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mercoledì 30 settembre 2015

A Medjugorje so quello che ho visto.

LJUDEVIT RUPCIC


Lettera al Giornale.it

Caro Direttore,

Sono un avvocato milanese di 42 anni e Vi scrivo per testimoniare la mia recentissima esperienza durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Dopo anni di studi in istituti privati religiosi, dai quali non mi è rimasto praticamente nulla a livello «spirituale», ho vissuto tutta la vita da cattolico non praticante: dicevo di credere in Dio solo perché sono nato in Italia, mi hanno battezzato, ho fatto la comunione e la cresima. Nulla di più.
Le parole delle preghiere, della bibbia, dei vangeli sono sempre state per me solo parole, ma non ho mai sentito nulla dentro di me. Anzi, qualcosa sentivo: un grandissimo vuoto, che i beni materiali che il mio lavoro mi ha permesso di avere non hanno mai colmato.
Poi, nell’estate dello scorso anno è stata diagnosticata a mia madre una brutta malattia degenerativa, che ha aumentato ancora di più la mia sofferenza interiore.
Finalmente, a maggio di quest’anno mia madre mi ha casualmente raccontato di avere programmato un pellegrinaggio a Medjugorje (di cui non sapevo assolutamente nulla, se non che era un luogo «tipo Lourdes») e mi ha poi chiesto se «per caso» non avessi il desiderio di andare con lei: credo sia stata una domanda di circostanza, alla quale era convinta io avrei rifiutato. Con sua enorme sorpresa, ho invece accettato, non so nemmeno io perché, so solo che «sentivo» di dover andare.
In seguito, quando sono giunto a Medjugorje, ho sentito dire che è la Madonna a «chiamarti» quando è arrivato il tuo momento: ebbene, credo che nel mio caso sia stato proprio così.
Ogni mattina sveglia all’alba, alle 6 colazione, per poi «partire» secondo un programma di gruppo che mi trovava molto restio ad accettare, essendo io estremamente individualista e convinto di poter fare sempre tutto da solo, senza mai chiedere aiuto a nessuno. Così all’inizio me ne stavo in disparte, a osservare, anche perché dopo tanti anni di istituti religiosi non mi ricordavo più nemmeno le parole del padre nostro o dell’ave maria e mi vergognavo a farlo vedere.
Senza nemmeno accorgermene, a poco a poco mi sono avvicinato sempre di più al gruppo e ho cominciato anch’io a pregare: non a pronunciare le parole delle preghiere, come avevo sempre fatto in modo automatico, senza pensare, in quelle rare occasioni in cui andavo in Chiesa (ad esempio per la Messa di Natale), ma a pregare veramente.
Ho cominciato a sentire come una pietra, o un groviglio di nodi, dentro di me, che a poco a poco si scioglieva. E man mano che si scioglieva, ho incominciato a piangere. E così ho continuato per tutta la durata del soggiorno. Poi... Il primo giugno, il giorno prima di partire, alle ore 7.15 circa passavo insieme a mia madre e una sua amica davanti alla chiesa dove era in corso la messa. Nel piazzale davanti alla chiesa si era riunita una cinquantina di persone e tutti stavano guardando in direzione del sole con espressioni a dir poco stupite. Mosso dalla curiosità, mi sono girato verso il sole e ho assistito ad un fenomeno per me incredibile.
All’inizio sono rimasto abbagliato, poi i miei occhi si sono abituati alla luce e ho potuto fissare il sole per una decina di minuti. Durante questo lasso di tempo, il sole pulsava come un cuore venendo verso di noi e poi ritraendosi, avvicinandosi e poi allontanandosi sempre pulsando. Il sole era accerchiato da un anello luminoso, che girava vorticosamente prima a destra e poi a sinistra e che sembrava cambiare colore, prima di colore rosso fuoco e poi giallo-oro.
Questo fenomeno è durato come ho detto una decina di minuti e mi ha lasciato assolutamente incredulo. Poi mi sono reso conto che anche tutte le altre persone, una cinquantina, che erano sul piazzale della chiesa avevano assistito alla stessa cosa.
Siamo ritornati in albergo sconvolti da quello che non sembrava affatto un fenomeno naturale, o un effetto di luce, come gli scettici certamente vorrebbero giustificare razionalmente quello che è successo. Io personalmente avevo le gambe che mi tremavano.
Arrivati in albergo abbiamo trovato gli ospiti presenti tutti a piano terra, impauriti per avere avvertito una specie di scossa di terremoto, con i muri che tremavano e un forte boato.
Ricostruendo temporalmente i fatti, ci siamo resi conto che questa specie di scossa di terremoto era avvenuta contemporaneamente al fenomeno che aveva riguardato il sole.
A ciò si aggiunga che noi che ci trovavamo a circa 300 metri dall’albergo non ci siamo accorti di nulla, cosa alquanto strana. E i giorni successivi non mi risulta che i quotidiani abbiano riportato di scosse di terremoto nella regione.
Non so se ci sia una spiegazione scientifica per quello che ho descritto, ma so quello che ho visto.
Il razionalismo ci ha liberati in passato dai fanatismi di una religiosità ottusa ed estremista; sono anche appassionato di storia e conosco benissimo i crimini che sono stati commessi in passato in nome della chiesa e di Dio. Ora però siamo arrivati all’estremo opposto: tutti i segnali che ci vengono mandati dal cielo devono a tutti i costi avere una spiegazione razionale e scientifica e tutti coloro che credono in qualcosa di superiore sono retrogradi e contrari al progresso.
Comunque io mi considero fortunato ad avere avuto questa «illuminazione» e credo che, montatura o no, riuscire a vedere con il cuore e non solo con l’intelletto ci renda più completi come esseri umani.


Fonte:http://medjugorjesanremo.blogspot.it/2011/11/fenomeni-straordinari.html

martedì 29 settembre 2015

Celebrazione della Solennità di San Francesco a Medjugorje



La Solennità di San Francesco d’Assisi, fondatore dei tre ordini francescani, verrà celebrata solennemente, a Medjugorje nelle Sante Messe delle ore 7:00, 8:00, 9.30, 11:00 e 18:00 di Domenica 4 ottobre. Il tradizionale Rito del Transito di San Francesco, o “Memoria Transitus” — come viene ancora chiamato — verrà celebrato dopo la Santa Messa serale di sabato 3 ottobre, vigilia della Solennità, inserito nel contesto di un Rito liturgico. L’Ufficio parrocchiale invita a questo momento di preghiera tutti i parrocchiani, in particolare quelli appartenenti alla grande famiglia francescana, le sorelle francescane, i membri del Terz’Ordine Secolare e quelli della Gioventù Francescana.

Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/

«La Madonna mi ha salvato»

Tumori incurabili, guarita a Lourdes«La Madonna mi ha salvato»

Manuela Marziani
BEREGUARDO (Pavia)
«GUARIGIONE inspiegabile allo stato attuale delle conoscenze mediche». Il Comitato medico internazionale di Lourdes, guidato dallo psichiatra Alessandro De Sanctis, ha ufficialmente ammesso di non saper dare una spiegazione a quanto accaduto 23 anni fa a Danila Castelli, 66 anni di Bereguardo.
Manuela Marziani
BEREGUARDO (Pavia)
«GUARIGIONE inspiegabile allo stato attuale delle conoscenze mediche». Il Comitato medico internazionale di Lourdes, guidato dallo psichiatra Alessandro De Sanctis, ha ufficialmente ammesso di non saper dare una spiegazione a quanto accaduto 23 anni fa a Danila Castelli, 66 anni di Bereguardo. La parola «miracolo» non viene usata, eppure la donna avrebbe ricevuto uno dei miracoli riconosciuti dal Bureau Medical. Una guarigione arrivata quando la donna, moglie di un ginecologo e madre di quattro figli, era allo stremo delle forze. Da otto anni, quando ne aveva 34, combatteva contro una malattia difficile da diagnosticare, che non prevede cure.
«Avevo dei tumori secernenti — racconta Danila Castelli — che mi provocavano intense crisi ipertensive e respiratorie. Ho dovuto girare diversi centri italiani e stranieri per la diagnosi». Poi sono arrivati gli interventi chirurgici per bloccarli. Otto in tutto e uno più devastante dell’altro. «Ho vissuto anni d’inferno — aggiunge —, dentro e fuori dagli ospedali. E ogni volta che entravo non sapevo se avrei mai più visto i miei figli che allora avevano dai 14 ai 6 anni e non potevano venirmi a trovare in ospedale». I ragazzi non sapevano esattamente che cosa avesse la mamma che cercava di comportarsi come sempre, ma intervento dopo intervento la donna non era più in grado di sopportare quel martirio.

