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venerdì 20 aprile 2018

Messaggio straordinario del 20 aprile 2018 - Medjugorje

Carissimi,ecco quanto Ivan ci ha comunicato circa l’apparizione da lui avuta stasera, lunedì 20 aprile 2018,  alle ore 22:00 sul Podbrdo

«Anche oggi, dopo l’incontro con la Madonna, desidero avvicinavi e descrivervi un po’ quello che è stato più importante dell’incontro di stasera. Anche oggi la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Poi ha steso le mani e ha pregato qui su tutti noi per un tempo prolungato. In seguito, ha pregato in particolare qui su voi malati presenti. Poi ha detto:“Cari figli, anche oggi desidero dirvi che mio Figlio mi ha permesso di rimanere così a lungo insieme a voi perché desidero educarvi, istruirvi e condurvi alla pace. Desidero condurvi a mio Figlio. Perciò, cari figli, accogliete i miei messaggi e vivete i miei messaggi. Accogliete il Vangelo, vivete il Vangelo! Sappiate, cari figli, che la Madre prega sempre per tutti voi ed intercede per voi tutti presso suo Figlio. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”. Poi la Madonna ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto. In seguito io ho raccomandato tutti voi, le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie ed in particolare tutti voi, malati presenti. Poi la Madonna ha continuato a pregare per un periodo di tempo in particolare per la pace, e dopo questa preghiera se n’è andata, nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”».

mercoledì 18 aprile 2018

Domanda di molti credenti sulla Confessione - di P. SLAVKO BARBARIC

DAMMI IL TUO CUORE FERITO
LA CONFESSIONE: PERCHÉ? COME?
P. SLAVKO BARBARIC

CHIEDI ED ASCOLTA

In cerca di una prima risposta alle domande sulla Confessione e continuando a fare le confessioni, ho avuto la possibilità di incontrarmi con il più grande teologo del nostro secolo: Hans Urs von Balthasar. Gli ho detto: "Da quando sono a Medjugorje, ed anche prima, ho incontrato persone che vengono a confessarsi solo per attenersi ai messaggi che invitano a farlo mensilmente, però spesso mi hanno detto: “Non ho niente, ma sono ugualmente venuto a confessarmi”. Ho chiesto dunque al teologo: "Come bisogna comportarsi con questo tipo di pentimenti? Che cosa bisogna dire?" Egli mi ha sorriso ed ha risposto: "Non deve aver paura, padre. Quando dicono che non hanno nulla da confessare, ringraziate insieme ad essi il Signore perché non hanno peccati. E poi fate questa domanda: “Avete in ogni caso amato Dio più di tutte le altre cose? Ed il vostro prossimo come voi stessi?”.
Domanda ed ascolta! Perché, chi può dire di aver amato perfettamente? Finché non può affermare ciò, deve ammettere qualcosa e per questo deve chiedere perdono.
In quel momento ho capito le parole della Sacra Scrittura in cui si dice che anche l'uomo giusto compie il peccato sette volte: "State attenti a voi stessi! Se un tuo fratello pecca, rimproverarlo; ma se si pente, perdonargli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: mi pento, tu gli perdonerai" (Lc 17,3-4).
Perché succede facilmente anche quando si dice che non si odia nessuno e che si amano gli altri come se stessi. Si scopre che in verità ancora non si ama Dio più di ogni altra cosa. Penso che non esprimiamo una condanna quando diciamo che nessuno può dire mai: "Il mio amore è perfetto. Il mio sentimento di pace e la volontà di riconciliazione sono così perfetti che posso rispondere sempre più affermativamente alla domanda: “Hai sempre amato Dio più di ogni altra cosa ed il tuo prossimo come te stesso?”
Intanto, si badi bene, questo interrogativo non viene posto per scovare in ogni occasione il peccato, ma viene rivolto per trovare, sempre, il modo di operare un maggior bene. Mi sembra, infatti, che non si sottolinei mai abbastanza che il Cristianesimo non è una ricerca del peccato per poi spaventare l'uomo.
Il Cristianesimo non si è manifestato per giudicare gli uomini, ma è una realtà presente per la sua salvezza. Il Cristianesimo è, inoltre, la Luce che segue le tracce dell'uomo al buio. E' l'amore che si manifesta e salva l'uomo dall'odio, è la pace che si offre all'uomo agitato, è il tutto che si offre all'uomo agitato e torturato. La Carità che si dona a coloro che sono torturati con crudeltà. E' il perdono che si concede all'uomo distrutto dalla sua implacabilità.
Dunque, come il medico non è importante in quanto scopre la malattia, ma in quanto ne conosce la cura, così avviene per la cristianità nei confronti della Confessione. Il medico non è colpevole perché scopre la malattia, è invece degno di lode proprio perché scopre o riesce ad individuare il medicinale appropriato.
Può capitare che talvolta nella mente del malato si presenti il dubbio che la sua malattia sia stata causata dal medico. Ciò non è giusto e non aiuta a guarire dal male. Qualcosa del genere si può dire del Cristianesimo. Non per difenderlo, ma per comprenderlo con maggiore semplicità.
Quando il Cristianesimo parla di peccato o quando invita alla Confessione, non è per svelare il peccato, ma perché desidera offrire salvezza.
Donando salvezza, più facilmente si trova il peccato. Più facilmente si trova l'uomo distrutto. Il Cristianesimo non ha avuto origine da un malato e peccatore, ma da un sano e santo. Al Cristianesimo non serve l'uomo peccatore, ma per manifestarsi gli è assolutamente necessario l'uomo capace di crescere nell'amore ed in tutte le buone virtù.
In altre parole, la mia domanda e la domanda di molti credenti sulla Confessione è molto fondata, se consideriamo la Confessione solo dal punto di vista di un errore o di una trasgressione compiuti. Ma ciò non è la Confessione e neppure la missione universale del Cristianesimo. La Confessione serve ed è motivata come Sacramento della Riconciliazione. Poiché così l'uomo può crescere sino a giungere alla sua immagine di perfezione che è annunciata e realizzata in Gesù Cristo.
"Cari figli! Per questa solennità desidero dirvi di aprire il cuore al Signore di tutti i cuori. Datemi tutti i vostri problemi. Io voglio consolarvi nelle vostre prove. Desidero colmarvi di pace, di gioia e di amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" (20.6.1985). "Cari figli! Vi esorto verso il prossimo, e soprattutto all'amore verso chi vi procura del male. Così, con l'amore, potrete apprezzare le intenzioni del cuore. Pregate ed amate, cari figli: con l'amore potrete fare anche ciò che vi sembrava impossibile. Grazie per aver risposto alla mia chiamata! " (7.11.1985).

