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domenica 30 agosto 2015

Alle persone che si dicono “molto cattoliche”....

Angelus: da' scandalo chi si dice molto cattolico e non vive la fede

2015-08-30 Radio Vaticana
All’Angelus in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha meditato sul Vangelo di questa domenica che presenta una disputa tra Gesù e alcuni farisei e scribi: “La discussione riguarda il valore della «tradizione degli antichi» (Mc 7,3) che Gesù, rifacendosi al profeta Isaia, definisce «precetti di uomini» (v. 7) e che non deve mai prendere il posto del «comandamento di Dio» (v. 8). Le antiche prescrizioni in questione comprendevano non solo i precetti di Dio rivelati a Mosè, ma una serie di dettami che specificavano le indicazioni della legge mosaica. Gli interlocutori applicavano tali norme in modo assai scrupoloso e le presentavano come espressione di autentica religiosità. Pertanto, rimproverano a Gesù e ai suoi discepoli la trasgressione di esse, in particolare di quelle riferite alla purificazione esteriore del corpo (cfr v. 5). La risposta di Gesù ha la forza di un pronunciamento profetico: «Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini» (v. 8). Sono parole che ci riempiono di ammirazione per il nostro Maestro: sentiamo che in Lui c’è la verità e che la sua sapienza ci libera dai pregiudizi”.
“Ma attenzione! - ha esclamato il Papa - Con queste parole, Gesù vuole mettere in guardia anche noi, oggi, dal ritenere che l’osservanza esteriore della legge sia sufficiente per essere dei buoni cristiani. Come allora per i farisei, esiste anche per noi il pericolo di considerarci a posto o, peggio, migliori degli altri per il solo fatto di osservare delle regole, delle usanze, anche se non amiamo il prossimo, siamo duri di cuore, siamo superbi, orgogliosi. L’osservanza letterale dei precetti è qualcosa di sterile se non cambia il cuore e non si traduce in atteggiamenti concreti: aprirsi all’incontro con Dio e alla sua Parola, nella preghiera, ricercare la giustizia e la pace, soccorrere i poveri, i deboli, gli oppressi. Tutti sappiamo, nelle nostre comunità, nelle nostre parrocchie, nei nostri quartieri, quanto male fanno alla Chiesa e danno scandalo quelle persone che si dicono “molto cattoliche” e vanno spesso in chiesa ma dopo, nella loro vita quotidiana, trascurano la famiglia, parlano male degli altri e così via. Questo è quello che Gesù condanna, perché questa è una contro-testimonianza cristiana!”.
“Proseguendo nella sua esortazione – ha affermato ancora - Gesù focalizza l’attenzione su un aspetto più profondo e afferma: «Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro» (v. 15). In questo modo sottolinea il primato dell’interiorità, cioè il primato del “cuore”: non sono le cose esteriori che ci fanno santi o non santi, ma è il cuore che esprime le nostre intenzioni, le nostre scelte e il desiderio di fare tutto per amore di Dio. Gli atteggiamenti esteriori sono la conseguenza di quanto abbiamo deciso nel cuore, ma non il contrario. Con l’atteggiamento esteriore, se il cuore non cambia, non siamo veri cristiani. La frontiera tra bene e male non passa fuori di noi ma piuttosto dentro di noi: eh, possiamo domandarci dov’è il mio cuore? Gesù diceva: “Il tuo tesoro è dov’è il cuore”. Qual è il mio tesoro? E’ Gesù, è la sua dottrina? E’ il cuore buono o il tesoro è un’altra cosa. Pertanto, è il cuore che dev’essere purificato e convertirsi. Senza un cuore purificato, non si possono avere mani veramente pulite e labbra che pronunciano parole sincere di amore: tutto è doppio, no?, quella doppia vita; parole che pronunciano misericordia, perdono. Soltanto questo lo può fare il cuore sincero e purificato”.
Quindi ha concluso: “Chiediamo al Signore, per intercessione della Vergine Santa, di donarci un cuore puro, libero da ogni ipocrisia: questo è l’aggettivo che Gesù dice ai farisei: “ipocriti”, perché dicono una cosa e ne fanno un’altra; libero da ogni ipocrisia, così che siamo capaci di vivere secondo lo spirito della legge e giungere al suo fine, che è l’amore”.
(Da Radio Vaticana)

sabato 29 agosto 2015

29 agosto Martirio di San Giovanni Battista

La sua nascita, che precede di poco quella del Salvatore, è salutata con sentimenti di gioia da tutta la Chiesa. La sua grandezza è proclamata dal Signore. “Io vi dico: Tra i nati di donna non ce n’è uno più grande di Giovanni!” (Lc 7,28)
Ogni illuminato dalla grazia del battesimo dovrebbe sentire come propria la missione di preparare la via del Signore nella sua anima e in quella di quanti incontrerà nella vita. Giovanni ci indica la via: Fedeltà ai doni di Dio e profonda umiltà.
Significato del nome Giovanni : “il Signore è benefico, dono del Signore” (ebraico).

Martirio di San Giovanni Battista


Giovanni Battista morì a causa della sua predicazione. Egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa che conviveva con la cognata Erodiade. Questi lo fece prima imprigionare e poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, Salomè, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare, come si legge nel vangelo di Matteo 14,1-12 (anche Marco 6,14-29 ci descrive lo stesso evento):
« In quel tempo il tetrarca Erode ebbe notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: “Costui è Giovanni il Battista risuscitato dai morti; per ciò la potenza dei miracoli opera in lui”. Erode aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione per causa di Erodìade, moglie di Filippo suo fratello. Giovanni infatti gli diceva: “Non ti è lecito tenerla!”. Benché Erode volesse farlo morire, temeva il popolo perché lo considerava un profeta. Venuto il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato. Ed essa, istigata dalla madre, disse: “Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista”. Il re ne fu contristato, ma a causa del giuramento e dei commensali ordinò che le fosse data e mandò a decapitare Giovanni nel carcere. La sua testa venne portata su un vassoio e fu data alla fanciulla, ed ella la portò a sua madre. I suoi discepoli andarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informarne Gesù. » (Mt 14,1-12)
La morte per decapitazione ha fatto si che S. Giovanni Battista sia divenuto famoso anche come S. Giovanni Decollato. La celebrazione del martirio di Giovanni Battista o celebrazione di S. Giovanni Decollato è fissata al 29 agosto (probabile data del ritrovamento della reliquia della testa del Battista) mentre la natività è festeggiata solennemente il 24 giugno.
Secondo la tradizione della Chiesa Cattolica, il capo del Santo è ora conservato nella Chiesa di S. Silvestro in Capite a Roma. La reliquia pervenne a Roma durante il pontificato di Innocenzo II (Gregorio Papareschi, 1130-1143).
Fino al 1411, la reliquia veniva portata ogni anno in processione da quattro arcivescovi. Un’altra tradizione affermava, invece, che la testa fosse custodita nella cattedrale d’Amiens, ma la veridicità della reliquia romana fu dimostrata da Oliviero Iozzi.
Il capo custodito a Roma è senza la mandibola, conservata nella cattedrale di S. Lorenzo a Viterbo.
Il piatto, che secondo la tradizione avrebbe accolto la testa del Battista, è custodito a Genova, nel Tesoro della cattedrale di S. Lorenzo, assieme alle ceneri del Santo.
Una parte delle ceneri di San Giovanni Battista e resti di altri martiri sono conservati nell’antica Chiesa del Monastero delle Benedettine di Loano (ora chiesa della Confraternita dei Disciplinanti Bianchi).
Altre reliquie sarebbero conservate a Damasco, nella Moschea degli Omayyadi. Un dente si conserva nella cattedrale di Ragusa ed un’altro, insieme ad una ciocca di capelli, a Monza.
Un piccola parte di ceneri ed altre piccole reliquie si trovano a Chiaramonte Gulfi (RG), nella Chiesa Commendale dell’Ordine di Malta, altre invece a Pozzallo.

Significato del nome Giovanni : “il Signore è benefico, dono del Signore” (ebraico).
Significato del nome Battista : “battezzatore” (greco).

Fonte: https://paolotescione.wordpress.com/2014/08/29/martirio-di-san-giovanni-battista/

venerdì 28 agosto 2015

È morto Wesołowski, l'arcivescovo accusato di pedofilia


28/08/2015 

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Józef Wesołowski
Józef Wesołowski

L'ex nunzio sotto processo in Vaticano per abusi su minori a Santo Domingo, è stato trovato senza vita nella sua abitazione Oltretevere. I primi accertamenti indicano una morte per cause naturali, l'autorità giudiziaria vaticana ha ordinato l'autopsia

andrea tornielli città del vaticano
L'arcivescovo polacco Józef Wesołowski, già nunzio apostolico nella Repubblica Domenicana, sotto processo in Vaticano per abusi su minori, è stato trovato morto nella sua abitazione in Vaticano. Lo comunica la Sala Stampa della Santa Sede:
«Alle prime ore di questa mattina è stato trovato defunto nella sua abitazione in Vaticano S.E. Mons. Józef Wesołowski, già Nunzio Apostolico. È subito intervenuta l’autorità vaticana per i primi accertamenti, i quali indicano che la morte è dovuta a cause naturali». Il Promotore di Giustizia, Gian Piero Milano, «ha ordinato un’autopsia, che sarà effettuata oggi stesso e i cui risultati saranno comunicati appena possibile. Il Santo Padre è stato doverosamente informato di tutto».
L’ex nunzio apostolico, rinviato a giudizio lo scorso giugno per pedofilia e detenzione di materiale pedo-pornografico dall'autorità giudiziaria dello Stato della Città del Vaticano (del quale era cittadino in quanto appartenente al suo corpo diplomatico), alla vigilia della prima udienza del processo che si è svolta l'11 luglio era stato ricoverato in ospedale per un malore.
Il processo era stato aperto e aggiornato «a data da destinarsi», a causa dell’assenza dell’imputato, ricoverato per «un grave calo pressorio, dovuto al caldo, alla tensione e all'età», Wesolowski era rientrato il 17 luglio in Vaticano, nella residenza dove si trovava già da mesi agli arresti domiciliari, il collegio dei Penitenzieri situato nello stesso palazzo del tribunale. Wesolowski era stato già ridotto allo stato laicale con sentenza canonica in primo grado emessa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, e quindi era stato rinviato penalmente a giudizio, con decreto del tribunale del Vaticano.
Questi i cinque capi di imputazione dei quali avrebbe dovuto rispondere davanti alla magistratura vaticana: aver «corrotto, mediante atti di libidine, adolescenti di età presumibilmente compresa tra i 13 e i 16 anni al fine di compiere su di essi e alla presenza di essi atti sessuali» nel periodo in cui era rappresentante diplomatico del Papa in Repubblica Domenicana «fino all’agosto 2013», quando venne richiamato a Roma da Papa Francesco; aver «ricevuto, nascosto o comunque detenuto su due computer di cui aveva l’uso, materiale pedopornografico e, dunque, cose provenienti da un delitto»;  aver cagionato «lesioni gravi, costituite da perturbamenti della mente, agli adolescenti vittime degli abusi sessuali»; «aver serbato una condotta che offende i principi della religione o della morale cristiana»; e – fattispecie introdotta nel luglio 2013 da una normativa di Papa Francesco che prevede, tra l’altro, la possibilità che il Vaticano proceda penalmente, oltre che canonicamente, contro un dipendente della Santa Sede – «aver ripetutamente eseguito accessi a siti pornografici», «nella Repubblica Dominicana fino all'agosto 2013, in Roma, nella Città del Vaticano e altrove fino al 22 settembre 2014».
 Fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/wesolowski-pedofilia-43013/

