che il Signore ci aiuti!”… era come abbracciare la croce invece il Signore ha proprio pensato che la nostra famiglia doveva rimanere lì. In casa mia eravamo io e il piccolo Jakov. Qualche giorno fa è venuto fuori un breve video delle apparizioni dei primi mesi dove Jakov stava guardando una macchina fotografica ed era così simpatico e così piccolo.... Rivedere questo video mi ha dato gioia perché era un bambino sorridente, biondo, con una frangetta davanti… era così curioso e guardando questo filmino ho pensato a quanto eravamo innocenti, a quando eravamo “di Dio e della Madonna”. Nella nostra casa si pregava, c’era Dio, infatti la Madonna, quando le abbiamo chiesto perché fosse venuta, ha detto “ perché ho trovato ancora la fede viva e, grazie al cielo, questa fede è viva ancora oggi”

E quindi tu eri con Jakov lì in casa …
- Sì, ero con Jakov in casa perché dovevo prepara la cena…poi Vicka ha sentito il bisogno di “andare”, ha chiamato mia sorella e le abbiamo detto “Ma dove vai?” Vicka ha risposto “sento il bisogno di andare là…venite anche voi.” Siamo andati e ai piedi della collina e abbiamo visto una grande luce…noi eravamo lì e la Madonna era sulla collina …prima è arrivata la luce, poi è arrivata Lei. Eravamo scioccati! Lei con la mano ci invitava a venire, ad avvicinarci a Lei ma non avevamo il coraggio. Era lontana, più di 300 metri da noi, ma il Suo amore ci ha presi già in quel momento. Eravamo spaventati, non sapevamo cosa fare e come reagire. La Madonna era come una calamita che ci attirava, il Suo amore ci attirava! Dal quel momento abbiamo iniziato a dire “La Madonna ci chiama, dobbiamo andare!”. Abbiamo cominciato a correre e chi è arrivato vicino a noi ha detto che “volavamo”, che nessuno riusciva a raggiungerci…

In mezzo a cespugli spinosi e rocce …
- Le rocce, le spine, Jakov stesso è finito in un cespuglio dove c’era un nido di vespe! Volavano intorno a lui ma non ha sentito niente perché è prevalso l’amore della Madonna. Quando tutto è
finito non c’era una vespa che l’avesse punto!

…e poi come siete arrivati lassù?
- Ci siamo avvicinati alla Madonna e ancora oggi non ho parole per descrivere quello che sentivo! Avevo dentro la gioia perché la presenza della Madonna era presenza di Dio che ha riempito il
nostro cuore e quando hai Dio nel cuore tutto il resto non è più importante… E’ importante Lei, la Sua presenza ci ha portati a Dio, ha permesso di innamorarci di Lei e attraverso Lei ci ha portati
dalla collina dell’apparizione fino alla chiesa e ha detto “mettete Dio al primo posto nella vostra vita!”.
Ha cominciato a parlarci di Dio, a pregare con noi e noi abbiamo cominciato a seguirla. La Madonna dice che Lei e la Sua presenza per noi sono sempre stati un invito per avvicinarci a Dio”.
Sin dai primi giorni, nonostante lei non abbia parlato, la Sua presenza era preghiera. Poi, piano piano, ….il terzo giorno, il quarto, etc… la Madonna ha cominciato a pregare e a parlare.
Quando noi le abbiamo chiesto “perché hai scelto noi? noi non siamo migliori” Lei ha risposto: “Dio mi ha permesso di scegliere e io ho scelto voi” così abbiamo sentito il dovere di rispondere a
questa Sua chiamata!

Senti un po’ Marija,…tu comunque fin dal giorno del 26 giugno e poi, quando la Madonna ha scelto la parrocchia sei diventata lo strumento dei suoi messaggi più importanti…alla parrocchia e
al mondo. Tu sei consapevole di questa scelta particolare? Tu una volta mi hai detto che la Madonna ha scelto te perché hai poca memoria…(sorride)
- Esattamente, perché io sono quella più… Mirjana è più intelligente mentre io ogni tanto vado in crisi e penso che…siamo niente, siamo polvere senza Dio. Invece Dio è la forza, la gioia di vivere, di trasmettere quello che la Madonna ha messo dentro il Suo cuore. Noi ci siamo innamorati della Madonna, abbiamo cominciato a seguirla perché Lei è stata la nostra
forza, il nostro coraggio, nonostante avessimo paura della morte perché…chi non ha paura della morte ? Ma è prevalso il desiderio di Paradiso, è prevalsa la gioia della presenza della Madonna che
ci ha mostrato che la vita non finisce qua, la vita va avanti verso l’eternità.

