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venerdì 8 giugno 2018

Medjugorje la si è lasciata in mano ai laici che sono diventati un po' i padroni della situazione.- Sul Giornale La Croce di oggi

Ania Golędzinowska Doto
Medjugorje, Hoser – Il giardiniere del Papa
per La Croce - Quotidiano
Parlare a titolo personale lo possiamo fare tutti, ma credo che si sia già detto abbastanza. Anche io tempo fa non sono stata soft, ma avevo i miei buoni motivi. Non si può continuare a mettere lo sporco sotto il tappeto. Bisogna alzare il tappeto, pulire lo sporco e continuare a cercare di non sporcare. Nonostante a Medjugorie ci siano molte cose che si potrebbero mettere in discussione, bisogna che tutti si facciano un esame di coscienza. La chiesa stessa aveva abbandonato i veggenti, sin da piccoli, nella lotta tra il bene e il male. Si lo so ci sono i francescani, ma anche loro lasciati soli. Medjugorje la si è lasciata in mano ai laici che sono diventati un po' i padroni della situazione, organizzati in strutture associative le hanno fatte diventare macchine da soldi che sfruttano conversioni , veggenti e preti santi non per evangelizzare ma per “allevare” i clienti dei loro pellegrinaggi. Mai mettersi contro di loro, sono quelli alla disperata ricerca del selfie con quel particolare “testimone della fede” per darsi su Facebook la patente contraffatta di finta bontà. Ovviamente non sto parlando di tutti, ci sono tante valide persone, preparate e sopratutto veramente in cammino che sanno far vivere la bellezza di Medjugorje in pienezza di tutto ciò che offre. Sopratutto la preghiera. “Non è solo importante fare le cose<mi disse un arcivescovo>, ma dipende tutto dal l’intenzione con la quale vengono fatte”. Ma nonostante tutto Dio scrive dritto anche sulle righe storte ed anche attraverso questi modi sono riuscite ad emergere tante belle conversioni. I veggenti rimasti soli, sono stati costretti ad arrangiarsi come potevano, ad affidarsi a chi potevano. Si pensa che affidarsi ad un sacerdote si può star tranquilli ma anche loro vengono continuamente tentati. E così i veggenti molte volte si sono ritrovati a dover fare i conti con chi in qualche modo si è approfittato di loro. Lasciati soli, soli in mezzo a milioni di persone. Traditi qualche volta anche dalla famiglia hanno cercato di fare il meglio che potevano. Qualche volta forse sbagliando , come tutti, nelle loro scelte fatte in buona fede e ciò ha fatto scaturire qualche dubbio e perplessità.
Detto ciò, conoscendo personalmente alcuni di loro non posso dire che mi abbiano mai deluso in qualcosa. Sempre gentili, pacati. Ma ciò che gli girava intorno a volte si.
A prescindere però dai nostri sentimenti personali, dobbiamo guardare “il disegno”, non soltanto le sfumature. Qualche volta qualcosa si va fuori dalle righe, ci si accorge di aver usato un colore sbagliato o un pennello troppo piccolo o troppo grande ma si può sempre prendere la gomma e ricominciare a disegnare meglio. Cambiare. Migliorare. L’importante è finire il disegno nel migliore dei modi.
Quando parlai così duramente di alcune cose che non andavano a Medjugorie lo feci dopo le dichiarazioni di Papa Francesco in aereo.
Si era scatenato il putiferio, vidi persone che offendevano il Papa è scoppiai. La Madonna non insegna questo, non insegna ad andare contro il Santo Padre.
Dissi che “chi non va li accompagnato da persone che fanno un vero cammino di fede, può ritrovarsi in mezzo a situazioni spiacevoli o nelle mani sbagliate di qualche falso santone.” Manco a dirlo poi sono uscite fuori molte cose infatti ... abbiamo assistito per diversi mesi alle puntate del programma“Le Iene” che narrava di un sacerdote che si recava spesso a Medjugorie, purtroppo ora si trova dietro le sbarre. Dico purtroppo, perché è sempre un grande dispiacere vedere una persona in questa situazione, figuriamoci un sacerdote. Ma diciamocelo, nessuno è santo e immacolato, quindi meglio farsi un esame di coscienza e utilizzare uno dei tanti confessionali a Medjugorie, che sparare su Facebook contro Papa Francesco, che dice di avere dei dubbi.