Commento al messaggio del 25 agosto 2015- VEGGENTE MARIJA E PADRE LIVIO

La veggente Marija Pavlovic Lunetti a Radio Maria, a proposito del messaggio del 25 agosto 2015:
"Cari figli! Anche oggi vi invito: siate preghiera. La preghiera sia per voi le ali per l’incontro con Dio. Il mondo si trova in un momento di prova, perché ha dimenticato e abbandonato Dio. Per questo, figlioli, siate quelli che cercano e amano Dio al di sopra di tutto. Io sono con voi e vi guido a mio Figlio, ma voi dovete dire il vostro “SI” nella libertà dei figli di Dio. Intercedo per voi e vi amo, figlioli, con amore infinito. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
P. Livio: Vorrei chiederti prima di tutto una considerazione sul Festival dei giovani, che si è tenuto nella prima settimana di agosto e che ha visto venire i giovani da ben 66 nazioni del mondo. Tu che eri presente come l’hai visto questo Festival?
Marija: Io che ho 50 anni mi sono dovuta un po’ nascondere, camuffata tra i miei figli, per stare in mezzo ai giovani e così ogni giorno abbiamo ballato, cantato, pregato, ascoltato. Quest’anno c’erano ancora più giovani, ogni anno aumentano. Non so esattamente, ma su Famiglia Cristiana hanno scritto che erano circa 70 mila giovani. Era una folla di giovani gioiosi, belli. Mi è sembrato che quest’anno, rispetto agli altri anni, l’incontro con i giovani sia stato come un ritiro con i giovani. Fin dal primo giorno Padre Marinko, il parroco, ha dato un input molto bello sia nelle testimonianze che nei canti, che erano contemplativi, molto spirituali, profondi. Ci sono stati anche momenti in cui abbiamo cantato, ballato, abbiamo aperto le braccia, un po’ come nel Rinnovamento dello Spirito, ma in modo molto sobrio, molto bello. Ci sono state anche le testimonianze dei giovani sacerdoti e, come gli altri anni, ogni giorno un sacerdote novello presiedeva la Messa. E’ stato molto bello sentire le testimonianze dei giovani di tutto il mondo. La Madonna davvero colpisce con la sua gioia trasmettendo ai giovani l’entusiasmo che non si trova facilmente in altre parti. I giovani hanno dormito poco, hanno ballato, cantato, pregato, sono andati sulle Colline e giorno e notte ad ogni ora si sentiva la preghiera, soprattutto noi che abitiamo vicino alla Collina delle apparizioni.
P. Livio: In questo Festival, sentendo parlare la gente, ho sentito molto lo spagnolo, molti giovani che venivano da tutti i Paesi dell’America latina. Mi pare che questo sia un fatto nuovo.
Marija: Si, anche se l’America latina è molto distante. Grazie a Papa Francesco, specie le bandiere dell’Argentina erano molte. Quest’anno il numero degli italiani è diminuito ma è aumentato per esempio il numero dei polacchi…
P. Livio: In questo messaggio, la Madonna ci ripete un concetto che c’era anche in quello del 25 luglio, quando ha detto: “… Senza Dio non avete né futuro, né speranza, né salvezza…”. Oggi la Madonna in un altro modo dice: “Il mondo si trova in un momento di prova, perché ha dimenticato e abbandonato Dio”. Cioè la crisi del mondo, dell’odio, delle guerre, della instabilità sociale è dovuta proprio a una crisi di fede.
Marija: C’è crisi quando siamo contro Dio, quando abbiamo abbandonato Dio, quando abbiamo dimenticato i suoi comandamenti, quando abbiamo dimenticato quello che Lui ci sta offrendo e dicendo: “Senza di me voi non andate da nessuna parte”. Questo è quello che la Madonna ci ha ripetuto questa sera: che la preghiera dà a noi le ali per incontrare Dio; come a dire che noi, con la preghiera, abbiamo una marcia in più.
P. Livio: Secondo te cosa vuol dire con le parole: “Momento di prova?” In cosa consisterebbero queste prove? Crisi economiche, guerre, oppure le prove che il diavolo scatena nella nostra vita privata?
Marija: Se siamo vicini a Dio, siamo forti e anche le prove non ci toccano tanto; ma se siamo senza Dio… Le guerre non sono da Dio, il disordine non è da Dio e la Madonna ci dice che queste sono le prove, dove ci sono tutte queste situazioni. Durante il Festival dei giovani, quando sono arrivati i giovani della Siria, abbiamo applaudito. Loro hanno detto: “Noi siamo venuti per chiedere alla Madonna la pace, perché noi non abbiamo nessuna intenzione di lasciare la nostra terra, le nostre case, noi vogliamo ritornare alla nostra casa e lodare Dio nella nostra terra, là dove Dio ci ha messi”. Loro scappano da una guerra ingiusta: la guerra viene dal diavolo, non da Dio. Per questo la Madonna ci sta ripetendo di continuo: “ Pregate, siate preghiera”!
P. Livio: Questa espressione “Siate preghiera” vuol forse dire che tutta la nostra vita deve essere preghiera?
Marija: La Madonna lo sta ripetendo di continuo e ci sta dicendo che, se noi preghiamo, siamo uomini di pace, siamo uomini di speranza, siamo aperti, disponibili, se noi non siamo preghiera, siamo uomini arrabbiati, siamo uomini che rifiutano, siamo uomini di guerra, siamo belve… Perché il diavolo vuole mettere zizzania, vuole mettere disordine, vuole schiacciare, distruggere; invece abbiamo la possibilità di rispettarci, di amarci, di aiutarci, come faceva Gesù che per la folla che lo seguiva moltiplicava i pani e i pesci. Anche noi dobbiamo pregare, offrire, donare… Ricordo che nei primi mesi è arrivata a Medjugorje la polizia speciale, tanti soldati con cani addestrati antisommossa, perché dicevano che a Medjugorje c’era la rivoluzione per distruggere la Jugoslavia. Sapete cosa ha fatto la gente di Medjugorje, come anche mia mamma? Allora non c’era un panificio e ogni famiglia preparava il pane. Hanno detto: “Poveri militari, non hanno da mangiare e da bere”. Così abbiamo dato a loro da mangiare e da bere. Quando hanno visto questo e che li amavamo e dicevamo a loro: “La nostra casa è la tua casa, il nostro pane è il tuo pane”, il capo della polizia speciale ha detto: “Questa non è gente di guerra, ma è gente di amore, è gente pacifica”. Così dopo tre giorni i militari che erano venuti per “soffocare la rivoluzione”, come dicevano alla televisione, se ne sono andati. La Madonna vuole che siamo pace, che siamo preghiera, che condividiamo, che doniamo quello che abbiamo, confidando nella Provvidenza. In casa nostra si preparava il caffè per tutti. Una volta è arrivato l’Arcivescovo di Spalato Mons. Frane Franic in casa mia e non avevamo lo zucchero. Proprio in quel momento qualcuno ha bussato alla finestra e una mano ci ha offerto un chilo di zucchero. Mai la Provvidenza ci ha abbandonato, perché confidiamo nel Signore… Vorrei essere speranza per tante persone che in questo momento sono senza lavoro…
P. Livio: Certo, la Madonna ha fatto anche miracoli più grandi, quando per esempio ha fatto cadere il comunismo…
Marija: Ricordo quando con un gruppo di Vescovi e di sacerdoti di Roma siamo andati in Russia subito dopo il crollo del comunismo per fare l’atto di consacrazione, come aveva chiesto Giovanni Paolo II al suo caro amico Vescovo Paul Hnilica. Con Mons. Hnilica anch’io e il parroco di Medjugorje siamo andati e non dimenticherò mai questi momenti. Abbiamo vissuto già a quel tempo tanta apertura e unità tra Chiesa ortodossa e Chiesa cattolica. Abbiamo portato la statua della Madonna. I sacerdoti cattolici e quelli ortodossi portavano fuori le panche dalle chiese per metterle sul prato, perché tutti i fedeli fossero vicini alla Madonna. I Vescovi hanno celebrato tanti battesimi e prime comunioni a persone che non erano battezzate, né cresimate, né sposate. Abbiamo pregato dalla mattina alle 8 fino alle 9 di sera… Quanti miracoli ho visto! … Oggi dalla Russia arrivano tanti pellegrini e io credo che si stia realizzando quello che la Madonna ha promesso a Fatima… La Madonna ci dice: “Siete in un momento di prova, ma Io sono con voi, Io non vi abbandono. Io intercedo per voi e vi amo con un amore infinito. Vi chiedo di dire il vostro “Sì”.”
Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria. ... e Padre Livio ha concluso con la benedizione.
Marija e P. Livio
Fonte: http://www.medjugorje-oggi.org/commento.htm
Ettore Garzara

mercoledì 26 agosto 2015

Non è impressionante che Dio ci ama impararono da Lui

PAPA FRANCESCO
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 26 agosto 2015