«MI SOSTENEVA la fede — continua — cresciuta anche nei miei numerosi viaggi a Lourdes. E in occasione dell’ultimo pellegrinaggio avevo chiesto alla Madonna di poter condividere quell’esperienza con mio marito, che avevo conosciuto da ragazzina e con il quale avevo sempre condiviso tutto». Ma il marito, che è un ginecologo cattolico, non aveva mai voluto accompagnarla fino al 3 maggio 1989, quando ha deciso di partire per Lourdes. Allora per Danila c’erano ben poche speranze. I medici di Pavia l’avevano data per spacciata, consigliando al collega di farla ricoverare in Rianimazione per garantirle la morte meno dolorosa. «Siamo partiti subito in auto — prosegue la donna —. Ero decisa a chiedere alla Madonna di farmi morire, eppure lungo la strada facevamo solo programmi di vita. Arrivati a Lourdes, dopo il bagno mio marito mi ha chiesto se si era concluso tutto e io ho risposto che era finito l’inferno. Ho capito lì che ero guarita e che avevo il dovere di testimoniare quanto accaduto, anche se miracoli a Lourdes avvengono continuamente. Fosse anche la serenità garantita ai malati». Assistita dalla figlia, Valeria Sadigh Ershadi, la donna ha cominciato la trafila per il riconoscimento della guarigione.

UN PERCORSO durato oltre 20 anni, in cui oltre cento medici di diverse nazionalità e specialità hanno esaminato tutto il fascicolo di Danila Castelli fino ad arrivare a riconoscere che «la guarigione è avvenuta in circostanze che la medicina non può chiarire». Intanto la sua vita è andata avanti come «una bella storia d’amore con il Signore anche se il mio cammino non è stato facile, ma l’ho sempre vissuto nella gioia».
Fonte:http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2012/03/03/675664-tumori_incurabili_guarita_lourdes.shtml

lunedì 28 settembre 2015

A Medjugorje l'abbraccio di Maria - Testimonianza di Paolo e Daniela

 

Dopo 2 gravidanze andate male e ripetuti tentativi, a 5 anni dal matrimonio, celebrato nel 1997, nasce Simone, il nostro primo figlio, l'11 Febbraio 2002, giorno della B.V. Di Lourdes; in anticipo di 3 settimane sulla data prevista, in seguito ad una gravidanza trascorsa da Daniela quasi sempre a letto con il continuo rischio di una possibile interruzione.
All'epoca non eravamo particolarmente avvezzi alla preghiera, frequentavamo la messa domenicale, ma niente di più, era una buona tradizione ereditata dalle nostre famiglie di origine. Non avevamo nemmeno pregato in modo particolare per avere il dono di un figlio, sebbene fossimo andati a Roma nell'anno del Giubileo a visitare le famose Basiliche più o meno consapevoli che era proprio quello che in realtà stavamo cercando. Nel cortile della nostra casa, mi piace dirlo ora, abita, in una piccola cappella, proprio una statua che raffigura la B.V. Maria con Bernadette inginocchiata ai suoi piedi; essa accompagna la nostra famiglia da 70 anni, da quando i miei nonni vennero ad abitare la casa dove ora viviamo noi. Tornando a casa dall'ospedale, il giorno della nascita di Simone, mi sento, non so neanche perché, di rendere grazie a Maria per questa che ritenevo una curiosa coincidenza e con semplici parole glielo affido dicendo: hai voluto donarci la sua vita proprio in questo giorno, ebbene io desidero che la sua vita sia nelle tue mani, disponi di lui come riterrai più opportuno. Inizialmente non ho detto niente a Daniela perché neanche io capivo come mai mi fosse venuta spontanea questa cosa e quando più avanti gliene parlo non noto da parte sua un particolare entusiasmo. Concordiamo però sull'idea di fare un viaggio a Lourdes, in futuro da stabilire. Tutto resta comunque per così dire sopito. Nel 2004 il 1 ottobre, giorno di Santa Teresa del Bambino Gesù, nasce con parto cesareo Davide dopo solo sette mesi e mezzo di gestazione, e ancora una volta dopo una gravidanza a rischio trascorsa da Daniela completamente a letto.
Ad agosto 2013, a Pinarella di Cervia, dove trascorriamo le ferie ormai da una vita, comincia per noi un percorso che Maria, Mamma celeste, aveva in realtà già predisposto da tempo: una sera, ora possiamo dire non casualmente, a passeggio coi bimbi mi trovo davanti a una bancarella di libri e così poso lo sguardo sul secondo libro di Paolo Brosio: “Profumo di Lavanda”. Premetto che non sono propriamente un lettore, comunque lo compro e letteralmente lo divoro preso dalla voglia di leggere subito anche gli altri.
Naturalmente li passo a Daniela e insieme ci accorgiamo che in noi sta nascendo un qualcosa di difficile da descrivere, ma molto chiaro da comprendere, Maria ci stava, per così dire, aprendo gli occhi sulla vita che avevamo vissuto fino a quel momento. Di questo parliamo, pensiamo e discutiamo per tanto tempo, tutti i giorni, e anche se non sappiamo come rispondere capiamo che siamo i destinatari di una vera e propria chiamata alla quale è impossibile resistere: dobbiamo andare in quel posto sperduto della Bosnia! Ma l'organizzazione della famiglia? Come sistemiamo i bambini? Le ferie? Ormai sono terminate! Ci sentiamo fortemente attratti, ma tutti questi dubbi ci convincono a rimandare l'idea a tempi più opportuni, soprattutto quando i figli saranno più grandi, e poi non dovevamo andare a Lourdes?
Ancora una volta però la Mamma Celeste interviene nella nostra vita: verso fine estate ci troviamo con il gruppo famiglie della nostra parrocchia, del quale facciamo parte dal 2004, per programmare gli impegni e le attività dell'anno successivo: ed ecco qui due amici, fondamentali nella nostra vicenda. Loro tornavano da Medjugorje visibilmente colpiti, come chi vive un esperienza che veramente “ti cambia la vita”, e nonostante fossero appena tornati avevano un grande desiderio di tornare presto laggiù! Lo abbiamo compreso immediatamente dalle loro prime parole.
Questo incontro non fa altro che alimentare ulteriormente in noi quel senso di attrazione; ci diciamo che sarebbe bello un giorno andarci insieme, che anche a noi piacerebbe molto vivere un esperienza simile, ne sentiamo fortemente la necessità. Ma loro non sapevano quando ci sarebbero tornati, d'altronde c'erano appena stati e visibilmente vivevano qualcosa di veramente grande e travolgente. Sappiamo comunque che non possiamo resistere ancora per molto, addirittura propongo a Daniela di andare da sola con un viaggio organizzato, mentre io mi sarei occupato della gestione familiare. Naturalmente questa non era la volontà di Maria e così non se ne fa nulla. Bastava pazientare solo un po' ed ecco di nuovo chiara la strada: nel mese di novembre 2013 ci viene proposto di partecipare ad un seminario internazionale per coppie sposate, che si svolge annualmente a luglio proprio a Medjugorje. Accettiamo immediatamente e incominciamo a pensare come organizzarci per le ferie: era naturalmente troppo presto per chiederle, ma dovevamo decidere in fretta per poterci iscrivere al corso. Il tempo stringe e l'urgenza di partire aumenta. Senza troppi pensieri, e chi ci conosce sa che non è scontato per noi, prenotiamo il viaggio confidando che se Maria ci vuole là avrebbe disposto tutte le cose nel modo opportuno. Partiamo assieme a tre coppie di amici già frequentatori di Medjugorje. Il seminario si intitola “La fiducia nel matrimonio e nell'educazione dei figli” ed è tenuto da una brava dottoressa, sembra fatto apposta per noi, proprio al momento giusto. Impossibile descrivere i sentimenti che hanno invaso la nostra anima visitando quei luoghi: il monte Krizevac, la statua in bronzo di Gesù, dal cui ginocchio abbiamo potuto attingere il liquido sinoviale che ripetutamente si versa, la collina delle apparizioni. Essere li a pregare proprio ai piedi della Croce e di Maria, che lassù aspetta proprio noi e della quale sentiamo l'abbraccio materno e consolatore! Tra le tante grazie ricevute quella che ha dato inizio ad una nuova stagione nella nostra vita certamente è stata la consapevolezza di aver vissuto sempre sotto lo sguardo amorevole di Maria, ma noi fino a quel momento non ce ne eravamo resi conto.
Adesso abbiamo la certezza che il nostro cammino continuerà illuminato da questa scoperta, con la gioia nell'abbandono fiducioso e incondizionato a Lei, nelle cui mani mettiamo tutta la nostra vita: gioie, dolori, fatiche, delusioni, preoccupazioni, tutto le doniamo e affidiamo chiedendole anche la grazia di insegnarci ad amare sempre intensamente il suo figlio Gesù.
In ultimo, ma non ultimo, il viaggio a Medjugorje ci ha regalato il desiderio e la gioia grande nel pregare insieme, di cui sentiamo l'esigenza giornaliera come ristoro e ringraziamento, anche se a volte, sovrastati dal frastuono quotidiano, ci ritagliamo momenti di preghiera personali, pur consapevoli comunque che ci rivolgiamo insieme alla Mamma Celeste.
Possiamo certamente dire che la consapevolezza dell'amore di Maria influisce positivamente nel nostro approccio verso le situazioni quotidiane e nei rapporti che intratteniamo con le altre persone.

Paolo e Daniela

domenica 27 settembre 2015

Medjugorje ha portato un cambiamento nella mia vita ed in quella dei miei genitori.