Senti…vorrei farti una domanda molto semplice ma chiara : tu sai che fra poco e, forse prima della fine dell’anno, la Chiesa si pronuncerà per la seconda volta - la prima volta fu a Zara nel
1991 - e ora a livello più grande, cioè a livello della Chiesa universale sarà il Papa stesso che darà delle direttive, dirà delle parole, le parole della Chiesa, di orientamento per tutti noi per
quanto riguarda questo grandissimo evento che tocca da vicino ormai da un terzo di secolo la vita della Chiesa del mondo. Tu e voi veggenti come attendete questo pronunciamento?”
- Con tanta gioia, tanta, tanta gioia perché noi sappiamo che la Chiesa è la madre, e una madre non può picchiare, non può non amare i propri figli. Noi siamo stati sempre abituati dalla Madonna a vivere nella Chiesa. Lei ci ha portato nella Chiesa dalle rocce della montagna delle apparizioni, Lei ha detto : “andate nella Chiesa, là sarete protetti!”.
Noi con tutto l’amore siamo qua a testimoniare che la Chiesa ha da dire qualcosa siamo qua se ha bisogno di correggerci, siamo pronti, non abbiamo nessuna paura perché, la gioia di essere nella
Chiesa, la ricchezza di essere cristiani, noi l’abbiamo imparata con la Madonna e questo ci dà tanta gioia nonostante non sappiamo quali siano i progetti di Dio.
Adesso abbiamo il Santo Padre, la Commissione ha parlato con noi. Io devo dire che ho avuto una bellissima esperienza incontrando la Commissione e non sto aspettando con paura, non ho paura perché se tutto questo è un’opera di Dio - e io credo sia opera di Dio - nessuno potrà distruggerla.
Se non è da Dio sarà distrutta subito!
Per questo io ringrazio il buon Dio per il grande dono, io riconosco che è dono di Dio perché non è opera né mia né degli altri veggenti, non è opera di frati, non è opera di pellegrini ma è un invito della Madonna – come dice la Madonna: Dio le ha permesso di essere in mezzo a noi. Lei ci guida alla santità, Lei ci guida alla conversione, Lei ci chiama per mettere Dio al primo posto nella nostra vita. Lei è arrivata con il nome di Regina della Pace, chiede, supplica tutti noi di essere strumenti della pace “In questo mondo senza Dio e senza pace” dice la Madonna.

Ed è contenta la Madonna oggi?
- La Madonna è arrivata con vestiti dorati …era contenta, era tranquilla, era gioiosa e nello stesso momento porta con sé il Paradiso e questo Paradiso lo sta trasmettendo a noi. Questa è una grazia ogni giorno. La presenza della Madonna è per tutti noi una cosa che non possiamo descrivere. Io penso che solo pregando possiamo sempre più dire : Signore grazie per questo dono! Perché tu stai cercando di convertirmi da uomo vecchio, attaccato al mondo, alla terra, ci stai elevando verso la
vita eterna, verso la santità, verso il Paradiso! Tutti noi abbiamo quel desiderio di Paradiso nel cuore questo lo vogliamo condividere con tutti i pellegrini che vengono qui.

Grazie Marija mi hai fatto commuovere…
- Padre Livio…ringraziamo il buon Dio perché Medjugorje … è una ricchezza per tutti, una ricchezza per quelli che sono pagani. Io ho avuto in questi giorni un’esperienza bellissima di persone che sono arrivate qua senza Dio con un paganesimo terribile…quest’ideologia…Due ragazze che sono arrivate, che vivono insieme con questa politica come si dice…come dice la pubblicità “due donne, due uomini”…sono venute qua da pagane per curiosità…da lontano… e hanno deciso di vivere nella castità, di lasciarsi e io dopo ho pianto e ho detto “nessuno ha detto
loro niente” ma loro hanno sentito i comandamenti di Dio e hanno sentito il bisogno di non vivere più nel peccato. Tante situazioni di persone che erano lontane, pagane, alcolizzate, drogate, sono
passate da Medjugorje …e hanno fatto un cambiamento totale della loro vita. Hanno abbracciato Dio e i suoi comandamenti, hanno abbracciato l’amore che Dio attraverso la Madonna sta dando.