 
La Famiglia - 24. Preghiera
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Dopo aver riflettuto su come la famiglia vive i tempi della festa e del lavoro, consideriamo ora il tempo della preghiera. Il lamento più frequente dei cristiani riguarda proprio il tempo: “Dovrei pregare di più...; vorrei farlo, ma spesso mi manca il tempo”. Lo sentiamo continuamente. Il dispiacere è sincero, certamente, perché il cuore umano cerca sempre la preghiera, anche senza saperlo; e se non la trova non ha pace. Ma perché si incontrino, bisogna coltivare nel cuore un amore “caldo” per Dio, un amore affettivo.
Possiamo farci una domanda molto semplice. Va bene credere in Dio con tutto il cuore, va bene sperare che ci aiuti nelle difficoltà, va bene sentirsi in dovere di ringraziarlo. Tutto giusto. Ma vogliamo anche un po’ di bene al Signore? Il pensiero di Dio ci commuove, ci stupisce, ci intenerisce?
Pensiamo alla formulazione del grande comandamento, che sostiene tutti gli altri: «Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le forze» (Dt 6,5; cfr Mt 22,37). La formula usa il linguaggio intensivo dell’amore, riversandolo in Dio. Ecco, lo spirito di preghiera abita anzitutto qui. E se abita qui, abita tutto il tempo e non ne esce mai. Riusciamo a pensare Dio come la carezza che ci tiene in vita, prima della quale non c’è nulla? Una carezza dalla quale niente, neppure la morte, ci può distaccare? Oppure lo pensiamo soltanto come il grande Essere, l’Onnipotente che ha fatto ogni cosa, il Giudice che controlla ogni azione? Tutto vero, naturalmente. Ma solo quando Dio è l’affetto di tutti i nostri affetti, il significato di queste parole diventa pieno. Allora ci sentiamo felici, e anche un po’ confusi, perché Lui ci pensa e soprattutto ci ama! Non è impressionante questo? Non è impressionante che Dio ci accarezzi con amore di padre? E’ tanto bello! Poteva semplicemente farsi riconoscere come l’Essere supremo, dare i suoi comandamenti e aspettare i risultati. Invece Dio ha fatto e fa infinitamente di più di questo. Ci accompagna nella strada della vita, ci protegge, ci ama.
Se l’affetto per Dio non accende il fuoco, lo spirito della preghiera non riscalda il tempo. Possiamo anche moltiplicare le nostre parole, “come fanno i pagani”, dice Gesù; oppure anche esibire i nostri riti, “come fanno i farisei” (cfr Mt 6,5.7). Un cuore abitato dall’affetto per Dio fa diventare preghiera anche un pensiero senza parole, o un’invocazione davanti a un’immagine sacra, o un bacio mandato verso la chiesa. E’ bello quando le mamme insegnano ai figli piccoli a mandare un bacio a Gesù o alla Madonna. Quanta tenerezza c’è in questo! In quel momento il cuore dei bambini si trasforma in luogo di preghiera. Ed è un dono dello Spirito Santo. Non dimentichiamo mai di chiedere questo dono per ciascuno di noi! Perché lo Spirito di Dio ha quel suo modo speciale di dire nei nostri cuori “Abbà” – “Padre”, ci insegna a dire “Padre” proprio come lo diceva Gesù, un modo che non potremmo mai trovare da soli (cfr Gal 4,6). Questo dono dello Spirito è in famiglia che si impara a chiederlo e apprezzarlo. Se lo impari con la stessa spontaneità con la quale impari a dire “papà” e “mamma”, l’hai imparato per sempre. Quando questo accade, il tempo dell’intera vita famigliare viene avvolto nel grembo dell’amore di Dio, e cerca spontaneamente il tempo della preghiera.
Il tempo della famiglia, lo sappiamo bene, è un tempo complicato e affollato, occupato e preoccupato. E’ sempre poco, non basta mai, ci sono tante cose da fare. Chi ha una famiglia impara presto a risolvere un’equazione che neppure i grandi matematici sanno risolvere: dentro le ventiquattro ore ce ne fa stare il doppio! Ci sono mamme e papà che potrebbero vincere il Nobel, per questo. Di 24 ore ne fanno 48: non so come fanno ma si muovono e lo fanno! C’è tanto lavoro in famiglia!
Lo spirito della preghiera riconsegna il tempo a Dio, esce dalla ossessione di una vita alla quale manca sempre il tempo, ritrova la pace delle cose necessarie, e scopre la gioia di doni inaspettati. Delle buone guide per questo sono le due sorelle Marta e Maria, di cui parla il Vangelo che abbiamo sentito; esse impararono da Dio l’armonia dei ritmi famigliari: la bellezza della festa, la serenità del lavoro, lo spirito della preghiera (cfr Lc 10,38-42). La visita di Gesù, al quale volevano bene, era la loro festa. Un giorno, però, Marta imparò che il lavoro dell’ospitalità, pur importante, non è tutto, ma che ascoltare il Signore, come faceva Maria, era la cosa veramente essenziale, la “parte migliore” del tempo. La preghiera sgorga dall’ascolto di Gesù, dalla lettura del Vangelo. Non dimenticatevi, tutti i giorni leggere un passo del Vangelo. La preghiera sgorga dalla confidenza con la Parola di Dio. C’è questa confidenza nella nostra famiglia? Abbiamo in casa il Vangelo? Lo apriamo qualche volta per leggerlo assieme? Lo meditiamo recitando il Rosario? Il Vangelo letto e meditato in famiglia è come un pane buono che nutre il cuore di tutti. E alla mattina e alla sera, e quando ci mettiamo a tavola, impariamo a dire assieme una preghiera, con molta semplicità: è Gesù che viene tra noi, come andava nella famiglia di Marta, Maria e Lazzaro. Una cosa che ho molto a cuore e che ho visto nelle città: ci sono bambini che non hanno imparato a fare il segno della croce! Ma tu mamma, papà, insegna al bambino a pregare, a fare il segno della croce: questo è un compito bello delle mamme e dei papà!
Nella preghiera della famiglia, nei suoi momenti forti e nei suoi passaggi difficili, siamo affidati gli uni agli altri, perché ognuno di noi in famiglia sia custodito dall’amore di Dio.

INVITO
Martedì prossimo, 1 settembre, si celebrerà la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato. In comunione di preghiera con i nostri fratelli ortodossi e con tutte le persone di buona volontà, vogliamo offrire il nostro contributo al superamento della crisi ecologica che l’umanità sta vivendo.
In tutto il mondo, le varie realtà ecclesiali locali hanno programmato opportune iniziative di preghiera e di riflessione, per rendere tale Giornata un momento forte anche in vista dell’assunzione di stili di vita coerenti.
Con i vescovi, i sacerdoti, le persone consacrate e i fedeli laici della Curia romana, ci troveremo nella Basilica di S. Pietro  alle ore 17, per la Liturgia della Parola, alla quale fin d’ora invito a partecipare i romani, i pellegrini e quanti lo desiderano.
* * *
Cari pellegrini di lingua italiana: benvenuti! Saluto le Religiose del Volto Santo e le Suore Preziosine di Monza in occasione dei rispettivi Capitoli Generali e l’Assemblea generale dell’Istituto Secolare “Piccola Famiglia Francescana”. Saluto i seminaristi che partecipano all’incontro estivo di Frascati e il Movimento per l’Affido e l’Adozione di Verona. A tutti auguro di testimoniare la fede con parole e gesti di misericordia e di compassione verso il prossimo.
Domani celebreremo la memoria di Santa Monica, madre di Sant’Agostino. All’intercessione di questi Santi affidiamo gli sposi novelli e i genitori cristiani, perché come Monica, accompagnino con l’esempio e con la preghiera il cammino dei figli. Raccomandiamo gli ammalati più bisognosi di conforto e di costanti attenzioni come pure la gioventù affinché, come Agostino, tenda sempre verso la pienezza della Verità e dell’Amore, che è Cristo: Egli solo può saziare i bisogni profondi del cuore umano.
 
Fonte:http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2015/documents/papa-francesco_20150826_udienza-generale.html

Quali preghiere chiede la Madonna? INTERVISTA ALLA VEGGENTE VICKA


Tratto da un'intervista a Vicka nel 2001

Bastano dieci minuti per pregare?
Sì, in principio sì, purché gratuitamente offerti. Se così è, poi cresceranno piano piano secondo un’esigenza interiore.

Hai  indicazioni per cementare la famiglia?

Sì, per esempio bisogna darsi del tempo a tavola. Le famiglie devono avere dei momenti privati in cui i genitori sono per i figli e i figli per i genitori, perché si possa costruire un’atmosfera di dialogo. Quante volte invece si arriva a dare dei soldi ai figli, magari anche tanti, perché non si è capaci di dimostrare loro altrimenti il proprio affetto o perché non si sa che cosa dire loro? Ma la Madonna ha detto che l’amore non si può comprare, bisogna donarlo, e che quando tuo figlio torna a casa devi accoglierlo con gioia, farlo sentire atteso e benvenuto.

Ci sono altre intenzioni care alla Madonna?

Chiede preghiere per la Chiesa, per i sacerdoti e i consacrati. C’è mancanza di vocazioni e diverse volte ha sottolineato anche questo.

Quali preghiere chiede? Quali sono i primi passi sulla via della santità?
Tutte le preghiere fatte con il cuore sono care a Dio e alla Madonna. Lei poi raccomanda sempre il Rosario, che fra tutte è la preghiera che più le piace.
Ma il Rosario non è un po’ ripetitivo?
Molti ritengono che le preghiere come il Rosario siano ripetitive, ma non trovano ripetitive tante altre cose che in realtà lo sono, come cucinare, riempirsi la pancia, dormire... attardarsi nelle solite questioni con gli amici... È una questione di cuore. Quando ci metteremo il cuore troveremo bello il Rosario perché allora sapremo dialogare, fare festa con Maria.
Tante volte la Madonna ci ha fatto notare che, per recitare tutti i misteri, lo abbiamo fatto solo con le parole, senza qualità e profondità. Così, in alcune occasioni, ci ha chiesto di recitare una sola Ave Maria, ma con partecipazione. E si è detta più contenta per quell’unica Ave Maria in cui abbiamo prestato attenzione ai significati di ogni singola parola per la nostra vita. Da qui bisogna incominciare per poi crescere piano piano nella preghiera.
Poi la Madonna ci ha invitato a riflettere su come ci comportiamo per coltivare i fiori: se in un vaso ci ricorderemo di mettere ogni giorno anche solo due gocce d’acqua, ecco che sboccerà una bella rosa... Lo stesso vale per il nostro cuore: se ogni giorno ci mettiamo due preghiere con attenzione, esso si gonfierà e crescerà come la rosa, ma se ce ne scordiamo finirà per inaridire e, poi, non esistere più. Quante volte, quando viene il momento della preghiera, ci lasciamo vincere dalla stanchezza e rimandiamo, ma così facendo non diamo alla rosa l’acqua di cui ha bisogno. Come un fiore non può vivere senz’acqua, così noi non possiamo vivere senza la grazia di Dio; e la preghiera con il cuore non la si può imparare a tavolino, non la si può leggere, ma la si può solo vivere facendo giorno per giorno un passo in avanti.
Maria vi ha chiesto di pregare per i religiosi. Mancano le vocazioni, ma anche le chiese sono spesso vuote...
Anche i sacerdoti e i consacrati, come chiunque nella Chiesa, hanno la loro parte di responsabilità. Se le chiese sono vuote i sacerdoti devono chiedersi la ragione: «Perché i miei parrocchiani non mi ascoltano? Sto forse sbagliando? Devo cambiare la mia vita?». Non possono fare finta di niente e starsene tranquilli. Al contrario, si devono mettere davanti a Dio, in preghiera: «Padre mio, che cosa c’è che non va? Come posso da re il buon esempio?». E davanti a Dio in preghiera che si rinnova la nostra vocazione.