martedì 17 aprile 2018

La Chiesa ha bisogno che tutti noi siamo dei profeti...- OMELIA di Papa Francesco


Papa Francesco alla Messa a Casa Santa Marta Papa Francesco alla messa a Casa Santa Marta  (Vatican Media)

Francesco: il profeta è sempre un uomo di speranza


Il vero profeta è capace di piangere sul popolo che non lo ascolta. Alla Messa mattutina a Casa santa Marta, il Papa parla di santo Stefano e dice che la Chiesa "ha bisogno che tutti noi siamo dei profeti", per rafforzare la nostra appartenenza a Dio

Adriana Masotti - Città del Vaticano
‘Incirconcisi nel cuore e nelle orecchie. Voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Voi non siete coerenti con la vita che viene dalle vostre radici’. Stefano, il primo martire della Chiesa, accusava così il popolo, gli anziani e gli scribi che l’avevano trascinato in tribunale. Avevano il cuore chiuso, non volevano ascoltarlo e non ricordavano più la storia d’Israele. Papa Francesco ripercorre la sua vicenda che la liturgia di oggi propone nella Prima Lettura tratta dagli Atti degli Apostoli.

La persecuzione a causa della verità

E come i profeti precedenti erano stati perseguitati dai loro padri, così questi anziani e scribi ‘furibondi in cuor loro' si scagliarono tutti insieme contro Stefano, 'lo trascinarono fuori dalla città e si misero a lapidarlo’. E il Papa commenta: ”Quando il profeta arriva alla verità e tocca il cuore o il cuore si apre o il cuore diventa più pietra e si scatena la rabbia, la persecuzione”. “Così finisce la vita di un profeta”.

Il profeta vero piange sul popolo

La verità scomoda tante volte non è piacevole da ascoltare e Francesco dice che “ i profeti, sempre, hanno avuto questi problemi di persecuzione per dire la verità”.