Grazie Marija adesso diciamo una preghiera…
(recitano il Magnificat…)
Marija ti raccomando la grande famiglia di Radio Maria, specialmente i malati i sacerdoti e tutti i volontari che ci aiutano…
- Con tutto il cuore in questi giorni eravamo sulle colline… ci sarà tutta la notte l'adorazione così saremo uniti con voi perché Medjugorje non dorme ma prega e davvero sarà così perché tanti pellegrini passeranno tutta la notte nella chiesa. La chiesa, le suore mi dicevano : “adesso durante l’adorazione esterna noi puliamo in fretta l’interno della chiesa perché così sarà bella pulita e bella fresca per l’adorazione di tutta la notte”. Così pregherò, saremo uniti con Dio e con la Madonna davanti al Santissimo con tutta la grande famiglia di Radio Maria, con tutti quelli che in qualche modo sono legati a Radio Maria. Pregherò e raccomanderò alla Madonna che la Sua radio sia davvero Sua in ogni momento! Che la protegga e che la guidi come vuole Dio!

Grazie di cuore Marija
- Che Dio vi benedica Padre Livio . Grazie e buona notte.
Buona notte Marija

per ascoltare:
http://www.radiomaria.it/…/2…/Telefonata_Marija_20150625.mp3
 Fonte: https://www.facebook.com/radiomaria/posts/910526208985330?notif_t=notify_me_page

Numerosi pellegrini a Medjugorje in occasione del 34° anniversario delle apparizioni della Madonna

data: 25.06.2015.

Il trentaquattresimo anniversario delle apparizioni della Madonna è stato solennemente celebrato, a Medjugorje, giovedì 25 giugno 2015, alla presenza di numerosi pellegrini, provenienti da tutti i continenti. Oltre a coloro che sono venuti qui con veicoli a motore, un numero significativo di pellegrini è giunto a Medjugorje a piedi, per sciogliere dei voti alla Regina della pace e ringraziare per grazie ricevute. Davanti alla chiesa di Medjugorje abbiamo incontrato Anica Čuić di Tomislavgrad che, con un gruppo di pellegrini, ha fatto ventotto ore di cammino per venire a Medjugorje: “Ci ha accompagnato anche la pioggia e ci siamo anche bagnati, ma tutto si è svolto in perfetto ordine. Avevo alcune mie necessità ed ho deciso di venire a Medjugorje. Qui si percepisce una pace particolare”. Mate Pocrnjić, originario di Spalato, è venuto a piedi a Medjugorje da Posušje: “Questa è già la seconda volta che, da Spalato, vado a Posušje e poi mi reco a piedi a Medjugorje. Noi abbiamo anche il santuario della Madonna di Sinj, ed ogni pellegrinaggio lascia una traccia particolare. L’aspetto di Medjugorje oggi è bellissimo, e lo è soprattutto il vedere così tanti giovani, venuti ad affidare alla Madonna le loro preoccupazioni, i loro problemi e le loro preghiere”.

Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/numerosi-pellegrini-a-medjugorje-in-occasione-del-trentaquattresimo-anniversario-delle-apparizioni-della-madonna,6946.html

venerdì 26 giugno 2015

MESSAGGIO STRAORDINARIO del 26 giugno 2015

 
Questa sera  il veggente Ivan, alle ore 22 ha avuto  un' apparizione straordinaria sul Podbrdo.