Abbiamo parlato di chi crede; che vuoi dire invece a coloro che ripongono fiducia solo nella ragione?
Senza Dio non si va da nessuna parte o, meglio, non si va dove dobbiamo. E, di conseguenza, senza la preghiera non si può fare niente. La preghiera va messa al primo posto, è il sale per tutto ciò che facciamo, tutto il resto viene dopo.
Se dovessi dare ragione a chi non è mai stato a Medjugorje della verità delle apparizioni, che cosa dovrei dirgli?
A uno che ti chiede di Medjugorje, mettiti con tutto il cuore a rispondere quello che tu vivi. Se vieni qui, credi; se non credi o ti tiri indietro è come se ti appigliassi a una scusa perché hai paura di cambiare la tua vita e di vivere quello che ti è chiesto. Perché qui ciascuno si rende perfettamente conto che accogliere i messaggi significa rimettersi in gioco, totalmente. Questo non lo dico io, lo ha detto la Madonna.
Ma tu, allora, dirai a chi ti chiede di non aver paura di cambiare la sua vita, perché la Madonna lo ama infinitamente e aspetta che ogni suo figlio torni a Lei, le si avvicini, per potergli dimostrare quanto gli vuole bene.
Ma gli dirai anche che spetta a lui di scegliere, perché Dio ci lascia liberi e così pure la Madonna. Dio non ti obbligherà mai dicendoti «tu ora fai questo, ora fai quello»..., «vedi sono io, adesso credi»: no, no, siamo tutti liberi e lui ci rispetta moltissimo. Vedi, noi stiamo parlando di Lui, e chi ci segue può credere o non credere; quella è la sua parte.
E la tua parte?
E quella di dire la verità. Ciò che la Madonna dice.
Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/vicka//15-anchelacroceegioia.php

martedì 25 agosto 2015

Messaggio della Regina della Pace del 25 agosto 2015 dato alla veggente Marija


Messaggio, 25 agosto 2015

"Cari figli! 

                   Anche oggi vi invito:
 siate preghiera. 
La preghiera sia per voi le ali 
per l’incontro con Dio. 
Il mondo si trova in un momento di prova, perché ha dimenticato e abbandonato Dio.

 Per questo, figlioli, siate quelli 
che cercano e amano Dio 
al di sopra di tutto.

Io sono con voi e vi guido a mio Figlio,
 ma voi dovete dire il vostro “SI”  
nella libertà dei figli di Dio. 
 Intercedo per voi e vi amo, 
figlioli, con amore infinito. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

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 Poruka, 25. kolovoz 2015
„Draga djeco! I danas vas pozivam da budete molitva. Neka vam molitva bude krila za susret s Bogom. Svijet je u trenutku kušnje, jer je
zaboravio i napustio Boga. Zato vi, dječice, budite oni koji traže i ljube Boga iznad svega. Ja sam s vama i vodim vas svome sinu, ali vi morate reći vaše DA u slobodi djece Božje. Zagovaram za vas i ljubim vas, dječice, beskrajnom ljubavlju. Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu.“

 Message, 25. August 2015
“Dear children! Also today I am calling you to be prayer. May prayer be for you the wings for an encounter with God. The world is in a moment of trial, because it forgot and abandoned God. Therefore you, little children, be those who seek and love God above all. I am with you and I am leading you to my Son, but you must say your ‘yes’ in the freedom of children of God. I intercede for you and I love you, little children, with an endless love. Thank you for having responded to my call.”

Message, 25. août 2015
« Chers enfants, aujourd’hui encore, je vous appelle à être prière. Que la prière soit pour vous des ailes pour la rencontre avec Dieu. Le monde se trouve dans un moment d’épreuve car Il a oublié et abandonné Dieu. C’est pourquoi, petits enfants, soyez ceux qui cherchent et aiment Dieu par-dessus tout. Je suis avec vous et je vous conduis à mon Fils, mais vous, vous devez dire votre OUI, dans la liberté des enfants de Dieu. J’intercède pour vous et je vous aime, petits enfants, d’un amour infini. Mercid’avoir répondu à mon appel.»

Mensaje, 25. agosto 2015
“Queridos hijos! También hoy los invito a que sean oración. Que la oración sea para ustedes las alas para el encuentro con Dios. El mundo se encuentra en un momento de prueba porque ha olvidado y ha abandonado a Dios. Por eso, hijitos, sean aquellos que buscan y aman a Dios sobre todas las cosas. Yo estoy con ustedes y los guio hacia mi Hijo, pero ustedes tienen que dar su sí en la libertad de los hijos de Dios. Intercedo por ustedes, hijitos, y los amo con un amor infinito. Gracias por haber respondido a mi llamado."

Botschaft, 25. August 2015
„Liebe Kinder! Auch heute rufe ich euch auf, Gebet zu sein. Möge euch das Gebet Flügel für die Begegnung mit Gott sein. Die Welt ist im Moment der Versuchung, weil sie Gott vergessen und verlassen hat. Deshalb seid ihr, meine lieben Kinder, jene, die Gott suchen und über alles lieben. Ich bin mit euch und führe euch zu meinem Sohn, ihr aber müsst in der Freiheit der Kinder Gottes euer Ja sagen. Ich halte Fürsprache für euch und liebe euch, meine lieben Kinder, mit unendlicher Liebe. Danke, dass ihr meinem Ruf gefolgt seid!“

Jelena, tu hai visto il demonio? Cinque volte l'ho visto.