Ma qual è per me il test che un profeta quando parla forte dice la verità? È quando questo profeta è capace non solo di dire, ma di piangere sul popolo che ha abbandonato la verità. E Gesù da una parte rimprovera con quelle parole dure; “generazione perversa e adultera” dice ad esempio; dall’altra parte pianse su Gerusalemme. Questo è il test. Un vero profeta è quello che è capace di piangere per il suo popolo e anche di dire le cose forti quando deve dirle. Non è tiepido, sempre è così: diretto.

Non solo rimproverare ma aprire alla speranza

Ma il vero profeta non è un ‘profeta di sventure’ - precisa Francesco - il vero profeta è un profeta di speranza:

Aprire porte, risanare le radici, risanare l’appartenenza al popolo di Dio per andare avanti. Non è per ufficio un rimproveratore … No, è un uomo di speranza. Rimprovera quando è necessario e spalanca le porte guardando l’orizzonte della speranza. Ma, il vero profeta se fa bene il suo mestiere si gioca la pelle.

La Chiesa ha bisogno del servizio della profezia

Così Stefano che muore sotto gli occhi di Saulo, per essere coerente con la verità. E il Papa cita una frase di uno dei primi padri della Chiesa: ‘Il sangue dei martiri è seme dei cristiani’.

La Chiesa ha bisogno dei profeti. Dirò di più: ha bisogno che tutti noi siamo dei profeti. Non critici, questa è un’altra cosa. Una cosa è sempre il giudice critico al quale non piace niente, nessuna cosa gli piace: “No, questo non va bene, non va bene, non va bene, non va; questo deve essere così ..”. Quello non è un profeta. Il profeta è quello che prega, guarda Dio, guarda il suo popolo, sente dolore quando il popolo sbaglia, piange – è capace di piangere sul popolo -, ma è anche capace di giocarsi la pelle per dire la verità.
“Che non manchi alla Chiesa – conclude il Papa - questo servizio della profezia, per andare sempre avanti”.

Fonte:https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2018-04/papa-francesco-omelia-messa-santa-marta-17-aprile-2018.html

Guarigioni inspiegabili, alla Madonna di Montenero- con VIDEO

Nella basilica dedicata alla patrona della Toscana una galleria ex-voto famosa in tutta Europa. Chiamato uno degli esperti della commissione medica di Lourdes 

LIVORNO – Di miracoli la collina di Montenero, che guarda Livorno e ospita il Santuario della Madonna delle Grazie, patrona della Toscana, ne ha vissuti innumerevoli nei secoli dei secoli. Da quelli più sublimi degli ex voto, custoditi nel complesso della basilica e tra i più ricchi e importanti d’Europa, a quelli più prosaici e goderecci del boom economico-edilizio e della nascita di ville e villone che dominano il mare. I primi continuano a testimoniare la religiosità oltre ogni confine e ideologia (ai tempo del Pci non c’era comunista livornese che almeno una volta avesse pregato la “madonnina di Montenero), le seconde (le ville) da ostentazione dell’opulenza si sono trasformate a volte in pericolo idrogeologico, perché lì su quella collina, troppo si è costruito, dicono gli esperti, ci sono gravissimi problemi di frane e smottamenti e se non si fa qualcosa solo un miracolo della Madonna può rendere immune la collina da un disastro.