 “Come ogni giorno, dopo l’incontro con la Madonna, vorrei trasmettere anche a voi ciò che è più importante dell’incontro di stasera. Anche stasera la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.
Poi la Madonna ha pregato particolarmente su voi malati qui presenti per un periodo di tempo prolungato. Poi a pregato su tutti noi. Poi la Madonna stasera ha pregato particolarmente per le famiglie, per i giovani ed, in modo speciale, per la santità nelle famiglie.
In seguito ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che voi avete portato perché venisse benedetto. Io ho anche raccomandato tutti voi, le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie, tutto ciò che portate nei vostri cuori. Poi la Madonna ha continuato a pregare qui su tutti noi, ed in questa preghiera se n’è andata, se n’è andata nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”.
Stasera vorrei sottolineare in particolare che la Madonna ha pregato per un periodo di tempo prolungato per le famiglie, per la santità nelle famiglie e per i giovani. Noi sappiamo che la Madonna ieri ci ha rivolto un messaggio e quello di ieri è il messaggio più recente, che noi dobbiamo accogliere e vivere”.

Madre Teresa di Calcutta parla di Medjugorje in colloquio con Padre Slavko

Padre Slavko a colloquio con la beata Madre Teresa di Calcutta, durante i primi anni delle apparizioni a Medjugorje:
la beata Madre di Teresa di Calcutta disse:
Sì, appunto. Io seguo Medjugorje. So che vi viene molta gente, e molti si convertono. Ringrazio Iddio che opera così nel nostro tempo. Mi è stato tanto caro ricevere da voi e dai veggenti un'immagine di Medjugorje benedetta dalla Madonna durante un'apparizione. Così verrei volentieri a Medjugorje. Ma se vengo, molti verrebbero per me. E questo non va bene. Questo è il motivo per cui non sono venuta ancora, per quanto molti amici m'abbiano invitata a venire. (Madre Teresa di Calcutta)


Ecco l'intera intervista:
Diffondere e vivere davvero il tenero amore di Dio.
Fonte: dal libro “Conversando” di Padre Slavko (interviste seguite nel mensile “Sveta Baština ”, tra il 1983 al 1989)

Non occorre farne la presentazione. E' una donna di fede, di carità e di speranza. Molti la considerano loro sorella e madre. Piccola di statura, con il peso d'un bel numero di anni sulle spalle, madre Teresa è tutta nella sua parola e nel suo richiamo alla pace rivolto all'umanità. Dovunque vada, porta amore ed annunzia pace, invita alla preghiera, e ad affidarsi alla divina Provvidenza. Fonda comunità per tutto il mondo. Suo principale impegno: diffondere e vivere davvero il tenero amore di Dio. In occasione del dodicesimo Congresso della Famiglia a Vienna ha dato un messaggio al nostro collaboratore, per il nostro giornale: parla di sé,
delle sue esperienze, delle esperienze degli altri, come del suo atteggiamento verso Medjugorje. Ha parlato in parte in croato.
Questo è il più bell'augurio natalizio al nostro giornale ed ai nostri lettori.



Madre, son contento di parlare con te per il nostro giornale. Grazie per la tua disponibilità. La solita domanda di volerti presentare ai nostri lettori cade, perché ti conoscono e ti vogliono bene. Ti chiedo perciò semplicemente: Madre, come stai?

Madre Teresa: Grazie a Dio, sto bene. Ecco, gli anni mi pesano, ma mi dò da fare per lavorare ancora alla gloria di Dio e per il bene degli uomini. Lavoro quanto mi è dato dall'alto. Ho molte suore, fondo case (comunità) per tutto il mondo: i bisognosi aumentano. Sono stata anche a Cuba. Ho parlato con Castro. M'ha chiesto: "Perché vorrebbe venire a Cuba?". Gli ho risposto: "Con le mie suore vorrei portare un po' della tenerezza di Dio ai vostri ammalati, ai vostri poveri". Il presidente ha chiesto ancora: "Tutto qui?". Ho risposto: "Solo questo, e nient'altro". Ha sorriso, ed ha detto: "Allora bene. Venga". Abbiamo aperto case a Zagabria, a Skoplye, a Lubiana. Adesso vado in Polonia. Abbiamo anche là un grande noviziato. Onoriamo molto Maria, causa della nostra gioia. Questo raccomando a tutte le suore. Ci diamo da fare per diffondere la devozione a Maria ed a consacrarLe le famiglie. Così un giorno son venute anche alcune famiglie indù a chiedermi di consacrarle alla Madre Maria. Cosa che abbiamo fatto. Maria è Madre di tutti.
Alcuni se la ridono sul mio conto e dicono: "Madre Teresa ha l'aspetto d'un bambino, tiene sempre nelle mani la corona, come un bambino che vuol stare appiccicato a sua madre". Io me la rido. Ho sempre la corona fra le mani. E difatto è così. La Madonna mi guida. Son sempre più i paesi che vogliono le mie suore. M'han chiamata anche a Spalato ed a Subotica. Lo so, è la Madonna che guida tutto questo.