Jelena Vasilj
esperienze profetiche con il demònio
I primi messaggi che Jelena ricevette sul maligno gettano, dinanzi a recenti verifiche, una luce nuova e importantissima sul carisma di questa giovane veggente, che pur non facendo parte del gruppo dei sei ragazzi di Medjugorje che hanno le apparizioni tridimensionali, rivela di essere profondamente radicata nella missione salvifica affidata dalla Madonna, ad un manipolo di giovani, a Medjugorje per il mondo intero. Ecco i primi due messaggi che riguardano l'azione di Satana contro la Chiesa nella loro dimensione profetica, suffragati da inconfutabili prove! Prega, prega, prega! Non scoraggiarti, (è rivolto al Santo Padre) ma sii sereno, perché Dio ti offra la grazia di sconfiggere il Satana. Questo messaggio e quello seguente, alla luce delle sorprendenti notizie uscite sulla stampa nazionale e internazionale nel luglio 1993, acquisisce il sapore dell'alta credibilità. Infatti, in quell'anno il Papa (Giovanni Paolo II) liberò in Vaticano una giovane indemoniata. Ecco cosa lasciò scritto nel suo diario l'arcivescovo Jacques Martin: 4 aprile 1982: "Qualche giorno fa - il 27 marzo - il vescovo di Spoleto monsignore Alberti, era in udienza con il Papa e un'indemoniata, la signora Francesca Fabrizi che si rotolava per terra urlando - noi da fuori sentivamo le grida -. Il Papa ha pregato pronunciando invano degli esorcismi. Ma quando si è rivolto alla donna dicendole: "Domani dirò una Messa per te" la donna si è ripresa, è diventata normale e si è scusata con il Papa. Sua Santità è rimasto molto impressionato e ha commentato: "È la prima volta che vedo un caso simile, una vera scena biblica!". Un altro testimone, che confermò l'accaduto, fu padre Baldino, parroco della chiesa di Santa Assunta di Cesi. L'indemoniata all'epoca aveva 22 anni: "Era un caso disperato - ricorda il religioso - e difficilissimo. Quando subì l'esorcismo del Pontefice si placò. Oggi Francesca è felice. Si è sposata, non vive più a Cesi. Ha due bellissimi bambini". Intervistato sull'argomento, padre Amorth ha riferito (Corsera del 20/7/1993) quanto segue: "Sapevo degli esorcismi del Papa dell'84 e ho saputo di altri esorcismi fatti dal Papa in seguito. Anche ultimamente". Nel corso di un'intervista S.E. mons. Frane Franic, Arcivescovo emerito di Spalato, ebbe a dire: Gesù dice: "Andate! Predicate il Vangelo. I segni saranno dati a colui che crederà: il dono di guarire, di esorcizzare" (cf. Mt 16). Dio (riferendosi al Santo Padre) gli ha concesso di sconfiggere Satana" Il 13 maggio la Madonna ai veggenti aveva detto: I suoi nemici (riferendosi all'attentato di piazza San Pietro dell'anno precedente e di quello di Fatima nello stesso giorno!) –
Volevano ucciderlo, ma io l'ho protetto. Le persone che decidono di appartenere totalmente a Dio, sono tentate dal demonio: voi sentite una voce dirvi che le preghiere sono troppe, che sono troppi i digiuni, che voi potete essere normali come tutti gli altri. Vi dico subito di non seguire questa voce, ma di seguire la mia voce. Dopo, quando sarete forti nella fede, Satana non potrà farvi più nulla.
Vi svelo un segreto spirituale: se volete essere più forti del male, fatevi una coscienza attiva, cioè pregate abbastanza di mattina, leggete un brano del Vangelo e piantate la Parola divina nei vostri cuori; poi fatela rivivere durante la giornata, in modo particolare nelle prove. Così sarete sempre più forti.
Il lavoro di Satana
Il 23 luglio 1984 la piccola Jelena Vasilj subì una peculiare prova interiore. Quella sera, verso le 20 e 30, era presente anche lo psicologo-psichiatra della Commissione. Mentre Jelena iniziava a recitare il Pater, si sentì bloccata interiormente. Non si mosse più. Non parlò più. Lo psichiatra la chiamò ma non rispose. Dopo circa un minuto sembrò riprendersi e recitò il Pater. Poi fece un grande sospiro, si sedette e spiegò: «Durante il Pater (che stavo recitando) ho sentito una brutta voce che mi diceva: "Smettila di pregare. Mi sono sentita svuotata. Non riuscivo nemmeno più a ricordare le parole del Pater, e un grido è salito dal mio cuore: "Madre mia, aiutatemi!". Allora ho potuto andare avanti». Qualche giorno dopo, la sera del 2 agosto (il primo dei tre giorni di digiuno in preparazione alla festa di compleanno della Vergine), Maria le disse, interiormente: "Sono contenta della tua partecipazione alla Messa. Continua come stasera. Grazie per aver resistito alla tentazione di Satana". Durante un'intervista a Jelena (anno 1985) la ragazza ha riferito: Satana ci tenta anche in gruppo; lui non dorme mai. È difficile liberarsi da Satana se non si prega, se non si fa quel che Gesù chiede: pregare mattino, mezzogiorno, sentire la Messa col cuore la sera. Jelena, tu hai visto il demonio? Cinque volte l'ho visto. Quando vedo il demonio non ho paura, ma è una cosa che mi fa male: si vede proprio che non è amico.
Una volta, guardando una statua della Maria Bambina, ha detto che non voleva che noi la benedicessimo (il giorno dopo era il 5 agosto, compleanno della Vergine); è molto furbo, a volte piange. Verso la metà di giugno 1985 Jelena Vasilj ebbe una visione peculiare: vide una perla splendida che dopo si divise in alcune parti e ogni parte splendeva un po' di meno e dopo si spegneva. La Madonna diede questa spiegazione della visione: Jelena, ogni cuore dell'uomo che appartiene totalmente al Signore è come la perla splendida; splende anche nelle tenebre. Ma quando si divide un po' a Satana, un po' al peccato, un po' a tutto, si spegne e non vale più niente. La Madonna vuole che apparteniamo totalmente al Signore. Citiamo adesso un'altra esperienza di Jelena che aiuta a comprendere la presenza attiva di Satana nel mondo ed in particolare a Medjugorje: Jelena raccontò - il 5 settembre 1985 - di aver visto in una visione Satana offrire al Signore tutto il suo regno per poter vincere a Medjugorje, per poter impedire la realizzazione dei progetti di Dio. "Guarda - ha risposto Jelena a p. Slavko Barbaric - ho capito così: molti hanno ricevuto una nuova speranza a Medjugorje. Se Satana riesce ad annientare questo progetto tutti perdono la speranza, o molti perdono la speranza.
Si tratta di una visione biblica, anche nel libro di Giobbe troviamo riferimenti simili: in quel caso Satana davanti al trono di Dio chiede: dammi il tuo servo Giobbe ed io ti mostrerò che non ti sarà fedele. Il Signore permette che Giobbe sia provato (cf. Libro di Giobbe, cap. 1-2 ed inoltre si veda Apocalisse 13,5 [anche Daniele 7,12], dove si parla di 42 mesi di tempo concessi alla bestia salita dal mare). Satana lotta contro la pace, contro l'amore, contro la riconciliazione con tutti i mezzi possibili. Satana è ormai scatenato, furioso, perché la Madonna, tramite Medjugorje in modo speciale, lo ha scoperto, lo ha indicato al mondo intero! Jelena Vasilj ebbe il 4/8/1985 un'altra significativa visione (mentre i veggenti si preparavano per la giornata del 5 agosto, festa di compleanno della Vergine, secondo quanto Ella stessa ha comunicato a Jelena): Satana è apparso a Jelena piangendo e dicendo: "Di' a Lei - ossia alla Madonna, perché il demonio non pronuncia il nome di Maria e neppure il nome di Gesù - che non benedica il mondo almeno questa sera". E Satana continuava a piangere. È apparsa subito la Madonna ed ha benedetto il mondo. Satana si è allontanato subito. La Madonna disse: "Lo conosco bene, e fuggito, ma verrà di nuovo a tentare. Nella benedizione della Vergine Maria, data quella sera, c'era la garanzia - come disse Jelena - che il giorno dopo, il 5 agosto, Satana non avrebbe potuto tentare la gente. È nostro compito pregare molto, affinché la benedizione di Dio tramite la Madonna scenda su di noi e allontani Satana.
Jelena Vasilj, l'11/11/1985, intervistata in merito all'argomento demonio da Medjugorje - Torino, ha fornito alcune risposte interessanti, che riportiamo:
Riguardo a Satana la Madonna ha fatto capire che è nel momento più scatenato contro la Chiesa. E così? Satana può fare se noi lo lasciamo fare, ma tutte le preghiere lo fanno allontanare e disturbano i suoi progetti. Cosa diresti a quei sacerdoti e credenti che non credono a Satana?
Satana esiste perché Dio non vorrebbe mai fare il male ai suoi figli, ma è Satana che lo fa.
Perché oggi c 'è una particolare aggressione di Satana alla gente?
Satana è furbissimo. Cerca di far volgere ogni cosa al male.
Quale consideri il più grande pericolo di oggi per la Chiesa?
Satana è il più grande pericolo per la Chiesa.
Durante un'altra intervista, Jelena ha aggiunto sull'argomento: Se preghiamo poco c'è sempre come una paura (cf. Medjugorje - Torino n. 15, p. 4). Perdiamo la nostra fede perché il demonio non è mai in silenzio, è sempre in agguato. Lui cerca sempre di disturbarci. E se non preghiamo è logico che ci possa disturbare. Quando preghiamo di più lui si arrabbia e vuole maggiormente disturbarci. Ma noi con la preghiera siamo più forti di lui. L'11 novembre 1985 don Luigi Bianchi ha intervistato Jelena, ricavandone interessanti notizie: Che dice la Madonna della Chiesa attuale? Ho avuto una visione della Chiesa di oggi. Satana cerca di disturbare ogni progetto di Dio. Bisogna pregare. Quindi Satana si è scatenato contro la Chiesa...? Satana può fare se noi lo lasciamo fare. Ma le preghiere lo allontanano e sventano i suoi progetti. Che diresti ai sacerdoti che non credono a Satana? Satana esiste davvero. Dio non vuole mai fare il male ai suoi figli, ma Satana lo fa. Egli volge ogni cosa al male.
Jelena Vasilj ha spiegato che tra il parlare della Madonna ed il modo di parlare di Satana esiste una differenza sostanziale: la Madonna non dice mai "si deve", e non aspetta nervosamente cosa succederà. Si offre, invita, lascia liberi. Satana invece, quando propone o cerca qualche cosa, è nervoso, non vuole aspettare, non ha tempo, è impaziente: vuole subito tutto. Fra Giuseppe Minto un giorno domandò a Jelena Vasilj: la fede è un dono? Sì, ma bisogna riceverlo pregando - rispose la fanciulla. Quando noi preghiamo, credere non è così difficile, ma quando non si prega, tutti facilmente ci perdiamo in questo mondo. Bisogna capire che il demonio ci vuole staccare da Dio. Bisogna credere ma anche mettere in pratica la nostra fede, perché anche il demonio crede, bisogna con la nostra vita credere.
Nel corso di un dialogo con Jelena Vasilj è emerso quanto segue: Che cosa fa più paura al diavolo? La Messa. In quel momento è presente Dio. E tu hai paura del diavolo? No! Il diavolo è furbo, ma anche impotente, se siamo con Dio. Allora è lui che ha paura di noi.
L'1/1/1986 Jelena, ad un gruppo di Modena, ha riferito: La Madonna ha detto tante cose della televisione: la televisione tante volte la mette vicino all'inferno. Ecco una dichiarazione significativa di Jelena: Il male è tanto, ma al momento della morte Dio concede a tutti, grandi e piccoli, l'attimo per ravvedersi. Sì, anche ai bambini, perché loro pure fanno del male, sono a volte cattivi, invidiosi, disobbedienti, e per questo bisogna insegnare loro a pregare.
Ai primi di giugno 1986 erano presenti a Medjugorje alcuni "esperti" di parapsicologia, che si dicevano "chiamati là da un'entità benefica". Jelena ha detto: "I medium agiscono per influsso negativo. Prima di prenderseli all'inferno, Satana li lascia muovere e vagare ai suoi ordini, poi se li riprende e chiude la porta dell'inferno".
Il 22 giugno 1986 la Madonna ha dettato a Jelena una bellissima preghiera, che tra l'altro dice:
O Dio, il nostro cuore è nel buio profondo; ciononostante è legato al tuo cuore. Il nostro cuore si dibatte tra Te e Satana: non permettere che sia così. E tutte le volte che il cuore è diviso tra il bene e il male, venga illuminato dalla tua luce e si unifichi. Non permettere mai che dentro di noi vi possano essere due amori, che mai possano coesistere due fedi e che mai possano coabitare in noi la bugia e la sincerità, l'amore e l'odio, l'onestà e la disonestà, l'umiltà e la superbia.
Jelena, di passaggio a Medjugorje per le vacanze di Natale 1992, ci ha aperto il cuore su quello che vive in questo tempo. Ogni giorno sente le sue locuzioni interiori accompagnate da immagini intime e sembra immersa in una contemplazione sempre più profonda, pur essendo studentessa. La sua ultima scoperta: "Ho visto che la Vergine nella sua vita terrena non ha mai cessato di pregare il Rosario". - Come? - le ha chiesto suor Emmanuel - ripeteva l'Ave Maria a se stessa? - E lei: "Certo che non salutava se stessa! Ma Essa meditava continuamente nel suo cuore la vita di Gesù e il suo sguardo interiore non Lo lasciava mai. E noi nei 15 misteri non ripassiamo nel nostro cuore tutta la vita di Gesù (e anche quella di Maria)? Questo è il vero spirito del Rosario, che non è solo recita di Ave Maria". Grazie, Jelena: con questa confidenza luminosa ci hai fatto comprendere perché il Rosario e un arma così potente contro Satana! In un cuore tutto rivolto a Gesù e pieno delle meraviglie che Egli ha compiuto per lui, Satana non potrà trovare posto. 
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/inferno/06-demonio_jelena.php