Sanja Horvat: “Medjugorje fa parte di me, è la mia seconda casa”

data: 24.09.2015.
Sanja Horvat, una pellegrina della parrocchia della Visitazione della Beata Vergine Maria di Banja Luka, porta pellegrini a Medjugorje una volta l’anno. Ci ha testimoniato di aver organizzato il primo pellegrinaggio a Medjugorje nel maggio del 2008 e che a quel pellegrinaggio è seguita la sua conversione: “Ogni anno organizziamo un pellegrinaggio votivo in maggio. Medjugorje fa parte di me, è la mia seconda casa. Ha portato un cambiamento nella mia vita ed in quella dei miei genitori. Da allora, in famiglia, preghiamo molto di più e siamo molto più in comunione. Ciò è avvenuto dopo la mia confessione generale. Ho poi continuato a confessarmi qui, perché ho il sentore che, nel confessionale, sia presente Gesù vivo. Posso dire che Medjugorje ha risvegliato la mia fede ed il mio cammino quotidiano di preghiera. Per me Medjugorje è un luogo di preghiera, di pace, d’amore e di gioia. Nei pellegrinaggi ci accompagna anche mia madre che, prima della mia conversione, era atea. Attraverso di me ha vissuto anche lei una conversione”, ci ha detto questa pellegrina di Banja Luka.

Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/sanja-horvat-%E2%80%9Cmedjugorje-fa-parte-di-me-%C3%A8-la-mia-seconda-casa%E2%80%9D,7298.html

sabato 26 settembre 2015

Il 29 settembre esce in ANTEPRIMA MONDIALE la prima vera autobiografia autorizzata da VICKA



Cari amici in ANTEPRIMA MONDIALE sono qui a condividere con voi l'uscita in tutte le librerie d'Italia, il libro che già è in ristampa a causa delle migliaia di prenotazioni, che ho avuto la gioia di scrivere con la veggente di Medjugorje VICKA IVANKOVIC.

Dopo 34 anni dalla prima apparizione 14 giugno 1981 a Medjugorje,
Per la prima volta esce la prima vera
autobiografica autorizzata da VICKA in tutte le librerie da martedì 29 settembre!
Ho avuto la grazia di raccogliere testimonianze personali di Vicka e della sua famiglia che mai sono state raccontate e che Vicka ha depositato presso la mia persona. Sarà un libro ricco di frutti spirituali, perchè arricchirà moltissimo i lettori che lo leggeranno.
Andate a prenotarlo e a prenderlo in anteprima presso tutte le librerie!
Grazie a Maria per tutti i doni e le grazie che ci donerai.

VICKA IVANKOVIC con don Michele Barone:
"A MEDJUGORJE CON MARIA"
I segreti che la Madonna mi ha affidato.
Edito da Mondadori - Piemme
192 pagine
16,00 Euro

Presentazione:
Medjugorje, in lingua bosniaca, significa
“borgata fra le colline”. E da oltre trent’anni,
le folle di pellegrini, curiosi e scettici,
che si arrampicano su quelle pendici irte
di rocce e rovi, affermano di aver trovato
qualcosa di speciale. Che cosa? Alcuni parlano
di miracoli e visioni mariane, altri di
guarigioni fisiche e psichiche, altri ancora
di pace del cuore, speranza e gioia.
Vicka Ivankovic, la più famosa e amata
dei sei veggenti di quel piccolo paese, si
rimette in tutto e per tutto al giudizio di
papa Francesco e della Chiesa, ma non
può fare a meno di narrare gli eventi straordinari
di cui è stata protagonista, che
hanno sconvolto la sua vita, quella della
sua famiglia e della sua comunità.
Per la prima volta Vicka racconta tutto di
sé: della sua infanzia poverissima, dei nonni
e dei genitori, della prima apparizione e di
come la Regina della Pace le fa compagnia
mostrandosi quotidianamente, alle 17.40,
con messaggi per lei e per il mondo.


Grazie alla penna dell’amico giornalista
don Michele Barone, non tralascia nulla di
sé, narrando episodi mai raccontati della
sua quotidianità matrimoniale e di famiglia,
dei figli e di come anche nella malattia che
l’ha colpita non ha mai smesso di abbandonarsi
al volere di Dio, affidandosi alle
amorevoli mani della “signora dagli occhi
celesti”, la “Gospa”.
Una testimonianza straordinaria che per
particolari inediti, fenomeni mistici e rivelazioni
turberà anche gli increduli.

Fonte:
Don Michele Barone  

venerdì 25 settembre 2015

Messaggio del 25 settembre 2015 dato a Marija


Messaggio, 25. settembre 2015

"Cari figli! Anche oggi prego lo Spirito Santo che riempia i vostri cuori con una forte fede. La preghiera e la fede riempiranno il vostro cuore con l'amore e con la gioia e voi sarete segno per coloro che sono lontani da Dio.
Figlioli, esortatevi gli uni gli altri alla preghiera del cuore perchè la preghiera possa riempire la vostra vita e voi, figlioli, ogni giorno sarete soprattutto i testimoni del servizio: a Dio nell'adorazione ed al prossimo nel bisogno. Io sono con voi ed intercedo per tutti voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” 

Veličina fonta:
„Draga djeco! I danas molim Duha Svetoga da mi ispuni vaša srca jakom vjerom.
Molitva i vjera ispuniti će vaše srce ljubavlju i radošću i vi ćete svakim danom, dječice, iznad svega biti svjedoci služenja Bogu u klanjanju i bližnjemu u potrebi. Ja sam s vama i zagovaram za sve vas. Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu.




Message, 25. September 2015
“Dear children! Also today I am praying to the Holy Spirit to fill your hearts with a strong faith. Prayer and faith will fill your heart with love and joy and you will be a sign for those who are far from God. Little children, encourage each other to prayer with the heart, so that prayer may fulfill your life; and each day, you, little children, will be, above all, witnesses of serving God in adoration and of your neighbor in need. I am with you and intercede for all of you. Thank you for having responded to my call.”

Message, 25. septembre 2015
« Chers enfants, aujourd‘ hui encore, je prie l’Esprit-Saint pour qu’Il remplisse vos cœurs d’une foi forte. La prière et la foi rempliront votre cœur d’amour et de joie et vous serez un signe pour ceux qui sont loin de Dieu. Petits enfants, encouragez-vous les uns les autres à prier avec le cœur, afin que la prière puisse remplir votre vie ; et vous serez, petits enfants, chaque jour, par-dessus tout des témoins du service : envers Dieu dans l’adoration et envers le prochain dans le besoin. Je suis avec vous et j’intercède pour vous tous. Mercid’avoir répondu à mon appel.»

Botschaft, 25. September 2015
„Liebe Kinder! Auch heute bitte ich den Heiligen Geist, dass Er eure Herzen mit starkem Glauben erfülle. Das Gebet und der Glaube werden euer Herz mit Liebe und Freude erfüllen und ihr werdet Zeichen sein für jene, die fern von Gott sind. Meine lieben Kinder, regt einander zum Gebet mit dem Herzen an, damit das Gebet euer Leben erfüllt und ihr, meine liebe Kinder, jeden Tag über allem Zeugen werdet, Gott in der Anbetung und dem Nächsten in Not zu dienen. Ich bin mit euch und halte Fürsprache für euch alle. Danke, dass ihr meinem Ruf gefolgt seid!“

Mensaje, 25. septiembre 2015
“Queridos hijos! También hoy oro al Espíritu Santo para que llene sus corazones con una fe firme. La oración y la fe llenarán su corazón de amor y de alegría, y ustedes serán una señal para aquellos que están lejos de Dios. Hijitos, exhórtense unos a otros a la oración con el corazón, para que la oración llene su vida, y ustedes, hijitos, cada día serán, sobre todo, testigos del servicio a Dios en la adoración y al prójimo en la necesidad. Yo estoy con ustedes e intercedo por todos ustedes. Gracias por haber respondido a mi llamado."


giovedì 24 settembre 2015

Ero malato di asma da più di sette anni, sentivo che dovevo salre sul Krizevac

Ero malato di asma da più di sette anni, e la malattia si aggravava sempre di più. Dopo essermi sottoposto a numerose visite mediche senza riscontrare nessun miglioramento, mi sentivo oramai vicino alla morte.
Un giorno, mia figlia e mio genero mi dissero che organizzavano un pellegrinaggio a Medjugorje e mi invitarono a partecipare. Accettai l'invito ed andai.
Una mattina sentii che dovevo salire sul Krizevac, io e mio figlio, da soli. Partimmo al mattino presto, e arrivato alla quarta stazione della Via Crucis mi sentivo già stanco, respiravo con difficoltà. Mio figlio mi invitava a rinunciare e a tornare giù, ma io gli ripetevo che volevo continuare, sentivo che dovevo salire... Alla settima stazione ero di nuovo molto stanco, e all'undicesima stazione non riuscivo più a respirare, mio figlio era nervosissimo! Facendo delle lunghe soste, stanchissimo, riuscii ad arrivare ai piedi della croce bianca, in vetta al Krizevac. Lì caddi a terra per diversi minuti, non riuscivo ad alzarmi, quando sentii un forte colpo di vento. Allora riuscii a mettermi seduto, e in quel momento sentii come delle mani che mi toccavano la schiena. Subito dopo un nuovo colpo di vento. Rimasi in preghiera per venti minuti, e quando decidemmo di scendere, camminavo benissimo, talmente veloce che mio figlio non poteva seguirmi!
Tornato a casa, non ho più sofferto di asma!
Sono tornato a Medjugorje altre sei volte, sempre salendo sul Krizevac senza alcun problema.