Madre, e con la Russia?

M.T.: Abbiamo avuto il permesso, e fra non molto apriamo una casa in Russia. Il motivo è lo stesso che a Cuba: vogliamo portare agli ammalati la tenerezza dell'amore di Dio.

Ti ricordi, Madre, che tre anni fa hai mandato a Medjugorje una tua collaboratrice a trasmettere alla Madonna, mediante i veggenti, tre tuoi
particolari desideri?

M.T.: Sì, come no! I desideri erano questi: aprire una casa in Russia; che si trovi una medicina contro l'AIDS; e che la Madonna aiuti in modo particolare l'India. Sono convinta che la mia prima domanda è stata esaudita. Di questo son così riconoscente alla Madonna di Medjugorje. Non abbiamo però ancora un rimedio contro l'AIDS. Bisogna senz'altro pregare ancora molto. Sono convinta che la Madonna aiuterà gli uomini della medicina a scoprire questo rimedio. Sarei tanto felice che si aiutassero questi sventurati ammalati. Così verrei volentieri a Medjugorje ... farò del mio meglio per venire a ringraziare perché è stata esaudita la prima supplica. Dite però alla Madonna che attendo siano esaudite le altre domande.

Dunque, Madre, tu hai promesso di venire a Medjugorje a ringraziare se si realizzano i tuoi desideri e le tue preghiere?

M.T.: Sì, appunto. Io seguo Medjugorje. So che vi viene molta gente, e molti si convertono. Ringrazio Iddio che opera così nel nostro tempo. Mi è stato tanto caro ricevere da voi e dai veggenti un'immagine di Medjugorje benedetta dalla Madonna durante un'apparizione. Così verrei volentieri a Medjugorje. Ma se vengo, molti verrebbero per me. E questo non va bene. Questo è il motivo per cui non sono venuta ancora, per quanto molti amici m'abbiano invitata a venire
.
Ma, Madre, non sarebbe nessun peccato se qualcuno venisse per te!

M.T.: (Sorride di cuore) Lo so, lo so. Per ora mi raccomando molto alle preghiere. Preghiere per i poveri di questo mondo. E i più poveri sono quelli che non hanno amore nel cuore. Dio è misericordioso e mite. Quando vado a Lubiana, vedrò di ringraziare perché è stata esaudita la prima supplica. Voi dite alla Madonna che attendo che siano esaudite anche le altre domande. Ditele di non dimenticarle. Gli ammalati di AIDS sono degli autentici poveri. Bisogna aiutarli. E questo può farlo solo Dio.

Allora, quando possiamo aspettarti a Medjugorje?

M.T.: Non so. Dopo la Polonia vado a Città del Capo, in Sud Africa, ad aprirvi anche là una casa. Poi vado in Tanzania: abbiamo anche là un noviziato. Dodici suore pronunziano i voti e desidero in ogni modo di trovarmi là. Dio ci ha benedetti con tante vocazioni, dappertutto. Preghiamo molto per le vocazioni. E' importante che nelle famiglie si preghi per le vocazioni. Preghiamo il rosario nelle famiglie, e Dio spingerà i giovani a consacrarsi, a dedicarsi agli ammalati ed a quelli che più hanno bisogno.

Madre, che cosa desideri dire a noi giornalisti qui radunati?

M.T.: E' una bella occasione per noi tutti di fare qualche cosa di bello. Ci siamo radunati per un congresso sulla famiglia. E' nostro dovere aiutare le famiglie e gli individui ad arrivare alla pace. Il mondo mai ha avuto tanto bisogno di pace quanto adesso. Tutti noi sappiamo che amore e pace stanno bene di casa nella famiglia. Io ripeto sempre la medesima cosa: se una madre uccide il suo bambino, noi altri cosa possiamo aspettarci? Uccidendo un bambino, noi
difatto distruggiamo ed uccidiamo la presenza di Dio e la Sua immagine. Perciò l'aborto è il più gran demolitore dell'amore e della pace.