La famiglia nei messaggi della Regina della Pace



1. Medjugorje rappresenta la scuola nella quale Maria, la Regina della Pace, ci parla e ci insegna parlando. Nei primi messaggi che Lei ci trasmetteva ogni giovedì, attraverso la giovane Maria Pavlovic - Lunetti dal 1. marzo 1984 fino all' 8 gennaio 1987 e dal 25 gennaio 1987 fino ad oggi, ogni 25 del mese, non ci dice niente di nuovo, ha parlato in modo semplice, con fare materno, pieno d'amore e comprensione, tenerezza e pazienza, però allo stesso tempo chiaramente e con fermezza ci ha ricordato quello che noi, come suoi figli, come singoli, famiglie e come tutta la Chiesa, abbiamo il dovere di fare.
Il suo discorso é semplice e concreto, senza nessuna teoria o filosofia, proprio così come dovrebbe fare ogni madre. Maria, la Regina della Pace, é molto chiara per quanto riguarda ciò che chiede e desidera da noi. I suoi messaggi non hanno bisogno di spiegazioni. Possono essere compresi da tutti. Non ci sono parole incomprensibili o concetti non chiari.
Da una parte il suo discorso fa riferimento ai messaggi espressi nella Bibbia e dall'altra parte i suoi messaggi mostrano un legame profondo con la nostra realtà quotidiana. Per riconoscere meglio il legame profondo dei messaggi di Maria con il messaggio della Bibbia e con la nostra realtà, é sufficiente ricordarsi del suo messaggio fondamentale: Pace, pace e solo pace. Ha pronunciato queste parole il 26 giugno 1981. A queste parole ha aggiunto anche delle parole profetiche: Pregate e fate digiuno, perché con il digiuno e la preghiera si possono fermare le guerre e le catastrofi naturali. La realtà della guerra per noi Croati cattolici, nel lontano 1981 era inimmaginabile. Solo 10 anni dopo, nello stesso giorno, il 26 giugno 1991, sono cadute le prime bombe, che hanno annunciato la terribile realtà della guerra che non abbiamo voluto, non ci aspettavamo e che non pensavamo mai di tali dimensioni.
L'unico scopo delle apparizioni é la pace e, come un filo rosso, passa attraverso tutto quello che Maria dice e fa. Perciò Lei parlava anche delle condizioni della pace: rivolgersi, pregare, fare digiuno, credere e abbandonarsi a Dio totalmente, rimanere con Lei sulla strada della santità. Ha parlato chiaramente anche dei mezzi: recitare il rosario, confessarsi, leggere le Sacre Scritture, assistere alla celebrazione della Santa messa, fare del bene.
Tutti gli individui erano stati invitati: le famiglie, i gruppi, tutta la Chiesa e tutto il mondo. Nel totale processo di pace viene nominata di continuo l'importanza dell'individuo, della famiglia e del gruppo di preghiera. La sua strada verso la pace é la strada induttiva. Tutto inizia con il singolo (individuo) che cambia e cambiando crea nuovi rapporti nella famiglia, nella società, nella Chiesa e nel mondo. Tutto inizia con il rivolgimento personale dell'individuo (singolo) che crea i nuovi rapporti nella famiglia e così via. Le persone che hanno visto la Madonna ripetono in continuazione che prima di tutto ci deve essere la pace nei nostri cuori, poi nella famiglia e alla fine nel mondo. Qui si vede il valore inevitabile e l'importanza dell'individuo. Senza l'individuo, i programmi che Dio ha raccomandato a Maria, non sono realizzabili. L'individuo crea un nuovo ambiente, una nuova famiglia e la famiglia crea una nuova Chiesa e una nuova società. La società nuova, la Chiesa nuova e la nuova famiglia, cambiano con il cambiamento dell'individuo e hanno un loro ruolo nell'educazione dell'individuo e fanno in modo che gli individui realizzino più facilmente la loro identità.
Il compito di quest'esposizione é quello di dimostrare quello che dice Maria delle famiglie, che tipo di famiglia Lei vuole, che cosa raccomanda, verso cosa richiama l'attenzione dei bambini, dei genitori, degli anziani, che tipo di valori dovrebbero vivere e come si dovrebbero comportare gli uni verso gli altri, verso Dio, verso la preghiera, verso la messa e la Sacra Bibbia.
2. Nei Suoi 27 messaggi, Maria nomina la famiglia. Di tutti questi messaggi, 13 messaggi sono stati dati giovedì e il resto (14) sono stati dati il 25 di ogni mese. Tutto quello che ha detto si può dimostrare dal punto di vista cronologico, così come dava i messaggi, ma anche dal punto di vista tematico. Personalmente propendo più per la dimostrazione tematica.
Dio al primo posto
Dio é la base di tutto, la fonte della vita e della santità, il Creatore e Signore di tutto. Lui é la pace e l'amore. Senza un contatto personale con Lui nessuno può avere la pace. Lui ci dà tutto quello che abbiamo e tutto appartiene a Lui. Nella famiglia consacrata si trova Dio al primo posto e Lui deve domare la vita della famiglia. Scegliere Dio e metterlo al primo posto significa fare quello che ha fatto Maria e vivere così come viveva l'antica famiglia di Nazareth. "Perciò cari figli mettete Dio al primo posto nelle vostre famiglie, per ricevere la pace da Lui e per essere protetti da Lui. Non solo in guerra ma anche in pace da ogni tentazione Satanica" - così si dice nel messaggio del 25 dicembre 1991, Maria parla chiaramente della continua e instancabile attività di Satana sia durante la guerra che durante la pace. Lui non sopporta tutto ciò che è bene, "perché lui vuole la guerra, vuole il disordine, vuole distruggere tutto quello che é buono" (messaggio del 25. marzo 1993). In questo stesso messaggio invita tre volte alla preghiera "pregate, pregate, pregate". Questa é la risposta alla domanda : come avvicinarsi al suo cuore materno.
"Sono venuta a dirvi che Dio esiste", diceva uno dei primi messaggi, che le persone che hanno visto la Madonna hanno trasmesso alla gente (al mondo). In seguito nei tanti messaggi ha invitato gli uomini e le famiglie a scegliere Dio e metterlo al primo posto.
Così sicuramente è stata nella sua vita. Lei si é proclamata serva del Signore ed eseguiva in tutto la volontà di Dio. Dio era al primo posto nei suoi pensieri, nelle parole e in tutta la sua attività.
Nel messaggio del 2 giugno 1984 la Vergine in occasione della novena per il versamento dello Spirito Santo alla famiglia, invita tutti quanti a pregare affinché tutta la vita sulla terra sia dedicata a celebrare Dio. Dio stesso concederà ogni aiuto necessario affinché tutto ciò avvenga (2 giugno 1984). San Paolo ci dice nella prima lettera ai Corinzi: "Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio."(10,31)
Tutto ciò che ci dice, lo dice in nome di Dio. Maria é il profeta e la regina dei profeti, e profeta é colui che parla in nome di Dio. Perciò, la parole dei profeti non riguardano soprattutto gli avvenimenti futuri, ma "parlano" in nome di Dio. Perciò ogni madre ed ogni padre sono prima di tutto profeti, che rivelano ai propri figli la volontà di Dio, l'amore di Dio, la misericordia, i piani di Dio e i mezzi attraverso i quali questi piani si possono realizzare. A Lei Dio ha raccomandato i piani che si realizzeranno solo con la nostra collaborazione. "Mi avete aiutato con la vostra preghiera per realizzare i miei piani. Continuate a pregare affinché questi piani si realizzino del tutto (messaggio del 27 settembre 1984). Ci insegna che tutto deve appartenere a Dio e noi potremo realizzare tutto ciò attraverso le sue mani (messaggio del 25 ottobre 1988). Quando metteremo Dio al primo posto allora avremo la pace e saremo sicuri da ogni pericolo di Satana. Quando avremo Dio avremo tutto. Senza di Lui siamo poveri e persi e non sappiamo da che parte stiamo. Scegliendo Dio e mettendo Dio al primo posto, la nostra vita e tutta la nostra attività vitale saranno totalmente chiare e decisive (messaggio del 25 dicembre 1991).
La famiglia, in questo caso i genitori, rappresentano coloro che trasmettono l'esperienza di Dio ai propri figli. Quando per loro Dio sarà al primo posto allora tra di loro ci sarà l'amore, serviranno Dio a vita e guideranno i loro figli sulla strada giusta. Perciò Maria invita i più giovani ad apprendere la preghiera e a frequentare la santa messa" (messaggio del 7 marzo 1985). Solo così i figli potranno imparare quello che i loro genitori vivono. Quando i figli scopriranno Dio e quando Lui entra nella loro vita al primo posto, rimarranno sulla strada della pace, della fede, dell'amore e del bene.
Nel messaggio del 25 agosto 1996 Lei invita i genitori ad essere di buon esempio per i loro figli, perché in caso contrario, i figli andranno verso l'ateismo (la vita senza Dio) e ciò significa buio, disordine (non avere la pace) e morte.
Maria non si é dimenticata neanche degli anziani all'interno della famiglia. Loro sono importanti e devono essere stimolati a pregare, devono rappresentare un esempio di vita per i giovani ed essere di aiuto agli altri, testimoniando così Gesù (messaggio del 24 aprile 1985). Questo tipo di rapporto tra i giovani e gli anziani nella famiglia, l'uomo lo scopre solo nell'incontro con Dio. Nel ritmo frenetico della vita moderna sia i figli che gli anziani spesso sono considerati come un disturbo, come una barriera che non ci permette di goderci la vita. Secondo questa concezione si possono giustificare gli aborti, l'uccisione dei bambini e la rinuncia ad occuparsi degli anziani, fino ad arrivare all'eutanasia. Possiamo aspettarci un cambiamento d'opinione solo se tutti quanti scelgono Dio come il creatore di tutti che ad ogni vita dà un senso profondo e che é minacciato dall'atteggiamento materialista sulla vita. Perciò il 25 marzo 1995, Lei ha detto che non c'é la pace lì dove non c'é preghiera, non c'é l'amore lì dove non c'é fede. La pace nasce nell'incontro con Dio e l'amore nella fiducia totale, nel consegnarsi a Dio. Dio dà la pace e la pace é un dono di Dio (messaggio del 25 gennaio 1996).
Quando Dio sarà al primo posto nella famiglia allora anche la preghiera potrà avere una sua giusta collocazione e un suo tempo (momento), e questo farà in modo che si cerchi e si trovi la volontà di Dio (messaggio del 25 aprile 1996).
La preghiera nella famiglia
L'invito più frequente indirizzato alle famiglie é di pregare dentro di esse.
Nel messaggio del 2 giugno 1984 la Madonna invita alla preghiera nella novena allo Spirito Santo, affinché lo Spirito si riversi sulla famiglia e su tutta la parrocchia. Questo desiderio della Madonna naturalmente ci riporta alla memoria l'episodio in cui Lei ha pregato per nove giorni con gli apostoli dopo la risurrezione di Gesù. Gesù ha mandato lo Spirito protettore proprio come aveva promesso. Con l'arrivo dello Spirito Santo il cuore di Maria e i cuori dei apostoli si sono riempiti della forza e del fuoco dello Spirito Santo. Con l'arrivo dello Spirito Santo gli apostoli sono stati in grado di testimoniare ciò che hanno sentito e visto. (At 1,13-14 e 2,1-4). Basta ricordarsi dei doni dello Spirito Santo: saggezza, buon senso, consiglio, forza, intelligenza, religiosità, paura Divina - per capire subito perché la famiglia deve pregare insieme proprio nello Spirito Santo e perché servono proprio adesso i regali dello Spirito Santo. La famiglia stessa é la comunione della vita nella fede, nell'amore, nella speranza, nel rispetto reciproco, nella cura degli uni verso gli altri in senso materiale, e spirituale. L'uomo é educato alla famiglia e si forma con la famiglia.
E' impossibile immaginare uno sviluppo normale dell'uomo senza la sua famiglia. Tutto può funzionare solo se i cuori sono pieni e se si riempiono in continuazione con i regali (doni) dello Spirito Santo. Da nessuna parte come nella famiglia c'é bisogno del dono del buon senso, della saggezza, della forza, della religiosità e timore di Dio.