Miracolo
Già, un miracolo. Che adesso torna d’attualità da quando il vescovo di Livorno, l’architetto pisano Simone Giusti, durante un’omelia, ha detto davanti ai fedeli queste parole: «A Montenero è avvenuto qualcosa d’inspiegabile con i parametri che usiamo abitualmente per misurare la realtà: guarigioni fuori dall’ordinario». La frase è stata riportata sulla cronaca livornese del Tirreno e ha avuto un effetto mediatico di un certo rilievo. Perché sotto Natale e in un periodo storico-politico assai deprimente, i miracoli sembrano candele accese nel buio più nero. «Ma non chiamateli miracoli», precisa la Curia. Un’esortazione alla prudenza inevitabile: solo il Vaticano può decidere, con indagini severissime e lunghissime, se il prodigio da qualche parte del mondo si è davvero realizzato. Il vescovo Giusti, anche se non lo dice, è convinto che il mantello della Madonna di Montenero negli ultimi tempi abbia protetto uomini, donne e bambini. E che guarigioni inspiegabile, e dunque “miracolose”, ci siano state davvero. Non è un caso che recentemente a Livorno era arrivato Franco Balzaretti, componente della Commissione medica internazionale già consulente del Santuario di Lourdes. Balzaretti aveva partecipato a un incontro su “Felice coincidente o miracoli”, insieme a medici e religiosi tra i quali Costanza Galli, una suora-medico oncologo, primario del reparto Cure Palliative dell’ospedale di Livorno.
Guarigioni
Durante quell’incontro si parlò di malati, ai quali la medicina ufficiale aveva dato poco tempo di vita, guariti all’improvviso. Ma anche di statistiche che in alcuni casi (come in un particolare tumore al cervello) nei quali le guarigioni grazie alle che sfioravano il 95% dei casi. Scientia potentia est, ripeteva continuamente Francis Bacon. Eppure su quel colle, che nel medioevo faceva paura ai pochi livornesi che vivevano in un villaggio, il profumo di miracoli si respira davvero. E non solo la suggestione di quella straordinaria galleria di ex voto. La Madonna di Montenero, detta la Madonnina, è venerata da tutti i livornesi. Proprio tutti. E non esiste un livornese degno di questo nome, se pur eretico e mangiapreti, bestemmiatore e infedele, che non l’abbia pregata almeno una volta nella sua vita. A far penitenza d’agosto, salendo la terribile salita che da piazza delle Carrozze arriva sino al santuario, si sono presentate generazioni di labronici. Tra loro anche trinariciuti patentati, più ottusi di Peppone. In tasca tenevano un sunto del Capitale di Marx e del Libretto rosso di Mao e come segnalibro usavano un santino della Vergine. Tenuto miracolosamente nascosto, ovviamente.


Senza gamba o mano, si può andare in paradiso, ma senza anima non si può.- Parla la veggente Mirjana -MEDJUGORJE

«Ci tengo  a dire che solo Dio tiene i segreti.» Per far comprendere meglio cosa intende con questa frase, Mirjana ci ha detto che gli ultimi medici che li hanno esaminati, presso un istituto per il soprannaturale ad Innsbruck in Austria, l’hanno sottoposta anche all’ipnosi e alla macchina della verità, ma non sono riusciti a farle dire niente di particolare. Ha anche confermato che il settimo segreto è stato mitigato dalle loro preghiere ed a una signora che si è ritrovata un segno sul braccio, Mirjana le ha detto: «Se voi vedete o sentite qualcosa, questo è per voi! Con la vostra preghiera dovete capire il perchè, cosa Dio vuole da voi.» Ha poi aggiunto, in seguito ad ulteriori richieste di delucidazione sui segreti, che l’80 per cento di quello che si sente dire in giro, è falso. Ci ha poi consigliato di non acquistare libri su questo argomento, perchè vengono scritti da persone che stanno una settimana a Medjugorje senza neanche rivolgersi ai veggenti. Piuttosto acquistiamo libri di preghiera.  Poi le ho chiesto delle lacrime e sorrisi che repentinamente ha durante le apparizioni: «Non mi sono mai rivista nei video: mi ricorderebbero i momenti di dolore... Sai, le apparizioni del 2 del mese sono per quelli che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio... Come Mamma, ha un grande dolore per i suoi figli» Ma piange anche Lei? «Le lacrime negli occhi le ho viste tante volte... Lei vuole i suoi figli nella strada giusta e come mamma soffre quando vede i nostri cuori duri... Parlare della sofferenza della Madonna ho dei problemi. Anche adesso mi vengono subito lacrime» e con lei, ci siamo commossi tutti nel sentirla descrivere quei momenti «Ho visto tante donne soffrire... ma il dolore della nostra Madre si vede sul suo viso. Ogni muscolo trema dal dolore... questo per me è molto difficile da vedere (da sopportare)... e quando mi giro dopo l’apparizione, vedere che ancora non hanno capito (le persone presenti). Pensano ad altre cose ma non a quello che è importante: senza gamba o una mano, si può andare in paradiso, ma senza anima non si può. Quando capiremo questo, sarà molto diverso.»  Ha voluto sottolineare anche, che ci sono certe persone che fraintendono i messaggi, li interpretano a proprio piacimento. Ad esempio è stato detto che questa è l’ultima volta della Madonna sulla Terra: «Non è vero! La Madonna ha detto che questa è l’ultima volta che sono sulla Terra in questo modo! Con così tanti veggenti, così a lungo...» E perchè le apparizioni durano così tanti anni? «La Madonna ci sta preparando e alla fine si capirà.. Se qualcuno vuole trovare qualcosa che non va bene a Medjugorje, lo trova subito! Ma se il tuo cuore cerca solo questo, allora sarebbe meglio restare a casa. Se tu hai il cuore aperto con la preghiera e vuoi conoscere Gesù di più, tu lo conoscerai e capirai.» «Come quella signora con tanti problemi in famiglia, che il suo gruppo l’ha dimenticata, e lei è rimasta qua tre ore in attesa e si lamentava del gruppo. Le ho detto: "scusa signora se mi permetto, ma con tutti i problemi che hai, stai qui a perdere tempo: vai sulla croce blu, mettiti in ginocchio e prega la Madonna , non aspettare che Dio ti butta qualcosa"... Certi non capiscono. Pensano di dover dire a me! Ma chi sono io? Io sono come tutti gli altri. Anch’io ho le mie croci, i miei problemi. La Madonna non mi ha detto mai "non ti preoccupare". Anch’io devo pregare per tutto come voi. L’importante è rivolgersi a Dio. Noi qui sulla Terra siamo tutti uguali. Nessuno viene ascoltato più di un altro... Apri il tuo cuore, lascia che la Madonna entri. Non perder tempo per le cose che non sono importanti. Apri il cuore solo per la preghiera» La cosa più importante che ha detto la Madonna ? «Amore, amare... Dio ci farà una sola domanda: "quanto hai amato?". Se tu hai amore per Gesù, per i fratelli e sorelle, tu non puoi uccidere, rubare, fare male, tradire, perchè tu vuoi bene a quella persona. Per questo per me, il più importante dei messaggi è amare, amare come Gesù ama noi... Bisogna pregare Dio tutti i giorni, per poter amare come Lui ci ama tutti... E non amare solo quelli che sono bravi con noi, ma anche quelli che non lo sono: è molto più importante.