Dal 18 al 20 settembre Seminario formativo e di preghiera a Medjugorje

pubblicato il: 22.09.2015.
Dal 18 al 20 settembre 2015, presso la casa di preghiera “Domus Pacis” di Medjugorje, si è svolto un Seminario formativo e di preghiera per alunne della settima ed ottava classe della scuola primaria, organizzato dalle suore scolastiche francescane di Mostar. Questo è stato il primo Seminario per ragazze di quest’anno scolastico e vi hanno partecipato quarantatré ragazze di Ljubuški, Kočerin, Posušje, Klobuk e Tomislavgrad. Nel desiderio di tornare al loro primitivo carisma, a partire dal 1993, le suore hanno iniziato a organizzare, tra l’altro, incontri formativi e di preghiera per ragazze, che si svolgono regolarmente nel corso dell’anno scolastico. Il loro scopo è quello di aiutarle a scoprire il senso ed il valore della vita, ad approfondire la loro fede attraverso la preghiera e lo stare insieme, e a conoscere la sublimità e la bellezza della vocazione della donna. Molte delle partecipanti hanno testimoniato che, grazie a questi Seminari, si sono trovate più vicine a Dio e che la preghiera è divenuta per loro una necessità quotidiana, che cambia e nutre la loro vita. Sono previsti incontri di preghiera per diverse fasce d’età, che vanno dai tredici anni fino all’età adulta, includendo anche studentesse e lavoratrici. In essi vengono offerti diversi contenuti. Questi Seminari hanno un loro ordine del giorno, un programma giornaliero ed un tema determinato, che è cristianamente fondato e vicino al vissuto giovanile. 
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/seminario-formativo-e-di-preghiera-a-medjugorje,7293.html

mercoledì 23 settembre 2015

Una signora dice: "Io sono sicura che Francesco è l'antipapa" .Papa Francesco risponde....

«Mi chiedono se sono cattolico? Se serve posso recitare il Credo»


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Il Papa sbarca negli Usa
(©Afp)
(©Afp) Il Papa sbarca negli Usa

Nell'intervista sul volo da Cuba agli Stati Uniti Francesco parla delle critiche al suo magistero: «Ciò che dico è nella dottrina sociale della Chiesa». Sull'embargo: «Spero che si arrivi a un accordo che soddisfi le due parti». Sui dissidenti: «Alcuni erano stati invitati per un saluto in cattedrale. Nessuno si è identificato come tale, non ho notizia di arresti». Con Fidel «abbiamo parlato della Laudato si' e del suo insegnante gesuita»

ANDREA TORNIELLI dal Volo Santiago de Cuba - Washington
«Mi chiedete se sono cattolico? Se è necessario posso recitare il Credo...». Papa Francesco incontra i giornalisti sul volo da Santiago de Cuba a Washington e risponde alle accuse di essere «comunista» o persino un «antipapa». «Tutto ciò che ho detto in tema economico è nella dottrina della Chiesa». Sull'embargo degli Usa a Cuba dice: «Spero che si arrivi a un accordo che soddisfi le due parti».
Che cosa pensa dell'embargo Usa verso Cuba? Ne parlerà al Congresso?
«Il problema dell'embargo è parte del negoziato tra Stati Uniti e Cuba, i due presidenti si sono riferiti a questo, è una cosa pubblica e va nella direzione delle buone relazioni che si stanno cercando. Spero che si arrivi a un accordo che soddisfi le parti. Rispetto alla posizione della Santa Sede sugli embarghi, i Papi precedenti ne hanno parlato di questo, non solo di questo caso. Ne parla la dottrina sociale della Chiesa. Al Congresso non parlerò in modo specifico di questo tema, ma accennerò in generale agli accordi come segno del progresso nella convivenza».
Si parla di più di 50 dissidenti arrestati. Li voleva incontrare? Che cosa avrebbe detto loro?
«Non ho notizie degli arresti. Che sia accaduto questo, non ho notizie. Le altre due domande sono futuribili. A me piace incontrare tutti, tutti sono figli di Dio, ogni incontro arricchisce. Era chiaro che io non avrei avuto udienze, non solo con i dissidenti, ma anche con altri, compresi alcuni capi di Stato. Ero in visita in un Paese, non era prevista alcuna udienza. Dalla nunziatura sono state fatte delle telefonate ad alcune persone che sono in questo gruppo di dissidenti, per dire loro che al momento del mio arrivo alla cattedrale, con piacere le avrei salutate. Nessuno però si è identificato come dissidente nel saluto, non lo so se c'erano o non c'erano, ho salutato tutti quelli che erano lì. Se li incontrassi, non so quello che direi, perché direi quello che mi viene al momento».
Perché ha deciso di non ricevere i dissidenti? La Chiesa cattolica può avere un ruolo per aiutarli?
«Non ho ricevuto nessuno in udienza privata, e c'era anche un capo di stato che la chiedeva. La Chiesa cubana ha lavorato per compilare liste di prigionieri a cui concedere l'indulto, ed è stato concesso a più di tremila. Ci sono ancora altri casi allo studio, me l'ha detto il presidente della Conferenza episcopale. Qualcuno mi ha detto: sarebbe bello eliminare l'ergastolo! È quasi una pena di morte nascosta, tu stai lì morendo tutti i giorni senza la speranza di liberazione. Un'altra ipotesi è che si facciano indulti generali ogni uno o due anni. Ma la Chiesa sta lavorando e ha lavorato... Non dico che tutti questi tremila erano nelle liste presentate dalla Chiesa, no. Ma la Chiesa ha compilato delle liste, ha chiesto indulti e continuerà a farlo».
Nei decenni in cui Fidel Castro era al potere, la Chiesa cattolica ha sofferto molto. Nel suo incontro ha avuto la percezione che fosse un po' pentito?
«Il pentimento è una cosa molto intima, una cosa di coscienza. Nell'incontro con Fidel abbiamo parlato dei gesuiti che lui ha conosciuto, perché gli ho portato come regalo uno libro e un Cd del padre Llorente, e due libri di padre Pronzato, che sicuramente lui apprezzerà. Abbiamo parlato di queste cose. Abbiamo parlato molto dell'enciclica Laudatro si', lui è molto interessato al tema dell'ecologia. È stato un incontro non tanto formale, ma spontaneo, c'era la sua famiglia presente, c'erano anche i miei accompagnatori, il mio autista, ma noi eravamo un po' separati, loro non potevano sentire. Abbiamo parlato tanto sull'enciclica, lui è molto preoccupato per l'ambiente. Per quanto riguarda il passato abbiamo parlato del collegio dei gesuiti e di come lo facevano lavorare».
In pochi anni ci sono state tre visite papali a Cuba. È perché Cuba è «malata» e soffre per qualcosa?
«No. Il primo viaggio di Giovanni Paolo II fu storico, ma normale: ha visitato tanti Paesi aggressivi contro la Chiesa. La seconda visita è stata quella di Benedetto, e pure quella era normale. E la mia è stata un po' casuale, perché inizialmente avevo pensato di arrivare negli Stati Uniti arrivando dalla frontiera del Messico, da Ciudad Juarez. Ma andare in Messico senza visitare la Madonna di Guadalupe non si poteva. Poi c'è stato l'annuncio del 17 dicembre (il disgelo tra Cuba e Usa, ndr), dopo un processo di quasi un anno. E ho detto: andiamo negli Usa attraverso Cuba. Non perché abbia dei mali speciali che non hanno altri Paesi. Non interpreterei così le tre visite. Io per esempio ho visitato Brasile, Giovanni Paolo II l'ha visitato tre o quattro volte e non aveva una "malattia" speciale. Sono contento di aver visitato Cuba».
Alcune sue denunce sull'inequità del sistema economico mondiale hanno fatto emergere reazioni bizzarre: ci sono settori della società americana che si sono chiesti se il Papa fosse cattolico...
«Un amico cardinale mi ha raccontato che è andata da lui una signora, molto preoccupata, molto cattolica, un po' rigida, ma buona. E gli ha chiesto se era vero che nella Bibbia che si parlava di un Anticristo. Lui ha spiegato che se ne parla nell'Apocalisse. Poi la signora ha chiesto se si parlava di un antipapa. E lui le ha domandato: perché me lo chiede? Ha risposto: "Io sono sicura che Francesco è l'antipapa". E perché? "Perché non usa le scarpe rosse", è stata la risposta. Sull'essere comunista o non comunista: io sono certo di non aver detto una cosa in più rispetto a ciò che c'è nella Dottrina sociale della Chiesa. Durante l'altro volo una vostra collega mi aveva chiesto, a proposito del mio intervento ai movimenti popolari: "Ma la Chiesa lo seguirà?". Ho risposto: sono io a seguire la Chiesa, e su questo credo di non sbagliare. Le cose si possono spiegare, forse qualcosa ha dato un'impressione un po' più "sinistrina", ma sarebbe un errore di interpretazione. La mia dottrina su tutto questo, la Laudato si' e sull'imperialismo economico, è nell'insegnamento sociale della Chiesa. E se è necessario che io reciti il Credo, sono disposto a farlo...».
Nell'ultimo viaggio in America Latina lei ha criticato in modo forte il sistema capitalista, ma a Cuba ha è stato più soft con il sistema comunista. Perché?
«Nei discorsi che ho fatto a Cuba ho sempre fatto cenno alla dottrina sociale della Chiesa. Ma le cose che si devono correggere le ho dette chiaramente, non in modo "profumato". Per quanto riguarda il capitalismo selvaggio non ho detto di più di ciò che ho scritto nell'Evangelii gaudium e nell'enciclica Laudato si'. Quello che ho scritto è abbastanza. Qui a Cuba il viaggio è stato molto pastorale, con la comunità cattolica, con i cristiani e anche con le persone di buona volontà. I miei interventi sono stati omelie. Anche con i giovani, che erano giovani credenti e non credenti e fra i credenti ce n'erano di diverse religioni, è stato un discorso di speranza, di incoraggiamento del dialogo per cercare quelle cose che ci accomunano. È stato un linguaggio più pastorale. Invece nell'enciclica si dovevano trattare cose più tecniche». 
Fonte:http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-usa-43536/

Antonello, guarito dal tumore grazie alla fede nella Madonna


VARESE  Tra due settimane i 30 anni dalle prime apparizioni di Medjugorje e un varesino racconta in un libro la sua straordinaria guarigione tra cure e preghiere. Si chiama Antonello De Giorgio ha 52 anni, è direttore di banca e allenatore di basket, e tre anni fa, gli hanno diagnosticato il linfoma di hodgkin. De Giorgi da un paio d'anni gira l'Italia per testimoniare con il suo libro "Non sono ancora una foto sopra una lapide!" che si può guarire.