Il messaggio di Maria é anche la risposta a tutti i genitori che si chiedono che cosa altro possono fare per le loro famiglie che si trovano in crisi. Pregare lo Spirito Santo significa chiamare quello Spirito che dà la vita e vivifica, che trasforma il vuoto e il deserto in pienezza e vita (Gen 1,2). Questo significa pregare lo Spirito Santo che aveva visto Isaia quando le ossa dei morti si sono trasformate nella vita.(Is 37, 1-14).
Tanto lo Spirito Santo sarà attivo nelle famiglie così formerà le persone in persone nuove e tanto l'uomo dentro di sé potrà vincere il buio con la luce divina, il deserto dell'anima e del cuore, potrà trasformare in ricchezza della comunione e dell'amore, la mancanza dell'amore potrà compensare con l'amore eterno che é il dono dello Spirito Santo e così con la forza dello stesso Spirito potrà guarire le ferite del cuore che nascono a causa della mancanza dello stesso amore. Nel messaggio del 28 marzo Maria ringrazia tutti coloro che nelle proprie famiglie hanno fatto rinascere la preghiera e tutti quelli che sono diventati attivi sono diventati cari al Suo cuore.
La preghiera del rosario e il tempo della preghiera
"Prego le famiglie della parrocchia di pregare il rosario della famiglia" ha detto la Madonna nel messaggio del 27 settembre 1984. La preghiera stessa del Rosario rappresenta l'unione con Maria e Gesù nella gioia, nella tristezza e nella gloria. In quest'unione la famiglia cresce secondo l'esempio della Sacra Famiglia. L'uomo, l'individuo, la famiglia e la società cercano i propri modelli e i propri ideali. Pregando il rosaio, i genitori con i figli, i giovani con gli anziani, i sani con i malati, nella famiglia, hanno davanti agli occhi la vita e l'esempio di Gesù Cristo, di Giovanni e di Maria. Vivere con loro la propria unione famigliare significa sia per i genitori che per i figli ogni giorno uno stimolo nuovo all'amore reciproco e al rispetto. Così si impara nella famiglia come si vive la gioia, come si porta la croce e come si realizza l'esperienza della resurrezione. La famiglia deve mettere la preghiera al primo posto e non permettere che il lavoro e gli impegni quotidiani spengano lo spirito della preghiera - così dice la Madonna nel messaggio del novembre del 1984. Nello stesso messaggio invita al rinnovo della preghiera perché ovviamente i lavori hanno spento la preghiera.
Solo dopo aver conosciuto la situazione nella nostra famiglia per quanto riguarda la preghiera, allora possiamo capire perché la Madonna ci tiene a sottolineare che la preghiera deve essere messa al primo posto. Non é vero forse che in tante famiglie la preghiera si trova all'ultimo posto, se non è addirittura scomparsa? Quante famiglie pregano dopo avere finito tutti i loro impegni giornalieri, quando l'individuo é stanco e può appena guardare qualcosa in TV che gli si offre senza nessun sforzo? La vera risposta a questa domanda sarebbe: iniziare il giorno con la preghiera comune (insieme), il che é praticamente impossibile in tante famiglie secondo le loro convinzioni. A causa delle trasmissioni televisive che si protraggono fino a tardi la sera si é persa la mattina nella famiglia, e ciò significa perdere l'intera giornata. L'incontro non realizzato di mattina rende ineseguibili gli incontri durante giorno.
Secondo l'opinione umana più profonda e l'unione famigliare non ci sarebbe niente di più normale che la preghiera insieme fatta sia di mattina che di sera.
Nel messaggio del 25 agosto 1995, Maria invita la famiglia ad iniziare la giornata con la preghiera al mattino e di finire la giornata con la preghiera serale di ringraziamento. Di mattina la famiglia, tutti insieme o singolarmente, sceglie Dio e la sua Santa volontà. Sceglie e prega affinché in ogni uomo possiamo incontrare Dio e in tutto quello che facciamo possiamo trovare la Sua volontà. Nella preghiera del mattino si deve chiaramente e con gratitudine accettare la nuova giornata e mettersi a disposizione di Dio e delle persone.
Nella preghiera serale si deve sottolineare la gratitudine. Tutto quello che facciamo durante giorno ce lo ha permesso l'amore di Dio. Dobbiamo ringraziare sempre di sera. Ringraziamento significa riconoscere i doni che Dio ci ha dato. Ringraziando, l'uomo combatte contro il pericolo e la superbia di prendersi il merito delle azioni che invece sono state fatte da Dio. La gratitudine spetta a Dio e agli altri perché significa riconoscere l'azione di Dio nella propria vita e nella vita della propria famiglia come anche essere cosciente che questo é un dono. La gratitudine é l'espressione più profonda della fede e della fiducia in Dio. Chi ringrazia riconosce (afferma) che tutto il bene arriva da Dio. Così anche chi ringrazia si può anche pentire perché potrà facilmente capire che ha usufruito dei doni di Dio e che ha seguito più la propria volontà che la volontà di Dio.
La famiglia che prega insieme al mattino affinché possa trascorrere il giorno in pace e con amore, nel rispetto reciproco e avere un lavoro soddisfacente, sicuramente avanzerà spiritualmente e con l'avanzamento spirituale sarà in grado di vivere tutti i valori che rendono bella una famiglia. E' anche importante che la famiglia alla fine del giorno veda insieme tutto quello che é successo, ringraziare per ciò che c'è stato di buono, pentirsi per il male e il peccato, e affinché i membri della famiglia si perdonassero gli uni e gli altri se ci sono state delle incomprensioni e delle offese. Questa é la condizione per avere la pace nella famiglia e per un sonno tranquillo. Chi nella famiglia va a riposarsi di sera senza aver fatto pace con gli altri, senza aver perdonato gli altri, non può riposarsi perché l'anima ferita non può trovare la pace per se stessa se prima non ha fatto pace e se non ha accettato gli altri con amore.
Rinnovare la preghiera della famiglia significa rinnovare gli incontri con il Padre eterno che ci ama infinitamente attraverso suo figlio Gesù Cristo. Accolte dall'amore di Cristo, le famiglie potranno accettare e capire tutto, anche le croci più pesanti e le malattie (messaggio del 15 gennaio 1992). Le croci e le malattie diventeranno la pace e l'unione.
Parlare con il Padre dei cieli è molto importante più del parlare con il genitore. Una famiglia dove non c'è comunicazione perde le fondamenta e l'espressione basilare della sua unione. Al rinnovo della preghiera la Madonna ci invita nel messaggio del 7 marzo del 1985.
Nel messaggio del 6 dicembre 1984 la Madonna ripete l'invito alla preghiera da parte della famiglia e ci ammonisce perché non l'abbiamo ascoltata. Nello stesso messaggio ci dice di nuovo che Lei fa ogni cosa perché è Dio che la manda e Lei ci parla a nome suo. Chi non ascolta il suo invito non ascolta nemmeno Dio che manda Maria a suo nome.
Il problema dell'obbedienza della comunità parrocchiale, Maria lo ripete nel messaggio del 14 febbraio 1985. La disobbedienza della comunità parrocchiale provoca la tristezza nel cuore di Maria e ripete l'invito affinché le famiglie obbediscano e preghino unite la preghiera familiare. L'espressione "devi" é molto rara nei messaggi di Maria a Medjugorje. Dal punto di vista pedagogico e metodologico tale espressione non minaccia il sottolineato fatto della risposta con l'amore e non dubita sulla pazienza di Maria, ma spiega il suo grande desiderio di aiutare le famiglie a vivere in un contatto vero (buono, giusto) con Dio.
L'amore nella famiglia
Amare ed essere amato é il desiderio più profondo e fondamentale di ogni uomo. Non c'è neanche bisogno di dire quanto sia importante l'amore e il fatto di essere accettati all'interno della famiglia, scuola di vita. La mancanza di amore e di accettazione all'interno della famiglia lasciano delle ferite molto profonde. Si sa molto bene che il bambino fin dal concepimento sa e riesce a sentire se viene accettato con amore oppure no. Si sa bene grazie alla prassi terapeutica che spesso i traumi e i timori, che possono accompagnare una persona anche per tutta la vita, sono provocati dal fatto che una madre o un padre pensavano di abortire il proprio bambino.
Perciò il messaggio del 13 dicembre 1984 é molto chiaro. Prima di tutto si deve iniziare ad amare all'interno della famiglia, poi si può parlare di amore nelle comunità parrocchiali e infine dell'amore verso tutte le persone. Con questo messaggio Maria ha voluto preparare la comunità parrocchiale all'accettazione dei pellegrini: "... e poi potrete amare ed accettare tutti quelli che verranno qui." (13 dicembre 1984).
Maria, pienamente concreta come madre, chiede nello stesso messaggio che la settimana in cui ha dato il suo messaggio venga considerata come un momento particolare in cui si deve imparare ad amare. E' la settimana prima di Natale, la festa dell'amore e della vita. S'inizia ad imparare ad amare nel momento in cui l'uomo decide di imparare ad amare all'interno della famiglia. Nello stesso messaggio Maria ripete le parole di San Paolo: senza l'amore non si può ottenere niente. L'amore sostituisce tutte le leggi e le avvera e nessuna legge può sostituire l'amore. Senza l'amore niente ha valore e l'amore dà ad ogni cosa un valore eterno (1 Cor 13, 1-13). Prima del quarto anniversario, il 6 giugno 1985, Maria di nuovo ci invita ad amare i membri della famiglia, e solo poi si potranno amare tutti gli altri. Dal punto di vista cronologico si può affermare che Medjugorje alla fine del 1984 e soprattutto nel 1985 é diventato un Santuario internazionale. Quando le apparizioni di Medjugorje sono iniziate, da una parte hanno subito le pressioni dei comunisti e i tentativi di fermare questo fenomeno, dall'atra parte l'ordine vescovile si opponeva a Medjugorje. Il Monsignore di quel tempo, Pavao Zanic, alla fine dell'ottobre del 1984, ha emesso una nota ufficiale su Medjugorje. Alcune volte sembrava che le forze contrarie alla Chiesa sarebbero riuscite a spegnere gli avvenimenti di Medjugorje. Però, si può notare chiaramente, che Maria continuava a portare a termine il suo compito e non si preoccupava delle critiche avversarie che si presentavano, non ne parlava affatto, continuava ad esortare e ad educare la comunità parrocchiale all'amore, che può vincere contro ogni cosa. A Natale del 1991 quando si è diffusa la guerra in Croazia e quando c'erano i primi segnali della guerra in Bosnia e Erzegovina, Maria esortava di nuovo alla pace e all'amore. L'amore é misericordia e la si deve pregare, Gesù ce lo dona per benedire ogni cosa con la benedizione della pace e dell'amore. Nel messaggio dell'aprile 1993 Maria usa l'immagine della natura che si risveglia in primavera ed invita tutti gli uomini affinché si aprano all'amore come si apre la natura al Dio Creatore. I cuori che si aprono all'amore, così come si apre la natura, prima mostreranno e dimostreranno il proprio amore all'interno della famiglia. L'amore salverà la famiglia dal disordine e dall'odio e riporterà all'interno di essa lo spirito della preghiera. Attraverso la preghiera Dio ci darà la forza per amarci gli uni e gli altri. Maria sa bene quanto sia importante per noi capire il suo invito all'amore e che partecipiamo al processo dell'amore che si risveglia. Perciò ci ripete che Lei ci ama con amore materno. L'amore materno é la condizione della vita in generale. Questo tipo d'amore in particolare é attivo ed é la condizione per la creazione di una nuova vita. Senza quest'amore la vita non può ne iniziare ne sopravvivere.
La presa di coscienza dell'amore Divino che ci ha creato, e la presa di coscienza dell'amore materno di Maria sono le condizioni affinché ogni uomo scelga l'amore e affinché ogni amore ferito venga guarito. Dio si é presentato a noi attraverso Gesù Cristo come amore infinito che ci accetta senza condizioni e che é la condizione di ogni altro tipo d'amore, specialmente nella famiglia perché Dio si é presentato come nostro padre.