Fonte : Guarda con me

lunedì 16 aprile 2018

Don Ivan spiega perchè la corona del Rosario oscillava a Pompei

Don Ivan Licinio   
   (Vice Rettore del Santuario della Madonna di Pompei)
 
Mi ero ripromesso di non intervenire perché pensavo non fosse necessario, ma da ieri sera sto ricevendo messaggi e telefonate da tutta Italia su questa cosa del miracolo della corona della Madonna di Pompei... 😏

Ognuno è libero di credere ed interpretare come vuole, ma i fatti dicono che semplicemente si è sganciato il tirante che fissa la corona alla base della statua. Per questo motivo il vento ha fatto oscillare la corona per un po’ fino a quando, grazie ai Vigili del Fuoco, è stato ripristinato l’aggancio. Tutto qui.

Il vero miracolo accade quando il vento dello Spirito fa oscillare il cuore verso la conversione. Quando cambiamo vita, allora sì che la Madonna è contenta!

L’invito alla preghiera è sempre valido e in ogni situazione, anche senza segni eclatanti. Io ho solo spiegato i fatti, poi ognuno pensa ed interpreta come vuole.
#lafedeèunacosaseria


 Una domanda però nasce spontanea: perchè si è sganciata proprio quel giorno? A voi la rispista .....

domenica 15 aprile 2018

Un AVVISO dall' Ufficio parrocchiale di Medjugorje

AVVISO

data: 11.04.2018.
In riferimento ad alcuni messaggi ricevuti da amici pellegrini italiani da un'Associazione ONLUS nel quale viene menzionato un  “Francescano del posto” ed inoltre si allude all'Istituto fondato dalla nostra Provincia Francescana
dichiariamo:
non è stato dato ad alcuno il permesso verbale o formale mandato, né verbale né per iscritto, di raccogliere fondi in diverse modalità in nome e per conto nostro e conseguentemente neanche al suddetta Associazione ONLUS.
Pertanto riteniamo, qualsiasi menzione del nostro nome e l'uso delle descrizioni che alludono alle nostre opere caritative, un abuso e un atto illegale.
Ognuno è libero di fare la carità nelle modalità e all’indirizzo di chi predilige (quello che molti pellegrini hanno fatto per anni e per questo li siamo grati), però nessuno ha il permesso diretto e indiretto di usare indebitamente il nostro nome per raccogliere fondi in denaro o in altre forme di aiuto.
 
Ufficio parrocchiale – Medjugorje