«Una storia autobiografica dal titolo provocatorio, ma è quello che pensavo quando incrociavo gli occhi degli altri mentre ero malato», spiega De Giorgio. Una storia la sua che è persino finita sul magazine "Chi": «A dire la verità ero perplesso perché, parlando di fede, mi chiedevo se avesse senso apparire su un giornale di gossip. Poi, l'ho fatto perché io per scelta vado a testimoniare il mio libro ovunque mi chiamino. In questo sistema itinerante ho la possibilità di parlare sia con chi crede sia con chi non lo fa». I proventi del libro saranno destinati all'attività di un amico frate in Eritrea impegnato nella costruzione di pozzi d'acqua per le popolazioni indigenti di quel Paese.





Capitoli importanti della vita di De Giorgio sono legati proprio a quella Madonna di Medjugorje cui molti si rivolgono in preghiera da quel 24 giugno 1981 molti credenti e soprattutto malati. «Ci sono stato dal 87 al 91. Dopo è scoppiata la guerra e non ci sono più andato per 19 anni. È un luogo in cui non si arriva per caso, ma perché si è chiamati e, in fondo, lo siamo tutti solo che il rumore del mondo non permette di sentirlo». Prosegue: «"Ogni giorno, anche prima della malattia, chiedevo la grazia di poterci tornare, era come una preghiera quotidiana. Ho calcolato quasi 7mila suppliche, poi, finalmente ci sono tornato dopo la malattia». Una malattia che non ha fermato la vita di Antonello: «Giocavo anche mentre facevo la chemio. Era un segnale importante, soprattutto per le mie figlie che dovevano vedermi vivo». Una passione, quella per il basket che ha sempre avuta sia da giocatone, nelle fila della Mina di Induno Olona, sia da allenatore. Forse un azzardo giocare in quelle condizioni, ma in realtà una circostanza che richiama la teoria delle tre F, riportata sul libro: fede, famiglia e follia.



«Non mi sentirete mai parlare di miracoli, però. Ho risposto bene alle cure. Un miracolo non è essenzialmente un prodigio, ma si verifica in ogni istante della mia vita. Se uno ha una fede profonda quando arriva la croce ha il coraggio di portarla e di guardarla negli occhi, se uno crede non ha poi questa grande paura. Sono sicuro che siano serviti anche i gruppi di preghiera di amici formati da mia moglie. Sicuramente il Signore non è stato a guardare. Forse è stato anche un premio per mia mamma, che tutti conoscevano a Varese come l'infermiera Mariuccia. Fece un voto quando a mia sorella cardiopatica, appena nata, avevano dato tre anni di vita. In cambio della salute dei figli si è offerta di seguire con la massima dedizione gli ammalati. Lei li ha seguiti senza sosta per cinquant'anni fino al 2000».



Laura Botter

Fonte:http://www.laprovinciadivarese.it/stories/cronaca/211944_antonello_guarito_dal_tumore_grazie_alla_fede_nella_madonna/

martedì 22 settembre 2015

Questa sera veglia di preghiera per San PiO per il suo 47° anniversario






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http://www.teleradiopadrepio.it/interna.php?key=8797&inc=dettaglio&bread=In%20primo%20piano&t=Celebrazioni%20per%20la%20novena%20e%20la%20festa%20di%20san%20Pio%20da%20Pietrelcina%202015 


San Giovanni Rotondo – 22/23 settembre – Veglia di San Pio da Pietrelcina  (22/9/2014)  (23/9/2014) Per commemorare la perdita di San Pio da Pietrelcina, che scomparve a San Giovanni Rotondo alle 02:30 del 23 settembre del 1968, dopo una lunga tribolazione che lo rese sofferente per tutto l’arco della sua vita terrena, nella cittadina garganica si organizza ogni anno una manifestazione che vede la partecipazione di decine di migliaia di fedeli provenienti da ogni parte del mondo e che affollano la piazza antistante al Santuario di San Pio.

Il giorno dell’anniversario della morte dell’umile frate stigmatizzato, i pellegrini si riuniscono devotamente in una lunga e commovente veglia di preghiera per rendere vivo il suo ricordo. In occasione del 47° anniversario, si prevede un ricco programma di celebrazioni organizzato dai frati minori cappuccini del convento di “Santa Maria delle Grazie”.



L’evento ha inizio il 22 settembre, giorno in cui Padre Pio celebrò la sua ultima Messa pronunciando le estreme parole "figli miei, figli miei", con una liturgia d’accoglienza, seguita da una solenne celebrazione del vespro, dall’adorazione eucaristica per le vocazioni e dal santo Rosario meditato. A mezzanotte, tra il 22 e 23 settembre, il cammino di preghiera prosegue con solenni concelebrazioni che culminano in una processione con in testa la statua di San Pio da Pietrelcina. , si prevede un ricco programma di celebrazioni organizzato dai frati minori cappuccini del convento di “Santa Maria delle Grazie”. 



(canale 145 del digitale terrestre e della piattaforma satellitare Tivùsat; canale 852 della piattaforma satellitare Sky) e da Radio Padre Pio (frequenze

Programma della novena, della veglia e della festa di san Pio da Pietrelcina





Programma della novena, della veglia e della festa di san Pio da Pietrelcina
In occasione dell’Anno della vita consacrata, le Celebrazioni Eucaristiche della novena in preparazione alla festa liturgica di san Pio da Pietrelcina del 2015 saranno presiedute non solo da un cardinale e da due arcivescovi, ma anche da alcuni religiosi che svolgono particolari ministeri all’interno del proprio Ordine. Il 23 settembre, invece, presiederà la Messa del mattino un altro porporato, il card. Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica.La novena, la veglia di preghiera del 22 settembre e le liturgie del giorno della festa saranno caratterizzate sia dal tema del programma pastorale del Santuario: “Redenti dalla croce di Cristo!” sia da quelli che scaturiscono dall’Anno della vita consacrata, ma anche dalla necessità di pregare per il dramma che stanno vivendo tanti migranti che cercano di raggiungere condizioni di vita più dignitose, rischiando la vita su imbarcazioni di fortuna, gestite da spietati trafficanti di esseri umani.
 21:00 Preghiera sotto la croce
22:30 Santo Rosario
00:15 Santa Messa


Mercoledì 23 Settembre

07:00 Lodi
07:18 Angelus Padre Pio
07:20 Pace e bene a cura di fr. Franco Gitto
07:30 Santa Messa
08:20 Rassegna Stampa
08:45/
11:30 Sui passi di Padre Pio
09:30 Santo Rosario
11:30 Santa Messa
12:20 Angelus di Padre Pio
12:30 A colloquio con Padre Marciano
13:00 Il Rosario di Padre Pio
13:30 televendita
13:45/
15:00 Sui passi di Padre Pio
15:00 Diretta cripta San Pio
15:30 Coroncina della Divina Misericordia
15:45 televendita
16:00/ 19:45 Prepariamoci alla festa
16:05 Dritto al cuore a cura di don F. Armenti
16:10 Connessi ma liberi a cura di Francesco Bosco
16:25 Misericordioso come il Padre a cura di Annamaria Salvemini
16:40 Riconciliatevi con Dio a cura di Maria Pia Picciafuoco
16:55 Pace e bene ®
17:00 Il Rosario di Padre Pio
17:30 Santa Messa
19:45 Vespri
20:05 Dritto al cuore ®
20:10 Lampada per i miei passi
20:45 Il Rosario di Padre Pio
21:20 La buonanotte
21:30 Compieta
21:45 Benedizione di Padre Pio
21:50 Il Magistero di Francesco
22:35 Repliche dei programmi

Mi sentivo vicino alla morte. Il pensiero del suicidio prendeva sempre più colpo .- Testimonianza di suor Emmanuel

OGGI E' IL SUO COMPLEANNO ... Auguri!!!