Qualcuno mi disse “ sputi nel piatto dove hai mangiato “ .. Beh, io non sono andata lì per mangiare, forse per digiunare, avevo “mangiato troppo in passato”. Ma dal momento che la pace ritrovata in quel luogo, iniziò a mancare, dal momento che mi accorgevo di essere entrata anche io in un “sistema”, dal momento che Medjugorje mi aveva dato ciò che mi doveva dare in quel momento, la fede, mi ritirai cercando di portare quel che di bello e buono avevo imparato li nella vita di tutti i giorni.
Questa è la verità, si sa da sempre che dove c’è tanta grazia c’è anche tanta sporcizia e negarlo è diventarne complici. Omertà è la parola che mi fa più disgusto, tanta gente innocente paga per omertà, tanti sono stati uccisi è mai ritrovati né corpi né colpevoli, proprio per omertà. Non c’è comportamento peggiore dell’omertà . Vedi i Bambini abusati, molte volte le violenze continuano per omertà, o tanti furti e imbrogli non si riescono a risolvere per omertà. L’omertà è sempre complicità.
Insomma stare zitti quando di mezzo c’è davvero una situazione grave, per me è essere omertosi. Non cammuffiamola con l’umiltà. Il reato, se c’è, va denunciato. Per il resto, per offese, calunnia, arrabbiature, per questo si dovremmo esercitarci in umiltà ad accettare ad incassare, a tacere e a non giudicare.
Ecco perché quando la mia suora preferita se ne stava andando da Medjugorje, io ho chiesto di potermi trasferire con lei in Italia.
Quindi quando Papa Francesco dice che ci sono dei dubbi, vuol dire che quelli ci sono. E non facciamo gli omertosi, piuttosto guardiamoci dentro, chiedendosi “ in cosa posso migliorare ?”
Tutto questo, i dubbi, cose che non vanno, non vuol dire assolutamente che “il disegno” è da buttare.
La verità è più semplice di quel che sembra. Papa ha a cuore quel che succede a Medjugorie, per quello ha inviato S.Ecc. Mons Henryk Hoser ora confermato come il visitatore permanente.
Medjugorje è come un grande e bel giardino, con tantissimi frutti buoni.
E quando quei frutti sono maturi, se non c’è qualcuno che li raccoglie, se non c’è chi li mette nelle casette, cadono a terra e vengono schiacciati da chi passa dal giardino diventando preda di maiali selvatici che li vanno a mangiare, preda di persone a cui non interessa il frutto, gente disposta anche ad avvelenare la terra e a rovinarne anche i frutti nuovi.
Sua Eccellenza Mons. Henryk Hoser deriva proprio da una famiglia di noti giardinieri di Varsavia. Quindi di giardini se ne intende. Se è stato scelto dal Papa, nonostante la sua età, ed ha accettato questa missione, vuole dire che farà un lavoro attento avendo alle spalle anni di missioni in tutto il mondo. È stato anche in Ruanda sia prima che dopo il genocidio. È molto tradizionalista e conservatore dei valori Cristiani. Arriverà lì a Medjugorie fra non molto e metterà il recinto per proteggere il giardino, metterà gli operai che raccoglieranno la frutta buona e poi faranno marmellate deliziose e succhi profumati per tutti. Si prenderanno cura anche dei piccoli alberi nuovi, annaffieranno, toglieranno l’erbaccia e combatteranno gli insetti .. E sopratutto chi era entrato con ruspa e trattori dovrà ora fare marcia indietro.. Hoser arriva non per giudicare ma per proteggere i frutti di Medjugorje che sono tanti e riconosciuti da molti. Per farlo però, deve avere chiara la situazione. Medjugorje è un luogo bellissimo, ma ha bisogno di qualche ritocco, di qualche paletto, di qualche recensione.. Di ogni cosa bella bisogna averne cura.. se voi siete belli, ma non vi lavate, non vi pettinate, prima o poi arrivano i pidocchi, vi fate brutti.
I frutti ci sono, anche io sono uno di essi. Forse io sono un limone, aspro, ma senza limone tanti piatti non hanno il loro gusto. Ogni frutto è importante, non ci stanno solo le banane.. Papa Francesco non poteva scegliere meglio , un medico e figlio di giardinieri sta arrivando .. Preghiamo per lui e per tutti quelli che hanno sempre creduto nella bellezza di quel giardino.
A.G

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