Madre, secondo il tuo pensiero, qual è il modo più facile di riportare pace e amore, e così evitare l'aborto?

M.T.: Semplicemente: bisogna incominciare a pregare. Bisogna riportare la preghiera nella famiglia. Questo vuol dire restituire Dio alla famiglia. Allora tutto il resto si risolverà. Se davvero . incominciamo ad amare, il nostro amore diventerà azione, sarà operoso. Frutto d'un amore operoso è il servizio. E dove l'amore agisce, là ci sarà anche pace. Per questo vi prego, quando siete in contatto con la gente, o quando scrivete qualche cosa, trovate sempre qualche cosa che spinga il cuore dell'uomo al bene, all'amore. Perché tutto sta qui: che Dio ama noi e che noi ci amiamo gli uni gli altri. Ora l'amore incomincia nelle famiglie. Come? Con la preghiera. Una famiglia che prega sarà unita, in essa l'amore crescerà. Dove invece non c'è amore, la famiglia è infelice e si sfascia.
Amare operando e servire per amore - amore e servizio delle mie sorelle e mio - son chiari nella nostra decisione di adottare bambini in modo da combattere così contro l'aborto. Abbiamo già adottato seimila bambini. Non vogliamo però che questi bambini siano una massa di orfani, senza padre e
senza madre. Per cui presto e spesso son poi famiglie a prenderseli. E questi bambini vi portano amore, unione e felicità. Peraltro, io non dò bambini a nessuno che abbia fatto qualche cosa per non averne. Persone così non sono più capaci di educare dei bambini. A quelli che non ne possono avere li dò molto volentieri. Questi bambini, che diversamente sarebbero stati oggetto di aborto, sono fonte di pace per molte famiglie. Un bimbo è un bel dono di Dio ad ogni famiglia. In lui si manifesta nella maniera migliore il tenero amore di Dio. Salvando un bambino, salviamo difatto un tabernacolo vivente di Dio.
E' spaventoso che si distrugga un tabernacolo vivente dell'amore. Sono tante le famiglie distrutte perché prima hanno distrutto il tabernacolo vivente dell'amore e della vita. Il bambino è semplicemente amore. Per questo io con le mie suore ho tanto lottato e lotto per l'adozione di bambini. Vi prego, impegnatevi ad arrestare il male che è l'aborto, e così cambierete il destino del mondo. So di famiglie povere che non hanno alcuna paura,, dei bambini, e
che non compiono aborti. E pur nella loro povertà son famiglie felici. Questi giorni del congresso preghiamo qui perché le famiglie superino il male dell'aborto. Impegnamoci a conservare l'amore della famiglia verso i figli e l'amore dei figli verso la famiglia. So per esperienza quanto Dio è buono e sensibile. So di famiglie che non avevano figli ed hanno adottato dei nostri, e poi ne hanno avuti dei loro.

Madre, che cosa dici alle famiglie in India sulla pianificazione famigliare?

M.T.: Dico semplicemente: decidetevi prima dell'aborto. Se non volete avere più figli, se siete poveri, c non potete averne di più, decidetevi prima che il bambino sia coi concepito. Una volta che un bambino sia concepito, ha diritto alla vita. So che sono molte le difficoltà. Ma quando tutte queste siano messe a confronto con la vita, la vita è sempre in vantaggio. Bisogna decidersi per la vita. Mi ricordo che ho iniziato con un ammalato vicino a morire, un povero. Fino ad ora sono 53.000. Se non mi fossi decisa per quell'uno, per quel primo, questo numero forse non ci sarebbe mai stato. Perciò la prima importante cosa è la decisione, è fare il primo passo. Sono convinta che sarebbe un bellissimo dono di Dio se ognuno di noi si decidesse per il primo ammalato o per il primo bambino, per salvarli.

Madre, tu sempre poni l'accento sulla Provvidenza divina. Viviamo in un mondo dove tutto è organizzato. Che cosa fare perché la fede nella Provvidenza trovi in noi maggiore spazio?