 

Suor Emmanuel

*La mia storia ebbe inizio nel pensionato per ragazze quando, all'età di quindici anni, iniziai ad interessarmi
di astrologia e spiritismo. Alcune delle mie amiche non prendevano iniziative senza prima chiedere informa-
zioni alle stelle, alla cartomanzia o agli spiriti, attraverso la tiptologia. I miei genitori e le religiose del buon
istituto cattolico non avevano alcuna idea di come passavamo il nostro tempo libero.
Nella mia vita decido io Da buona ragazza cattolica conoscevo il catechismo, anche il vangelo mi era familiare ma non ricordo di aver mai sentito parlare nella mia infanzia né durante la mia adolescenza, che la bontà di Dio avesse un piano per la mia vita. Anzi avevo anche un 'immagine spaventosa di Dio, fattami dalle pratiche spiritialle quali partecipavo con una certa ingenuità. Nel mio subconscio avevo sviluppato un meccanismo di rifiuto di questa idea. Fin dal mio diciassettesimo anno ero decisa a scegliere da sola quale indirizzo intraprendere per la mia vita, perché ero convinta: se mi abbandonassi ai piani di Dio, la mia vita sarebbe una via crucis e finirebbe in una grande depressione. Ogni volta, quando in mia presi parlava della volontà di Dio, era per me una sofferenza. Mi sembrava di ascoltare solo giudizi come: “Non ha nemmeno trenta anni ed è già vedova, ma se è la volontà di Dio, Egli le darà la forza di portare la croce”, o: “E' una persona carina, però ha una malattia grave e le restano solo due mesi di vita; ma è la volontà di Dio, preghiamo per lei”, oppure: “Ha avuto un bambino che purtroppo è sordo..., ma se è la volontà di Dio, bisogna accettarlo”. All'età di venti anni cercavo una via d'uscita da questo buio e da questa sofferenza. Perché ero al mondo? Non ebbi risposta da nessuna parte.*
A 24 anni, Emmanuelle sognava di aprire un piccolo negozio a Parigi, dove vendere lavori femminili e gioielli provenienti dall'India, Come le era venuta in mente questa idea? Da anni era alla ricerca dell'operato dello Spirito Santo. Voleva viverlo 'come nei tempi degli apostoli' e desiderava incontrare dei testimoni vivi del Vangelo, come San Pietro o San Paolo. Fece addirittura una promessa a Gesù: 'Appena troverò tali apostoli, lascerò tutto e andrò con loro!', Ma non trovandoli da nessuna parte, almeno qui in Europa, la sua speranza si era rivolta verso l'Oriente, perché si sa che nei paesi orientali si dà molta importanza alla vita spirituale. Con un soggiorno prolungato in India Emmanuelle sperava di trovare lì ciò che cercava. Un giorno incontrò il ministro dell'economia del Punjab, che le consigliò di consultare un buon amico astrologo, prima di iniziare il progetto di lavoro, perché bisognava chiarire se quella impresa sarebbe nata 'sotto una buona stella'. Emmanuelle si faceva spesso pronosticare il futuro e quindi aderì a questa proposta, Già per il giorno successivo venne fissato un incontro con Shri Sharma, un anziano uomo indiano. Egli fece sedere la giovane. Aveva una lunga barba biondo-giallastra ed era seduto per terra nella posizione di loto su un lenzuolo che, anni prima, doveva esser stato bianco, Dopo essersi informato su nome, luogo e data di nascita di Emmanuelle, prese il `suo' libro della vita dalla sua vasta biblioteca, "Lo conservavo per lei, sapevo che sarebbe venuta ". Con voce monotona, senza sentimento, senza interesse e con uno sguardo penetrante e freddo, cominciò la lettura dei fogli ingialliti, presumibilmente scritti migliaia di anni fa in sanscrito. La giovane europea, guardando il ministro con aria scettica, domandò se quello davvero era il 'suo' libro della vita. Egli la tranquillizzò. Il cosiddetto `illuminato', o meglio l'indovino, descriveva molti particolari della sua vita, dei suoi genitori e dei suoi parenti, nominò una malattia che ella aveva avuto ad un anno di età, che l'aveva portata vicino al-la morte - fatto che sua madre le avrebbe confermato più tardi - e in questa maniera 'leggeva' anno per anno la sua vita. Parlava delle sue pagelle, dei suoi più intimi sentimenti e diceva che tempo prima aveva scelto una determinata facoltà per lo studio, perché allora 'Marte si avvicinava a Giove e Saturno ...'. Poi iniziò a parlare del futuro di Emmanuelle. Egli le faceva comprendere come tutta la sua vita dipendesse dalle stelle, Il libro della vita annunciava prove dure e gravi sofferenze. Ella era sempre più assalita da paura e provava un freddo gelido, Quando l'illuminato' chiuse il libro, era arrivato al suo trentesimo anno d'età, Mentre sceglieva il secondo volume, Emmanuelle disse in fretta: 'No, no, basta.'', si alzò e senza dire altro uscì. "Fino ad allora avevo creduto che lai vita fosse nelle mani di Dio ", scrisse più tardi. "Egli mi aveva chiamato alla vita per amore. Credevo che Egli tenesse in mano Sua il mondo e che infine restasse solo l'amore. Dopo tutto quello che avevo appena sentito, avevo la prova che non è così; erano le stelle a disegnare il mio destino, L'illuminato aveva fatto di me un 'orfana: avevo perso il mio Padre nel cielo. Con molta abilità aveva smontato la mia fede e mi aveva convinto che la mia vita era unica-mente il prodotto di una sequenza impersonale, planetaria. All'improvviso mi vedevo prigioniera di formazioni di stelle lontane, di cui non sapevo nemmeno il nome. La predestinazione pesava come un giogo sulla mie spalle, mi deprimeva e mi faceva paura. Non riuscivo a liberarmene, ero prigioniera del fatalismo ". Iniziò a verificarsi tutto come avevano `previsto le stelle'. Emmanuelle spesso diceva tra sé: "E' così, perché egli ha ragione, egli me lo ha predetto". Nel mio intimo cresceva un cancro spirituale e nascosto. Non avevo più speranza. Avvenivano cose strane: mi svegliavo di notte con una paura terribile e una sensazione di soffocamento. Incominciavo a pronunciare parole di odio, senza motivo, contro le persone, diventavo inap-petente e il mio fisico si indeboliva. Avevo depressioni e sentivo ribellione contro tutto e tutti. Per nove mesi vegetai così. Mi sentivo vicino alla morte, non mancava molto. Il pensiero del suicidio prendeva sempre più colpo . Maria Pia aveva capito in quale situazione disperata si trovava sua sorella, perciò decise di invitarla: "Domani è Pentecoste, vieni con me, ho trovato un gruppo di preghiera carismatico; loro si incontrano per onorare lo Spirito Santo. Vieni, Egli ti aiuterà senz 'altro ". Emmanuelle non ne era per niente convinta e aveva pensieri sprezzanti: "Il tuo Spirito Santo sarà carino, ma non mi può aiutare! ". Maria Pia fece comunque il nome del luogo dell'incontro: Parigi, Rue de l'Assomption. La notte successiva fu l'inferno per Emmanuelle, come descrisse più tardi: "Mi sentivo nelle mani di satana ed internamente distrutta. Quando si .fece giorno, non avevo più alcuna prospettava per la mia vita. Dissi l 'ultima preghiera a Dio. Era certamente una delle più brevi, ma nello stesso tempo più sincera: "Signore, Tu vedi che non posso più vivere, neanche per un giorno, Ti annuncio, oggi la faccio finita. Alle cinque del pomeriggio non ci sarò più! Ecco la mia preghiera del mattino! ". Emmanuelle aveva anche progettato come terminare la sua vita alle cinque. Sembrava che le ore fino al pomeriggio non volessero passare. Nella sua pena, tuttavia, si sentì spinta ad accettare l'invito della sorella. Ricordava precisamente l'indirizzo: Parigi, Rue de l'Assomption (via della Assunzione della Vergine Maria). Quindi decise di andare. AI mio arrivo trovai già trenta persone. Mi sembrava che facessero parte di un altro mondo. Subito mi venne in mente. `Eccoli, gli apostoli che cercavo da anni'. Li vedevo, ma come in un film, troppo tardi! Fra loro e me c'era un abisso insuperabile. Ero già nel mondo dei morti. Ero chiusa lì. Alle cinque non sarei stata più fra i viventi. Loro forse possedevano la luce, meglio per loro. Si fecero poi le 15.30: io me ne stavo apatica e disperata in mezzo a persone felici e guardavo sempre l 'orologio. Le loro preghiere non mi toccavano. La mia fine era vicina, avevo ancora un'ora e mezzo di vita . Verso le 16.00 giunse Andrée, una madre di famiglia, molto semplice. Fra i trenta cattolici era l'unica protestante. Appena si sedette, disse ad alta voce: "Fratelli e sorelle! Fra noi c'è qualcuno che si trova vicino alla morte. Quella persona si è fatta ingannare dal nemico. Ha partecipato a spiritismi ed evocazioni degli spiriti, perciò satana l'ha avvinta. Gesù però ha il potere di liberarla e di donarle una nuova vita. Venga avanti e noi pregheremo per lei ". Tutti erano turbati da quelle parole. Emmanuelle sapeva bene che si trattava di lei. Si irritò e decise di parlare con questa signora dopo la preghiera. Poco dopo le 16.30, la preghiera era finita e Emmanuelle si avvicinò ad Andrée. "Lei ha parlato di qualcuno che è vicino alla morte ... ". "Ah, sei tu! Vieni con noi. Allora, che cosa hai fatto? Tu eri nel regno del nemico, hai frequentato astrologi e un illuminato. Vero? Hai interpellato i morti e hai partecipato a sedute di tiptologia? ". "Sì, l'ho fatto nella mia gioventù, insieme a delle amiche, ma non sapevo ". "Credi in Gestì Cristo? " Poi Andrée condusse la 'votata alla morte' in giardino e la fece sedere su una panchina. Continuò a parlare: "Ti sei messa tu stessa nelle grinfie del nemico. Ti ha legato e ti tortura. Il suo scopo è ucciderti. Credi che oggi Gesù abbia il potere di sciogliere i tuoi legami, perché tu sia libera di camminare nella luce?". "Sì, lo credo! Sai, Andrée, anche se Gesù mi libera, preferisco comunque morire. Perché i demoni hanno fatto talmente tanti danni nel mio cuore, che non posso sopportare questa sofferenza". "Ma se credi che Gesù ha il potere di cacciare i demoni che ti hanno ferita, non credi che abbia anche il potere di guarirti da queste ferite?". "Sì, credo che possa guarirmi!": rispose Emmanuelle, questa volta titubante, perché non era del tutto certa. "E ti impegni a non praticare più questi abomini? Perché, attenzione! Se ricominciassi, ti succederebbe anche di peggio!". Non c'era tempo da perdere. Andrée e i suoi compagni iniziarono a benedire il Signore nella gioia e nella fiducia e chiedevano perdono per i peccati di Emmanuelle. Subito si spezzò il legame di maledizione che quell'indovino induista di Delhi le aveva imposto. Poi, dopo nuove lodi e benedizioni, silenzio. Durante la preghiera, ella non aveva provato nessuna scossa, nessuna emozione nuova, niente. Ma una volta in piedi, si rese conto che la sua sofferenza, la sua angoscia mortale e tutti i dolori erano spariti! Volati via! Gesù era passato davvero…..II mio orologio segnava le diciassette! Avevo un appuntamento con la morte, ma il Dio vivente era venuto a me e non la morte. Sentivo il Buon Pastore accanto a me, era sceso nel mio fossato sordido e mi aveva ti fuori da lì. Sentivo la sua vita scorrere in come un torrente di delizie. Tutto il mio essere era immerso nella gioia di una risurrezione! Quella sera diedi la mia vita a Dio. "Signore, oggi il mio piano era morire. Ma tu hai preso su di te la mia morte e mi hai dato la tua vita. Allora, Signore, questa che mi resta da vivere su questa terra è interamente tua. Prendila!" Mentre tutti ringraziavano lo Spirito Santo per il Suo potente intervento, Emmanuel poté sperimentare l'amore di Dio. "Da quel momento non avevo più timore della Sua volontà. Al contrario, ricevetti la grazia di volerla compiere in ogni minimo particolare. La volontà di Dio vuol dire vita. Lo Spirito Santo mi aveva donato soprattutto il timore di Dio, cioè il timore di dispiacere a colui che si ama. Quella notte dormii come una neonata sul cuore della mamma, e fin dall'indomani iniziò per me una vita tutta nuova " Da "Pro deo et Fratribus" * * * Breve biografia di suor Emmanuel Maillard Nata a Parigi nel 1947, laureata alla Sorbona nel 1969 in lettere e archeologia. Fino al 1973 lavora e viaggia facendo una profonda esperienza di spiritismo, divinazione e astrologia in India. Nel 1973 incontra il Rinnovamento carismatico in Francia che cambia completamente la sua vita, nel 1975 segue la chiamata del Signore ed entra nella Comunità del Leone di Giuda, pronunciando i voti solenni nel novembre 1978. Dopo un soggiorno in Israele di 7 anni, torna in Francia e sente una forte chiamata a evangelizzare attraverso i mass media (cassette audio). Nel 1989 viene invitata dalla sua comunità, che nel frattempo ha cambiato nome in Comunità delle Beatitudini, a Medjugorje allo scopo di diffondere i messaggi della Madonna. Nel 1990 fonda l'associazione Children of Medjugorje e sistematicamente invia due volte al mese un notiziario che viene tradotto nelle principali lingue del mondo. Nel 1996 l'associazione inizia il programma televisivo settimanale Medjugorje: l'ultima chiamata della nostra Mamma, nello stesso anno Suor Emmanuel è stata ricevuta dal Santo Padre che l'ha incoraggiata e benedetta entusiasticamente. Nel 1997 uno spettatore americano dopo aver visto il programma televisivo l'ha invitata a parlare davanti al Congresso degli Stati Uniti. Suor Emmanuel ha registrato 22 cassette audio, 50 programma TV e radio e pubblicato vari libri. Tutte le sue registrazioni e pubblicazioni hanno avuto il Nihil obstat. Dopo aver pubblicato questa storia su un blog mi è giunta la seguente mail. Ciao A*******, ho appena letto la storia che hai inviato sulla vita di suor Emmanuel (spero di aver scritto bene il nome), mi ha molto toccato perchè anche io sono passata per quella strada... voler conoscere il futuro, interrogare la carte ed il contatto con una "maga" (tutto ingenuamente), che elaborando il mio tema natale, ha fatto si che io divenissi l' ombra di quel che vi era scritto (un pò come suor Emmanuel)... poi la grande prova, ossia quel che è accaduto al mio matrimonio... proprio in quel momento la mano di Dio mi ha liberata da quelle catene facendomi rinascere a sè. Il mio cammino spirituale non è iniziato da molto (le mie crisi interiori di tanto in tanto riaffiorano) ma adesso so quanto male ho fatto a me stessa ed a quanti mi circondano e so quale strada percorrere. Grazie per questa storia, è arrivata al momento giusto... Un caro saluto, Letizia 