L'amore é la condizione della pace nella famiglia, perché chi non ha l'amore non può vivere la pace - come ci insegna Maria nel messaggio del 25 gennaio 1996.
Nello stesso messaggio Maria parla del legame tra l'amore e il perdono. Noi siamo uomini deboli. Pecchiamo e peccando minacciamo l'amore. Chi non perdona il suo amore resisterà poco e sarà condizionato da tante cose. Solo colui che ama può perdonare. Ci rimane solo la preghiera affinché possiamo capire ed accettare con il cuore l'invito all'amore e al perdono.
Bibbia nella famiglia
La Sacra Scrittura rappresenta la parola di Dio rivolta all'uomo. L'individuo dovrebbe leggerla e così conoscere Dio che si presenta, la sua volontà, il suo amore, la sua misericordia e il suo perdono. Maria desidera che nelle famiglie si legga la Sacra Scrittura e che la si preghi. Come é importante per l'individuo leggere la Sacra Scrittura così é anche importante per l'unione famigliare a tutti i livelli. Chi legge la Sacra Scrittura nella famiglia e riflette sulla Parola di Dio, allora saprà, pregherà e testimonierà, e la famiglia che prega e riflette insieme sarà una famiglia unita con la forza dello Spirito Divino.
Le persone che hanno visto la Madonna spesso ripetono che la Sacra Scrittura deve essere letta all'inizio della giornata, bisogna fermarsi su una parola e riflettere su di essa per tutto il giorno.
Nel messaggio del 25 agosto 1996, Maria ripete il discorso sulla Sacra Scrittura, cioè leggere e pensare, pregare e vivere, e desidera che poniamo la Bibbia in evidenza nelle nostre case famigliari. In questo modo la Bibbia, lettera divina, sarebbe ciò che ci accompagna quando usciamo da casa per andare a lavoro e ci ricorda di non dimenticare Dio. Sarebbe anche la prima cosa che ci aspetterebbe e saluterebbe quando torniamo nella nostra casa. Se ogni membro della famiglia uscendo da casa guarda la Bibbia e tornando per la prima cosa vede la Bibbia, creerà dentro di se dei rapporti positivi nei suoi confronti e nei confronti degli altri, nei confronti del suo lavoro e della sofferenza, nei confronti del tempo e dell'eternità.
Il desiderio di Maria ci ricorda ciò che ogni membro del popolo Divino, e anche lei, hanno fatto. Nel Deuteronomio 6,4-9 c'é scritto: "Ascolta Israele: il Signore é il nostro Dio, il Signore é uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte."
Ricordiamoci di cosa disse San Geronimo: " Chi non conosce le lettere, non conosce Gesù Cristo "
La famiglia e' invitata alla santita' e alla consacrazione
Tutti coloro che battezzandosi sono immersi nella morte di Gesù Cristo sono morti nel peccato e sono invitati alla santità. Nell'Atto di Fede confessiamo "una Chiesa santa, cattolica e apostolica", una Chiesa che viene esortata alla santità e non al vizio. Ciò che riguarda tutta la Chiesa, riguarda i suoi membri e le famiglie e la famiglia viene definita "Piccola Chiesa ".
La Santità é un invito ad una vita concreta nell'amore con Dio e con i fratelli. Essa dentro di se significa prima di tutto la guarigione dei rapporti con Dio e con le persone, la crescita nell'amore, nella fede e nella speranza.
Il desiderio di Maria é che la famiglia sia un luogo dove nasce la santità. L'esempio della santità dei genitori e degli anziani farà da scuola alla santità dei giovani. "Vi prego aiutatemi con la vostra testimonianza con coloro che non sanno vivere in modo santo ... e in particolare all'interno delle vostre famiglie" sono le parole del 25 luglio 1986. L'amore e il perdono, la bontà e la generosità, la mitezza e la decisione, la moderazione e l'amore sincero sono l'espressione della santità e la scuola della santità per la famiglia.
Affinché la santità della famiglia possa essere raggiunta secondo Gesù e Maria, cioè secondo il Vangelo, Maria invita a dedicarsi personalmente, in famiglia e in parrocchia a Gesù, suo caro Figlio (messaggio del 25 ottobre 1988) e al suo Cuore che non conosce il peccato, "così tutto appartiene a Dio attraverso le mie mani" (25 ottobre 1988,) L'espressione latina di "dedicare" é "consacrare", che ci porta al vero significato dell'invito della Madonna: consacrazione. Consacrarsi significa scegliere e prendere Maria e Gesù ad esempio, essere con loro, fare amicizia con loro e diventare come loro, secondo il vecchio detto popolare: sei come coloro con i quali stai! Colui che fa' amicizia con Maria e Gesù con la preghiera giornaliera, specialmente recitando il rosario, si trova sulla strada della santità e capirà come può vivere nella gioia e nel dolore per la gloria finale nei cieli.
Consacrandosi l'uomo viaggia coscientemente con Maria e Gesù e così supera quella solitudine che nasce a causa del peccato e realizza una nuova unione dell'amore e della vita sapendo che potrà vincere contro il peccato e la morte.
I piani distruttivi di satana
La famiglia si deve consacrare e in questo modo si difende da satana e dalla sua attività distruttiva. Lui porta odio e discordia. Il seme più pericoloso per la famiglia è rappresentato proprio dall'odio e dalla discordia. E' una ferita mortale che uccide la cellula fondamentale dell'unione umana. "Satana é forte e perciò voi cari figlioli, avvicinatevi con la preghiera costante al mio cuore materno" - ha detto la Madonna nel messaggio del 25 ottobre 1988. Maria é la donna della Sacra scrittura che con suo figlio vince contro satana (Gen 3,15, Ap 12, 1-6). Il vescovo Milingo che si occupa tanto di esorcismi, in un discorso ha detto che Maria rappresenta la prima esorcista. Lei con suo figlio vincerà contro satana e suo figlio non é solo Gesù ma ognuno di noi, e la sua famiglia non é solo quella di Nazareth ma ogni famiglia. Avvicinandosi al Suo cuore potrà difendersi sia l'individuo che la famiglia dall'attività distruttiva di satana. Nel messaggio del 25 gennaio 1994 ci parla di nuovo dell'opera di satana e le sue intenzioni. Lui vuole in questi tempi "creare disordine nei vostri cuori e nelle vostre famiglie". Figlioli, non permetteteglielo. Non permettete che sia lui a guidare voi e le vostre vite." Il desiderio di satana è quello di escluderci dal potere dell'amore divino e comandare su di noi, sulle nostre famiglie, sui nostri sentimenti e sulle nostre decisioni. Lì dove lui prende il comando e dove è lui, lì rimangono solo le rovine. Maria si presenta di nuovo come colei che ci difende sia attraverso il suo amore che attraverso la sua intercessione con Dio. Se gli individui e le famiglie non accettassero il suo aiuto e la sua protezione, si aprirebbe la strada verso satana che ci tenta e in particolare ci fa perdere la fede, la speranza e l'amore (messaggio del 25 marzo 1995).
La pace nella famiglia
Tutto quello che Maria diceva sulle famiglie, tutti i consigli che dava, tutte le avvertenze materne, tutti gli inviti a consegnarci a Dio e a consacrarci, come anche l'invito all'amore e al perdono, portano verso la meta più importante, per cui lei ha scelto il suo nome, cioè di definirsi : Io sono la Regina della Pace.
La pace é il desiderio più profondo del cuore umano. Tutto quello che l'uomo fa, sia buono che cattivo, rappresenta un modo di cercare la pace. Anche quando uccide un altro essere umano o toglie la vita a sé stesso, l'uomo cerca la strada verso la pace, come anche quando dà la sua vita per gli altri. La pace é un valore biblico e si realizza solo nel momento in cui si possiedono tutti i beni: dello spirito, dell'anima e del corpo.
La pace alla fine é possibile lì dove si accetta la vita, la si ama, la si rispetta e la si difende. Perciò la famiglia é il luogo della pace, della vita oppure della distruzione e della morte.
A Maria come Regina della Pace e nuova Eva, come madre di tutti i vivi, sta a cuore la pace all'interno della famiglia.
Perciò uno degli scopi principali della preghiera nella famiglia é la pace, che in questi tempi é minacciata in un modo particolare. Insieme all'invito alla preghiera per la pace, Maria ci invita anche al digiuno perché proprio dalla preghiera e dal digiuno dipende ciò che succederà nelle famiglie e nel mondo ( messaggio del 25 luglio 1991). Dal punto di vista storico, in quel momento c'era già la guerra in Croazia. Dio dà la pace e protegge dai disordini e dai mali (messaggio 25 dicembre 1992).
Mentre Dio vuole la pace, perché Lui é la fonte della pace e ci invita attraverso Maria al digiuno e alla preghiera, satana vuole il disordine, la guerra, la distruzione di ogni bene nei cuori, nelle famiglie e in tutto il mondo (messaggi del 25 marzo 1993). Solo con la preghiera si supera il disordine e l'odio e in questo modo arriva la pace (messaggio 25 aprile 1993). Nel messaggio natalizio del 1994, Maria é la Madre che insieme a noi si rallegra e prega con noi per la pace, per la pace nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nei nostri desideri e in tutto il mondo e in questo modo invoca la benedizione del Re della pace che può dare la pace. Perciò finalmente dovrebbe essere chiaro che la pace é un dono di Dio, che nasce dall'amore e l'amore dalla pace (messaggio 25 aprile 1996)
E ogni volta, alla fine di ogni apparizione, secondo la testimonianza dei veggenti, Lei dice: "Andate in pace, angeli miei !"
Espressioni figurative sulla famiglia
Come Suo figlio anche Maria usa delle immagini tratte dalla natura per descriverci meglio quello che Lei vuole.
Così anche nel messaggio prima di Natale, del 20 dicembre 1984, Lei invita ogni famiglia a portare un fiore nella Chiesa e metterlo vicino alla culla di Gesù, e in questo modo si esprime la propria consegna nelle mani di Gesù. Lei inoltre vuole che la famiglia rappresenti un fiore armonioso che Lei stessa vuole consegnare a Gesù e che ogni individuo sia il petalo di quel fiore nella creazione dei piani di Dio (messaggio 1 maggio 1986). Il messaggio é stato dato all'inizio di maggio, il mese dei fiori e dello splendore della natura. Anche con quest'immagine Maria ha espresso tutto ciò che vuole per le nostre famiglie e per l'unione famigliare in generale.
Nell'aprile del 1993 invitava tutti noi ad andare in mezzo alla natura per guardare come essa si risvegliasse perché questo gesto aiuta anche i nostri cuori ad aprirsi al Dio Creatore. La natura che si risveglia dopo l'inverno é la dimostrazione della forza creativa di Dio e rappresenta uno stimolo per ogni cuore e per ogni famiglia ad alimentare una nuova speranza e ad accettare una nuova vita.
Da tutto ciò che é stato detto si può capire chiaramente dove vuol portare Maria le famiglie e il perché le educa. La famiglia é sotto la sua protezione e sotto la sua raccomandazione. Con la forza dello Spirito di Dio e con la volontà del Padre diventa la società di vita, della pace e dell'amore, un assaggio del paradiso e la difesa degli individui e in particolar modo dei bambini dalla strada e dalla vita senza Dio.
Maria, Madre della famiglia e Madre della Chiesa, non può tradire il suo primo dovere, perché essendo la Madre di Gesù e la Madre della Sacra famiglia, rappresenta la madre di tutti noi e di ogni famiglia. Tramite la sua intercessione Dio rinnova la Sua piccola Chiesa. La collaborazione generosa con Lei produce la pace desiderata. E così sia.
Fra Slavko Barbaric
P. Slavko Barbaric - nato a Dragicina nel 1946. Appartiene alla Provincia francescana di Erzegovina. Studia teologia a Visoko, Sarajevo e Schwaz. Viene ordinato sacerdote nel 1971. Nel 1982 ha avuto il dottorato di ricerche in pedagogia religiosa. Dal 1982 è a Medjugorje. Scrive libri e articoli sulla spiritualit. Lavora nel Santuario. Guida numerosissimi esercizi spirituali e conferenze. In tanti luoghi del mondo ha tenuto conferenze sugli avvenimenti di Medjugorje.