M.T.: Se si guarda la natura, vi si vedono milioni di uccelli, milioni di fiori meravigliosi, milioni di splendidi alberi, e Dio si cura di loro con il sole, con la pioggia, con la primavera, con l'inverno ... Se promettiamo a Dio di dare tutto il nostro cuore ai più poveri tra i poveri, le cose cambieranno. Io e le mie suore non riceviamo stipendio dallo Stato, né aiuto dalla Chiesa, non riceviamo nulla dalla gente per il nostro lavoro. Eppure abbiamo migliaia e migliaia di ammalati, molti bambini adottati. Ancora mai abbiamo dovuto dire NON ABBIAMO E NON POSSIAMO DI PIU'. L'amore di Dio ha messo in movimento una moltitudine che fa parte a noi di quello che ha. Ogni giorno diamo da mangiare a circa 9.000 persone. Mai abbiamo dovuto respingere qualcuno dicendo: NON ABBIAMO! Questa è la Provvidenza di Dio, questo è il delicato amore di Dio.

Madre, hai qualche particolare esempio?

M.T.: (Dopo una breve pausa ed averci pensato su) Sì, sì, assolutamente. Eccovene uno. Pubblicatelo. Fatelo conoscere perché la gente più facilmente si convinca del tenero amore di Dio. Un uomo è venuto in casa da noi, dicendoci: "Il mio unico figlio è in fin di vita. Il medico ha prescritto questa medicina, ma in India non la si può avere. Dovrei acquistarla in Inghilterra". lo personalmente ho il permesso d'importare medicine in qualsiasi tempo e da qualsiasi parte. Mentre si parlava, viene un signore con un piccolo pacco di medicine. Perché in India abbiamo a Calcutta persone che raccolgono medicine superflue nelle famiglie. Ho aperto la scatola e proprio in alto ho trovato la medicina di cui si stava parlando. Se la medicina fosse stata sul fondo o a metà altezza non me ne sarei accorta. Fosse venuta in anticipo o in seguito, non vi avrei fatto caso. Mi son fermata davanti a questa medicina ed ho pensato. Al mondo ci sono milioni di bambini, ma l'amore delicato di Dio pensa a questo piccolo bambino in un povero quartiere di Calcutta e gli manda la medicina. E quando ho aperto l'involucro della medicina, c'erano proprio tante compresse quante ne aveva prescritto il medico. Ma guardate un po' l'amore di Dio! Così è verso tutti. Così torna a succedere quotidianamente.

Qual è la regola principale della vostra congregazione? Vi accogliete anche persone di altre fedi? Che ne è dell'ecumenismo?

M.T.: Da noi vengono tutti. Le porte sono aperte a tutti. Non conosciamo caste, non conosciamo colori, non conosciamo politica. Per noi son tutti figli di Dio. Dio ama tutti gli uomini, e nemmeno noi escludiamo nessuno. Nella congregazione però non accogliamo persone di altre fedi. Vogliamo solo servire e
portare a tutti il materno amore di Dio. Mi ricordo, quando mi son trovato a parlare in Russia, mi hanno chiesto: "Per lei un comunista chi è?". Ho risposto: "Un figlio di Dio, mio fratello e mia sorella!". E' questo il motivo della nostra gioia che desideriamo condividere con tutti. Vi invito tutti: condividete con tutti la gioia dell'amore. Questa è una cosa meravigliosa, e più che meravigliosa. Non dimenticatelo!".

Madre, ci hai detto tante cose. Grazie! I nostri lettori saran felici della parola che hai loro rivolta. Vuoi dire ancora qualche cosa ai nostri lettori, ai pellegrini e ai parrocchiani di Medjugorje?

M.T.: Si. Prego per voi tutti. La preghiera, come ce lo ripete la Madonna, è la cosa più importante. Pregate, ed avrete quel che la gente si attende da voi. Amatevi gli uni gli altri, e diventerete testimoni della pace nel mondo. Non dimenticate di pregare anche per me e per le mie suore che si abbia a rimanere fedeli alla nostra vocazione. Tutti gli uomini vogliono essere amati: ecco la nostra grande occasione, il nostro grande dovere. Chi ama non avrà mai a pentirsene. Pregate ed amate. Che Dio vi benedica! Vengo a sapere delle difficoltà presso di voi e nella vostra Terra. Ella - Maria - è con voi, è là, e certamente vi aiuterà a trovare la pace e forze sufficienti per una riconciliazione.

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