Fonte:
http://convertiti.altervista.org/suor_emmanuel.html

Mi appassionai alla cartomanzia, alla new age, ma poi Dio ha avuto pietà di me


Dopo anni trascorsi tra le più disparate discipline orientali ed esoteriche, ho deciso di testimoniare contro di esse. Credo che attualmente vi sia in atto un vero e proprio attacco nei confronti della religione cristiana, ma soprattutto nei confronti della nostra intelligenza e dignità di esseri umani

Carissima Annalisa,
sono felice tu abbia deciso di confrontare la tua esperienza di conversione con la mia, entrambi proveniamo dalla New Age e sono sicuro che tanti lettori gioveranno della lettura di questa intervista.
Il nostro percorso attraverso queste discipline ci ha fatto comprendere come esse ci allontanino dalla grazia di Dio e quanti inganni e pericoli si nascondano dietro di esse.
La mia intenzione è quella di confrontarci con le seguenti domande, allo scopo di mettere in luce proprio questa azione subdola e ingannatrice del demonio.
 

DOMANDA: Per iniziare analizziamo le esperienze fatte prima di tornare a Gesù. Che tipo di discipline e falsi profeti hai seguito prima della conversione e in che modo ritieni che ti abbiano allontanato da Dio?
 
LASS: Io avevo ricevuto una formazione cattolica fin da bambino, frequentavo la Chiesa ed ero molto credente. Ad un certo punto della mia vita ha iniziato a risvegliarsi in me una forte curiosità nei confronti di tutto ciò che appartiene all’occultismo e all’esoterismo.
Ho iniziato con la semplice meditazione buddhista tibetana, poi una escalation: Reiki, Shiatsu, Sciamanesimo, Sai Baba, Mata Amritanandamayi (in arte “Amma”, la “santa” che abbraccia). Ero arrivato a professarmi induista e rifiutavo la Chiesa e i Sacramenti ritenendoli superflui. Quando mia madre mi chiedeva di andare a Messa almeno durante le feste comandate, io con sdegno le rispondevo che la “mia Messa” era in casa, cioè la meditazione che facevo davanti ad un altarino allestito in camera per adorare e venerare i miei santoni induisti. Posso affermare con sicurezza che proprio tali pratiche, apparentemente innoque e presentate come strade che conducono a Dio, hanno finito per farmi perdere la frequenza ai Sacramenti e mi hanno portato ad accettare passivamente il mondo degli spiriti e varie forme di idolatria, come l’adorazione di divinità induiste, presunti “spiriti guida” e maestri di vita, ai quali inginocchiarsi e dedicare pratiche devozionali.
Per grazia di Dio non ho mai smesso di amare la Madonna e credo che proprio i pellegrinaggi a Lourdes prima e a Medjugorje poi mi abbiano protetto e riportato a Dio. Ricordo infatti che durante il periodo new age non ero mai sazio, cercavo continuamente nuove esperienze e nessuna di esse mi appagava, sentivo una forza invisibile che mi bloccava e mi impediva di “sconfinare” nel mondo occulto che tanto desideravo esplorare. Adesso riconosco che quella forza invisibile altri non erano che la Madonna e il mio Angelo Custode.

ANNALISA COLZI: Sono cresciuta in una famiglia lontana dalla fede cattolica. La classica famiglia battezzata ma non praticante che dice di credere ma non è interessata alla vita di Chiesa. Intorno ai 20 anni ho iniziato ad interessarmi di spiritismo. Leggevo tanti libri sull’argomento ed ero sempre più affascinata da questo mondo, tanto che stavo pensando di recarmi da uno dei più grandi medium di Roma. Ripiegai, invece, da una medium mediocre dove andai, grazie a Dio, una sola volta. Mi appassionai alla cartomanzia, alla new age e ogni cosa circondasse questo mondo. Uno dei miei desideri era recarmi in India da Sai Baba.
Mi recavo spesso da una signora che “toglie” il malocchio senza prendere soldi (ma le offerte le prendeva eccome) e che mi aveva “donato” un sacchettino rosso. Alla fine la mia vita era immersa talmente nella disperazione che decisi di telefonare ad un mago vero e proprio… ma Dio ha avuto pietà di me e mi ha tratto in salvo prima che finissi nel tranello delle false guarigioni.
 

DOMANDA: Quando praticavi queste discipline hai mai intuito che esse volevano condurti in modo subdolo lontano da Dio?
 

LASS: C’è un episodio che ricordo in particolare e che conferma la domanda: poco dopo aver iniziato il mio cammino new age, ho conosciuto una persona che si dichiarava maestro spirituale nonchè channeler (contattava e comunicava regolarmente con diverse entità non meglio precisate) il quale esercitava su di me un fascino ed un’ammirazione molto forte. Costui spingeva molto affinchè anche io divenissi seguace del suo maestro, ossia il noto santone Sai Baba, con il quale lui comunicava e che gli diceva come comportarsi nei miei confronti. Una volta questa persona mi ha mostrato un quadro di Sai Baba (anni dopo ho scoperto che in quell’immagine Sai Baba non faceva altro che scimmiottare la celebre immagine di Gesù Misericordioso di Santa Faustina Kowalska) e dopo avermi detto che in quell’immagine si vedeva “la meravigliosa aura” del presunto maestro (il quale indossava un abito bianco proprio come Gesù, ma aveva al contrario un aspetto terrificante) ha preteso che mi inginocchiassi per adorarlo. Dopo la mia conversione, ripensando a questo episodio, ho compreso quanto Satana desidera essere adorato e quanto odio provi verso Dio al punto da volersi sostituire a Lui.
ANNALISA COLZI: No, non l’ho mai intuito. Non ho mai avuto questa consapevolezza, anzi a me sembrava tutto normale. C’è da dire che la mia formazione religiosa era inesistente e quindi incapace di discernere bene e male.
 

DOMANDA: Durante la pratica di queste discipline new age ti è capitato di provare sulla tua pelle la presenza tangibile di forze occulte?
 

LASS: Come già detto prima, credo che la Madonna e l’Angelo Custode abbiano sempre limitato i miei “sconfinamenti” nell’occulto, ma ho letto tante testimonianze di persone che attraverso tali pratiche hanno aperto la porta a vessazioni o in rari casi a possessioni diaboliche. Ma Dio oltre a preservarci e proteggerci spesso ci mostra anche l’altra faccia della medaglia per farci capire chi è il “finto amico”. Durante alcune pratiche sciamaniche ho veduto entità non meglio precisate legate alla natura e durante la pratica del Reiki ricordo che il mio povero gatto aveva avuto una crisi epilettica. Quando meditavo da solo nella mia stanza mi capitava di udire rumori tutto intorno, adesso in quella stessa stanza recito il Santo Rosario e quei rumori non li ho mai più uditi.
Negli ultimi tempi della mia pratica new age avevo raggiunto una certa familiarità con il viaggio astrale (le cosiddette “Out of body experiences, in gergo OBE) e durante uno di questi, in cui avevo desiderato incontrare una dei falsi profeti che seguivo, ho assistito a quella che era probabilmente la sua reale identità (questo è solo un mio parere, ma dentro di me sono convinto che sia cosi’): un essere mostruoso con gli occhi affamati di sangue, l’opposto dell’immagine che tale maestra spirituale voleva proiettare e che continua a dare pubblicamente.

ANNALISA COLZI: Io sono nata nel 1962 e la mia conversione risale alla fine del 1991, quindi il movimento new age, da cui ero molto affascinata, era all’inizio. Il reiki, per esempio, non esisteva ancora e così altre discipline che sono in gran voga adesso. Mi concentravo molto sullo spiritismo e questo apriva le porte a forse oscure. Ho avuto alcune esperienze negative, anche se non eclatanti. Molte volte avevo l’impressione che vi fossero presenze, risvegli improvvisi nel cuore della notte dovuti a forti rumori ecc…
 

DOMANDA: In che modo ritieni che le forze del male agiscano nell’epoca attuale (ad esempio nel campo dei media, della tv, della musica) per sviare l’umanità e allontanarla dal disegno originario di Dio?
 

LASS: Il mondo della musica mi tocca da vicino, ho studiato musica fin da giovanissimo e ricordo nitidamente come il male mi abbia intenzionalmente fatto allontanare dalla musica classica (quella volta studiavo la chitarra classica e intendevo diplomarmi al conservatorio), per portarmi verso le passioni sensuali delle pratiche orientali e facendomi sprecare un talento che probabilmente Dio avrebbe utilizzato per servirsi di me attraverso la musica. A conferma di ciò, subito dopo la conversione, è riemersa in me la passione per la musica classica, ho ripreso gli studi ed attualmente il Signore mi chiama a servirlo proprio attraverso questo mezzo.
Recentemente mi è capitato di conoscere una persona che purtroppo ha il brutto vizio di bestemmiare e che odia la religione cristiana e la Chiesa. In seguito questa persona mi ha confidato di ascoltare frequentemente il gruppo thrash metal degli “Slayer” (il quale si è autodichiarato in più occasioni satanista) e non mi sorprende pertanto che tali individui abbiano potuto condizionare passivamente, con la loro musica aggressiva e i loro testi satanici, la mente di questa povera persona. Purtroppo questà realtà è tanto diffusa quanto sottovalutata nel mondo della musica, credo sia necessario pregare tanto per le povere anime (in gran parte giovanissime) vessate da questo tipo di musica.

ANNALISA COLZI: Sicuramente satana utilizza il mondo dei media (giornali, internet, televisione, cartoni animati, cantanti ecc…) per rovinare le anime. Da questi mezzi passa un veleno continuo, e che è iniziato diversi anni fa, capace di cambiare la mentalità delle persone. La musica, poi, è uno dei veicoli più pericolosi di cui satana si serve. Non solo il metal serve da diffusore malefico ma anche cantanti pop, apparentemente più innocui ma che divulgano messaggi negativi, come Rhianna, Lady Gaga, kate Perry… E che dire del Rap? L’80 per cento e forse più di canzoni rap contiene riferimenti a droga, alcool, sesso, violenza allo stato puro. Satana è stato molto furbo ed è riuscito a fregarci facendoci credere che, in fondo, sono solo dei cantanti.
 

DOMANDA: Entrambi portate avanti la vostra battaglia contro il male attraverso la rete internet, vi è capitato di ricevere attacchi?
 

LASS: Gli attacchi sono continui, soprattutto da parte dei seguaci di vari santoni orientali che ho messo allo scoperto nei miei articoli. Questi ultimi predicano la pace e il rispetto delle religioni, ma aldilà del loro finto buonismo non esitano ad insultare con aggressività e cattiveria. Ricevo quasi quotidianamente messaggi di utenti che non hanno problemi a dichiarare il loro odio verso la Chiesa (tirando in ballo le crociate e la santa inquisizione ad infinitum) e verso il Dio cristiano che sarebbe, secondo loro, un Dio inventato da noi.
Secondo loro i veri Dei sarebbero questi santoni orientali, non importa quanto si arricchiscano alle loro spalle e quanto li allontanino dai Sacramenti, solo loro meriterebbero adorazione e servitù totale.

ANNALISA COLZI: Non ricevo attacchi eccessivi, anzi molti mi ringraziano per le informazioni che dono loro.
 

DOMANDA: Cosa vorreste dire oggi, alla luce della vostra conversione, a coloro che seguono queste pratiche new age e credono di non fare nulla di male?
 

LASS: Gli direi di aprire gli occhi per un attimo e guardarè aldilà dei valori che gli sono stati inculcati passivamente come il karma, il vegetarianismo o la reincarnazione.
Gli direi di rileggere almeno per una sera la Bibbia, di considerare che non è un semplice libro, ma la parola viva di Dio dettata ai profeti, dove quelle stesse pratiche sono condannate perchè in abominio al Signore.
Gli sussurrerei all’orecchio: prova anche solo per un breve periodo a dare fiducia a Dio, segui i suoi insegnamenti, ritorna ai Sacramenti e sperimenta la presenza e l’amore del Dio vivo che si manifesta nella tua vita e non quella di un idolo che pretende con l’inganno di essere adorato. Dopo sceglierai tu la strada da percorrere, ma sono certo che una volta sperimentata la presenza di Gesù non lo abbandonerai mai più.
E se proprio non riesci a ritornare da Lui allora fai come me: vai in pellegrinaggio in un qualsiasi santuario mariano semplicemente per motivi turistici e poi…torna a casa convertito.

ANNALISA COLZI: Gli direi di lasciarsi sconvolgere dall’amore di un Dio che si è fatto carne invitandolo ad andare a Medjugorje!
 


Fonte:http://www.veniteadme.org/storie-conversione-intervista-doppia-annalisa-colzi/

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